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Sabato 26
maggio il
Movimento
Studentesco
Nazionale e
Casaggì
faranno
festa, dopo
un anno
politico
frenetico e
ricco di
eventi, di
novità e di
soddisfazioni.
Farà festa
con la
musica, con
la voglia di
Comunità e
di allegria,
con i tanti
calici che
si alzeranno
al cielo e
con le Idee,
quelle di
sempre e che
non mancano
mai. La
festa dei
ribelli.
L'ospite,
come sempre
atteso, sarà
Skoll. Andrà
in scena la
presentazione
di "Questo
mondo non
basta.
Uomini ed
eroi", il
suo libro
fresco di
stampa, che
presenterà
con uno
spettacolo
imperdibile
in versi,
musica e
parole. Un
concerto sui
generis,
ricco di
spunti e di
percorsi,
oltre che di
note e di
suoni.
"Questo
mondo non
basta.
Uomini ed
eroi",
secondo la
descrizione
che ne dà
l'editore, è
un collage
di storie di
uomini,
donne, eroi.
Storie fatte
di
sacrifici,
imprese,
Ideali e
Valori.
Storie che
Federico
“Skoll”
Goglio
racconta
prendendo
spunto dai
versi di
alcuni suoi
brani.
Leggeremo,
tra gli
altri, del
Comandante
Massud, di
Brigitte
Bardot, di
Evita, degli
Uomini di El
Alamein, di
Mishima.
Forse,
sfogliando
il libro, a
qualcuno
verrà anche
spontaneo
canticchiare
e
riascoltare
le canzoni
che, lungo
un percorso
artistico di
più di dieci
anni, Skoll
ha portato
in giro per
i palchi di
tutta Italia
e non solo.
Queste
pagine sono
una sintesi
di parole e
musica.
Vita,
esperienze,
emozioni.
Testa e
cuore.
Lacrime e
buon umore.
E se il
mondo di
oggi è,
purtroppo,
di coloro
che “non ci
provano
nemmeno –
scrive Skoll
- e
nascondono
la loro
inadeguatezza,
denigrando
gli altri
con
sufficienza
e aria di
superiorità,
gli Uomini
che hanno
deciso di
vivere
diversamente,
quelli che
non
conoscono
confini,
spazi e
tempo, sono
già andati
oltre, con
la schiena
sempre
dritta. Per
loro, che
sono
grandezza,
esempio e
slancio,
questo mondo
non basta!”.
SABATO 26
MAGGIO ORE
21
FESTA DEI
RIBELLI E
MUSICA CON
SKOLL
dalle 19
apericena
per tutti
con piatti
caldi
CASAGGì
FIRENZE -
VIA FRUSA 37
FIRENZE HA RICORDATO SERGIO RAMELLI...
Come da tradizione Firenze ha ricordato Sergio Ramelli, giovane vittima dell’odio antifascista e della brutalità della violenza politica più cieca. E lo ha fatto nel migliore dei modi, assieme ai ragazzi di Casaggì e della Giovane Italia.
Una sala gremita, quella dell’Hotel Mediterraneo, affollata da gente di ogni età, con militanti di ogni generazione e semplici cittadini spinti dalla curiosità ad approfondire il clima degli anni di piombo attraverso la visione di “Milano Burning” e l’ascolto attento degli interventi di Paola Frassinetti, militante del FdG milanese assieme a Sergio ed oggi deputata; di Paolo Bussagli, regista dell’opera; di Achille Totaro, senatore e storica anima della destra fiorentina e di Francesco Torselli, consigliere comunale e fondatore di Casaggì.
Coinvolgente e a tratti commovente il documentario, realizzato grazie alla collaborazione dell’ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e oggi veicolato in ogni città grazie all’impegno dei tanti attivisti e delle tante sigle che hanno raccolto il testimone ideale dell’impegno politico identitario e non conforme. Un viaggio nella memoria e nei racconti di chi, direttamente o indirettamente, ha vissuto uno dei più tragici episodi della storia italiana, un fatto di sangue frutto di una spietata logica omicida e di una lucida strategia di annientamento sistematico e premeditato dell’avversario politico, come nella prassi marxista. Una strategia che ha comunque, ancora, degli strascichi evidenti: nel filmato si mostrano i manifesti che, lo scorso anno, furono affissi fuori dalla sede di Casaggì, inneggianti proprio all’assassinio di Sergio. Gesti che lasciano sconcertati.
“Milano Burning” racconta la ricostruzione dei processi, le testimonianze dei vecchi amici di Sergio, dei suoi camerati, delle persone che lo hanno conosciuto e che hanno vissuto sulla propria pelle la tragedia del fanatismo di Avanguardia Operaia, che arriva a massacrare un diciottenne a colpi di chiave inglese senza neanche conoscerlo, solo perché aveva scritto un tema “scomodo” nel quale condannava le azioni omicide delle Brigate Rosse, che allora erano ancora considerate “sedicenti” e godevano di ottime coperture e di forti appoggi anche nelle alte sfere della società italiana.
Restano impresse le parole e lo sguardo di Anita Ramelli, madre di Sergio e donna dotata di una forza e di una dignità impagabili. Una donna che dopo aver subito l’assassinio del figlio sotto la finestra della propria camera è costretta a dover trasferire l’altro figlio lontano da Milano, perché minacciato di morte in quanto fratello di un fascista morto. Una donna costretta a subire, per anni e anni, telefonate minatorie e scritte sul portone, lettere anonime e spergiuri pubblici, nell’indifferenza e nell’omertà di quanti, in quegli anni, osservavano questo scempio in silenzio, perché impauriti dalla violenza dell’estrema sinistra. Quelli che da dietro le finestre osservavano ogni giorno, per anni, i subumani che andavano a gettare l’immondizia sul luogo del delitto, accanto ai fiori deposti dagli amici di Sergio, come spregio alla ragione e all’umanità, come ultima infamia di una sequela infinita di amenità. Una donna costretta a non veder neanche celebrare per intero il funerale del proprio figlio, perché “adunata sediziosa”, tra le cariche della polizia e la gente chiusa nei cellulari e portata in Questura senza motivo, solo perché presente ad un rito funebre che in quei giorni nessun parroco volle celebrare per paura delle ritorsioni antifasciste. Una donna che tuttavia non ha mai odiato, che non ha usato una sola parola di sproloquio, che non ha urlato, che ha parlato con la tranquillità e la forza d’animo di chi affronta la vita per come viene, senza paura.
Ed è così che va vissuto l’impegno politico, da ogni parte: con dignità e senza paura. Nella convinzione che le vie da percorre siano quelle dell’onore e non quelle dell’odio e della morte.
LA GIOVANE ITALIA E CASAGGì RICORDANO IL GRANDE FILOSOFO GIOVANNI GENTILE, ASSASSINATO A FIRENZE 68 ANNI FA...
ANNI DI LOTTE: CENA E SERATA A CASAGGì...
Casaggì
lancia un
momento
comunitario
di
autofinanziamento
e di
confronto.
Una serata
aperta a
tutti,
quella di
lunedì 16
aprile,
all'interno
della quale
le
generazioni
militanti si
confronteranno,
si
racconteranno
e si
conosceranno.
Si inizia
dalle 20,30
con il
buffet
preparato
dalla nostra
cucina, per
poi
proseguire
con gli
interventi,
con la
proiezione
di filmati e
con il
sottofondo
della nostra
musica. Tra
i diversi
ospiti,
anche il
senatore
Achille
Totaro. Il
ricavato
della serata
servirà a
finanziare
la Comunità.
BLITZ PER LA VITA: CHIUSI SIMBOLICAMENTE I CONSULTORI FIORENTINI...
BLITZ DI CASAGGì E GIOVANE ITALIA: I MILITANTI DELLA DESTRA GIOVANILE “CHIUDONO” SIMBOLICAMENTE I CONSULTORI FIORENTINI, ETICHETTANDOLI COME “SCENA DEL CRIMINE” CON NASTRO DI NYLON, MANIFESTI E STRISCIONI CONTRO L’ABORTO E IN DIFESA DELLA VITA.
FAVOREVOLI ALLA
SEPOLTURA DEI
FETI ABORTITI
AVANZATA DAI
VERTICI DELLA
GIUNTA COMUNALE
E FORTI CRITICHE
AL RUOLO DEI
CONSULTORI:
SIANO SPAZI DI
CONFRONTO E NON
SOLO “ABORTIFICI”.
"Questa notte
una settantina
di militanti di
Casaggì e della
Giovane Italia
hanno realizzato
un'azione
simbolica nei
confronti dei
consultori
fiorentini,
apponendo di
fronte agli
ingressi degli
stessi un nastro
in nylon come
quello
utilizzato dalle
forze
dell'ordine per
circoscrivere le
scene dei
crimini, dei
cartelloni
contro l’aborto
e degli
striscioni con
slogan in difesa
della vita.
Il messaggio che Casaggì e la destra giovanile ha voluto lanciare, nel rispetto della legalità e senza compiere nessuna interruzione di servizio e nessun danneggiamento, è quello di una forte critica all'applicazione della Legge 194 nel nostro paese. La legge 194 non è soltanto "la legge che permette l'aborto", ma un dispositivo legislativo che assegna un ruolo di primaria importanza ai consultori, i quali dovrebbero avviare, con chi richiede una interruzione volontaria di gravidanza, percorsi informativi e conoscitivi per tentare di trovare soluzioni alternative alla scelta più drastica, ovvero quella di ricorrere all'interruzione della vita.
Purtroppo, nel
nostro paese, i
consultori
recitano ben
altro ruolo,
ovvero quello di
svolgere
esclusivamente
la parte
burocratica
necessaria a
giungere
all'interruzione
volontaria di
gravidanza, che
resta una
pratica da
compiere
attraverso
qualche modulo e
una firma.
Noi crediamo, da
sempre, nella
sacralità della
vita e pertanto
consideriamo
l'aborto un
orrendo gesto
contro il
diritto alla
stessa vita, che
per noi ha
inizio con il
concepimento.
Crediamo che non
possa spettare a
nessun uomo il
diritto di
decidere chi
debba e chi non
debba venire al
mondo e che sia
sacrosanto
dovere ogni
Civiltà degna di
questo nome
impedire facili
fughe dalle
responsabilità,
specie se nei
confronti di
creature
indifese.
Ci
complimentiamo
infine con
l'amministrazione
comunale
fiorentina che
proprio in
questi giorni
sta approvando
un regolamento
che permetta a
questi bambini
mai nati di
trovare
quantomeno una
degna sepoltura
nei nostri
cimiteri.
Speriamo che il
consiglio
comunale,
maggioranza e
opposizione,
licenzino presto
e positivamente
questo nuovo
regolamento,
nonostante le
solite voci
dell'estrema
sinistra
ideologizzata
che hanno
perfino
criticato quei
medici che si
rifiutano
di praticare questa barbarie.
A questi medici
va tutta la
nostra
solidarietà ed
il nostro
rispetto per non
anteporre la
propria
professione alla
propria
coscienza. E
troviamo quanto
meno grottesco
che
l’interruzione
volontaria di
una vita possa
essere
considerata una
conquista. Le
conquiste di un
Popolo, per noi,
sono altre: una
casa ed un
lavoro per
tutti, la lotta
alle ingerenze
dei poteri
forti, la
sovranità
monetaria e
nazionale, il
rispetto
internazionale e
uno Stato
sociale in grado
di garantire i
diritti
fondamentali
della persona e
di tutelare, in
primis, i propri
figli più
deboli".
CASAGGì LANCIA "FUTURI imPROBABILI": RASSEGNA DI CINEMA A TEMA...
Una strada
deserta, una
città spettrale,
rumori sommessi
e una lotta
quotidiana per
la
sopravvivenza.
Niente
elettricità,
niente acqua
corrente, niente
riscaldamento,
niente casa,
niente famiglia,
niente lavoro,
niente amici,
niente di
niente. In città
sei rimasto
l’unico e per
sfamarti spari a
qualche animale
selvatico che
attraversa ciò
che resta di un
viale ad alto
transito. Non
sai quale possa
essere la causa
di tutto questo:
un inverno
nucleare, la
fine delle
risorse, un
black out
generale del
mondo moderno,
l’implosione di
un modello, un
virus sfuggito
al controllo dei
laboratori, la
metastasi della
tecnica eretta a
demiurgo. Non
importa, perché
ogni giorno è
una scommessa e
ogni attimo è
decisivo. Non
esiste più una
società, non
esiste più
un’umanità,
eppure il tuo
istinto di
sopravvivenza ti
spinge ad andare
avanti, a
cercare, a
continuare a
combattere per
vedere ancora
una volta il
tramonto e
barricarti in
casa, in attesa
della luce. E’
dura, ma conosci
le forza
elementari, hai
imparato a
misurarti con la
loro brutale e
fredda
essenzialità e
con la totalità
della natura, di
nuovo
protagonista dei
ritmi e della
vita.
Sono gli
estratti di
alcuni film
catastrofici, ma
che col tempo
stanno
tristemente
acquisendo una
stringente
corrispondenza
con gli scenari
previsti da
molti studiosi,
preoccupati da
un modello di
sviluppo proteso
al progresso e
alla rincorsa
della
produttività ad
ogni costo e per
niente attento
agli equilibri
del pianeta,
alla
distribuzione
delle risorse e
degli utili, al
rapporto tra
uomo e natura.
Un equilibrio
delicatissimo,
che rischia di
venire meno
travolgendo il
mondo nel quale
viviamo.
Cinecrew e
Casaggì hanno
scelto di
proiettare
alcuni di questi
film, già noti
al grande
pubblico, per
rileggerli in
chiave
realistica. “Io
sono leggenda”,
“Il mondo dei
replicanti”, “28
settimane dopo”,
“Codice genesi”,
“The road”,
“Essi vivono”:
sei proiezioni a
tema, tutte
incentrate sul
futuro che non
conosciamo,
laddove una
catastrofe è in
agguato, laddove
le forze
elementari sono
pronte a farsi
riscoprire in
tutta la loro
essenzialità.
Film
accattivanti,
che nascondono
riflessioni
profonde dietro
ai pixel degli
effetti
speciali. Film
che ci
ammoniscono, che
ci insegnano,
che vogliono
stupire e
mettere in
guardia, forse…
LA
PROGRAMMAZIONE
DI CASAGGì:
Mercoledi 28
marzo ore 22: IO
SONO LEGGENDA
con cena sociale
di
autofinanziamento
alle ore 20
Mercoledi 4
aprile ore
21,30: IL MONDO
DEI REPLICANTI
Mercoledi 11
aprile ore 22:
28 SETTIMANE
DOPO
con cena sociale
di
autofinanziamento
alle ore 20
Mercoledi 18
aprile ore
21,30: CODICE
GENESI
Mercoledi 2
maggio ore
21,30: THE ROAD
Mercoledi 16
maggio ore 22:
ESSI VIVONO
con cena sociale
di
autofinanziamento
alle ore 20
Sempre a Casaggì
Firenze, in via
Frusa 37 (zona
stadio).
MARIO MERLINO A CASAGGì: EMOZIONI, ANTICONFORMISMO E IRRIVERENZA
Mario ci ha
raccontato il suo
sessantotto, quello
più bello. Quello
dei tanti giovani
che, da destra e da
sinistra, scelsero
insieme di
ribellarsi ad un
mondo vecchio,
ipocrita e malsano.
Lo fecero
spensieratamente,
senza steccati e
senza odio, con
l'impeto dei
vent'anni e
l'illusione che
niente sarebbe più
stato come prima.
Dovettero fare i
conti, a sinistra e
ancor di più a
destra, con gli
adulti della propria
parte, infastiditi
da una trasversalità
d'intenti che non
s'aveva da fare. E
così arrivarono i
bastoni e il sangue
divise per sempre i
rossi e i neri. Da
quel momento
avrebbero parlato le
p38, le bombe e i
morti sul selciato.
Eppure in quei
giorni c'era stato
tutto: il sogno, la
speranza, la lucida
follia, la gioventù,
la ribellione, la
musica, la poesia,
la cultura, le
partite di pallone
nella facoltà
occupata, gli
scontri con le
guardie. Quei
giovani erano "spirito
anticonformista per
eccellenza,
antiborghese sempre,
irriverente per
vocazione", come
ebbe a dire Robert
Brasillach guardando
i giovani fascisti
della generazione
precedente. Come sarebbe andata senza le pelose interferenze dall'altro? Non è dato saperlo, e forse non importa. Quel che importa è che sia stato, perchè talvolta ciò che si fa non si fa per il gusto di ottenere una vittoria, ma perchè - più stoicamente - "combattere è un destino".
E VENNE VALLE GIULIA: PRESENTAZIONE A CASAGGì
E venne Valle Giulia s’è imposto quale titolo all’originale La Spranga sui denti, nato alle prime ore del mattino e prima che si rendesse in libro. Provocatorio, irriverente, un po’ guascone. Non solo mazzate e teste vuote, però. Un ragazzaccio in camicia nera racconta la storia di un percorso di mani levate, di piazze e di scontri, di sentimenti e di idee. Oggi, dopo quarant’anni, ha la pretesa di essere ancora in cammino. Vagabondo.
La copertina, composizione e colori, fi ga intuizione e realizzazione di Marco Ruperto, rinnova la vanità d’essere là, a Valle Giulia, con quanto resta dell’asse di una panchina e la panchina prossima a spiccare il volo. Anni Sessanta, inquieti e preservati integri anche dopo, quando le giornate di Marzo si sono trasformate in autunno (caldo) e i colori intristiti (bombe e P38).
Atmosfere, parole, gesti. Quel mondo evidenziato nella presentazione da Luciano Lanna quale memoria gioiosa, libertaria (l’anarco-fascismo già caro a Brasillach), dissacrante. Voce di una generazione e non soltanto di personale vissuto. Il futuro diventa passato, sentieri sovente interrotti, porte divelte e sbattute in faccia d’altri e sulla propria. Se “entrammo nella vita dalla porta sbagliata”, sempre faccia al sole e in culo al mondo. Rifiuto d’ogni rendiconto. Zero alibi, zero rimpianti. Leggere per credere.
L'Autore: Mario Michele Merlino, docente di storia e filosofi a, autore con Rodolfo Sideri di: Inquieto novecento e Strade d’Europa. Sempre per le edizioni Settimo Sigillo ha tradotto I Poemi di Fresnes e scritto Ritratti in piedi. Nichilista, anticonformista, poeta, come il suo antenato prigioniero nella foresta di Brocéliande.
VENERDì 16 MARZO ORE 21
PRESENTAZIONE A CASAGGì
nel 44° anniversario della battaglia
DALLE 19 APERITIVO E CENA PER TUTTI
GIORGIA MELONI A FIRENZE: UNA GIORNATA MEMORABILE
Una parte della sala durante la presentazione del libro
Giorgia Meloni in visita a Casaggì
Si è svolta ieri pomeriggio, come da programma, l’attesa presentazione di “Noi crediamo”, con Giorgia Meloni. In una Villa Arrivabene stracolma di gente e di giovani si è parlato della meglio gioventù d’Italia. Sala stracolma, corridoi pieni e gente fuori nel piazzale, bloccata all’ingresso dagli impiegati comunali per la troppa folla presente nei locali. Un pomeriggio memorabile, nel quale si sono susseguite le storie di tante persone che non hanno mollato, che si sono messe in gioco, che hanno scommesso su questo paese e sulle proprie capacità, che hanno voluto rifuggire quello stereotipo giovanile condito di apatia e di superficialità che quest’epoca di acque basse e di deserti ha contribuito a creare. Storie vere, dirette, di una forza dirompente e di una grande semplicità: quella che non fa notizia, ma che manda avanti questo paese ogni santo giorno con costanza e dedizione. Stracolma e partecipatissima, a seguire, la serata organizzata a Casaggì, con una cena sociale impeccabile e un’armata di cari amici che come ogni volta ha saputo stringersi attorno al proprio avamposto di idee e di azioni.
Moltissimi i giovani, militanti di Casaggì e della Giovane Italia, ma anche ragazzi del quartiere spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere un mondo politico fatto di impegno e di passione, di militanza vera e di ideali senza tempo. L’ennesimo successo di una Comunità politica che a Firenze ha rotto tabù insormontabili fino a qualche anno fa e lo ha fatto lavorando, senza perdersi in chiacchiericci da bar e in proclami virtuali. E questo è ciò che hanno trovato oggi e che troveranno sempre gli ospiti dei nostri eventi: non accolite di portaborse in doppiopetto, ma ragazzi con lo sguardo pulito e tanta voglia di lottare e di lasciare un segno su questa Terra, come lo hanno lasciato quelli che ci hanno consegnato questo testimone ideale, difendendolo a costo della vita.
Impeccabile come sempre Giorgia Meloni, conferma quotidiana di una politica nata per strada e in sezione, cresciuta con gli sforzi e le capacità di una Comunità nazionale e giunta a questi traguardi con l’umiltà e la volontà dei più forti, quelli che guardano oltre il muro dell’omologazione e hanno visioni profonde. Una politica che vuole essere partecipazione e giustizia sociale, amore per il Popolo e dono; che non ha paura di criticare chi sbaglia, anche e soprattutto se sta da questa parte; una politica fatta di gente che prima di aprire bocca affigge migliaia di manifesti e distribuisce migliaia di volantini; una politica fatta di sedi presidiate e difese, di avamposti tra le rovine, di amori sconfinati e destini che si intrecciano; una politica che non si arrende, che costruisce, che condivide, che non odia, che edifica, che antepone il bene comune al proprio ego, che sogna, che non torna indietro, che parla una lingua chiara e può tenere la testa alta. Una politica che ha saputo coniugare lo strumento delle istituzioni con le proprie radici culturali e valoriali, senza sminuirne l’identità e senza diventare il mezzo di nessuno. Una politica come poche altre: libera e bella.
E questa meglio gioventù d’Italia, in una data come questa, non può che dedicare questi magnifici intenti di lotta e vittoria a Mikis Mantakas, martire europeo. Quel testimone è in buone mani.
GIORGIA MELONI A FIRENZE PER "NOI CREDIAMO". 27 FEBBRAIO 2012
«Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell’eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant’anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l’utopia dell’unità nazionale».
In un momento di crisi – della politica, dell’economia, degli ideali – serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “Casta”, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.
Per loro c’è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l’Italia del merito capace di far emergere e premiare l’energia visionaria, la tenacia, il talento. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le storie di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.
Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i princìpi – dalla lotta alla mafia alla difesa della vita – per cui l’autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l’intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori, dalla certezza che le vite di questi giovani servono ad altri. E che servono all’Italia per essere un Paese migliore.
GIORGIA MELONI PRESENTA IL SUO LIBRO
"NOI CREDIAMO"
LUNEDì 27 FEBBRAIO 2012
VILLA ARRIVABENE ORE 18
Piazza Alberti 1/a - Firenze (sala consiliare Quartiere 2)
FOIBE: RESOCONTO DEL CORTEO. CAPARBIETA' E AMORE DA VENDERE... Anche quest’anno il corteo per i martiri delle foibe c’è stato. Accanto a Casaggì e alla Giovane Italia hanno sfilato molti uomini liberi, stanchi di vedere negata una pagina di storia che migliaia di innocenti hanno scritto col sangue. Nonostante la neve che ha bloccato decine di pullman e impedito la partecipazione di centinaia di persone da tutta Italia e la presenza di Giorgia Meloni, che però tornerà a Firenze tra pochi giorni e farà visita a Casaggì; nonostante il freddo siberiano che ha costretto molti fiorentini a casa; nonostante le vibrate proteste di chi, come da consuetudine, ha organizzato un contro-corteo per inneggiare a Tito e agli sterminatori degli italiani; nonostante i mille imprevisti e le disposizioni delle Questura che fino a qualche giorno fa non sapeva se avrebbe potuto garantire al meglio l’ordine pubblico ed ha infine spostato la partenza della marcia. Il corteo c’è stato, perché così doveva essere. C’è stato perché aveva come scopo quello di ricordare, senza lasciarsi andare a strumentalizzazioni di sorta. C’è stato e insieme a noi c’erano centinaia di persone, oltre alle realtà organizzate come Giovane Italia e CasaPound.
Come da tradizione un fiume di tricolori ha sfilato silenziosamente per ricordare le trentamila vittime della follia titina e i trecentocinquamila esuli fuggiti dal confine orientale. Un composto fiume di persone, senza nessun simbolo di partito o di movimento. Chi non è potuto scendere in piazza con noi, dalle strade che abbiamo percorso, ha comunque voluto salutare il nostro passaggio affacciandosi alla finestra e sventolando il tricolore in segno di vicinanza e di solidarietà: gesti semplici, ma ricchi di significato, di voglia di partecipare, di volontà di condividere, di non volersi piegare ad un senso comune che vorrebbe relegare la nostra storia nel dimenticatoio e classificare i morti in serie, uccidendo ancora una volta chi trovò la morte per mano degli infoibatori comunisti.
Una grande giornata, fatta di sacrifici e di dignità, di grande amore e di forte passione. Una giornata che Casaggì ha preparato accuratamente, che ha promosso con una mobilitazione che a Firenze non si vedeva da tempo, affiggendo migliaia di manifesti e inondando di volantini i quartieri, le scuole e le facoltà della città e della provincia, dormendo al freddo sul pavimento di una sezione accanto ad un secchio di colla, sfidando la rabbia e l’odio di chi non può capire, come a voler prendersi con l’entusiasmo di sempre quell’agibilità totale e sacrosanta che in molti hanno messo in discussione con futili pretesti. Una giornata che ha dato lezioni di stile e di caparbietà a quanti, con ogni mezzo e da ogni parte, avevano provato ad impedirne lo svolgimento. Il contro-corteo, organizzato dai centri sociali strumentalizzando brutalmente la morte dei due senegalesi uccisi lo scorso 13 dicembre, è andato letteralmente deserto e si è sciolto dopo aver percorso poche strade, segno evidente dello scollamento che si è ormai creato tra la gente comune e chi vive con le lancette dell’orologio indietro di qualche decennio.
Ancora una volta siamo passati. FOIBE: GRANDE CORTEO A FIRENZE - SABATO 4 FEBBRAIO 2012 CON GIORGIA MELONI
Anche quest'anno un grande fiume tricolore sfilerà, composto e unito, per le strade di Firenze. Il ricordo dei martiri italiani, lanciato dalla destra politica, chiamerà a raccolta tutti quegli italiani che sentiranno forte il richiamo della Verità, del Ricordo, dell'Etica, dell'amor di Patria e della Giustizia. 8 GENNAIO: INIZIA LA MOBILITAZIONE PER IL GRANDE CORTEO DEL 4 FEBBRAIO IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE...
DOMENICA 8 GENNAIO ORE 17,30, riunione generale della destra identitaria fiorentina in vista del grande corteo di SABATO 4 FEBBRAIO in ricordo dei martiri delle foibe e di tutte le vittime del comunismo, con Giorgia Meloni e moltissimi altri ospiti nazionali. Organizziamo la mobilitazione, rilanciamo la lotta.
DOMENICA 8 GENNAIO ORE 17,30
CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37
SKOLL A CASAGGì: IL VIDEO...
UNA SERATA MAGNIFICA, CON SKOLL A CASAGGì...
Quella di ieri sera a Casaggì è stata una serata che in tanti conserveranno nel cuore. Un magnifico Skoll, chitarra alla mano, ha letteralmente commosso i presenti con il meglio del suo repertorio. Dalle canzoni dei primi dischi alle ultime fatiche, passando per i pezzi che lo hanno reso uno dei punti di riferimento musicale del panorama identitario. Grande qualità sonora e tanta gente. Un bilancio che non potrebbe essere migliore…
Casaggì si dimostra, ancora una volta, motore di iniziative e di militanza: una struttura che produce eventi trasversali, partecipati e continui, di ogni genere e tipo, con un’organizzazione impeccabile e un clima che non delude mai. Una struttura che produce ciò che i giovani dovrebbero produrre: concerti, cineforum, conferenze, militanza di strada, volantinaggi, assemblee, riunioni fiume, serate comunitarie e momenti di gioia e di condivisione. Senza troppa retorica, senza cravattine, politicanti, cordate, gruppetti, carte intestate e statuti. Roba che, in tempi di morti viventi e di giovani già vecchi, è oro che cola…
Un grazie sincero a tutti i ragazzi che hanno partecipato all’evento, a chi ha contributo all’organizzazione, a chi ha perso la voce e a chi è venuto da lontano. Un ringraziamento, infine, lo dobbiamo a Skoll, persona e artista di grande valore.
IL 26 NOVEMBRE SKOLL A CASAGGì...
Le migliori note identitarie con Skoll...
SABATO 26 NOVEMBRE ORE 21 CASAGGì - VIA FRUSA 37
UN MARE DI GENTE A BATTEZZARE QUESTA SFIDA!
E’ stata, quella di ieri, una giornata che da sola ha sbugiardato quanti, da ogni parte, hanno tentato con ogni mezzo di metterci i bastoni tra le ruote, ostacolando il percorso che la nostra Comunità umana e politica ha intrapreso in questi mesi per arrivare all’apertura di uno spazio proprio, autofinanziato, autogestito e assolutamente libero.
Diverse centinaia di persone, tra pomeriggio e sera, hanno affollato i locali di Casaggì, occupando via Frusa, chiusa al traffico per l’occasione. Chi è passato per un saluto, chi è rimasto dal mattino alla notte, chi non poteva mancare, chi si è riavvicinato al nostro ambiente umano dopo anni, chi è venuto spinto dalla curiosità ed è andato via facendoci i complimenti. Due ore di interventi, nei quali si sono alternati parlamentari, consiglieri regionali, eletti locali, dirigenti e attivisti di vecchia data. Di particolare importanza anche la lettera scritta di pugno, e letta pubblicamente, dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni: un in bocca al lupo che ci riempie di gioia, consci del legame decennale che ci unisce, in attesa di marciare ancora insieme per ricordare i martiri delle foibe, come ogni anno. A seguire la festa, con il concerto di musica identitaria e l’atmosfera di sempre, quella di chi ha scelto questa vita e rinnova quel giuramento ogni giorno, con il sorriso stampato in faccia e una voglia matta di riprendersi il futuro.
Un fiume di gente libera, di cittadini, di giovani, di militanti e di simpatizzanti. Numeri che devono far riflettere tante persone. Un mare di gente che ha scelto volontariamente di aderire ad un progetto nato dal basso per riportare in vita, attraverso il partito di riferimento, ma anche per mezzo della militanza di strada e della forte presenza territoriale nelle scuole e nelle facoltà, una socialità e una partecipazione attiva che a destra, purtroppo, non si vedeva da tempo. Perché questa è sempre stata Casaggì: un elemento di rottura, ma anche di confronto, di proposta, di politica reale, di attualità, di concretezza. Una Comunità che molti vorrebbero ai margini, nel ghetto, e che invece si propone quotidianamente in ogni ambito della vita sociale. Una struttura che lavora e opera ogni giorno, che si conquista gli spazi senza toglierli a nessuno, che non vive di espedienti e di violenza, che a Firenze ha mosso le acque torbide di un’egemonia culturale che inizia a sgretolarsi sotto i colpi della storia, che accetta le regole del confronto ma non rinuncia al proprio bagaglio di valori e di identità, che tenta con umiltà di produrre cultura, musica, arte, dibattito, comunicazione e alternativa, che non ha bisogno di essere legittimata da chicchessia perché si legittima da sola con le centinaia di preferenze espresse nelle tornate elettorali di tutti i livelli, con eventi partecipati e affollati, con una sede che ci siamo costruiti con le nostre mani e coi nostri soldi, mattone su mattone, che è vissuta, aperta, presidiata e difesa ogni giorno, con dei servizi offerti ai cittadini, con i tanti sforzi sotterranei per mandare avanti un sogno che non è comodo a nessuno, ma che resiste e cresce da anni con un vigore senza pari, aldilà di ogni ostracismo, di ogni minaccia, di ogni veto e di ogni vigliaccata.
Questa è la realtà, una realtà con la quale si deve fare i conti, che piaccia o meno. Una realtà che esiste perché crea, produce e avanza laddove gli altri parlano, speculano, promettono o farfugliano. Una realtà che non esclude e che non discrimina, che non trama e non odia, che non è in competizione con nessuno perché basta a se stessa, che ama l’azione e coltiva il pensiero, che vive di fatti e di idee, che non fa politica con la ventiquattrore e la puzza sotto al naso, ma con le collette per pagare la luce di una sezione e con le notti al freddo ad affiggere un manifesto, con la mano tesa verso chi ci chiede aiuto, con l’odore dei volantini e il rumore assordante di un corteo, con una scelta che non è soltanto una croce su una scheda o una prospettiva di carriera, ma un modo di essere e di vedere il mondo, di incarnare un’idea, di ribellarsi alle ingiustizie e servire la propria gente e la propria terra con orgoglio, di donarsi senza chiedere niente per un dovere morale ed etico nei confronti di noi stessi e di chi ci ha preceduti, per una consapevolezza cosciente che ci lega ad un testimone ideale che sentiamo il dovere di mantenere acceso e splendente in mezzo al buio del presente.
Siamo e saremo sempre qui. Verso la prossima barricata, come per andar più avanti ancora.
CASAGGì: LA BELLEZZA DI UNA BARRICATA
Le manifestazioni, i bei momenti, la lotta, le conquiste, i lavori per costruire la sede mattone su mattone. Una breve storia in immagini e musica. Da non perdere...
APRE LA NUOVA CASAGGì. VERSO LA GRANDE INAUGURAZIONE...
Firenze vedrà il ritorno del suo primo spazio libero, da destra, totalmente autonomo e assolutamente autofinanziato, senza padroni e padrini: ospiterà un punto di ritrovo e di ristoro che organizzerà aperitivi, serate a tema, cene sociali, feste e grandi bevute; il cinecrew, spazio e laboratorio cinematografico con proiezioni settimanali a tema, creazione di filmati, scuola di regia; il centro librario “Bruno Cenci”, con migliaia di titoli non conformi, musica identitaria e abbigliamento ribelle; la biblioteca e lo spazio studentesco dotati di postazioni web gratuite, migliaia di libri, riviste storiche, archivio nazionale del Fronte della Gioventù e ripetizioni per studenti; lo sportello sociale per l’ascolto e il soccorso del cittadino con avvocati, commercialisti, sindacalisti e professionisti che daranno consulenze gratuite e creeranno un raccordo coi nostri eletti nelle istituzioni locali e nazionali; lo spazio per l’esposizione di mostre fotografiche e pittoriche; lo spazio per le conferenze; la cucina; il laboratorio musicale con lezioni private; quello artistico con i corsi di pittura; quello informatico per apprendere l’utilizzo del pc e della grafica; quello letterario per approfondire autori sconosciuti; quello sportivo con i corsi di autodifesa. A tutto ciò si uniscono le quotidiane forme di azione politica coordinate, tra gli altri, dalla Giovane Italia – Azione Giovani, Movimento Studentesco Nazionale e quelle personalità del Popolo della Libertà che hanno creduto nel nostro progetto. Sono all’ordine del giorno: riunioni, affissioni, volantinaggi, redazione di riviste e fanzine, e tutte quelle attività che ormai da anni sono portate avanti con costanza ed hanno prodotto storiche vittorie nelle scuole superiori, nelle università, nei consigli circoscrizionali e nei consigli comunali, nei luoghi di aggregazione e nelle strade, rompendo tabù un tempo inattaccabili. Alla politica dei proclami, delle passeggiate televisive, dei talk show, delle parole al vento e dei cambi di casacca vogliamo contrapporre uno stile militante, vivo, attivo, coerente, reagente e caparbio che si conquista il terreno metro per metro, dialoga con le persone guardandole negli occhi, porta all’attenzione di tutti i problemi reali, si preoccupa di dare prima di ricevere e di fare prima di promettere, sacrifica soldi e tempo per affiggere un manifesto o dare un volantino, scende in piazza, grida ma pensa, protesta ma propone, offre progetti concreti e vive le proprie idee incarnandole nell’azione. Tutto questo c’è, e si chiama Casaggì. SABATO 22 OTTOBRE DALLE 16, SI INAUGURA UFFICIALMENTE CON UNA GIORNATA DI INTERVENTI POLITICI, PROIEZIONI NON CONFORMI, CULTURA, ARTE E CONFRONTO, BUFFET OFFERTO E CONCERTO IDENTITARIO A SEGUIRE. CASAGGì FIRENZE – VIA FRUSA 37 – ZONA STADIO APERTI TUTTI I GIORNI
SUCCESSO DI PRESENZE E DI PARTECIPAZIONE AL TAMBURELLO Quelle sopra sono le foto del primo dei circa venti interventi che hanno caratterizzato la giornata di lavori e di festa al Tamburello. Un mare di gente si è alternata dalle 18 alle 23, come non se ne vedeva da tempo a luglio inoltrato.
Una partecipazione che ci aspettavamo, senza presunzione, perchè sappiamo di avere qualcosa da dire e di poter contare su una base militante sempre pronta a rispondere con convinzione. Moltissime le proposte, dai temi sociali alle politiche giovanili, dalla cultura all'amministrazione locale, dai progetti istituzionali alla ferma volontà di un radicamento sul territorio che sia realmente vivo e che possa incidere positivamente sui più deboli e sugli ultimi.
Molto bello e applaudito il video realizzato dal Laboratorio Multimediale di Casaggì, che ha ripercorso in pochi minuti di ottimo montaggio la storia militante e comunitaria di una realtà che all'attivo conta decine di attività perfettamente collaudate e uno spirito di iniziativa che a Firenze, da destra, non si era mai visto prima. La presentazione della nuova sede, con le immagini dei lavori in corso d'opera da noi diretti, ha oggettivamente entusiasmato tutti, giovani e non.
Abbiamo qualcosa da dire e vogliamo dirlo senza remore, senza rinnegare una virgola di quello che siamo, del percorso che abbiamo fatto e di quello che ci proponiamo, come i nostri interventi hanno dimostrato chiaramente e senza mezzi termini, portando all'attenzione di tutti le necessità di molti italiani in difficoltà abitativa o economica, la vicinanza culturale ai popoli in lotta, la collocazione non conforme verso un modello sociale che ha posto il profitto al centro di tutto abbattendo le risorse identitarie, simboliche, spirituali, tradizionali e vitali dei popoli.
La squadra c'è e vince. Questo basta per brindare a un anno di lotta e di vittoria.
PER PAOLO BORSELLINO RISORGERE COME SQUADRA. LA SFIDA E' ADESSO.
UNA SERATA DI POLITICA, CULTURA, CONFRONTO, MUSICA, FILMATI, FESTA E COMUNITA'. PIZZA E BIRRA PER TUTTI, INTERVENTI, PROPOSTE E ALTERNATIVE DALLA BASE MILITANTE...
Il Popolo della Libertà non è un partito come tutti gli altri. Non è nato attorno ad una scrivania per volere di un numero ristretto di uomini politici. Il Popolo della Libertà è nato in piazza, a Roma, per volontà delle donne e degli uomini di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e delle altre forze politiche che si riconoscevano nei principi, nei valori e negli ideali del centrodestra italiano.E questa è stata la vera forza del Popolo della Libertà.
Un partito voluto dalla gente, capace di parlare il linguaggio della gente.Una forza politica nuova, differente, in grado di restituire agli italiani quella fiducia nella politica che decenni di partitocrazia, di inciuci, di corruzione, avevano ridotto al minimo.
Oggi siamo di fronte alla necessità di aprire una nuova fase.Dobbiamo dare alla nostra gente una nuova speranza, ritrovare l’entusiasmo del 2006. Ripartire da quella piazza colorata di bandiere tricolori per continuare a sognare un’Italia differente da quella che vorrebbero Vendola, Bersani, Di Pietro ed i loro amici.Il Popolo della Libertà non deve essere messo in discussione.“Popolo” e “Libertà” sono le principali parole d’ordine della nostra azione politica.
La politica fatta non per interesse personale, ma come servizio al nostro Popolo e soprattutto la politica fatta da donne e uomini liberi.Ripartiamo dai valori che ci uniscono e che ci rendono fieri della nostra Identità. L’amore per l’Italia, per la terra dei nostri padri, da difendere e salvaguardare. La difesa della vita, dal concepimento al momento della morte. La lotta alla droga e a chi vorrebbe una gioventù spenta e senza più ideali.Ma soprattutto riportiamo la nostra gente al centro della partecipazione politica. Rinsaldiamo il rapporto tra candidati, eletti ed elettori.
Torniamo a parlare il linguaggio della gente e restituiamo ai nostri elettori la speranza.Speranza di cambiamento. Speranza di rinnovamento. Speranza nel futuro. Facciamo squadra e torniamo ad immaginare un domani migliore per il nostro paese. La sfida è adesso. Noi ci siamo.
Nicola Nascosti (Consigliere regionale) e Francesco Torselli (Consigliere comunale)
in collaborazione con
CASAGGì FIRENZE
GIOVANE ITALIA FIRENZE
MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE
ACCUSATI DI AVER DENUNCIATO FALSE AGGRESSIONI A MEZZO STAMPA.
PARLA IL MILITANTE AGGREDITO.
Questa la nota diffusa da Francesco Torselli, Dirigente Nazionale della Giovane Italia e Consigliere Comunale del PDL a Firenze, Marco Scatarzi, Presidente Cittadino della Giovane Italia e Responsabile di Casaggì ed Alessandro Draghi, Presidente Provinciale della Giovane Italia e Consigliere Circoscrizionale del PDL:
“Apprendiamo con estremo stupore che
Pur non essendo, nessuno di noi, laureato in medicina, crediamo che la dicitura ‘trauma contusivo mandibolare accidentale’ difficilmente possa indicare un dente cariato.
Non riusciamo a capacitarsi dei motivi che avrebbero indotto
E se ad oggi il ragazzo non ha ancora esposto una formale denuncia alla Polizia, è semplicemente perché non avendo riconosciuto i propri aggressori, sta valutando la necessità o meno di sporgere denuncia contro ignoti; del resto la legislazione italiana prevede un tempo di 90 giorni dal fatto accaduto per sporgere denuncia o meno.
Esigiamo da parte di tutti coloro che ci hanno mosso accuse infondate, mettendo in dubbio la nostra serietà, la nostra professionalità e soprattutto offendendo l’operato di quei ragazzi che, semplicemente per propagandare la propria fede politica, rischiano tutti i giorni aggressioni e ritorsioni, le scuse immediate, mentre da chi ha diffuso la notizia attendiamo di ricevere le adeguate spiegazioni.
Contro chi ha chiamato in causa i sottoscritti, accusandoli di essere dei millantatori e degli inventori di notizie false, valuteremo nei prossimi giorni quali vie legali intraprendere per tutelare la nostra immagine e quella dei movimenti e del partito a cui facciamo riferimento”.
Queste invece le parole di Manuele, 22 anni, militante della Giovane Italia e di Casaggì, aggredito il 21 giugno scorso di fronte alla propria abitazione:
“Il 21 giugno scorso, poco prima delle
Giusto il tempo di alzare lo sguardo che uno di questi mi ha apostrofato con un: ‘Fascista di Merda’ e subito dopo mi ha mollato un pugno in piena faccia, all’altezza della mandibola destra.
Sono caduto a terra, sbattendo la testa sul sagrato e, mentre i tre ragazzi fuggivano, mi sono state rivolte altre offese, tutte a sfondo politico.
Dopo essermi rialzato, provando un fortissimo dolore alla mandibola, ho deciso di recarmi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, dove, alle
Dopo essere stato dimesso, ho informato dell’accaduto i responsabili del mio movimento, Marco Scatarzi e Alessandro Draghi, nonché il Consigliere Comunale del PDL, Francesco Torselli, ai quali ho raccontato l’accaduto.
Oggi scopro che Francesco, Marco e Alessandro sarebbero stati denunciati (?) per diffusione di notizie false e che in realtà mi sarebbe stato diagnosticato soltanto un dente dolorante. E’ vero, dalle radiografie che mi sono state fatte, mi è stato anche detto di rivolgermi ad un dentista a causa di un problema riscontrato ad un dente – e non credo di dire chissà quale assurdità nel supporre che tale dolore potrebbe anche essere stato accentuato o risvegliato dal pugno subito – ma ciò non toglie che io, al pronto soccorso non ci sono certo andato per una carie!
Leggo anche, sul sito di un autorevole quotidiano fiorentino, che all’Ospedale di Santa Maria Nuova mi sarebbe stata diagnosticata un’infiammazione ad un dente e non un trauma contusivo. Mi chiedo se questa gente, prima di diffamare l’immagine e la credibilità altrui, si sia presa la briga di richiedere copia del mio referto, nel quale si legge bene la dicitura ‘trauma contusivo mandibolare accidentale’.
Sono allibito e sconcertato per quanto accaduto e mi auguro che chi ha diffuso queste accuse infondate abbia perlomeno il buon senso di smentirle, chiedendo scusa a Torselli, Draghi e Scatarzi”. EMPOLI IDENTITARIA IN FESTA ![]() SANGRIA, COMUNITA', MUSICA, POLITICA, GIOVINEZZA.
La
ciurma
empolese
saluta
un
anno
di
attivismo
e di
traguardi.
GIOVEDì
30
GIUGNO
DALLE
19
VIALE
SAN
MARTINO
8,
EMPOLI
davanti
alla
stazione,
presso
la
nuova
sede
ANCORA
DUE
AGGRESSIONI
CONTRO
MILITANTI
DI
CASAGGÌ.
TORSELLI
DRAGHI E
SCATARZI
(PDL -
GIOVANE
ITALIA):
"SIAMO
STANCHI
DI
VEDERE I
NOSTRI
RAGAZZI
TRATTATI
COME
BERSAGLI,
CHI DI
DOVERE
INTERVENGA
O LA
SITUAZIONE
POTREBBE
DEGENERARE.
CHIEDIAMO
UN
INCONTRO
URGENTE
COL
SINDACO
RENZI".
UNO DEI DUE RAGAZZI AGGREDITI HA RIPORTATO UNA LESIONE MANDIBOLARE, UN TRAUMA CRANICO E LA PERDITA DI UN DENTE. "Negli ultimi giorni, complice probabilmente il caldo, si sono moltiplicati gli atti di idiozia verso i militanti di Casaggì e della Giovane Italia. Atti di violenza fini a se stessi, ma inseriti in una spirale preoccupante, che già da tempo abbiamo denunciato, e destinata a sfociare in una guerra per bande, se non arginata e contenuta preventivamente. Soltanto nell'ultima settimana un nostro militante è stato brutalmente aggredito di fronte alla propria abitazione, mentre ad un altro ragazzo, dopo essere stato seguito, è stato distrutto lo scooter". Questo quanto fanno sapere Marco Scatarzi, Alessandro Draghi e Francesco Torselli, responsabile di Casaggì e presidente cittadino della Giovane Italia il primo, consigliere circoscrizionale e presidente provinciale della Giovane Italia il secondo, consigliere comunale del PDL a Firenze e dirigente nazionale della Giovane Italia il terzo. "Lo scorso martedì pomeriggio - raccontano Scatarzi, Draghi e Torselli - alle ore 15 circa, un nostro militante è stato aggredito mentre usciva di casa per andare a lavoro. Tre persone lo hanno riconosciuto, forse addirittura aspettato, e poi aggredito a calci e pugni procurandogli una lesione mandibolare, un trauma cranico e l’asportazione di un dente. Il tutto in mezzo ai passanti, totalmente indifferenti. Un atto grave e vigliacco, perpetrato per giunta da ultra-trentenni in sovrannumero, in pieno giorno e nel bel mezzo del centro storico fiorentino"."Ieri sera invece - proseguono i tre - un altro attivista di Casaggì è stato seguito da alcune persone, chiaramente appartenenti all’area antagonista, che gli hanno devastato il motorino, in piena sera e davanti ad un chiosco popolato da un migliaio di persone, che hanno osservato la scena con un cocktail in mano, senza proferire parola. In tutto questo, però, la nostra Comunità ha contato, solo negli ultimi giorni, una decina di fermi da parte di Polizia e Carabinieri talvolta appostati perfino fuori dalla nostra sede alle quattro del mattino, con l’intento di chiedere i documenti a qualunque persona provasse ad entrare o ad uscire dalla sede stessa". "Non ci stiamo lamentando - aggiungono Scatarzi, Draghi e Torselli - stiamo semplicemente denunciando una situazione paradossale, nella quale qualcuno ha scientificamente deciso di renderci la vita impossibile, nell’indifferenza di tutti e con l’avvallo di chi dovrebbe impedirlo. Vogliamo denunciare la vigliaccheria di chi non ha il coraggio di lottare a viso aperto e ricorre alle aggressioni in sovrannumero, agli inseguimenti notturni, agli agguati, agli assalti e ai volti coperti. Vogliamo denunciare il silenzio degli organi di informazione, che ci riservano le prime pagine solo quando esiste la remota possibilità di poterci dipingere come il “male assoluto”. Ed infine vogliamo denunciare l'indifferenza dei politicanti che non proferiscono parola perché difenderci sarebbe demodè e quella dei tanti che ci incoraggiano, ma poi restano sul divano di casa a guardarsi l’ultimo reality nel loro megaschermo al plasma". "Ci chiediamo - proseguono ancora i tre dirigenti giovanili del PDL - che razza di città sia diventata Firenze, un tempo icona della tolleranza e del rispetto dei diritti, oggi terreno fertile per chi, sconfitto dalla storia, pensa di poter affermare ancora la propria ideologia tramite il ricorso alla violenza, alla vigliaccheria, al sopruso. Siamo stufi di una città nella quale chi ha senso di responsabilità paga anche le colpe di chi non ha regole". "Ma questo giochino, sappiatelo, potrà durare ancora per poco. - concludono Scatarzi e Draghi - Perché se è vero che non siamo così stupidi da reagire, è altrettanto vero che non abbiamo nessuna voglia di essere il bersaglio di questi personaggi. Sia premura di tutti evitare che la pazienza si esaurisca e che la situazione degeneri in una guerra per bande che non gioverebbe a nessuno". "Mi rivolgo al Sindaco Renzi - conclude invece Torselli - al quel chiedo ufficialmente un incontro con i militanti della Giovane Italia e di Casaggì. Non è pensabile che nella città che egli è chiamato a governare vi siano ragazzi che solo uscendo di casa rischiano di essere aggrediti in nome della propria fede politica; Renzi tenga presente che è sindaco anche loro". BUON SOLSTIZIO, CAMERATI.
Oggi è il 21 giugno, ricorrenza del solstizio d'estate. Un giorno speciale, che la nostra Comunità celebra ininterrottamente da decenni, generazione dopo generazione. Un momento di legami che si rinsaldano, di giovani e meno giovani che si incontrano, di storie che si intrecciano e si destini che si intersecano. Anno dopo anno, a chi varca quella soglia, bella e maledetta, viene raccontata l'importanza di questo rito, che affonda le radici nella Tradizione d'Europa, nella necessità di anteporre una dimensione verticale, guerriera e solare alla materialità del moderno, nella consapevolezza dell'organicità e dell'unicità di chi compone questa realtà umana e politica, laddove per politica non si intende soltanto una buona o mediocre preparazione all'amministrazione del territorio, ma anzitutto una visione del mondo che contempli dimensioni spirituali, simbologie, riti, miti, stile di vita, scelte, disciplina, cultura, comportamenti e pratiche quotidiane. Quest'oggi, un centinaio di persone, perlopiù ragazzi da poco avviati al percorso militante, si lasceranno alle spalle la frenesia della routine metropolitana, l'ansia del lavoro e dello studio, gli impegni in agenda, i cellulari che squillano, il cemento che ribolle e i clacson delle nostre strade caotiche e congestionate. Ascenderanno una piccola vetta, tra sentieri montani fatti di alberi e di rocce, si cucineranno un pasto tradizionale, veglieranno un fuoco per tutta la notte, suoneranno e canteranno dell'ottima musica, leggeranno dei bei libri, racconteranno ciò che hanno provato nell'affrontare un percorso di lotta e di superamento di sè, scherzeranno e alzeranno il gomito. Infine, nel rinnovarsi, saluteranno il sole nascente, in quella che per loro è la festa della Luce. Quella Luce, quest'anno, ha un senso particolare. Quello che si è concluso è stato un anno fantastico, avvincente e unico. Un anno di riscatto, di lotta dura, di militanza fatta col cuore. Ci siamo ritrovati, un anno fa, senza una sede. Ne abbiamo passate mille, trasformando un fondo dismesso da anni in un locale a cinque stelle, con mesi e mesi di lavoro, di sudore, di soldi tolti di tasca e di sacrifici fuori da ogni immaginazione per costruirci dentro una birreria, uno spazio cinema, una biblioteca, una libreria, una cucina e un magazzino. Abbiamo invaso Firenze di campagne, di manifesti, di volantini e di iniziative, annichilendo in termini di attivismo e di visibilità di strada il fronte comune creato da una trentina di realtà operanti nella galassia dell'antifascismo organizzato, la cui unica occupazione è quella di ammorbare la nostra gente, peraltro con risultati da cabaret. Abbiamo portato in piazza migliaia di persone, col tricolore in mano, per ricordare i martiri delle foibe. E lo stesso abbiamo fatto per ricordare Sergio Ramelli e i caduti della Rsi. Ci siamo spesi, scuola per scuola, promuovendo battaglie che hanno riscosso un successo inaspettato, moltiplicando letteralmente le nostre forze su tutto il territorio. Abbiamo aperto un circolo in ognuno dei 44 comuni della provincia di Firenze, lanciando la Giovane Italia come movimento identitario e militante, con tanto di sedi fisiche, nuove e fresche di inaugurazione, a Certaldo ed Empoli. Abbiamo lavorato sodo nelle istituzioni, con decine di interrogazioni, di mozioni e di interventi, molti dei quali a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e degli italiani indigenti. Ci siamo presentati, come Casaggì, alle elezioni universitarie, eleggendo col pieno di voti i nostri ragazzi ai consigli di facoltà e ai corsi di laurea. Abbiamo tesserato migliaia di giovani e stiamo mettendo in piedi un progetto politico aperto anche ai meno giovani, affinchè la nuova Casaggì sia un cantiere in continuo movimento, trasversale, vivo e reattivo. Come da tutti i momenti difficili, abbiamo imparato a tener duro. Con umiltà, come si addice a chi si dona. Non c'è mai un'alba che arrivi senza aver prima attraversato una lunga notte. E stavolta aspettiamo solo di avere il sole in faccia. Crediamo, infondo, che ci spetti di diritto... UNA BARRICATA DI SOGNI!
Non è stato facile, economicamente e fisicamente: abbiamo cambiato le pavimentazioni, abbattuto e alzato una decina di pareti, fatto da capo l’impianto elettrico, quello idraulico e quello di condizionamento; abbiamo costruito la cucina – con scarichi ed elettrodomestici annessi – e il bagno; abbiamo costruito il pub, con un bancone professionale e tutto il necessario; abbiamo insonorizzato la struttura, cablato l’impianto audio, realizzato lo spazio cinema, gli uffici, il magazzino; abbiamo realizzato le stuccature, le rasature, le verniciature e le rifiniture di tutta la superficie; abbiamo realizzato le uscite di sicurezza, abbiamo arredato, lavorato il legno, tagliato il vetro, montato gli infissi. Insomma: abbiamo trasformato un fondo dismesso in un locale a cinque stelle, che per bellezza e funzionalità fa concorrenza ai migliori.
In silenzio, e con una costanza e una caparbietà da far impallidire, abbiamo costruito un sogno. Lo abbiamo fatto mattone su mattone, in senso metaforico e pratico, col contributo e la generosità di tutti quelli, giovani e non, che hanno messo mano al portafoglio o tolto ore al proprio mestiere per rendere tutto questo possibile. Gente che ha dimostrato coi fatti quanto la politica, quella vera, possa ancora muovere energie, realizzare barricate, produrre alternative, creare partecipazione dal basso.
Firenze avrà
il suo primo
spazio
libero, da
destra,
totalmente
autonomo e
assolutamente
libero:
ospiterà
Bogside Pub,
punto di
ritrovo e di
ristoro dei
circa
duemila
tesserati
della
Giovane
Italia e
delle sue
strutture
parallele;
il cinecrew,
spazio e
laboratorio
cinematografico
con
proiezioni
settimanali
a tema,
creazione di
filmati,
scuola di
regia; il
centro
librario
“Bruno
Cenci”, con
migliaia di
titoli non
conformi,
musica
identitaria
e
abbigliamento
ribelle; la
biblioteca e
lo spazio
studentesco
dotato di
postazioni
web
gratuite,
migliaia di
libri,
riviste
storiche,
archivio
nazionale
del Fronte
della
Gioventù e
ripetizioni
per
studenti; lo
sportello
sociale per
l’ascolto e
il soccorso
del
cittadino
con
avvocati,
commercialisti,
sindacalisti
e
professionisti
che daranno
consulenze
gratuite e
creeranno un
raccordo coi
nostri
eletti nelle
istituzioni
locali e
nazionali;
lo spazio
per
l’esposizione
di mostre
fotografiche
e
pittoriche;
lo spazio
per le
conferenze;
la cucina
autogestita
per
realizzare
cene,
aperitivi e
feste; il
laboratorio
musicale con
lezioni
private;
quello
artistico
con corsi di
pittura;
quello
informatico
per
apprendere
l’utilizzo
del pc e
della
grafica;
quello
letterario
per
approfondire
autori
sconosciuti;
quello
sportivo con
corsi di
autodifesa.
A tutto ciò
si uniscono
le
quotidiane
forme di
azione
politica
coordinate,
tra gli
altri, dalla
Giovane
Italia –
Azione
Giovani,
Movimento
Studentesco
Nazionale e
quelle
personalità
del Popolo
della
Libertà che
hanno
creduto nel
nostro
progetto.
Sono
all’ordine
del giorno:
riunioni,
affissioni,
volantinaggi,
redazione di
riviste e
fanzine, e
tutte quelle
attività che
ormai da
anni sono
portate
avanti con
costanza ed
hanno
prodotto
storiche
vittorie
nelle scuole
superiori,
nelle
università,
nei consigli
circoscrizionali
e nei
consigli
comunali,
nei luoghi
di
aggregazione
e nelle
strade,
rompendo
tabù un
tempo
inattaccabili.
Alla
politica dei
proclami,
delle
passeggiate
televisive,
dei talk
show, delle
parole al
vento e dei
cambi di
casacca
vogliamo
contrapporre
uno stile
militante,
vivo,
attivo,
coerente,
reagente e
caparbio che
si conquista
il terreno
metro per
metro,
dialoga con
le persone
guardandole
negli occhi,
porta
all’attenzione
di tutti i
problemi
reali, si
preoccupa di
dare prima
di ricevere
e di fare
prima di
promettere,
sacrifica
soldi e
tempo per
affiggere un
manifesto o
dare un
volantino,
scende in
piazza,
grida ma
pensa,
protesta ma
propone,
offre
progetti
concreti,
vive le
proprie idee
incarnandole
nell’azione
senza
limitarsi a
gridarle in
uno slogan.
Tutto questo
c’è, e si
chiama
Casaggì. A BREVE, NON APPENA SARANNO TERMINATI I LAVORI, COMUNICHEREMO L’INDIRIZZO. UNA VOLTA ENTRATI E RIORGANIZZATI I TURNI QUOTIDIANI DI APERTURA, FINIREMO DI RITOCCARE IL TUTTO. IN AUTUNNO, PER I PRIMI DI OTTOBRE, E’ PREVISTA LA GRANDE INAUGURAZIONE. TUTTI PRONTI!
LE NUOVE MAGLIETTE DI CASAGGì: VESTI RIBELLE, FINANZIA LA NUOVA SEDE!
Sono
arrivate le
nuova
magliette di
Casaggì. A
tema "Fight
Club", in
centinaia di
copie.
Il ricavato
delle
vendite (15
euro l'una),
andrà a
finanziare
la
costruzione
della nuova
Casaggì,
alla quale
stiamo
lavorando da
mesi senza
sosta, tra
calcina,
piastrelle,
stucchi,
betoniere,
vernici e
una grande
voglia di
costruirci
il futuro da
soli, senza
ingerenze e
padroni.
Ne
nasceranno
un pub, uno
spazio
cinema con
proiezioni
settimanali,
una libreria
per la
diffusione
della
cultura non
conforme, un
piccolo
spazio per
l'abbigliamento
identitario,
una
biblioteca
popolare con
migliaia di
testi e
l'archivio
storico
nazionale
del Fronte
della
Gioventù,
uno
sportello
sociale con
caf,
consulenze
legali e
segreteria
politica
gratuite;
corsi di
autodifesa
attiva, di
musica, di
computer, di
grafica, di
cucina e di
pittura; un
laboratorio
multimediale
e un punto
web con
diverse
postazioni;
un
laboratorio
artistico
per la
creazione e
l'esposizione
di mostre. A
tutto ciò,
ovviamente,
si uniranno
le attività
politiche e
militanti
quotidiane,
che a
Firenze sono
ormai cosa
continua e
ben visibile
da diversi
anni.
Finanziarci
non è
affatto un
dovere, ma
sicuramente
una scelta
libera, che
va a
sostenere
una Comunità
militante
che in una
città tra le
più
difficili
d'Italia ha
saputo
costruire un
un centro
sociale di
destra che
produce
decine di
attività
giornaliere,
ha
annichilito
ogni forma
di
concorrenza
militante
sul
territorio
radicandosi
a tal punto
da far
diventare la
propria
presenza una
costante
quotidiana
nei
quartieri e
nei rioni;
ha ottenuto
risultati
incredibile
dalle scuole
alle
facoltà; ha
elaborato
grafica,
linguaggi e
forme di
espressione
prima
sconosciute;
ha edificato
dal niente
un gruppo
umano che
oggi parla
anche dalle
istituzioni,
dove è
entrato
grazie alle
preferenze
della gente
ottenute
porta a
porta, dando
una casa a
chi ne aveva
bisogno e
ascoltando
tutti, come
impone quel
senso di
giustizia
sociale che
sentiamo
nostro. E
l'ha fatto
da sola,
grazie alla
assoluta
cocciutaggine
di alcuni
folli,
pronti a
riprendersi
tutto, senza
sconti e
senza
tregua.
PER INFO
E SPEDIZIONI
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TAGLIE:
S,M,L
EURO 15
FRONTE:
UNA VITA DA
FIGHT CLUB
(con
immagine)
RETRO: LA
BELLEZZA DI
UNA
BARRICATA
PER TUTTA LA
VITA
EURO SLOVENI: CASAGGì E GIOVANE ITALIA TAPPEZZANO IL CONSOLATO...
La
giovane
destra:
“Grave
offesa alla
memoria
degli
italiani
infoibati”.
Torselli (PdL):
“Boicottiamo
le vacanze
in Slovenia”
Oggi alle
16.30, i
militanti
del centro
sociale di
destra
Casaggì
Firenze e
della
Giovane
Italia,
movimento
giovanile
del PdL,
hanno
protestato
di fronte al
Consolato
della
Repubblica
Slovena di
Firenze,
contro la
recente
decisione
della Banca
di Slovenia
di coniare
monete da 2
euro con
l’effige di
Franc
Rozzman
Stane,
comandante
titino
compartecipe
dei massacri
di italiani
lungo il
confine
orientale
sul finire
della
Seconda
Guerra
Mondiale.
“Stane –
fanno sapere
i dirigenti
di Casaggì e
della
Giovane
Italia – fu
membro dell’XI
Corpus
Sloveno e
successivamente
comandante
dello
stesso,
passato alle
cronache
storiche per
aver
contribuito,
direttamente
o
indirettamente,
al massacro
di migliaia
di innocenti
che, sul
confine
orientale,
non vollero
rinnegare la
loro
italianità”.
“Questo
gesto –
dichiarano
Marco
Scatarzi,
presidente
cittadino
della
Giovane
Italia e
Responsabile
di Casaggì,
ed
Alessandro
Draghi,
presidente
provinciale
della
Giovane
Italia e
consigliere
del PDL al
Quartiere 2
- offende la
memoria dei
nostri
connazionali
uccisi,
massacrati e
infoibati e
rappresenta
un affronto
dinanzi al
quale
l’Italia non
può restare
in silenzio.
Avranno
certamente
da
festeggiare
tutti coloro
che, in
questi anni,
hanno fatto
di tutto per
dimenticare
e far
passare come
opere di
revisionismo
storico le
celebrazioni
ufficiali
del martirio
delle
foibe”.
Sull’argomento
interviene
anche il
consigliere
comunale del
PdL
Francesco
Torselli,
che
dichiara:
“Far parte
dell’Europa
non può e
non deve
significare
soltanto far
circolare
liberamente
delle merci,
ma
intraprendere
un percorso
comune, che
certamente
non può
essere leso
dall’esaltazione
di una
persona che
si è resa
protagonista
di uno
sterminio di
massa. Il
fatto, poi,
che lo si
ritragga con
la stella a
cinque
punte, va a
rafforzare
la volontà
di esaltarne
l’orientamento
politico, in
barba ai
crimini
commessi e
alle
cicatrici,
ancora non
rimarginate,
che questi
hanno
lasciato”.
“Non è la
prima volta
– prosegue
Torselli –
che la
Repubblica
Slovena
offende con
i propri
atteggiamenti
la memoria
dei martiri
italiani
finiti nelle
foibe ed i
350.000
nostri
connazionali
costretti a
fuggire
dalle terre
di Istria,
Venezia
Giulia e
Dalmazia. Se
la Slovenia
vuole stare
in Europa,
deve fare i
conti con il
proprio
passato e
condannare
le barbarie
perpetrate
da Tito, dai
suoi
gendarmi e
dalla
dittatura
comunista in
genere, così
come è stato
richiesto a
molte altre
nazioni”.
“La nostra
azione –
aggiungono
Scatarzi e
Draghi - va
a rimarcare
la nostra
contrarietà,
da italiani,
alla
celebrazione
di una
figura che,
sebbene per
qualcuno
possa
rappresentare
un mito, per
l’Italia
incarna il
ricordo di
orrendi
crimini
subiti e mai
puniti,
spesso
dimenticati
e ancora una
volta,
purtroppo,
ignorati.
Per questo,
oggi,
abbiamo
affisso dei
manifesti
sul
consolato
sloveno:
locandine
che spiegano
la nostra
posizione in
merito e che
a breve
saranno
distribuite
in tutta la
città”.
Torselli,
Scatarzi e
Draghi
invitano poi
i tanti
italiani che
non vogliono
dimenticare
chi fu
massacrato
dall’odio
dei
comunisti
titini a
boicottare
la Slovenia
quale meta
per le
vacanze
estive: “Se
esaltano chi
ci ha
massacrati –
fanno sapere
- non
saranno
certamente
dispiaciuti
di perdere
qualche
migliaio di
turisti
italiani”.
“Lunedì
prossimo –
conclude
Torselli –
porterò in
Consiglio
Comunale una
risoluzione
di condanna
di questa
ignobile
decisione
della Banca
Slovena. Mi
auguro che
la condanna
arrivi da
numerose
istituzioni
del nostro
paese e che
si sollevi
un caso
nazionale
con
l’intento di
far ritirare
l’infelice
scelta ai
nostri
vicini
sloveni”.
CASAGGì E Questa notte, 5 maggio 2011, i militanti del centro sociale di destra Casaggì Firenze e della Giovane Italia hanno ricordato Bobby Sands, martire della lotta irlandese morto trent’anni fa in seguito ad uno sciopero della fame contro l’assenza di diritti per i detenuti irlandesi e la repressione inglese nella sua Terra.
Abbiamo voluto
ricordare Sands,
perché
rappresenta
ancora oggi un
limpido esempio
rivoluzionario
di coraggio e di
amore. Bobby
Sands, cresciuto
nella Belfast
delle tensioni e
della
guerriglia,
sfidò l’impero
britannico con
un esemplare
sciopero della
fame, iniziato
dai detenuti
dell’IRA per
ottenere lo
status di
prigionieri
politici e
vedersi
riconosciuti i
diritti
elementari, che
portò alla morte
di molti loro e
fece il giro del
mondo”. “Bobby
Sands, che non
arretrò mai
dinanzi ai
soprusi e alle
brutali torture
subite nel
Blocchi H del
carcere di Long
Kesh, raccontò
al mondo la sua
storia scrivendo
un diario
clandestino su
dei pezzi di
carta igienica
fatti uscire con
enormi
difficoltà dal
temuto
penitenziario.
Alla sua morte
Sands era un
parlamentare di
Stormont, eletto
democraticamente
venticinque
giorni prima
della sua morte.
La lotta del
popolo irlandese
per la libertà
rappresenta una
punta d’orgoglio
e di vitalità
nel cuore
d’Europa.
Rappresenta la
volontà di
difendere fino
alla fine la
propria Terra,
la propria
identità e la
propria gente.
Rappresenta la
ferma volontà di
resistere a
tutto pur di
ottenere il
diritto di
esprimersi, di
essere
riconosciuti, di
conquistare ciò
che ci
appartiene.
Rappresenta la
forza di saper
dare l’esempio,
di saper
lanciare un
segnale e un
grido di
libertà, senza
ipocrisie e
buonismi, che
possa rompere il
muro di omertà
imposto dai
potenti. Bobby
Sands
rappresenta la
certezza che
tutto è
possibile per
chi crede che la
propria idea e
la sorte del
proprio Popolo
siano più
importanti della
vita stessa.
A sua Maestà e
ai suoi soldati,
in questi giorni
presi dai
festeggiamenti
dell’ultimo
matrimonio di
corte e dai
pettegolezzi dei
Tabloid,
vogliamo
ricordare che in
Irlanda del Nord
non sono stati
ancora concessi
pieni diritti
agli irlandesi e
che il martirio
di Bobby sarà
sempre una
macchia
indelebile nella
loro coscienza”.
“Abbiamo già
depositato,
tramite il
nostro
consigliere
comunale
Francesco
Torselli, la
richiesta per
l’assegnazione
di una strada in
onore a Bobby
Sands. Vogliamo
sperare che la
sensibilità dei
consiglieri
comunali
fiorentini
oltrepassi le
barriere ideali
e partitiche e
conceda questo
riconoscimento
ad un Uomo che
ha dimostrato di
conoscere e
incarnare il
significato più
profondo della
parola LIBERTA’.
Non c'è nulla
nell'intero
arsenale
militare inglese
che riesca ad
annientare la
resistenza di un
prigioniero
politico
repubblicano che
non vuole
cedere; non
possono e non
potranno mai
uccidere il
nostro spirito.
CENTINAIA PER SERGIO RAMELLI. LA MILITANZA VINCE L'ODIO.
E’ stata
lanciata sette
giorni fa sul
web, dopo le
celebrazioni di
un 25 aprile in
ricordo dei
caduti della Rsi,
ma ha chiamato a
raccolta
centinaia di
persone. La
manifestazione
in ricordo di
Sergio Ramelli è
stata un
successo: gente
in piedi e sala
stracolma, oltre
un centinaio di
ragazzi con meno
di vent’anni e
tutta la vecchia
guardia della
Comunità a
presidiare in
silenzio il
ricordo di un
ragazzo ucciso a
diciotto anni
perché militante
della destra
giovanile.
Attivisti,
realtà
organizzate e
individualità
hanno
letteralmente
affollato la
sala,
regalandoci una
serata da
ricordare. Gli
antifascisti,
ectoplasmi senza
il minimo della
dignità
richiesta,
avevano provato
in tutti i modi
a farci revocare
la sala con
telefonate
all’albergo,
minacce di
incendi e di
assalti,
millantate
occupazioni del
posto e promesse
di sanguinose
uccisioni. La
nostra risposta
è stata la più
ovvia: fare la
manifestazione
ed essere tanti.
E così è stato,
anche stavolta.
Fuori dalla sala
un bellissimo
striscione di
venti metri
realizzato a
mano dai
militanti di
Casaggì: Sergio
Vive, con
l’effige del suo
volto stilizzata
e la grande
fiaccola
tricolore. Il
clima d’odio dei
giorni scorsi ha
permesso la
mobilitazione e
l’incontro di
tre generazioni
di militanti, da
chi era presente
all’epoca fino a
chi frequenta la
prima superiore.
Chi ha vissuto
gli anni di
piombo e chi si
trova, oggi, di
fronte ad una
stupidissima
recrudescenza
dell’odio
politico, nella
quale si
inneggia
all’omicidio
politico, come
accaduto nei
giorni scorsi
coi manifesti
affissi su
Casaggì.
Preciso e
commovente, come
sempre,
l’intervento di
Guido Giraudo,
anima storica
della destra
milanese e
autore del libro
su Sergio, uno
di quei testi
che ti vengono
messi in mano
quando entri in
sezione e che ti
danno la forza
di fare quello
che fai tutti i
giorni.
Curatissimo e di
ottima fattura
il documentario
da lui
realizzato e da
noi visionato in
anteprima
nazionale nei
suoi tratti
salienti: le
interviste a chi
c’era, le
rivelazioni
postume dei
togati che hanno
seguito il caso,
i ricordi e le
testimonianze di
chi si è trovato
emarginato,
aggredito e
odiato a causa
di una scelta
ideale, senza
mai fare un
passo indietro.
Un contributo
importante per
tutto il nostro
mondo politico,
che dovrebbe
essere posto
all’attenzione
di tutto il
nostro paese.
Importanti le
parole di
Francesco
Torselli, nostro
consigliere
comunale, che ha
ricordato in
quale clima si
svolgano le
quotidiane
azioni della
nostra
struttura: le
minacce, i
picchetti, le
ronde, gli atti
di violenza, gli
schiaffi dati e
presi, i turni
di guardia a
presidio di una
sede, le
affissioni con
la macchina di
rinforzo. Cose
che fanno ridere
che vive la
politica da
fuori e che
etichetta queste
dinamiche come
una guerra per
bande, con la
miopia di chi è
sempre rimasto
dietro le
finestre, senza
mai sforzarsi di
capire, di
vivere, di
donare. Ma
all’odio di chi
non ha niente da
dare,
contrapporremo
sempre la
determinazione
di agire, di
conquistare e di
fare, con la
maturità e la
volontà di
costruire il
futuro con mille
sacrifici e con
mille sforzi, ma
sempre onorando
il sogno
rivoluzionario
che abbiamo
incontrato
varcando la
soglia della
nostra sezione.
Al senatore
Achille Totaro,
senza il quale
questo
appuntamento non
sarebbe
possibile,
l’onore di
concludere. Il
suo coraggio,
dimostrato nei
fatti anche
nelle aule
parlamentari,
dovrebbe parlare
da solo, ma il
suo intervento
ha comunque
ripercorso
aneddoti e
spaccati di vita
militante che
molti di noi si
portano dentro
con orgoglio.
Un plauso a
tutti e un
grande
ringraziamento a
chi c’era. E’
anche e
soprattutto con
queste
iniziative che
la memoria dei
nostri caduti
resta viva,
tramandone
l’esempio a chi,
domani, dovrà
proseguirne le
lotte in strada.
Perché le idee
non muoiono,
finchè c’è anche
un solo folle a
combattere per
esse.
MANIFESTAZIONE PER SERGIO RAMELLI
Sergio Ramelli è uno dei simboli degli “anni di piombo”. Un ragazzo pulito, col sorriso stampato in faccia e la spensieratezza di un diciottenne, barbaramente massacrato da un commando omicida di fanatici accecati dall’odio. E’ il 1975. Sergio ha iniziato a frequentare, nella sua Milano, la sezione del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Msi che raggruppava la giovane destra e operava nelle scuole e nelle facoltà di tutto il paese. Sergio frequenta il Liceo Molinari, dove subisce le prime minacce in seguito ad un tema in classe nel quale denuncia l’operato delle Brigate Rosse, che a Padova hanno ucciso due attivisti missini (Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci) in seguito ad una irruzione nella sede del Msi per procurarsi l’archivio degli iscritti al partito, che i due avevano coraggiosamente negato. Come spesso accade in quegli anni Sergio si procura le antipatie di chi, nel suo istituto, fa politica dall’altra parte: subisce una sorta di “processo politico” e ne nascono delle prepotenze macabre e vili, che lo costringono a cambiare scuola. Ma il suo nome e la sua fotografia, come usava negli ambienti della sinistra extraparlamentare, fanno il giro della città. Capitano nelle mani di Autonomia Operaia, che decide per il suo omicidio. Il 13 marzo del 1975 alcuni estremisti lo aspettano sotto casa armati di chiavi inglesi, le pericolose Hazet 36 tanto in voga tra i giovani della sinistra radicale e tanto utilizzate nelle aggressioni antifasciste. Sergio parcheggia il motorino e viene immediatamente riconosciuto e aggredito: ripetuti colpi di chiave inglese lo raggiungono alla testa e al volto, lasciandolo a terra privo di sensi e in una maschera di sangue e materia celebrale. Il commando è composto da studenti universitari di medicina, che sanno dove colpire. Nel corso del processo Marco Costa, uno degli aggressori, afferma: « Ramelli capisce, si protegge la testa con le mani. Ha il viso scoperto e posso colpirlo al viso. Ma temo di sfregiarlo, di spezzargli i denti. Gli tiro giù le mani e lo colpisco al capo con la chiave inglese. Lui non è stordito, si mette a correre. Si trova il motorino fra i piedi e inciampa. Io cado con lui. Lo colpisco un'altra volta. Non so dove: al corpo, alle gambe. Non so. Una signora urla: Basta, lasciatelo stare! Così lo ammazzate!" Scappo, e dovevo essere l'ultimo a scappare. » Sergio viene sottoposto ad un intervento urgente, ma cade subito in stato comatoso. Muore il 29 aprile del 1975, dopo 48 giorni di agonia. Nella seduta consiliare milanese prevista dopo l’aggressione di Sergio, una parte delle rappresentanze istituzionali, appresa la notizia della morte, si alza in piedi e applaude, fischiando il consigliere del Msi che aveva la parola in quel momento. Nei giorni del ricovero, dai palazzi antistanti l’ospedale, i militanti di Autonomia Operaia e della sinistra radicale si appostano per fotografare le persone che vanno a salutare Sergio, per completare lo schedario dei “bersagli fascisti da colpire”. Lo schedario venne recuperato anni dopo in Viale Bligny, a Milano: conteneva le foto e le informazioni di 10.000 persone riconducibili al mondo della destra politica e militante. Un anno esatto più tardi, il 29 aprile del 1976, Prima Linea “festeggia” l’anniversario della morte di Ramelli uccidendo un altro “fascista”: Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Msi, viene assassinato a colpi di pistola. Quella di Sergio è una delle tante, orribili, storie degli anni di piombo. Storie di morte e di odio, di livore e di brutalità. Storie di antifascismo e di vigliaccheria, di omertà e di sinistre coperture, di “intellettuali” e consiglieri che plaudono alla morte di un ragazzo senza colpe e di utili idioti mandati ad uccidere. Ricordare, oggi, è un compito che spetta non solo alla destra politica, ma a tutto il nostro Popolo. Di fronte a chi, dopo tutto il sangue che questa terra ha visto scorrere, continua a rinfocolare l’odio divisionista e la prevaricazione di parte, non resta che ricordare e riflettere. FILMATI E TESTIMONIANZE IN RICORDO DI SERGIO RAMELLI, NEL 36° ANNIVERSARIO DELLA MORTE. CON GUIDO GIRAUDO, AUTORE DI “SERGIO RAMELLI, UNA STORIA CHE FA ANCORA PAURA”
LUNEDì 2 MAGGIO 2011
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Casaggì Firenze e
Giovane Italia
UN CENTINAIO DI MILITANTI DI CASAGGì E GIOVANE ITALIA A TRESPIANO PER RICORDARE I CADUTI DELLA RSI. SCRITTE OLTRAGGIOSE SUL CIMITERO...
Quest'oggi, come ogni 25
aprile, Casaggì e la Giovane
Italia hanno ricordato i
caduti della Repubblica
Sociale Italiana. Un
centinaio di militanti,
inquadrati e silenziosi,
hanno reso omaggio a chi,
indossando una divisa e
servendo una bandiera, ha
tenuto alto l'onore
d'Italia, combattendo fino
all'ultimo respiro. In una
città che proprio negli
ultimi giorni si è resa
protagonista di vergognose
campagne provocatorie e
divisioniste, come la
proposta di rimuovere le
spoglie di Giovanni Gentile
dalla Basilica di Santa
Croce perchè "indegno di
riposarvi", abbiamo
disertato le celebrazioni di
palazzo. 25 APRILE: CASAGGì COMMEMORA CADUTI RSI CASAGGì E GIOVANE ITALIA COMMEMORANO GENTILE, SUL LUOGO DELL'ASSASSINIO
Questa mattina alle 11 una
delegazione di militanti di
Casaggì Firenze e Giovane Italia
hanno ricordato il filosofo
Giovanni Gentile, ucciso il 15
aprile del 1944 da un commando
di partigiani gappisti guidati
da Bruno Fanciullacci, al quale
la nostra città non ha
risparmiato l’intitolazione di
una strada.
La commemorazione si è svolta al
Salviatino, sul luogo
dell’assassinio e vi hanno preso
parte anche il consigliere
comunale Francesco Torselli,
riferimento di Casaggì e Giovane
Italia all’interno del Pdl, il
consigliere comunale Jacopo
Cellai e Marco Cellai, storico
esponente della destra
fiorentina.
I militanti di Casaggì presenti
alla commemorazione hanno
esposto uno grande striscione
riportante la scritta “Onore a
Giovanni Gentile”, mentre la
zona e altre parti della città
erano state già ricoperte la
scorsa notte di manifesti in
ricordo del filosofo. Dopo le
dichiarazioni dei due
consiglieri comunali la parola è
passata a Marco Cellai, che ha
ricordato l’impegno che da oltre
cinquanta anni vede la destra
fiorentina in prima linea nella
battaglia per il ricordo di
Gentile.
Quello di oggi vuole essere un
momento simbolico di
commemorazione e di ricordo, ma
anche un invito alla riflessione
e alla pacificazione in una
città che ha sempre anteposto
l’odio di parte alla verità
storica. Gentile fu ucciso da
inerme, con un gesto che perfino
i vertici del Cln non avevano
approvato. Un gesto folle, nel
quale non c’è niente di eroico.
Ancora oggi, a Firenze, non c’è
una strada o una lapide che
ricordi Giovanni Gentile.
L’oblio ha prevalso sul ricordo
e sulla giustizia. Ma
continueremo, caparbi, a
ricordare, come facciamo da
decenni. Il compito dei giovani
militanti, infatti, è quello di
rinvigorire nella lotta le
battaglie che questa splendida
Comunità umana e politica porta
avanti da sempre.
--------------------------- TORSELLI (PDL): "VERGOGNOSO IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI". SCATARZI (GIOVANE ITALIA): "DAI VERI GIOVANI IL DOVERE DI RICERCARE UNA MEMORIA STORICA CONDIVISA E SUPERARE I RANCORI".
Si è svolta questa mattina
alle ore 11.00 in Via del
Salviatino, proprio
dove Giovanni Gentile fu
assassinato il 15 aprile
1944 da un commando di
gappisti, una commemorazione
in ricordo del grande
filosofo siciliano, ma
fiorentino di adozione,
organizzata dal Centro
Sociale di Destra "Casaggì
Firenze" e dal movimento
giovanile del PDL "Giovane
Italia".
Una cinquantina di ragazze e
ragazzi, quasi tutti
giovanissimi, hanno esposto
un grande striscione che
recitava le parole: "Onore a
Giovanni Gentile" ed hanno
ascoltato in silenzio le
parole di Marco Cellai,
storico esponente del MSI,
di Alleanza Nazionale e del
PDL a Firenze, il quale ha
ricordato come "da cinquant'anni
ormai una parte politica sta
combattendo in tutte le
istituzioni affinchè l'odio
ideologico di una stagione
terribile, quale fu quella
della Guerra Civile
italiana, venga messo
finalmente da parte e
Firenze possa ricordare
serenamente, e con il
tributo d'affetto che
Gentile merita, la figura di
questo grande italiano".
Alla commemorazione hanno
partecipato anche i
cosiglieri comunali del PDL
Francesco Torselli e Jacopo
Cellai.
Per Torselli (PDL): "è
vergognoso il silenzio delle
istituzioni in un'occasione
come questa. Giovanni
Gentile è stato uno dei più
importanti filosofi italiani
del '900 e la sua adesione
in via ideale alla
Repubblica Sociale non può
essere un motivo valido per
continuarne ad ignorare vita
ed opera a quasi 70 anni di
distanza dalla sua morte.
Senza considerare, tra
l'altro, che pochi giorni
prima di morire, in piena
Guerra Civile, con il suo
'Discorso agli Italiani'
egli si era speso proprio
per ricercare una
pacificazione nazionale ed
evitare lo spargimento di
sangue che stava inondando
le strade del nostro paese.
Il Sindaco di Firenze
dimostri di essere una
'faccia nuova' anche in
questo: 'senza pretendere
revisioni o modifiche del
suo giudizio sull'epoca in
questione, restituisca a
Gentile la dignità ed il
rispetto che, come filosofo
ed intellettuale, certamente
merita".
Purtroppo ancora una volta a
ricordare Gentile è stata
una precisa parte politica,
come spesso accade anche per
altre pagine di storia sulle
quali la sinistra non è
ancora disponibile a fare la
luce sufficiente, una su
tutte quella riguardante i
martiri delle foibe e gli
esuli giuliano-dalmati e
istriani.
"La presenza della
Giovane Italia e di
Casaggì, oggi, hanno
comunque un valore
inestimabile. - conclude
Marco Scatarzi,
Presidente cittadino
della Giovane Italia e
responsabile di Casaggì
- Noi abbiamo il dovere
di proseguire quelle
battaglie di giustizia,
di verità e di identità
che le generazioni
militanti prima di noi
hanno iniziato con tanta
passione. Il ricordo di
Giovanni Gentile, di
pari passo con la
rimozione di quel
pregiudizio storico che
ne ha oscurato il nome,
sono per noi battaglie
all'ordine del giorno.
Non ci rassegneremo mai
a vivere in un paese e
in una città che non
riconoscono le doti
umane, culturali e
politiche di una
personalità che ha dato
moltissimo all'Italia ed
è stata barbaramente
uccisa da quell'odio
cieco che le istituzioni
dovrebbero superare in
nome di una cultura
condivisa e di una
pacificazione nazionale
che stenta ancora ad
essere accettata da chi
costruisce sul rancore
le proprie fortune".
CASAGGì RICORDA GIOVANNI GENTILE: MIGLIAIA DI LOCANDINE IN CITTA'...
Questa notte i militanti di
Casaggì Firenze hanno affisso
duemila locandine in ricordo di
Giovanni Gentile. L'azione, che
verrà integrata dalla cerimonia
commemorativa che si svolgerà
venerdì mattina alle 11 al
Salviatino, è stata realizzata
in prossimità della data
dell'anniversario della morte,
che ricorre il 15 aprile.
Giovanni Gentile, filosofo e
uomo di punta della cultura
italiana dello scorso secolo, fu
barbaramente ucciso il 15 aprile
del 1944, davanti alla sua
residenza fiorentina, al
Salviatino. Ad ucciderlo fu un
commando partigiano guidato da
Bruno Fanciullacci, poi decorato
e riconosciuto (anche in virtù
della sua morte) dalla città di
Firenze come "eroe della
Resistenza". I membri del
commando dei Gap, di ispirazione
comunista, si appostò alle 13,30
circa nei pressi della villa al
Salviatino e, appena il filosofo
giunse in auto, gli si
avvicinarono tenendo sotto
braccio dei libri per nascondere
le armi e farsi così credere
studenti. Il filosofo abbassò il
vetro per prestare ascolto, ma
fu subito raggiunto dai colpi di
una rivoltella. Fuggiti i
gappisti in bicicletta,
l'autista si diresse
all'ospedale di Careggi per
trasferirvi il filosofo
moribondo, ma invano.
Gentile era accusato di aver
appoggiato la Repubblica Sociale
Italiana e di essere quindi uno
dei mandanti ideologici delle
rappresaglie antipartigiane.
Un'accusa grottesca, ma che
evidentemente portò al suo
assassinio.
La città di Firenze non ha mai
riconosciuto a Giovanni Gentile
il diritto al ricordo. Sul luogo
dell'uccisione non è mai stata
apposta una targa e nessuna
istituzione, se non qualche
esponente della destra politica
a titolo personale, si è mai
preso la briga di ricordarlo o
citarlo pubblicamente come la
vittima di una violenza ingiusta
e come Uomo di cultura e di
spessore internazionale, quale
evidentemente era.
Casaggì Firenze, come ogni anno,
romperà questo silenzio, anche
se solo simbolicamente. Lo farà
dal basso, con i propri
attivisti e i propri eletti
nelle istituzioni. Lo farà
perchè ha sempre reputato
incredibilmente assurda la
ricostruzione della storia
nazionale per simpatie o
antipatie, faziosità o
omissioni.
FOTTI IL MONDO DEGLI UGUALI. L'ULTIMO VIDEO DI CASAGGì...
Malvivente è chi siede dalla parte
del torto, chi non adegua, chi porta
in sé una differenze antropologica.
Noialtri, siamo malviventi.
Malvivente è chi reputa antipatica,
idiota e inutile la prospettiva di
passare un'intera vita a produrre,
consumare e crepare. Chi non
accumula, non desidera e non chiede.
Chi si gioca tutto e concepisce la
vita come gioco, il gioco come lotta
e la lotta come vita. Chi ride del
compromesso e della viltà,
dell'asservimento e
dell'uguaglianza. Malvivente è chi
se ne frega del giudizio altrui,
degli schemi imposti e delle mode.
Chi si offre corpo e anima ad una
causa e preferisce sbagliare con le
proprie idee piuttosto che tirare a
campare con quelle degli altri.
Malvivente è chi ama ciò che oggi è
scomparso: identità, libertà,
ribellione, tradizione e Patria. Chi
preferisce una birra e lo sguardo di
un amico ai falsi sorrisi di un
salotto o di un privè. Chi ama il
rischio, il pericolo, lo scontro, il
dinamismo e l'azione. Chi si rialza
dopo ogni caduta e tira dritto, più
incazzato di prima.
Malvivente è chi esce dai confini di
ciò che è normale, ovvio, scontato,
piatto, banale e sufficiente. Il
malvivente è tale perché in un
modello sociale che ha eletto
l'ipocrisia al rango di valore, non
c'è spazio per chi non ha secondi
fini. Chi agisce senza interesse,
magari perché crede in quel che fa,
è un reietto sociale. E' un
malvivente che non si adatta, che
rifiuta il "migliore dei mondi
possibili", che non baratta la
propria libertà per l'inclusione in
questa gabbia dorata.
Malvivente è anche provinciale,
campanilista e piccolo: ama ciò che
è ancora a misura d'uomo, ciò che
non distrugge e non stravolge un bel
niente, ciò che si fa accettare per
la propria ordinarietà. Il
Malvivente è ordinario, quindi è
trasgressivo. Trasgredisce la
dittatura dell'edonismo,
dell'egoismo e dell'egocentrismo. Il
Malvivente, semplicemente, è. E'
senza pretendere, ambire o sperare.
Non ha "io" da imporre agli altri,
ma ha un codice di regole da imporre
a sé stesso. Non usa lo specchio per
prepararsi alla competizione, ma per
guardarsi negli occhi e sentirsi in
pace con chi ci vede. Il Malvivente
è cosa rara e nessuno vuole
conoscerlo: la pena è l'esclusione
dal gregge, la scomunica del branco.
Il Malvivente non si sballa, non si
droga e non si vanta. L'adrenalina
dell'essere sazia la sua sete di
ribellione. Il Malvivente non ama
molto la mondanità e al frastuono di
qualche locale preferisce i suoi
fratelli. Sì, di quelli ne ha
moltissimi, perché crede nella
Comunità. Il Malvivente crede nei
legami, nelle promesse e nella
parola data.
Il Malvivente è proprio come te,
ma ti diranno di scansarlo.
GIOVANE ITALIA SBARCA AD EMPOLI: NUOVA SEDE PER LA DESTRA IDENTITARIA
Q uest'oggi inaugura la nuova sede della Giovane Italia di Empoli. Un altro avamposto è pronto, dopo la dovuta preparazione. La Comunità empolese, che già conta trecento iscritti e un forte radicamento in tutto il circondario, ha finalmente trovato casa. Da lunedì saranno i locali della nuova sede saranno a disposizione della meglio gioventù, quella che non si arrende al mondo degli uguali e porta avanti i propri sogni giorno per giorno, senza sosta e senza paura. Per il coordinamento fiorentino, è l'ennesima prova di presenza territoriale e fisica in un territorio difficile. Qui si chiacchiera poco, e si lavora parecchio: sedi, iniziative, manifestazioni, iscrizioni, voti, consensi e ribellione sono il pane quotidiano di una scelta di vita che ci rende ogni giorno più orgogliosi di essere quello che siamo. Casaggì Firenze non farà mancare aiuto e sostegno.CASAGGì E LE ELEZIONI UNIVERSITARIE
Il “centro sociale di destra” Casaggì
Firenze elegge almeno due consiglieri e
ottiene un ottimo risultato alle
elezioni universitarie. La nostra
struttura, inquadrata all’interno della
lista del Centro Destra per
l’Università, ha lavorato con un gran
numero di attivisti alla campagna
elettorale, radicandosi in maniera
consistente in quasi tutte le facoltà
dell’ateneo fiorentino.
L’ateneo fiorentino è finalmente pronto
per una forza identitaria e sociale che
rappresenti una destra libera, radicale
e svincolata, che abbia il coraggio di
portare avanti, con seguito e consenso,
campagne di forte opposizione
all’egemonia rossa e alla burocrazia
galoppante, alle baronie e al modello
dell’università-azienda. Così, dopo
essersi affermato ripetutamente come
primo movimento nelle scuole superiori,
per voti e numero di attivisti, Casaggì
e le sue sigle parallele si apprestano a
ritagliarsi uno spazio anche nelle
università.
In noi il mondo studentesco fuori dagli
schemi ha trovato un interlocutore nuovo
e affidabile, diverso dalle succursali
di partito presenti altrove e
dall’ipocrisia di chi contesta senza
produrre mai alternative reali. In noi
hanno trovato una destra attenta ai
problemi, ma anche in grado di
contestare i politici della propria
parte, se necessario, con spirito
critico e indipendenza programmatica.
Dalla prossima settimana, anche grazie
alla fiducia accordataci dalle centinaia
di studenti che ci hanno sostenuto, a
Giurisprudenza ed Economia, a Lettere e
ad Ingegneria, ma anche a Scienze
Politiche e a Farmacia, iniziamo il
nostro lavoro: produrremo riviste,
cineforum, manifestazioni, conferenze,
eventi, feste e cercheremo di creare un
raccordo positivo tra la nostra Comunità
e il mondo studentesco.
Nella nuova sede del nostro centro
sociale, che a breve sarà ultimata e
pronta dopo i lavori di ricostruzione,
vi saranno attività quotidiane
interamente dedicate al mondo
universitario, tutte fruibili, libere a
autogestite.
Attendiamo i risultati definitivi, anche
per i consigli di corso di laurea e per
i consigli di facoltà ancora non
definiti. Ma una cosa è certa: siamo in
marcia, anche nell’ateneo fiorentino. Un
grazie a tutti i ragazzi che hanno preso
parte a questa avventura fatta di rabbia
e d'amore!
ELEZIONI UNIFI: CASAGGì COL CENTRO DESTRA. VOTA IDENTITARIO!
Casaggì Firenze si presenta alle elezioni universitarie, all'interno della lista del CENTRO DESTRA PER L'UNIVERSITA'. La nostra non è una presenza come tante. A differenza di chi utilizza l'università come bandierina o come volano di consensi da riutilizzare altrove, la nostra Comunità si pone l'obiettivo di rappresentare quel mondo studentesco identitario e fuori dagli schemi. E, infatti, per votare i nostri candidati devi essere fuori da ogni schema: oltre la faziosità dell'egemonia rossa che strumentalizza proteste e oltre il moderato buonsenso degli altri, che non ha mai pagato. Chi ci conosce e ci segue sa quel che noi facciamo ogni giorno. Sappiamo di non poter neanche lontanamente aspirare a vincere le elezioni studentesche a Firenze, ma non ci abbattiamo. Sappiamo anche, però, che in tanti romperanno quel muro e ci daranno fiducia. Quelle anime incendiarie possono stare certe che saranno ben rappresentate...
I candidati di Casaggì all'interno del CENTRO DESTRA PER L'UNIVERSITA':
AI CONSIGLI DI FACOLTA’ Si possono esprimere 3 preferenze nella stessa lista
ECONOMIA Samuele Castellaneta Tommaso Dami
FARMACIA Emanuele Rossi
GIURISPRUDENZA Andrea Poggianti Cristina Torcini Massimo Rosi Marco Baldinotti
INGEGNERIA Francesco Bellotta Tommaso Ciofini Giovanni Lococciolo
LETTERE Marco Gabriele Giorgio Gargiulo
SCIENZE POLITICHE Fabio Leopardo Filippo Taddei Alessandro Bistacchi
............................ AGLI ORGANI CENTRALI Votano tutte le facoltà dell’Unifi
CUS Marco Scatarzi
SENATO ACCADEMICO
CDA Andrea Poggianti
ARDSU Fabio Leopardo Samuele Castellaneta
SE TIENI AL TUO FUTURO E VUOI COSTRUIRLO RESTANDO COI PIEDI PER TERRA, SENZA SALIRE SUI TETTI. SE PENSI CHE QUESTA UNIVERSITA’ SIA UN’AZIENDA NELLA QUALE SEI POCO PIU’ DI UN NUMERO. SE CREDI CHE L’IDENTITA’ NON SIA UN FATTO DI CONVENIENZA, MA UNA RAGIONE DI LOTTA. SE TI GUARDI ATTORNO E VEDI SEMPRE LE STESSE PAROLE, GLI STESSI PENSIERI, LE STESSE PERSONE. SE VUOI ABBATTERE L’UNIVERSITA’ DEI MURI, DEI PRIVILEGI, DEI DOGMI E DELL’OMOLOGAZIONE. SE NON TI SENTI AFFATTO RAPPRESENTATO DA CHI STRUMENTALIZZA PROTESTE ANCHE A TUO NOME. SE SEI STANCO DELLE CASTE E DELLE OVVIETA’, DEI BARONATI, DEI BIVACCHI E DELLE FAZIOSITA’. SE VUOI PORRE FINE ALLA CARENZA DI STRUTTURE, AI SERVIZI SCADENTI E ALLA BUROCRAZIA GALOPPANTE. SE VUOI UN’UNIVERSITA’ CHE SIA CANTIERE DI IDEE E DI RIVOLUZIONE, SINSTESI DI AVANGUARDIE.
CASAGGì: STRISCIONI IDENTITARI PER L'UNITA' D'ITALIA...
Questa notte Casaggì ha portato a
conclusione le azioni per la ricorrenza del
150° anniversario dell'Unità d'Italia. Dopo
la trasferta militante a Pistoia di
mercoledì, dove Movimento Studentesco
Nazionale ha ben organizzato un'ottima
giornata di letture e presenza di piazza.
Dopo aver fatto piovere volantini in una
Piazza della Repubblica gremita e aver
colorato il Ponte Santa Trinita col
tricolore. Dopo aver affisso decine di
manifesti sul cantiere dell'Hard Rock Cafè,
contro la commercializzazione del centro
storico e la riduzione di Firenze a città
vetrina. Dopo tutto questo, abbiamo concluso
con un'affissione di striscioni e
manifesti. Alla vecchia maniera: striscioni di quindici metri verniciati a mano, con meticolosa pazienza, per lanciare quel messaggio che da settimane ci portavamo dentro, anche in risposta ai tanti "patrioti occasionali" che alle stesse finestre, fino a l'altro ieri, avevano altri vessilli più colorati e meno italiani di quello tricolore. E così, in barba a tutti i moralisti a intermittenza, abbiamo dato un pò di colore a qualche sottopasso grigio e spento, dove il cemento e lo smog sono l'unico ingrediente di sempre.
LE AZIONI DI CASAGGì PER L'UNITA' D'ITALIA...
Quest’oggi, 17 marzo, abbiamo festeggiato a modo nostro il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Di prendere parte alle celebrazioni di palazzo, dove spesso si trovano tromboni che fingono di celebrare date e anniversari che in tempi non sospetti rifiutavano di riconoscere, ce ne fregava davvero poco.
E così abbiamo dato vita ad una due giorni
di militanza full immersion: ieri eravamo in
massa a Pistoia per l’evento organizzato dal
Movimento Studentesco Nazionale; ieri notte
abbiamo passato qualche oretta e dipingere
striscioni e manifesti che presto vi
ritroverete su qualche muro; oggi abbiamo
colto la palla al balzo per ricordare a
dovere.
Svariate migliaia di volantini sono stati
lanciati dai tetti su Piazza Repubblica, la
culla delle avanguardie del Novecento. Una
folla divertita ha fatto la ressa per
leggerli: era un bel riepilogo di questi 150
anni, dove si passavano in rassegna i caduti
del Risorgimento, gli sforzi nelle trincee
della grande guerra, la presa di Fiume,
l’esperienza vitale e solare del Fascismo,
Poi, non contenti, abbiamo colorato il Ponte
Santa Trinita con alcuni fumogeni tricolori,
attirando la curiosità dei molti passanti.
Infine, abbiamo colto l’occasione per
lanciare la nostra campagna di critica e di
riflessione contro l’Hard Rock, che presto
prenderà vita al posto del vecchio Gambrinus.
Che c’entra con l’Unità d’Italia? C’entra
eccome. Perché quando domani i patrioti
occasionali dismetteranno i tricolori e li
riporranno nel cassetto in attesa dei
prossimi mondiali di calcio, ci sarà chi
continuerà a pensare all’Italia come ha
sempre fatto, ogni giorno. E quel qualcuno
non sarà felice di vedere che il fiore
all’occhiello di questo paese,
CASAGGì RICORDA L'UNITA' D'ITALIA: LE AZIONI E GLI APPUNTAMENTI...
Casaggì ha lanciato ormai da tempo la propria
campagna per la commemorazione del 150°
anniversario dell'Unità d'Italia. Sono stati
stampati e già distribuiti in ogni scuola
ventimila volantini, mentre si è attivata anche
una campagna mediatica sul web. Abbiamo affisso
circa tremila locandine tricolori con la scritta
"orgoglio italiano" e l'omonima campagna
studentesca. Abbiamo organizzato e realizzato
con successo un convegno a Certaldo, in
concomitanza con l'apertura della nostra sezione
locale attiva sul territorio e questo mercoledì
saremo in massa a Pistoia, per la manifestazione
regionale in piazza del Movimento Studentesco
Nazionale, sempre a tema. Altre azioni sono
previste, a sorpresa, nei prossimi giorni. Come
sempre non ci siamo risparmiati, neanche un pò. Di seguito riportiamo anche il testo presente nel volantino che abbiamo distribuito in tutte le scuole della provincia. Il nostro modo di ricordare questo momento, ovviamente fuori dal coro e dai clichè istituzionali di chi ha sempre pronunciato controvoglia la parola "patria" ed oggi se ne riempie la bocca con facile opportunismo:
Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ci riporta alla mente la grandezza del senso di appartenenza ad una Terra con millenni di storia e di tradizioni alle spalle. L’Italia profonda, fatta di miti e di simboli. L’Italia della cultura e dell’arte, del genio e dell’avventura. L’Italia dell’aratro e della spada, delle legioni e del Diritto, del marmo contro la palude e del sacrificio, dell’innovazione e delle radici profonde. L’Italia dei giovani che fanno il Risorgimento e dei briganti che non si piegano; quella che brilla nelle trincee e poi resiste e vince sul Piave, che conquista Fiume, che costruisce la rivoluzione nazionale e la giustizia sociale nel Fascismo, che si batte con un pugno di soldati contro le più imponenti armate del globo e tiene alta la bandiera dell’onore fino all’ultimo respiro. L’Italia che si divide, si scanna, ma vive e si rimette in gioco, sempre e comunque. L’Italia che niente ha a che fare con le cricche e con le mafie, con le caste e coi giochi di palazzo. La nostra Italia è un’avanguardia dello stile e del costume, dello spirito e del pensiero: lontana parente della decadenza che qualcuno vorrebbe imporle. La nostra Italia è quella del futuro, che guarda avanti senza dimenticare da dove viene, chi è e come è nata. La nostra Italia non è quella del precariato, delle pizze e dei mandolini, del futuro incerto, del maledetto odio sociale, dell’assistenzialismo, della vergogna dell’8 settembre 1943, del terrorismo e degli anni di piombo, dell’aborto per tutti, dell’omologazione di mercato, della sudditanza allo straniero, della multietnica e dell’immigrazione incontrollata, del degrado, del materialismo, del pensiero debole. La nostra Patria è ardimento e azione, è il coltello tra i denti e il sudore sulla fronte, la vita che sboccia e la Giovinezza che irrompe, lo scintillio di un sole nuovo e l’orgoglio di esserne parte. La nostra Italia non è un partito o una parte politica, ma è un sogno che si vive sulla pelle, un plebiscito che si rinnova ogni santo giorno, è il rullare dei tamburi e la sovranità del Popolo, la libertà di fare e la rabbia di cambiare. La nostra Italia è militanza quotidiana, è il dono di se stessi per qualcosa di più grande; è il mettere gli altri avanti al proprio tornaconto e il bene comune avanti a tutto. La nostra Italia è quella che scrive la storia senza scuse e senza reticenze, senza censure e senza malizie. E’ un Popolo con una coscienza, è sintesi delle differenze e premio per chi merita; è selezione, ma anche aiuto dei più deboli, identità e orgoglio. E’ L’Italia che dobbiamo costruire insieme, come un sogno generazionale che si materializza giorno per giorno!
A CERTALDO APRE LA GIOVANE ITALIA!
Si è svolta ieri a Certaldo la riunione della Giovane Italia del Circondario Empolese. Molti i partecipanti, che hanno inaugurato il nuovo corso del circolo locale del nostro movimento, già attivo sul territorio e forte di una quarantina di tesserati. Casaggì Firenze, che fa punto di riferimento per tutti i circoli della zona, era presente. La nostra bellezza e la nostra voglia di fare si stanno allargando a macchia d'olio, senza sosta. Un augurio di buona lotta a tutti i militanti della zona, per un percorso che non sia soltanto politico, ma anzitutto esistenziale e valoriale. In alto i calici per l'ennesima vittoria!
CASAGGì TAPPEZZA LE UNIVERSITA' E SI PREPARA ALLE ELEZIONI...
Questa mattina sono state tappezzate a dovere molte delle facoltà universitarie fiorentine. Una trentina di nostri militanti si sono mobilitati, raccogliendo consensi e contatti. Casaggì si prepara per le elezioni universitarie, che ci vedranno far parte della "coalizione" del "centro-destra per l'università". L'anima identitaria e militante è in marcia, con rabbia e con amore...
Esistono studenti che non si rassegnano al
deserto di macchine e scontrini che li circonda.
Studenti che non urlano, ma che sono altrettanto
incazzati. Studenti liberi, che non usano la
libertà per se stessi, ma la mettono al servizio
di una Nazione, di una Comunità in lotta e di
una trincea ideale. Studenti che non blaterano
di merito senza prima aver donato. Gente
che non va sui tetti, perché ha i piedi per
terra. Gente silenziosa, ma viva e reattiva.
Persone stanche di guardarsi attorno e vedere le
stesse facce, con gli stessi vestiti, con le
stesse bandiere, con gli stessi pensieri, con le
stesse proteste, con la stesse parole. Studenti
che conoscono i muri e vogliono abbatterli,
picconata dopo picconata, perché non hanno
alcuna intenzione di sottostare a schemi decisi
altrove e a vecchie barriere di odio che si
fanno sempre più incerte sotto il peso della
storia. Queste sono le anime incendiarie del
nostro tempo. DA OGGI C’E’ QUALCUNO CHE MARCIA CON LORO. OLTRE GLI SCHEMI, OLTRE GLI SCEMI.
CASAGGì FIRENZE: HARD ROCK ENNESIMO PASSO VERSO LA CITTA' VETRINA...
A Firenze arriva l’Hard Rock Cafè. Al posto
dello storico cinema Gambrinus, ormai chiuso
da tempo, sorgerà il famoso locale dedicato
alla musica. Giubilo e attesa da parte di
tutti, come era prevedibile. Eppure è giusto
fare qualche riflessione a margine,
probabilmente inutile e anche poco gradita,
ma quanto meno sincera.
Il centro storico della nostra città è una
vetrina: negozi, marche e loghi la fanno da
padroni. Le attività storiche della nostra
città, che per decenni hanno fatto da sfondo
al susseguirsi delle generazioni e delle
stagioni, chiudono i battenti.
Il segno dei tempi, si dirà, ma l’amaro in
bocca resta. Perché quando passeggi per le
strade della tua città e le trovi
tremendamente simili a quelle di una
qualsiasi metropoli internazionale, ti rendi
conto che quella globalizzazione tanto
annunciata ha iniziato a logorare con impeto
crescente anche il tuo immaginario.
Restano i nostri monumenti, che paiono degli
scheletri di maestosa bellezza fuori dal
tempo, ultimo baluardo di un Rinascimento
umano e artistico che sembra essere spazzato
via dall’appiattimento rampante, dal mito
del progresso, dal Dio Denaro, dalla
mercificazione costante delle cose e delle
anime, da quel rapido processo di
omologazione che divora le differenze, le
specificità, le tradizioni e i costumi.
Fa quasi impressione, a guardarlo bene, la
cupola del Brunelleschi: un’opera unica,
circondata da griffe e nomi, da insegne
luminose, da quartieri multietnici che si
allargano a vista d’occhio; sembra quasi una
caricatura, messa lì per alimentare quel
circolo di vizioso di scontrini e di luci.
Stessa sorte per il povero Dante, che la
sera guarda sconcertato il bivacco idiota di
chi ha preso i gradini di una meraviglia
mondiale per un pisciatoio a cielo aperto.
Fai qualche passo e arrivi a San Lorenzo,
oggi ridotto a spettro di una società che
cerca forzatamente di inculcare una
tolleranza impossibile, illudendosi di poter
mescolare tutto e il contrario di tutto in
nome di una ipocrita accoglienza che presto
si traduce in manodopera a basso costo,
quartieri ghetto, delinquenza e
fondamentalismi di ogni risma. Ma
l’imperativo è fingere e sorridere, almeno
fin quando non implode il sistema…
Poco e nulla resta delle specificità
rionali, delle piccole e grandi leggende di
strada, dei tanti angoli nascosti, delle
voci di strada e della forza popolare. Resta
poco dell’orgoglio di quartiere, delle
serate a parlare su una panchina, del panino
e del bicchiere di vino buono, del sapersi
accontentare. Resta poco e nulla di quello
che Firenze, cocciuta e bella, è stata per
secoli.
Da oggi c’è anche l’Hard Rock. Abbiamo
multinazionalizzato il vestire, il parlare,
il mangiare, il bere, l’ascoltare, il
vivere, il giocare, il leggere, il guardare.
Perché se mangi come vogliono loro e ti
diverti come vogliono loro, ti dimentichi
del resto. Un po’ di musica e una
magliettina uguale da Londra a Pechino: poco
importa se le tue strade sono una giungla di
nomi che non appartengono alla tua storia. E
poi, ovviamente, ci sono i 120 posti di
lavoro messi a disposizione, che rendono
sopportabile e auspicabile qualsiasi cosa e
riducono al silenzio qualunque voce
critica.
Si dirà che nessuno è obbligato ad andarci,
che questo è ciò che tutti vogliono, che non
c'è niente di male e che finalmente anche a
Firenze ci si diverte. Benissimo, sono tutte
puntualizzazioni legittime. Lungi da noi
fare la guerra all'ovvio.
Ma se un giorno, guardandovi attorno, non
riconoscerete in niente quella città che vi
ha cresciuti, pensate a quando era ancora
possibile salvarla.
NUOVA AZIONE DI CASAGGì: MIGLIAIA DI MANIFESTI AFFISSI.
Questa
notte i militanti di Casaggì hanno affisso
duemila locandine per la città.
Una nuova azione per risvegliare il mondo
degli uguali. Altri duemila manifesti di
Casaggì Università sono stati affissi
davanti alle sedi universitarie...
![]() ![]() ![]() CASAGGì RICORDA MIKIS MANTAKAS...
Questa notte i militanti di Casaggì hanno ricordato Mikis Mantakas, nell'anniversario della morte. Un migliaio di locandine sono state affisse in città , richiamando quell'Europa libera, armata e sovrana che Mikis voleva costruire. Non ebbe il tempo e il modo di farlo in prima persona, a causa di una morte prematura procurata da assassini senza umanità, ma il testimone ideale di quelle volontà è stato raccolto e continua a bruciare. CASAGGì UNIVERSITA': DILANIARE IL MONDO DEGLI UGUALI! Questa notte le facoltà fiorentine sono state tappezzate con le nuove locandine di Casaggì Università. Il nucleo studentesco della destra non conforme inizia il proprio percorso militante con un’azione fisica sul territorio. Prima lezione: dilaniare il mondo degli uguali. Un proposito alto, ideale, di riformare l’università partendo anzitutto dal materiale umano che la compone: dare contenuti, costruire avanguardie di pensiero e di stile, produrre uomini e non numeri, uccidere l’università azienda della burocrazia e dell’omologazione. Una battaglia folle e azzardata, quindi adatta a noi. Nei prossimi giorni verranno lanciate le nuove campagne, i programmi, i nuclei e le iniziative. Dopo aver balcanizzato le scuole fiorentine, sbarchiamo in facoltà. E ne vedremo delle belle!
17 MARZO FESTA NAZIONALE: VITTORIA! Nei giorni avevamo chiesto al Ministro Gelmini di fare un passo indietro e riconoscere la festività del 17 marzo, data che ricorda il 150° annivrsario dell'Unità d'Italia, chiudendo le scuole. Alla fine ci ha ascoltati, anche grazie alla volontà della massime cariche del Governo...
CASAGGì: L'ALTERNATIVA AL DESERTO...
CASAGGì E GIOVANE ITALIA RICORDANO JUNGER: DUEMILA MANIFESTI E UN MONITO AI GIOVANI...
Questa notte, 17 febbraio 2011, i
militanti di Casaggì Firenze e
Giovane Italia hanno ricordato Ernst
Junger, nell’anniversario della
morte. Sotto una pioggia scrosciante
duemila manifesti recanti il suo
nome, la sua effige ed una sua frase
sono stati affissi davanti a scuole,
università e i luoghi di
aggregazione giovanile in tutta la
città. L’azione compiuta non vuole
essere soltanto un momento
commemorativo verso un grande
pensatore e un grande Uomo, ma anche
e soprattutto un monito alle giovani
generazioni, nell’esempio da lui
tracciato.
Junger fu il testimone di un secolo,
l’interprete vivo e anticonformista
di un tempo – il Novecento - carico
di dolori, ma anche di idee e di
passioni, di miti e di Rivoluzioni.
Fu animatore della Rivoluzione
Conservatrice Tedesca e un letterato
tra i massimi che il nostro
continente abbia mai conosciuto.
Ci ha trasmesso, con l’esempio e con
le parole, un’idea della Guerra come
atto eroico, come dono volontario,
come sacrificio vitale che però
conosce la pietas e dà spazio ai
sentimenti, all’emozione e al
trasporto. Le sue metafore e le sue
considerazioni sulle “tempeste
d’acciaio” della Grande Guerra sono
e restano di tremenda attualità per
la comprensione dei conflitti
moderni. L’accento posto sul
coraggio e sulla tempra del soldato,
ci riconduce ad una dimensione
dell’Uomo che verte allo Spirito,
alla mistica, all’Azione, al
superamento di sé stessi contro la
meccanizzazione dell’esistenza e la
tecnocrazia rampante. La sua idea
dell’operaio, poi, ha segnato
un’epoca. Non parla, Junger, di un
operaio appartenente ad una classe o
vicino ad una visione economicista,
ma di un individuo libero, troppo
spesso ancora oggi assente laddove
regnano le regole del profitto e
dello sfruttamento.
Riprendendo le parole di Marco
Iacona potremmo dire che l’uomo che
intendiamo porre come riferimento “si
delinea in senso essenzialmente
dualistico: erede diretto del
soldato, dell’asceta guerriero e
principio cardine e chiave di
lettura ontologica. Figura a un
tempo storica e astorica: nato ma
destinato a mai perire. Il soldato è
una figura empirica, occasionale,
l’operaio invece è una figura quasi
metafisica. Eroi entrambi. L’uno
legato ai fatti di guerra, l’altro simbolo d’una
nuova era. Soldato e operaio: due
figure diverse dunque. Due entità
poco confrontabili, misure e tempi
che non coincidono. Ma c’è una cosa
in comune: lo sforzo jüngeriano di
eternizzare la posa del combattente,
di trasferire lo spirito della
vittoria nello spirito del
dominatore civile, nell’uomo moderno
tout court. In questo senso possiamo
considerare Der
Arbeiter un
libro di guerra messo su in tempo di
pace. Al soldato s’addice la
“tempesta” (l’alternarsi degli
elementi: comincia a tempestare,
finisce di tempestare…), l’operaio è
invece legato all’“acciaio”, al
panorama d’una modernità tipologica
al confine tra fisica e metafisica”.
A
Junger siamo debitori anche di
un’altra magnifica figura: quella
del Ribelle. Il suo Ribelle ha fatto
sognare intere generazioni di
militanti, fornendo utili spunti per
un “passaggio al bosco” oltre le
imposizioni di una modernità
soffocante, debole, bassa, edonista
e vile. Quell’anarca identitario è
anche un nostro manifesto, l’emblema
di una scelta di vita che dovremmo
cercare di onorare al meglio. Il
soldato, l’operaio e il ribelle. E’
questo il messaggio che vorremmo
dare alla nostra generazione, oltre
i falsi modelli del mercatismo e dei
mezzi di distrazione di massa. “Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettono le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti”.
QUALI DONNE? QUALI DIRITTI? CASAGGì FIRENZE RISPONDE ALLE PROTESTE FEMMINISTE DI QUESTI GIORNI...
L'Italia è un paese strano. Un paese nel
quale le donne, nel 2011 e con tutto ciò
che vediamo attorno, reclamano dei
diritti che neanche conoscono. Quali
diritti? Cosa vi manca? Cosa non avete
ancora? E perchè scendere in piazza come
donne, mettendo ancora in essere quella
politica delle specie, delle parti,
delle fazioni, dei generi...
Ma quali donne vogliono essere, le donne
che battono le mani sulle pentole nelle
piazze italiane? Perchè una Donna che
sia tale, è Donna tutti i giorni. Non è
Donna una volta ogni quattro anni quando
un partito di opposizione comanda la
fanfare di piazza contro la maggioranza
di governo. Oggi, l'esser Donna, non ha
niente a che fare con le maggioranze e
le minoranze dei governi. Le
cinquantenni inacidite e le quindicenni
alle quali sono stati messi in mano dei
cartelli con scritto "Sono donna e dico
basta", sono un grottesco spettacolo da
circo. Oggi è una scelta personale:
avete voluto tutte le libertà di questo
mondo e adesso che vi manca?
Avete voluto la libertà di abortire, e
potete anche usarla come
anticoncezionale. Per di più, chi vi
ingravida, non è neanche tenuto a
saperlo. Facendolo, però, avete
sacrificato la vostra dignità di madri
sull'altare della presunta libertà
sessuale (se solo aveste studiato meglio
l'antichità, in materia di libertà
sessuale..). Avete avuto tutto e molte
di voi sono finite ad esibirlo in tv,
sui cubi delle discoteche, nelle riviste
patinate.
Un tempo eravate nelle piazze a gridare
gli slogan sul vostro utero e sulla
libertà sessuale; oggi siete a fare la
guardia al peggior bigottismo, quello
che si scandalizza per qualche scopata
vera o presunta e grida alla crisi di
Stato. Avete preso il peggio dagli
uomini che vi accompagnavano in quegli
anni: quelli che blateravano
l'abbattimento del sistema capitalista e
sono finiti a lavorare nelle banche,
negli enti statali, nelle università. I
rivoluzionari a tempo determinato, che
hanno dismesso il passamontagna per
indossare la cravatta.
Agitate la piazza a colpi di morale. Ma
chi siete, voi? Chi vi ha investite
della possibilità di guardare gli altri
dall'alto in basso e dire cosa è giusto,
cosa è sbagliato, cosa manca e cosa
serve? Quanto pagheremmo per vedervi,
fragili come tutti gli altri, nella
vostra intimità di mogli, di amanti o di
partner. Quanto ci piacerebbe constatare
se questa morale a comando è davvero una
morale integrale che vale ogni santo
giorno e alla quale avete dedicato una
vita. Perchè di solito, chi è superiore,
non scende in piazza a dirlo: lo è,
punto e basta. Si limita ad esserlo, non
si sforza di sbandierarlo.
Avete reclamato il lavoro, giustamente.
Ma siete finite alle quote rosa: come
se, per garantirvi da mangiare, aveste
bisogno dei posti prenotati, della
raccomandazione di Stato. Come se,
ancora una volta, le differenze di sesso
e di genere interessassero solo a voi.
Se è la parità, l'obiettivo, che almeno
ci si misuri ad armi pari. Non vi pare?
E si tappi immediatamente la bocca chi
crede che, certa destra militante e
sociale alla quale apparteniamo releghi
la donna alla mansione di angelo del
focolare. Uno sguardo disinteressato e
sincero alla nostra storia, dove di
diritti delle donne si è sempre parlato
anche oltre l'opportunismo politico,
renderebbe bene l'idea. Ma è l'idea di
Donna che cambia: da una parte, la
vostra, ci sono le casse di risonanza
del peggior progressismo a priori, dalla
nostra i sacrifici silenziosi e nobili,
la fedeltà, la difesa della vita, il
merito e la capacità di essere
organicamente inserite in una Comunità,
senza pretendere e senza sbuffare.
La vera libertà è libertà da se
stessi.
CASAGGì FIRENZE E GIOVANE ITALIA: AZIONE IN RICORDO DI PAOLO DI NELLA!
9 febbraio 2011
Questa notte i militanti di Casaggì Firenze
e della Giovane Italia hanno ricordato Paolo
Di Nella, militante del Fronte della
Gioventù ucciso dall’antifascismo nel 1983.
Duemila manifesti recanti il suo nome ed una
frase in sua memoria, sono stati affissi in
ogni strada, in ogni scuola, in ogni facoltà
ed in ogni luogo di aggregazione giovanile
della città e dei principali comuni della
Provincia fiorentina. Paolo, la notte del 2
febbraio 1983, era in affissione per le
strade di Roma, assieme ad un’altra
militante dell’allora movimento giovanile
del MSI. Due persone, da dietro, lo
aggredirono mentre era intento ad affiggere
un manifesto, colpendolo alla testa con un
corpo contundente. Morì il 9 febbraio, dopo
una settimana di agonia.
Al suo capezzale, per la prima volta,
accorse anche l’allora Presidente Repubblica
Sandro Pertini, sancendo di fatto la fine di
quel muro di omertà e di connivenza che per
decenni aveva relegato ai margini la
gioventù nazionalrivoluzionaria, lasciando
che il triste motto “uccidere un fascista
non è reato” non fosse soltanto una macabra
pratica extraparlamentare, ma anche un fine
voluto e cercato da chi apparteneva all’arco
costituzionale e, talvolta, anche agli
organi di Stato. Paolo morì mentre compiva
un gesto nobile, di milizia e di libertà.
Morì affiggendo un manifesto per Villa Chigi,
uno spazio all’epoca abbandonato e
degradato, che il Fronte della Gioventù si
batteva per rendere alla cittadinanza
sottoforma di comunità di quartiere e luogo
sociale. Molti anni dopo, grazie anche al
percorso intrapreso dalla destra politica
che ha portato molti suoi compagni di lotta
a far parte delle Istituzioni, quello spazio
è stato restituito alla gente e porta oggi
il suo nome.
Paolo fu ed è l’esempio di una militanza
fatta di idee, di ribellione, di
innovazione, di irriverenza, di grandi temi,
di passione, di sacrificio e di lotta. Una
vita vissuta appieno, che qualcuno ha
stroncato prematuramente, ma che ha comunque
lasciato un segno indelebile in chi, ancora
oggi, sogna di portare avanti quel testimone
ideale. Il suo ricordo non è soltanto la
tradizione identitaria di una parte
politica, ma dovrebbe essere un monito a
tutto il paese: quello di sostituire l’odio
cieco con l’amore per il dono di sè. Un
insegnamento anche a chi, trent’anni dopo,
vorrebbe trasformare la competizione
politica in una guerra per bande.
“Io combatto anche per te, uomo
qualunque, ma tu non mi ascolti.
Io muoio anche per te, uomo qualunque, e
tu mi disprezzi.
Perché? Non importa.
I miei occhi malinconici,
la mia splendente giovinezza,
il mio caldo sangue color rubino:
io te li dono, uomo qualunque.
Io non ho le tue ricchezze,
non voglio per me il tepore accogliente
della tua casa.
Tutto ti lascio, anche la mia vita”.
5 FEBBRAIO 2011: A MIGLIAIA IN CORTEO PER I MARTIRI DELLE FOIBE CON CASAGGì E LA GIOVANE ITALIA. E' STATA SCRITTA UNA PAGINA DI STORIA FATTA DI IDENTITA' E DI COSCIENZA DI POPOLO!
Sabato 5 febbraio 2011, a Firenze, è stata scritta una pagina di storia. In una città che l’oltranzismo progressista sbandiera come propria roccaforte, diverse migliaia di persone hanno sfilato sotto le insegne tricolori per ricordare i martiri delle foibe e gli esuli istriani, giuliani e dalmati. Hanno sfilato silenziosi e composti, in un numero che questa città non aveva mai conosciuto nella manifestazioni promosse dalla destra politica. Hanno sfilato emozionati, quasi increduli nel guardarsi attorno e vedere quante cose sono cambiate in questi anni. Ciò che un tempo era tabù è oggi una realtà concreta, viva, reale. La memoria di chi è stato ucciso senza colpa non è più relegata ai margini, ma sta entrando a far parte del vissuto quotidiano di un popolo, come hanno testimoniato le decine di tricolori sventolate al nostro passaggio da finestre e balconi. La commozione dei sopravvissuti all’esodo e dei familiari delle vittime assassinate dai partigiani comunisti titini si è unita a quella delle migliaia di cuori liberi che spontaneamente hanno risposto al richiamo della piazza. C’erano davvero tutti: generazioni di militanti fianco a fianco, famiglie coi bambini per mano, giovani e giovanissimi in prima fila, cittadini ed esponenti politici di ogni livello. In piazza non c’era una fazione riottosa o una costola di partito: c’era il popolo in tutte le sue sfumature. Il richiamo di Casaggì, che come ogni anno ha lanciato il corteo risvegliando Firenze dal solito torpore, ha trainato tutto e tutti. Ed è stato un fiume in piena, di quelli che difficilmente si dimenticano. Le minacce cadute nel vuoto ed i contro cortei con un decimo dei nostri partecipanti, poi, sono la ciliegina sulla torta di una giornata memorabile. Una giornata partecipata e fitta di gente, ma che è stata resa possibile da chi si è letteralmente sacrificato alla causa per un mese intero tra volantinaggi, affissioni, assemblee, conferenze, riunioni, manifestazioni, dibattiti e azioni di propaganda. Una giornata resa possibile dalla partecipazione delle migliori realtà identitarie che questa Toscana non conforme ha messo in piedi: trasversalmente e con il migliore spirito di sempre. Un grazie, ovviamente, ai militanti di Casaggì, ai ragazzi della Giovane Italia, di Studenti per le Libertà, di Azione Universitaria, di CasaPound, Colle Oppio e Nes; ai tanti fratelli che popolano che questa grande Comunità di destino e di lotta; a chi non ha mai mollato un metro e non ha mai chiesto niente, donando sé stesso a qualcosa di più grande. Un grazie, infine, a Giorgia Meloni e Anna Grazia Calabria, che ci hanno onorati della loro presenza e delle loro parole. Una bellezza terribile è in marcia, con buone gambe e una tremenda voglia di camminare.
Lo striscione d'apertura
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La testa del corteo è in viale Milton, la
coda è appena uscita dal Viale Don Minzoni
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Nelle prime file gli esponenti politici e
gli esuli giuliani, istriani e dalmati
![]()
Giorgia Meloni durante il suo intervento,
accanto a Francesco Torselli e Achille
Totaro
![]()
“Ci risiamo. Come ogni anno il corteo cittadino
in ricordo dei martiri delle foibe, promosso
dalla Giovane Italia, da Casaggì e da Studenti
per le Libertà e aperto a tutta la cittadinanza
e i movimenti, ha innescato una evitabile
spirale di tensione. I centri sociali e la
sinistra radicale, infatti, hanno indetto il
consueto “contro-corteo”, per protestare contro
il “revisionismo storico, il governo Berlusconi
e il Fascismo”, così dichiarano Marco Scatarzi e
Andrea Badò, rispettivamente Presidente e
Coordinatore cittadino della Giovane Italia, il
movimento giovanile del PdL che ha promosso
l’iniziativa”.
“Il comunicato diramato dagli antagonisti – dichiara Scatarzi - è un delirio di follia e un’arrampicata sugli specchi di pessima fattura. Ci accusano di strumentalizzare il martirio degli infoibati e l’esilio e poi scendono in piazza contro il governo Berlusconi, parlano di diritti e negano la memoria di martiri senza colpa, puntano il dito contro una ricorrenza riconosciuta a tutti i livelli e dipingono il Ministro Meloni come un nemico degli studenti, parlano di Riforma Gelmini, e blaterano di appalti e di mazzette, tirano in ballo la situazione degli operai della Fiat e parlano di scuole e università. Insomma, pur di scendere in piazza hanno tirato in ballo tutto e il contrario di tutto, hanno strumentalizzato ogni argomento possibile e hanno fatto un minestrone senza senso”. “Noi saremo in piazza – prosegue Badò – col tricolore e senza simboli di partito, a testimonianza del fatto che il nostro obiettivo è quello di creare una memoria condivisa e trasversale che possa rendere giustizia ai nostri martiri dopo sessant’anni di silenzio. E’ assurdo che chi ricorda questa pagina di storia debba essere tacciato di essere un revisionista e forse ha ragione Pansa quando afferma che la storia è scritta dai vincitori a discapito dei vinti. Un paese non può essere realmente libero finchè non si è liberato di quelle macchie che lo hanno infangato.” “Ci aspettiamo – proseguono Scatarzi e Badò – una condanna e una presa di distanza da parte di tutte le istituzioni, aldilà delle differenze politiche e partitiche, perché certi argomenti non sono assolutamente accettabili e risultano offensivi. Ci chiediamo anche se il corteo che partirà alle 15,30 da Piazza San Marco sia autorizzato e se l’obiettivo dello stesso non sia l’arrivo in Largo Martiri delle Foibe e il conseguente disturbo della nostra iniziativa, che proprio lì si concluderà. “Il nostro corteo – concludono Scatarzi e Badò- che ormai da anni cresce e si fa sempre più partecipato, è un momento di condivisione e di ricordo che si svolge nella massima tranquillità e che mette insieme, sotto il tricolore, cittadini e membri delle istituzioni che hanno a cuore un eccidio troppo a lungo dimenticato. La nostra iniziativa, che quest’anno vede la partecipazione di un Ministro e di molte personalità politiche, è un esempio di trasversalità e di mobilitazione che per esistere non ha bisogno di seminare odio e di rinvigorire rancori sopiti. Noi anteponiamo la coscienza di popolo all’odio di parte, alla prevaricazione e alle accuse. Il 5 febbraio saremo in piazza, coi nostri tricolori come ogni anno, fieri della nostra appartenenza e convinti della nostra azione. E, come ogni anno, nessuna intimidazione andrà a segno e nessuna minaccia avrà il potere di fermare una marcia libera e responsabile, nata per ricordare dei morti che qualcuno vuole continuare ad uccidere negando loro il diritto di entrare a far parte della storia di questo paese”. FOIBE, NELLE SCUOLE I DOCENTI INVITANO AL BOICOTTAGGIO DEL CORTEO...
“COME OGNI ANNO IL CORTEO PER I MARTIRI DELLE
FOIBE TROVA FORTI OPPOSIZIONI. OLTRE ALLE
CONSUETE CONTROMANIFESTAZIONI,
“Come sempre, da sei anni a questa parte, il
grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe
organizzato dai movimenti giovanili della destra
identitaria trova degli oppositori fuori tempo
massimo. Non bastava indire delle
contromanifestazioni e invitare al boicottaggio
dell’iniziativa infangando la memoria dei
martiri italiani trucidati nelle foibe, si è
andati oltre. Quest’anno si sono mobilitati
anche i docenti, che nelle scuole superiori
tentano con ogni mezzo di ostacolare la nostra
regolare opera di propaganda”, così commenta il
direttivo DEL Centro Sociale di Destra Casaggì
Firenze e i Presidenti cittadino e provinciale
della Giovane Italia (PdL) Marco Scatarzi e
Alessandro Draghi.
“Questa mattina – raccontano da Casaggì Firenze
- presso l’istituto superiore Salvemini, si è
verificato un fatto grave. Grave non tanto per
le conseguenze che ha comportato, ma per il
principio di prevaricazione e di prepotenza che
racchiude. Un docente, infatti, ha tentato con
ogni mezzo di impedire il nostro regolare
volantinaggio, dapprima cercando di dissuadere i
nostri militanti e poi iniziando ad urlare,
inveire e invitare i suoi studenti a cacciarci
con la forza dalla strada antistante la scuola”.
“Le sue provocazioni sono cadute regolarmente
nel vuoto, dal momento che i nostri militanti
hanno proseguito imperterriti il loro lavoro e
gli studenti presenti non hanno seguito le
invettive del loro professore, che per dar vita
a questo teatrino delle miserie umane ha persino
ritardato il proprio ingresso in classe. Le
accuse – proseguono Scatarzi e Draghi – erano a
dir poco fuori luogo. Venivamo accusati, noi che
distribuivamo volantini in ricordo dei martiri
delle foibe, di incitare all’odio e alla
violenza violando
“Non sappiamo in che cosa sia laureato il
docente in questione – proseguono i dirigenti di
Casaggì e della Giovane Italia – ma sicuramente
urge rinfrescare la memoria storica di chi ogni
mattina si presenta nelle scuole della nostra
città e, in barba alla verità storica e alla
“Giornata del Ricordo” istituita per il 10
febbraio, utilizza ogni metodo possibile per
fare del revisionismo da quattro soldi nella
speranza di assolvere carnefici senza scuse”.
“Il prossimo 5 febbraio saremo in piazza –
concludono i dirigenti di Casaggì e Giovane
Italia – con il Ministro Giorgia Meloni e i
vertici nazionali del nostro movimento, per
testimoniare assieme ai tanti cittadini che ci
seguiranno la nostra vicinanza ai martiri delle
foibe e agli esuli istriano-dalmati, giuliani e
fiumani. Ad ogni prevaricazione seguiranno
azioni di propaganda e di sensibilizzazione sul
tema, affinchè la verità possa finalmente
affermarsi oltre il muro del silenzio e
dell’odio che gli eredi del comunismo hanno
eretto”.
VERSO IL 5 FEBBRAIO...
FOIBE: SABATO 5 FEBBRAIO GRANDE CORTEO A FIRENZE. CON GIORGIA MELONI PER I MARTIRI DELLE FOIBE!
I tricolori al vento, il passo composto di una grande fiumana di gente, le testimonianze di chi c’era e gli interventi di chi crede, oggi come ieri, nella verità. Ogni anno, a Firenze, la destra politica, unita dal tricolore, scende in piazza per ricordare i martiri delle foibe e le vittime del comunismo.
Migliaia di innocenti uccisi e torturati perché italiani, gettati vivi nelle cavità carsiche del confine orientale e massacrati dall’odio comunista. Migliaia di innocenti costretti a fuggire dalle loro case, lasciando tutti i loro beni, per vivere una vita da esuli in Patria, con la sola “colpa” di non aver rinnegato la propria italianità. Un crimine infame, passato sotto silenzio per decenni. Anni di menzogne per coprire una verità scomoda, che la sinistra italiana ha mascherato con ogni mezzo.
Nel
Noi, come ogni anno, saremo in piazza. Ci saremo per costruire la memoria condivisa di questo paese. Per onorare la nostra identità nazionale e riportare il tricolore a Firenze. Ci saremo perché abbiamo una coscienza di popolo e non di classe. Ci saremo, uniti, per ricordare i martiri della nostra Patria. Ci saremo per non dimenticare quei morti di “serie B” che la storia ha relegato ai margini. Ci saremo per ricordare tutte le vittime del comunismo. Ci saremo, al fianco del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, dell’On. Annagrazia Calabria, dei vertici nazionali della Giovane Italia e delle tante personalità che parteciperanno alla marcia.
FOIBE: IO NON SCORDO GRANDE CORTEO CONTRO I CRIMINI DEL COMUNISMO SABATO 5 FEBBRAIO H.17 - PIAZZA SAVONAROLA, FIRENZE
UN FIUME DI GENTE NELLA NUOVA CASAGGì. E ORA TUTTI IN PIAZZA, IL 5 FEBBRAIO, PER I MARTIRI DELLE FOIBE, CON GIORGIA MELONI...
Doveva essere una riunione, ma è stato
un fiume in piena. Dopo qualche mese di
rallentamenti dovuti all’assenza di una
sede fisica per il nostro “centro
sociale di destra”, più di cento
militanti hanno affollato i locali di
via Di Credi, in attesa che a primavera
siano pronti quelli che ospiteranno le
mille attività di Casaggì. E quando sei
più di cento a riunione, capisci che ne
vedrai delle belle! Tanto ci sarebbe da
riflettere, perché se una comunità
militante e giovanile, con qualche
messaggio e un po’ di passaparola, tira
su queste, significa chela politica di
strada paga ancora e paga tanto.
C’erano tutti, stavolta: vecchi
militanti con un quindicennio di
attivismo alle spalle, quadri intermedi,
militanti di base e una trentina di
ragazzi appena arrivati, il più grande
dei quali non ha ancora diciotto anni,
alle prese con la loro prima
manifestazione, i loro primi
volantinaggi e quella voglia incendiaria
di cambiare il mondo che ci ha
attraversati – e ci attraversa – da capo
a piedi. Avambracci arrossati dai tanti
saluti legionari e generosi abbracci di
fratellanza, sguardi accesi e una
tremenda volontà di affermazione. Due
generazioni fianco a fianco, insieme,
per costruire un sogno identitario fatto
di legami di sangue, ma anche di
politica e di proposta.
Si inizia col rito del Presente! per
ricordare i martiri di Acca Larentia ed
Alberto Giaquinto: un minuto di
silenzio, le file schierate, il pugno
sul petto e poi, per quattro volte, il
boato feroce che esplode all’unisono,
mentre le braccia si stendono fiere.
Anno dopo anno, per sancire il legame
con chi, prima di noi, ha mantenuto
acceso quel testimone. Il tempo non ci
ha guastati.
Si è proseguito con la programmazione
delle attività: ferventi i preparativi
per il corteo del 5 febbraio,
appuntamento annuale in ricordo dei
martiri delle foibe e di tutte le
vittime del comunismo, che quest’anno
vedrà la presenza del Ministro della
Gioventù Giorgia Meloni, della massime
cariche della giovane destra e di altri
ospiti di rilievo nazionale a fianco
della Giovane Italia. Si distribuiscono
i cinquantamila volantini freschi di
stampa, si predispongono i turni di
affissione, i dettagli tecnici. Chi
sospirava di felicità per l’assenza dei
nostri manifesti sarà colto da malori
improvvisi: non avete una vaga idea di
che cazzo vi aspetta!
Infine si predispongono e si programmano
gli appuntamenti futuri, che dopo il 5
febbraio ci accompagneranno, via via che
i locali del centro sociale prenderanno
forma e colore, fino all’inaugurazione
del nuovo spazio. Uno spazio che, senza
presunzione, è progettato per essere una
cantiere di idee: ospiterà dai concerti
alle conferenze, dallo sportello sociale
per il cittadino alla birreria, dallo
spazio per cene con cucina alla
biblioteca popolare, dalla libreria
all’abbigliamento identitario, dal web
alle mostre d’arte, dai corsi di arti
marziali e autodifesa alle conferenze,
dalle attività militanti a quelle
politiche sul territorio. Nei mesi che
precederanno tutto ciò, ci riuniremo
comunque presso via Di Credi.
L’appuntamento per tutti:
SABATO 5 FEBBRAIO 2011
ORE 17
PIAZZA SAVONAROLA -
FIRENZE
FOIBE: IO NON SCORDO –
GRANDE CORTEO TRICOLORE
Con il Ministro della
Gioventù GIORGIA MELONI, e molti altri…
ACCA LARENTIA: OGGI COME IERI. ONORE AI CAMERATI CADUTI
9 GENNAIO A CASAGGì: ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA. SI TORNA ALL'ASSALTO!
Casaggì Firenze torna all’assalto! Con l’inizio del 2011 si riaprono le attività, si serrano le fila e si riparte in quarta. La nuova sede del nostro “centro sociale di destra” è in fase di allestimento e di ristrutturazione e sarà pronta a primavera: uno spazio grande, libero e autogestito che sarà pronto a breve. Lo stiamo trasformando, dopo anni di incuria e di abbandono, in un avamposto ribelle che ospiterà mille attività: dai concerti alle conferenze, dallo sportello sociale per il cittadino alla birreria, dallo spazio per cene con cucina alla biblioteca popolare, dalla libreria identitaria all’abbigliamento identitario, dal web alle mostre d’arte, dai corsi di arti marziali e autodifesa alle conferenze, dalle attività militanti a quelle politiche sul territorio. Lo avevamo promesso e siamo stati di parola: chiuso un portone, apriamo un castello! La nuova Casaggì sarà presentata al pubblico dopo il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe. L’appuntamento politico e militante dell’anno, che Casaggì e Giovane Italia, unita nelle sue anime e nelle sue realtà, organizzano come da tradizione, si terrà SABATO 5 FEBBRAIO a Firenze. Partiti, movimenti e comunità ricorderanno, uniti dal tricolore, i martiri italiani e le vittime del comunismo, oltrepassando i divieti morali e le contestazioni radicali di chi, ormai sconfitto dalla storia, trova nell’antifascismo di maniera l’unico metodo d’azione. All’evento, quest’anno, sono state invitate anche personalità politiche di tutto rilievo, prima su tutti e tra i tanti il Ministro della Gioventù GIORGIA MELONI. Insieme, come ogni anno, riporteremo il tricolore, il ricordo dei nostri martiri e la coesione nazionale a Firenze. Per programmare al meglio le attività di propaganda e organizzazione per il grande corteo del 5 febbraio e per il seguente lancio della nuova Casaggì, abbiamo convocato una riunione aperta ai quadri, ai militanti di base e ai simpatizzanti più attivi. DOMENICA 9 GENNAIO ALLE 17,30 ci troviamo presso lo spazio di via Di Credi (Piazza Alberti). Si facciano avanti gli audaci e tacciano i chiacchieroni. Qui si fa sul serio. Per informazioni: 338/3271463 LA GIOVANE ITALIA NON PARTECIPERA’ ALL’ASSEMBLEA DEL LICEO MICHELANGIOLO. DOPO LE MINACCE A TORSELLI E I TENTATIVI DI METTERCI IL BAVAGLIO NON INTENDIAMO DARLA VINTA A CHI CERCA DI LEDERE IL NOSTRO DIRITTO DI ESPRESSIONE. SE VOGLIONO AUTOMI, CERCHINO ALTROVE. "In merito alle parole spese dai rappresentanti della sinistra radicale e del Collettivo del Liceo Michelangiolo, peraltro non nuovi a questo genere di episodi, la Giovane Italia, unita nelle sue anime e nei suoi rappresentanti, esprime la propria solidarietà umana e politica a Francesco Torselli per le minacce ricevute e ci tiene a ribadire che nessun rappresentante della destra giovanile, che il nostro movimento rappresenta nelle scuole e nelle facoltà della città, figurerà all'assemblea tra i relatori", così commentano Marco Scatarzi e Andrea Badò, rispettivamente Presidente e Coordinatore cittadino della Giovane Italia (PdL). "Certi metodi non sono accettabili. Non rientra in nessuna logica porre limiti all'espressione del pensiero altrui, cercando di dire cosa deve e non deve essere detto, contro chi si deve o non si deve prendere posizione e quali persone possono e non possono sedere al tavolo. Nessuno può e deve arrogarsi il diritto di decidere per gli altri. Per questo nessuno di noi parteciperà e l'assemblea assumerà i toni di un monologo che certamente mortificherà le capacità critiche di tutti quegli studenti liberi che avrebbero voluto assistere ad un dibattito costruttivo fatto di parti e controparti". “Prendiamo atto che in questa città esiste una minoranza che ancora, dopo essersi auto-investita come depositaria della verità, si permette di avanzare questo genere di pretese. La cosa non ci stupisce, ma resta comunque da sottolineare un’arroganza di fondo che, comunque, pare essere – dati e numeri alla mano – l’ultimo estremo tentativo di prendere visibilità all’interno di una generazione che ha letteralmente accantonato ogni richiamo alla retorica della sinistra più radicale”. “Ci auguriamo, concludono i due rappresentanti della Giovane Italia – che il mondo studentesco ne prenda atto e si muova di conseguenza, isolando chi vorrebbe una scuola fatta di automi e di monologhi, di comizi e di lavaggi del cervello e costruendo dal basso una logica che ponga tutte le forze politiche nella condizione di poter parlare e dire la propria, senza prevaricazioni, limiti e bavagli di comodo”.
CASAGGì, CENTRO SOCIALE DI DESTRA: “LE
MINACCE DI QUALCHE PERDITEMPO A CORTO DI
ARGOMENTI NON CI HANNO
In occasione di un’assemblea pubblica
organizzata dal Liceo Michelangiolo di
Firenze sarebbero dovuti intervenire
rappresentanti di vari partiti e
movimenti, per un dibattito
sull’attualità politica e sulle
questioni che riguardano il mondo della
scuola.
Purtroppo l’evento non si svolgerà come
previsto, perché, come da tradizione, un
manipolo di annoiati ha pensato bene di
minacciare mobilitazioni, picchetti e
sommosse di popolo, che hanno
inevitabilmente scoraggiato gli
organizzatori. Il tutto perché, al
dibattito, era stato invitato Francesco
Torselli, consigliere comunale di
Casaggì e della Giovane Italia eletto
nelle file del Popolo della Libertà.
Malgrado si stia parlando di un membro
delle istituzioni, eletto
democraticamente e attivo criticamente
ogni giorno per i cittadini, l’allarme
per il “pericolo fascista” è
immediatamente scattato, mettendo in
moto tutta una serie di personaggi da
circo, riesumati e pronti a rinfocolare
un po’ di odio sociale per guadagnare la
cronaca e aver qualcosa da dire.
Non siamo stupiti, perché ormai ci
abbiamo fatto il callo. Sappiamo che la
pazienza e il sangue freddo, con certe
persone, sono d’obbligo, giacchè cadere
nelle provocazioni significa dare adito
a chi non ha argomenti di essere, anche
solo negativamente, al centro
dell’attenzione.
Sia chiaro, però, che non tolleriamo
oltre questi atteggiamenti. Non fosse
altro perché è profondamente idiota
lasciare che poche decine di zombie si
arroghino il diritto di decidere chi
deve e chi non deve parlare, come se
fossero i depositari della verità.
Non solo continueremo imperterriti a
fare quello che abbiamo sempre fatto con
la stessa determinazione, ma
rappresenteremo tutte quelle voci fuori
dal coro che non hanno alcuna intenzione
di piegarsi alle minacce di qualche
micro-gruppetto col mito del
passamontagna. Quelle voci, che poi sono
quelle di migliaia di studenti liberi,
trovano nella destra giovanile un valido
punto di riferimento. E così sarà anche
in futuro.
Sappiamo già che queste scene si
ripeteranno a febbraio, quando
scenderemo in piazza per ricordare i
martiri delle foibe, come ogni anno.
Pertanto rivolgiamo un appello a tutti:
non affinchè si reprima nessuno, dal
momento che certi atteggiamenti sono
talmente autolesionisti che si reprimono
da soli, ma affinchè si comprenda da che
parte stare e ci si attivi, nel mondo
studentesco, per isolare ulteriormente
questi figuri.
Il direttivo di Casaggì Firenze
In collaborazione con Azione Giovani –
Giovane Italia e Movimento Studentesco
Nazionale
CENA PDL TOSCANA 18 DICEMBRE
CON I NOSTRI VALORI E LA NOSTRA GENTE. TUTTI A ROMA!
Ultimamente c'è chi va dicendo in giro che
la destra italiana è morta... Che il Popolo
della Libertà non ha futuro... C'è qualcuno
che pensa di essere il proprietario
esclusivo del futuro... C'è chi ha tradito
valori ed ideali... Ci sono tanti, donne,
uomini, ragazzi, che si stanno piano piano
disilludendo di una politica fatta di gossip
e pettegolezzi...
PULLMAN GRATUITI DA FIRENZE CON LA GIOVANE ITALIA PER PARTECIPARE: 338/3271463
CRONACHE DI RETROGUARDIE E PENSIONATI ALLO SBARAGLIO...
Una foto degli scontri. Non ne
facciamo una questione di
pseudo-fascisti, antifascisti di
maniera, polizie, repressioni,
immigrazioni e moralismi vari, dei
quali ce ne frega poco.
Una domanda sola: ma che ci fanno i
cinquantenni all'Università?
Retroguardia assoluta.
IL FUTURO? E' QUI.
I motivi per cui il prossimo 5 dicembre sarò a Roma. Ed i motivi per i quali mi auguro che molti di voi vorranno unirsi a me.
Mi sono interessato per la prima volta alla
politica, quella vera, nel 1993. Il primo
partito politico che mi ha fatto "battere il
cuore" si chiamava Movimento Sociale
Italiano ed il suo leader stava sfidando, da
solo, tutta la vecchia classe politica,
quella figlia dell'ormai agonizzante "Prima
Repubblica", alle elezioni amministrative di
Roma. Al turno di ballottaggio per lo
scranno principale del Campidoglio, per
arginare l'ascesa di Gianfranco Fini,
figlioccio politico di Giorgio Almirante e
simbolo della destra post-fascista che
metteva, per la prima volta dalla fine della
Seconda Guerra Mondiale, il naso fuori dal
ghetto, si erano coalizzati tutti: comunisti
e democristiani, liberali e repubblicani,
socialisti e radicali, ecologisti e
progressisti.
Tutta la vecchia classe politica, quella
della partitocrazia e dei governi fondati su
accordi e accordicchi stipulati in
parlamento, quella delle tangenti e dei voti
di scambio, quella dei segreti di stato e
delle stragi impunite, quella della
collusione con la criminalità organizzata e
quella dei salotti buoni della "Milano da
bere", tutta coalizzata contro quel signore
con gli occhiali, dal piacevole accento
emiliano che raccogliendo l'eredità politica
di Almirante e Romualdi aveva predetto, tra
lo sconcerto e lo scetticismo generale, che
all'alba del terzo millennio l'Italia
avrebbe rivalutato "l'alternativa
mussoliniana al comunismo ed al
capitalismo", coniando quell'espressione (il
"Fascismo del Duemila") che lo aveva reso
celebre all'interno del panorama della
destra politica italiana.
Io, ancora vergine politicamente, tifavo per
lui. Diciamo che assai più di me, fece
notizia un altro personaggio, famoso fino ad
allora per avere affermato nel nostro paese
il modello di televisione commerciale, che
al tempo delle elezioni romane, regalò a
L'Espresso un'intervista nella quale
dichiarava che, se fosse stato un cittadino
della capitale avrebbe senza dubbio votato
per Gianfranco Fini, guadagnandosi l'epiteto
in copertina di "Cavaliere Nero".
Gianfranco Fini non vinse quelle elezioni,
ma meno di un anno dopo, il Movimento
Sociale Italiano sedeva tra i banchi del
governo. Esperienza durata pochi mesi e
conclusasi con un ribaltone padano che vide
i leghisti di Bossi passare da destra a
sinistra e decretare così la fine del primo
governo di Silvio Berlusconi.
Correva l'anno 1995. Il Movimento Sociale
Italiano divenne Alleanza Nazionale ed io
decisi di iscrivermi al partito di
Gianfranco Fini. Fu la mia prima iscrizione
ad un partito politico.
Ma perchè questa scelta? Mi sentivo di
destra perchè credevo nella sacralità della
vita: dal momento del concepimento fino a
quello della morte; perchè odiavo e
rifiutavo l'aborto, l'eutanasia, la pena di
morte. Mi sentivo di destra perchè amavo la
mia terra: mi sentivo fiero di essere nato a
Firenze ed in Italia, sulla terra dei miei
padri e sognavo di vedere un giorno
rinascere una comune patria europea. Mi
sentivo di destra perchè non credevo nella
lotta di classe, ma nel rispetto del lavoro
e dei lavoratori, nella tutela dei più
deboli, nella cooperazione e nella
solidarietà nazionale. Mi sentivo di destra
perchè non riuscivo a festeggiare il 25
aprile: benchè mi sforzassi non riuscivo a
trovare niente di buono in un paese diviso a
metà, dove fratelli si uccidono con fratelli
e dove alla fine, la parte del leone, la
fecero gli stranieri che si spartirono il
nostro futuro. Mi sentivo di destra perchè
come Gianfranco Fini ritenevo Benito
Mussolini il più grande statista del secolo.
Mi sentivo di destra perchè credevo nella
famiglia, quella composta da un uomo, una
donna e dei figli. Mi sentivo di destra
perchè mi piaceva guardare al futuro,
consegnando la storia alla storia, non
avendo remore nell'ammettere le vergogne che
hanno visto protagonista il nostro paese
(leggi razziali, deportazioni, pulizie
etniche...), ma non facendo finta di non
vedere le vergogne altrui (gulag, muro di
Berlino, Budapest, Praga, le Foibe...). Mi
sentivo di destra perchè credevo nell'onore
e nella fedeltà: perchè pensavo che una
parola data valesse più di mille contratti e
perchè credevo che essere fedeli alla
propria idea ed alla propria patria
significasse operare sempre e comunque in
onestà, nella legalità, nel rispetto per il
prossimo.
Mi sentivo di destra allora, quando ho
compilato il mio primo modulo di iscrizione
ad Alleanza Nazionale e mi sento di destra
oggi che sono un dirigente ed un eletto de
Il Popolo della Libertà.
E in nome di quella coerenza, di quel
rispetto, di quell'onestà e di quella
fedeltà che mi spinsero, quasi quindici anni
fa ad iscrivermi ad Alleanza Nazionale, ho
costruito una comunità attorno a me, ho
guidato per undici anni il movimento
giovanile nella mia città, ho cresciuto e
formato giovani e giovanissimi, ho chiesto
voti e preferenze ai miei concittadini.
Oggi, verso queste persone, che noi amiamo
chiamare LA NOSTRA GENTE, mi sento di avere
un debito.
Molti di loro avranno visto, sentito, letto
a proposito della scelta di Gianfranco Fini
di uscire da quel percorso che lui stesso
aveva dipinto e voluto, per creare un nuovo
partito. Un partito che non è di destra. Un
partito che si batte per il riconoscimento
delle coppie di fatto contro la famiglia
tradizionale. Un partito che non vede come
un tabù la possibilità di concedere il
diritto di adozione alle coppie gay. Un
partito che si batte per la diffusione della
pillola abortiva RU486. Un partito che si
batte per la concessione della cittadinanza
italiana ai cittadini extracomunitari che
vivono nel nostro paese da soli cinque anni.
Un partito che si dice favorevole a
fecondazione artificiale ed eutanasia. Un
partito che reputa i ragazzi che nel 1943
scelsero di morire per la Repubblica Sociale
Italiana, uomini "in malafede" e celebra le
gesta dei partigiani andando a braccetto con
l'ANPI. Un partito che critica il governo
italiano perchè per la prima volta si è
svincolato dalla sudditanza energetica
imposta da USA e Gran Bretagna per stringere
vantaggiosi accordi economici con i paesi
dell'est Europa, prima fra tutti la Russia.
Un partito che ha svenduto un pezzo del
patrimonio immobiliare di Alleanza Nazionale
per raccimolare un appartamentino di lusso a
Monte Carlo ad un nullafacente giovincello
snob. Un partito che è pronto ad allearsi
con Rutelli, con Casini, con d'Alema, con
Bersani, con Rosy Bindi, con Montezemolo,
pur di andare al governo.
E chi ha sentito e letto tutto questo, cosa
penserà di noi? Penserà forse che questa è
quell'Alleanza Nazionale che parlava nei
suoi manifesti elettorali di onestà? Di
legalità? Di coerenza? Di chiarezza? Di
presidenzialismo?
Oppure penserà che la destra è morta,
sciolta come sale in una pentola d'acqua
bollente nel grande calderone berlusconiano
del PDL. In molti, sbagliando, confondono
ancora il PDL con una Forza Italia allargata
ed in molti stanno facendo questo errore
oggi che colui che avrebbe dovuto
rappresentare la destra nel Popolo della
Libertà, si diletta in equilibrismi
radical-sinistroidi degni del Pannella dei
tempi migliori...
Cosa penserà LA NOSTRA GENTE? Cosa
penseranno coloro ai quali abbiamo chiesto
voti e preferenze? Cosa penseranno coloro
che negli anni abbiamo incontrato e che, con
una stretta di mano o con una parola di
incoraggiamento, ci hanno dato la forza di
fare quello che abbiamo fatto?
LA NOSTRA GENTE ha bisogno di una risposta.
Chiara. Netta. Univoca. La destra politica
italiana non è morta. La destra politica
italiana esiste ancora, è viva, ma non solo.
Come da sempre nel nostro DNA abbiamo ancora
lo sguardo dritto al futuro. Abbiamo idee e
progetti per l'Italia del domani. Abbiamo
sogni da regalare ai nostri figli.
La destra politica italiana sta nel Popolo
della Libertà perchè è coerente e fedele
alla parola data. Con Berlusconi abbiamo
deciso di dare vita ad un grande partito in
grado di rappresentare tutto il popolo di
centrodestra e non abbiamo cambiato certo
idea. Il PDL è ancora in fase di
costituzione, ma non è una Forza Italia
allargata, nè un club di "fans da stadio" di
Silvio Berlusconi. Il PDL è un partito con
delle idee, dei valori, ma soprattutto è il
partito all'interno del quale la nostra
comunità umana e politica vive, cresce,
lavora e porta avanti i suoi valori e le sue
battaglie.
La destra politica italiana, quella di
Maurizio Gasparri, di Gianni Alemanno, di
Altero Matteoli, di Ignazio La Russa non ha
mutato di una virgola il proprio percorso.
E' rimasta fedele alla propria storia ed
agli impegni che ha sottoscritto con i
propri elettori. E di questo vogliamo
tranquillizzarvi.
Ma vogliamo anche dirvi di più... Nel Popolo
della Libertà esiste anche una nuova classe
dirigente che sta crescendo e si sta
affermando non perchè raccomandata o perchè
figlia di qualche show televisivo. Una
classe dirigente giovane, dalla faccia
pulita, senza scheletri nell'armadio e senza
altarini da scoprire. Una classe politica
nascente che non vuole bruciare le tappe
fingendosi finti "rottamatori" alla Matteo
Renzi, ma che non si lascia neppure
abbindolare dal "qualunquismo di regime" dei
Santoro, dei Fazio e dei Saviano. Una classe dirigente che oggi è forza trainante e propulsiva per il PDL nei consigli comunali di tutta Italia, nei consigli provinciali, nei consigli regionali e che si esprime al meglio nel volto pulito, semplice, rassicurante e nelle doti e nelle capacità di Giorgia Meloni.
Io mi sono avvicinato alla destra politica
italiana nel 1993. Molti di voi molto prima.
I più giovani molto dopo. Tutti però
accomunati da quel fuoco ideale che ci
divampava nel cuore e che oggi qualcuno
vorrebbe raccontarci essere spento.
Il 5 dicembre prossimo, io sarò a Roma per
giurare di fronte a tutti voi, e prima
ancora di fronte a me stesso, che questo
fuoco non è spento, ma anzi risplende ancora
più forte e più brillante di prima. Spero di
incontrare molti di voi quel giorno, di
potervi abbracciare e di poter tornare a
casa, alla sera, col cuore gonfio di nuova
speranza. Per la nostra terra, per la nostra
patria, per LA NOSTRA GENTE. Francesco Torselli Consigliere Comunale PDL Firenze Dirigente Nazionale Giovane Italia
NASCE CASAGGì A GROSSETO!
NASCE “CASAGGì GROSSETO –
DESTRA IDENTITARIA”: “ESSERE IL MOTORE
MILITANTE E GIOVANILE PER UNA NUOVA FASE
POLITICA”.
E’ nata oggi dalla sintesi di esperienze
militanti e politiche vicine all’area della
destra sociale e identitaria “Casaggì
Grosseto” con l’intento di riportare la
militanza al centro della scena politica e
di riavvicinare quest’ultima alle reali
esigenze del popolo.
“Seguendo l’esempio di ‘Casaggì Firenze’
che, con la prossima apertura del loro nuovo
Centro Sociale di Destra, si porrà come
punto di riferimento in tutta la regione per
l’area della destra identitaria, intendiamo
aderire ad un progetto che riteniamo utile
ai fini di un’attività sul territorio, che
sappia coniugare l’attivismo di strada con
la politica istituzionale e partitica”.
Questo quanto dichiarato dal responsabile
grossetano del progetto, Pier Francesco
Angelini, già membro del coordinamento
comunale del Popolo della Libertà.
“La nostra comunità intende essere
propositiva e costruttiva nei confronti del
PDL e del suo Coordinatore Provinciale Luca
Agresti – spiega Angelini – con il quale
esiste un obiettivo comune: riportare il
centrodestra al governo della città già
dalle prossime elezioni amministrative”.
Alla costituzione di “Casaggì Grosseto”
erano presenti anche Marco Scatarzi,
Responsabile di “Casaggì Firenze” e
Francesco Torselli, Dirigente Nazionale
della Giovane Italia i quali hanno
incaricato la ventunenne Simona Rabai di
costituire il nucleo giovanile e militante
del progetto, presto attivo nelle scuole
superiori di Grosseto e Provincia e nei
distaccamenti universitari della città.
“Casaggì è un’associazione
culturale libera ed indipendente – spiegano
Angelini e Rabai – che collaborerà con il
PDL locale, del quale non vuole essere
assolutamente una corrente, guardando con
interesse alle posizioni nazionali
rappresentate dal Ministro della Gioventù
Giorgia Meloni, nella quale vediamo la vera
speranza per la destra politica del futuro”.
SUL FRONTE DELL'ESSERE. LA NUOVA CAMPAGNA DI CASAGGì IN TUTTE LE SCUOLE E LE FACOLTA' FIORENTINE
![]() Il testo del volantino. La nuova campagna di Casaggì in ventimila copie:
E’ mattina e siamo qui, col
volantino in mano. Lo facciamo sempre, senza
chiedere niente in cambio, perché ci crediamo.
Lo facciamo perché abbiamo fatto una scelta:
quella di schierarci, di dare un senso a questo
tempo, combattendo per renderlo migliore. E non
lo facciamo solo di mattina, ma tutti i giorni,
tutto il giorno, tutti i mesi dell’anno. Noi
saremo sempre qui, a ricordarti che esiste una
dimensione dell’uomo fatta anche di sacrificio e
d’azione, di lotta e di amore. Ci potranno
maledire, ma torneremo. Proveranno a cacciarci,
ma non ce ne andremo.
Non siamo falsi proletari dal doppio cognome che
la mattina si vestono hippie e vanno al
“Collettivo” e la sera rincasano nella villa a
Settignano. Noi siamo gente come te, che parla
come mangia, spera e si incazza. Non prendiamo
dagli altri senza aver prima donato una somma
d’amore più grande. Togliti la spocchia, deponi
tutto e resta zitto: con noi non conta ciò che
hai, conta chi sei.
Il buonismo ci fa schifo, perché è la maschera
della vigliaccheria. Noi sporchiamo i muri e ci
sporchiamo le mani, ma ripuliamo le coscienze.
Per noi non esiste il politicamente corretto, ma
solo ciò che si può affermare. E vogliamo
affermare identità, amor di Patria,
anticonformismo, socialità, bellezza,
giovinezza, irriverenza e Comunità. Noi,
infondo, siamo estremisti: amiamo la vita in
modo radicale.Abbiamo
imparato il valore dell’umiltà ogni santo
giorno: nel donarci, nel batterci, nell’esser
dieci contro cento, nel non mollare mai. Non
vogliamo dare lezioni, ma non ne accettiamo dal
primo che passa.
Veniamo da posti poco noti, da palazzi
affollati, da strade buie e da bar desolati, ma
abbiamo imparato a trattare con tutti e non
abbiamo reverenze. Non siamo ricchi, ma non ci
compri facilmente. Non siamo poveri, perché
abbiamo il cuore. Non ci facciamo il lifting, ma
siamo bellissimi lo stesso. Non ci piacciono i
reality, ma ci divertiamo ugualmente come pazzi.
Non guardiamo all’America, ma siamo lo stesso
ragazzi di oggi. Non abbiamo amici, ma una
montagna di fratelli. Non siamo soli, perché
marciamo insieme. Siamo potenti, perché padroni
di noi stessi. Non siamo niente, ma abbiamo
tutto. La nostra è soltanto una scelta d’amore.
Forse non cambieremo mai il
mondo, ma siamo bellissimi lo stesso e succhiamo
la vita fino al midollo!
FINI ALL'ANPI: "COMMEMORARE I PARTIGIANI E' UN DOVERE"
"Commemorare
gli eroici combattenti del 14 novembre del 1944 quando,
in piazza dell'Unità, 19 partigiani opposero una
strenua resistenza ai rastrellamenti e alle
violenze delle truppe nazifasciste, rappresenta
un dovere delle istituzioni che hanno il compito
di trasmettere alle nuove generazioni i principi
della nostra democrazia". E' un passo del
messaggio che il presidente della Camera,
Gianfranco Fini, ha inviato al presidente dell'Anpi della
Bolognina e segretario del locale comitato
unitario e antifascista, Armando Sarti, nel 66/o
anniversario della battaglia partigiana avvenuta
nel 1944 nel capoluogo emiliano. "Per evitare
che l'orrore della dittatura si ripeta è
necessario che nella coscienza di tutti sia ben
presente la testimonianza di quanti lottarono
per la libertà. Sono profondamente convinto
infatti - spiega Fini - che la tutela della
libertà sia un esercizio quotidiano attraverso
il quale rafforzare la coesione nazionale, nella
comune consapevolezza che la lotta
partigiana per la liberazione è stato uno dei
capitoli fondamentali della nostra storia
unitaria". (ANSA)
NON STO CON FINI O BERLUSCONI: IO STO CON LA MIA GENTE!
di Fabio Rampelli
Non sto con Fini o Berlusconi, sto con la mia
gente. Quella che ha combattuto per affermare
una visione spirituale della vita e del mondo,
che crede in Dio, un Dio qualunque purchè sia,
che promuove l'dentità italiana e la difende
dall'aggressione culturale che viene da altre
tradizioni, altre culture, altre religioni,
tutte rispettabili e bellissime tali da
arricchire il mondo, ma diverse dalla nostra.
Quella che vuole i respingimenti alle frontiere
per e gli ingressi programmati degli immigrati
legati a un contrattio di lavoro, che è
accogliente e rigorosa al tempo stesso.
Quella che si emoziona quando una vita scocca,
fin dal concepimento, e vuole difenderla anche
quando potrebbe scomparire su un letto
d'ospedale, perchè la vita appartiene a se
stessa e al Signore che l'ha resa possibile.
Sto con la gente che ama l'indipendenza della
nostra nazione e non accetta ordini impartiti
dalle multinazionali dell'energia, sponsor di
Fli, dopo i sacrosanti accordi dell'Italia con
Russia e Libia per ricordare a quelle potenze
economiche che non siamo una colonia e non
intendiamo pagare l'energia 100 volte quel che
vale.
Sto con la gente che non crede giusto
l'insegnamento del Corano nelle scuole e ambisce
a una giustizia giusta, che sappia essere un
ordine dello Stato e non un contro-potere che
destabilizza lo Stato.
Sto con la famiglia tradizionale,
papà, mamma e figli, senza stravaganze, senza
adozioni tra persone di stesso sesso. Chi è
omosessuale ha il diritto di fare della sua vita
ciò che vuole ma ha il dovere di lasciare in
pace la famiglia e i bambini.
Sto con la mia gente, con quella che quando ha
saputo che una signora Colleoni qualunque ha
lasciato il frutto dei sacrifici di una vita ad
An, si è emozionata e si è sentita
'orgogliosamente diversa'. L'etica nella
politica non è uno scioglilingua... Il fatto che
in quella casa di Montecarlo ci sia il fratello
della Tulliani è semplicemente disgustoso. Non è
un problema di valore immobiliare: è
disgustoso tradire la generosità e la
considerazione di una persona che ti ha lasciato
tutto prima di morire, considerandoti la sua
famiglia.
Sto con chi ha combattuto una vita per dire che
la sovranità popolare è un valore e che i
governi li fanno i cittadini con il voto, non i
parlamenti con le imboscate e le congiure. Sto
con chi è pronto, ancora una volta, a combattere
per sconfiggere i trasformisti e i restauratori
della prima Repubblica.
Combattere è un destino... fate
rullare i tamburi, la trincea non è il terreno
giusto per laicisti ed atei, la trincea e di chi
crede. Non sto con Fini o Berlusconi, sto con
l'Italia che vuole vincere.
MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE ARRIVA A FIRENZE!
NASCE MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE: "CONTRO L'EGEMONIA ROSSA E IL PENSIERO UNICO". POGGIANTI (DIRIGENTE NAZIONALE MSN): "INIZIAMO UN PERCORSO PER LIBERARE LA SCUOLA". TORSELLI (PDL): "MAI STATI 'ENFANT PRODIGE' DELLA POLITICA, SIAMO GLI ANTI-RENZIANI DI DESTRA".
E' stato presentato oggi a Palazzo Vecchio il "Movimento Studentesco Nazionale", una nuova aggregazione di studenti identitari nella quale confluiscono Azione Studentesca (già movimento studentesco di Alleanza Nazionale) ed altre sigle appartenenti al mondo della destra militante. Sono intervenuti alla presentazione Andrea Poggianti (Dirigente Nazionale di MSN), Stefano De Marco (Responsabile di Azione Studentesca Firenze), Marco Scatarzi (Responsabile Casaggì Firenze), Francesco Torselli (Consigliere Comunale PDL e Dirigente Nazionale Giovane Italia) ed altri dirigenti di Azione Giovani - Giovane Italia (organizzazione giovanile de Il Popolo della Libertà).
"Gli obiettivi del nuovo Movimento Studentesco Nazionale - spiega Andrea Poggianti - sono quelli di combattere contro le strutture fatiscenti che ospitano i luoghi della nostra istruzione rappresentando un pericolo anche per la nostra vita; di contrastare l'egemonia culturale di sinistra che spinge molti dei nostri professori a presentarci la storia a modo loro e a difendere gli interessi della loro casta col supporto dei sindacati; di battersi contro il caro-libri e, più in generale, contro chi vorrebbe mantenere in vita un modello scolastico superato e figlio del '68".
"MSN si prefigge l'obiettivo ambizioso di restituire agli studenti la capacità di sognare - prosegue il Dirigente Nazionale di MSN - di costruire una scuola che formi uomini con un'anima, un cuore ed un cervello e non lavoratori pronti solo per le catene di montaggio; di garantire veramente a tutti l'accesso alla cultura ed abolire per sempre il libro di testo obbligatorio; per svecchiare il sistema d'istruzione, valorizzare il merito ed il talento nella selezione dei docenti".
Stefano De Marco, responsabile di Azione Studentesca Firenze, movimento che da oggi confluisce in MSN, spiega il significato della data di oggi scelta per la presentazione: "Abbiamo voluto presentare MSN a ridosso del 4 Novembre e del 9 Novembre, le date che rappresentano simbolicamente la liberazione dell'Italia dall'invasore e dell'Europa dal colonialismo straniero e dal Comunismo. Da oggi parte la terza liberazione: quella della scuola dall'egemonia rossa e dal pensiero unico".
"Gli studenti facenti riferimento al Centro Sociale di Destra, Casaggì Firenze - spiega il responsabile di Casaggì Marco Scatarzi - ad oggi attivi quotidianamente in oltre 30 istituti superiori della nostra provincia, aderiscono con entusiasmo a questo nuovo progetto nazionale, mettendo a disposizione la propria forza militante. Cogliamo l'occasione anche per invitare tutti gli studenti fiorentini a venirci a trovare nella nuova sede della struttura che aprirà in città a breve termine".
Alla presentazione del Movimento Studentesco Nazionale è intervenuto anche Francesco Torselli, Consigliere Comunale del PDL e Dirigente Nazionale della Giovane Italia che critica il "giovanilismo" del quale sta diventando un'icona nazionale proprio il Sindaco di Firenze Matteo Renzi: "il 'giovanilismo' di Renzi è un qualcosa di costruito a tavolino. Renzi è da anni 'l'enfant prodige' del centrosinistra, noi rappresentiamo un'altra gioventù: quella formatasi con la militanza e gli autofinanziamenti, quelli che non sono mai stati sponsorizzati e sostenuti da nessuno, ma anzi, che sono sempre stati visti come 'scomodi' dalla politica tradizionale".
"Siamo noi la gioventù protagonista del domani. - conclude Torselli - Siamo noi l'Anti-Renzismo di destra". TORNEREMO, EUROPA!
GIORGIA MELONI: DELUSA E AMAREGGIATA DAL DISCORSO DI FINI
Il discorso di Perugia rappresenta di certo
la sconfitta di chi, come me, ha auspicato e
operato fino alla fine perché si giungesse a
un nuovo accordo tra Gianfranco Fini e
Silvio Berlusconi con il fine di portare
avanti l’azione di governo e rispettare il
mandato ricevuto dagli italiani. Oggi
mi sento delusa, amareggiata dai contenuti e
dai toni usati dal presidente della Camera.
Osservo con tristezza l'ennesimo atto di un
progetto distruttivo nato all'indomani della
vittoria del Pdl alle regionali, quando
pensavamo di poterci finalmente dedicare
alle grandi riforme di cui necessita il
sistema Italia.
Solo poche settimane fa il governo ha
incassato un voto di fiducia sul programma
dei prossimi mesi con l’appoggio e il voto
pressoché unanimi dei deputati e senatori
iscritti ai gruppi di FLI. La recente
apertura di Silvio Berlusconi nei confronti
di un patto di legislatura andava proprio
nella direzione ripetutamente auspicata dal
presidente della Camera e dai suoi. Questa
disponibilità sembra, al contrario, aver
creato delle difficoltà nel gruppo dirigente
di FLI e tra i suoi fan più sfegatati:
quella sinistra impotente che vede nella
lotta interna al centrodestra l’unica via
per sbarazzarsi di Berlusconi.
Con la richiesta di dimissioni del Governo Fini chiede l’impossibile: l’apertura di una crisi extra parlamentare, che ricorda in modo sinistro i peggiori giochi di palazzo della prima repubblica. Ma molta acqua è passata sotto i ponti dagli anni ’80. E a Fli non resta che risolvere in parlamento le proprie contraddizioni. A partire dalla prossima settimana non mancherà occasione per votare in Aula contro le riforme proposte dal governo secondo le promesse fatte agli italiani.
Toccherà alla
classe dirigente di Futuro e Libertà
decidere se affondare queste riforme e
decretare la fine del governo. Per poi
risponderne direttamente davanti ai
cittadini. Tutto sommato resto convinta che
alla lunga il tempo sia galantuomo, proprio
come il popolo italiano.
CASAGGì FIRENZE: NOI, ALTERNATIVA MILITANTE AGLI SHOW DI RENZI
CASAGGì, CENTRO SOCIALE DI DESTRA: “SPOPOLIAMO NELLE SCUOLE E SUI SOCIAL NETWORK. NOI, PROFETI DELL’ANTI-RENZISMO, FACCIAMO ANCORA POLITICA DI STRADA CON SACRIFICIO E SPIRITO MILITANTE. DAREMO DEL FILO DA TORCERE ALL’AMMINISTRAZIONE RENZI, NATA E CRESCIUTA SUGLI SHOW MEDIATICI E I GRANDI PROCLAMI, MA LONTANA ANNI LUCE DAL POPOLO”. La pagina Facebook dei simpatizzanti di ‘Casaggì Firenze’ ha da poco superato i 5.000 contatti. Numeri che niente hanno a che spartire con le altre organizzazioni giovanili locali e perfino con i partiti organizzati (PD… PDL… LEGA… SEL… GIOVANI DEMOCRATICI… SINISTRA UNIVERSITARIA…) che nella galassia dei ‘social network’ vengono a dir poco decuplicati. Ma ‘Casaggì Firenze’ non spopola solo su Facebook: ormai da diversi anni il ‘Centro Sociale di Destra’ fondato a Firenze nel 2005 da un gruppo di militanti di Azione Giovani, guidati dall’oggi Consigliere Comunale del PDL Francesco Torselli, è diventato un vero ‘cult’ tra i giovanissimi, tanto da riuscire a sovvertire la tendenza sinistrorsa delle scuole fiorentine e a destra curiosità e interesse in moltissimi, anche meno giovani. “Casaggì non è solo un movimento giovanile, né semplicemente un centro sociale o un’associazione culturale; – spiegano Francesco Torselli, Consigliere Comunale del PDL a Firenze e Marco Scatarzi, attuale responsabile della struttura e, ai tempi, tra l’originale nucleo di fondatori della struttura – Casaggì è diventato uno stile di vita, una visione del mondo, un modo differente di essere giovani nella società attuale”.
“Oggi – proseguono Torselli e
Scatarzi – il giovane impegnato in politica è
incarnato alla perfezione dal Sindaco di
Firenze, sempre più proiettato nella dimensione
nazionale del ‘rottamatore’ e dell’innovatore.
Noi rappresentiamo l’antitesi di quel modello.
Matteo Renzi è sì giovane anagraficamente e
propone il ‘giovanilismo’ come alternativa alle
vecchie facce della politica, ma per noi
rappresenta invece un’icona costruita a
tavolino. Renzi è sempre stato un ‘enfant
prodige’ della politica, fin dai tempi della
Margherita e della Presidenza della Provincia.
Noi nelle sedi di partito ci siamo cresciuti, ma
abbiamo sempre rifiutato l’etichetta di ‘giovani
politici’. Per noi, crescere in un partito ha
significato autofinanziamento per pagarci la
colla per attaccare i manifesti, ha significato
rinunciare alle amicizie ed al tempo libero per
creare una comunità umana che si sostituisse
agli spazi di aggregazione che mancano nelle
nostre città, o meglio, che sono riservati solo
ai giovani di sinistra, quelli che si dicono
ribelli e contestatori, ma che rappresentano
l’omologazione assoluta”. “Da sei mesi siamo senza una sede fisica – concludono Torselli e Scatarzi – perché l’affitto della vecchia sede di Alleanza Nazionale non potevamo più permettercelo. Finalmente abbiamo trovato uno spazio che manterremo con gli autofinanziamenti e questo alla faccia di chi pensa che nel PDL scorrano fiumi di Euro e di chi le sedi le regala ai cognati con la Ferrari o le prende a rimorchio degli imprenditori milionari con la promessa di far da portaborse e galoppino. Potevamo fare come fanno a sinistra, occupare uno spazio o chiederlo alle istituzioni, ma noi vogliamo essere solo ciò che riusciamo a creare con le nostre mani. Politicamente abbiamo sposato il progetto del Popolo della Libertà, ma mantenendo una nostra autonomia di azione e di idee, spesso anche in disaccordo col partito di riferimento. E oggi, ci sentiamo di aver realizzato a Firenze un piccolo miracolo. Se vogliamo anche noi ‘rottamare’ le vecchie facce della politica? Non ci interessa, siamo abituati a credere che con il lavoro e con l’impegno i risultati si conseguono lo stesso, anche senza passare sulle teste degli altri. Un politico che ci rappresenta? Giorgia Meloni: una come noi, che la carriera se l’è costruita non nei salotti di Matrix e Porta a Porta, ma per la strada, con volantini, colla, scopa e manifesti”.
L’indirizzo
della nostra pagina su Facebook (5066 iscritti)
Le pagine degli
altri partiti: PROSEGUONO VOLANTINAGGI A TAPPETO IN SCUOLE E FACOLTA' FIORENTINE
Questa mattina sei facoltà
universitarie fiorentine sono state raggiunte
dalla nostra campagna contro la società
multietnica e l'omologazione. Altre dodici
scuole superiori sono e saranno coperte nelle
prossime mattinate. Gli appelli lanciati dalla
sinistra radicale, spalleggiata da professori,
sindacati e presidi, è letteralmente caduta nel
vuoto. In ogni frangente i nostri militanti
hanno ricevuto plausi e adesioni, affermandosi
come unica voce fuori dal coro in una città che
conosce solo una dimensione. A breve, inoltre,
ci saranno grandi novità organizzative,
territoriale e militanti. Avanti e più avanti
ancora!
4 NOVEMBRE: TRA TEMPESTE D'ACCIAIO, GLI UOMINI NUOVI
In ricordo dei soldati, delle
gesta e della Grande Guerra.
Da quelle trincee, da quelle
tempeste d'acciaio, nacquero gli uomini nuovi.
INTERVISTA VIDEO A GIORGIA MELONI
I giornali inglesi individuano in Renzi, Fini e Vendola i politici italiani emergenti. Se fosse vero, ci converrebbe prenotare un biglietto di sola andata per qualche atollo caraibico. Il futuro è altro. Il futuro è anche e sopratutto in questo video. CENTURIA ALATA Centuria Alata è l'ultimo capolavoro in video e musica degli Aurora, gruppo di punta della musica alternativa vicina alla Giovane Italia. La nostra tradizione e la nostra identità è questa, alla faccia dei tanti squali affamati di carriera, dei tanti infami che tradiscono per diventare i portaborse di qualche imprenditore milionario, dei tanti nemici che non riescono a fermarci e dei tanti idioti che ci sognano morti e che puntualmente si svegliano sudati e rosicanti, perchè siamo ancora qui. La nostra politica è una barricata di idee, che non si cambiano perchè non hanno tempo e non hanno scadenze, che bramano di futuri di plastica o di presunte sintesi che non sono altro che ipocriti mezzi per non ammettere almeno a sè stessi che la giovinezza o è ribelle o non è. Avanti, per assaltare questi morti viventi. PROSEGUE LA LOTTA CONTRO LA SOCIETA' MULTIETNICA. NON UN PASSO INDIETRO.
IL VOLANTINO DISTRIBUITO IN QUINDICIMILA COPIE IN TUTTE LE SCUOLE E LE FACOLTA' FIORENTINE. DIFENDERE L'IDENTITA', COMBATTERE IL MELTIN POT!
FIRENZE: LEVATA DI SCUDI DELLA SINISTRA FIORENTINA, AIUTATA DA PROFESSORI E PRESIDI, PER BOICOTTARE LA CAMPAGNA STUDENTESCA DI AZIONE GIOVANI – GIOVANE ITALIA E CASAGGì. LA GIOVANE DESTRA CRITICA LA SOCIETA’ MULTIETNICA E IL MODELLO MULTIRAZZISTA, I BUONISTI RISPONDONO TENTANDO DI IMPEDIRNE LA DIFFUSIONE. “Siamo alle solite. Come da prassi l’ultima campagna culturale e politica dei giovani di destra riuniti sotto la sigla di Azione Giovani – Giovane Italia e vicini al “centro sociale di destra” Casaggì Firenze, ha trovato forti resistenze a tutti i livelli. Oltre ai soliti noti, che come unica attività hanno quella di tentare con scarsissimi risultati di impedire la diffusione di un pensiero identitario, questa volta la caccia alle streghe coinvolge anche professori e presidi”. Così commentano i dirigenti della struttura giovanile vicina al Pdl Marco Scatarzi e Alessandro Draghi. “In queste mattine, proseguono Scatarzi e Draghi, una trentina di istituti fiorentini sono stati raggiunti dai volantini firmati dalla nostra struttura. I nostri militanti hanno ideato e realizzato una forte campagna contro la società multietnica e il modello del meltin pot, anche sulla scia dei fatti accaduti la scorsa settimana a Sesto Fiorentino, dove alcuni rom hanno travolto un bambino durante una fuga dalla polizia. Le reazioni, in diverse scuole, sono state a dir poco ridicole: professori inviperiti, presidi fuoriusciti dal proprio ufficio per intimarci di smetterla, attivisti della sinistra radicale su tutte le furie. Ci siamo abituati, ma resta comunque sconcertante la mentalità sessantottina che ancora alberga in questi personaggi: il pretendere una cultura eterodiretta, asservita, politicamente corretta e insipida”. “Non è nostro intento fare della demagogia spicciola o innescare spinte xenofobe - prosegue il consigliere comunale del Pdl Francesco Torselli – ma deve essere chiaro a tutti che servono regole precise e che, culturalmente, chi ha cuore l’identità, le tradizioni e le radici della propria Terra non può accettare a cuor leggero un modello sociale, ormai sempre più prossimo e compiuto, che crea ghetti, tensioni, scontri, malcontenti e guerre per bande”. “I volantini che stiamo distribuendo in tutte le scuole superiori e le facoltà universitarie della provincia – proseguono i dirigenti della Giovane Italia e di Casaggì – sono un monito per non abboccare ai falsi miti di un’integrazione che non c’è mai stata e che è proposta con ipocrisia evidente da chi ha tutto l’interesse a far entrare nel nostro paese la manodopera a basso costo da poter sfruttare in un secondo momento. Un modello perdente, che ha fallito ovunque sia stato esportato. Un modello che ha come unico scopo quello di produrre copie in serie, automi, ingranaggi uniti soltanto dall’unica dimensione che tutto comprende: il mercato globale. Lì, nei centri commerciali, siamo davvero tutti uguali: consumatori, possibilmente segmentati per differenziare l’offerta dei prodotti e aumentare i fatturati”. “Quella che stiamo portando avanti – proseguono Torselli, Scatarzi e Draghi – è una scintilla in mezzo al deserto: la precisa volontà di riscoprirsi parte di un processo che ci vede tutti protagonisti, che ci vede tutti come l’anello di una catena. Un anello che non sarà debole fintanto che saremo consci del nostro bagaglio identitario di italiani e di europei. Un anello che rischia di deteriorarsi con la costruzione delle megalopoli alienanti e dei sobborghi dimenticati, dei quartieri ghetto e dei livori sottaciuti. Questo modello multietnico non è un modello multirazziale, ma multirazzista: divide senza sintesi, ingloba senza differenze, omologa senza criteri”. “Nei prossimi giorni proseguiremo con la nostra attività, con buona pace di presidi, professori, chiacchieroni, buonisti, paladini del giusto, omuncoli in malafede. I tanti ragazzi che in queste settimane si sono avvicinati alla nostra struttura sono la più viva testimonianza del fatto che non tutti sono disposti a cedere alle lusinghe del pensiero unico, quello stesso leitmotiv che trova ancora qualche giurassico sessantottino pronto a far le barricate. Ma il sessantotto è finito da un pezzo, e ora è il tempo degli identitari”. VIA DELLA ROBBIA: LA NOSTRA BATTAGLIA... Azione Giovani - Giovane Italia, in collaborazione con Casaggì Firenze e coi nostri eletti nelle istituzioni locali, ha intrapreso una battaglia al fianco dei cittadini di via Della Robbia, dove l'incidente avvenuto qualche giorno fa e che ha visto la morte di un pedone, è solo la punta di un iceberg. Una strada trafficata, che nasconde insidie e problemi crescenti. La nostra presenza sul territorio, ancora una volta, è stata tempestiva. E tutto questo mentre, proprio in questi giorni, le facoltà fiorentine e una quindicina di istituti superiori sono stati letteralmente "assaltati" dalle nostre campagne studentesche, raccogliendo consensi inaspettati e permettendoci di avvicinare moltissimi ragazzi, già impegnati nella nostra struttura e pronti ad aprire nuclei attivi in ogni angolo della città e in ogni scuola.
ROM, INTEGRAZIONE E FALLIMENTI MULTIETNICI:
Il gravissimo incidente
accaduto a Sesto Fiorentino, dove un
gruppo di rom,scappando dalla polizia,ha
colpito una vettura su cui viaggiava una
famiglia composta da padre madre e tre
figli, non è un fatto isolato e non si
può relegare l'episodio ad un singolo
comune.Il problema rom è una questione
su cui non si può più tacere e su cui ci
siamo stancati di ascoltare le solite
chiacchiere inutili delle sinistre e
delle varie associazioni di ciarlatani
buonisti e ipocriti quali opere nomadi
ecc.
Tratto questo tema in
qualità di presidente di Azione Giovani
Campi perché a Campi, come più volte ho
avuto modo di denunciare sulla stampa,
esiste un grave rischio legalità legata
a personaggi di etnia rom, che bivaccano
e stazionano in diversi luoghi della
città, sempre protetti e tutelati da un'ammistrazione
comunale che continua a definirli
vittime non si sa di chi o cosa.
Non è più possibile che per le nostre
strade vaghino soggetti di un'etnia che
non ha mai manifestato la minima
intenzione di integrarsi e non è più
possibile che ci siano folle disposte a
voltarsi dall'altra parte per non vedere
o che neghino l'evidenza fino alla
morte. La società multietnica che le
sinistre continuano a sponsorizzare è un
fallimento totale e questi tragici
episodi ne sono una triste conferma: un
bambino di 9 anni si trova,gravissimo,al
Meyer in coma perché questi 5 rom hanno
deciso di partire da Milano e con tutta
tranquillità venire nella rossa Toscana
a compiere le loro magagne,con tanto di
arsenale per lo scasso al seguito.
Un altro episodio che mi ha sdegnato è
accaduto a Piove di Sacco, in Veneto e
lo cito per dare un'idea dell'etnia con
cui abbiamo a che fare:un sinto o rom ha
ucciso una coppia di giovani mentre
ubriaco guidava alla modesta velocità di
190 km/h, chiaramente anch'egli ha perso
la vita nell'impatto. La comunità sinti
di Piove pretendeva di tributare a
questo assassino un funerale da eroe con
tanto di cavalli bianchi e fiori
lanciati da un elicottero.Da questo si
comprende quanto a questa etnia
interessi dell'integrazione,e quanto
siano pentiti in conseguenza ai disastri
che spessissimo creano. Una realtà del
genere non può essere accettata tutelata
e coperta ancora da una parte anche di
istituzioni,come purtroppo accade qua in
Toscana.
Chiediamo al comune di Campi di avviare
a livello di Polizia Municipale un
controllo serrato nei confronti dei
facenti parte questa etnia, senza
considerarlo razzismo bensì un modo per
tutelare i cittadini onesti che sono
sempre le vittime delle malefatte di
questa gente. Chi di loro non risulta
avere reddito ma va a giro con macchine
lussuose e pieno d'oro, come spesso
accade, non può ancora passare
inosservato.
Azione Giovani Campi esprime la più
profonda solidarietà nei confronti delle
vittime dell'incidente a Sesto con gli
auguri di una pronta guarigione e
auspica la sperata e dovuta severità nei
confronti dei rom a Campi, per il bene
dei cittadini.
Raoul Covelli
presidente Azione Giovani - Giovane
Italia circolo di Campi Bisenzio
NUOVI CIRCOLI SU TUTTO IL TERRITORIO: ADERIRE!
Casaggì, in collaborazione con Azione
Giovani – Giovane Italia, si sta radicando
su tutto il territorio della provincia
fiorentina. Oltre alla recente campagna
studentesca, che ha portato alla nascita di
sette nuovi nuclei innalzando a 30 le scuole
nelle quali esiste una nostra rappresentanza
attiva, stiamo lavorando ad una seria
operazione di presenza militante su tutto il
territorio. LA COMMISSIONE SERVIZI E SANITA' APPROVA LA MOZIONE DI TORSELLI PER L'INTRODUZIONE DEL QUOZIENTE FAMILIARE NELLE TARIFFE DI ACCESSO AI SERVIZI COMUNALI. UNA VITTORIA DI AZIONE GIOVANI E DI CASAGGì FIRENZE! Torselli e Roselli (PdL): “Esprimiamo grande soddisfazione, un passo importante per riportare la famiglia al centro della politica cittadina” “Il Quoziente Familiare, applicato per la prima volta in Italia dal Comune di Parma, può diventare realtà anche a Firenze, dopo il voto favorevole espresso oggi dalla Commissione Servizi Sociali e Sanità del Comune di Firenze, che ha approvato una nostra mozione che chiedeva l'introduzione di questo nuovo metodo di tariffazione per l'accesso ai servizi comunali”. Questo il commento dei consiglieri del PdL Francesco Torselli ed Emanuele Roselli. “Il Quoziente Familiare - spiegano i due esponenti del centrodestra - è una grande novità perché riconosce alla famiglia il lavoro che quotidianamente svolge in campo educativo, di cura, di dialogo tra le generazioni e di coesione sociale. E' uno strumento necessario ad una città che ha scelto oggi di crescere a misura di famiglia. L'introduzione di questo nuovo metodo di calcolo delle tariffe di accesso ai servizi del Comune valorizza la famiglia con figli, la condizione lavorativa, la presenza di invalidità, la condizione economica dei genitori. Abbiamo presentato questa proposta proprio perché riconosciamo nella famiglia la risorsa fondamentale della comunità e volevamo fornire uno strumento utile a tutte le famiglie numerose o con al proprio interno figli disabili o anziani invalidi. Siamo quindi estremamente felici del voto favorevole espresso dalla IV Commissione consiliare, alla quale va un doveroso e sentito ringraziamento.
Il Quoziente Familiare non va a sostituire
l'attuale metodo di calcolo delle tariffe
per l'accesso ai servizi comunali quali
asili nido, scuole per l'infanzia, servizi
sociali ed altro ma integra il precedente
sistema di calcolo applicando dei correttivi
in funzione del numero di figli, della
condizione lavorativa dei componenti della
famiglia e dello stato di salute degli
stessi.
NON PECORE, MA STUDENTI RIBELLI!
GIOVANE ITALIA E CASAGGì: “STUDENTI TRATTATI COME CAVIE DA LABORATORIO”.
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“Un atto ignobile,
antidemocratico e degno del peggior incubo
orwelliano. Non ci sono altri termini per
descrivere quanto accaduto in alcune scuole,
laddove il sindacato FLC-CGIL ha inviato una
circolare ai Dirigenti Scolastici, al
personale ATA ed al corpo docente per
invitare palesemente a creare disservizi e
disfunzioni al normale svolgimento delle
lezioni, in maniera tale da invitare gli
studenti a manifestare contro il governo
Berlusconi e contro il Ministro Gelmini”.
Questo è quanto fa sapere il Consigliere
Comunale del PDL, Francesco Torselli.
“Creare disagi ad hoc verso soggetti ignari al fine di strumentalizzare il disagio creato in funzione politica è un metodo da dittatura comunista, – commenta l’esponente del PDL – un metodo che avrei potuto immaginare di ritrovare in un romanzo di Orwell, non certo nell’Italia del 2010”. “Chi ha scritto questa circolare – prosegue ancora il consigliere comunale del PDL e dirigente nazionale della Giovane Italia – non solo dimostra di calpestare col proprio atteggiamento la democrazia ed il rispettoso confronto politico sui contenuti, ma dimostra ancora in maniera maggiore il disprezzo per gli studenti, considerati ‘animali in gabbia’ sui quali svolgere i propri esperimenti di ‘lavaggio del cervello’, degni di un gulag, per poi assistere alle reazioni indotte”. “Prima ancora che si svolgesse il corteo – aggiunge Marco Scatarzi, responsabile provinciale di Azione Giovani-Giovane Italia e Casaggì – avevamo parlato di studenti strumentalizzati dalla sinistra, oggi, alla luce di questa ignobile circolare, non ci resta che dire uno scontato ‘ve l’avevamo detto’. Senza contare che il corteo ‘democratico e pacifico’ di stamattina è stato animato da soggetti che col volto coperto hanno causato danni a edifici ed aggredito persone”. “Esigiamo – concludono Torselli e Scatarzi – che la FLC-CGIL spieghi il senso di una circolare nella quale si invitano i docenti a ‘non organizzare gite’ per creare malcontenti anti-governativi, fermo restando che, a nostro modo di vedere, chi tratta gli studenti come ‘carne da corteo’ e come ‘animali da esperimenti’ si dovrebbe solo e soltanto vergognare”.
SUL CORTEO E LE TENSIONI DI IERI...
L'elenco dei link nel sito di Casaggì Firenze http://casaggi.blogspot.com/2010/10/sul-corteo-di-ieri.html
SI RIDE PER NON PIANGERE...
Uno dei video che immortalano il corteo di questa mattina. Uova, fumogeni e oggetti vengono scagliati contro il liceo Scolopi. Perchè? Perchè è una scuola privata e "va buttata giù". D'altronde loro non la vogliono, tanto basta per farne un bersaglio. Da notare, per chi ne avesse la forza, il cinquantenne a dorso nudo col capello lungo, sul quale ogni commento risulta davvero sprecato. Queste sono, a quanto pare, le proposte alternative alla riforma Gelmini. Prendiamo anche atto che gli "studenti" dei Collettivi intendono far perdere il lavoro ai propri genitori, dal momento che hanno scandito cori contro industriali e borghesi...L'INCREDIBILE HULK SI E' ISCRITTO A CASAGGìCasaggì Firenze, centro sociale di destra, rende noto ai propri simpatizzanti, alla stampa, all'Unione degli Studenti ed ai Collettivi di Sinistra che, da qualche giorno, un nuovo militante si è iscritto alla nostra associazione il cui nome è Hulk, detto "l'incredibile", mentre il suo cognome non è dato saperlo. Alla luce di questa doverosa precisazione, prende verità anche quanto diramato a mezzo stampa da UDS e Collettivi di Sinistra, secondo i quali: "'i militanti (di destra, ndr) in questione, in realta' solo uno, si sono presentati alla testa del corteo con l'intento, realizzatosi, di provocazione''. In realtà molti di voi, ed anche noi, stenteranno a credere che UN SOLO MILITANTE abbia deciso di sfidare, da solo, un intero corteo presentandosi alla testa di esso con un chiaro intento provocatorio. Eppure, dai racconti dei baldanzosi compagni questo traspare. Pochi minuti fa, abbiamo invece parlato con l'Incredibile Hulk il quale, nostro malgrado, ha confermato la versione di UDS e Collettivi. Ci scusiamo per il comportamento provocaturio tenuto questa mattina dall'Incredibile Hulk ed avvertiamo i malcapitati compagni che l'Incredibile ha effettuato oggi una serie di telefonate tra i suoi amici, invitandoli ad iscriversi anche loro a Casaggì. Sono previste per domani le adesioni di tali: Spiderman, Batman, L'uomo Tigre, Superman, Sampei, Holly, Benji e, probabilmente anche quella di Jeeg Robot d'Acciaio. Quest'ultimo scioglierà le sue ultime riserve solo la prossima settimana in quanto ancora scettico sul progetto dopo aver letto un vecchio volantino che chiedeva "più spazi verdi e meno acciaio e cemento". FIRENZE: TENSIONI AL CORTEO STUDENTESCO. LA MANIFESTAZIONE DELLA SINISTRA RADICALE INCONTRA UN GRUPPETTO DI RAGAZZI VICINI A CASAGGì E PARTE LA “CACCIA AL FASCISTA”. I RAGAZZI DI DESTRA, ATTACCATI, SI SONO DIFESI. “Questa mattina, durante il corteo anti-Gelmini organizzato dalla sinistra radicale, si sono verificate delle scaramucce, prontamente riportate dalle agenzie di stampa con enfasi e accento. Lungo il tragitto, per la precisione nei pressi di via Cavour, il corteo avvista un gruppetto di ragazzi, che sta camminando in direzione opposta sul marciapiede. Niente di strano, se non fosse che nel gruppetto figurano alcuni ragazzi vicini al nostro centro sociale di destra e attivi nelle fila di Azione Giovani - Giovane Italia”. “Nel giro di pochi istanti il corteo si ferma e molti attivisti della sinistra radicale, a volto coperto, cercano con ogni mezzo di aggredire i ragazzi. Dai megafoni partono gli ordini di scuderia, che incitano i manifestanti a scagliarsi contro di loro. Ne nasce una colluttazione, nella quale i ragazzi cercano di difendersi come possono, prima che la rissa venga sedata e il corteo riparta”. “Non è nostra intenzione fare del vittimismo o gridare allo scandalo: siamo militanti di una struttura che appartiene alla destra sociale e identitaria, consapevoli di agire in un territorio difficile, dove certi atteggiamenti sono assolutamente prevedibili”. “Tuttavia, agli organizzatori del corteo – che ben conosciamo – chiediamo di smetterla di etichettare le manifestazioni di parte come momenti di partecipazione studentesca aperta a tutti. Non è mai stato così e oggi ne abbiamo avuto la controprova: basta che un militante di destra si trovi a camminare nella stessa strada, per essere aggredito. Prima dell'aggressione, poi, una scuola privata era stata assaltata a colpi di uova e fumogeni, vernice e sassi”. “Non siamo nuovi a episodi simili, sempre conditi di una vigliaccheria senza precedenti: centinaia di persone che si scagliano addosso a pochi ragazzi, volti coperti, inni all’odio, istigazioni senza senso. Il tutto accanto ai tanti professori che partecipavano al corteo, gli stessi che domattina saranno dietro ad una cattedra ad insegnarci come stare al mondo, coperti dai loro sindacati e intrisi della solita ipocrisia”. “L’episodio di oggi non muta di una virgola il nostro impegno militante nelle scuole, che sarà incentivato nei prossimi giorni, in barba a contestazioni, scioperi e girotondi in piazza. Il mondo studentesco della destra identitaria che fa capo a Casaggì Firenze è una realtà che conta diverse centinaia di aderenti e che non può essere messa a tacere da niente e da nessuno". AZIONE GIOVANI – GIOVANE ITALIA e CASAGGì FIRENZE: “IL CORTEO DI DOMANI E’ FIGLIO DI UNA STRUMENTALIZZAZIONE FUORI LUOGO, MESSA IN ATTO DALLA SINISTRA RADICALE PER PORTARE IN PIAZZA QUALCHE STUDENTE E GETTARE FANGO SULL’OPERATO DEL GOVERNO NAZIONALE”. “Come ogni anno, puntuale e senza ritardi, va in scena il corteo anti-Gelmini col quale la sinistra radicale cerca di portare in piazza qualche studente contro l’operato del governo”. Così dichiara Francesco TORSELLI, dirigente nazionale di Azione Giovani – Giovane Italia e consigliere comunale del Pdl, movimento giovanile vicino al Pdl. “Quella di domani, prosegue TORSELLI, sarà l’ennesima passerella politica, manovrata a dovere da chi ha il compito di rinfocolare lo scontento verso l’operato del governo nazionale. Ogni anno si spacciano per partecipate ed aperte a tutto il mondo studentesco delle manifestazioni che in realtà sono nate e organizzate da una parte politica precisa”. “Le argomentazioni portate avanti dalla sinistra antagonista – prosegue MarcoSCATARZI, responsabile di Casaggì Firenze – sono intrise di retorica a buon mercato: molti dei tagli all’istruzione non rientrano nella riforma Gelmini, ma fanno parte della legge 133/98; in merito ai ricercatori va ribadito quanto questa riforma aiuti questi ultimi, prevedendo le 250 ore e mettendo finalmente in evidenza le inadempienze di quei baronati che per troppo tempo hanno goduto di tripli incarichi delegando ai loro sottoposti la gran parte del lavoro. Va ricordato inoltre l’incentivo agli atenei virtuosi, il Fondo per il Merito che eliminerà le differenze di reddito a faciliterà l’accesso allo studio per i meno abbienti; l’identità portata come obiettivo primario di ogni programma educativo”. “Quella della totale privatizzazione degli istituti scolastici e delle università – prosegue SCATARZI - è infine una informazione errata: non solo si tratta di una falsità, ma si dimentica che nella stragrande maggioranza dei paesi europei buona parte della ricerca è finanziata dai privati, che aiutano lo Stato. La totale privatizzazione della didattica è una cosa completamente diversa. Quello della destinazione dei finanziamenti e della qualità di questi ultimi è, casomai, un problema da sollevare. Resto convito che i tagli non siano mai una scelta facile e che necessariamente possano produrre critiche e dissensi, ma è altrettanto vero che non ci si possono ricamare sopra delle strumentalizzazioni fin troppo palesi”. “Quelli sollevati dalla sinistra antagonista – concludono TORSELLI e SCATARZI – sono infine problemi che non possono essere imputati al governo di centro-destra. Problemi che sentiamo nostri e che anche la destra identitaria e sociale combatte da sempre: l’omologazione, l’individualismo sfrenato, la mancanza di spazi per i giovani, il culto del successo. Argomentazioni valide, che però stonano in bocca a chi, allo stesso tempo, inneggia al materialismo materialista ed è imbevuto di quella subcultura economicista e progressista che da quel filone di pensiero prende le mosse”. “Non è colpa del Ministro Gelmini se il capitalismo impone ritmi insopportabili, se gli squilibri planetari non permettono una equa distribuzione dei beni o se l’effetto serra minaccia l’ecosistema. Portare in piazza la gente contro un governo ed elaborare una critica globale a questo modello sociale ed economico è piuttosto comodo. Tre anni fa, quando governava Prodi ed il mondo aveva esattamente la medesima impostazione, nelle piazze non si vedevano le bandiere rosse e nessuno si sognava di accusare l’allora ministro dell’istruzione Fioroni per le guerre preventive nel Medio-oriente o le discriminazioni razziali nel Sud Africa. E’ una questione di buon senso. Crediamo giusto e doveroso che si scenda in piazza, anche contestando il governo se necessario, ma a patto che vi siano rivendicazioni e soluzioni alternative e credibili”. “La destra giovanile – concludono i due dirigenti di Azione Giovani – Giovane Italia – ha già lanciato una campagna di aggregazione in ogni istituto fiorentino. Nella scorsa settimana trentatre scuole sono state raggiunte dai nostri militanti e quasi ovunque si sono creati dei nuclei attivi, che si preoccuperanno di fare controinformazione nel corso di questo anno scolastico. Nelle prossime settimane proseguiremo con assemblee a tappeto, riunioni, volantinaggi ed affissioni, perché il monopolio del mondo studentesco non appartiene a chi lo utilizza demagogicamente per le proprie convenienze politiche”. GIOVANE ITALIA: SI VOTA IL SIMBOLO! VOTALO QUI: NANNI VIVE.
CASAGGì: ASSALTO ALLE UNIVERSITA'!
Questa mattina le università
fiorentine hanno avuto un ottimo risveglio:
migliaia di volantini sono stati distribuiti,
facoltà per facoltà, a tutti gli studenti.
Casaggì lancia la propria campagna di
aggregazione e di militanza, contro
l'omologazione e il mondo degli uguali.
DILANIAMO QUESTO GRIGIO! PARTITA LA CAMPAGNA STUDENTESCA A FIRENZE:
Nell'arco di due giorni tutti gli istituti superiori fiorentini sono stati raggiunti dalla nostra campagna studentesca di adesione e organizzazione. Come sempre, impeccabili. Cinque nuovi nuclei studenteschi, in cinque istituti prima estranei al nostro movimento, sono stati aperti proprio quest'oggi, con un discreto battesimo del fuoco. Brutte copie e squallidi rosiconi sono avvertiti. Nessuna tregua. ARRIVIAMO IN OGNI SCUOLA: SI INIZIA DA EMPOLI...
Parte la campagna militante di
adesione e organizzazione sul
territorio della destra studentesca.
Ci prepariamo alla nascita del
grande MOVIMENTO STUDENTESCO
NAZIONALE, sigla che raccoglierà le
identità e le lotte della destra
italiana per edificare un nuovo
protagonismo giovanile. Si parte da
Empoli, venerdì 1 ottobre, per poi
girare tutta la Provincia. Nel
frattempo, circa ventimila volantini
stanno inondando tutte le scuole
fiorentine, in attesa dell'apertura
della nuova Casaggì, dopo i lavori
nei nuovi locali. Copie sbiadite e
tristi, idioti e imbelli da
tastiera, antifascisti di maniera e
annoiati col vizio dell'infamia si
preparino.
Una bellezza terribile è nata. NUOVO LOOK PER IL BLOG DI CASAGGì FIRENZE! Casaggì Firenze ha rifatto il look al proprio sito web. Oltre alla quotidiana opera di aggiornamento ed approfondimento che, ormai da un paio d’anni, risulta essere seguita da diverse centinaia di persone al giorno, sono state create apposite sezioni contenenti informazioni, materiale grafico e progetti di vario tipo, banner animati, cronologia dei video e galleria di immagini..
Oltre alla pagina che descrive
l’identità della nostra Comunità
militante, è nata la raccolta di
tutto il materiale comunicativo
prodotto in questi anni: dalle
immagini di lotta ai volantini più
noti, dai manifesti delle maggiori
iniziative alle creazioni del
laboratorio multimediale.
Accanto a ciò sono state aggiunte la
pagina del negozio, corredata di
immagini inerenti i prodotti più
venduti; la pagina della libreria,
quella del cineforum, quella della
birreria, che sarà una struttura
autonoma con proprie iniziative;
quella che raccoglierà i principali
eventi; quella dei concerti e quella
dell’impegno sociale al fianco dei
cittadini, che elenca tutti servizi
offerti sul territorio.
Tutte le attività, ovviamente,
riprenderanno appieno con l’apertura
della nuova sede, che avverrà quando
i lavori di ristrutturazione dei
nuovi locali saranno terminati. La
data di inaugurazione, che sarà
comunque preceduta da altre
iniziative, sarà comunicata con un
certo anticipo. Prima
dell’inaugurazione, comunque, sarà
possibile prendere parte alle
attività militanti quotidiane:
riunioni, scuola di formazione,
volantinaggi, affissioni e
propaganda. L’indirizzo sarà
comunicato non appena l’agibilità
dei locali lo permetterà.
IL PRIMO GIORNO DI ATREJU: DRITTO AL CUORE DI CHI CREDE! Migliaia di giovani, campeggi e hotel esauriti fin dal primo giorno. Un parco all'ombra del Colosseo che diventa un villaggio di menti libere e cuori pulsanti, un'arena di confronto e una palestra di vita. Bella gente, determinata e incazzata. E non servono a niente i boicottaggi, gli articoli e le chiacchiere. Imparino bambocci, infami e nemici d'ogni risma. SIAMO TERRIBILI. ARRIVA ATREJU 2010. CI PREPARIAMO... Dritto al cuore di chi crede!
È il grido di battaglia di Atreju
2010, Festa nazionale della Giovane Italia.
Nata nell’alveo della destra giovanile nel 1997, Atreju non è più solo il protagonista de “La Storia Infinita” di Michael Ende, scelto dagli organizzatori per incarnare l’esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del "Nulla", contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, lo spoglia di valori ed ideali, sino ad appiattirne l’esistenza. Atreju è ormai anche il consueto appuntamento di fine estate che segna l’inizio della stagione politica italiana. Dall’8 al 12 settembre, per cinque giorni si succederanno dibattiti, mostre, spettacoli, provocazioni, giochi e suggestioni, concerti, piscina, campeggio, all’interno di un villaggio eco-compatibile di 5mila metri quadri, costruito all’ombra del Colosseo, monumento simbolo dell’identità italiana. “Mille sogni, una sola Italia” è infatti il secondo messaggio che giunge dai manifesti che annunciano Atreju 2010, con un evidente richiamo al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia che si celebrerà nei mesi successivi. Come sempre, il programma integrale sarà svelato gli ultimi giorni di agosto. Ma alcuni eventi possiamo anticiparli. Mercoledì 8 settembre ad aprire i battenti della Festa sarà il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Accompagnato sul palco dal Ministro della Gioventù, GIORGIA MELONI, il Cavaliere si confronterà con i ragazzi e le ragazze della Giovane Italia, per fare un bilancio dell’anno passato, ma soprattutto per tracciare le linee guida della nuova stagione politica. Nel corso della sessione straordinaria della Summer School di Gaetano Quagliariellosi discuterà della figura di Bettino Craxi. Parteciperanno Stefania Craxi, Renato Brunetta, Fabio Rampelli e Augusto Minzolini. Tratteranno di giovani e lavoro: Maurizio Sacconi, Piero Ichino, Renata Polverini ed Enrico Letta. Lo stesso giornoRoberto Maroni, Maurizio Gasparri, Andrea Riccardi e Rosy Bindi si sfideranno invece sui temi legati a immigrazione e solidarietà. Spazio anche alla riforma universitaria . Ne discuteranno: Mariastella Gelmini, Beppe Fioroni, Pigi Battista e Stefano Zecchi. Inoltre si parlerà di giovani e lotta alla mafia con Angelino Alfano e Alfredo Mantovano. Sabato mattina, alla presenza del Presidente del Senato, Renato Schifani e del Presidente del Comitato ufficiale per le celebrazioni del 150esimo, Giuliano Amato, si racconterà dei ragazzi che fecero l’Italia. Interverranno: Ignazio La Russa, Marco Pizzo e Marcello Veneziani. Nel pomeriggio, Nichi Vendola e Stefania Prestigiacomo si confronteranno sull’energia del futuro e la difesa del presente. Gianni Alemanno, Raffele Fitto, Pasquale Viespoli, Enrico la Loggia e Filippo Penati, si sfideranno invece sulla questione del federalismo e dell’unità nazionale. Nel corso della Festa, non mancheranno poi i confronti diretti della Giovane Italia, come quelli con Mons. Rino Fisichella e Giulio Tremonti, oltre alla partecipazione di ministri come Franco Frattini, Mara Carfagna, Michela Brambilla e Andrea Ronchi. Ma gli appuntamenti descritti finora, sono solo alcuni del ricco palinsesto di Atreju 2010. Fedeli alla linea: nessun simbolo di partito, né tanto meno discriminazioni o preclusioni di sorta. Insomma, come recitava uno slogan ben riuscito: Atreju è una festa di parte, non di partito. Restano da svelare altri dibattiti, le mostre, i libri che presenteremo e soprattutto i quattro destinatari del premio Atreju. Non resta che ricordare a tutti i numeri da chiamare per partecipare ad Atreju.
Per info o adesioni da
Firenze e provincia:
392/7700024 o fdgfirenze@inwind.it
o pagina Fb Casaggì Firenze
SITO UFFICIALE:
www.atreju.tv
CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA: COME OGNI ANNO, IL RICORDO DEI VINTI!
da "La Pelle", di Curzio Malaparte:
"I ragazzi seduti sui gradini di Santa Maria
Novella, la piccola folla di curiosi raccolta
intorno all'obelisco, l'ufficiale partigiano a
cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata
della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di
ferro preso a qualche caffé della piazza,la squadra
di giovani partigiani della divisione comunista
armati di mitra ed allineati sul sagrato davanti ai
cadaveri distesi alla rinfusa l'uno sull'altro,
parevano dipinti di masaccio nell'intonaco dell'aria
grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso
sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti
tacevano,immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa
parte. Un filo di sangue colava giù dagli scalini di
marmo.
Il ragazzo gridò:"Viva Mussolini!" e cadde crivellato di colpi.
AZIONE GIOVANI, GIOVANE ITALIA E CASAGGì: LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA. I MOTIVI DEL NOSTRO FLASH MOB PER LA VERITA'... “A trent’anni esatti dalla bomba che dilaniò la Sala di Attesa di Seconda Classe della Stazione di Bologna, uccidendo 85 persone, il popolo italiano non conosce ancora né i nomi, né il mandante, di chi mise in scena il più grave attentato della storia del nostro paese. Restano solo tanti ‘colpevoli di comodo’ additati dal sistema come ‘mostri’ per coprire ed insabbiare chissà quale verità. Mentre i Vigili del Fuoco e la Polizia scavavano ancora tra le macerie fumanti della stazione, in quel pomeriggio di trent’anni fa, l’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga, dichiarava frettolosamente alla televisione che la strage era stata organizzata dai ‘fascisti’ dando avvio ad una caccia alle streghe che ha portato all’esilio ed all’arresto di molti innocenti, solo successivamente scagionati. Per la giustizia italiana, ancora oggi, i nomi degli organizzatori di quella strage sono quelli di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, mentre l’esecutore materiale dell’attentato è Luigi Ciavardini. Noi, ancora oggi, assieme a numerose altre persone, tra le quali anche importanti cariche dello Stato e della società civile, di destra come di sinistra, siamo sicuri che Valerio, Francesca e Luigi sono innocenti. Quel due agosto del 1980 molti di noi non erano nati. Oggi siamo noi, italiani protagonisti del nostro tempo, che vogliamo verità e giustizia. Non ci accontentiamo delle commemorazioni. Non crediamo alle lapidi. Non ci accontentiamo di trincerarsi dietro agli ormai trent’anni che sono passati. Questa notte abbiamo inscenato un’azione di ‘Flash Mob’ di fronte al Tribunale di Firenze, simbolo della giustizia nella nostra città, consegnando l’unico vero colpevole che fino ad oggi è stato trovato da chi ha indagato su questo infame capitolo della nostra storia: un fantasma, condannato perchè colpevole di comodo. Trent’anni di silenzio e di falsi colpevoli non cancellano la volontà di giustizia del popolo italiano. Le 85 vittime di Bologna fino ad oggi sono state strumentalizzate da una parte politica per la loro propaganda, noi vogliamo che possano finalmente riposare in pace di fronte alla condanna dei veri responsabili di questa strage”.
LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA!
Depistaggi, menzogne, malati immaginari, servizi deviati, colpevoli di comodo, vittime innocenti massacrate da infami senza nome. Sono passati trent' anni e la più grande strage della storia d'Italia resta senza giustizia. Una questione da riaprire, subito! Restate collegati. CASAGGì FIRENZE: BLITZ CONTRO LA REGIONE TOSCANA!
Nelle ultime settimane la Regione Toscana, per bocca dei suoi vertici, ha espresso giubilo e stupore per il provvedimento che introdurrà l’assistenza sanitaria gratuita agli immigrati clandestini. I militanti di Casaggì Firenze, in collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia, hanno tappezzato le sedi fiorentine della Regione Toscana di via Pico della Mirandola, Piazza della Libertà, via Vittorio Emanuele II e via di Novoli e del Servizio sanitario regionale di via Alderotti con delle finte dichiarazioni di rigetto della cittadinanza italiana. Nei fac-simili appositamente creati il signor “Italo Tradito” esprime la volontà di non essere più italiano perché, in questa regione, “la cittadinanza è un pessimo affare”. Il tutto è stato corredato da un migliaio di volantini di rivendicazione, firmati dai movimenti e recapitati direttamente nei palazzi di lorsignori. Sebbene l’assistenza sanitaria sia un diritto civile e morale che non può essere negato a nessun essere umano, non dobbiamo comunque farci ingannare da una logica ipocrita e buonista che tende a nascondere una deriva pericolosa: quella di creare una società multirazzista, fondata su una disparità di atteggiamenti che vanno a concedere, con furbesca demagogia, diritti e priorità a tutti, senza tener conto delle identità, delle esigenze e delle specificità di nessuno. Quella in atto è una strategia che certa sinistra - appoggiata dai peggiori poteri forti che puntano alla costruzione di manodopera a basso costo da poter sfruttare per competere nel libero mercato - porta avanti da tempo: gli alloggi popolari regalati agli immigrati, i sussidi giornalieri ai rom, le decine di migliaia di euro spesi per servizi spacciati come “opere d’integrazione” e mai utilizzati, la priorità d’accesso agli asili nido per i non italiani, il tentennamento sulla costruzione dei CIE. L’ennesimo provvedimento farsa è andato in scena, senza che nessuno si preoccupasse dei mille intoppi che produrrà in un sistema sanitario, quello toscano, già colpito da una gestione consociativa e da una pesante carenza di strutture e di funzionalità. Con questa azione abbiamo voluto sottolineare che quello in atto è un modello sociale di ispirazione progressista foriero di fratture culturali e sociali, un modello di meltin pot sfrenato, un grande calderone che rischia di esplodere e di produrre fratture insanabili, ghetti razziali, disparità e false promesse; una “terra di nessuno” dove tutto è permesso, in barba alla linea del governo nazionale. Quello in essere è un modello sociale nel quale la cittadinanza italiana è un optional che conviene non avere e nel quale i doveri sono una cattiva abitudine di qualche nostalgico dei bei tempi andati. Alla fine ci hanno convinti: “siamo tutti clandestini!”. O, almeno, così converrebbe per evitare i mutui bancari, le emergenze abitative, la tassazione e il precariato. Questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi una serie di azioni agiteranno le notti fiorentine in attesa dell’inaugurazione della nuova Casaggì. Il nostro “centro sociale di destra”, punto di riferimento per i tanti giovani fiorentini che si riconoscono nella politica della destra sociale e identitaria, avrà a breve una nuova sede, aperta a mille nuova attività. ARRIVEDERCI, ITALIA!
ARRIVA L'AZIONE FUTURISTA!
LA GIOVANE ITALIA IN PIAZZA A PALERMO PER BORSELLINO
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CASAGGì FIRENZE: AZIONE CONTRO LE BANCHE! Sigillati gli istituti di credito fiorentini contro usura bancaria, speculazione e signoraggio della moneta...
“Questa notte i militanti di Casaggì,
centro sociale di destra fiorentino, hanno compiuto una
simbolica azione futurista con la quale hanno sigillato
gli ingressi di diverse banche ed istituti di credito
fiorentino apponendovi sopra un cartello con scritto
"chiuso per usura".
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LA LIBERTA' DEI POPOLI ABBATTE OGNI MURO! Per il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino...
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