ARRIVA ATREJU 2010. CI PREPARIAMO...


Dritto al cuore di chi crede! 
È il grido di battaglia di Atreju 2010, Festa nazionale della Giovane Italia.

Nata nell’alveo della destra giovanile nel 1997, Atreju non è più solo il protagonista de “La Storia Infinita” di Michael Ende, scelto dagli organizzatori per incarnare l’esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del "Nulla", contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, lo spoglia di valori ed ideali, sino ad appiattirne l’esistenza. Atreju è ormai anche il consueto appuntamento di fine estate che segna l’inizio della stagione politica italiana.

Dall’8 al 12 settembre, per cinque giorni si succederanno dibattiti, mostre, spettacoli, provocazioni, giochi e suggestioni, concerti, piscina, campeggio, all’interno di un villaggio eco-compatibile di 5mila metri quadri, costruito all’ombra del Colosseo, monumento simbolo dell’identità italiana. “Mille sogni, una sola Italia” è infatti il secondo messaggio che giunge dai manifesti che annunciano Atreju 2010, con un evidente richiamo al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia che si celebrerà nei mesi successivi. Come sempre, il programma integrale sarà svelato gli ultimi giorni di agosto. Ma alcuni eventi possiamo anticiparli.

Mercoledì 8 settembre ad aprire i battenti della Festa sarà il Presidente del Consiglio, 
Silvio Berlusconi. Accompagnato sul palco dal Ministro della Gioventù, GIORGIA MELONI, il Cavaliere si confronterà con i ragazzi e le ragazze della Giovane Italia, per fare un bilancio dell’anno passato, ma soprattutto per tracciare le linee guida della nuova stagione politica.

Nel corso della sessione straordinaria della 
Summer School di Gaetano Quagliariellosi discuterà della figura di Bettino Craxi. Parteciperanno Stefania Craxi, Renato Brunetta, Fabio Rampelli e Augusto Minzolini. Tratteranno di giovani e lavoro: Maurizio Sacconi, Piero Ichino, Renata Polverini ed Enrico Letta. Lo stesso giornoRoberto Maroni, Maurizio Gasparri, Andrea Riccardi e Rosy Bindi si sfideranno invece sui temi legati a immigrazione e solidarietà.
Spazio anche alla riforma universitaria
 . Ne discuteranno: Mariastella Gelmini, Beppe Fioroni, Pigi Battista e Stefano Zecchi. Inoltre si parlerà di giovani e lotta alla mafia con Angelino Alfano e Alfredo Mantovano.
Sabato mattina, alla presenza del Presidente del Senato, 
Renato Schifani e del Presidente del Comitato ufficiale per le celebrazioni del 150esimoGiuliano Amato, si racconterà dei ragazzi che fecero l’Italia. Interverranno: Ignazio La Russa, Marco Pizzo Marcello Veneziani.
Nel pomeriggio, 
Nichi Vendola e Stefania Prestigiacomo si confronteranno sull’energia del futuro e la difesa del presenteGianni Alemanno, Raffele Fitto, Pasquale Viespoli, Enrico la Loggia e Filippo Penati, si sfideranno invece sulla questione del federalismo e dell’unità nazionale.
Nel corso della Festa, non mancheranno poi i confronti diretti della Giovane Italia, come quelli con 
Mons. Rino Fisichella e Giulio Tremonti, oltre alla partecipazione di ministri come Franco Frattini, Mara Carfagna, Michela Brambilla Andrea Ronchi.
Ma gli appuntamenti descritti finora, sono solo alcuni del ricco palinsesto di Atreju 2010. 
Fedeli alla linea: nessun simbolo di partito, né tanto meno discriminazioni o preclusioni di sorta. Insomma, come recitava uno slogan ben riuscito: Atreju è una festa di parte, non di partito.

Restano da svelare altri dibattiti, le mostre, i libri che presenteremo e soprattutto i quattro destinatari del premio Atreju.

Non resta che ricordare a tutti i numeri da chiamare per partecipare ad Atreju.
 
Per info o adesioni da Firenze e provincia:  
392/7700024 o fdgfirenze@inwind.it o pagina Fb Casaggì Firenze

SITO UFFICIALE: 
www.atreju.tv

 

CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA:

COME OGNI ANNO, IL RICORDO DEI VINTI!

 

 

da "La Pelle", di Curzio Malaparte:

 

"I ragazzi seduti sui gradini di Santa Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all'obelisco, l'ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffé della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista armati di mitra ed allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l'uno sull'altro, parevano dipinti di masaccio nell'intonaco dell'aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano,immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù dagli scalini di marmo.

I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni,dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivaci nel lungo volto pallido. Il più giovane,vestito di una maglia nera e di un paio di calzoncini corti che gli lasciavano nude le gambe degli stinchi magri, era quasi un bambino. C'era anche una ragazza tra loro:giovanissima, nera d'occhi e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s'incontra spesso in toscana tra le donne del popolo, sedeva con il viso riverso, mirando le nuvole d'estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e generoso di qua e là screpolato,simile ai cieli di masaccio sugli affreschi del Carmine...


L'ufficiale partigiano tese il dito verso uno di quei ragazzi e disse:"tocca a te,come ti chiami?" "Oggi tocca a me"- disse il ragazzo alzandosi - "ma un giorno o l'altro toccherà a lei". "Come ti chiami?" "Mi chiamo come mi pare"- rispose il ragazzo.  "O gli rispondi a fare a quel muso di bischero?" gli disse il suo compagno seduto accanto a lui.
"Gli rispondo per insegnarli l'educazione a quel coso!"- rispose il ragazzo, asciugandosi con il dorso della mano la fronte madida di sudore. Era pallido e gli tremavano le labbra. Ma rideva con aria spavalda guardando fisso l'ufficiale partigiano.


L'ufficiale abbassò la testa e si mise a giocherellare con una matita. Ad un tratto tutti i ragazzi presero a parlare fra di loro ridendo, parlavano con accento popolano di san Frediano, santa Croce, di Palazzolo.
"E quei bigherelloni che stanno a guardare? O non hanno mai visto ammazzare un cristiano?" "E come si divertono quei mammalucchi!" "Li vorrei vedere vedere al nostro posto che farebbero quei finocchiacci!" "Scommetto che si butterebbero in ginocchio, li sentiresti strillare come maiali, poverini".


I ragazzi ridevano pallidissimi fissando le mani dell'ufficiale partigiano.
"Guardalo bellino, con quel fazzoletto rosso al collo"."O che gli è? "O chi ha da essere: gli è Garibaldi". "Quel che mi dispiace"- disse il ragazzo - "gli e' d'essere ammazzato da quei bucaioli!" "Un la far tanto lunga, moccioso" - gridò uno dalla folla. "Se l'ha furia venga al mio posto", ribattè il ragazzo ficcandosi le mani in tasca.


L'ufficiale partigiano alzò la testa e disse: "Fa presto! Non mi far perdere tempo. Tocca a te". "Se gli e' per non farle perdere tempo" - disse il ragazzo con voce di scherno - "mi sbrigo subito", e scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra,accanto al mucchio di cadaveri,proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
"Bada di non sporcarti le scarpe!"- gli gridò uno dei suoi compagni; e tutti si misero a ridere...

Il ragazzo gridò:"Viva Mussolini!" e cadde crivellato di colpi.

 

 

AZIONE GIOVANI, GIOVANE ITALIA E CASAGGì:

LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA. I MOTIVI DEL NOSTRO FLASH MOB PER LA VERITA'...

“A trent’anni esatti dalla bomba che dilaniò la Sala di Attesa di Seconda Classe della Stazione di Bologna, uccidendo 85 persone, il popolo italiano non conosce ancora né i nomi, né il mandante, di chi mise in scena il più grave attentato della storia del nostro paese. Restano solo tanti ‘colpevoli di comodo’ additati dal sistema come ‘mostri’ per coprire ed insabbiare chissà quale verità.

Mentre i Vigili del Fuoco e la Polizia scavavano ancora tra le macerie fumanti della stazione, in quel pomeriggio di trent’anni fa, l’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga, dichiarava frettolosamente alla televisione che la strage era stata organizzata dai ‘fascisti’ dando avvio ad una caccia alle streghe che ha portato all’esilio ed all’arresto di molti innocenti, solo successivamente scagionati.

Per la giustizia italiana, ancora oggi, i nomi degli organizzatori di quella strage sono quelli di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, mentre l’esecutore materiale dell’attentato è  Luigi Ciavardini. Noi, ancora oggi, assieme a numerose altre persone, tra le quali anche importanti cariche dello Stato e della società civile, di destra come di sinistra, siamo sicuri che Valerio, Francesca e Luigi sono innocenti.

Quel due agosto del 1980 molti di noi non erano nati. Oggi siamo noi, italiani protagonisti del nostro tempo, che vogliamo verità e giustizia. Non ci accontentiamo delle commemorazioni. Non crediamo alle lapidi. Non ci accontentiamo di trincerarsi dietro agli ormai trent’anni che sono passati.

 Questa notte abbiamo inscenato un’azione di ‘Flash Mob’ di fronte al Tribunale di Firenze, simbolo della giustizia nella nostra città, consegnando l’unico vero colpevole che fino ad oggi è stato trovato da chi ha indagato su questo infame capitolo della nostra storia: un fantasma, condannato perchè colpevole di comodo.

 Trent’anni di silenzio e di falsi colpevoli non cancellano la volontà di giustizia del popolo italiano. Le 85 vittime di Bologna fino ad oggi sono state strumentalizzate da una parte politica per la loro propaganda, noi vogliamo che possano finalmente riposare in pace di fronte alla condanna dei veri responsabili di questa strage”.

LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA!

Depistaggi, menzogne, malati immaginari, servizi deviati, colpevoli di comodo, vittime innocenti massacrate da infami senza nome. Sono passati trent' anni e la più grande strage della storia d'Italia resta senza giustizia. Una questione da riaprire, subito!

Restate collegati.

CASAGGì FIRENZE: BLITZ CONTRO LA REGIONE TOSCANA!

Nelle ultime settimane la Regione Toscana, per bocca dei suoi vertici, ha espresso giubilo e stupore per il provvedimento che introdurrà l’assistenza sanitaria gratuita agli immigrati clandestini. I militanti di Casaggì Firenze, in collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia, hanno tappezzato le sedi fiorentine della Regione Toscana di via Pico della Mirandola, Piazza della Libertà, via Vittorio Emanuele II e via di Novoli e del Servizio sanitario regionale di via Alderotti con delle finte dichiarazioni di rigetto della cittadinanza italiana. Nei fac-simili appositamente creati il signor “Italo Tradito” esprime la volontà di non essere più italiano perché, in questa regione, “la cittadinanza è un pessimo affare”. Il tutto è stato corredato da un migliaio di volantini di rivendicazione, firmati dai movimenti e recapitati direttamente nei palazzi di lorsignori.

Sebbene l’assistenza sanitaria sia un diritto civile e morale che non può essere negato a nessun essere umano, non dobbiamo comunque farci ingannare da una logica ipocrita e buonista che tende a nascondere una deriva pericolosa: quella di creare una società multirazzista, fondata su una disparità di atteggiamenti che vanno a concedere, con furbesca demagogia, diritti e priorità a tutti, senza tener conto delle identità, delle esigenze e delle specificità di nessuno. 

Quella in atto è una strategia che certa sinistra - appoggiata dai peggiori poteri forti che puntano alla costruzione di manodopera a basso costo da poter sfruttare per competere nel libero mercato - porta avanti da tempo: gli alloggi popolari regalati agli immigrati, i sussidi giornalieri ai rom, le decine di migliaia di euro spesi per servizi spacciati come “opere d’integrazione” e mai utilizzati, la priorità d’accesso agli asili nido per i non italiani, il tentennamento sulla costruzione dei CIE. L’ennesimo provvedimento farsa è andato in scena, senza che nessuno si preoccupasse dei mille intoppi che produrrà in un sistema sanitario, quello toscano, già colpito da una gestione consociativa e da una pesante carenza di strutture e di funzionalità.

Con questa azione abbiamo voluto sottolineare che quello in atto è un modello sociale di ispirazione progressista foriero di fratture culturali e sociali, un modello di meltin pot sfrenato, un grande calderone che rischia di esplodere e di produrre fratture insanabili, ghetti razziali, disparità e false promesse; una “terra di nessuno” dove tutto è permesso, in barba alla linea del governo nazionale. Quello in essere è un modello sociale nel quale la cittadinanza italiana è un optional che conviene non avere e nel quale i doveri sono una cattiva abitudine di qualche nostalgico dei bei tempi andati. Alla fine ci hanno convinti: “siamo tutti clandestini!”. O, almeno, così converrebbe per evitare i mutui bancari, le emergenze abitative, la tassazione e il precariato. Questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi una serie di azioni agiteranno le notti fiorentine in attesa dell’inaugurazione della nuova Casaggì. Il nostro “centro sociale di destra”, punto di riferimento per i tanti giovani fiorentini che si riconoscono nella politica della destra sociale e identitaria, avrà a breve una nuova sede, aperta a mille nuova attività.

ARRIVEDERCI, ITALIA!

ARRIVA L'AZIONE FUTURISTA!

LA GIOVANE ITALIA IN PIAZZA A PALERMO PER BORSELLINO

 

 

 

In tremila, fiaccole alla mano, hanno reso omaggio a Paolo Borsellino in quel di Palermo. Ma fiaccolata, organizzata annualmente da Azione Giovani - Giovane Italia, è ormai un appuntamento nazionale al quale si sottraggono in pochi. Sempre in prima linea, perchè siamo ben lungi dall'essere la manovalanza militante di qualche pseudo colluso con la mafia e di qualche delinquente col diletto della politica, come amano affermare gli imbecilli in malafede. Sia chiaro a tutti...

 

TORSELLI (PDL): “FELICE DEL VOTO UNANIME A RISOLUZIONE PER TOGLIERE IL DIRITTO DI VOTO AI MAFIOSI. DEGNO RICORDO DI BORSELLINO".

E’ con enorme soddisfazione che ringrazio tutti i miei colleghi in consiglio comunale, di maggioranza e opposizione, per il voto unanime espresso alla Risoluzione da me presentata, in occasione del 18° Anniversario dell’assassinio del giudice Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta, per chiedere un impegno del Comune di Firenze e del Sindaco Renzi a sostenere iniziative per togliere il diritto di voto ai mafiosi”. Così Francesco Torselli, consigliere comunale del PDL e dirigente nazionale della Giovane Italia.
 “Sono passati 18 anni - spiega Torselli - da quel 19 luglio 1992, quando, due mesi dopo l’assassinio del giudice Falcone, anche Paolo Borsellino trovò la morte a causa di un’autobomba sistemata sotto la casa della madre in Via d’Amelio a Palermo, ma il messaggio di Paolo è oggi più che mai di attualità: lottare contro tutte le mafie, non accettare le logiche della paura e dell’omertà, non abbassare mai la guardia e soprattutto non piegarsi al volere di chi cerca di sostituire le proprie leggi alle leggi dello stato”.
 “La Risoluzione che ho presentato in aula - aggiunge il consigliere del PDL - invita il Sindaco e promuovere il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino ed a condannare il vile ed infame gesto di chi, tre giorni fa, ha deturpato due statue in gesso raffiguranti i due giudici, sistemate in Via della Libertà a Palermo”.
 “Ma la parte per me più importante - spiega ancora Torselli - è quella che impegna il Sindaco ad adoperarsi in tutte le sedi possibili affinchè si rivedano le norme legislative in termine di lotta alla mafia, prevedendo l’esclusione a vita dal diritto di voto e la perdita del godimento del diritto di elettorato attivo e passivo per coloro che sono stati condannati in via definitiva per reati di stampo mafioso”.
 “Inoltre - aggiunge ancora l’esponente del PDL a Palazzo Vecchio - si chiede un impegno del Sindaco ad adoperarsi affinchè vengano inserite nella legislazione antimafia l’impossibilità per gli imputati accusati di mafia di accedere a riti alternativi che prevedono riduzioni di pena e l’impossibilità per i condannati in via definitiva di accedere all’istituto della riabilitazione”.
 “Credo che l’approvazione unanime di questo atto - conclude Torselli - sia stato un ottimo modo per ricordare Paolo Borsellino e rendere omaggio al suo sacrificio estremo, da autentico uomo di stato, da autentico Figlio d’Italia”.

RICORDO DI PAOLO BORSELLINO E DEGLI ALTRI EROI

Come ogni anno dal tragico giorno della sua morte, Azione Giovani ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta barbaramente massacrati da infami mafiosi senza scrupoli. E con lui ricorda le centinaia di persone che hanno trovato la forza ed il coraggio di denunciare il più corrotto dei sistemi, senza paura e senza timore. Nel ricordarlo è doveroso far presente a tutti che quando si tratta di lotta alla mafia il colore politico va a farsi benedire, in nome di una trasversalità di coscienze che passa da Peppino Impastato e arriva ai tanti signori nessuno che nel loro anonimato hanno la fierezza di non piegarsi ai soprusi dei malavitosi. Quando si tratta di lotta alla mafia occorre una certa inflessibilità che porti ad una sana e necessaria disinfestazione: nei partiti di ogni colore e di ogni parte, nelle istituzioni di ogni grado e ordine, nei tribunali e nei commissariati, nelle strade e nelle stanze dei bottoni. Abbattiamoli!

FUORI LA MAFIA DALL'ITALIA.

SESTO SUMMER LOVIN' COCKTAIL: FESTA COMUNITARIA

 

NON FERMATE IL SOGNO DI PAOLO CHE DIVENTA REALTA'!

di Francesco Torselli

Paolo di Nella è morto il 9 Febbraio del 1983. Quando alcuni assassini appartenenti alle formazioni politiche di estrema sinistra lo colpirono da dietro, alla nuca, causandogli quella emorragia che ne avrebbe provocato la morte nel giro di una notte, Paolo stava affiggendo dei manifesti. Paolo era un militante del Fronte della Gioventù, ma quella sera non stava affiggendo manifesti del suo movimento politico. Paolo stava portando avanti un altro tipo di battaglia. Nei volantini che Paolo ha affisso fino a poche ore prima di morire si chiedeva il recupero del parco di Villa Chigi, uno spazio da destinare ad un uso sociale per gli abitanti del quartiere, per i giovani. Perchè Paolo aveva un sogno, oltre a quello rivoluzionario che lo spingeva a militare nell’allora organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, il sogno di vedere gli spazi inutilizzati dei rioni e dei quartieri riqualificati e trasformati in luoghi di aggregazione, di utilità sociale, di solidarietà e di incontro. Paolo sognava di destinare parte di questi spazi ai giovani, alle loro attività, allo sviluppo della loro innata creatività. Sognava di vedere spazi destinati alla socializzazione, all’incontro di diverse generazioni attorno a progetti artistici, culturali, sociali e metapolitici in genere.

Paolo di Nella, quando è stato assassinato, sognava di veder nascere e crescere a Roma, come nel resto d’Italia, tante Comunità Giovanili. Paolo di Nella, quando è stato assassinato, sperava che qualche municipio romano al massimo potesse trasformare in realtà questo suo sogno. Perchè quando Paolo di Nella è stato assassinato il Movimento Sociale Italiano era ancora rinchiuso nel ghetto dettato dalla logica dell’arco costituzionale. I “fascisti” erano ancora lo spettro di quella società collusa e corrotta che si reggeva sulla falsa dicotomia DC-PCI. Quando Paolo di Nella è stato assassinato, mai e poi mai, si sarebbe potuto immaginare che un giorno, il Presidente Nazionale del movimento figlio del suo Fronte della Gioventù, potesse sedere di fianco al Presidente del Consiglio in qualità di Ministro della Repubblica.

Giorgia Meloni nel febbraio del 1983 aveva da poco compiuto 6 anni. Non andava ancora in prima elementare. Oggi, da Ministro della Gioventù e da Presidente Nazionale della Giovane Italia ha redatto un testo di legge che ha come argomento proprio le Comunità Giovanili. Quello che per Paolo era un sogno, da estendere al massimo a qualche piccola zona di Roma, oggi sta diventando una legge dello stato. E non ce ne voglia Giorgia, ma questa legge non la possiamo considerare “la legge di Giorgia Meloni”, questa legge è “la nostra” legge. La legge di tutti quei ragazzi e quelle ragazze che hanno raccolto il testimone caduto accidentalmente di mano a Paolo di Nella quella infame sera di febbraio del 1983. E‘ la legge di tutti noi, ragazzi e ragazze, che siamo stati cresciuti da chi, con Paolo, aveva condiviso sogni e speranze di un’Italia nuova e migliore. La legge di noi che abbiamo pianto durante la veglia di fronte a quel muro. La legge di noi che abbiamo affisso centinaia e centinaia di manifesti con quella frase “Paolo Vive” che non è mai stato e mai sarà uno slogan. 

“Paolo Vive” significa questo. Significa consegnare al paese una legge che incarna quello che era il suo sogno. Significa aver trasformato in realtà una delle principali battaglie storiche della destra giovanile italiana. Significa aver portato quello stramaledetto anello senza indossarlo, sull’orlo della bocca fumante del Monte Fato. E chiunque abbia vissuto i suoi anni più belli tra le mura di una sezione del nostro movimento, tra l’odore di colla e di inchiostro, cara Giorgia, oggi non può che ringraziarti.

Purtroppo però, come in tutte le favole più belle, gli ostacoli e gli imprevisti non finiscono mai. E perfino quello che era il quotidiano di Alleanza Nazionale, quel “Secolo d’Italia” che ogni anno (almeno fino a quest’anno, forse dal prossimo preferirà dedicare quelle pagine al ricordo, che so, di Erich Honecker...) dedica un ricordo anche a Paolo di Nella, adesso che la legge sognata da almeno tre generazioni di militanti della destra giovanili sta per passare al vaglio di Camera e Senato, ospita un articolo dell’On. Benedetto della Vedova, ex-parlamentare europeo della Lista Bonino (ed anche autorevole ex-deputato al Parlamento della Padania, la folkloristica carnevalata leghista di Mantova), Presidente dei Radicali Italiani (il partito di Marco Pannella) dal 2001 al 2003, noto al Parlamento Italiano per la sua proposta di legge sul riconoscimento dei figli nati da incesti.

E l’On. della Vedova, scopertosi recentemente finiano e quindi divenuto colonna portante di quell’importantissima creatura politica che è Generazione Italia, spara a zero sul testo della legge sulle Comunità Giovanili, auspicando che Camera e Senato respingano il testo del Ministro Meloni, facendo anche intuire che forse non mancheranno i voti contrari di qualche “franco tiratore”.

Ma nel 1983, ovvero quando Paolo di Nella sognava le Comunità Giovanili e, mentre affiggeva un volantino per chiedere al quartiere la riqualificazione del parco di Villa Chigi a Roma, veniva sprangato vigliaccamente da alcuni infami extraparlamentari di sinistra, l’oggi On. della Vedova, colui che predica la bocciatura della legge Meloni, dov’era? Nel 1983 Benedetto della Vedova aveva 21 anni, ma della sua attività politica non v’è traccia. La sua altalenante carriera inizia nel 1994 quando diventa tesoriere dei nascenti “Club Pannella”. E quali erano le idee che questi “Club Pannella” portavano avanti? Per loro stessa ammissione le stesse del Partito Radicale da cui provengono e, per la precisione: “rafforzare le lotte liberali, liberiste e libertarie per avviare la riforma americana delle istituzioni, la "rivoluzione liberale" e costruire gli Stati Uniti d'Europa”. E poi l’essere “favorevoli al riconoscimento dei diritti civili di coppie conviventi, comprese coppie omosessuali, attraverso l'istituzione di accordi tipo Pacs. L’essere favorevoli “al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso (matrimonio gay) e al divorzio breve”. Senza dimenticare la loro favorevolezza al “al diritto di voto agli immigrati regolari e alla cittadinanza in breve tempo”. Sui temi etici poi, come dimenticare il loro supporto alla “assistenza sanitaria universale (cioè garantita a tutti i residenti) con libertà di scelta tra il servizio sanitario e un'assicurazione (privata, pubblica, professionale) che garantisca il rispetto dei livelli minimi di assistenza”. Il loro essere favorevoli “all’uso di cellule staminali per ricerca/terapia, testamento biologico, diritto all'eutanasia, diritto all'aborto, accesso ai contraccettivi, leggi permissive nel campo della fecondazione in vitro”. Senza dimenticare il loro essere “favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere” e le loro politiche per “l'arginazione della diffusione delle droghe pesanti, attraverso le politiche di riduzione del danno, quali ad esempio la somministrazione controllata di eroina in apposite strutture per i tossicodipendenti che rinunciano a curarsi e la distribuzione gratuita di siringhe monouso. Tali strutture (narcosale) sarebbero gestite da personale medico e paramedico”.

La prima domanda che ci viene in mente è che tipo di lezione dovremmo accettare da un signore che, fino al 2005, ha ricoperto ruoli di primaria importanza in un partito che porta avanti questo genere di battaglie, ma subito dopo ce ne sorge in testa un’altra, alla quale è assai più difficile dare una risposta: perchè la bocciatura che questo signore si permette di dare alla legge sognata e voluta da decenni da tutta la destra giovanile italiana arriva proprio dalle colonne di quello che fu il quotidiano del Movimento Sociale, prima, e di Alleanza Nazionale poi? Perchè “Il Secolo d’Italia” spara contro una battaglia storica della destra giovanile dando voce all’ex-segretario nazionale dei Radicali Italiani?

Perchè se Benedetto della Vedova, in quel lontano febbraio del 1983, mentre Paolo di Nella veniva ammazzato a Roma, se ne stava tranquillamente a Milano a fare lo studente della Bocconi, chi oggi rappresenta il politico di riferimento de “Il Secolo d’Italia”, ovvero il Presidente della Camera dei Deputati, in quel maledetto inverno del 1983 ricopriva l’incarico di Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù, l’organizzazione dove militava proprio Paolo di Nella, e, proprio mentre Paolo ci lasciava, egli stava per essere eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati con le liste del Movimento Sociale Italiano. Molti oggi direbbero che “tanta acqua è ormai scorsa sotto i ponti”... Non noi. Per noi vedere Giorgia presentare in Parlamento quella legge significa tornare tutti, anche chi come chi scrive all’epoca era in prima elementare, al 1983... Con Paolo, a guardare il cielo, contare le stelle e lanciare a loro la nostra grande sfida! Così come ci è sempre stato insegnato...

Cara Giorgia, quando schiaccerai quel tasto, per votare quella legge, soffermati un attimo a riflettere, e pensa che con te ci sono migliaia e migliaia di altre mani... A niente allora serviranno i tentativi di coloro ai quali, ormai su tutto “bastian-contrario”, non resta che sperare nel fallimento delle idee altrui, perchè delle proprie non c’è più traccia da tempo...

 

VOGLIA DI CAMMINARE, VOGLIA DI LOTTARE!

 

 

Ti senti solo su questa strada e pensi al sogno che avevi un tempo e tanto peso, tanto dolore tra il bianco e nero di una stagione.
Ti senti solo su questa strada, ti hanno cacciato, ti hanno tradito, ti hanno ingiuriato, calpestato e dato in pasto all'assassino.
Ti senti solo su questa strada, piove ed è buio tutto intorno e non c'è notte senza mattino perchè combattere è un destino.

Ti senti solo su questa strada ma il grande sogno è ogni momento e con silenzio, con decisione difendi la tua postazione.
Ti senti solo su questa strada e poi di botto un gran rumore che strappa al sogno il suo torpore e il bianco e nero torna colore. 
Ci sono tante persone intorno e tutte con lo stesso sogno, la stessa voglia di camminare, la stessa voglia di lottare
Adesso.

Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su questa strada e questo peso, questo dolore è solo il tuo Disperato Amore.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su questa strada e brucia il peso, brucia il dolore di questo tuo Disperato Amore.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su questa strada e non c'è peso, non c'è dolore, Figli di un Disperato Amore.
  ZETAZEROALFA

 

"OSSERVA DELL'ALBA IL PRIMO BAGLIOR"...

 

Con le vesti di oggi copri la tua armatura, di questa notte non avere paura. Accendi dei fuochi nelle foreste più buie, lungo le valli, tra nebbie e pianure, accendi dei fuochi in mezzo alla neve, sulle cime più alte, tra le rocce più scure, (...) accendi dei fuochi sulla sabbia del mare, le dolcissime sere tra la polvere e il mare. Accendi dei fuochi ovunque tu sia quando sulla tua terra è la notte più buia insegui la pace, ma non temere la guerra e germoglierà il seme sulla tua terra. (...) accendi dei fuochi nella tua mente nessuno è a te uguale tutto ti è differente. Accendi dei fuochi e rimani a vegliare e sarà nuova luce e potrai respirare...”       Zetapiemme

 IL SOLSTIZIO:

Una trattazione a parte merita senza dubbio il tema del “solstizio”. Questo giorno, o per meglio dire questi giorni (21 dicembre, Solstizio d’Inverno; 21 giugno, Solstizio d’Estate), hanno sempre rappresentato per il Fronte della Gioventù, e rappresentano per Azione Giovani e Casaggì, due momenti di particolare importanza.

L’abitudine di festeggiare i solstizi è, a dir poco, antica quanto l’Europa; fin dai tempi più remoti infatti, il 21 di dicembre ed il 21 di giugno hanno rappresentato per gli uomini due momenti di altissimo coinvolgimento spirituale e di profonda devozione. Per i nostri avi, il Solstizio d’Inverno era sinonimo del periodo più duro dell’anno: le giornate erano fredde e corte, il lavoro nei campi era più che mai duro e faticoso.

Le divinità solari sembravano avere abbandonato gli uomini, mentre quelle oscure, che governano le tenebre, erano quanto mai presenti. La notte fra il 21 ed il 22 dicembre (la notte del Solstizio d’Inverno) è la più lunga dell’anno: il sole sembra non trovare la forza per tornare a splendere e a riscaldare la Terra e per questo, fin dall’antichità più remota, gli uomini erano soliti vegliare l’intera notte, accendendo fuochi e pregando affinchè il sole trovasse nuovamente la forza per sconfiggere le tenebre.

Il Solstizio d’Estate rappresenta l’esatto contrario: le giornate sono più lunghe e calde ed anche per i nostri avi la vita era più facile, addolcita dai frutti che la terra dava loro come retribuzione per il sudore e la fatica spesi nel corso della stagione fredda. La notte del Solstizio d’Estate (tra il 21 ed il 22 di giugno) era, presso le antiche comunità, notte di festa, di baldoria e di saluto festoso al sole al quale si levava il ringraziamento per aver illuminato e riscaldato la terra fino ad allora.

Per il Fronte della Gioventù, ed oggi per Azione Giovani e Casaggì, ovviamente il significato del solstizio non è più quello che questo assumeva presso i nostri avi, primi abitanti del vecchio continente, ma ha una valenza profondamente differente.

Il solstizio è vissuto dalla Comunità come momento di massimo coinvolgimento spirituale, come attimo di riscoperta di tutto quanto c’è attorno a noi di non materiale. Nel giorno del solstizio occorre dimenticare tutto quanto fa parte della nostra esistenza moderna e materiale: cellulare, televisione, internet, scuola, università, lavoro, ... e pensare solo a ricreare il legame (inscindibile, ma troppo spesso ignorato) fra noi, i nostri avi, le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra parte non materiale.

Il solstizio è il momento in cui la Comunità si ritrova e riscopre quel legame spirituale che la rende entità unica. Nel giorno del solstizio ognuno dimentica il proprio ruolo che quotidianamente riveste nella società, ma dimentica anche la propria dimensione politica; al solstizio non si ritrovano nè un gruppo di amici, nè un movimento politico, ma una fratellanza di uomini intenzionati a non dimenticare di essere tali.

Tutti i giorni infatti siamo abituati ad essere qualcosa di diverso dall’essere “uomini”: siamo studenti o lavoratori durante il giorno, figli o fratelli a casa, amici in compagnia, telespettatori davanti alla TV, clienti nei negozi e nei supermercati, giovani in società, militanti quando ci ritroviamo nella sede di Azione Giovani; ma colui che ambisce ad essere un “uomo nuovo differenziato” deve anche trovare il tempo, di tanto in tanto, di ricordare a sè stesso che prima di tutto questo egli è un “uomo”. La festività del solstizio carica di tutto il suo alone al tempo stesso mistico, spirituale e fantastico incarna alla perfezione il momento in cui, con piacere, ci distacchiamo dalla quotidianità per immergersi in una giornata dedicata unicamente alla conoscenza di noi stessi.

AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA EMPOLI:

 PROGETTO D'ESTATE PER LA CITTA'!

 

Empoli è la città più grande della Provincia di Firenze. Il suo “circondario” è di per sé una sorta di “provincia nella provincia”, una realtà numerosa, importante, che vive in una sorta di semi-autonomia rispetto a Firenze. Il circondario Empolese ha una sua peculiarità, ha strutture che la rendono quasi nella totalità autosufficiente (scuole, ospedale, istituzioni) dal suo centro provinciale; ma ciò nonostante non riesce a rappresentare, per i giovani, un polo aggregativo alternativo alle più grandi città che si sviluppano a pochi chilometri di distanza da essa. Firenze da una parte e Pisa dall’altra continuano a rappresentare i veri catalizzatori dell’attenzione giovanile, le uniche realtà in grado di offrire quell’intrattenimento e quel divertimento che le fasce più giovani della società vanno naturalmente ricercando e che, purtroppo, non riescono a trovare in Empoli e nel suo circondario. Con l’arrivo dell’estate poi, la città si svuota. La vicinanza di Pisa e della sua riviera si fa sentire in maniera preponderante, così come Firenze, nonostante le poche iniziative organizzate dalla sua amministrazione comunale per mantenere una certa “movida” nelle notti più calde dell’anno, continua ad esercitare un’attrattiva per i giovani che Empoli non riesce proprio a fronteggiare.

 

Ma l’amministrazione locale, assieme allo strumento del circondario, tentano perlomeno di avviare una sorta di competizione con le realtà fiorentina e pisana? In controtendenza con ciò che avviene in moltissime altre città italiane, laddove, soprattutto in estate, i poli di aggregazione ludici e culturali, si spostano dai caldi ed inflazionati durante il resto dell’anno centri metropolitani, verso l’hinterland, nella nostra realtà Empoli sembra geneticamente incapace di competere con Firenze e Pisa. Da giovani empolesi, innamorati della propria terra e della propria identità locale, soffriamo questo ruolo di eterno subordinamento alle grandi città che sorgono a pochi chilometri da qui e ci sentiamo di muovere una critica specifica ad un’amministrazione locale immobile passivamente supina in quel rapporto di gerarchica sottomissione con le province sopra citate. L’amministrazione empolese non si è mai resa protagonista dell’organizzazione di eventi ludici, sociali e ricreativi, finalizzati a far vivere anche d’estate la nostra città. E tutto il circondario resta immobile, statico, passivo, di fronte all’arrivo della stagione calda, senza riuscire a mettere in atto alcun tipo di iniziativa volta al coinvolgimento dei giovani sul proprio territorio di residenza.E nell’intero circondario non si vedono quasi mai eventi pubblici, iniziative ludico culturali, finalizzate al coinvolgimento dei giovani ed alla valorizzazione di quei talenti e di quelle capacità che invece spesso i giovani hanno, ma che, purtroppo, nella nostra ingessata società, stentano ad esprimere.

 

Se si esclude l’esperienza della “Marea” di Fucecchio, ritrovo purtroppo di una gioventù che si auto ghettizza in un modo di vivere e di divertirsi che non tutti, per fortuna condividono, e quella del Centro Sociale “Intifada”, anch’essa legata ad un preciso ambito politico e rivolta, quasi in via esclusiva, ad una ben delineata tipologia di giovani dai quali, noi, ma non solo noi, ci sentiamo distanti anni luce. Ma nel nostro DNA non esiste la critica finalizzata a sé stessa. Noi non siamo abituati a trincerarsi dietro il “tutto va male”, “tutto non va”. E se siamo ben convinti e motivati nel criticare una situazione che non ci piace e che ci delude, in quanto figli di questa terra e di questo territorio, al tempo stesso vogliamo essere propositivi, presentando una serie di iniziative che, ormai impossibili temporalmente da proporre quest’anno, ci auguriamo possano servire da piattaforma sulla quale sviluppare una futura proposta di governo della città. Abbiamo deciso di intitolare il progetto “Empoli Viva l’Estate, Empoli Viva d’Estate” per ribadire il concetto che per la nostra città non vorremo che l’arrivo dell’estate rappresenti lo svuotamento ed il trasferimento dei giovani in altri lidi, ma sia invece occasione di rilancio e di valorizzazione. Dunque Empoli viva d’Estate, Empoli protagonista dell’Estate. Il tutto da realizzare attraverso semplici progetti che possano al tempo stesso rappresentare un momento di svago e di creatività per i giovani, ma anche un’interessante opportunità lavorativa stagionale per chi decide di rimanere in città e di servire, col proprio lavoro, lo sviluppo e la valorizzazione del proprio territorio.


1) EVENTO “NO DOPE” NEL PARCO DI SERRAVALLE


Nel più importante parco cittadino potrebbe essere realizzata una tre giorni di musica elettronica, musica dance e musica rock realizzata coinvolgendo i più importanti musicisti della zona che lavorano, durante la stagione invernale, nei locali più in voga della Toscana e che richiamano, solo con il proprio nome, centinaia e centinaia di giovani. Spesso e volentieri le serate nei locali notturni, i concerti dal vivo e le notti in discoteca sono però sinonimo di incidenti, “stragi del sabato sera”, utilizzo di sostanze stupefacenti ed abuso di alcool. La tre giorni che abbiamo in mente invece dovrebbe svilupparsi all’insegna del “No Dope”, ovvero della lotta alla cultura dello sballo. Gli stessi “grandi nomi” di richiamo per le serate nei locali e nelle discoteche più alla moda e più in voga tra i giovani che, per un’iniziativa dal forte impatto sociale, si mettono a disposizione come testimonial della lotta allo sballo, all’utilizzo delle droghe, all’utilizzo consapevole dell’alcool. Il tutto da realizzare con la sovvenzione di enti e istituzioni locali e offerto con ingresso libero ai giovani.


2) IL CENTRO DELL’ARTE

 

Altra iniziativa di notevole carattere culturale potrebbe essere quella di concedere per tutto il periodo estivo, in uso gratuito, il Convento degli Agostiniani, di proprietà comunale, a giovani artisti del circondario affinché lavorino alla realizzazione e alla valorizzazione di alcune opere artistiche, ciascuno attraverso l’utilizzo della tecnica preferita, da esporre poi per le vie del centro cittadino, vero simbolo della città che si svuota e “muore” nei mesi più caldi dell’anno.Queste opere potrebbero avere anche un tema comune, da scegliere tra la valorizzazione del territorio, la riscoperta della storia e della cultura locale, grandi temi di attualità collegati alla gioventù o, perché no, da dedicare a qualche particolare ed importante tema a carattere sociale (prevenzione dalla droga, disoccupazione, mortalità giovanile sul lavoro, immigrazione…).


3) VIVERE LA PIAZZA


Le piazze più importanti della città, e pensiamo a Piazza della Vittoria e Piazza dei Leoni, potrebbero essere trasformate, d’estate in luoghi di socializzazione ed incontro tra i giovani del circondario. Spazi adibiti a pub, bar, piccolo ristoro, oltre a spazi di esibizione artistica, potrebbero contribuire a riportare la gioventù a vivere la piazza, simbolo da sempre della vita pubblica sul territorio. Il tutto ovviamente offrendo prezzi accessibili e popolari per i giovani ed al tempo stesso quelle opportunità di lavoro stagionale di cui parlavamo in precedenza. Da queste semplici proposte di massima ci auguriamo possa, nell’immediato futuro, nascere un dibattito in sede istituzionale, finalizzato alla riscoperta del territorio in chiave giovanile. 
Troppo spesso infatti, quando si parla di giovani e di iniziative rivolte ad essi, si pensa alle problematiche legate alla gioventù e mai alla valorizzazione o all’offerta di opportunità lavorative, di crescita culturale o di socializzazione. Noi crediamo fermamente e convintamente in una città a misura di giovane. In una città viva, capace di essere polo aggregativo non solo per chi vi abita, ma anche, a differenza di ciò che accade oggi, di chi vive nelle realtà vicine. Una città che sappia offrire un prodotto autenticamente valido per i nostri giovani, uno stimolo al divertimento sano, allo sviluppo della creatività ed alla socializzazione reale, quella che esce da “Facebook” e torna nelle strade e nelle piazze della nostra città. Una città che finalmente offra qualcosa di decisamente più stimolante di una festa di partito lunga un mese, animata da Veltroni, Francheschini, Bersani e la Bindi… Loro si, autentiche icone dell’anti-gioventù!".

 

 

CALCIO STORICO: UNA TRADIZIONE DA SALVARE!

 

 

Proviamo ad immaginare cosa succederebbe a Siena se venisse cancellato il Palio. Firenze sta subendo esattamente questo. Forse il nostro Calcio in Costume non sarà partecipato come il Palio dai Senesi, ma è pur sempre la nostra tradizione e l'incuranza delle ultime amministrazioni comunali sta scrivendo la parola "fine" su questo gioco tutto fiorentino.

E' vero, esistono dei problemi e senza un percorso comune tra Palazzo Vecchio, Questura e Colori il Calcio Storico è destinato a chiudere. Ma davvero il Comune vuole intraprendere questo percorso? Matteo Renzi è stato eletto sindaco un anno fa, ma il Presidente del Calcio Storico è stato nominato solo a marzo di quest'anno, quando forse il tempo per arrivare ad un accordo sul regolamento non c'era già più.

I calcianti sono accusati di essere intransigenti e di ricattate l'amministrazione non accettando alcuna proposta di accordo. Ma tra Comune e Questura, accusare i calcianti non è forse la via più facile per giustificare il mancato accordo? 

In realtà quello che dicono i calcianti è semplice: noi andiamo in campo per una rievocazione storica e per far divertire fiorentini e turisti praticando un gioco che, da sempre, ottempera anche qualche schiaffone, perchè dovremmo rischiare di prenderci delle denunce per un gioco? Denunce che si proiettano poi nella vita di tutti i giorni? Denunce che portano a spese e processi? Denunce che impediscono di lavorare? 

Occorre un regolamento che tuteli anche questo aspetto. Nessuno vuole Piazza Santa Croce trasformata in un Far West, questo è quello che dicono coloro che hanno interesse a giustificare la cancellazione del Calcio Storico.

I calcianti non sono nè animali, nè delinquenti. Sono persone che, al pari di molti di noi, amano questo gioco e questa tradizione, ma che, proprio perché sono ragazzi normalissimi, per un gioco non hanno intenzione di rovinarsi la vita.

Quando capiremo questo, forse riavremo il vero Calcio Storico. Viva Fiorenza!

 

CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA:

"CHIUDERE I LUOGHI DI SPACCIO ED ILLEGALITA' E PROMUOVERE LE COMUNITA' GIOVANILI. ADESSO".

 

“Rileviamo con enorme dolore il fallimento dell’ennesimo tentativo dell’amministrazione di centrosinistra di creare a Firenze spazi giovanili finalizzati al divertimento ed alla socializzazione. L’Estate Fiorentina offre da sempre pochissime opportunità ai ragazzi ed alle ragazze che restano in città durante i mesi più caldi, ma non è promuovendo spazi di illegalità, di spaccio e di abuso di alcool, come l’Anfiteatro delle Cascine, che si risolve il problema. Purtroppo la sinistra da sempre è sorda alle proposte di realizzazione di Comunità Giovanili autenticamente finalizzate alla promozione sociale, all’aggregazione, al divertimento ed anche alla valorizzazione artistica dei giovani”. Così Francesco Torselli, consigliere comunale del PDL e Dirigente Nazionale della Giovane Italia e Marco Scatarzi, responsabile provinciale di Azione Giovani e Casaggì, il centro sociale di destra vicino alle posizioni del PDL. 

“I giovani che chiedono spazi ed attenzioni – spiegano i due dirigenti giovanili del PDL – devono essere ascoltati, ma non è incentivando luoghi di illegalità diffusa e di sballo facile che si danno delle risposte”. 

“A Firenze non esistono luoghi dove si propone il divertimento e l’aggregazione giovanile – proseguono Torselli e Scatarzi – su basi sane e soprattutto legali. Noi immaginiamo luoghi non controllati da Polizia e Guardia di Finanza dove si crea socializzazione, dove ci si può divertire ed al tempo stesso promuovere varie forme artistiche portate avanti da giovani: mostre di pittura, istallazioni e musica dal vivo. Luoghi dove l’alcool è consumato in maniera consapevole e dove le droghe sono messe al bando. Esiste pure una proposta di Legge del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni che va in questa direzione, ma a Firenze, evidentemente, si preferiscono luoghi come l’anfiteatro delle cascine”. 

“Purtroppo – concludono il consigliere comunale del PDL ed il responsabile di Azione Giovani e Casaggì – questa nostra visione a Firenze è destinata a rimanere utopia, mentre sui giornali si continuano a leggere storie sconcertanti come quelle accadute la notte scorsa al Parco delle Cascine, laddove un 40enne sotto l’effetto di alcool e droga, per un errore di guida, ha spezzato la vita di un ragazzo di soli 17 anni”.

 

 

CASAGGì TRASLOCA. IN ARRIVO UNA SEDE PIU' GRANDE

PER MILLE NUOVE ATTIVITA'. AVANTI TUTTA!

Casaggì trasloca e si trasferisce. Dopo 15 anni di locazione nell’ormai storica sede di via Maruffi, l’ultimo dei quali portato avanti tra abusivismo e sfratto, il nostro “centro sociale di destra” coglie l’occasione per rinnovarsi ed aprire uno spazio nuovo, più grande e più adeguato ad ospitare le attività culturali, politiche, ludiche e meta-politiche che abbiamo in cantiere.

L’obiettivo è quello di raddoppiare letteralmente gli spazi, passando da una sede ormai fatiscente ad un luogo che possa diventare realmente il punto d’incontro di quelle avanguardie giovanili che abbiamo la voglia di rappresentare. Un luogo nel quale sia possibile svolgere regolarmente e senza sotterfugi le attività di bar e di birreria, di cinema e di organizzazione di feste ed eventi, di concerti live e conferenze, di riunioni e mobilitazioni, di libreria e vendita di materiale non conforme, di laboratorio pittorico e galleria artistica, di palestra per sport e autodifesa, di biblioteca e punto web, di officina informatica e sportello sociale di aiuto al cittadino, di segreteria politica e ufficio di consulenza gratuito e partecipato, di volontariato e di vita militante.

Le Comunità sono tali in virtù del legame che esiste tra le persone che le compongono. E’ evidente che quel legame va aldilà di quattro mura e sebbene sia “emotivamente” difficile lasciare le stanze nelle quali siamo cresciuti, è assolutamente fantastico provare il brivido di una nuova avventura fatta di nuovi progetti e di nuove ambizioni. Serviva quel salto di qualità che da tempo sognavamo e che in tutti questi anni era sempre rimasto indefinito: adesso siamo pronti.

Tra pochi giorni, una volta concluso il trasloco, inizieremo i lavori nella nuova Casaggì, che pensiamo possa essere pronta alla grande inaugurazione per il mese di settembre. Ogni aiuto, ogni consulenza ed ogni sostegno saranno graditi, per costruire assieme un sogno che da tempo avevamo nel cassetto. Terremo tutti aggiornati delle quotidiane evoluzioni tra la calce, i mattoni e la voglia di lottare…

L’indirizzo della nuova sede sarà comunicato appena inizieranno i lavori di ristrutturazione nei nuovi locali. Fino alla comunicazione della nuova locazione, siamo reperibili in via Maruffi.

 Avanti e più avanti ancora. CASAGGì PER MILLE ANNI!

DISSOCIARSI PER SCELTA, SOLIDARIZZARE PER COSCIENZA

 


 
Il giornalismo deve essere libertà, informazione e correttezza. Quando il giornalismo diventa faziosità, pregiudizio e sentenza, perde ogni senso e si trasforma in provocazione. Non ci sono appartenenze, idee o simpatie che possano giustificare simili giudizi. Come militanti della destra identitaria, sociale e giovanile ci dissociamo da chi, in questi giorni, ha pronunciato simili parole. Ce ne freghiamo di chi sia e di come la pensi, di quale tessera partitica abbia in tasca e di quale partito voti, di quale parrocchia sia e quali obiettivi abbia. La via della pace in Terra Santa ed il sacrosanto diritto del popolo palestinese ad una patria libera e sovrana ci fanno pensare, ancora una volta, a quanto sia poco produttivo il metodo dei "due pesi e due misure". Non servono "due pesi e due misure", ma "due popoli e due Stati".

CASAGGì FIRENZE - AZIONE GIOVANI FIRENZE - AZIONE STUDENTESCA FIRENZE

 

 

AZIONE GIOVANI E CASAGGì IN SOLIDARIETA'

AGLI OPERATORI DI PACE UCCISI IN PALESTINA

 

Siamo sconcertati di fronte alla lettura delle agenzie che riportano quanto accaduto in queste ore in Palestina, laddove l'esercito israeliano ha aperto il fuoco su alcuni operatori di pace di una ONG turca intenzionata a forzare il blocco navale attorno alla striscia di Gaza per consegnare generi di primaria necessità alla popolazione palestinese. 
 

Riteniamo questo fatto gravissimo, soprattutto alla luce di quel massacro che raccontano le cifre che in questi momenti rimbalzano dal medio oriente e ci sentiamo idealmente vicini e solidali a quei militanti che, sfidando un provvedimento unilaterale che nei fatti isola la striscia di Gaza dal resto del mondo, si sono trovati sotto il fuoco dei militari israeliani.

Nel ribadire la nostra posizione sul terribile conflitto israelo-palestinese, che è quella di garantire ai due popoli due stati indipendenti e rispettosi delle reciproche sovranità, condanniamo fermamente il comportamento odierno di Israele che, sparando su dei civili intenzionati a consegnare dei farmaci, ha compiuto un atto di inaudita ed inaccettabile violenza che rischia di compromettere tutti i piccoli passi compiuti nella direzione della pace".

 

RU486: LICENZA DI UCCIDERE

CAMPAGNA CONTRO LA PILLOLA ABORTIVA

Firenze è una delle città che difende la pillola abortiva RU486 a spada tratta. Noi non intendiamo farne una battaglia politica, né una diatriba di ordine religioso. Questa per noi, è una questione di principio.  In un modello sociale che tende alla de-responsabilizzazione della persona e alla riduzione di tutto il vissuto in merce, vorremmo che almeno la vita restasse fuori da queste logiche. Per noi la vita inizia col suo concepimento e non possono esserci dei confini e dei paletti, perché parliamo di un processo di evoluzione che, passo dopo passo, porta al feto. L’aborto è di per sé una rinuncia alla vita e al futuro; è una scelta che non valorizza affatto la donna, ma la relega alla funzione di un “sacco da riempire a piacimento”; è una strada che mortifica anche l’uomo, riducendolo ad un mero prestatore di opera sessuale senza diritto di paternità. Se già l’aborto nelle sue forme più complesse è di per sé una non assunzione delle proprie responsabilità, la pillola è addirittura uno schiaffo alla dignità umana. Quello che si vuole imporre è un concetto ben più pericoloso: l’aborto come rimedio immediato e a portata di mano, accessibile e fai da te, libero e indolore. L’aborto a domicilio, mal regolato e ben oltre i paletti fissati dalla legge 194 che regola la materia. Se oggi è previsto il ricovero, c’è già chi pensa di poterla dispensare come fosse un’aspirina e, nei “liberissimi” Stati Uniti la si sta già testando come contraccettivo, gioendo della sua assenza di controindicazioni in caso di assunzione regolare. La RU486 può essere assunta fino a 50 giorni dal concepimento e agisce attraverso il principio attivo del mifepristone: un vero e proprio “pesticida umano” che uccide il feto e costringe la “madre” a tenerne il cadavere in grembo fino a 15 giorni, prima di espellerlo. Una pratica abietta che annienta una creature indifesa, innocente e incapace di scegliere; a differenza di chi, con mille metodi contraccettivi a disposizione, si è comunque ritrovato in una maternità indesiderata. Dal 1978 ad oggi, in Italia, sono stati praticati oltre 5 MILIONI di aborti: una intera generazione spazzata via dalla paura. E da adesso sarà sempre peggio. Difendi la vita, sempre.

SCALDASEGGIOLE E POLITICANTI, NON CI AVRETE MAI!

CRONACA DELLE ULTIME BATTAGLIE ISTITUZIONALI...

 

E' passato quasi un anno dal giorno in cui la nostra Comunità ha eletto a suon di PREFERENZE Francesco Torselli al consiglio comunale di Firenze. Da allora sono state centinaia le battaglie, le proposte, le critiche e le iniziative portate a termine dal nostro consigliere. Quello che abbiamo messo in piedi è un progetto vincente: che piace ai giovani e raccoglie consensi, che si radica attraverso la metapolitica e le attività parallele, che sa uscire nelle istituzioni e difende gli interessi di tanta gente semplice, fiera di essere rappresentata da noialtri e felice di avere qualcuno che fa opposizione per davvero, senza limitarsi a incendiare le sedi altrui e fare irruzioni negli organi eletti democraticamente dagli studenti. Negli ultimi giorni sono state portate all'attenzione di tutta la cittadinanza molte questioni di grande importanza, alcune delle quali non hanno mancato di sollevare quel polverone di indignazione e di rabbia che serve a questa città per uscire da un torpore soporifero che la tiene in ostaggio da decenni. Riportiamo un comunicato di Torselli, purtroppo realistico e già suffragato da una quantità evidente di prove che portano a galla - semmai ce ne fosse bisogno - i malfunzionamenti di un sistema di potere locale basato sul clientelismo, il magna magna e "lui è l'amico dell'amico dell'amico e quindi deve lavorare e fare come vuole". Quella che segue è la triste cronaca di uno spreco di denaro pubblico dei peggiori mai avvenuti...

 

Due milioni e quattrocentomila euro di apparecchiature acquistate per promuovere il servizio di Teleassistenza agli anziani, giacciono ancora imballati, ed in buona parte non funzionanti, nei magazzini di Montedomini. Uno spreco vergognoso del quale pretendiamo di avere al più presto una spiegazione”. Questo è quanto dichiarato stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal consigliere comunale del PdL Francesco Torselli. 
“Il servizio di Teleassistenza per gli anziani – ha spiegato Torselli – nasce a Firenze, in via sperimentale nel 1992, gestito interamente dal Comune di Firenze e prosegue fino al 2004, quando viene deciso di adibire come centro di controllo un reparto di Montedomini. Per trasferire e potenziare questo servizio, a Montedomini furono trasferiti dal Comune di Firenze 500mila euro, ai quali si aggiunsero un finanziamento privato della Cassa di Risparmio di Firenze, per altri 500mila Euro, ed un fondo stanziato dalla Regione per la sperimentazione della Società della Salute di 1.750.000 euro:
un totale di 2.750.000 Euro che sarebbero dovuti servire ad acquistare nuove apparecchiature informatiche (2.400.000 euro) ed a supportare la fase iniziale del progetto (350.000 euro) per potenziare il servizio di Teleassistenza di base, già attivo fino a quel momento, e per estenderlo ad un numero decisamente superiore di utenti che, con la prima gestione del Comune, superavano di poco i 350 anziani”. 
“Dopo aver fatto due diversi sopralluoghi a Montedomini – fa sapere il consigliere di centrodestra – nei quali ho avuto modo di parlare sia coi responsabili del servizio, che con alcuni tecnici, mi è stato spiegato che le nuove apparecchiature per il Telecare sarebbero giunte presso la struttura in un numero superiore alle mille unità, in virtù delle previsioni di crescita del numero degli utenti che, stando a quanto riportato nella Delibera N° 3712 del 2005, sarebbero dovuti essere circa 810 già alla fine del 2005. Nel 2007 però, stando a quanto riportato in due articoli apparsi sulla stampa locale, lo stesso Assessore Cioni avrebbe fatto sapere che gli utenti erano in realtà circa 500, ma nonostante il numero decisamente al di sotto delle previsioni, l’ex assessore giudicava positivamente l’andamento del servizio”. 
“Nello scorso mese di luglio – ha sottolineato Torselli – i responsabili del servizio di Montedomini mi spiegarono quali dovevano essere le potenzialità dell’apparecchio di ultima generazione, quello per intenderci acquistato grazie allo stanziamento di 2.400.000 Euro, le quali apparivano, in teoria, di notevole utilità: l’apparecchio infatti avrebbe dovuto mantenere un contatto diretto con l’anziano attraverso messaggi sul televisore di casa, ma anche monitorare continuamente il battito cardiaco dell’utente e persino rilevare una eventuale caduta accidentale del soggetto con conseguente apertura a distanza della porta di casa per permettere i soccorsi. Ad oggi però, stando a quanto riferitomi dagli stessi responsabili, molte funzioni dell’apparecchio non erano ancora utilizzabili e il dispositivo si limitava alla funzione di invio/ricezione di messaggi attraverso la televisione”. 
“Ad oggi infatti – ha proseguito l’esponente del PdL a Palazzo Vecchio – gli utenti iscritti al servizio Telecare completo, quello che prevede l’utilizzo del ‘SET TOP BOX’ di ultima generazione, ovvero quello acquistato con lo stanziamento dei 2.400.000 euro, non superano le 40 persone”. 
“Mi chiedo – si interroga quindi Torselli - come sia possibile che,
a fronte di oltre mille apparecchi acquistati ed a fronte di una somma importante di denaro pubblico investita, soltanto 40 apparecchi siano oggi effettivamente in funzione e, per giunta, con una forte limitazione rispetto alle potenzialità descritte. Ma la cosa più grave è vedere decine e decine di apparecchiature, molte imballate, molte fuori uso, abbandonate nei magazzini di Montedomini. Buttate da parte con sulle scatole segnalazioni scritte che poco lasciano all’immaginazione: ‘Fuori Servizio’, ‘Manca il Bracciale’ o ‘Box riparato’. Se quelle scatole e quegli apparecchi buttati in uno scantinato come fossero ferri vecchi fossero gli stessi apparecchi acquistati per una cifra di denaro vicina ai cinque miliardi di vecchie lire, saremo di fronte ad uno dei più gravi ed inspiegabili sprechi degli ultimi anni. Ecco perché pretendiamo che venga fatta chiarezza e che ci venga detto cosa sono quegli apparecchi, perché sono lì e perché questo servizio, sul quale sono stati investiti ben 2.750.000 Euro, ad oggi conti un numero di utenti al limite del ridicolo”. 
“Il servizio di Teleassistenza – ha poi precisato il consigliere del PdL – è un servizio importantissimo che deve essere fatto funzionare al meglio, poiché l’assistenza a distanza dei nostri anziani e dei nostri disabili non può essere negata. Io stesso ho presentato mozioni, ordini del giorno e emendamenti al bilancio, tutti peraltro regolarmente respinti dalla maggioranza di centrosinistra, per promuovere questo tipo di servizi. In questi giorni si sente parlare anche della possibilità di chiudere il servizio di Teleassistenza, e questo sarebbe un errore gravissimo; il Telecare è senza dubbio una risorsa per la sanità di un comune o di una regione, ma evidentemente, nella gestione fatta finora dal Comune di Firenze c’è stato qualcosa di poco chiaro; qualcosa che non va. Ho intenzione di portare la vicenda già all’attenzione del prossimo consiglio comunale per sapere se i 2.400.000 Euro stanziati sono serviti a qualcosa di utile o se sono stati investiti in quella ‘ferraglia’ che oggi giace abbandonata nei ripostigli di Montedomini e se le cose stanno così, vogliamo sapere i nomi di chi ha gestito questo scempio vergognoso”. 
“E c’è anche un altro problema – ha concluso Torselli – il prezzo pagato per l’acquisto di ogni singola apparecchiatura. Vogliamo sapere quanto è costata e se, perizie tecniche alla mano, il prezzo pagato corrisponde o no al suo effettivo valore. A questo ultimo punto stiamo lavorando assieme ai colleghi Marco Stella e Stefano Alessandri. La vicenda Telecare non finisce qui. Se il valore effettivo dell’oggetto risultasse infatti notevolmente inferiore ai corrispettivi pagati, non escludiamo esposti alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica”.

 

I BARONATI CONNIVENTI E L'ANTIFASCISMO

DEI TOPI COL FORMAGGIO...

Cronaca fiorentina di infamie accademiche e utili idioti


Oggi ne è successa una nuova. Grave, ma allo stesso tempo indicativa dello stato di psicodramma nel quale sguazza certa gente. E prendiamo atto che ci sono persone che preventivamente fondano la propria ragion d’essere sul rompimento organizzato dei coglioni altrui. Gente che vive di luce riflessa e di rincorse (rigorosamente virtuali), di rancori e di codardia, diblog clonati (i cui autori lautamente finanzieranno le nostre future attività) e di bravate notturne.

Come tutti sappiamo si stanno svolgendo le campagne elettorali universitarie per il rinnovo del CNSU e i movimenti politici organizzati su scala nazionale – come Azione Universitaria – corrono per eleggere i propri candidati e dare un futuro alle proprie battaglie studentesche. Come ogni campagna elettorale che si rispetti le liste concorrenti prenotano gli spazi in ogni facoltà, per poi fare propaganda e distribuire i propri volantini. Una pratica normale, di routine. Normale e di routine è anche la programmazione della campagna elettorale, che solitamente prevede la prenotazione dei suddetti spazi con largo anticipo a prescindere da quelli che saranno gli impegni quotidiani. Per oggi avevamo prenotato, tempo addietro, uno spazio nella facoltà fiorentina di Lettere. Una facoltà che la sinistra antagonista sente come propria in virtù dei bivacchi che le vengono concessi dal personale che gestisce questo luogo pubblico. In questa facoltà, peraltro, la nostra Comunità ha eletto un consigliere lo scorso anno ma, se anche così non fosse, avrebbe comunque – e ci mancherebbe altro – tutto il DIRITTO di fare propaganda liberamente. Avrebbe, perché nei fatti le cose non stanno così.

La prenotazione dello spazio di propaganda che a suo tempo avevamo richiesto, così come per tutte le altre facoltà in tutti i giorni possibili, è diventata l’oggetto di una squallida manovra. La segreteria preposta alla registrazione e alla concessione degli spazi, perlopiù composta da militanti attivi della CGIL, ha pensato bene di avvisare della nostra potenziale presenza gli attivisti dell’estrema sinistra affinché impedissero il regolare svolgersi della cosa. Noi, che avevamo prenotato lo spazio ma abbiamo rinunciato all’organizzazione della cosa perché già impegnati in altre facoltà, siamo stati avvisati della presenza di una cinquantina di persone da un nostro attivista iscritto alla facoltà. Cinquanta subumani, evidentemente dotati di quel tempo libero che il “non fare una segaccia di nulla” permette loro, erano schierati all’ingresso di una facoltà vuota, per il solo allarme procurato da chi, anziché svolgere il proprio lavoro di impiegato pubblico, gioca al mandante ideologico della guerriglia. Caschi, striscioni e guanti di pelle (il freddo di maggio) a corredo di un quadretto che ormai conosciamo bene e che dovrebbe essere – almeno stando a quanto si millanta – antagonista a quei signori che prontamente alzano il telefono per informarli di tutto ciò che facciamo.

In questa città, dove un manipolo di emarginati sociali con il vizio di compiere eroiche imprese, capita che i baronati universitari e gli addetti ai lavori siano conniventi con le peggiori pratiche dell’antifascismo militante. I loro riferimenti “culturali”, che cianciano di LAVORO (in grassetto e con la maiuscola, mi raccomando) anche quando sputano per terra, hanno così tanto da faticare che riescono ad aggiornare una decina di siti e di blog diversi con cadenza quotidiana e con orari che lasciano presupporre un sacco di tempo libero nelle ore diurne e una preoccupante mancanza di fica in quelle notturne. E capita che, in nome di questa schifezza, qualcuno si possa anche far male. Se oggi, infatti, due o tre dei nostri militanti si fossero recati in quelle lande domani ne avremmo sentito il racconto al telegiornale. Hanno fatto come i topi col formaggio: è bastato un falso allarme, un avviso, una mezza telefonata di qualche spione e tutti sono corsi con la bava alla bocca. Nel frattempo, dall’altra parte della città, noialtri svolgevamo regolarmente le nostre attività di propaganda, constatando una totale assenza di “presenza nemica”.

Che da oggi possa essere una strategia di depistaggio? Chissà. Restano comunque vergognosi l’appoggio e l’agibilità che a questi signori viene data da chi dovrebbe preoccuparsi della cosa pubblica. Lo squallore umano e politico di certa gente è noto a tutti da tempo, così come la loro malafede. Gente che è sempre pronta ad attaccare visceralmente tutto e tutti in nome di un’autonomia che non c’è mai stata e alla quale si è sempre preferito una più comoda collaborazione con le Istituzioni, le forze sindacali, i baronati accademici, il mondo della cultura e una certa magistratura.

Noi, che pure veniamo accusati di essere “spalleggiati” dai nostri politici i riferimento (e ci sembra ovvio, altrimenti tanto “nostri” non sarebbero), non abbiamo mai negato di votare chi votiamo. Ci candidiamo e facciamo politica mettendoci il nome, il cognome e la faccia. Non scriviamo da blog anonimi, non viviamo di rancori, non abbiamo paure represse, non ci contrapponiamo preventivamente a nessuno, non mettiamo le bombe e non incendiamo le sedi altrui, non ci nascondiamo dietro a nessuno e facciamo tutto alla luce del sole. Qualcun altro, evidentemente a corto di stile e di dignità, agisce in altro modo. 

CONTRO L'EGEMONIA ROSSA NELLE NOSTRE FACOLTA' E NELLE NOSTRE SCUOLE. PER IL DIRITTO DI TUTTI ALLA LIBERA ESPRESSIONE DELLE IDEE.

 

RINNOVO DEL CNSU: LA DESTRA STUDENTESCA VOTA CICCIO!

 

 

Casaggì Firenze e tutta la Comunità militante fiorentina ti invita a fare una scelta di campo per un voto identitario, libero e ribelle. Il prossimo 12 e 13 maggio, in tutte le università, si voterà per il rinnovo del CSNU.

Il CSNU non è un nuovo virus letale, ma è il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, un organo ai più sconosciuto malgrado le importanti funzioni nell’ambito della rappresentanza studentesca e nell’interlocuzione permanente con il ministro dell’Università. 

Dal momento che quest’organo ci rappresenta come studenti, è giusto che si scelga col voto chi debba farne parte. Noi abbiamo deciso di provarci, candidando uno di noi. Non un politicante in erba a caccia di visibilità, ma un militante identitario che prima di rappresentarvi ha fatto la “gavetta” nelle sezioni del nostro movimento ed ha portato avanti le nostre battaglie studentesche in tutte le sedi possibili, con impegno e tenacia. Ti chiediamo di votarlo, per dare un futuro alla nostra identità e per costruire insieme l’Università del futuro. 

LE NOSTRE BATTAGLIE:

- L’aumento degli stipendi per gli studenti specializzandi di medicina, battaglia durata un anno che ha visto riconosciuti i diritti dei giovani medici che finalmente possono non sentirsi più i fratelli minori dei loro colleghi europei, vedendo quasi raddoppiato il loro compenso mensile; si sta tuttora battendo per un riordino chiaro delle scadenze per l’esame di stato e l’iscrizione alle
Scuole di Specializzazione.

- L’aumento degli alloggi sociali per gli studenti; ha presentato in Consiglio un dossier che mostra le gravi carenze di alloggi in Italia, credendo fermamente che il diritto allo studio si esprima attraverso il diritto alla casa.

- L’abolizione del praticantato per i giuristi sul modello Spagnolo; a lungo ne ha dibattuto in Consiglio e in un Convegno nel dicembre 2009, alla presenza del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, presentando il modello ideale di Ordinamento degli Studi per la Facoltà di Giurisprudenza.

- Accesso facilitato per gli studenti di Architettura e Ingegneria Edile-Civile, per finalità didattiche, a siti archeologici chiusi al pubblico o che necessitano di una particolare autorizzazione delle Sovrintendenze, sgravando così gli studenti e gli uffici di un macchinoso procedimento burocratico.

- Riforma delle classi di Laurea di Ingegneria elettronica; ha presentato al CNSU ed al CUN una mozione con la quale si chiede una revisione del DPR 328 del 2001. Ha chiesto la revisione dell’intero Decreto, illogico e vergognoso.

- Riforma delle modalità di nomina e concorso dei Professori Universitari; constatando la scarsa partecipazione ai concorsi accademici, forse perché i risultati sono già noti, ha contribuito alla stipula di una riforma che ha inserito criteri più rigidi di trasparenza e meritocrazia.

- Migliore interazione tra Università e Mondo del Lavoro; attività convegnistica ed impegno con CIVICRAZIA presso il Garante della Privacy.

IL 12 13 MAGGIO BARRA IL SIMBOLO DI "AZIONE UNIVERSITARIA e STUDENTI PER LE LIBERTA" E SCRIVI "CICCIO". COSTRUISCI L'UNIVERSITA' DEL FUTURO!

 

TENTATO INCENDIO A CASAGGì NELLA NOTTE DEL 25 APRILE

TORSELLI: “POTEVA ESSERE UNA STRAGE”; SCATARZI (CASAGGì): “UNA CERTA SINISTRA UTILIZZA IL 25 APRILE PER DIFFONDERE ODIO”. APPELLO DEI MILITANTI ALLE ISTITUZIONI ED AI VERTICI DEL PARTITO: “NON LASCIATECI SOLI”. LA SOLIDARIETA' DEL SINDACO RENZI E DELLA GIUNTA COMUNALE. 

Questa mattina, di fronte a Casaggì (il Centro Sociale di Destra, in Via Maruffi 3, che ospita anche la sede della Giovane Italia, movimento giovanile del PdL e gli uffici dei consiglieri comunali e circoscrizionali che la struttura ha eletto nelle liste del PdL) sono stati rinvenuti da alcuni militanti diversi litri di benzina, i quali avevano già imbevuto parte dell’ingresso, le scalette antistanti l’edificio e gli stipiti del portone d’accesso. Sul luogo è intervenuta la Polizia che ha aperto le indagini per capire anche i motivi per cui l’attentato non sia stato portato a termine. 

“Poteva essere una strage, – racconta Francesco Torselli, consigliere comunale del PdL e dirigente nazionale della Giovane Italia – anche alla luce del fatto che all’interno vi erano alcuni ragazzi che erano rimasti a dormire”. 

“Non è la prima volta che Casaggì subisce questo tipo di attentati; – continua l’esponente del centrodestra e riferimento nelle istituzioni della struttura – già nel giugno del 2007 un incendio distrusse il portone e rischiò di propagarsi all’interno dell’intero edificio”. 

“In questi ultimi giorni – spiega ancora Torselli – stiamo assistendo ad una preoccupante escalation di violenza, iniziata con l’assalto alla Consulta Provinciale degli studenti e le seguenti aggressioni patite dai nostri militanti in alcune scuole fiorentine; occorre al più presto un intervento congiunto di tutte le istituzioni affinché non si superi quel punto di non ritorno che, spero, nessuno voglia raggiungere”. 

“A tal proposito – sottolinea il consigliere comunale del PdL – un sentito ringraziamento va al Sindaco di Firenze Matteo Renzi ed all’assessore Massimo Mattei che, a nome dello stesso sindaco e della giunta si è recato personalmente in Via Maruffi per esprimere la propria solidarietà ai ragazzi di Casaggì”. 

Per Marco Scatarzi, responsabile di Casaggì, questo “è il risultato dell’esasperazione del clima d’odio montato da una certa sinistra in occasione di ogni 25 Aprile”. 

“Apprezziamo la solidarietà dell’assessore Mattei e del Sindaco Matteo Renzi – prosegue Scatarzi – attendiamo che tutte le forze politiche oggi impegnate a parlare di libertà e democrazia, facciano altrettanto isolando chi compie questi gesti”. 

I militanti della Giovane Italia e di Casaggì, la maggior parte di età compresa tra 15 e 20 anni, rivolgono un appello a tutte le istituzioni, a tutte le forze democratiche e soprattutto ai vertici locali e nazionali del Popolo della Libertà affinchè “questo clima di odio che oggi ci vede nell’occhio del mirino, non si trasformi in futuro in una vera e propria guerra per bande; il partito che noi supportiamo, e per il quale ci facciamo anche aggredire nelle scuole e nelle università, dimostri coi fatti di esserci vicino e di tutelarci nelle sedi istituzionali e sul territorio”. 

Sul 25 Aprile tornano Torselli e Scatarzi ai quali si aggiungono Alessandro Draghi, consigliere circoscrizionale del PdL al Quartiere 2, Giacomo Giacintucci e Gabriele Bagnoli, dirigenti giovanili e rispettivamente consiglieri comunali a Scandicci e Impruneta: “purtroppo, nonostante i 65 anni dalla fine della guerra civile, esistono ancora, per volere esplicito di qualcuno, due tipi di 25 Aprile: da una parte chi continua a celebrare la festa dell’odio e delle divisioni e dall’altra, chi come noi, riserva un sentimento di umana pietà a tutti i caduti di quella terribile stagione, non dimenticando chi combatteva dalla parte sconfitta, nel nome di quella pacificazione nazionale che il nostro paese ancora non ha conosciuto”.
 

FACCIAMO IRRUZIONE! ARRIVA AZIONE STUDENTESCA...

 

E' ufficialmente partita la nuova campagna regionale di Azione Studentesca. Tutte le scuole del territorio toscano saranno battute a dovere dai nostri militanti. Un'irruzione su vasta scala, che coinvolgerà moltissimi studenti e andrà avanti nonostante il clima di odio e di intolleranza messo in piedi dai soliti subumani. L'irruzione è in corso, anche se, per la verità, si tratta soltanto di una conferma. Noi, nelle scuole, ci siamo e vinciamo da diversi annetti. E non abbiamo alcune intenzione di mollare!

 

 

 

POLITICA UNIVERSITARIA E 25 APRILE...

Questa mattina, nel polo universitario di Novoli, si è svolta una conferenza organizzata dai militanti e dai consiglieri di Azione Universitaria, alla quale ha partecipato anche un nutrito gruppo di militanti di Casaggì. La conferenza, che portava all’attenzione del mondo studentesco la proposta di modifica dell'accesso alla professione forense, ha riscosso un successo invidiabile.

 Nonostante i soli tre giorni di preavviso, una ottantina di studenti ha letteralmente affollato la sala, per ascoltare gli interventi di Matteo Conti (nostro consigliere eletto nel consiglio di facoltà di Giurisprudenza), Claudio Gemelli (dirigente di Azione Universitaria), il Prof. Giuseppe Conte (Dipartimento di Diritto Privato) e l’Avv. Sergio Paparo (Presidente Ordine Avvocati Firenze).

 Mentre la conferenza era in svolgimento e la destra studentesca portava all’attenzione di tutti tematiche di attualità, un gruppuscolo di annoiati inscenava – a debita distanza – un volantinaggio “antifascista” nel quale si annunciava un corteo per il 25 aprile tutto dedicato a noi. Non occorre dilungarsi troppo sulla inconsistenza di figuri che, ormai privi del minimo seguito anche nelle facoltà storicamente più “rosse”, stanno ricorrendo con scarsi risultati all’innalzamento della tensione e dell’odio politico, con minacce al limite del ridicolo e goffi tentativi di prevaricazione che ormai tutto il mondo studentesco rispedisce al mittente a prescindere dal colore politico di appartenenza.

 Ricordiamo inoltre che Domenica 25 Aprile Casaggì Firenze, come ogni anno, si recherà a rendere omaggio al sacrario della Repubblica Sociale Italiana al cimitero di Trespiano. L’appuntamento, che ormai da decenni accompagna la nostra Comunità umana e politica, è il giusto tributo che intendiamo dare a chi combatté con l’Italia negli occhi. Senza rigurgiti di odio, ma nel solco di quella pacificazione nazionale che deve passare anche dal riconoscimento della parte sconfitta, senza che vi siano caduti di “serie b” e processi ideologici. Il ritrovo è fissato per le ore 9,30 a Casaggì o – in alternativa – alle 10,30 al cimitero di Trespiano.

APRILE E MAGGIO A CASAGGì: IL CALENDARIO...

 

 

LE PROSSIME INIZIATIVE: UNIVERSITA', RICORDO E AZIONE!

 

Senza nessuna tregua, dopo il successo della presentazione de "La Rivoluzione Impossibile" di Marco Tarchi, tenutasi a Casaggì, torniamo ad organizzare nuovi eventi per il mese di maggio. Al centro di tutto la politica studentesca e universitaria...

 

MARTEDì 20 APRILE ORE 10 - POLO UNIVERSITARIO DI NOVOLI - D6,014

"SOS: AVVOCATI IN VIA DI ESTINZIONE" con:

- Matteo Conti (consigliere di facoltà a Giurisprudenza)

- Claudio Gemelli (dirigente Azione Universitaria)

- Prof. Giuseppe Conte (Dipartimento Diritto Privato),

- Avv. Sergio Paparo (Pres. Ordine degli avvocati Firenze)

 

DOMENICA 25 APRILE: VISITA AL SACRARIO DELLA RSI DI TRESPIANO

RITROVO ORE 9,30 A CASAGGì, OPPURE ORE 10,30 AL CIMITERO DI TRESPIANO

 

ELEZIONI UNIVERSITARIE PER IL CNSU:

Il 12 e 13 maggio, nelle facoltà di tutto l'Ateneo, si voterà per il rinnovo del CNSU.

La nostra Comunità cercherà di dare il proprio contributo identitario, sociale e militante alla lista "Azione Universitaria - Studenti per la Libertà", votando "CICCIO".

Ve ne accorgerete in ogni facoltà...

 

SABATO 22 MAGGIO: FACCIAMO IRRUZIONE: CONCERTO E SERATA NON CONFORME

SUONERANNO A CASAGGì: IMPERIUM, NSP E DECIMA BALDER

 

 

"LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE" A CASAGGì:

UNA GIORNATA MEMORABILE!

“La rivoluzione impossibile”, presentato alla presenza di Marco Tarchi e dei vertici delle edizioni Vallecchi, ha richiamato un pubblico ampio e variegato: giovani militanti e vecchi camerati si sono ritrovati, a Casaggì, per ripercorrere assieme le tappe storiche e culturali di un percorso politico ed esistenziale che ha trovato nell’esperienza dei Campi Hobbit uno dei massimi momenti di espressività e avanguardia. Quasi tre ore di interventi, prima nel giardino stracolmo e poi nelle sale interne, tra i dubbi di chi – non senza metter mano all’autocritica – ha cercato di ripensarsi e chi, di fronte alle parole dei bei tempi che furono, ha riassaporato il clima delle battaglie della gioventù. Percorsi, attualità e prospettive: quella di sabato 17 aprile è stata una grande giornata, di quelle che non si vedevano da molti anni nella nostra Firenze. Il percorso di quella che fu una “destra” irriverente, militante, aperta e innovativa ha ancora un fascino tremendo, tra chi c’era e tra chi c’è. Non resta che ringraziare il Professor Marco Tarchi, persona e studioso dalle ottime qualità, che ha saputo rendere l’incontro unico e difficilmente dimenticabile. Un grazie ai tanti presenti e agli organizzatori. E un augurio per un futuro che non faccia mai perdere la rotta.

 

FIRENZE: ALTRA TENTATA AGGRESSIONE ANTIFASCISTA. IN TRENTA CONTRO DUE E CON IL SILENZIO-ASSENSO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL LICEO.

Questa mattina due studenti di Azione Giovani vicini al centro sociale di destra “Casaggì Firenze” si sono recati presso il Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Firenze, per un colloquio col Preside dell’Istituto. Il colloquio, chiesto a nome del movimento giovanile, aveva lo scopo di chiarire il fatto che, a causa di alcuni episodi di intolleranza già avvenuti nei giorni scorsi nella scuola, vi era l’impossibilità di svolgere ogni sorta di attività politica basata sul confronto e sulla libera espressione. Di tutta risposta, per non smentire ciò che i due studenti erano andati a dire, una trentina di attivisti dell’estrema sinistra appartenenti alla “Rete dei Collettivi” – radunatisi dopo essere venuti a conoscenza dell’appuntamento che i due militanti avevano col Preside e dell’argomento che sarebbe stato trattato in quella sede – hanno provato ad aggredire i nostri militanti. Un fatto grave, calcolando che molti di questi attivisti non erano studenti di quella scuola, ma erano appositamente lì per dare la caccia ai ragazzi di Azione Giovani. Ancora più grave, poi, la leggerezza col quale il Preside dell’Istituto ha sminuito la faccenda, mandando via i due ragazzi dall’ufficio e facendoli espellere dall’Istituto (fuori dal quale erano appostati i trenta “antifascisti”) dicendo loro che se non fossero venuti a dare volantini non sarebbe accaduto niente.

 “E’ vergognoso – dichiara Francesco TORSELLI, Presidente Provinciale di Azione Giovani – Giovane Italia e Consigliere comunale del Pdl – che nel 2010 sia ancora presente un clima di intolleranza e di prevaricazione come quello che l’estrema sinistra sta mettendo in piedi”. “Negli ultimi giorni – prosegue TORSELLI – abbiamo dovuto assistere all’irruzione della “Rete dei Collettivi” nella Consulta Provinciale degli Studenti e al rinfocolarsi di un odio che non giova a nessuno, se non a chi, ormai privo di argomenti, necessita di utilizzare l’antifascismo militante come collante di aggregazione per tornare alla ribalta”. “Faremo tutto il possibile – conclude TORSELLI – affinché certi atti non si verifichino ancora e sia rispettato il diritto di espressione di tutti”.

 “Quello di oggi – dichiara Marco SCATARZI, Responsabile di Casaggì Firenze – è un goffo tentativo di far ricorso alla violenza. Goffo, perché inefficace e attuato con la connivenza di quelle Istituzioni scolastiche che si intende combattere”. “Non ci stupisce per niente – conclude SCATARZI – il fatto che questi rigurgiti degli anni di piombo arrivino con il beneplacito e il silenzio-assenso di molti. Infondo la cosa grave non è tanto l’antifascismo militante in sé, al quale siamo ben abituati e dal quale sappiamo difenderci, ma l’appoggio che certe pratiche trovano in chi dovrebbe fare l’esatto contrario e garantire a tutti di fare politica”.

 “Questa mattina – afferma Matteo CONTI, dirigente di Azione Studentesca e Azione Giovani – Giovane Italia – ero presente ai fatti. Nei giorni scorsi, in seguito ad un episodio simile nel quale avevamo notato un generale clima di indifferenza, decidemmo di richiedere un colloquio col Preside dell’Istituto, poi fissato – appunto – per oggi. Non appena giunto, assieme ad un altro militante che nei giorni scorsi era stato oggetto di minacce e di una tentata aggressione, troviamo un capannello di attivisti dei “centri sociali” pronti a non farci entrare. Una volta superata la loro barriera, hanno goffamente tentato di aggredirci fisicamente, senza ottenere esiti di nessun tipo e senza che rinunciassimo a fare ciò per il quale eravamo lì. Una volta ricevuti dal Preside – prosegue CONTI – abbiamo dovuto tristemente constatare che non era possibile nessun tipo di colloquio. Dopo pochi istanti, infatti, siamo stati invitati a lasciare l’ufficio e mandati fuori dalla scuola, dove i trenta “antifascisti” si erano appostati per attendere la nostra uscita. Nel frattempo è arrivata sul posto una volante della Polizia, chiamata dal personale dell’Istituto durante il parapiglia di pochi minuti prima. Gli agenti, grazie alla testimonianza di una bidella, hanno potuto constatare quel che era accaduto, mettendo fine alla bagarre di offese e minacce che stava andando in scena”. “E’ evidente – prosegue CONTI – che quello di oggi è un atto che saremo costretti a portare all’attenzione dell’Ufficio Scolastico e di chi potrà intervenire per far sì che in futuro non si ripetano simili situazioni”. “La destra giovanile rappresentata da Azione Giovani e Azione Studentesca è ormai una forza presente in ogni scuola e capace, come accaduto nello scorso mese di ottobre, di conquistare la maggioranza nella Consulta degli Studenti, risultando essere il primo movimento; tutto questo dà fastidio a chi ha egemonizzato quell’ambiente per sessant’anni. “Ovviamente – conclude CONTI – non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia ma, anzi, intensificheremo le nostre attività culturali, politiche e metapolitiche nelle scuole e nelle facoltà fiorentine”.

RIFLESSIONI E CRITICHE SULLE TENSIONI STUDENTESCHE

I FATTI:

Martedì 13 aprile, durante la riunione plenaria della Consulta Provinciale degli Studenti fiorentina, una ventina di autonomi appartenenti alla Rete dei Collettivi ha fatto irruzione cercando di leggere un volantino e lanciando slogan contro i “fascisti” presenti in aula. La Consulta, lo ricordiamo per dover di cronaca è l’organo istituzionale democraticamente eletto dagli studenti all’interno del quale le rappresentanze di ogni Istituto della Provincia esprimono, propongono ed approvano progetti inerenti la vita studentesca. La Consulta è eletta, appunto, da tutti gli studenti, che ne votano i membri scuola per scuola.


 

KAFKIANAMENTE MUTANDO…

Dallo scorso ottobre, per la prima volta, Azione Studentesca – movimento della destra giovanile vicino ad Azione Giovani e Casaggì Firenze – ha ottenuto la maggioranza dei seggi e preso la Presidenza dell’organo. Questo è bastato per fare della Consulta un organo inutile, deleterio e da legittimare. Nei precedenti decenni, quando era appannaggio bulgaro della sinistra radicale era ovviamente un luogo di confronto e di apertura indispensabile e propositivo. Fino allo scorso anno la sinistra radicale avrebbe ucciso per difendere la legittimità della Consulta, oggi vorrebbe uccidere chi ne fa parte. Una metamorfosi che lascerebbe di stucco perfino il buon Franz Kafka. Nel loro sito, curioso sfogatoio di rancorosi e brufolosi in preda agli ormoni che urlano contro padroni e polizia, si va dicendo che la Consulta è un “allevamento di politicanti”. Lo stesso, scommettiamo, non direbbero dei Consigli di Facoltà Universitari dove i loro compari più cresciutelli vantano maggioranza bulgare e dove – statuti e carte alle mano – si decide molto meno e con molta meno facilità di quanto non accada nell’organo adibito alle superiori. Quello sarà certamente un allevamento di rivoluzionari. Ma d’altronde, si sa, loro sono auto-organizzati e vivono le strade. Lo sono così tanto che godono dei favoritismi di Presidi conniventi, professori faziosi e burocrati sistemati da quel sistema di potere locale che permette loro ogni sorta di bivacco e di scorribanda. Del resto è stata la stessa Preside dell’Istituto Elsa Morante, quello nel quale si svolgeva la plenaria interrotta, a cercare con ogni mezzo che i rivoluzionari del duemila subissero danni legali o fisici. La solidarietà militante, evidentemente, è viva e lotta insieme a noi. Anzi, a loro.

 

QUESTIONE DI PSICHIATRIA…

Della retorica antifascista abbiamo parlato parecchie volte ed è ormai noto anche ai muri che questa viene usata come collante di un mondo – quello della sinistra radicale – che pare finalmente essere destinato ad una sana auto-estinzione. Che altro possono dire dal momento che i pilastri stessi della loro prassi sociali sono stati sgretolati dalla storia e non hanno più modo di ripresentarsi? Non si penserà mica che di Marx ne nasce uno ogni dieci anni? Sono fermi alla fine dell’800 e si aggrappano con le unghie e con i denti ad un mondo che li ha letteralmente lasciati a piedi, relegandoli allo psicodramma di una ghettizzazione che non avrebbero mai potuto immaginare. L’antifascismo, oggi più di ieri, è una branca della psicanalisi: se il Fascismo è giusto lasciarlo agli storici, per l’antifascismo occorrono gli psichiatri. La continua ricerca dell’alimentazione dell’odio sociale e politico è una piaga che trova la propria ragion d’essere in una idiozia che, prima di essere politica, attinge alla sfera della debolezza mentale. L’antifascismo, nelle forme di cui sopra, è una forma di pregiudizio tra le più imbecilli. Fa specie, ed è in odore di ossimoro, che lo si perpetri nel nome dell’antirazzismo e della valorizzazione delle differenze. Fortuna vuole che la strada sia comunque quella dell’auto-estinzione, poiché fin quando i metodi e le parole d’ordine continueranno ad essere questi, la fossa se la scavano da soli. E a noi, sinceramente, risparmiano una bella faticaccia.


 

POPOLO? PROLETARIATO? METTI MANO ALLA PISTOLA!

Quando certi atti, puerili e vuoti nella forma e nella sostanza, sono compiuti in nome del Popolo, ci sarebbe da ridere o da incazzarsi di brutto. Certa gente, che dice di starsene a sinistra per moda, avrebbe da dilettarsi con la lettura del Pasolini, che sull’argomento ha lanciato invettive proverbiali e ha cantato una Valle Giulia come pochi altri avrebbero fatto. Perché da almeno una cinquantina d’anni, in questo benedetto paese, chi ammazzava nel nome del Popolo non lo rappresentava nemmeno per sbaglio. Il Popolo è differenza, unione e sintesi, Comunità e integrazione di stili, individualità e humus. Il Popolo è fatto di gente ordinaria e normale, gente che di irruzioni e di giornate perse a bighellonare tra i cani e i tamburelli ne ha le palle piene. Il Popolo, che certo non pretendiamo di incarnare neanche noi, non ha proprio niente a che fare con certe pratiche e con certi microcosmi. Sarebbe sociologicamente interessante l’analisi del perché l’emarginazione e l’auto-esclusione siano direttamente proporzionali all’utilizzo della parola “tutti”: più si è esclusi e più si pretende di essere interpreti delle volontà degli altri. Se non altro, va detto, è bizzarro che un’accolita di disperati assurga al rango della volontà popolare e che non solo lo nomini (il Popolo), ma pretenda anche di esserlo. L’umiltà, certamente, latita. E quando questi signori, ben riconoscibili per via dei panni che da trent’anni le mode del loro ambiente – ovviamente benedette dal libero mercato – hanno loro imposto, vi cianciano di proletariato…mettete mano alla pistola! Giacchè l’accolita di disperati di cui sopra il proletariato lo ha visto su History Channel e siccome Firenze ha il viziaccio d’esser piccina, un giro sotto le ville e i loft dei lorsignori farebbe riflettere alquanto. Come del resto fa riflettere quanto sia visibile la loro presenza soltanto in quei licei del centro storico dove la Firenze che conta manda i propri figli a studiare il latino, nella speranza che seguano le orme che il buon nome di famiglia ha generosamente indicato. Di questi proletari d’assalto, tra le marmitte e i cacciaviti dei “Centri di Formazione Professionale” delle periferie, non se ne vede nemmeno l’ombra.

 

L'ESTREMA SINISTRA INTERROMPE I LAVORI DELLA CONSULTA STUDENTESCA MINACCIANDO GLI STUDENTI.

LA GIOVANE DESTRA NON RINUNCERA' AI PROPRI DIRITTI!

 

Questa mattina una ventina di studenti appartenenti alla Rete dei Collettivi, struttura studentesca vicina al Centro Popolare Autogestito Firenze Sud ed alla sinistra antagonista, ha fatto irruzione all'interno della Consulta Provinciale degli Studenti di Firenze, organo istituzionale eletto democraticamente dagli studenti, con regolari procedure di voto. Durante questo atto di intimidazione sono stati lanciati slogan contro la Presidentessa della CPS e contro Azione Giovani, Azione Studentesca e Casaggì Firenze, che hanno ottenuto la maggioranza degli eletti per la prima volta nella storia della nostra città, al grido “Uccidere un fascista non è reato”, triste slogan degli anni di piombo. Durante l'irruzione si sono verificati dei tentativi di aggressione ai danni dei nostri militanti e della Presidentessa della Consulta – Chiara Muccigrosso – che è stata minacciata e strattonata violentemente. Dopo l'intervento delle Forze dell'Ordine e l'interruzione del pubblico servizio e dei lavori in corso, è tornata la calma, malgrado il prematuro scioglimento della riunione plenaria in atto.
 
"Quello di oggi è un atto dalla gravità assoluta, degno della peggiore intolleranza degli ambienti dell'estremismo di sinistra. Dopo la unanime condanna espressa da tutto il Consiglio Comunale in merito alla aggressione subita dai militanti di Casaggì lo scorso autunno nella Facoltà di Lettere, – dichiara il Consigliere Comunale del PDL e Presidente Provinciale di Azione Giovani – Giovane Italia, Francesco TORSELLI - ci troviamo a dover constatare una prosecuzione della violenza politica ai danni della destra studentesca”. “ Sarà mio compito – prosegue TORSELLI – portare all'attenzione di tutte le istituzioni cittadine questa brutta vicenda, al fine di evitare che si alzi la tensione e di garantire a tutti il diritto di espressione”.
 
“Nel volantino di rivendicazione che gli occupanti hanno distribuito questa mattina si richiama più volte il nome del Centro sociale di destra Casaggì Firenze,- dichiara Marco SCATARZI, Responsabile della struttura - accostandolo ad una retorica vuota ed idiota alla quale siamo purtroppo abituati. “E' evidente che un polo di aggregazione giovanile che svolge una quotidiana attività sociale e culturale sul territorio non vada a genio ai paladini di quell'antifascismo militante che trova nell'intolleranza e nell'odio politico la propria ragion d'essere”.
 
“Anche questa mattina gli studenti hanno dovuto tristemente assistere al teatrino messo in scena dai burattini della Rete dei Collettivi, che hanno impedito fisicamente lo svolgimento di una riunione istituzionale, - dichiara il Coordinatore di Azione Studentesca Toscana, Matteo CONTI – arrivando addirittura ad alzare le mani su delle ragazze minorenni”. “ Per colpa di questi falsi rivoluzionari gli studenti fiorentini sono stati privati della loro rappresentanza studentesca, da loro scelta ed eletta regolarmente nel mese di ottobre”. “Chiediamo a tutte le forze politiche – prosegue CONTI - di condannare all'unanimità questo gesto di intollerabile prevaricazione e a tutte le istituzioni scolastiche di provvedere all'immediata delegittimazione della Rete dei Collettivi Studenteschi, affinché sia loro negata ogni sorta di attività organizzata all'interno degli istituti fiorentini, dal momento che sono tutte illegali e fondate sulla discriminazione delle altri parti politiche”. “Abbiamo anche dovuto constatare che i “rivoluzionari del XXI secolo”, appena conclusa la plenaria, sono andati a supplicare le Forze dell'Ordine di convincere i ragazzi della Consulta a non sporgere la denuncia per evitare che la notizia arrivasse ai genitori”. “ La nostra risposta – conclude CONTI - a queste bieche intimidazioni sarà immediata: da domani tappezzeremo letteralmente ogni scuola della provincia e affermeremo con forza che non saranno questi bambocci a fermare la nostra marcia”.

 

SABATO 17 APRILE: "LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE".

MARCO TARCHI A CASAGGì FIRENZE!

 

Sabato 17 aprile alle ore 17 Casaggì Firenze, in collaborazione con Azione Giovani-Giovane Italia e Azione Studentesca, ospiterà la presentazione de “La Rivoluzione Impossibile”, libro curato da Marco Tarchi e approfondimento di ottima fattura sulla esperienza politica, culturale e comunitaria dei Campi Hobbit. Un’analisi lucida e chiara, ma anche carica di quel dovuto coinvolgimento che, a tratti, riaffiora dalle pagine scritte dai militanti dell’epoca. Un lavoro che, dopo tante pessime pubblicazioni e molti cattivi critici, ha finalmente messo in chiaro parecchi aspetti della nostra storia.

Cos'erano i Campi Hobbit e come si è svolta l'ascesa politica dei ragazzi che tra il 1977 e il 1980 parteciparono ai tre "festival della giovane destra"? Quali erano i loro ideali e perché la loro tanto attesa rivoluzione, iniziata a suon di musica e spettacoli, tra tendopoli e mercatini, si è rivelata in quegli anni impossibile? "Hobbit/Hobbit" fu il libro che di quei Campi raccontò, con la voce dei protagonisti, la singolare vicenda. Attorno a questo documento, per ricostruire il profilo di un'esperienza che fu in gran parte anche la sua, Marco Tarchi costruisce un resoconto storico basato su analisi scientifica e recupero di numerose fonti.

 "La rivoluzione impossibile" è il tassello mancante delle tante ricostruzioni proposte del "fascismo degli anni di piombo", dove a emergere è il lato confuso e contraddittorio, ma anche intriso di passioni e ambizioni ingenue, che fece da contraltare al versante oscuro, così spesso descritto come il carattere dominante dell'"arcipelago nero" di quell'epoca. Un lato che talvolta si incrociò con l’altro, vi si confuse o ne fu sopraffatto, ma riuscì a prevalere in molti militanti che nella stagione più dura della guerra per bande nere e rosse non smarrirono né l’anima né il senno né la dignità.

L’autore:
Marco Tarchi è professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È stato considerato una delle figure eminenti della cosiddetta Nuova Destra italiana degli anni Settanta e Ottanta. Oggi, non credendo all’utilità delle categorie di Sinistra e Destra per comprendere ed interpretare i problemi dell’epoca attuale, prende parte al dibattito delle idee al di fuori di ogni schieramento politico. Tra le sue opere ricordiamo “Cinquant’anni di nostalgia. La destra italiana dopo il fascismo” (Rizzoli 1995), “Dal Msi ad An” (Il Mulino 1997), “L’Italia populista” (Il Mulino 2003), “Il fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli” (Laterza, 2003), “Contro l’americanismo” (Laterza, 2004).

 

SABATO 3 APRILE: ESPORTARE RIVOLTA!

AZIONE STUDENTESCA RIEMPIE CASAGGì: IL RESOCONTO...

 

Sabato 3 aprile, come si è notato in città per le svariate centinaia di manifesti affissi su ogni superficie verticale, si è svolta l'assemblea di Azione Studentesca per lanciare quella che sarà la nuova campagna del movimento.

Non meno di 150 studenti medi, provenienti da ogni scuola, hanno battezzato l'ennesima piattaforma di lavoro del movimento, nonostante i ponti pasquali, le vacanze e le partenze. Azione Studentesca, che ricordiamo essere - per numero di iscritti ed eletti - il primo movimento nazionale, non ha proprio di che lamentarsi e, a differenza di molti altri, non esiste solo sul web. Nella "rossa" Firenze, lo scorso ottobre, ha conquistato la Consulta Provinciale degli studenti e sbaragliato ogni concorrenza, come in almeno altre 15 province d'Italia.

Nella sola Firenze sono presenti 25 nuclei attivi, ognuno dei quali impegnato quotidianamente nella produzione autonoma di riviste, cineforum, assemblee e iniziative di vario genere. La militanza studentesca, fatta metro per metro, è pane per i nostri denti. Dopo l'assemblea, a Casaggì, si sono intrattenuti in molti per l'aperitivo e la cena sociale del sabato sera, con cinquanta coperti serviti e riveriti.

E' SOLO L'INIZIO DI UNA PRIMAVERA DA PAURA!

 

20 MARZO: CORTEO NAZIONALE A ROMA!

LA COMUNITA' FIORENTINA IN PRIMA LINEA...

 

Si è tenuta a Roma, sabato 20 marzo, la grande manifestazione del centro-destra per rimarcare con la presenza di piazza la forza movimentista di chi non ha alcuna intenzione di arrendersi di fronte alla burocrazia e alla faziosità. Mezzo milione di persone hanno preso parte ad una grande iniziativa di Popolo alla quale la nostra Comunità ha partecipato riempiendo in pochi giorni un paio di pullman e sfilando per le vie della capitale assieme al più grande e partecipato movimento giovanile e identitario della nostra storia: la Giovane Italia. Un grande auspicio di lotta e di militanza per i giorni a venire, che le immagini e il video di seguito mostrano a tutti senza troppi fraintendimenti. Siam la Giovane Italia che guarda lontano, vuole il futuro e lo prende per mano!

 

 

 

LA GIOVANE ITALIA VOTA MONICA FAENZI!

In queste settimane la Comunità umana e politica di Azione Giovani - Giovane Italia, mobilitata nel suo insieme dai nuclei studenteschi ai comitati di quartiere, darà il proprio contributo alla campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Come sempre, sarà una campagna elettorale fatta di militanza e di attivismo, di svariate migliaia di manifesti affissi su ogni bandone e di svariate migliaia di volantini distribuiti in ogni angolo della città e delle provincia. Dal centro-destra ci aspettiamo quel che abbiamo sempre condiviso: il riscatto di proprietà della casa per gli italiani, la costruzione del CIE, la lotta al precariato e alle cooperative rosse, l'abbattimento del sistema di potere che la sinistra ha messo in piedi in decenni di egemonia, la volontà di creare una nuova classe dirigente, l'attenzione ai giovani e alle strutture giovanili nel sociale, la costruzione di una scuola del merito e della condivisione contrapposta al modello sessantottino, la guerra senza quartiere al degrado e alla droga, la valorizzazione dell'istituto familiare, la difesa dell'artigianato contro i tentacoli delle multinazionali e delle grandi lobby, il rafforzamento del senso di appartenenza al territorio, alla Terra e alle sue tradizioni locali, l'attenzione ed il giusto equilibrio tra grandi opere e salvaguardia dell'impatto ambientale e della vivibilità, il ritrovarsi di quella sovranità popolare troppo spesso affogata da gestioni centralistiche ed eterodirette da centri potere ben lontani dalla strada.

 

Ritti sulla cima del mondo lanciamo, ancora una volta, la nostra sfida alle stelle!

 

 

A PENSAR MALE SI FA PECCATO...

CRONACA DI UN'INIZIATIVA ANNULLATA

 

di Francesco Torselli

 
A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina, diceva il vecchio Giulio Andreotti che in quanto a politica, beh, un po' ne sapeva... 
Come molti di voi ormai già sapevano, a causa del tam-tam mediatico che si era già scatenato, il prossimo 20 marzo, a Casaggì, centro sociale di destra fiorentino, sarebbe dovuto andare in scena uno degli atti politicamente più rilevanti degli ultimi anni. E non si pensi a chissà quale ospite invitato o a chissà quale grande tema trattato, l'importanza dell'evento stava, questa volta, nel fatto che, per la prima volta in assoluto, i Giovani Democratici, eredi di quella Sinistra Giovanile che un tempo fu la FGCI, movimento giovanile del Partito Comunista Italiano, si sarebbero seduti ad un tavolo con noialtri dirigenti e responsabili della Giovane Italia, movimento che sta nascendo dal ventre materno di Azione Giovani, a sua volta discendente di quel Fronte della Gioventù, ex-movimento giovanile del MSI. 

Una bella occasione. Per almeno tre motivi. 

Il primo è che in mezzo ad una politica fatta sempre meno di idee e di valori e sempre più di schiamazzi ed insulti, volevamo dimostrare come esistessero invece due classi dirigenti emergenti capaci di esprimere visioni del mondo contrastanti, differenti, ma al tempo stesso capaci di confrontarsi serenamente attorno ad un tavolo, avendo messo da parte in maniera definitiva gli steccati ideologici che, solo qualche decennio fa, avrebbero reso impossibile un confronto del genere. 

Il secondo motivo riguarda Casaggì. Un luogo che (e non siamo noi a dirlo, ma chiunque, esterno all'ambiente, lo abbia visitato...) ha rotto non pochi schemi nello scenario politico fiorentino. Un centro sociale di destra che si contrappone al classico stereotipo di centro sociale che siamo abituati a vedere schierato diametralmente su sponde opposte. Un luogo dove si svolgono decine di attività metapolitiche, ricreative ed associative che, fino ad oggi, parevano essere appannaggio esclusivo dell'estrema sinistra. Un micro-mondo del quale in molti hanno provato a parlare, ma che solo pochi sono stati capaci di descrivere in maniera adeguata attraverso le parole. Un luogo che, purtroppo, il qualunquismo ancora dilagante finisce troppo spesso per rinunciare a capire, etichettando il tutto con una parola, "fascisti", che nel linguaggio degli ignoranti significa ormai tutto e nulla. Ebbene, i "fascisti", quelli che avete descritto (e scritto purtroppo!) come soliti a ritrovarsi a Casaggì vestiti in uniforme da SS ad inneggiare "Giovinezza!" salutando romanamente il sole nascente in giardino, stavolta avevano sorpreso un po' tutti, riponendo le loro insegne "Gott Mit Uns" nell'armadio e dimostrandosi talmente aperti da voler ascoltare e confrontarsi coi loro pari-età di sinistra, magari di fronte anche ad un pubblico misto, visto che all'evento erano stati invitati sia giovani di destra che giovani di sinistra. 

Il terzo motivo era prettamente politico: in piena campagna elettorale per le Elezioni Regionali, ritenevamo interessante, e soprattutto producente per i giovani, dibattere su cosa, i candidati dei due principali schieramenti in competizione, avrebbero intenzione di fare, una volta eletti, per quella categoria "under 35" che pare soffrire l'attuale crisi economica più di ogni altra fascia d'età. Un bella occasione... era. Già... era! Perchè a quanto pare questa cosa "nun sa' da fa'...". A pochi giorni dall'evento, con migliaia e migliaia di volantini già diffusi in scuole ed università, i Giovani Democratici sono stati costretti a declinare l'invito "a causa di un sopraggiunto evento di notevole importanza per la campagna elettorale in corso, proprio in data 20 marzo". 

Peccato... Ma come diceva il buon vecchio Giulio, citato in apertura di questo pezzo, a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina... E allora, lo dico, a me viene da pensar male. Conosco gli invitati al dibattito, sponda PD, e sono pronto a giurare sulla loro buona fede. Sono ragazzi che, analogamente a noi, fanno politica per passione, perchè vittime di quel fuoco ideale che inizia in giovanissima età a bruciarti dentro e che piano piano divampa fino a rendere l'impegno politico e militante la tua vita stessa. Questo fuoco può essere rosa o azzurro, rosso o nero, ma quando è fuoco vivo, spontaneo, puro, il fuoco è lo stesso, sia che bruci nel cuore di un giovane di destra che nel cuore di un giovane di sinistra. 
Allora su chi, su cosa pensar male? Senza scomodare episodi del passato decisamente più grandi di noi, ma mi viene di pensare che forse, a qualcuno, questo confronto generazionale avrebbe forse dato fastidio. Mi viene da pensare che qualcuno abbia non pochi interessi a lasciare che la politica sia la becera arena dove combattono galli che hanno da dimostrare la propria forza e la potenza del loro chicchirichì. Forse, in piena campagna elettorale, dei giovani che, pur partendo da sponde ideali avverse, avrebbero potuto trovare una sorta di convergenza su tematiche generazionali da sbattere in faccia ai rispettivi schieramenti, era un evento da evitare in ogni maniera... Sia mai! Dividi et Impera! 

Di questi giochetti politici, sempre che di giochetto politico si sia trattato, ne abbiamo sinceramente le tasche (politicamente corretto) piene. Di essere trattati come numeri, come riempi sale, come attacca manifesti, come portavoce di qualche vecchio bacucco che non riesce più a parlare con la società del tempo, tanto fuori da essa ormai si trova, di portare acqua alla corrente di Tizio e di Caio... Ma questo è un altro discorso, da affrontare a breve, ma in altra circostanza. Questa volta ha senso solo dire che se qualcuno ha pensato di annullare questo dibattito per motivi da manuale Cencelli della politica, beh, stavolta è caduto male... 

Perchè se il 20 marzo, data fissata per l'evento, ai Giovani Democratici è sopraggiunto un inderogabile impegno elettorale... Va bene. Crediamoci. Aspettiamo per vedere. Ma dal giorno dopo lavoreremo per organizzare nuovamente un evento analogo a questo, nella prima data utile scelta, ovviamente, dai nostri ospiti. Sarà quella la prova del nove per capire se questo confronto si potrà o non si potrà fare. 
Il tempo ci darà (a breve) una risposta. Intanto noi aspettiamo in campo, già schierati, con la curva dei nostri tifosi già colma. I cancelli del resto dello stadio restano aperti ed il tunnel degli spogliatoi è li... In attesa della squadra avversaria... Tante, troppe volte, in passato da quel tunnel non è uscito nessuno perchè nessuna squadra voleva giocare contro di noi. Ed il bello è che la vittoria a tavolino veniva comunque assegnata a loro! Oggi che i tempi sono cambiati non valgono più le regole scritte nel '68... Se dal tunnel non esce nessuno, il 3-0 a tavolino stavolta va a noi. Questo è certo.

 

IN CENTINAIA AL TALENT ROCK DI CASAGGì.

I MURI CROLLANO E LE AVANGUARDIE SI FANNO STRADA...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scorso 9 novembre la nostra Comunità umana, militante e politica ha degnamente ricordato la caduta el muro di Berlino. Ne ha esaltato il valore storico, ma senza scadere nel buonismo di chi vorrebbe farci credere che ciò che ne è seguito sia qualcosa di diverso da un grande supermercato europeo nel quale si paga con la stessa moneta e si crede di essere liberi per il solo fatto che si possa scegliere tra qualche marchio diverso e stare in coda al centro commerciale. Lo sappiamo bene, e per questo dicemmo che molti muri erano ancora da abbattere...

Nel nostro piccolo è accaduto lo stesso. Casaggì cresce e si radica, ese allo scoperto e fa proseliti, elegge persone e diventa una realtà politica oltre che militante, ludica e comunitaria. Ai tanti sforzi corrispondono altrettanti traguardi, ma i passi da fare sono ancora moltissimi. Non si smette mai di combattere, perchè tutto è in movimento e la nostra perenne ricerca di ciò che ci sta a cuore - anche quando parrebbe priva di senso - trova una ragion d'essere nel solo compiersi del proprio essere. 

Lo scorso sabato, il 6 marzo, è andato in scena il "Talent Rock". Quattro band sul palco, il nostro "centro sociale di destra" stracolmo di gente, il bar che non si ferma un attimo e sforna cinquecento bevute, la griglia sempre accesa e mille brindisi ad un futuro di conquiste. Una serata come mille altre ne abbiamo fatte. Eppure una serata diversa, totalmente diversa. Diversa in positivo, perchè assolutamente trasversale. Trasversale e condivisa, popolata e vissuta, allegra e multicolore. Bene, ci siamo detti, uno dei nostri piccoli traguardi è stato raggiunto. Un altro mattone è stato portato al cantiere, come mille altri in futuro. 

La trasversalità, che per noi non significa annacquamento ma partecipazione, è oggi una realtà della nostra struttura. Gente di ogni tipo ha partecipato al "Talent Rock". Senza vergogna, senza pregiudizi, senza quella maledetta mania del ghetto che porta molti a nascondersi, a trincerarsi dietro un odio costruito ed eterodiretto, ad adoperarsi nell'angustia di una superiorità che, fin quando non si confronta col mondo, è sempre presunta e mai reale. E tutto questo a Firenze, una città dove una retroguardia di zombie ambulanti ormai privi di collocamento nel sociale vorrebbe riportare le lancette del confronto tra le parti indietro di quarant'anni. Col confronto, con il sale della differenza, del coinvolgimento e dell'aggregazione si costruiscono le avanguardie, si creano i giorni a venire e si ridestano le generazioni nei ranghi dell'essere, del vivere e del sognare. Questo i più giovani lo hanno capito bene e non giudicano senza aver prima visto, toccato e vissuto.

 


 

OLTRE MILLE AL CORTEO DI CASAGGì E AZIONE GIOVANI

La Firenze identitaria rende giustizia ai martiri delle foibe con un corteo memorabile. Noi non scordiamo!

 

Come da tradizione il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato da Casaggì e da Azione Giovani – Giovane Italia si è confermato come l’evento di piazza più importante dell’anno per tutto il centro-destra fiorentino. Mille e più persone vi hanno partecipato senza pensarci due volte, uniti nel ricordo degli oltre 30.000 italiani infoibati e dei 350.000 esuli giuliano-dalmati e istriani. Il lungo corteo ha sfilato compostamente sotto le insegne tricolori, inquadrato e silenzioso, da Casaggì lungo il Mugnone e fino al Largo “Martiri delle foibe”, dove si è tenuto il consueto comizio conclusivo e l’inno nazionale d’ordinanza.

Giovani e meno giovani, marciando, hanno reso giustizia a sessant’anni di silenzio e di odio, di livore e di menzogne. I saluti dei passanti e della gente del quartiere hanno fatto da cornice ad una splendida giornata, che i soliti cento annoiati, riunitisi nell’ormai stucchevole forma del presidio antifascista, hanno cercato con esiti tragicomici di rovinare. Basterebbe sottolineare il fatto che questi signori, evidentemente dotati di molto tempo libero e assai lontani da quel mondo operaio del quale non sono mai stati gli interpreti, vivono di antitesi e – quindi – di luce riflessa. Ma la superiorità impone che dinanzi alla rappresentazione del subumano si passi oltre con passo fiero e sorriso di scherno.

Un grande momento comunitario e identitario, sicuramente il più partecipato e riuscito degli ultimi anni. Un momento di piazza che ricorda a tutti che la destra politica è anche e soprattutto mobilitazione, partecipazione e militanza; è giovinezza fatta di brivido e di contrapposizione, di rischio e di adrenalina; di gioie e di dolori, di sentimenti veri e pulsanti come la vita che ci scorre nelle vene. Quella destra, a Firenze, è ben rappresentata e fa paura a chi vorrebbe ridurla ad un comitato d’affari di bambocci incravattati e di sedi usate come vetrine, di gente pagata per dire “sissignore” e di ventenni che sono già vecchi, morti e sepolti. Non faremo nostro il vuoto che avete eretto a baluardo di un mondo che vive nella perenne rincorsa di titoli, premi, guadagni e carriere, perché crediamo che prima di operare al di fuori sia necessario edificare in sé stessi. La libertà non si compra e non si delega: si nobilita. Ed è per questo che non ci avrete mai!

Un ringraziamento va a chi si è speso per l’organizzazione dell’evento e che, senza l’aiuto di nessuno, ha messo in piedi tutto questo. Un grazie a Casaggì, ad Azione Giovani ed Azione Studentesca, ad Azione Universitaria, a Casa Pound e ai tanti uomini liberi che non si fanno mai pregare per mettersi in gioco. Un grazie ai ragazzi del servizio d’ordine, a chi si è sporcato le mani di colla ed ha passato notti polari ad affiggere manifesti, a chi si è svegliato alle cinque del mattino per distribuire volantini sotto la pioggia, a chi ha imbustato e spedito migliaia di inviti, a chi si è sbattuto tra telefonate, assemblee e riunioni, a chi – insomma – ha fatto propri i metodi dell’attivismo che non si limitano al ticchettio delle dita sulla tastiera o alla squallida opera del portaborse, ma che prendono le sembianze delle AZIONI, della MILITANZA e del LAVORO. Imparino in tanti.

FOIBE: OLTRE L'ODIO, IL RICORDO.

Cronaca di un'idiozia annunciata che uccide i martiri italiani per la seconda volta e non smentisce chi nega la Verità

Azione Giovani – Giovani Italia e Casaggì Firenze si uniscono alle parole di sdegno e di condanna che in questi giorni Francesco Torselli, nostro consigliere comunale, ha avuto modo di esprimere nei confronti di chi – come da peggior tradizione – ha minacciato di voler impedire il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe e contro i crimini del comunismo che si terrà il prossimo 6 febbraio.

La nostra Comunità, che come ogni anno si è sobbarcata l’onore e l’onere di organizzare quello che risulta essere il più importante appuntamento di piazza dell’anno politico fiorentino, non ha alcuna intenzione di cedere dinanzi alle minacce di qualche annoiato che, evidentemente a corto di argomenti, si vede costretto a riesumare lo spettro dell’antifascismo per mobilitare qualche anima nel freddo inverno toscano. Sono le stesse persone che poi, ogni quarto d’ora, hanno l’ardire d’indignarsi per ogni cosa: il governo italiano che nega la libertà d’espressione, quello iraniano che uccide gli oppositori, quell’altro che discrimina le minoranze, quell’altro ancora che viola i diritti umani. Ma, appena se ne ha l’occasione, non ci si perita dall’impedire agli altri di ricordare dei morti.  Ormai, purtroppo, è una prassi cui siamo ben abituati. Ma la superiorità impone di marciare a testa alta, con consapevole indifferenza.

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NATALE SOLIDALE CON GLI ITALIANI SENZA UN TETTO...

IL 19 DICEMBRE CASAGGì OSPITA LE FAMIGLIE ITALIANE IN EMERGENZA ABITATIVA.

UN APERITIVO SOLIDALE CON SPORTELLO SOS PER GLI ITALIANI SENZA CASA, CON INTERVENTO DI FRANCESCO TORSELLI E DEI DIRIGENTI DEL CENTRO-DESTRA

 

E’ stato un anno incredibile per la nostra Comunità: la conquista del consiglio comunale con centinaia e centinaia di voti raccolti nelle periferie e casa per casa, la conquista della consulta degli studenti dopo sessant’anni di egemonia “rossa”, la vittoria nei consigli di facoltà dell’Ateno, l’ingresso nei comuni della Provincia e nelle circoscrizioni cittadine, le tante attività militanti, aggregative e metapolitiche, le battaglie al fianco della gente, le mille serate comunitarie e i tanti volti nuovi che hanno iniziato un percorso di vita non conforme. Insomma, un grande 2009.

Per concluderlo non potevamo non scegliere un momento di ritrovo, di Comunità e di solidarietà al fianco di chi se la passa peggio di noi. Ecco perché abbiamo scelto di dare corpo al “Natale Solidale” assieme a tutte quelle famiglie italiane, purtroppo sempre di più, che non hanno un tetto sopra la testa. Famiglie con figli, con anziani e con persone disoccupate. Famiglie in graduatoria, in occupazione e in lotta. Famiglie senza un futuro certo, vittime della burocrazia o della speculazione, dell’usura bancaria o dell’inefficienza di chi dovrebbe garantire loro dei diritti. Famiglie che adesso hanno scelto di mettere in piedi un movimento, “Emergenza Casa”, col quale abbiamo iniziato una collaborazione quotidiana.

Con loro trascorreremo il momento degli auguri, perché sono le persone che ne hanno più bisogno. Nessuna cena di gala, nessun evento mediatico per scaldare qualche poltrona e prendere qualche prima pagina, nessun cameriere in guanti bianchi e nessuna vetrina. Saremo noi, come sempre. Noi e loro. Una Comunità in movimento.

CASAGGì RINGRAZIA PER LA SPLENDIDA SERATA...

GRANDE SUCCESSO PER IL TRIBUTO A MISHIMA CON BUSSAGLI E SKOLL

 

E’ andata bene ieri sera. Una gran folla ha riempito Casaggì, costringendo molti ospiti ad ascoltare il concerto dal giardino senza riuscire a vedere il palco allestito all’interno. Un freddo cane, ma tanta voglia di farsi sentire.
La serata in tributo a Yukio Mishima, scrittore e uomo d’azione di un Giappone ormai scomparso, è stata un grande momento di cultura e di Comunità, corredato da facce giovani e meno giovani e da generazioni diverse unite da quel movimentismo che Casaggì ha saputo riportare in vita in una città morta. Nessuno ci avrebbe mai creduto, ma è un dato di fatto. Un filmato commovente ha accompagnato la magnifica interpretazione di Paolo Bussagli e la fantastica musica di Skoll, ormai annoverato tra gli autori di spicco della musica non conforme italiana. Canzoni e parole di lotta, di vita e di militanza. di Tradizione e di rievocazione. Canzoni per chi non si arrende, stretto e affiancato dai propri fratelli, in momenti che difficilmente dimenticheremo. Canzoni per noi ed anche per gli altri.
Ma la serata era anche un momento di festa per la recente conquista della Consulta Provinciale degli studenti, traguardo raggiunto dopo anni di sforzi e di sacrifici. Ma tutto è stato ampiamente ripagato dalle tante facce nuove che si sono avvicinate e si avvicinano al nostro mondo militante con interesse ed entusiasmo. E’ stato anche un momento di solidarietà per Jacopo e Gabriele, i due ragazzi aggrediti in settimana durante un volantinaggio nella facoltà di Lettere, dai soliti eroi in soprannumero.
Ringraziamo tutti i ragazzi che, armati di sacco a pelo, hanno fatto centinaia di chilometri per essere con noi. Ringraziamo Paolo Bussagli e Skoll per la magnifica serata, la passione e la qualità dello spettacolo messo in piedi. Ringraziamo chi c’era e chi ha lavorato all’organizzazione dell’evento.

Sursum corda!

 

COMBATTIMENTO, ADDESTRAMENTO E TRADIZIONE

IL SISTEMA DI ASSALTO DEL LEONE IN ESCLUSIVA PRESSO CASAGGì FIRENZE

                                                                        INFORMAZIONI QUI

 

 

VITTORIA ALLA CONSULTA STUDENTESCA: FACCIAMO FESTA!

I movimenti vicini alla Giovane Italia hanno conquistato la Presidenza e la Segreteria della Consulta Provinciale degli studenti. La destra giovanile festeggia con una gran serata a Casaggì: teatro e concerto!

 

Nessuno avrebbe mai potuto pensare che la Consulta degli studenti, organo provinciale delle scuole medie superiori fiorentine, potesse essere conquistata dalla destra giovanile. Dopo anni di dure battaglie, di militanza e di azione, il popolo studentesco ha premiato con una maggioranza schiacciante chi ha anteposto la proposta al piagnisteo, lanciando battaglie identitarie e reali, concrete e ribelli.

 

La nostra Comunità festeggia il successo con una grande serata, che si svolgerà a Casaggì, "centro sociale di destra" e punto di riferimento per il mondo giovanile identitario fiorentino, SABATO 28 NOVEMBRE dalle 21.

 

Sarà una serata di cultura, di Comunità e di arte. Una serata in tributo a Yukio Mishima, scrittore e uomo d'azione dalla tenacia esemplare. Una serata che vedrà la partecipazione di Paolo Bussagli nel recital dedicato alla figura di Mishima ed il concerto di Skoll, punta di diamante della "Musica Alternativa".

 

La serata sarà corredata da filmati a tema e da una attenta selezione libraria del nostro gruppo di ricerca, che permetterà a tutti di approfondire l'universo culturale della tradizione nipponica.

 

PER CONSULTARE LE PROPOSTE STUDENTESCHE CHE HANNO CONSENTITO ALLA DESTRA GIOVANILE DI CONQUISTARE LA CONSULTA, CLICCA QUI

 

 

 

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CASAGGì FIRENZE: AZIONE CONTRO LE BANCHE!

Sigillati gli istituti di credito fiorentini contro usura bancaria, speculazione e signoraggio della moneta...


 

“Questa notte i militanti di Casaggì, centro sociale di destra fiorentino, hanno compiuto una simbolica azione futurista con la quale hanno sigillato gli ingressi di diverse banche ed istituti di credito fiorentino apponendovi sopra un cartello con scritto "chiuso per usura".

"Con questo gesto - fanno sapere da Casaggì - abbiamo voluto simbolicamente attaccare il simbolo dell'arricchimento alle spalle del popolo che sfrutta il costo del denaro per comportamenti che poco si diversificano da quelli degli usurai".

In un momento di crisi planetaria come quello attuale, sono sempre di più le persone che finiscono nella miseria e nella disperazione perchè vittime di mutui e tassi di interesse, mentre i potenti del mondo godono dei frutti del loro denaro guadagnato col lavoro e la fatica.

“L’azione – ribadiscono da Casaggì – intende sensibilizzare media, istituzioni e cittadinanza al tema del signoraggio della moneta, della speculazione, dei tassi e dei mutui da usura e dell’egemonia della finanza e della pratica bancaria sulla dignità della persona e sulla giustizia sociale”.

"Per una destra identitaria e sociale - affermano da Casaggì – che si batte ogni giorno per i diritti del proprio popolo, nell'era dell'occidentalismo e del neo liberismo sfrenato, le banche, le finanziarie ed i fondi di investimento multinazionali rappresentano senza dubbio un ostacolo all’autodeterminazione e alla sovranità.

“Siamo fiduciosi e guardiamo con attenzione all’operato del Ministro Tremonti e del governo – concludono da Casaggì - che più volte ha manifestato di avere obiettivi e idee in linea con la nostra visione del mondo e che, senza dubbio, rappresenta l’unica alternativa politica all’egemonia del mercatismo".

 

LA LIBERTA' DEI POPOLI ABBATTE OGNI MURO!

Per il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino...

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