SKOLL A CASAGGì: MUSICA, PAROLE E FESTA DEI RIBELLI

 

 
Sabato 26 maggio il Movimento Studentesco Nazionale e Casaggì faranno festa, dopo un anno politico frenetico e ricco di eventi, di novità e di soddisfazioni. Farà festa con la musica, con la voglia di Comunità e di allegria, con i tanti calici che si alzeranno al cielo e con le Idee, quelle di sempre e che non mancano mai. La festa dei ribelli.
L'ospite, come sempre atteso, sarà Skoll. Andrà in scena la presentazione di "Questo mondo non basta. Uomini ed eroi", il suo libro fresco di stampa, che presenterà con uno spettacolo imperdibile  in versi, musica e parole. Un concerto sui generis, ricco di spunti e di percorsi, oltre che di note e di suoni. 
 
"Questo mondo non basta. Uomini ed eroi", secondo la descrizione che ne dà l'editore, è un collage di storie di uomini, donne, eroi. Storie fatte di sacrifici, imprese, Ideali e Valori. Storie che Federico “Skoll” Goglio racconta prendendo spunto dai versi di alcuni suoi brani. 
 
Leggeremo, tra gli altri, del Comandante Massud, di Brigitte Bardot, di Evita, degli Uomini di El Alamein, di Mishima. Forse, sfogliando il libro, a qualcuno verrà anche spontaneo canticchiare e riascoltare le canzoni che, lungo un percorso artistico di più di dieci anni, Skoll ha portato in giro per i palchi di tutta Italia e non solo. Queste pagine sono una sintesi di parole e musica. Vita, esperienze, emozioni. Testa e cuore. Lacrime e buon umore.
 
E se il mondo di oggi è, purtroppo, di coloro che “non ci provano nemmeno – scrive Skoll - e nascondono la loro inadeguatezza, denigrando gli altri con sufficienza e aria di superiorità, gli Uomini che hanno deciso di vivere diversamente, quelli che non conoscono confini, spazi e tempo, sono già andati oltre, con la schiena sempre dritta. Per loro, che sono grandezza, esempio e slancio, questo mondo non basta!”.

 
SABATO 26 MAGGIO ORE 21
FESTA DEI RIBELLI E MUSICA CON SKOLL
dalle 19 apericena per tutti con piatti caldi
CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37

 

 

FIRENZE HA RICORDATO SERGIO RAMELLI...

 

 

Come da tradizione Firenze ha ricordato Sergio Ramelli, giovane vittima dell’odio antifascista e della brutalità della violenza politica più cieca. E lo ha fatto nel migliore dei modi, assieme ai ragazzi di Casaggì e della Giovane Italia.

 

Una sala gremita, quella dell’Hotel Mediterraneo, affollata da gente di ogni età, con militanti di ogni generazione e semplici cittadini spinti dalla curiosità ad approfondire il clima degli anni di piombo attraverso la visione di “Milano Burning” e l’ascolto attento degli interventi di Paola Frassinetti, militante del FdG milanese assieme a Sergio ed oggi deputata; di Paolo Bussagli, regista dell’opera; di Achille Totaro, senatore e storica anima della destra fiorentina e di Francesco Torselli, consigliere comunale e fondatore di Casaggì.

 

Coinvolgente e a tratti commovente il documentario, realizzato grazie alla collaborazione dell’ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e oggi veicolato in ogni città grazie all’impegno dei tanti attivisti e delle tante sigle che hanno raccolto il testimone ideale dell’impegno politico identitario e non conforme. Un viaggio nella memoria e nei racconti di chi, direttamente o indirettamente, ha vissuto uno dei più tragici episodi della storia italiana, un fatto di sangue frutto di una spietata logica omicida e di una lucida strategia di annientamento sistematico e premeditato dell’avversario politico, come nella prassi marxista. Una strategia che ha comunque, ancora, degli strascichi evidenti: nel filmato si mostrano i manifesti che, lo scorso anno, furono affissi fuori dalla sede di Casaggì, inneggianti proprio all’assassinio di Sergio. Gesti che lasciano sconcertati.

 

“Milano Burning” racconta la ricostruzione dei processi, le testimonianze dei vecchi amici di Sergio, dei suoi camerati, delle persone che lo hanno conosciuto e che hanno vissuto sulla propria pelle la tragedia del fanatismo di Avanguardia Operaia, che arriva a massacrare un diciottenne a colpi di chiave inglese senza neanche conoscerlo, solo perché aveva scritto un tema “scomodo” nel quale condannava le azioni omicide delle Brigate Rosse, che allora erano ancora considerate “sedicenti” e godevano di ottime coperture e di forti appoggi anche nelle alte sfere della società italiana.

 

Restano impresse le parole e lo sguardo di Anita Ramelli, madre di Sergio e donna dotata di una forza e di una dignità impagabili. Una donna che dopo aver subito l’assassinio del figlio sotto la finestra della propria camera è costretta a dover trasferire l’altro figlio lontano da Milano, perché minacciato di morte in quanto fratello di un fascista morto. Una donna costretta a subire, per anni e anni, telefonate minatorie e scritte sul portone, lettere anonime e spergiuri pubblici, nell’indifferenza e nell’omertà di quanti, in quegli anni, osservavano questo scempio in silenzio, perché impauriti dalla violenza dell’estrema sinistra. Quelli che da dietro le finestre osservavano ogni giorno, per anni, i subumani che andavano a gettare l’immondizia sul luogo del delitto, accanto ai fiori deposti dagli amici di Sergio, come spregio alla ragione e all’umanità, come ultima infamia di una sequela infinita di amenità. Una donna costretta a non veder neanche celebrare per intero il funerale del proprio figlio, perché “adunata sediziosa”, tra le cariche della polizia e la gente chiusa nei cellulari e portata in Questura senza motivo, solo perché presente ad un rito funebre che in quei giorni nessun parroco volle celebrare per paura delle ritorsioni antifasciste. Una donna che tuttavia non ha mai odiato, che non ha usato una sola parola di sproloquio, che non ha urlato, che ha parlato con la tranquillità e la forza d’animo di chi affronta la vita per come viene, senza paura.

 

Ed è così che va vissuto l’impegno politico, da ogni parte: con dignità e senza paura. Nella convinzione che le vie da percorre siano quelle dell’onore e non quelle dell’odio e della morte. 

 

LA GIOVANE ITALIA E CASAGGì RICORDANO IL GRANDE FILOSOFO GIOVANNI GENTILE, ASSASSINATO A FIRENZE 68 ANNI FA...

 



TORSELLI (PDL): "ASSURDO CHE FIRENZE NON ABBIA MAI POSTO UNA TARGA PER RICORDARNE LA GRANDEZZA". SCATARZI (GIOVANE ITALIA): "LA MEMORIA CONDIVISA DI UN POPOLO SI COSTRUISCE ANCHE ATTRAVERSO IL RICORDO DEI GRANDI UOMINI". DRAGHI (GIOVANE ITALIA): "IL QUARTIERE 2 NON HA MAI VOLUTO APPORRE UNA LAPIDE PARLANDO DI REVISIONISMO".

Questa mattina, in occasione del 68° anniversario della morte di Giovanni Gentile, grande filosofo, pedagogo ed accademico del '900, ucciso a Firenze da un commando partigiano dei G.A.P. nel 1944, una delegazione composta da una ventina di militanti di Casaggì e della Giovane Italia ha deposto un mazzo di fiori nel luogo in cui Gentile fu ucciso in ricordo dell'illustre intellettuale. La delegazione era guidata da Francesco Torselli, dirigente nazionale della Giovane Italia e consigliere comunale del PdL a Firenze, Marco Scatarzi, Presidente della Giovane Italia di Firenze, ed Alessandro Draghi, Presidente Provinciale della Giovane Italia e consigliere del PdL al Quartiere 2.

Giovanni Gentile fu ucciso a colpi di pistola da un commando partigiano guidato da Bruno Fanciullacci a 70 anni, mentre rientrava a casa, disarmato, con la propria auto. La colpa di Giovanni Gentile era quella, stando alla rivendicazione di chi lo uccise, di aver aderito (peraltro come la stragrande maggioranza degli intellettuali dell'epoca) al Fascismo.

"Giovanni Gentile non è un martire del Fascismo - ha detto nel breve discorso pronunciato al momento della deposizione dei fiori Francesco Torselli - ma un grande italiano, uno dei più illustri pensatori del '900, un accademico ed un pedagogo tra i più importanti che il nostro paese abbia conosciuto. L'uomo che con Croce ha dato i natali alla corrente filosofica del neoidealismo, l'uomo la cui riforma della scuola ha fatto sì che l'Italia primeggiasse in questo settore per oltre sessant'anni, il fondatore della Treccani, non può essere definito e trattato come una comune vittima della guerra civile italiana e pertanto, come accaduto per tutti i morti sul fronte degli sconfitti, dimenticato".

"Giovanni Gentile è stato un personaggio che meriterebbe statue, piazze e monumenti in tutta Italia - ha proseguito Torselli - ma a Firenze il comune si rifiuta perfino di apporre una targa sul luogo dove fu ammazzato, nonostante il consiglio comunale abbia deliberato in passato di apporre una lapide alla sua memoria. Certo, se si pensa che alcuni consiglieri comunali che addirittura siedono nella maggioranza che sostiene il sindaco Renzi, lo scorso anno, avevano proposto di rimuoverne le spoglie dalla basilica di Santa Croce, si capisce a che livello di idiozia possa portare il paraocchi ideologico".

Sulla stessa lungheza d'onda interviene Alessandro Draghi, Presidente Provinciale della Giovane Italia e Consigliere del PdL al Quartiere 2: "appena eletto, presentai una mozione al Quartiere per chiedere di istallare perlomeno una targa alla memoria del filosofo nei giardini antistanti Villa Montalto. La risposta, grottesca, de Quartiere fu che il gusto dei cittadini di Campo di Marte non era pronto per quell'assaggio di revisionismo inopportuno".

"Mi sono anche fatto promotore - prosegue Draghi - di istallare a mie spese sul muro esterno della Villa una lapide che ricordasse il luogo dell'assassinio di Gentile, ma in questo caso a rispondermi fu il legale rappresentante delle proprietarie attuali dell'immobile il quale mi fece notare come una 'targa funebre' non sarebbe stata appropriata esteticamente ad un luogo che ospita solitamente feste, matrimoni e ricevimenti. Una risposta ridicola, ma purtroppo ad oggi, la memoria di Gentile resta ancora senza ricordo".

"Una targa funebre - conclude ironicamente Marco Scatarzi, Presidente Cittadino della Giovane Italia - in effetti potrebbe essere 'poco appropriata esteticamente' per un posto del genere, per noi, vista la bellezza di questa zona, è decisamente meno 'appropriata esteticamente' la discarica abusiva tollerata di fronte a Villa Montalto che oggi, mette in bella mostra, perfino un frigorifero abbandonato. Tra una discarica ed una lapide in marmo con un nome ed un cognome, peraltro di un grande personaggio della nostra storia, crediamo decisamente che sia meno appropriata la prima".

"Tornando seri - conclude Scatarzi - la memoria di uno dei più grandi pensatori ed accademici del '900, ucciso proprio nella nostra città, è affidata per l'ennesimo anno ad un gruppo di ragazzi che, in autonomia, decidono ogni 15 aprile di portare un fiore sul luogo di quell'omicidio, il silenzio delle istituzioni è vergognoso. Quando la sinistra che governa questa città capirà che la memoria condivisa di un popolo si costruisce anche attraverso i grandi uomini che ne hanno animato la storia, a prescindere dal colore politico, avremmo definitivamente compiuto un passo importante. Purtroppo, credo ci siano ancora troppe persone che lucrano e creano la propria notorietà incentivando rancori e tentando di mantenere vivi antichi odii ideologici".

 

ANNI DI LOTTE: CENA E SERATA A CASAGGì...

 

 

Casaggì lancia un momento comunitario di autofinanziamento e di confronto. Una serata aperta a tutti, quella di lunedì 16 aprile, all'interno della quale le generazioni militanti si confronteranno, si racconteranno e si conosceranno. Si inizia dalle 20,30 con il buffet preparato dalla nostra cucina, per poi proseguire con gli interventi, con la proiezione di filmati e con il sottofondo della nostra musica. Tra i diversi ospiti, anche il senatore Achille Totaro. Il ricavato della serata servirà a finanziare la Comunità.

 

BLITZ PER LA VITA: CHIUSI SIMBOLICAMENTE I CONSULTORI FIORENTINI...


BLITZ DI CASAGGì E GIOVANE ITALIA: I MILITANTI DELLA DESTRA GIOVANILE “CHIUDONO” SIMBOLICAMENTE I CONSULTORI FIORENTINI, ETICHETTANDOLI COME “SCENA DEL CRIMINE” CON NASTRO DI NYLON, MANIFESTI E STRISCIONI CONTRO L’ABORTO E IN DIFESA DELLA VITA.
 
FAVOREVOLI ALLA SEPOLTURA DEI FETI ABORTITI AVANZATA DAI VERTICI DELLA GIUNTA COMUNALE E FORTI CRITICHE AL RUOLO DEI CONSULTORI: SIANO SPAZI DI CONFRONTO E NON SOLO “ABORTIFICI”.
 
"Questa notte una settantina di militanti di Casaggì e della Giovane Italia hanno realizzato un'azione simbolica nei confronti dei consultori fiorentini, apponendo di fronte agli ingressi degli stessi un nastro in nylon come quello utilizzato dalle forze dell'ordine per circoscrivere le scene dei crimini, dei cartelloni contro l’aborto e degli striscioni con slogan in difesa della vita. 

Il messaggio che Casaggì e la destra giovanile ha voluto lanciare, nel rispetto della legalità e senza compiere nessuna interruzione di servizio e nessun danneggiamento, è quello di una forte critica all'applicazione della Legge 194 nel nostro paese. La legge 194 non è soltanto "la legge che permette l'aborto", ma un dispositivo legislativo che assegna un ruolo di primaria importanza ai consultori, i quali dovrebbero avviare, con chi richiede una interruzione volontaria di gravidanza, percorsi informativi e conoscitivi per tentare di trovare soluzioni alternative alla scelta più drastica, ovvero quella di ricorrere all'interruzione della vita.
 
Purtroppo, nel nostro paese, i consultori recitano ben altro ruolo, ovvero quello di svolgere esclusivamente la parte burocratica necessaria a giungere all'interruzione volontaria di gravidanza, che resta una pratica da compiere attraverso qualche modulo e una firma.

Noi crediamo, da sempre, nella sacralità della vita e pertanto consideriamo l'aborto un orrendo gesto contro il diritto alla stessa vita, che per noi ha inizio con il concepimento. Crediamo che non possa spettare a nessun uomo il diritto di decidere chi debba e chi non debba venire al mondo e che sia sacrosanto dovere ogni Civiltà degna di questo nome impedire facili fughe dalle responsabilità, specie se nei confronti di creature indifese.
 

La Legge 194 prevede la possibilità di ricorrere all'aborto entro i primi 90 giorni dal concepimento, ma al tempo stesso impone ai consultori il dovere di cercare con la donna in gravidanza tutte le possibili alternative all'aborto. Ma che questo avvenga davvero, purtroppo, abbiamo forti dubbi. Ecco perchè, con questa nostra azione, abbiamo voluto puntare il dito contro i consultori, rei di assomigliare sempre più a degli "abortifici" nei quali l’interruzione di gravidanza non è tanto il passo estremo e doloroso di un percorso di confronto, ma un rimedio facile e un metodo anticoncezionale un po’ più invasivo (parametro che, peraltro, è venuto meno con l’introduzione delle pillole Ru486) e sempre meno a delle strutture autenticamente sociali.
 
Ci complimentiamo infine con l'amministrazione comunale fiorentina che proprio in questi giorni sta approvando un regolamento che permetta a questi bambini mai nati di trovare quantomeno una degna sepoltura nei nostri cimiteri. Speriamo che il consiglio comunale, maggioranza e opposizione, licenzino presto e positivamente questo nuovo regolamento, nonostante le solite voci dell'estrema sinistra ideologizzata che hanno perfino criticato quei medici che si rifiutano
di praticare questa barbarie.
 
A questi medici va tutta la nostra solidarietà ed il nostro rispetto per non anteporre la propria professione alla propria coscienza. E troviamo quanto meno grottesco che l’interruzione volontaria di una vita possa essere considerata una conquista. Le conquiste di un Popolo, per noi, sono altre: una casa ed un lavoro per tutti, la lotta alle ingerenze dei poteri forti, la sovranità monetaria e nazionale, il rispetto internazionale e uno Stato sociale in grado di garantire i diritti fondamentali della persona e di tutelare, in primis, i propri figli più deboli".

 

 

 

CASAGGì LANCIA "FUTURI imPROBABILI": RASSEGNA DI CINEMA A TEMA...

 


 
Una strada deserta, una città spettrale, rumori sommessi e una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Niente elettricità, niente acqua corrente, niente riscaldamento, niente casa, niente famiglia, niente lavoro, niente amici, niente di niente. In città sei rimasto l’unico e per sfamarti spari a qualche animale selvatico che attraversa ciò che resta di un viale ad alto transito. Non sai quale possa essere la causa di tutto questo: un inverno nucleare, la fine delle risorse, un black out generale del mondo moderno, l’implosione di un modello, un virus sfuggito al controllo dei laboratori, la metastasi della tecnica eretta a demiurgo. Non importa, perché ogni giorno è una scommessa e ogni attimo è decisivo. Non esiste più una società, non esiste più un’umanità, eppure il tuo istinto di sopravvivenza ti spinge ad andare avanti, a cercare, a continuare a combattere per vedere ancora una volta il tramonto e barricarti in casa, in attesa della luce. E’ dura, ma conosci le forza elementari, hai imparato a misurarti con la loro brutale e fredda essenzialità e con la totalità della natura, di nuovo protagonista dei ritmi e della vita.
 
Sono gli estratti di alcuni film catastrofici, ma che col tempo stanno tristemente acquisendo una stringente corrispondenza con gli scenari previsti da molti studiosi, preoccupati da un modello di sviluppo proteso al progresso e alla rincorsa della produttività ad ogni costo e per niente attento agli equilibri del pianeta, alla distribuzione delle risorse e degli utili, al rapporto tra uomo e natura. Un equilibrio delicatissimo, che rischia di venire meno travolgendo il mondo nel quale viviamo.
 
Cinecrew e Casaggì hanno scelto di proiettare alcuni di questi film, già noti al grande pubblico, per rileggerli in chiave realistica. “Io sono leggenda”, “Il mondo dei replicanti”, “28 settimane dopo”, “Codice genesi”, “The road”, “Essi vivono”: sei proiezioni a tema, tutte incentrate sul futuro che non conosciamo, laddove una catastrofe è in agguato, laddove le forze elementari sono pronte a farsi riscoprire in tutta la loro essenzialità. Film accattivanti, che nascondono riflessioni profonde dietro ai pixel degli effetti speciali. Film che ci ammoniscono, che ci insegnano, che vogliono stupire e mettere in guardia, forse…

 
LA PROGRAMMAZIONE DI CASAGGì:
 
Mercoledi 28 marzo ore 22: IO SONO LEGGENDA
con cena sociale di autofinanziamento alle ore 20
 
Mercoledi 4 aprile ore 21,30: IL MONDO DEI REPLICANTI
 
Mercoledi 11 aprile ore 22: 28 SETTIMANE DOPO
con cena sociale di autofinanziamento alle ore 20 
 
Mercoledi 18 aprile ore 21,30: CODICE GENESI
 
Mercoledi 2 maggio ore 21,30: THE ROAD
 
Mercoledi 16 maggio ore 22: ESSI VIVONO
con cena sociale di autofinanziamento alle ore 20
 
Sempre a Casaggì Firenze, in via Frusa 37 (zona stadio).

 

 

MARIO MERLINO A CASAGGì: EMOZIONI, ANTICONFORMISMO E IRRIVERENZA

 

 


Sala piena e gente in piedi, come da consuetudine. Un'ottima cena comunitaria e, a seguire, una bellissima conferenza, informale e genuina come accade dalle nostre parti. Mario Merlino, a Casaggì, era atteso da tempo. Una persona speciale, di quelle che ti raccontano con l'umiltà e la passione che le travolge i fatti che hanno animato la propria esistenza. Persone dotate di una semplicità e di una vanità positiva come poche altre, che riescono a trasmetterti sempre qualcosa che va oltre il concetto e la logica. E ieri sera è successo questo, per due ore suonate. 
 

Mario ci ha raccontato il suo sessantotto, quello più bello. Quello dei tanti giovani che, da destra e da sinistra, scelsero insieme di ribellarsi ad un mondo vecchio, ipocrita e malsano. Lo fecero spensieratamente, senza steccati e senza odio, con l'impeto dei vent'anni e l'illusione che niente sarebbe più stato come prima. Dovettero fare i conti, a sinistra e ancor di più a destra, con gli adulti della propria parte, infastiditi da una trasversalità d'intenti che non s'aveva da fare. E così arrivarono i bastoni e il sangue divise per sempre i rossi e i neri. Da quel momento avrebbero parlato le p38, le bombe e i morti sul selciato.
 

Eppure in quei giorni c'era stato tutto: il sogno, la speranza, la lucida follia, la gioventù, la ribellione, la musica, la poesia, la cultura, le partite di pallone nella facoltà occupata, gli scontri con le guardie. Quei giovani erano "spirito anticonformista per eccellenza, antiborghese sempre, irriverente per vocazione", come ebbe a dire Robert Brasillach guardando i giovani fascisti della generazione precedente. 
 

Come sarebbe andata senza le pelose interferenze dall'altro? Non è dato saperlo, e forse non importa. Quel che importa è che sia stato, perchè talvolta ciò che si fa non si fa per il gusto di ottenere una vittoria, ma perchè - più stoicamente - "combattere è un destino". 

 

 

E VENNE VALLE GIULIA: PRESENTAZIONE A CASAGGì

 


 


 

E venne Valle Giulia s’è imposto quale titolo all’originale La Spranga sui denti, nato alle prime ore del mattino e prima che si rendesse in libro. Provocatorio, irriverente, un po’ guascone. Non solo mazzate e teste vuote, però. Un ragazzaccio in camicia nera racconta la storia di un percorso di mani levate, di piazze e di scontri, di sentimenti e di idee. Oggi, dopo quarant’anni, ha la pretesa di essere ancora in cammino. Vagabondo.
 
La copertina, composizione e colori, fi ga intuizione e realizzazione di Marco Ruperto, rinnova la vanità d’essere là, a Valle Giulia, con quanto resta dell’asse di una panchina e la panchina prossima a spiccare il volo. Anni Sessanta, inquieti e preservati integri anche dopo, quando le giornate di Marzo si sono trasformate in autunno (caldo) e i colori intristiti (bombe e P38).
 
Atmosfere, parole, gesti. Quel mondo evidenziato nella presentazione da Luciano Lanna quale memoria gioiosa, libertaria (l’anarco-fascismo già caro a Brasillach), dissacrante. Voce di una generazione e non soltanto di personale vissuto. Il futuro diventa passato, sentieri sovente interrotti, porte divelte e sbattute in faccia d’altri e sulla propria. Se “entrammo nella vita dalla porta sbagliata”, sempre faccia al sole e in culo al mondo. Rifiuto d’ogni rendiconto. Zero alibi, zero rimpianti. Leggere per credere.
 
L'Autore: Mario Michele Merlino, docente di storia e filosofi a, autore con Rodolfo Sideri di: Inquieto novecento e Strade d’Europa. Sempre per le edizioni Settimo Sigillo ha tradotto I Poemi di Fresnes e scritto Ritratti in piedi. Nichilista, anticonformista, poeta, come il suo antenato prigioniero nella foresta di Brocéliande.
 
VENERDì 16 MARZO ORE 21
PRESENTAZIONE A CASAGGì
nel 44° anniversario della battaglia
DALLE 19 APERITIVO E CENA PER TUTTI

 

GIORGIA MELONI A FIRENZE: UNA GIORNATA MEMORABILE

 

 Una parte della sala durante la presentazione del libro

 

Giorgia Meloni in visita a Casaggì

 

Si è svolta ieri pomeriggio, come da programma, l’attesa presentazione di “Noi crediamo”, con Giorgia Meloni. In una Villa Arrivabene stracolma di gente e di giovani si è parlato della meglio gioventù d’Italia. Sala stracolma, corridoi pieni e gente fuori nel piazzale, bloccata all’ingresso dagli impiegati comunali per la troppa folla presente nei locali. Un pomeriggio memorabile, nel quale si sono susseguite le storie di tante persone che non hanno mollato, che si sono messe in gioco, che hanno scommesso su questo paese e sulle proprie capacità, che hanno voluto rifuggire quello stereotipo giovanile condito di apatia e di superficialità che quest’epoca di acque basse e di deserti ha contribuito a creare. Storie vere, dirette, di una forza dirompente e di una grande semplicità: quella che non fa notizia, ma che manda avanti questo paese ogni santo giorno con costanza e dedizione. Stracolma e partecipatissima, a seguire, la serata organizzata a Casaggì, con una cena sociale impeccabile e un’armata di cari amici che come ogni volta ha saputo stringersi attorno al proprio avamposto di idee e di azioni.

 

Moltissimi i giovani, militanti di Casaggì e della Giovane Italia, ma anche ragazzi del quartiere spinti dalla curiosità e dalla voglia di conoscere un mondo politico fatto di impegno e di passione, di militanza vera e di ideali senza tempo. L’ennesimo successo di una Comunità politica che a Firenze ha rotto tabù insormontabili fino a qualche anno fa e lo ha fatto lavorando, senza perdersi in chiacchiericci da bar e in proclami virtuali. E questo è ciò che hanno trovato oggi e che troveranno sempre gli ospiti dei nostri eventi: non accolite di portaborse in doppiopetto, ma ragazzi con lo sguardo pulito e tanta voglia di lottare e di lasciare un segno su questa Terra, come lo hanno lasciato quelli che ci hanno consegnato questo testimone ideale, difendendolo a costo della vita.

 

Impeccabile come sempre Giorgia Meloni, conferma quotidiana di una politica nata per strada e in sezione, cresciuta con gli sforzi e le capacità di una Comunità nazionale e giunta a questi traguardi con l’umiltà e la volontà dei più forti, quelli che guardano oltre il muro dell’omologazione e hanno visioni profonde. Una politica che vuole essere partecipazione e giustizia sociale, amore per il Popolo e dono; che non ha paura di criticare chi sbaglia, anche e soprattutto se sta da questa parte; una politica fatta di gente che prima di aprire bocca affigge migliaia di manifesti e distribuisce migliaia di volantini; una politica fatta di sedi presidiate e difese, di avamposti tra le rovine, di amori sconfinati e destini che si intrecciano; una politica che non si arrende, che costruisce, che condivide, che non odia, che edifica, che antepone il bene comune al proprio ego, che sogna, che non torna indietro, che parla una lingua chiara e può tenere la testa alta. Una politica che ha saputo coniugare lo strumento delle istituzioni con le proprie radici culturali e valoriali, senza sminuirne l’identità e senza diventare il mezzo di nessuno. Una politica come poche altre: libera e bella.

 

E questa meglio gioventù d’Italia, in una data come questa, non può che dedicare questi magnifici intenti di lotta e vittoria a Mikis Mantakas, martire europeo. Quel testimone è in buone mani.
 

GIORGIA MELONI A FIRENZE PER "NOI CREDIAMO". 27 FEBBRAIO 2012


 
«Noi crediamo. Crediamo nei giovani, nella politica, nella giustizia, nell’eguaglianza, nel merito. Crediamo nella nostra Nazione, una Nazione nata centocinquant’anni fa dal sacrificio di un gruppo di ragazzi, molti dei quali poco più che ventenni. Una banda di idealisti, sognatori e poeti, capaci di abbandonare tutto e prendere le armi per inseguire l’utopia dell’unità nazionale».
 
In un momento di crisi – della politica, dell’economia, degli ideali – serve ricordare da dove veniamo, il nostro patrimonio di valori e cultura, la nostra identità. Perché, mai come ora, è pericoloso cedere alla tentazione del disimpegno, dell’apatia e del qualunquismo mascherati da lotta alla “Casta”, da antipolitica. È vero, quella di oggi è una società bloccata. Bloccata da rendite di posizione, dalla mancanza di mobilità sociale, da vecchi schemi che non corrispondono più alla realtà, che invece è profondamente mutata. E sono i giovani a pagare il prezzo più alto, costretti a vivere un presente di precarietà e a immaginare un futuro ancora più incerto.
 
Per loro c’è bisogno di aggredire dalle fondamenta la società dei privilegi consolidati e costruire sulle sue macerie l’Italia del merito capace di far emergere e premiare l’energia visionaria, la tenacia, il talento. Giorgia Meloni, il più giovane ministro nella storia della Repubblica, ha raccolto le storie di ragazzi e ragazze che vivono con coraggio, determinazione, passione.
 
Alcuni sono famosi, come Federica Pellegrini o Mirco Bergamasco, altri no, ma non sono meno importanti, perché tutti protagonisti di storie esemplari e avvincenti, che meglio di molti discorsi illustrano i princìpi – dalla lotta alla mafia alla difesa della vita – per cui l’autrice si batte da anni e che ne hanno ispirato l’intera attività politica. Sono storie che nascono da un incontro, da una sintonia di valori, dalla certezza che le vite di questi giovani servono ad altri. E che servono all’Italia per essere un Paese migliore.
 
GIORGIA MELONI PRESENTA IL SUO LIBRO
"NOI CREDIAMO"
LUNEDì 27 FEBBRAIO 2012
VILLA ARRIVABENE ORE 18
Piazza Alberti 1/a - Firenze (sala consiliare Quartiere 2)

FOIBE: RESOCONTO DEL CORTEO. CAPARBIETA' E AMORE DA VENDERE...


Anche quest’anno il corteo per i martiri delle foibe c’è stato. Accanto a Casaggì e alla Giovane Italia hanno sfilato molti uomini liberi, stanchi di vedere negata una pagina di storia che migliaia di innocenti hanno scritto col sangue. Nonostante la neve che ha bloccato decine di pullman e impedito la partecipazione di centinaia di persone da tutta Italia e la presenza di Giorgia Meloni, che però tornerà a Firenze tra pochi giorni e farà visita a Casaggì; nonostante il freddo siberiano che ha costretto molti fiorentini a casa; nonostante le vibrate proteste di chi, come da consuetudine, ha organizzato un contro-corteo per inneggiare a Tito e agli sterminatori degli italiani; nonostante i mille imprevisti e le disposizioni delle Questura che fino a qualche giorno fa non sapeva se avrebbe potuto garantire al meglio l’ordine pubblico ed ha infine spostato la partenza della marcia. Il corteo c’è stato, perché così doveva essere. C’è stato perché aveva come scopo quello di ricordare, senza lasciarsi andare a strumentalizzazioni di sorta. C’è stato e insieme a noi c’erano centinaia di persone, oltre alle realtà organizzate come Giovane Italia e CasaPound.
 
Come da tradizione un fiume di tricolori ha sfilato silenziosamente per ricordare le trentamila vittime della follia titina e i trecentocinquamila esuli fuggiti dal confine orientale. Un composto fiume di persone, senza nessun simbolo di partito o di movimento. Chi non è potuto scendere in piazza con noi, dalle strade che abbiamo percorso, ha comunque voluto salutare il nostro passaggio affacciandosi alla finestra e sventolando il tricolore in segno di vicinanza e di solidarietà: gesti semplici, ma ricchi di significato, di voglia di partecipare, di volontà di condividere, di non volersi piegare ad un senso comune che vorrebbe relegare la nostra storia nel dimenticatoio e classificare i morti in serie, uccidendo ancora una volta chi trovò la morte per mano degli infoibatori comunisti.
 
Una grande giornata, fatta di sacrifici e di dignità, di grande amore e di forte passione. Una giornata che Casaggì ha preparato accuratamente, che ha promosso con una mobilitazione che a Firenze non si vedeva da tempo, affiggendo migliaia di manifesti e inondando di volantini i quartieri, le scuole e le facoltà della città e della provincia, dormendo al freddo sul pavimento di una sezione accanto ad un secchio di colla, sfidando la rabbia e l’odio di chi non può capire, come a voler prendersi con l’entusiasmo di sempre quell’agibilità totale e sacrosanta che in molti hanno messo in discussione con futili pretesti. Una giornata che ha dato lezioni di stile e di caparbietà a quanti, con ogni mezzo e da ogni parte, avevano provato ad impedirne lo svolgimento. Il contro-corteo, organizzato dai centri sociali strumentalizzando brutalmente la morte dei due senegalesi uccisi lo scorso 13 dicembre, è andato letteralmente deserto e si è sciolto dopo aver percorso poche strade, segno evidente dello scollamento che si è ormai creato tra la gente comune e chi vive con le lancette dell’orologio indietro di qualche decennio.

Ancora una volta siamo passati.

FOIBE: GRANDE CORTEO A FIRENZE - SABATO 4 FEBBRAIO 2012 CON GIORGIA MELONI



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche quest'anno un grande fiume tricolore sfilerà, composto e unito, per le strade di Firenze. Il ricordo dei martiri italiani, lanciato dalla destra politica, chiamerà a raccolta tutti quegli italiani che sentiranno forte il richiamo della Verità, del Ricordo, dell'Etica, dell'amor di Patria e della Giustizia.

Ricorderemo le decine di migliaia di innocenti che, per non rinnegare la propria italianità, furono massacrati a gettati vivi nelle cavità carsiche del confine orientale per mano dei partigiani comunisti di Tito. Ricorderemo le migliaia di esuli costretti alla fuga, umiliati, vessati e perseguitati dall'odio.

Metteremo simbolicamente fine a quel silenzio assordante che per decenni ha avvolto questa orribile pagina della nostra storia, con la copertura dei gendarmi dell'ideologia marxista. Onoreremo al meglio la "Giornata del Ricordo", istituita nel 2004 in memoria dei martiri delle foibe e dei 350.000 esuli istriani, giuliani e dalmati.

Saremo in piazza, insieme e senza simboli di partito, per rendere omaggio ai nostri martiri e costruire una coscienza di popolo viva e trasversale. Saremo in piazza per ricordare tutte le vittime del comunismo, nel nome della nostra identità nazionale. Ci saremo per porre fine all'odio e al rancore, per non dimenticare, per ribadire che non esistono morti di "serie b".

Saremo in piazza, con Giorgia Meloni e moltissimi altri ospiti, per una marcia silenziosa e tricolore, che si concluderà con le testimonianze e gli interventi di chi ha vissuto quell'immane tragedia e di chi, oggi, ha il compito di non farla passare sotto silenzio.


La coscienza di popolo è più forte della coscienza di classe.
L'identità nazionale è più forte di ogni dogma ideologico.
Il ricordo dei martiri è più forte dell'oblio dei carnefici.
L'amore per l'Italia è uno splendido atto di libertà.

SABATO 4 FEBBRAIO 2012
PIAZZA SAVONAROLA ORE 17
CORTEO IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE
con Giorgia Meloni

INFO: WWW.CASAGGI.ORG

8 GENNAIO: INIZIA LA MOBILITAZIONE PER IL GRANDE CORTEO DEL 4 FEBBRAIO IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE...


 
DOMENICA 8 GENNAIO ORE 17,30, riunione generale della destra identitaria fiorentina in vista del grande corteo di SABATO 4 FEBBRAIO in ricordo dei martiri delle foibe e di tutte le vittime del comunismo, con Giorgia Meloni e moltissimi altri ospiti nazionali. Organizziamo la mobilitazione, rilanciamo la lotta. 

 
DOMENICA 8 GENNAIO ORE 17,30
CASAGGì FIRENZE - VIA FRUSA 37

 

 

SKOLL A CASAGGì: IL VIDEO...

 

 

UNA SERATA MAGNIFICA, CON SKOLL A CASAGGì...

 
Quella di ieri sera a Casaggì è stata una serata che in tanti conserveranno nel cuore. Un magnifico Skoll, chitarra alla mano, ha letteralmente commosso i presenti con il meglio del suo repertorio. Dalle canzoni dei primi dischi alle ultime fatiche, passando per i pezzi che lo hanno reso uno dei punti di riferimento musicale del panorama identitario. Grande qualità sonora e tanta gente. Un bilancio che non potrebbe essere migliore…
 
Casaggì si dimostra, ancora una volta, motore di iniziative e di militanza: una struttura che produce eventi trasversali, partecipati e continui, di ogni genere e tipo, con  un’organizzazione impeccabile e un clima che non delude mai. Una struttura che produce ciò che i giovani dovrebbero produrre: concerti, cineforum, conferenze, militanza di strada, volantinaggi, assemblee, riunioni fiume, serate comunitarie e momenti di gioia e di condivisione. Senza troppa retorica, senza cravattine, politicanti, cordate, gruppetti, carte intestate e statuti. Roba che, in tempi di morti viventi e di giovani già vecchi, è oro che cola…
 
Un grazie sincero a tutti i ragazzi che hanno partecipato all’evento, a chi ha contributo all’organizzazione, a chi ha perso la voce e a chi è venuto da lontano. Un ringraziamento, infine, lo dobbiamo a Skoll, persona e artista di grande valore.

 

 

IL 26 NOVEMBRE SKOLL A CASAGGì...

 


 

Le migliori note identitarie con Skoll...


 

SABATO 26 NOVEMBRE ORE 21

CASAGGì - VIA FRUSA 37

 

UN MARE DI GENTE A BATTEZZARE QUESTA SFIDA!


 
E’ stata, quella di ieri, una giornata che da sola ha sbugiardato quanti, da ogni parte, hanno tentato con ogni mezzo di metterci i bastoni tra le ruote, ostacolando il percorso che la nostra Comunità umana e politica ha intrapreso in questi mesi per arrivare all’apertura di uno spazio proprio, autofinanziato, autogestito e assolutamente libero.

 
Diverse centinaia di persone, tra pomeriggio e sera, hanno affollato i locali di Casaggì, occupando via Frusa, chiusa al traffico per l’occasione. Chi è passato per un saluto, chi è rimasto dal mattino alla notte, chi non poteva mancare, chi si è riavvicinato al nostro ambiente umano dopo anni, chi è venuto spinto dalla curiosità ed è andato via facendoci i complimenti. Due ore di interventi, nei quali si sono alternati parlamentari, consiglieri regionali, eletti locali, dirigenti e attivisti di vecchia data. Di particolare importanza anche la lettera scritta di pugno, e letta pubblicamente, dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni: un in bocca al lupo che ci riempie di gioia, consci del legame decennale che ci unisce, in attesa di marciare ancora insieme per ricordare i martiri delle foibe, come ogni anno. A seguire la festa, con il concerto di musica identitaria e l’atmosfera di sempre, quella di chi ha scelto questa vita e rinnova quel giuramento ogni giorno, con il sorriso stampato in faccia e una voglia matta di riprendersi il futuro.

 
Un fiume di gente libera, di cittadini, di giovani, di militanti e di simpatizzanti. Numeri che devono far riflettere tante persone. Un mare di gente che ha scelto volontariamente di aderire ad un progetto nato dal basso per riportare in vita, attraverso il partito di riferimento, ma anche per mezzo della militanza di strada e della forte presenza territoriale nelle scuole e nelle facoltà, una socialità e una partecipazione attiva che a destra, purtroppo, non si vedeva da tempo. Perché questa è sempre stata Casaggì: un elemento di rottura, ma anche di confronto, di proposta, di politica reale, di attualità, di concretezza. Una Comunità che molti vorrebbero ai margini, nel ghetto, e che invece si propone quotidianamente in ogni ambito della vita sociale. Una struttura che lavora e opera ogni giorno, che si conquista gli spazi senza toglierli a nessuno, che non vive di espedienti e di violenza, che a Firenze ha mosso le acque torbide di un’egemonia culturale che inizia a sgretolarsi sotto i colpi della storia, che accetta le regole del confronto ma non rinuncia al proprio bagaglio di valori e di identità, che tenta con umiltà di produrre cultura, musica, arte, dibattito, comunicazione e alternativa, che non ha bisogno di essere legittimata da chicchessia perché si legittima da sola con le centinaia di preferenze espresse nelle tornate elettorali di tutti i livelli, con eventi partecipati e affollati, con una sede che ci siamo costruiti con le nostre mani e coi nostri soldi, mattone su mattone, che è vissuta, aperta, presidiata e difesa ogni giorno, con dei servizi offerti ai cittadini, con i tanti sforzi sotterranei per mandare avanti un sogno che non è comodo a nessuno, ma che resiste e cresce da anni con un vigore senza pari, aldilà di ogni ostracismo, di ogni minaccia, di ogni veto e di ogni vigliaccata.

 
Questa è la realtà, una realtà con la quale si deve fare i conti, che piaccia o meno. Una realtà che esiste perché crea, produce e avanza laddove gli altri parlano, speculano, promettono o farfugliano. Una realtà che non esclude e che non discrimina, che non trama e non odia, che non è in competizione con nessuno perché basta a se stessa, che ama l’azione e coltiva il pensiero, che vive di fatti e di idee, che non fa politica con la ventiquattrore e la puzza sotto al naso, ma con le collette per pagare la luce di una sezione e con le notti al freddo ad affiggere un manifesto, con la mano tesa verso chi ci chiede aiuto, con l’odore dei volantini e il rumore assordante di un corteo, con una scelta che non è soltanto una croce su una scheda o una prospettiva di carriera, ma un modo di essere e di vedere il mondo, di incarnare un’idea, di ribellarsi alle ingiustizie e servire la propria gente e la propria terra con orgoglio, di donarsi senza chiedere niente per un dovere morale ed etico nei confronti di noi stessi e di chi ci ha preceduti, per una consapevolezza cosciente che ci lega ad un testimone ideale che sentiamo il dovere di mantenere acceso e splendente in mezzo al buio del presente.

 
Siamo e saremo sempre qui. Verso la prossima barricata, come per andar più avanti ancora. 
 
 
CASAGGì: LA BELLEZZA DI UNA BARRICATA
 

 
Le manifestazioni, i bei momenti, la lotta, le conquiste, i lavori per costruire la sede mattone su mattone. Una breve storia in immagini e musica. Da non perdere...

 

 

APRE LA NUOVA CASAGGì. VERSO LA GRANDE INAUGURAZIONE...


La nuova Casaggì è arrivata. Dopo mesi di lavori, che abbiamo autogestito al meglio e con professionalità e tempra memorabili, finalmente ci siamo. Non è stato facile, economicamente e fisicamente: abbiamo cambiato le pavimentazioni, abbattuto e alzato una decina di pareti, fatto da capo l’impianto elettrico, quello idraulico e quello di condizionamento; abbiamo costruito la cucina – con scarichi ed elettrodomestici annessi – e il bagno; abbiamo costruito un punto di ristoro per i nostri iscritti, con un bancone professionale e tutto il necessario; abbiamo insonorizzato la struttura, cablato l’impianto audio, realizzato lo spazio cinema, gli uffici, il magazzino; abbiamo realizzato le stuccature, le rasature, le verniciature e le rifiniture di tutta la superficie; abbiamo realizzato le uscite di sicurezza, abbiamo arredato, lavorato il legno, tagliato il vetro, montato gli infissi, i mobili e tanto di più. In silenzio, e con una costanza e una caparbietà da far impallidire, abbiamo costruito un sogno. Lo abbiamo fatto mattone su mattone, in senso metaforico e pratico, col contributo e la generosità di tutti quelli, giovani e non, che hanno messo mano al portafogli, saltato a piè pari le ferie estive o tolto ore al proprio mestiere per rendere tutto questo possibile. Gente che ha dimostrato coi fatti quanto la politica, quella vera, possa ancora muovere energie, realizzare barricate, produrre alternative, creare partecipazione dal basso e motivazione.

Firenze vedrà il ritorno del suo primo spazio libero, da destra, totalmente autonomo e assolutamente autofinanziato, senza padroni e padrini: ospiterà un punto di ritrovo e di ristoro che organizzerà aperitivi, serate a tema, cene sociali, feste e grandi bevute; il cinecrew, spazio e laboratorio cinematografico con proiezioni settimanali a tema, creazione di filmati, scuola di regia; il centro librario “Bruno Cenci”, con migliaia di titoli non conformi, musica identitaria e abbigliamento ribelle; la biblioteca e lo spazio studentesco dotati di postazioni web gratuite, migliaia di libri, riviste storiche, archivio nazionale del Fronte della Gioventù e ripetizioni per studenti; lo sportello sociale per l’ascolto e il soccorso del cittadino con avvocati, commercialisti, sindacalisti e professionisti che daranno consulenze gratuite e creeranno un raccordo coi nostri eletti nelle istituzioni locali e nazionali; lo spazio per l’esposizione di mostre fotografiche e pittoriche; lo spazio per le conferenze; la cucina; il laboratorio musicale con lezioni private; quello artistico con i corsi di pittura; quello informatico per apprendere l’utilizzo del pc e della grafica; quello letterario per approfondire autori sconosciuti; quello sportivo con i corsi di autodifesa. A tutto ciò si uniscono le quotidiane forme di azione politica coordinate, tra gli altri, dalla Giovane Italia – Azione Giovani, Movimento Studentesco Nazionale e quelle personalità del Popolo della Libertà che hanno creduto nel nostro progetto. Sono all’ordine del giorno: riunioni, affissioni, volantinaggi, redazione di riviste e fanzine, e tutte quelle attività che ormai da anni sono portate avanti con costanza ed hanno prodotto storiche vittorie nelle scuole superiori, nelle università, nei consigli circoscrizionali e nei consigli comunali, nei luoghi di aggregazione e nelle strade, rompendo tabù un tempo inattaccabili.

Alla politica dei proclami, delle passeggiate televisive, dei talk show, delle parole al vento e dei cambi di casacca vogliamo contrapporre uno stile militante, vivo, attivo, coerente, reagente e caparbio che si conquista il terreno metro per metro, dialoga con le persone guardandole negli occhi, porta all’attenzione di tutti i problemi reali, si preoccupa di dare prima di ricevere e di fare prima di promettere, sacrifica soldi e tempo per affiggere un manifesto o dare un volantino, scende in piazza, grida ma pensa, protesta ma propone, offre progetti concreti e vive le proprie idee incarnandole nell’azione. Tutto questo c’è, e si chiama Casaggì.


SABATO 22 OTTOBRE DALLE 16, SI INAUGURA UFFICIALMENTE
CON UNA GIORNATA DI INTERVENTI POLITICI, PROIEZIONI NON CONFORMI, CULTURA, ARTE E CONFRONTO, BUFFET OFFERTO E CONCERTO IDENTITARIO A SEGUIRE.



CASAGGì FIRENZE – VIA FRUSA 37 – ZONA STADIO
APERTI TUTTI I GIORNI

 

SUCCESSO DI PRESENZE E DI PARTECIPAZIONE AL TAMBURELLO


Quelle sopra sono le foto del primo dei circa venti interventi che hanno caratterizzato la giornata di lavori e di festa al Tamburello. Un mare di gente si è alternata dalle 18 alle 23, come non se ne vedeva da tempo a luglio inoltrato. 
 
Una partecipazione che ci aspettavamo, senza presunzione, perchè sappiamo di avere qualcosa da dire e di poter contare su una base militante sempre pronta a rispondere con convinzione. Moltissime le proposte, dai temi sociali alle politiche giovanili, dalla cultura all'amministrazione locale, dai progetti istituzionali alla ferma volontà di un radicamento sul territorio che sia realmente vivo e che possa incidere positivamente sui più deboli e sugli ultimi. 
 
Molto bello e applaudito il video realizzato dal Laboratorio Multimediale di Casaggì, che ha ripercorso in pochi minuti di ottimo montaggio la storia militante e comunitaria di una realtà che all'attivo conta decine di attività perfettamente collaudate e uno spirito di iniziativa che a Firenze, da destra, non si era mai visto prima. La presentazione della nuova sede, con le immagini dei lavori in corso d'opera da noi diretti, ha oggettivamente entusiasmato tutti, giovani e non. 
 
Abbiamo qualcosa da dire e vogliamo dirlo senza remore, senza rinnegare una virgola di quello che siamo, del percorso che abbiamo fatto e di quello che ci proponiamo, come i nostri interventi hanno dimostrato chiaramente e senza mezzi termini, portando all'attenzione di tutti le necessità di molti italiani in difficoltà abitativa o economica, la vicinanza culturale ai popoli in lotta, la collocazione non conforme verso un modello sociale che ha posto il profitto al centro di tutto abbattendo le risorse identitarie, simboliche, spirituali, tradizionali e vitali dei popoli. 
 
La squadra c'è e vince. Questo basta per brindare a un anno di lotta e di vittoria.
 

PER PAOLO BORSELLINO

RISORGERE COME SQUADRA. LA SFIDA E' ADESSO.


 
UNA SERATA DI POLITICA, CULTURA, CONFRONTO, MUSICA, FILMATI, FESTA E COMUNITA'. PIZZA E BIRRA PER TUTTI, INTERVENTI, PROPOSTE E ALTERNATIVE DALLA BASE MILITANTE...

 
Il Popolo della Libertà non è un partito come tutti gli altri. Non è nato attorno ad una scrivania per volere di un numero ristretto di uomini politici. Il Popolo della Libertà è nato in piazza, a Roma, per volontà delle donne e degli uomini di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e delle altre forze politiche che si riconoscevano nei principi, nei valori e negli ideali del centrodestra italiano.E questa è stata la vera forza del Popolo della Libertà.
 
Un partito voluto dalla gente, capace di parlare il linguaggio della gente.Una forza politica nuova, differente, in grado di restituire agli italiani quella fiducia nella politica che decenni di partitocrazia, di inciuci, di corruzione, avevano ridotto al minimo.
 
Oggi siamo di fronte alla necessità di aprire una nuova fase.Dobbiamo dare alla nostra gente una nuova speranza, ritrovare l’entusiasmo del 2006. Ripartire da quella piazza colorata di bandiere tricolori per continuare a sognare un’Italia differente da quella che vorrebbero Vendola, Bersani, Di Pietro ed i loro amici.Il Popolo della Libertà non deve essere messo in discussione.“Popolo” e “Libertà” sono le principali parole d’ordine della nostra azione politica. 
 
La politica fatta non per interesse personale, ma come servizio al nostro Popolo e soprattutto la politica fatta da donne e uomini liberi.Ripartiamo dai valori che ci uniscono e che ci rendono fieri della nostra Identità. L’amore per l’Italia, per la terra dei nostri padri, da difendere e salvaguardare. La difesa della vita, dal concepimento al momento della morte. La lotta alla droga e a chi vorrebbe una gioventù spenta e senza più ideali.Ma soprattutto riportiamo la nostra gente al centro della partecipazione politica. Rinsaldiamo il rapporto tra candidati, eletti ed elettori. 
 
Torniamo a parlare il linguaggio della gente e restituiamo ai nostri elettori la speranza.Speranza di cambiamento. Speranza di rinnovamento. Speranza nel futuro. Facciamo squadra e torniamo ad immaginare un domani migliore per il nostro paese. La sfida è adesso. Noi ci siamo.
 
Nicola Nascosti (Consigliere regionale) e Francesco Torselli (Consigliere comunale)
 
in collaborazione con 
CASAGGì FIRENZE
GIOVANE ITALIA FIRENZE
MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE
 

ACCUSATI DI AVER DENUNCIATO FALSE AGGRESSIONI A MEZZO STAMPA.

 
LA REPLICA DI TORSELLI, SCATARZI E DRAGHI (PDL – GIOVANE ITALIA): “ESIGIAMO SCUSE IMMEDIATE DA CERTA STAMPA E SPIEGAZIONI DA CHI HA MESSO IN DUBBIO LE NOSTRE PAROLE”.

 
PARLA IL MILITANTE AGGREDITO.

 
Questa la nota diffusa da Francesco Torselli, Dirigente Nazionale della Giovane Italia e Consigliere Comunale del PDL a Firenze, Marco Scatarzi, Presidente Cittadino della Giovane Italia e Responsabile di Casaggì ed Alessandro Draghi, Presidente Provinciale della Giovane Italia e Consigliere Circoscrizionale del PDL:
 
“Apprendiamo con estremo stupore che la Questura di Firenze avrebbe diffuso una nota nella quale i sottoscritti sono accusati dei reati previsti dall’Art. 656 del Codice Penale, per aver diffuso notizie false e ad aver procurato così un allarme. Certa stampa ha immediatamente colto la palla al balzo diffondendo note intitolate ‘Spacciano dolore dente per conseguenza aggressione’ e ciò non può che renderci ulteriormente stupefatti. Anche perché, ad avvalorare ciò che abbiamo denunciato, e che peraltro ribadiamo, esiste un referto medico emesso dall’Ospedale di Santa Maria Nuova nel quale si parla, in maniera chiara, di ‘trauma contusivo mandibolare accidentale’ ed al quale viene assegnato un codice verde (documentazione allegata).
 
Pur non essendo, nessuno di noi, laureato in medicina, crediamo che la dicitura ‘trauma contusivo mandibolare accidentale’ difficilmente possa indicare un dente cariato.
 
Non riusciamo a capacitarsi dei motivi che avrebbero indotto la Questura di Firenze ad avviare dunque questo tipo di procedimento legale nei nostri confronti, visto che il ragazzo in questione è stato aggredito sotto casa, colpito con un pugno ad una mandibola e costretto a ricorrere al pronto soccorso. Gli aggressori, non riconosciuti dal nostro militante, prima e dopo averlo colpito, lo hanno apostrofato con frasi del tipo: ‘Fascista di Merda’ e ‘Bastardo Fascista’ e per questo abbiamo parlato di aggressione legata all’attività militante svolta dal ragazzo aggredito nelle file di Casaggì e della Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà.
 
E se ad oggi il ragazzo non ha ancora esposto una formale denuncia alla Polizia, è semplicemente perché non avendo riconosciuto i propri aggressori, sta valutando la necessità o meno di sporgere denuncia contro ignoti; del resto la legislazione italiana prevede un tempo di 90 giorni dal fatto accaduto per sporgere denuncia o meno.
 
Esigiamo da parte di tutti coloro che ci hanno mosso accuse infondate, mettendo in dubbio la nostra serietà, la nostra professionalità e soprattutto offendendo l’operato di quei ragazzi che, semplicemente per propagandare la propria fede politica, rischiano tutti i giorni aggressioni e ritorsioni, le scuse immediate, mentre da chi ha diffuso la notizia attendiamo di ricevere le adeguate spiegazioni.
 
Contro chi ha chiamato in causa i sottoscritti, accusandoli di essere dei millantatori e degli inventori di notizie false, valuteremo nei prossimi giorni quali vie legali intraprendere per tutelare la nostra immagine e quella dei movimenti e del partito a cui facciamo riferimento”.
 
Queste invece le parole di Manuele, 22 anni, militante della Giovane Italia e di Casaggì, aggredito il 21 giugno scorso di fronte alla propria abitazione:
 
“Il 21 giugno scorso, poco prima delle 15.30, come ogni giorno sono uscito dal portone di casa mia, in Via Santo Spirito, per andare a lavoro. Avevo le mani occupate dal manubrio della mia bicicletta che stavo spingendo lungo la strada, quando, all’improvviso mi sono visto sbucare di fronte tre ragazzotti che, a passo svelto, si sono diretti verso di me.
 
Giusto il tempo di alzare lo sguardo che uno di questi mi ha apostrofato con un: ‘Fascista di Merda’ e subito dopo mi ha mollato un pugno in piena faccia, all’altezza della mandibola destra.
 
Sono caduto a terra, sbattendo la testa sul sagrato e, mentre i tre ragazzi fuggivano, mi sono state rivolte altre offese, tutte a sfondo politico.
 
Dopo essermi rialzato, provando un fortissimo dolore alla mandibola, ho deciso di recarmi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, dove, alle 16.16 mi è stato diagnosticato un trauma contusivo alla mandibola, dovuto a cause accidentali.
 
Dopo essere stato dimesso, ho informato dell’accaduto i responsabili del mio movimento, Marco Scatarzi e Alessandro Draghi, nonché  il Consigliere Comunale del PDL, Francesco Torselli, ai quali ho raccontato l’accaduto.
 
Oggi scopro che Francesco, Marco e Alessandro sarebbero stati denunciati (?) per diffusione di notizie false e che in realtà mi sarebbe stato diagnosticato soltanto un dente dolorante. E’ vero, dalle radiografie che mi sono state fatte, mi è stato anche detto di rivolgermi ad un dentista a causa di un problema riscontrato ad un dente – e non credo di dire chissà quale assurdità nel supporre che tale dolore potrebbe anche essere stato accentuato o risvegliato dal pugno subito – ma ciò non toglie che io, al pronto soccorso non ci sono certo andato per una carie!
 
Leggo anche, sul sito di un autorevole quotidiano fiorentino, che all’Ospedale di Santa Maria Nuova mi sarebbe stata diagnosticata un’infiammazione ad un dente e non un trauma contusivo. Mi chiedo se questa gente, prima di diffamare l’immagine e la credibilità altrui, si sia presa la briga di richiedere copia del mio referto, nel quale si legge bene la dicitura ‘trauma contusivo mandibolare accidentale’.

Sono allibito e sconcertato per quanto accaduto e mi auguro che chi ha diffuso queste accuse infondate abbia perlomeno il buon senso di smentirle, chiedendo scusa a Torselli, Draghi e Scatarzi”.

EMPOLI IDENTITARIA IN FESTA


SANGRIA, COMUNITA', MUSICA, POLITICA, GIOVINEZZA.
La ciurma empolese saluta un anno di attivismo e di traguardi.
GIOVEDì 30 GIUGNO DALLE 19
VIALE SAN MARTINO 8, EMPOLI
davanti alla stazione, presso la nuova sede
 
 
ANCORA DUE AGGRESSIONI CONTRO MILITANTI DI CASAGGÌ. TORSELLI DRAGHI E SCATARZI (PDL - GIOVANE ITALIA): "SIAMO STANCHI DI VEDERE I NOSTRI RAGAZZI TRATTATI COME BERSAGLI, CHI DI DOVERE INTERVENGA O LA SITUAZIONE POTREBBE DEGENERARE. CHIEDIAMO UN INCONTRO URGENTE COL SINDACO RENZI".

UNO DEI DUE RAGAZZI AGGREDITI HA RIPORTATO UNA LESIONE MANDIBOLARE, UN TRAUMA CRANICO E LA PERDITA DI UN DENTE.

"Negli ultimi giorni, complice probabilmente il caldo, si sono moltiplicati gli atti di idiozia verso i militanti di Casaggì e della Giovane Italia. Atti di violenza fini a se stessi, ma inseriti in una spirale preoccupante, che già da tempo abbiamo denunciato, e destinata a sfociare in una guerra per bande, se non arginata e contenuta preventivamente. Soltanto nell'ultima settimana un nostro militante è stato brutalmente aggredito di fronte alla propria abitazione, mentre ad un altro ragazzo, dopo essere stato seguito, è stato distrutto lo scooter". Questo quanto fanno sapere Marco Scatarzi, Alessandro Draghi e Francesco Torselli, responsabile di Casaggì e presidente cittadino della Giovane Italia il primo, consigliere circoscrizionale e presidente provinciale della Giovane Italia il secondo, consigliere comunale del PDL a Firenze e dirigente nazionale della Giovane Italia il terzo.

"Lo scorso martedì pomeriggio - raccontano Scatarzi, Draghi e Torselli - alle ore 15 circa, un nostro militante è stato aggredito mentre usciva di casa per andare a lavoro. Tre persone lo hanno riconosciuto, forse addirittura aspettato, e poi aggredito a calci e pugni procurandogli una lesione mandibolare, un trauma cranico e l’asportazione di un dente. Il tutto in mezzo ai passanti, totalmente indifferenti. Un atto grave e vigliacco, perpetrato per giunta da ultra-trentenni in sovrannumero, in pieno giorno e nel bel mezzo del centro storico fiorentino"."Ieri sera invece - proseguono i tre - un altro attivista di Casaggì è stato seguito da alcune persone, chiaramente appartenenti all’area antagonista, che gli hanno devastato il motorino, in piena sera e davanti ad un chiosco popolato da un migliaio di persone, che hanno osservato la scena con un cocktail in mano, senza proferire parola. 

In tutto questo, però, la nostra Comunità ha contato, solo negli ultimi giorni, una decina di fermi da parte di Polizia e Carabinieri talvolta appostati perfino fuori dalla nostra sede alle quattro del mattino, con l’intento di chiedere i documenti a qualunque persona provasse ad entrare o ad uscire dalla sede stessa". 

"Non ci stiamo lamentando - aggiungono Scatarzi, Draghi e Torselli - stiamo semplicemente denunciando una situazione paradossale, nella quale qualcuno ha scientificamente deciso di renderci la vita impossibile, nell’indifferenza di tutti e con l’avvallo di chi dovrebbe impedirlo. Vogliamo denunciare la vigliaccheria di chi non ha il coraggio di lottare a viso aperto e ricorre alle aggressioni in sovrannumero, agli inseguimenti notturni, agli agguati, agli assalti e ai volti coperti. Vogliamo denunciare il silenzio degli organi di informazione, che ci riservano le prime pagine solo quando esiste la remota possibilità di poterci dipingere come il “male assoluto”. Ed infine vogliamo denunciare l'indifferenza dei politicanti che non proferiscono parola perché difenderci sarebbe demodè e quella dei tanti che ci incoraggiano, ma poi restano sul divano di casa a guardarsi l’ultimo reality nel loro megaschermo al plasma".

"Ci chiediamo - proseguono ancora i tre dirigenti giovanili del PDL - che razza di città sia diventata Firenze, un tempo icona della tolleranza e del rispetto dei diritti, oggi terreno fertile per chi, sconfitto dalla storia, pensa di poter affermare ancora la propria ideologia tramite il ricorso alla violenza, alla vigliaccheria, al sopruso. Siamo stufi di una città nella quale chi ha senso di responsabilità paga anche le colpe di chi non ha regole".

"Ma questo giochino, sappiatelo, potrà durare ancora per poco. - concludono Scatarzi e Draghi - Perché se è vero che non siamo così stupidi da reagire, è altrettanto vero che non abbiamo nessuna voglia di essere il bersaglio di questi personaggi. Sia premura di tutti evitare che la pazienza si esaurisca e che la situazione degeneri in una guerra per bande che non gioverebbe a nessuno".

"Mi rivolgo al Sindaco Renzi - conclude invece Torselli - al quel chiedo ufficialmente un incontro con i militanti della Giovane Italia e di Casaggì. Non è pensabile che nella città che egli è chiamato a governare vi siano ragazzi che solo uscendo di casa rischiano di essere aggrediti in nome della propria fede politica; Renzi tenga presente che è sindaco anche loro".

BUON SOLSTIZIO, CAMERATI.

Oggi è il 21 giugno, ricorrenza del solstizio d'estate. Un giorno speciale, che la nostra Comunità celebra ininterrottamente da decenni, generazione dopo generazione. Un momento di legami che si rinsaldano, di giovani e meno giovani che si incontrano, di storie che si intrecciano e si destini che si intersecano. Anno dopo anno, a chi varca quella soglia, bella e maledetta, viene raccontata l'importanza di questo rito, che affonda le radici nella Tradizione d'Europa, nella necessità di anteporre una dimensione verticale, guerriera e solare alla materialità del moderno, nella consapevolezza dell'organicità e dell'unicità di chi compone questa realtà umana e politica, laddove per politica non si intende soltanto una buona o mediocre preparazione all'amministrazione del territorio, ma anzitutto una visione del mondo che contempli dimensioni spirituali, simbologie, riti, miti, stile di vita, scelte, disciplina, cultura, comportamenti e pratiche quotidiane. 


Quest'oggi, un centinaio di persone, perlopiù ragazzi da poco avviati al percorso militante, si lasceranno alle spalle la frenesia della routine metropolitana, l'ansia del lavoro e dello studio, gli impegni in agenda, i cellulari che squillano, il cemento che ribolle e i clacson delle nostre strade caotiche e congestionate. Ascenderanno una piccola vetta, tra sentieri montani fatti di alberi e di rocce, si cucineranno un pasto tradizionale, veglieranno un fuoco per tutta la notte, suoneranno e canteranno dell'ottima musica, leggeranno dei bei libri, racconteranno ciò che hanno provato nell'affrontare un percorso di lotta e di superamento di sè, scherzeranno e alzeranno il gomito. Infine, nel rinnovarsi, saluteranno il sole nascente, in quella che per loro è la festa della Luce. 

Quella Luce, quest'anno, ha un senso particolare. Quello che si è concluso è stato un anno fantastico, avvincente e unico. Un anno di riscatto, di lotta dura, di militanza fatta col cuore. Ci siamo ritrovati, un anno fa, senza una sede. Ne abbiamo passate mille, trasformando un fondo dismesso da anni in un locale a cinque stelle, con mesi e mesi di lavoro, di sudore, di soldi tolti di tasca e di sacrifici fuori da ogni immaginazione per costruirci dentro una birreria, uno spazio cinema, una biblioteca, una libreria, una cucina e un magazzino. Abbiamo invaso Firenze di campagne, di manifesti, di volantini e di iniziative, annichilendo in termini di attivismo e di visibilità di strada il fronte comune creato da una trentina di realtà operanti nella galassia dell'antifascismo organizzato, la cui unica occupazione è quella di ammorbare la nostra gente, peraltro con risultati da cabaret. Abbiamo portato in piazza migliaia di persone, col tricolore in mano, per ricordare i martiri delle foibe. E lo stesso abbiamo fatto per ricordare Sergio Ramelli e i caduti della Rsi. Ci siamo spesi, scuola per scuola, promuovendo battaglie che hanno riscosso un successo inaspettato, moltiplicando letteralmente le nostre forze su tutto il territorio. Abbiamo aperto un circolo in ognuno dei 44 comuni della provincia di Firenze, lanciando la Giovane Italia come movimento identitario e militante, con tanto di sedi fisiche, nuove e fresche di inaugurazione, a Certaldo ed Empoli. Abbiamo lavorato sodo nelle istituzioni, con decine di interrogazioni, di mozioni e di interventi, molti dei quali a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e degli italiani indigenti. Ci siamo presentati, come Casaggì, alle elezioni universitarie, eleggendo col pieno di voti i nostri ragazzi ai  consigli di facoltà e ai corsi di laurea. Abbiamo tesserato migliaia di giovani e stiamo mettendo in piedi un progetto politico aperto anche ai meno giovani, affinchè la nuova Casaggì sia un cantiere in continuo movimento, trasversale, vivo e reattivo. 

Come da tutti i momenti difficili, abbiamo imparato a tener duro. Con umiltà, come si addice a chi si dona. Non c'è mai un'alba che arrivi senza aver prima attraversato una lunga notte. E stavolta aspettiamo solo di avere il sole in faccia. Crediamo, infondo, che ci spetti di diritto...

 

UNA BARRICATA DI SOGNI!

 

 

Non è stato facile, economicamente e fisicamente: abbiamo cambiato le pavimentazioni, abbattuto e alzato una decina di pareti, fatto da capo l’impianto elettrico, quello idraulico e quello di condizionamento; abbiamo costruito la cucina – con scarichi ed elettrodomestici annessi – e il bagno; abbiamo costruito il pub, con un bancone professionale e tutto il necessario; abbiamo insonorizzato la struttura, cablato l’impianto audio, realizzato lo spazio cinema, gli uffici, il magazzino; abbiamo realizzato le stuccature, le rasature, le verniciature e le rifiniture di tutta la superficie; abbiamo realizzato le uscite di sicurezza, abbiamo arredato, lavorato il legno, tagliato il vetro, montato gli infissi. Insomma: abbiamo trasformato un fondo dismesso in un locale a cinque stelle, che per bellezza e funzionalità fa concorrenza ai migliori.

 

In silenzio, e con una costanza e una caparbietà da far impallidire, abbiamo costruito un sogno. Lo abbiamo fatto mattone su mattone, in senso metaforico e pratico, col contributo e la generosità di tutti quelli, giovani e non, che hanno messo mano al portafoglio o tolto ore al proprio mestiere per rendere tutto questo possibile. Gente che ha dimostrato coi fatti quanto la politica, quella vera, possa ancora muovere energie, realizzare barricate, produrre alternative, creare partecipazione dal basso.

Firenze avrà il suo primo spazio libero, da destra, totalmente autonomo e assolutamente libero: ospiterà Bogside Pub, punto di ritrovo e di ristoro dei circa duemila tesserati della Giovane Italia e delle sue strutture parallele; il cinecrew, spazio e laboratorio cinematografico con proiezioni settimanali a tema, creazione di filmati, scuola di regia; il centro librario “Bruno Cenci”, con migliaia di titoli non conformi, musica identitaria e abbigliamento ribelle; la biblioteca e lo spazio studentesco dotato di postazioni web gratuite, migliaia di libri, riviste storiche, archivio nazionale del Fronte della Gioventù e ripetizioni per studenti; lo sportello sociale per l’ascolto e il soccorso del cittadino con avvocati, commercialisti, sindacalisti e professionisti che daranno consulenze gratuite e creeranno un raccordo coi nostri eletti nelle istituzioni locali e nazionali; lo spazio per l’esposizione di mostre fotografiche e pittoriche; lo spazio per le conferenze; la cucina autogestita per realizzare cene, aperitivi e feste; il laboratorio musicale con lezioni private; quello artistico con corsi di pittura; quello informatico per apprendere l’utilizzo del pc e della grafica; quello letterario per approfondire autori sconosciuti; quello sportivo con corsi di autodifesa. A tutto ciò si uniscono le quotidiane forme di azione politica coordinate, tra gli altri, dalla Giovane Italia – Azione Giovani, Movimento Studentesco Nazionale e quelle personalità del Popolo della Libertà che hanno creduto nel nostro progetto. Sono all’ordine del giorno: riunioni, affissioni, volantinaggi, redazione di riviste e fanzine, e tutte quelle attività che ormai da anni sono portate avanti con costanza ed hanno prodotto storiche vittorie nelle scuole superiori, nelle università, nei consigli circoscrizionali e nei consigli comunali, nei luoghi di aggregazione e nelle strade, rompendo tabù un tempo inattaccabili.
 

Alla politica dei proclami, delle passeggiate televisive, dei talk show, delle parole al vento e dei cambi di casacca vogliamo contrapporre uno stile militante, vivo, attivo, coerente, reagente e caparbio che si conquista il terreno metro per metro, dialoga con le persone guardandole negli occhi, porta all’attenzione di tutti i problemi reali, si preoccupa di dare prima di ricevere e di fare prima di promettere, sacrifica soldi e tempo per affiggere un manifesto o dare un volantino, scende in piazza, grida ma pensa, protesta ma propone, offre progetti concreti, vive le proprie idee incarnandole nell’azione senza limitarsi a gridarle in uno slogan. Tutto questo c’è, e si chiama Casaggì. 
 

A BREVE, NON APPENA SARANNO TERMINATI I LAVORI, COMUNICHEREMO L’INDIRIZZO. UNA VOLTA ENTRATI E RIORGANIZZATI I TURNI QUOTIDIANI DI APERTURA, FINIREMO DI RITOCCARE IL TUTTO. IN AUTUNNO, PER I PRIMI DI OTTOBRE, E’ PREVISTA LA GRANDE INAUGURAZIONE. TUTTI PRONTI!

 

LE NUOVE MAGLIETTE DI CASAGGì: VESTI RIBELLE, FINANZIA LA NUOVA SEDE!

 

 

Sono arrivate le nuova magliette di Casaggì. A tema "Fight Club", in centinaia di copie.
Il ricavato delle vendite (15 euro l'una), andrà a finanziare la costruzione della nuova Casaggì, alla quale stiamo lavorando da mesi senza sosta, tra calcina, piastrelle, stucchi, betoniere, vernici e una grande voglia di costruirci il futuro da soli, senza ingerenze e padroni.
 
Ne nasceranno un pub, uno spazio cinema con proiezioni settimanali, una libreria per la diffusione della cultura non conforme, un piccolo spazio per l'abbigliamento identitario, una biblioteca popolare con migliaia di testi e l'archivio storico nazionale del Fronte della Gioventù, uno sportello sociale con caf, consulenze legali e segreteria politica gratuite; corsi di autodifesa attiva, di musica, di computer, di grafica, di cucina e di pittura; un laboratorio multimediale e un punto web con diverse postazioni; un laboratorio artistico per la creazione e l'esposizione di mostre. A tutto ciò, ovviamente, si uniranno le attività politiche e militanti quotidiane, che a Firenze sono ormai cosa continua e ben visibile da diversi anni.
 
Finanziarci non è affatto un dovere, ma sicuramente una scelta libera, che va a sostenere una Comunità militante che in una città tra le più difficili d'Italia ha saputo costruire un un centro sociale di destra che produce decine di attività giornaliere, ha annichilito ogni forma di concorrenza militante sul territorio radicandosi a tal punto da far diventare la propria presenza una costante quotidiana nei quartieri e nei rioni; ha ottenuto risultati incredibile dalle scuole alle facoltà; ha elaborato grafica, linguaggi e forme di espressione prima sconosciute; ha edificato dal niente un gruppo umano che oggi parla anche dalle istituzioni, dove è entrato grazie alle preferenze della gente ottenute porta a porta, dando una casa a chi ne aveva bisogno e ascoltando tutti, come impone quel senso di giustizia sociale che sentiamo nostro. E l'ha fatto da sola, grazie alla assoluta cocciutaggine di alcuni folli, pronti a riprendersi tutto, senza sconti e senza tregua.
 
PER INFO E SPEDIZIONI 392.9874639
TAGLIE: S,M,L
EURO 15
FRONTE: UNA VITA DA FIGHT CLUB (con immagine)
RETRO: LA BELLEZZA DI UNA BARRICATA PER TUTTA LA VITA

EURO SLOVENI: CASAGGì E GIOVANE ITALIA TAPPEZZANO IL CONSOLATO...

 

 

La giovane destra: “Grave offesa alla memoria degli italiani infoibati”. Torselli (PdL): “Boicottiamo le vacanze in Slovenia”
Oggi alle 16.30, i militanti del centro sociale di destra Casaggì Firenze e della Giovane Italia, movimento giovanile del PdL, hanno protestato di fronte al Consolato della Repubblica Slovena di Firenze, contro la recente decisione della Banca di Slovenia di coniare monete da 2 euro con l’effige di Franc Rozzman Stane, comandante titino compartecipe dei massacri di italiani lungo il confine orientale sul finire della Seconda Guerra Mondiale.
 
“Stane – fanno sapere i dirigenti di Casaggì e della Giovane Italia – fu membro dell’XI Corpus Sloveno e successivamente comandante dello stesso, passato alle cronache storiche per aver contribuito, direttamente o indirettamente, al massacro di migliaia di innocenti che, sul confine orientale, non vollero rinnegare la loro italianità”.
 
“Questo gesto – dichiarano Marco Scatarzi, presidente cittadino della Giovane Italia e Responsabile di Casaggì, ed Alessandro Draghi, presidente provinciale della Giovane Italia e consigliere del PDL al Quartiere 2 - offende la memoria dei nostri connazionali uccisi, massacrati e infoibati e rappresenta un affronto dinanzi al quale l’Italia non può restare in silenzio. Avranno certamente da festeggiare tutti coloro che, in questi anni, hanno fatto di tutto per dimenticare e far passare come opere di revisionismo storico le celebrazioni ufficiali del martirio delle foibe”.
 
Sull’argomento interviene anche il consigliere comunale del PdL Francesco Torselli, che dichiara: “Far parte dell’Europa non può e non deve significare soltanto far circolare liberamente delle merci, ma intraprendere un percorso comune, che certamente non può essere leso dall’esaltazione di una persona che si è resa protagonista di uno sterminio di massa. Il fatto, poi, che lo si ritragga con la stella a cinque punte, va a rafforzare la volontà di esaltarne l’orientamento politico, in barba ai crimini commessi e alle cicatrici, ancora non rimarginate, che questi hanno lasciato”.
 
“Non è la prima volta – prosegue Torselli – che la Repubblica Slovena offende con i propri atteggiamenti la memoria dei martiri italiani finiti nelle foibe ed i 350.000 nostri connazionali costretti a fuggire dalle terre di Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Se la Slovenia vuole stare in Europa, deve fare i conti con il proprio passato e condannare le barbarie perpetrate da Tito, dai suoi gendarmi e dalla dittatura comunista in genere, così come è stato richiesto a molte altre nazioni”. 
 
“La nostra azione – aggiungono Scatarzi e Draghi - va a rimarcare la nostra contrarietà, da italiani, alla celebrazione di una figura che, sebbene per qualcuno possa rappresentare un mito, per l’Italia incarna il ricordo di orrendi crimini subiti e mai puniti, spesso dimenticati e ancora una volta, purtroppo, ignorati. Per questo, oggi, abbiamo affisso dei manifesti sul consolato sloveno: locandine che spiegano la nostra posizione in merito e che a breve saranno distribuite in tutta la città”. 
 
Torselli, Scatarzi e Draghi invitano poi i tanti italiani che non vogliono dimenticare chi fu massacrato dall’odio dei comunisti titini a boicottare la Slovenia quale meta per le vacanze estive: “Se esaltano chi ci ha massacrati – fanno sapere - non saranno certamente dispiaciuti di perdere qualche migliaio di turisti italiani”.
 
“Lunedì prossimo – conclude Torselli – porterò in Consiglio Comunale una risoluzione di condanna di questa ignobile decisione della Banca Slovena. Mi auguro che la condanna arrivi da numerose istituzioni del nostro paese e che si sollevi un caso nazionale con l’intento di far ritirare l’infelice scelta ai nostri vicini sloveni”.

CASAGGì E LA GIOVANE ITALIA RICORDANO BOBBY SANDS, MARTIRE DELLA LOTTA IRLANDESE. TAPPEZZATO IL CONSOLATO INGLESE DI FIRENZE E MOLTE ZONE DELLA CITTA’ CON MILLE LOCANDINE RECANTI L’EFFIGE DEL MILITANTE REPUBBLICANO E UNA FRASE TRATTA DAL SUO FAMOSO DIARIO. IL CONSIGLIERE COMUNALE TORSELLI (PDL) SI BATTERA’ AFFINCHE’ FIRENZE GLI INTITOLI UNA STRADA.

Questa notte, 5 maggio 2011, i militanti del centro sociale di destra Casaggì Firenze e della Giovane Italia hanno ricordato Bobby Sands, martire della lotta irlandese morto trent’anni fa in seguito ad uno sciopero della fame contro l’assenza di diritti per i detenuti irlandesi e la repressione inglese nella sua Terra. 

Abbiamo voluto ricordare Sands, perché rappresenta ancora oggi un limpido esempio rivoluzionario di coraggio e di amore. Bobby Sands, cresciuto nella Belfast delle tensioni e della guerriglia, sfidò l’impero britannico con un esemplare sciopero della fame, iniziato dai detenuti dell’IRA per ottenere lo status di prigionieri politici e vedersi riconosciuti i diritti elementari, che portò alla morte di molti loro e fece il giro del mondo”.  “Bobby Sands, che non arretrò mai dinanzi ai soprusi e alle brutali torture subite nel Blocchi H del carcere di Long Kesh, raccontò al mondo la sua storia scrivendo un diario clandestino su dei pezzi di carta igienica fatti uscire con enormi difficoltà dal temuto penitenziario. Alla sua morte Sands era un parlamentare di Stormont, eletto democraticamente venticinque giorni prima della sua morte.
La lotta del popolo irlandese per la libertà rappresenta una punta d’orgoglio e di vitalità nel cuore d’Europa. Rappresenta la volontà di difendere fino alla fine la propria Terra, la propria identità e la propria gente. Rappresenta la ferma volontà di resistere a tutto pur di ottenere il diritto di esprimersi, di essere riconosciuti, di conquistare ciò che ci appartiene. Rappresenta la forza di saper dare l’esempio, di saper lanciare un segnale e un grido di libertà, senza ipocrisie e buonismi, che possa rompere il muro di omertà imposto dai potenti. Bobby Sands rappresenta la certezza che tutto è possibile per chi crede che la propria idea e la sorte del proprio Popolo siano più importanti della vita stessa. 
A sua Maestà e ai suoi soldati, in questi giorni presi dai festeggiamenti dell’ultimo matrimonio di corte e dai pettegolezzi dei Tabloid, vogliamo ricordare che in Irlanda del Nord non sono stati ancora concessi pieni diritti agli irlandesi e che il martirio di Bobby sarà sempre una macchia indelebile nella loro coscienza”. “Abbiamo già depositato, tramite il nostro consigliere comunale Francesco Torselli, la richiesta per l’assegnazione di una strada in onore a Bobby Sands. Vogliamo sperare che la sensibilità dei consiglieri comunali fiorentini oltrepassi le barriere ideali e partitiche e conceda questo riconoscimento ad un Uomo che ha dimostrato di conoscere e incarnare il significato più profondo della parola LIBERTA’.

 
Non c'è nulla nell'intero arsenale militare inglese che riesca ad annientare la resistenza di un prigioniero politico repubblicano che non vuole cedere; non possono e non potranno mai uccidere il nostro spirito.

CENTINAIA PER SERGIO RAMELLI. LA MILITANZA VINCE L'ODIO.

E’ stata lanciata sette giorni fa sul web, dopo le celebrazioni di un 25 aprile in ricordo dei caduti della Rsi, ma ha chiamato a raccolta centinaia di persone. La manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli è stata un successo: gente in piedi e sala stracolma, oltre un centinaio di ragazzi con meno di vent’anni e tutta la vecchia guardia della Comunità a presidiare in silenzio il ricordo di un ragazzo ucciso a diciotto anni perché militante della destra giovanile. Attivisti, realtà organizzate e individualità hanno letteralmente affollato la sala, regalandoci una serata da ricordare. Gli antifascisti, ectoplasmi senza il minimo della dignità richiesta, avevano provato in tutti i modi a farci revocare la sala con telefonate all’albergo, minacce di incendi e di assalti, millantate occupazioni del posto e promesse di sanguinose uccisioni. La nostra risposta è stata la più ovvia: fare la manifestazione ed essere tanti. E così è stato, anche stavolta.
Fuori dalla sala un bellissimo striscione di venti metri realizzato a mano dai militanti di Casaggì: Sergio Vive, con l’effige del suo volto stilizzata e la grande fiaccola tricolore. Il clima d’odio dei giorni scorsi ha permesso la mobilitazione e l’incontro di tre generazioni di militanti, da chi era presente all’epoca fino a chi frequenta la prima superiore. Chi ha vissuto gli anni di piombo e chi si trova, oggi, di fronte ad una stupidissima recrudescenza dell’odio politico, nella quale si inneggia all’omicidio politico, come accaduto nei giorni scorsi coi manifesti affissi su Casaggì.
 
Preciso e commovente, come sempre, l’intervento di Guido Giraudo, anima storica della destra milanese e autore del libro su Sergio, uno di quei testi che ti vengono messi in mano quando entri in sezione e che ti danno la forza di fare quello che fai tutti i giorni. Curatissimo e di ottima fattura il documentario da lui realizzato e da noi visionato in anteprima nazionale nei suoi tratti salienti: le interviste a chi c’era, le rivelazioni postume dei togati che hanno seguito il caso, i ricordi e le  testimonianze di chi si è trovato emarginato, aggredito e odiato a causa di una scelta ideale, senza mai fare un passo indietro. Un contributo importante per tutto il nostro mondo politico, che dovrebbe essere posto all’attenzione di tutto il nostro paese.
 
Importanti le parole di Francesco Torselli, nostro consigliere comunale, che ha ricordato in quale clima si svolgano le quotidiane azioni della nostra struttura: le minacce, i picchetti, le ronde, gli atti di violenza, gli schiaffi dati e presi, i turni di guardia a presidio di una sede, le affissioni con la macchina di rinforzo. Cose che fanno ridere che vive la politica da fuori e che etichetta queste dinamiche come una guerra per bande, con la miopia di chi è sempre rimasto dietro le finestre, senza mai sforzarsi di capire, di vivere, di donare. Ma all’odio di chi non ha niente da dare, contrapporremo sempre la determinazione di agire, di conquistare e di fare, con la maturità e la volontà di costruire il futuro con mille sacrifici e con mille sforzi, ma sempre onorando il sogno rivoluzionario che abbiamo incontrato varcando la soglia della nostra sezione.
 
Al senatore Achille Totaro, senza il quale questo appuntamento non sarebbe possibile, l’onore di concludere. Il suo coraggio, dimostrato nei fatti anche nelle aule parlamentari, dovrebbe parlare da solo, ma il suo intervento ha comunque ripercorso aneddoti e spaccati di vita militante che molti di noi si portano dentro con orgoglio.
 
Un plauso a tutti e un grande ringraziamento a chi c’era. E’ anche e soprattutto con queste iniziative che la memoria dei nostri caduti resta viva, tramandone l’esempio a chi, domani, dovrà proseguirne le lotte in strada. Perché le idee non muoiono, finchè c’è anche un solo folle a combattere per esse.

MANIFESTAZIONE PER SERGIO RAMELLI

Sergio Ramelli è uno dei simboli degli “anni di piombo”. Un ragazzo pulito, col sorriso stampato in faccia e la spensieratezza di un diciottenne, barbaramente massacrato da un commando omicida di fanatici accecati dall’odio. E’ il 1975. Sergio ha iniziato a frequentare, nella sua Milano, la sezione del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Msi che raggruppava la giovane destra e operava nelle scuole e nelle facoltà di tutto il paese. Sergio frequenta il Liceo Molinari, dove subisce le prime minacce in seguito ad un tema in classe nel quale denuncia l’operato delle Brigate Rosse, che a Padova hanno ucciso due attivisti missini (Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci) in seguito ad una irruzione nella sede del Msi per procurarsi l’archivio degli iscritti al partito, che i due avevano coraggiosamente negato. Come spesso accade in quegli anni Sergio si procura le antipatie di chi, nel suo istituto, fa politica dall’altra parte: subisce una sorta di “processo politico” e ne nascono delle prepotenze macabre e vili, che lo costringono a cambiare scuola. Ma il suo nome e la sua fotografia, come usava negli ambienti della sinistra extraparlamentare, fanno il giro della città. Capitano nelle mani di Autonomia Operaia, che decide per il suo omicidio. Il 13 marzo del 1975 alcuni estremisti lo aspettano sotto casa armati di chiavi inglesi, le pericolose Hazet 36 tanto in voga tra i giovani della sinistra radicale e tanto utilizzate nelle aggressioni antifasciste. Sergio parcheggia il motorino e viene immediatamente riconosciuto e aggredito: ripetuti colpi di chiave inglese lo raggiungono alla testa e al volto, lasciandolo a terra privo di sensi e in una maschera di sangue e materia celebrale. Il commando è composto da studenti universitari di medicina, che sanno dove colpire. Nel corso del processo Marco Costa, uno degli aggressori, afferma: « Ramelli capisce, si protegge la testa con le mani. Ha il viso scoperto e posso colpirlo al viso. Ma temo di sfregiarlo, di spezzargli i denti. Gli tiro giù le mani e lo colpisco al capo con la chiave inglese. Lui non è stordito, si mette a correre. Si trova il motorino fra i piedi e inciampa. Io cado con lui. Lo colpisco un'altra volta. Non so dove: al corpo, alle gambe. Non so. Una signora urla: Basta, lasciatelo stare! Così lo ammazzate!" Scappo, e dovevo essere l'ultimo a scappare» Sergio viene sottoposto ad un intervento urgente, ma cade subito in stato comatoso. Muore il 29 aprile del 1975, dopo 48 giorni di agonia. Nella seduta consiliare milanese prevista dopo l’aggressione di Sergio, una parte delle rappresentanze istituzionali, appresa la notizia della morte, si alza in piedi e applaude, fischiando il consigliere del Msi che aveva la parola in quel momento. Nei giorni del ricovero, dai palazzi antistanti l’ospedale, i militanti di Autonomia Operaia e della sinistra radicale si appostano per fotografare le persone che vanno a salutare Sergio, per completare lo schedario dei “bersagli fascisti da colpire”. Lo schedario venne recuperato anni dopo in Viale Bligny, a Milano: conteneva le foto e le informazioni di 10.000 persone riconducibili al mondo della destra politica e militante. Un anno esatto più tardi, il 29 aprile del 1976, Prima Linea “festeggia” l’anniversario della morte di Ramelli uccidendo un altro “fascista”: Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Msi, viene assassinato a colpi di pistola. Quella di Sergio è una delle tante, orribili, storie degli anni di piombo. Storie di morte e di odio, di livore e di brutalità. Storie di antifascismo e di vigliaccheria, di omertà e di sinistre coperture, di “intellettuali” e consiglieri che plaudono alla morte di un ragazzo senza colpe e di utili idioti mandati ad uccidere. Ricordare, oggi, è un compito che spetta non solo alla destra politica, ma a tutto il nostro Popolo. Di fronte a chi, dopo tutto il sangue che questa terra ha visto scorrere, continua a rinfocolare l’odio divisionista e la prevaricazione di parte, non resta che ricordare e riflettere.


FILMATI E TESTIMONIANZE IN RICORDO DI SERGIO RAMELLI, NEL 36° ANNIVERSARIO DELLA MORTE. CON GUIDO GIRAUDO, AUTORE DI “SERGIO RAMELLI, UNA STORIA CHE FA ANCORA PAURA”
LUNEDì 2 MAGGIO 2011 - ORE 21
HOTEL MEDITERRANEO – LUNGARNO DEL TEMPIO 44, FIRENZE

Associazione Progetto Destra, in collaborazione con

Casaggì Firenze e Giovane Italia

 

UN CENTINAIO DI MILITANTI DI CASAGGì E GIOVANE ITALIA A TRESPIANO PER RICORDARE I CADUTI DELLA RSI. SCRITTE OLTRAGGIOSE SUL CIMITERO...

Quest'oggi, come ogni 25 aprile, Casaggì e la Giovane Italia hanno ricordato i caduti della Repubblica Sociale Italiana. Un centinaio di militanti, inquadrati e silenziosi, hanno reso omaggio a chi, indossando una divisa e servendo una bandiera, ha tenuto alto l'onore d'Italia, combattendo fino all'ultimo respiro. In una città che proprio negli ultimi giorni si è resa protagonista di vergognose campagne provocatorie e divisioniste, come la proposta di rimuovere le spoglie di Giovanni Gentile dalla Basilica di Santa Croce perchè "indegno di riposarvi", abbiamo disertato le celebrazioni di palazzo.

Di cerimonie ne abbiamo fatte poche, depositando delle rose rosse all'ossario della Rsi ed ascoltando l'intervento di chi, prima di noi, ha avuto l'onere e l'onore di portare avanti questa visione del mondo. E la partecipazione, resa possibile con un solo articolo e qualche sms, è stata molto forte: in Largo Fanciullacci, più sotto, l'evento organizzato dall'Anpi non contava un decimo dei nostri partecipanti, ma era chiaramente organizzato con la volontà (e i soldi) di tutti i cittadini.

All'arrivo presso Trespiano notiamo che i soliti miliziani dell'antifascismo militante, personaggi che si materializzano alle cinque di mattina prima di ogni nostro evento, hanno riempito di scritte il cimitero, come per tre notti consecutive hanno fatto in Piazza Alberti, dove ci riuniamo temporaneamente in attesa della fine dei lavori di ristrutturazione della nuova Casaggì. A certa gente, che magari ha anche un parente sepolto là dentro, andrebbe spiegato che in certi luoghi si dovrebbero evitare certe pagliacciate, non fosse altro per il rispetto che si deve alle migliaia di persone che dietro a quelle mura ci riposano. Ma certi idioti, che non hanno rispetto per sè stessi, non possono averne per i morti.

Ma la bellezza di quei cento ragazzi vale un milione delle loro scritte, delle loro minacce e delle loro inutili provocazioni. Noialtri non abbiamo tempo da perdere, ma un mondo da conquistare.
 

25 APRILE: CASAGGì COMMEMORA CADUTI RSI


CASAGGì E GIOVANE ITALIA COMMEMORANO GENTILE, SUL LUOGO DELL'ASSASSINIO


 
Questa mattina alle 11 una delegazione di militanti di Casaggì Firenze e Giovane Italia hanno ricordato il filosofo Giovanni Gentile, ucciso il 15 aprile del 1944 da un commando di partigiani gappisti guidati da Bruno Fanciullacci, al quale la nostra città non ha risparmiato l’intitolazione di una strada.
 
La commemorazione si è svolta al Salviatino, sul luogo dell’assassinio e vi hanno preso parte anche il consigliere comunale Francesco Torselli, riferimento di Casaggì e Giovane Italia all’interno del Pdl, il consigliere comunale Jacopo Cellai e Marco Cellai, storico esponente della destra fiorentina.
 
I militanti di Casaggì presenti alla commemorazione hanno esposto uno grande striscione riportante la scritta “Onore a Giovanni Gentile”, mentre la zona e altre parti della città erano state già ricoperte la scorsa notte di manifesti in ricordo del filosofo. Dopo le dichiarazioni dei due consiglieri comunali la parola è passata a Marco Cellai, che ha ricordato l’impegno che da oltre cinquanta anni vede la destra fiorentina in prima linea nella battaglia per il ricordo di Gentile.
 
Quello di oggi vuole essere un momento simbolico di commemorazione e di ricordo, ma anche un invito alla riflessione e alla pacificazione in una città che ha sempre anteposto l’odio di parte alla verità storica. Gentile fu ucciso da inerme, con un gesto che perfino i vertici del Cln non avevano approvato. Un gesto folle, nel quale non c’è niente di eroico.
 
Ancora oggi, a Firenze, non c’è una strada o una lapide che ricordi Giovanni Gentile. L’oblio ha prevalso sul ricordo e sulla giustizia. Ma continueremo, caparbi, a ricordare, come facciamo da decenni. Il compito dei giovani militanti, infatti, è quello di rinvigorire nella lotta le battaglie che questa splendida Comunità umana e politica porta avanti da sempre.

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TORSELLI (PDL): "VERGOGNOSO IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI". SCATARZI (GIOVANE ITALIA): "DAI VERI GIOVANI IL DOVERE DI RICERCARE UNA MEMORIA STORICA CONDIVISA E SUPERARE I RANCORI".
 
Si è svolta questa mattina alle ore 11.00 in Via del Salviatino, proprio dove Giovanni Gentile fu assassinato il 15 aprile 1944 da un commando di gappisti, una commemorazione in ricordo del grande filosofo siciliano, ma fiorentino di adozione, organizzata dal Centro Sociale di Destra "Casaggì Firenze" e dal movimento giovanile del PDL "Giovane Italia".
 
Una cinquantina di ragazze e ragazzi, quasi tutti giovanissimi, hanno esposto un grande striscione che recitava le parole: "Onore a Giovanni Gentile" ed hanno ascoltato in silenzio le parole di Marco Cellai, storico esponente del MSI, di Alleanza Nazionale e del PDL a Firenze, il quale ha ricordato come "da cinquant'anni ormai una parte politica sta combattendo in tutte le istituzioni affinchè l'odio ideologico di una stagione terribile, quale fu quella della Guerra Civile italiana, venga messo finalmente da parte e Firenze possa ricordare serenamente, e con il tributo d'affetto che Gentile merita, la figura di questo grande italiano". 
 
Alla commemorazione hanno partecipato anche i cosiglieri comunali del PDL Francesco Torselli e Jacopo Cellai.
 
Per Torselli (PDL): "è vergognoso il silenzio delle istituzioni in un'occasione come questa. Giovanni Gentile è stato uno dei più importanti filosofi italiani del '900 e la sua adesione in via ideale alla Repubblica Sociale non può essere un motivo valido per continuarne ad ignorare vita ed opera a quasi 70 anni di distanza dalla sua morte. Senza considerare, tra l'altro, che pochi giorni prima di morire, in piena Guerra Civile, con il suo 'Discorso agli Italiani' egli si era speso proprio per ricercare una pacificazione nazionale ed evitare lo spargimento di sangue che stava inondando le strade del nostro paese. Il Sindaco di Firenze dimostri di essere una 'faccia nuova' anche in questo: 'senza pretendere revisioni o modifiche del suo giudizio sull'epoca in questione, restituisca a Gentile la dignità ed il rispetto che, come filosofo ed intellettuale, certamente merita".
 
Purtroppo ancora una volta a ricordare Gentile è stata una precisa parte politica, come spesso accade anche per altre pagine di storia sulle quali la sinistra non è ancora disponibile a fare la luce sufficiente, una su tutte quella riguardante i martiri delle foibe e gli esuli giuliano-dalmati e istriani. 
 
"La presenza della Giovane Italia e di Casaggì, oggi, hanno comunque un valore inestimabile. - conclude Marco Scatarzi, Presidente cittadino della Giovane Italia e responsabile di Casaggì - Noi abbiamo il dovere di proseguire quelle battaglie di giustizia, di verità e di identità che le generazioni militanti prima di noi hanno iniziato con tanta passione. Il ricordo di Giovanni Gentile, di pari passo con la rimozione di quel pregiudizio storico che ne ha oscurato il nome, sono per noi battaglie all'ordine del giorno. Non ci rassegneremo mai a vivere in un paese e in una città che non riconoscono le doti umane, culturali e politiche di una personalità che ha dato moltissimo all'Italia ed è stata barbaramente uccisa da quell'odio cieco che le istituzioni dovrebbero superare in nome di una cultura condivisa e di una pacificazione nazionale che stenta ancora ad essere accettata da chi costruisce sul rancore le proprie fortune".

CASAGGì RICORDA GIOVANNI GENTILE: MIGLIAIA DI LOCANDINE IN CITTA'...


 
Questa notte i militanti di Casaggì Firenze hanno affisso duemila locandine in ricordo di Giovanni Gentile. L'azione, che verrà integrata dalla cerimonia commemorativa che si svolgerà venerdì mattina alle 11 al Salviatino, è stata realizzata in prossimità della data dell'anniversario della morte, che ricorre il 15 aprile.
 
Giovanni Gentile, filosofo e uomo di punta della cultura italiana dello scorso secolo, fu barbaramente ucciso il 15 aprile del 1944, davanti alla sua residenza fiorentina, al Salviatino. Ad ucciderlo fu un commando partigiano guidato da Bruno Fanciullacci, poi decorato e riconosciuto (anche in virtù della sua morte) dalla città di Firenze come "eroe della Resistenza". I membri del commando dei Gap, di ispirazione comunista, si appostò alle 13,30 circa nei pressi della villa al Salviatino e, appena il filosofo giunse in auto, gli si avvicinarono tenendo sotto braccio dei libri per nascondere le armi e farsi così credere studenti. Il filosofo abbassò il vetro per prestare ascolto, ma fu subito raggiunto dai colpi di una rivoltella. Fuggiti i gappisti in bicicletta, l'autista si diresse all'ospedale di Careggi per trasferirvi il filosofo moribondo, ma invano.
 
Gentile era accusato di aver appoggiato la Repubblica Sociale Italiana e di essere quindi uno dei mandanti ideologici delle rappresaglie antipartigiane. Un'accusa grottesca, ma che evidentemente portò al suo assassinio.
 
La città di Firenze non ha mai riconosciuto a Giovanni Gentile il diritto al ricordo. Sul luogo dell'uccisione non è mai stata apposta una targa e nessuna istituzione, se non qualche esponente della destra politica a titolo personale, si è mai preso la briga di ricordarlo o citarlo pubblicamente come la vittima di una violenza ingiusta e come Uomo di cultura e di spessore internazionale, quale evidentemente era. 
 
Casaggì Firenze, come ogni anno, romperà questo silenzio, anche se solo simbolicamente. Lo farà dal basso, con i propri attivisti e i propri eletti nelle istituzioni. Lo farà perchè ha sempre reputato incredibilmente assurda la ricostruzione della storia nazionale per simpatie o antipatie, faziosità o omissioni.

FOTTI IL MONDO DEGLI UGUALI. L'ULTIMO VIDEO DI CASAGGì...

Malvivente è chi siede dalla parte del torto, chi non adegua, chi porta in sé una differenze antropologica. Noialtri, siamo malviventi.
 

Malvivente è chi reputa antipatica, idiota e inutile la prospettiva di passare un'intera vita a produrre, consumare e crepare. Chi non accumula, non desidera e non chiede. Chi si gioca tutto e concepisce la vita come gioco, il gioco come lotta e la lotta come vita. Chi ride del compromesso e della viltà, dell'asservimento e dell'uguaglianza. Malvivente è chi se ne frega del giudizio altrui, degli schemi imposti e delle mode. Chi si offre corpo e anima ad una causa e preferisce sbagliare con le proprie idee piuttosto che tirare a campare con quelle degli altri.
 
Malvivente è chi ama ciò che oggi è scomparso: identità, libertà, ribellione, tradizione e Patria. Chi preferisce una birra e lo sguardo di un amico ai falsi sorrisi di un salotto o di un privè. Chi ama il rischio, il pericolo, lo scontro, il dinamismo e l'azione. Chi si rialza dopo ogni caduta e tira dritto, più incazzato di prima.
 
Malvivente è chi esce dai confini di ciò che è normale, ovvio, scontato, piatto, banale e sufficiente. Il malvivente è tale perché in un modello sociale che ha eletto l'ipocrisia al rango di valore, non c'è spazio per chi non ha secondi fini. Chi agisce senza interesse, magari perché crede in quel che fa, è un reietto sociale. E' un malvivente che non si adatta, che rifiuta il "migliore dei mondi possibili", che non baratta la propria libertà per l'inclusione in questa gabbia dorata.
 
Malvivente è anche provinciale, campanilista e piccolo: ama ciò che è ancora a misura d'uomo, ciò che non distrugge e non stravolge un bel niente, ciò che si fa accettare per la propria ordinarietà. Il Malvivente è ordinario, quindi è trasgressivo. Trasgredisce la dittatura dell'edonismo, dell'egoismo e dell'egocentrismo. Il Malvivente, semplicemente, è. E' senza pretendere, ambire o sperare.
 
Non ha "io" da imporre agli altri, ma ha un codice di regole da imporre a sé stesso. Non usa lo specchio per prepararsi alla competizione, ma per guardarsi negli occhi e sentirsi in pace con chi ci vede. Il Malvivente è cosa rara e nessuno vuole conoscerlo: la pena è l'esclusione dal gregge, la scomunica del branco.
 
Il Malvivente non si sballa, non si droga e non si vanta. L'adrenalina dell'essere sazia la sua sete di ribellione. Il Malvivente non ama molto la mondanità e al frastuono di qualche locale preferisce i suoi fratelli. Sì, di quelli ne ha moltissimi, perché crede nella Comunità. Il Malvivente crede nei legami, nelle promesse e nella parola data.
 
Il Malvivente è proprio come te, ma ti diranno di scansarlo.

 

 

GIOVANE ITALIA SBARCA AD EMPOLI: NUOVA SEDE PER LA DESTRA IDENTITARIA

 

 

 

Quest'oggi inaugura la nuova sede della Giovane Italia di Empoli. Un altro avamposto è pronto, dopo la dovuta preparazione. La Comunità empolese, che già conta trecento iscritti e un forte radicamento in tutto il circondario, ha finalmente trovato casa. Da lunedì saranno i locali della nuova sede saranno a disposizione della meglio gioventù, quella che non si arrende al mondo degli uguali e porta avanti i propri sogni giorno per giorno, senza sosta e senza paura. Per il coordinamento fiorentino, è l'ennesima prova di presenza territoriale e fisica in un territorio difficile. Qui si chiacchiera poco, e si lavora parecchio: sedi, iniziative, manifestazioni, iscrizioni, voti, consensi e ribellione sono il pane quotidiano di una scelta di vita che ci rende ogni giorno più orgogliosi di essere quello che siamo. Casaggì Firenze non farà mancare aiuto e sostegno. 


 

CASAGGì E LE ELEZIONI UNIVERSITARIE

 
Il “centro sociale di destra” Casaggì Firenze elegge almeno due consiglieri e ottiene un ottimo risultato alle elezioni universitarie. La nostra struttura, inquadrata all’interno della lista del Centro Destra per l’Università, ha lavorato con un gran numero di attivisti alla campagna elettorale, radicandosi in maniera consistente in quasi tutte le facoltà dell’ateneo fiorentino.
  
L’ateneo fiorentino è finalmente pronto per una forza identitaria e sociale che rappresenti una destra libera, radicale e svincolata, che abbia il coraggio di portare avanti, con seguito e consenso, campagne di forte opposizione all’egemonia rossa e alla burocrazia galoppante, alle baronie e al modello dell’università-azienda. Così, dopo essersi affermato ripetutamente come primo movimento nelle scuole superiori, per voti e numero di attivisti, Casaggì e le sue sigle parallele si apprestano a ritagliarsi uno spazio anche nelle università.

 
In noi il mondo studentesco fuori dagli schemi ha trovato un interlocutore nuovo e affidabile, diverso dalle succursali di partito presenti altrove e dall’ipocrisia di chi contesta senza produrre mai alternative reali. In noi hanno trovato una destra attenta ai problemi, ma anche in grado di contestare i politici della propria parte, se necessario, con spirito critico e indipendenza programmatica.

 
Dalla prossima settimana, anche grazie alla fiducia accordataci dalle centinaia di studenti che ci hanno sostenuto, a Giurisprudenza ed Economia, a Lettere e ad Ingegneria, ma anche a Scienze Politiche e a Farmacia, iniziamo il nostro lavoro: produrremo riviste, cineforum, manifestazioni, conferenze, eventi, feste e cercheremo di creare un raccordo positivo tra la nostra Comunità e il mondo studentesco.

 
Nella nuova sede del nostro centro sociale, che a breve sarà ultimata e pronta dopo i lavori di ricostruzione, vi saranno attività quotidiane interamente dedicate al mondo universitario, tutte fruibili, libere a autogestite.

 
Attendiamo i risultati definitivi, anche per i consigli di corso di laurea e per i consigli di facoltà ancora non definiti. Ma una cosa è certa: siamo in marcia, anche nell’ateneo fiorentino. Un grazie a tutti i ragazzi che hanno preso parte a questa avventura fatta di rabbia e d'amore!

 

ELEZIONI UNIFI: CASAGGì COL CENTRO DESTRA. VOTA IDENTITARIO!

 

 

Casaggì Firenze si presenta alle elezioni universitarie, all'interno della lista del CENTRO DESTRA PER L'UNIVERSITA'. La nostra non è una presenza come tante. A differenza di chi utilizza l'università come bandierina o come volano di consensi da riutilizzare altrove, la nostra Comunità si pone l'obiettivo di rappresentare quel mondo studentesco identitario e fuori dagli schemi. E, infatti, per votare i nostri candidati devi essere fuori da ogni schema: oltre la faziosità dell'egemonia rossa che strumentalizza proteste e oltre il moderato buonsenso degli altri, che non ha mai pagato. Chi ci conosce e ci segue sa quel che noi facciamo ogni giorno. Sappiamo di non poter neanche lontanamente aspirare a vincere le elezioni studentesche a Firenze, ma non ci abbattiamo. Sappiamo anche, però, che in tanti romperanno quel muro e ci daranno fiducia. Quelle anime incendiarie possono stare certe che saranno ben rappresentate...


 

I candidati di Casaggì all'interno del CENTRO DESTRA PER L'UNIVERSITA':

AI CONSIGLI DI FACOLTA’

Si possono esprimere 3 preferenze nella stessa lista

 

ECONOMIA

Samuele Castellaneta

Tommaso Dami

 

FARMACIA

Emanuele Rossi

 

GIURISPRUDENZA

Andrea Poggianti

Cristina Torcini

Massimo Rosi

Marco Baldinotti

 

INGEGNERIA

Francesco Bellotta

Tommaso Ciofini

Giovanni Lococciolo

 

LETTERE

Marco Gabriele

Giorgio Gargiulo

 

SCIENZE POLITICHE

Fabio Leopardo

Filippo Taddei

Alessandro Bistacchi

 

............................ 

AGLI ORGANI CENTRALI

Votano tutte le facoltà dell’Unifi

 

CUS

Marco Scatarzi

 

SENATO ACCADEMICO
Marco Gabriele

 

CDA

Andrea Poggianti

 

ARDSU

Fabio Leopardo

Samuele Castellaneta

 

SE TIENI AL TUO FUTURO E VUOI COSTRUIRLO RESTANDO COI PIEDI PER TERRA, SENZA SALIRE SUI TETTI. SE PENSI CHE QUESTA UNIVERSITA’ SIA UN’AZIENDA NELLA QUALE SEI POCO PIU’ DI UN NUMERO. SE CREDI CHE L’IDENTITA’ NON SIA UN FATTO DI CONVENIENZA, MA UNA RAGIONE DI LOTTA. SE TI GUARDI ATTORNO E VEDI SEMPRE LE STESSE PAROLE, GLI STESSI PENSIERI, LE STESSE PERSONE. SE VUOI ABBATTERE L’UNIVERSITA’ DEI MURI, DEI PRIVILEGI, DEI DOGMI E DELL’OMOLOGAZIONE. SE NON TI SENTI AFFATTO RAPPRESENTATO DA CHI STRUMENTALIZZA PROTESTE ANCHE A TUO NOME. SE SEI STANCO DELLE CASTE  E DELLE OVVIETA’, DEI BARONATI, DEI BIVACCHI E DELLE FAZIOSITA’. SE VUOI PORRE FINE ALLA CARENZA DI STRUTTURE, AI SERVIZI SCADENTI E ALLA BUROCRAZIA GALOPPANTE. SE VUOI UN’UNIVERSITA’ CHE SIA CANTIERE DI IDEE E DI RIVOLUZIONE, SINSTESI DI AVANGUARDIE.

 

 

CASAGGì: STRISCIONI IDENTITARI PER L'UNITA' D'ITALIA...

 

Questa notte Casaggì ha portato a conclusione le azioni per la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Dopo la trasferta militante a Pistoia di mercoledì, dove Movimento Studentesco Nazionale ha ben organizzato un'ottima giornata di letture e presenza di piazza. Dopo aver fatto piovere volantini in una Piazza della Repubblica gremita e aver colorato il Ponte Santa Trinita col tricolore. Dopo aver affisso decine di manifesti sul cantiere dell'Hard Rock Cafè, contro la commercializzazione del centro storico e la riduzione di Firenze a città vetrina. Dopo tutto questo, abbiamo concluso con un'affissione di striscioni e manifesti. 
 

Alla vecchia maniera: striscioni di quindici metri verniciati a mano, con meticolosa pazienza, per lanciare quel messaggio che da settimane ci portavamo dentro, anche in risposta ai tanti "patrioti occasionali" che alle stesse finestre, fino a l'altro ieri, avevano altri vessilli più colorati e meno italiani di quello tricolore. E così, in barba a tutti i moralisti a intermittenza, abbiamo dato un pò di colore a qualche sottopasso grigio e spento, dove il cemento e lo smog sono l'unico ingrediente di sempre. 


 


 

 

LE AZIONI DI CASAGGì PER L'UNITA' D'ITALIA...

Quest’oggi, 17 marzo, abbiamo festeggiato a modo nostro il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Di prendere parte alle celebrazioni di palazzo, dove spesso si trovano tromboni che fingono di celebrare date e anniversari che in tempi non sospetti rifiutavano di riconoscere, ce ne fregava davvero poco.
 

E così abbiamo dato vita ad una due giorni di militanza full immersion: ieri eravamo in massa a Pistoia per l’evento organizzato dal Movimento Studentesco Nazionale; ieri notte abbiamo passato qualche oretta e dipingere striscioni e manifesti che presto vi ritroverete su qualche muro; oggi abbiamo colto la palla al balzo per ricordare a dovere.
 
Svariate migliaia di volantini sono stati lanciati dai tetti su Piazza Repubblica, la culla delle avanguardie del Novecento. Una folla divertita ha fatto la ressa per leggerli: era un bel riepilogo di questi 150 anni, dove si passavano in rassegna i caduti del Risorgimento, gli sforzi nelle trincee della grande guerra, la presa di Fiume, l’esperienza vitale e solare del Fascismo, la Repubblica Sociale Italiana, i mille sacrifici dei figli di questa Terra e i tanti sogni che ancora ci aspettano.
 
Poi, non contenti, abbiamo colorato il Ponte Santa Trinita con alcuni fumogeni tricolori, attirando la curiosità dei molti passanti.
 
Infine, abbiamo colto l’occasione per lanciare la nostra campagna di critica e di riflessione contro l’Hard Rock, che presto prenderà vita al posto del vecchio Gambrinus. Che c’entra con l’Unità d’Italia? C’entra eccome. Perché quando domani i patrioti occasionali dismetteranno i tricolori e li riporranno nel cassetto in attesa dei prossimi mondiali di calcio, ci sarà chi continuerà a pensare all’Italia come ha sempre fatto, ogni giorno. E quel qualcuno non sarà felice di vedere che il fiore all’occhiello di questo paese, la Firenze dell’arte e della cultura, sarà ulteriormente ridotta ad una vetrina a cielo aperto dove i marchi multinazionali ed il commercio di massa paiono essere un’attrazione ancor più forte dei nostri monumenti, sempre più simili a cattedrali nel deserto. Un deserto di luci e di scontrini. Un deserto che prosciuga senza sosta le identità e le tradizioni, le specificità e le differenze. Un rullo compressore che rende tutto identico da Pechino a San Francisco. E l’Hard Rock, che abbiamo sapientemente tappezzato di locandine, è l’ennesimo passo verso la città vetrina.

 

CASAGGì RICORDA L'UNITA' D'ITALIA: LE AZIONI E GLI APPUNTAMENTI...

 


 

Casaggì ha lanciato ormai da tempo la propria campagna per la commemorazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Sono stati stampati e già distribuiti in ogni scuola ventimila volantini, mentre si è attivata anche una campagna mediatica sul web. Abbiamo affisso circa tremila locandine tricolori con la scritta "orgoglio italiano" e l'omonima campagna studentesca. Abbiamo organizzato e realizzato con successo un convegno a Certaldo, in concomitanza con l'apertura della nostra sezione locale attiva sul territorio e questo mercoledì saremo in massa a Pistoia, per la manifestazione regionale in piazza del Movimento Studentesco Nazionale, sempre a tema. Altre azioni sono previste, a sorpresa, nei prossimi giorni. Come sempre non ci siamo risparmiati, neanche un pò. 
 

Di seguito riportiamo anche il testo presente nel volantino che abbiamo distribuito in tutte le scuole della provincia. Il nostro modo di ricordare questo momento, ovviamente fuori dal coro e dai clichè istituzionali di chi ha sempre pronunciato controvoglia la parola "patria" ed oggi se ne riempie la bocca con facile opportunismo:

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ci riporta alla mente la grandezza del senso di appartenenza ad una Terra con millenni di storia e di tradizioni alle spalle. L’Italia profonda, fatta di miti e di simboli. L’Italia della cultura e dell’arte, del genio e dell’avventura. L’Italia dell’aratro e della spada, delle legioni e del Diritto, del marmo contro la palude e del sacrificio, dell’innovazione e delle radici profonde.  L’Italia dei giovani che fanno il Risorgimento e dei briganti che non si piegano; quella che brilla nelle trincee e poi resiste e vince sul Piave, che conquista Fiume, che costruisce la rivoluzione nazionale e la giustizia sociale nel Fascismo, che si batte con un pugno di soldati contro le più imponenti armate del globo e tiene alta la bandiera dell’onore fino all’ultimo respiro. L’Italia che si divide, si scanna, ma vive e si rimette in gioco, sempre e comunque.  L’Italia che niente ha a che fare con le cricche e con le mafie, con le caste e coi giochi di palazzo. La nostra Italia è un’avanguardia dello stile e del costume, dello spirito e del pensiero: lontana parente della decadenza che qualcuno vorrebbe imporle. La nostra Italia è quella del futuro, che guarda avanti senza dimenticare da dove viene, chi è e come è nata. La nostra Italia non è quella del precariato, delle pizze e dei mandolini, del futuro incerto, del maledetto odio sociale, dell’assistenzialismo, della vergogna dell’8 settembre 1943, del terrorismo e degli anni di piombo, dell’aborto per tutti, dell’omologazione di mercato, della sudditanza allo straniero, della multietnica e dell’immigrazione incontrollata, del degrado, del materialismo, del pensiero debole. La nostra Patria è ardimento e azione, è il coltello tra i denti e il sudore sulla fronte, la vita che sboccia e la Giovinezza che irrompe, lo scintillio di un sole nuovo e l’orgoglio di esserne parte. La nostra Italia non è un partito o una parte politica, ma è un sogno che si vive sulla pelle, un plebiscito che si rinnova ogni santo giorno, è il rullare dei tamburi e la sovranità del Popolo, la libertà di fare e la rabbia di cambiare. La nostra Italia è militanza quotidiana, è il dono di se stessi per qualcosa di più grande; è il mettere gli altri avanti al proprio tornaconto e il bene comune avanti a tutto. La nostra Italia è quella che scrive la storia senza scuse e senza reticenze, senza censure e senza malizie. E’ un Popolo con una coscienza, è sintesi delle differenze e premio per chi merita; è selezione, ma anche aiuto dei più deboli, identità e orgoglio. E’ L’Italia che dobbiamo costruire insieme, come un sogno generazionale che si materializza giorno per giorno!

 

A CERTALDO APRE LA GIOVANE ITALIA!

 


 

Si è svolta ieri a Certaldo la riunione della Giovane Italia del Circondario Empolese. Molti i partecipanti, che hanno inaugurato il nuovo corso del circolo locale del nostro movimento, già attivo sul territorio e forte di una quarantina di tesserati. Casaggì Firenze, che fa punto di riferimento per tutti i circoli della zona, era presente. La nostra bellezza e la nostra voglia di fare si stanno allargando a macchia d'olio, senza sosta. Un augurio di buona lotta a tutti i militanti della zona, per un percorso che non sia soltanto politico, ma anzitutto esistenziale e valoriale. In alto i calici per l'ennesima vittoria!

 

CASAGGì TAPPEZZA LE UNIVERSITA' E SI PREPARA ALLE ELEZIONI...

 

Questa mattina sono state tappezzate a dovere molte delle facoltà universitarie fiorentine. Una trentina di nostri militanti si sono mobilitati, raccogliendo consensi e contatti. Casaggì si prepara per le elezioni universitarie, che ci vedranno far parte della "coalizione" del "centro-destra per l'università". L'anima identitaria e militante è in marcia, con rabbia e con amore...

 

Esistono studenti che non si rassegnano al deserto di macchine e scontrini che li circonda. Studenti che non urlano, ma che sono altrettanto incazzati. Studenti liberi, che non usano la libertà per se stessi, ma la mettono al servizio di una Nazione, di una Comunità in lotta e di una trincea ideale. Studenti che non blaterano di merito senza prima aver donato. Gente che non va sui tetti, perché ha i piedi per terra. Gente silenziosa, ma viva e reattiva. Persone stanche di guardarsi attorno e vedere le stesse facce, con gli stessi vestiti, con le stesse bandiere, con gli stessi pensieri, con le stesse proteste, con la stesse parole. Studenti che conoscono i muri e vogliono abbatterli, picconata dopo picconata, perché non hanno alcuna intenzione di sottostare a schemi decisi altrove e a vecchie barriere di odio che si fanno sempre più incerte sotto il peso della storia. Queste sono le anime incendiarie del nostro tempo.
 

DA OGGI C’E’ QUALCUNO CHE MARCIA CON LORO.

OLTRE GLI SCHEMI,

OLTRE GLI SCEMI.

 

 

 

CASAGGì FIRENZE: HARD ROCK ENNESIMO PASSO VERSO LA CITTA' VETRINA...

A Firenze arriva l’Hard Rock Cafè. Al posto dello storico cinema Gambrinus, ormai chiuso da tempo, sorgerà il famoso locale dedicato alla musica. Giubilo e attesa da parte di tutti, come era prevedibile. Eppure è giusto fare qualche riflessione a margine, probabilmente inutile e anche poco gradita, ma quanto meno sincera.
 
Il centro storico della nostra città è una vetrina: negozi, marche e loghi la fanno da padroni. Le attività storiche della nostra città, che per decenni hanno fatto da sfondo al susseguirsi delle generazioni e delle stagioni, chiudono i battenti.
 
Il segno dei tempi, si dirà, ma l’amaro in bocca resta. Perché quando passeggi per le strade della tua città e le trovi tremendamente simili a quelle di una qualsiasi metropoli internazionale, ti rendi conto che quella globalizzazione tanto annunciata ha iniziato a logorare con impeto crescente anche il tuo immaginario.  
 
Restano i nostri monumenti, che paiono degli scheletri di maestosa bellezza fuori dal tempo, ultimo baluardo di un Rinascimento umano e artistico che sembra essere spazzato via dall’appiattimento rampante, dal mito del progresso, dal Dio Denaro, dalla mercificazione costante delle cose e delle anime, da quel rapido processo di omologazione che divora le differenze, le specificità, le tradizioni e i costumi.
 
Fa quasi impressione, a guardarlo bene, la cupola del Brunelleschi: un’opera unica, circondata da griffe e nomi, da insegne luminose, da quartieri multietnici che si allargano a vista d’occhio; sembra quasi una caricatura, messa lì per alimentare quel circolo di vizioso di scontrini e di luci. Stessa sorte per il povero Dante, che la sera guarda sconcertato il bivacco idiota di chi ha preso i gradini di una meraviglia mondiale per un pisciatoio a cielo aperto.
Fai qualche passo e arrivi a San Lorenzo, oggi ridotto a spettro di una società che cerca forzatamente di inculcare una tolleranza impossibile, illudendosi di poter mescolare tutto e il contrario di tutto in nome di una ipocrita accoglienza che presto si traduce in manodopera a basso costo, quartieri ghetto, delinquenza e fondamentalismi di ogni risma. Ma l’imperativo è fingere e sorridere, almeno fin quando non implode il sistema…
 
Poco e nulla resta delle specificità rionali, delle piccole e grandi leggende di strada, dei tanti angoli nascosti, delle voci di strada e della forza popolare. Resta poco dell’orgoglio di quartiere, delle serate a parlare su una panchina, del panino e del bicchiere di vino buono, del sapersi accontentare. Resta poco e nulla di quello che Firenze, cocciuta e bella, è stata per secoli.
 
Da oggi c’è anche l’Hard Rock. Abbiamo multinazionalizzato il vestire, il parlare, il mangiare, il bere, l’ascoltare, il vivere, il giocare, il leggere, il guardare. Perché se mangi come vogliono loro e ti diverti come vogliono loro, ti dimentichi del resto. Un po’ di musica e una magliettina uguale da Londra a Pechino: poco importa se le tue strade sono una giungla di nomi che non appartengono alla tua storia. E poi, ovviamente, ci sono i 120 posti di lavoro messi a disposizione, che rendono sopportabile e auspicabile qualsiasi cosa e riducono al silenzio qualunque voce critica. 
 
Si dirà che nessuno è obbligato ad andarci, che questo è ciò che tutti vogliono, che non c'è niente di male e che finalmente anche a Firenze ci si diverte. Benissimo, sono tutte puntualizzazioni legittime. Lungi da noi fare la guerra all'ovvio. 
 
Ma se un giorno, guardandovi attorno, non riconoscerete in niente quella città che vi ha cresciuti, pensate a quando era ancora possibile salvarla. 

NUOVA AZIONE DI CASAGGì: MIGLIAIA DI MANIFESTI AFFISSI.

Questa notte i militanti di Casaggì hanno affisso duemila locandine per la città. 
Una nuova azione per risvegliare il mondo degli uguali. Altri duemila manifesti di Casaggì Università sono stati affissi davanti alle sedi universitarie...
 

CASAGGì RICORDA MIKIS MANTAKAS...

Questa notte i militanti di Casaggì hanno ricordato Mikis Mantakas, nell'anniversario della morte. Un migliaio di locandine sono state affisse in città , richiamando quell'Europa libera, armata e sovrana che Mikis voleva costruire. Non ebbe il tempo e il modo di farlo in prima persona, a causa di una morte prematura procurata da assassini senza umanità, ma il testimone ideale di quelle volontà è stato raccolto e continua a bruciare. 

CASAGGì UNIVERSITA': DILANIARE IL MONDO DEGLI UGUALI!

Questa notte le facoltà fiorentine sono state tappezzate con le nuove locandine di Casaggì Università. Il nucleo studentesco della destra non conforme inizia il proprio percorso militante con un’azione fisica sul territorio. Prima lezione: dilaniare il mondo degli uguali. Un proposito alto, ideale, di riformare l’università partendo anzitutto dal materiale umano che la compone: dare contenuti, costruire avanguardie di pensiero e di stile, produrre uomini e non numeri, uccidere l’università azienda della burocrazia e dell’omologazione. Una battaglia folle e azzardata, quindi adatta a noi. Nei prossimi giorni verranno lanciate le nuove campagne, i programmi, i nuclei e le iniziative. Dopo aver balcanizzato le scuole fiorentine, sbarchiamo in facoltà. E ne vedremo delle belle!

 

 

17 MARZO FESTA NAZIONALE: VITTORIA!

Nei giorni avevamo chiesto al Ministro Gelmini di fare un passo indietro e riconoscere la festività del 17 marzo, data che ricorda il 150° annivrsario dell'Unità d'Italia, chiudendo le scuole. Alla fine ci ha ascoltati, anche grazie alla volontà della massime cariche del Governo...

 

 

 

 

CASAGGì: L'ALTERNATIVA AL DESERTO...

 

 

CASAGGì E GIOVANE ITALIA RICORDANO JUNGER:

DUEMILA MANIFESTI E UN MONITO AI GIOVANI...

 


 

Questa notte, 17 febbraio 2011, i militanti di Casaggì Firenze e Giovane Italia hanno ricordato Ernst Junger, nell’anniversario della morte. Sotto una pioggia scrosciante duemila manifesti recanti il suo nome, la sua effige ed una sua frase sono stati affissi davanti a scuole, università e i luoghi di aggregazione giovanile in tutta la città. L’azione compiuta non vuole essere soltanto un momento commemorativo verso un grande pensatore e un grande Uomo, ma anche e soprattutto un monito alle giovani generazioni, nell’esempio da lui tracciato.
 

Junger fu il testimone di un secolo, l’interprete vivo e anticonformista di un tempo – il Novecento - carico di dolori, ma anche di idee e di passioni, di miti e di Rivoluzioni. Fu animatore della Rivoluzione Conservatrice Tedesca e un letterato tra i massimi che il nostro continente abbia mai conosciuto.
 

Ci ha trasmesso, con l’esempio e con le parole, un’idea della Guerra come atto eroico, come dono volontario, come sacrificio vitale che però conosce la pietas e dà spazio ai sentimenti, all’emozione e al trasporto. Le sue metafore e le sue considerazioni sulle “tempeste d’acciaio” della Grande Guerra sono e restano di tremenda attualità per la comprensione dei conflitti moderni. L’accento posto sul coraggio e sulla tempra del soldato, ci riconduce ad una dimensione dell’Uomo che verte allo Spirito, alla mistica, all’Azione, al superamento di sé stessi contro la meccanizzazione dell’esistenza e la tecnocrazia rampante. La sua idea dell’operaio, poi, ha segnato un’epoca. Non parla, Junger, di un operaio appartenente ad una classe o vicino ad una visione economicista, ma di un individuo libero, troppo spesso ancora oggi assente laddove regnano le regole del profitto e dello sfruttamento.
 

Riprendendo le parole di Marco Iacona potremmo dire che l’uomo che intendiamo porre come riferimento “si delinea in senso essenzialmente dualistico: erede diretto del soldato, dell’asceta guerriero e principio cardine e chiave di lettura ontologica. Figura a un tempo storica e astorica: nato ma destinato a mai perire. Il soldato è una figura empirica, occasionale, l’operaio invece è una figura quasi metafisica. Eroi entrambi. L’uno legato ai fatti di guerra, l’altro simbolo d’una nuova era. Soldato e operaio: due figure diverse dunque. Due entità poco confrontabili, misure e tempi che non coincidono. Ma c’è una cosa in comune: lo sforzo jüngeriano di eternizzare la posa del combattente, di trasferire lo spirito della vittoria nello spirito del dominatore civile, nell’uomo moderno tout court. In questo senso possiamo considerare Der Arbeiter un libro di guerra messo su in tempo di pace. Al soldato s’addice la “tempesta” (l’alternarsi degli elementi: comincia a tempestare, finisce di tempestare…), l’operaio è invece legato all’“acciaio”, al panorama d’una modernità tipologica al confine tra fisica e metafisica”.
 

A Junger siamo debitori anche di un’altra magnifica figura: quella del Ribelle. Il suo Ribelle ha fatto sognare intere generazioni di militanti, fornendo utili spunti per un “passaggio al bosco” oltre le imposizioni di una modernità soffocante, debole, bassa, edonista e vile. Quell’anarca identitario è anche un nostro manifesto, l’emblema di una scelta di vita che dovremmo cercare di onorare al meglio. Il soldato, l’operaio e il ribelle. E’ questo il messaggio che vorremmo dare alla nostra generazione, oltre i falsi modelli del mercatismo e dei mezzi di distrazione di massa.
 

Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettono le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. E’ questo l’incubo dei potenti”.


 

QUALI DONNE? QUALI DIRITTI? CASAGGì FIRENZE RISPONDE ALLE PROTESTE FEMMINISTE DI QUESTI GIORNI...

 

L'Italia è un paese strano. Un paese nel quale le donne, nel 2011 e con tutto ciò che vediamo attorno, reclamano dei diritti che neanche conoscono. Quali diritti? Cosa vi manca? Cosa non avete ancora? E perchè scendere in piazza come donne, mettendo ancora in essere quella politica delle specie, delle parti, delle fazioni, dei generi...
 
Ma quali donne vogliono essere, le donne che battono le mani sulle pentole nelle piazze italiane? Perchè una Donna che sia tale, è Donna tutti i giorni. Non è Donna una volta ogni quattro anni quando un partito di opposizione comanda la fanfare di piazza contro la maggioranza di governo. Oggi, l'esser Donna, non ha niente a che fare con le maggioranze e le minoranze dei governi. Le cinquantenni inacidite e le quindicenni alle quali sono stati messi in mano dei cartelli con scritto "Sono donna e dico basta", sono un grottesco spettacolo da circo. Oggi è una scelta personale: avete voluto tutte le libertà di questo mondo e adesso che vi manca? 
 
Avete voluto la libertà di abortire, e potete anche usarla come anticoncezionale. Per di più, chi vi ingravida, non è neanche tenuto a saperlo. Facendolo, però, avete sacrificato la vostra dignità di madri sull'altare della presunta libertà sessuale (se solo aveste studiato meglio l'antichità, in materia di libertà sessuale..). Avete avuto tutto e molte di voi sono finite ad esibirlo in tv, sui cubi delle discoteche, nelle riviste patinate. 
 
Un tempo eravate nelle piazze a gridare gli slogan sul vostro utero e sulla libertà sessuale; oggi siete a fare la guardia al peggior bigottismo, quello che si scandalizza per qualche scopata vera o presunta e grida alla crisi di Stato. Avete preso il peggio dagli uomini che vi accompagnavano in quegli anni: quelli che blateravano l'abbattimento del sistema capitalista e sono finiti a lavorare nelle banche, negli enti statali, nelle università. I rivoluzionari a tempo determinato, che hanno dismesso il passamontagna per indossare la cravatta. 
 
Agitate la piazza a colpi di morale. Ma chi siete, voi? Chi vi ha investite della possibilità di guardare gli altri dall'alto in basso e dire cosa è giusto, cosa è sbagliato, cosa manca e cosa serve? Quanto pagheremmo per vedervi, fragili come tutti gli altri, nella vostra intimità di mogli, di amanti o di partner. Quanto ci piacerebbe constatare se questa morale a comando è davvero una morale integrale che vale ogni santo giorno e alla quale avete dedicato una vita. Perchè di solito, chi è superiore, non scende in piazza a dirlo: lo è, punto e basta. Si limita ad esserlo, non si sforza di sbandierarlo. 
 
Avete reclamato il lavoro, giustamente. Ma siete finite alle quote rosa: come se, per garantirvi da mangiare, aveste bisogno dei posti prenotati, della raccomandazione di Stato. Come se, ancora una volta, le differenze di sesso e di genere interessassero solo a voi. Se è la parità, l'obiettivo, che almeno ci si misuri ad armi pari. Non vi pare?
 
E si tappi immediatamente la bocca chi crede che, certa destra militante e sociale alla quale apparteniamo releghi la donna alla mansione di angelo del focolare. Uno sguardo disinteressato e sincero alla nostra storia, dove di diritti delle donne si è sempre parlato anche oltre l'opportunismo politico, renderebbe bene l'idea. Ma è l'idea di Donna che cambia: da una parte, la vostra, ci sono le casse di risonanza del peggior progressismo a priori, dalla nostra i sacrifici silenziosi e nobili, la fedeltà, la difesa della vita, il merito e la capacità di essere organicamente inserite in una Comunità, senza pretendere e senza sbuffare. 
 
La vera libertà è  libertà da se stessi. 

CASAGGì FIRENZE E GIOVANE ITALIA: AZIONE IN RICORDO DI PAOLO DI NELLA!

9 febbraio 2011
 
Questa notte i militanti di Casaggì Firenze e della Giovane Italia hanno ricordato Paolo Di Nella, militante del Fronte della Gioventù ucciso dall’antifascismo nel 1983. Duemila manifesti recanti il suo nome ed una frase in sua memoria, sono stati affissi in ogni strada, in ogni scuola, in ogni facoltà ed in ogni luogo di aggregazione giovanile della città e dei principali comuni della Provincia fiorentina. Paolo, la notte del 2 febbraio 1983, era in affissione per le strade di Roma, assieme ad un’altra militante dell’allora movimento giovanile del MSI. Due persone, da dietro, lo aggredirono mentre era intento ad affiggere un manifesto, colpendolo alla testa con un corpo contundente. Morì il 9 febbraio, dopo una settimana di agonia.
 
Al suo capezzale, per la prima volta, accorse anche l’allora Presidente Repubblica Sandro Pertini, sancendo di fatto la fine di quel muro di omertà e di connivenza che per decenni aveva relegato ai margini la gioventù nazionalrivoluzionaria, lasciando che il triste motto “uccidere un fascista non è reato” non fosse soltanto una macabra pratica extraparlamentare, ma anche un fine voluto e cercato da chi apparteneva all’arco costituzionale e, talvolta, anche agli organi di Stato. Paolo morì mentre compiva un gesto nobile, di milizia e di libertà. Morì affiggendo un manifesto per Villa Chigi, uno spazio all’epoca abbandonato e degradato, che il Fronte della Gioventù si batteva per rendere alla cittadinanza sottoforma di comunità di quartiere e luogo sociale. Molti anni dopo, grazie anche al percorso intrapreso dalla destra politica che ha portato molti suoi compagni di lotta a far parte delle Istituzioni, quello spazio è stato restituito alla gente e porta oggi il suo nome.
 
Paolo fu ed è l’esempio di una militanza fatta di idee, di ribellione, di innovazione, di irriverenza, di grandi temi, di passione, di sacrificio e di lotta. Una vita vissuta appieno, che qualcuno ha stroncato prematuramente, ma che ha comunque lasciato un segno indelebile in chi, ancora oggi, sogna di portare avanti quel testimone ideale. Il suo ricordo non è soltanto la tradizione identitaria di una parte politica, ma dovrebbe essere un monito a tutto il paese: quello di sostituire l’odio cieco con l’amore per il dono di sè. Un insegnamento anche a chi, trent’anni dopo, vorrebbe trasformare la competizione politica in una guerra per bande.
 
Io combatto anche per te, uomo qualunque, ma tu non mi ascolti.
Io muoio anche per te, uomo qualunque, e tu mi disprezzi.
Perché? Non importa.
I miei occhi malinconici,
la mia splendente giovinezza,
il mio caldo sangue color rubino:
io te li dono, uomo qualunque.
Io non ho le tue ricchezze,
non voglio per me il tepore accogliente della tua casa.
Tutto ti lascio, anche la mia vita”.

5 FEBBRAIO 2011: A MIGLIAIA IN CORTEO PER I MARTIRI DELLE FOIBE CON CASAGGì E LA GIOVANE ITALIA. E' STATA SCRITTA UNA PAGINA DI STORIA FATTA DI IDENTITA' E DI COSCIENZA DI POPOLO!

 Sabato 5 febbraio 2011, a Firenze, è stata scritta una pagina di storia. In una città che l’oltranzismo progressista sbandiera come propria roccaforte, diverse migliaia di persone hanno sfilato sotto le insegne tricolori per ricordare i martiri delle foibe e gli esuli istriani, giuliani e dalmati. 

Hanno sfilato silenziosi e composti, in un numero che questa città non aveva mai conosciuto nella manifestazioni promosse dalla destra politica. Hanno sfilato emozionati, quasi increduli nel guardarsi attorno e vedere quante cose sono cambiate in questi anni. Ciò che un tempo era tabù è oggi una realtà concreta, viva, reale. La memoria di chi è stato ucciso senza colpa non è più relegata ai margini, ma sta entrando a far parte del vissuto quotidiano di un popolo, come hanno testimoniato le decine di tricolori sventolate al nostro passaggio da finestre e balconi.

La commozione dei sopravvissuti all’esodo e dei familiari delle vittime assassinate dai partigiani comunisti titini si è unita a quella delle migliaia di cuori liberi che spontaneamente hanno risposto al richiamo della piazza. C’erano davvero tutti: generazioni di militanti fianco a fianco, famiglie coi bambini per mano, giovani e giovanissimi in prima fila, cittadini ed esponenti politici di ogni livello. In piazza non c’era una fazione riottosa o una costola di partito: c’era il popolo in tutte le sue sfumature.  

Il richiamo di Casaggì, che come ogni anno ha lanciato il corteo risvegliando Firenze dal solito torpore, ha trainato tutto e tutti. Ed è stato un fiume in piena, di quelli che difficilmente si dimenticano. Le minacce cadute nel vuoto ed i contro cortei con un decimo dei nostri partecipanti, poi, sono la ciliegina sulla torta di una giornata memorabile.  

Una giornata partecipata e fitta di gente, ma che è stata resa possibile da chi si è letteralmente sacrificato alla causa per un mese intero tra volantinaggi, affissioni, assemblee, conferenze, riunioni, manifestazioni, dibattiti e azioni di propaganda.  

Una giornata resa possibile dalla partecipazione delle migliori realtà identitarie che questa Toscana non conforme ha messo in piedi: trasversalmente e con il migliore spirito di sempre. Un grazie, ovviamente, ai militanti di Casaggì, ai ragazzi della Giovane Italia, di Studenti per le Libertà, di Azione Universitaria, di CasaPound, Colle Oppio e Nes; ai tanti fratelli che popolano che questa grande Comunità di destino e di lotta; a chi non ha mai mollato un metro e non ha mai chiesto niente, donando sé stesso a qualcosa di più grande. Un grazie, infine, a Giorgia Meloni e Anna Grazia Calabria, che ci hanno onorati della loro presenza e delle loro parole.  

Una bellezza terribile è in marcia, con buone gambe e una tremenda voglia di camminare.

Lo striscione d'apertura
La testa del corteo è in viale Milton, la coda è appena uscita dal Viale Don Minzoni
Nelle prime file gli esponenti politici e gli esuli giuliani, istriani e dalmati
Giorgia Meloni durante il suo intervento, accanto a Francesco Torselli e Achille Totaro

LA SINISTRA ANTAGONISTA LANCIA IL CONTRO-CORTEO E NEGA IL RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE. COME OGNI ANNO FIRENZE NON POTRA’ COSTRUIRE UNA MEMORIA CONDIVISA E TRASVERSALE, MA DOVRA’ CONVIVERE CON IL NEGAZIONISMO E L’ARROGANZA DI CHI VORREBBE CANCELLARE CON OGNI MEZZO POSSIBILE UNA SANGUINOSA PAGINA DI STORIA
 

 
“Ci risiamo. Come ogni anno il corteo cittadino in ricordo dei martiri delle foibe, promosso dalla  Giovane Italia, da Casaggì e da Studenti per le Libertà e aperto a tutta la cittadinanza e i movimenti, ha innescato una evitabile spirale di tensione. I centri sociali e la sinistra radicale, infatti, hanno indetto il consueto “contro-corteo”, per protestare contro il “revisionismo storico, il governo Berlusconi e il Fascismo”, così dichiarano Marco Scatarzi e Andrea Badò, rispettivamente Presidente e Coordinatore cittadino della Giovane Italia, il movimento giovanile del PdL che ha promosso l’iniziativa”.

“Il comunicato diramato dagli antagonisti – dichiara Scatarzi -  è un delirio di follia e un’arrampicata sugli specchi di pessima fattura. Ci accusano di strumentalizzare il martirio degli infoibati e l’esilio e poi scendono in piazza contro il governo Berlusconi, parlano di diritti e negano la memoria di martiri senza colpa,  puntano il dito contro una ricorrenza riconosciuta a tutti i livelli e dipingono il Ministro Meloni come un nemico degli studenti, parlano di Riforma Gelmini, e blaterano di appalti e di mazzette, tirano in ballo la situazione degli operai della Fiat e parlano di scuole e università. Insomma, pur di scendere in piazza hanno tirato in ballo tutto e il contrario di tutto, hanno strumentalizzato ogni argomento possibile e hanno fatto un minestrone senza senso”.

“Noi saremo in piazza – prosegue Badò – col tricolore e senza simboli di partito, a testimonianza del fatto che il nostro obiettivo è quello di creare una memoria condivisa e trasversale che possa rendere giustizia ai nostri martiri dopo sessant’anni di silenzio. E’ assurdo che chi ricorda questa pagina di storia debba essere tacciato di essere un revisionista e forse ha ragione Pansa quando afferma che la storia è scritta dai vincitori a discapito dei vinti. Un paese non può essere realmente libero finchè non si è liberato di quelle macchie che lo hanno infangato.”

“Ci aspettiamo – proseguono Scatarzi e Badò – una condanna e una presa di distanza da parte di tutte le istituzioni, aldilà delle differenze politiche e partitiche, perché certi argomenti non sono assolutamente accettabili e risultano offensivi. Ci chiediamo anche se il corteo che partirà alle 15,30 da Piazza San Marco sia autorizzato e se l’obiettivo dello stesso non sia l’arrivo in Largo Martiri delle Foibe e il conseguente disturbo della nostra iniziativa, che proprio lì si concluderà.

“Il nostro corteo – concludono Scatarzi e Badò- che ormai da anni cresce e si fa sempre più partecipato, è un momento di condivisione e di ricordo che si svolge nella massima tranquillità e che mette insieme, sotto il tricolore, cittadini e membri delle istituzioni che hanno a cuore un eccidio troppo a lungo dimenticato. La nostra iniziativa, che quest’anno vede la partecipazione di un Ministro e di molte personalità politiche, è un esempio di trasversalità e di mobilitazione che per esistere non ha bisogno di seminare odio e di rinvigorire rancori sopiti. Noi anteponiamo la coscienza di popolo all’odio di parte, alla prevaricazione e alle accuse. Il 5 febbraio saremo in piazza, coi nostri tricolori come ogni anno, fieri della nostra appartenenza e convinti della nostra azione. E, come ogni anno, nessuna intimidazione andrà a segno e nessuna minaccia avrà il potere di fermare una marcia libera e responsabile, nata per ricordare dei morti che qualcuno vuole continuare ad uccidere negando loro il diritto di entrare a far parte della storia di questo paese”. 

 

FOIBE, NELLE SCUOLE I DOCENTI INVITANO AL BOICOTTAGGIO DEL CORTEO...

 

“COME OGNI ANNO IL CORTEO PER I MARTIRI DELLE FOIBE TROVA FORTI OPPOSIZIONI. OLTRE ALLE CONSUETE CONTROMANIFESTAZIONI, LA SINISTRA RADICALE SI MOBILITA CON TUTTI I MEZZI. NELLE SCUOLE ALCUNI DOCENTI TENTANO DI IMPEDIRE I REGOLARI VOLANTINAGGI DEI NOSTRI MILITANTI E INFANGANO IL RICORDO DEI MARTIRI ITALIANI UCCISI DAL COMUNISMO TITINO”.
 

“Come sempre, da sei anni a questa parte, il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato dai movimenti giovanili della destra identitaria trova degli oppositori fuori tempo massimo. Non bastava indire delle contromanifestazioni e invitare al boicottaggio dell’iniziativa infangando la memoria dei martiri italiani trucidati nelle foibe, si è andati oltre. Quest’anno si sono mobilitati anche i docenti, che nelle scuole superiori tentano con ogni mezzo di ostacolare la nostra regolare opera di propaganda”, così commenta il direttivo DEL Centro Sociale di Destra Casaggì Firenze e i Presidenti cittadino e provinciale della Giovane Italia (PdL) Marco Scatarzi e Alessandro Draghi.
 
“Questa mattina – raccontano da Casaggì Firenze - presso l’istituto superiore Salvemini, si è verificato un fatto grave. Grave non tanto per le conseguenze che ha comportato, ma per il principio di prevaricazione e di prepotenza che racchiude. Un docente, infatti, ha tentato con ogni mezzo di impedire il nostro regolare volantinaggio, dapprima cercando di dissuadere i nostri militanti e poi iniziando ad urlare, inveire e invitare i suoi studenti a cacciarci con la forza dalla strada antistante la scuola”.
 
“Le sue provocazioni sono cadute regolarmente nel vuoto, dal momento che i nostri militanti hanno proseguito imperterriti il loro lavoro e gli studenti presenti non hanno seguito le invettive del loro professore, che per dar vita a questo teatrino delle miserie umane ha persino ritardato il proprio ingresso in classe. Le accuse – proseguono Scatarzi e Draghi – erano a dir poco fuori luogo. Venivamo accusati, noi che distribuivamo volantini in ricordo dei martiri delle foibe, di incitare all’odio e alla violenza violando la Costituzione”.
 
“Non sappiamo in che cosa sia laureato il docente in questione – proseguono i dirigenti di Casaggì e della Giovane Italia – ma sicuramente urge rinfrescare la memoria storica di chi ogni mattina si presenta nelle scuole della nostra città e, in barba alla verità storica e alla “Giornata del Ricordo” istituita per il 10 febbraio, utilizza ogni metodo possibile per fare del revisionismo da quattro soldi nella speranza di assolvere carnefici senza scuse”.
 
“Il prossimo 5 febbraio saremo in piazza – concludono i dirigenti di Casaggì e Giovane Italia – con il Ministro Giorgia Meloni e i vertici nazionali del nostro movimento, per testimoniare assieme ai tanti cittadini che ci seguiranno la nostra vicinanza ai martiri delle foibe e agli esuli istriano-dalmati, giuliani e fiumani. Ad ogni prevaricazione seguiranno azioni di propaganda e di sensibilizzazione sul tema, affinchè la verità possa finalmente affermarsi oltre il muro del silenzio e dell’odio che gli eredi del comunismo hanno eretto”.

 

VERSO IL 5 FEBBRAIO...

 

FOIBE: SABATO 5 FEBBRAIO GRANDE CORTEO A FIRENZE.

CON GIORGIA MELONI PER I MARTIRI DELLE FOIBE!

 


 

I tricolori al vento, il passo composto di una grande fiumana di gente, le testimonianze di chi c’era e gli interventi di chi crede, oggi come ieri, nella verità. Ogni anno, a Firenze, la destra politica, unita dal tricolore, scende in piazza per ricordare i martiri delle foibe e le vittime del comunismo.

 

Migliaia di innocenti uccisi e torturati perché italiani, gettati vivi nelle cavità carsiche del confine orientale e massacrati dall’odio comunista. Migliaia di innocenti costretti a fuggire dalle loro case, lasciando tutti i loro beni, per vivere una vita da esuli in Patria, con la sola “colpa” di non aver rinnegato la propria italianità. Un crimine infame, passato sotto silenzio per decenni. Anni di menzogne per coprire una verità scomoda, che la sinistra italiana ha mascherato con ogni mezzo.

 

Nel 2004 in Italia una legge nazionale ha istituito la “Giornata del Ricordo” in memoria dei martiri delle foibe e dei 350.000 esuli istriani, giuliani e dalmati. Una giornata che ogni Nazione civile dovrebbe commemorare senza divisioni, ma che invece trova ancora dei fervidi oppositori fuori tempo massimo.

 

Noi, come ogni anno, saremo in piazza. Ci saremo per costruire la memoria condivisa di questo paese. Per onorare la nostra identità nazionale e riportare il tricolore a Firenze. Ci saremo perché abbiamo una coscienza di popolo e non di classe. Ci saremo, uniti, per ricordare i martiri della nostra Patria. Ci saremo per non dimenticare quei morti di “serie B” che la storia ha relegato ai margini. Ci saremo per ricordare tutte le vittime del comunismo. Ci saremo, al fianco del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, dell’On. Annagrazia Calabria, dei vertici nazionali della Giovane Italia e delle tante personalità che parteciperanno alla marcia.

 

FOIBE: IO NON SCORDO

GRANDE CORTEO CONTRO I CRIMINI DEL COMUNISMO

SABATO 5 FEBBRAIO H.17 - PIAZZA SAVONAROLA, FIRENZE

 

 

UN FIUME DI GENTE NELLA NUOVA CASAGGì. E ORA TUTTI IN PIAZZA, IL 5 FEBBRAIO, PER I MARTIRI DELLE FOIBE, CON GIORGIA MELONI...

 


 

Doveva essere una riunione, ma è stato un fiume in piena. Dopo qualche mese di rallentamenti dovuti all’assenza di una sede fisica per il nostro “centro sociale di destra”, più di cento militanti hanno affollato i locali di via Di Credi, in attesa che a primavera siano pronti quelli che ospiteranno le mille attività di Casaggì. E quando sei più di cento a riunione, capisci che ne vedrai delle belle! Tanto ci sarebbe da riflettere, perché se una comunità militante e giovanile, con qualche messaggio e un po’ di passaparola, tira su queste, significa chela politica di strada paga ancora e paga tanto.
 
C’erano tutti, stavolta: vecchi militanti con un quindicennio di attivismo alle spalle, quadri intermedi, militanti di base e una trentina di ragazzi appena arrivati, il più grande dei quali non ha ancora diciotto anni, alle prese con la loro prima manifestazione, i loro primi volantinaggi e quella voglia incendiaria di cambiare il mondo che ci ha attraversati – e ci attraversa – da capo a piedi. Avambracci arrossati dai tanti saluti legionari e generosi abbracci di fratellanza, sguardi accesi e una tremenda volontà di affermazione. Due generazioni fianco a fianco, insieme, per costruire un sogno identitario fatto di legami di sangue, ma anche di politica e di proposta.
 
Si inizia col rito del Presente! per ricordare i martiri di Acca Larentia ed Alberto Giaquinto: un minuto di silenzio, le file schierate, il pugno sul petto e poi, per quattro volte, il boato feroce  che esplode all’unisono, mentre le braccia si stendono fiere. Anno dopo anno, per sancire il legame con chi, prima di noi, ha mantenuto acceso quel testimone. Il tempo non ci ha guastati.
 
Si è proseguito con la programmazione delle attività: ferventi i preparativi per il corteo del 5 febbraio, appuntamento annuale in ricordo dei martiri delle foibe e di tutte le vittime del comunismo, che quest’anno vedrà la presenza del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, della massime cariche della giovane destra e di altri ospiti di rilievo nazionale a fianco della Giovane Italia. Si distribuiscono i cinquantamila volantini freschi di stampa, si predispongono i turni di affissione, i dettagli tecnici. Chi sospirava di felicità per l’assenza dei nostri manifesti sarà colto da malori improvvisi: non avete una vaga idea di che cazzo vi aspetta!
 
Infine si predispongono e si programmano gli appuntamenti futuri, che dopo il 5 febbraio ci accompagneranno, via via che i locali del centro sociale prenderanno forma e colore, fino all’inaugurazione del nuovo spazio. Uno spazio che, senza presunzione, è progettato per essere una cantiere di idee: ospiterà dai concerti alle conferenze, dallo sportello sociale per il cittadino alla birreria, dallo spazio per cene con cucina alla biblioteca popolare, dalla libreria all’abbigliamento identitario, dal web alle mostre d’arte, dai corsi di arti marziali e autodifesa alle conferenze, dalle attività militanti a quelle politiche sul territorio. Nei mesi che precederanno tutto ciò, ci riuniremo comunque presso via Di Credi.
 
L’appuntamento per tutti:
 
SABATO 5 FEBBRAIO 2011 ORE 17
PIAZZA SAVONAROLA - FIRENZE
FOIBE: IO NON SCORDO – GRANDE CORTEO TRICOLORE
Con il Ministro della Gioventù GIORGIA MELONI, e molti altri…


Tutti pronti e mille Alalà! 

 

ACCA LARENTIA: OGGI COME IERI. ONORE AI CAMERATI CADUTI

9 GENNAIO A CASAGGì: ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA. SI TORNA ALL'ASSALTO!

Casaggì Firenze torna all’assalto! 

Con l’inizio del 2011 si riaprono le attività, si serrano le fila e si riparte in quarta. 

La nuova sede del nostro “centro sociale di destra” è in fase di allestimento e di ristrutturazione e sarà pronta a primavera: uno spazio grande, libero e autogestito che sarà pronto a breve. Lo stiamo trasformando, dopo anni di incuria e di abbandono, in un avamposto ribelle che ospiterà mille attività: dai concerti alle conferenze, dallo sportello sociale per il cittadino alla birreria, dallo spazio per cene con cucina alla biblioteca popolare, dalla libreria identitaria all’abbigliamento identitario, dal web alle mostre d’arte, dai corsi di arti marziali e autodifesa alle conferenze, dalle attività militanti a quelle politiche sul territorio. Lo avevamo promesso e siamo stati di parola: chiuso un portone, apriamo un castello! 

La nuova Casaggì sarà presentata al pubblico dopo il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe. L’appuntamento politico e militante dell’anno, che Casaggì e Giovane Italia, unita nelle sue anime e nelle sue realtà, organizzano come da tradizione, si terrà SABATO 5 FEBBRAIO a Firenze. Partiti, movimenti e comunità ricorderanno, uniti dal tricolore, i martiri italiani e le vittime del comunismo, oltrepassando i divieti morali e le contestazioni radicali di chi, ormai sconfitto dalla storia, trova nell’antifascismo di maniera l’unico metodo d’azione. All’evento, quest’anno, sono state invitate anche personalità politiche di tutto rilievo, prima su tutti e tra i tanti il Ministro della Gioventù GIORGIA MELONI. Insieme, come ogni anno, riporteremo il tricolore, il ricordo dei nostri martiri e la coesione nazionale a Firenze.  

Per programmare al meglio le attività di propaganda e organizzazione per il grande corteo del 5 febbraio e per il seguente lancio della nuova Casaggì, abbiamo convocato una riunione aperta ai quadri, ai militanti di base e ai simpatizzanti più attivi. DOMENICA 9 GENNAIO ALLE 17,30 ci troviamo presso lo spazio di via Di Credi (Piazza Alberti).  

Si facciano avanti gli audaci e tacciano i chiacchieroni. Qui si fa sul serio. 

Per informazioni: 338/3271463

LA GIOVANE ITALIA NON PARTECIPERA’ ALL’ASSEMBLEA DEL LICEO MICHELANGIOLO. DOPO LE MINACCE A TORSELLI E I TENTATIVI DI METTERCI IL BAVAGLIO NON INTENDIAMO DARLA VINTA A CHI CERCA DI LEDERE IL NOSTRO DIRITTO DI ESPRESSIONE. SE VOGLIONO AUTOMI, CERCHINO ALTROVE.  

"In merito alle parole spese dai rappresentanti della sinistra radicale e del Collettivo del Liceo Michelangiolo, peraltro non nuovi a questo genere di episodi, la Giovane Italia, unita nelle sue anime e nei suoi rappresentanti, esprime la propria solidarietà umana e politica a Francesco Torselli per le minacce ricevute e ci tiene a ribadire che nessun rappresentante della destra giovanile, che il nostro movimento rappresenta nelle scuole e nelle facoltà della città, figurerà all'assemblea tra i relatori", così commentano Marco Scatarzi e Andrea Badò, rispettivamente Presidente e Coordinatore cittadino della Giovane Italia (PdL).  

"Certi metodi non sono accettabili. Non rientra in nessuna logica porre limiti all'espressione del pensiero altrui, cercando di dire cosa deve e non deve essere detto, contro chi si deve o non si deve prendere posizione e quali persone possono e non possono sedere al tavolo. Nessuno può e deve arrogarsi il diritto di decidere per gli altri. Per questo nessuno di noi parteciperà e l'assemblea assumerà i toni di un monologo che certamente mortificherà le capacità critiche di tutti quegli studenti liberi che avrebbero voluto assistere ad un dibattito costruttivo fatto di parti e controparti". 

“Prendiamo atto che in questa città esiste una minoranza che ancora, dopo essersi auto-investita come depositaria della verità, si permette di avanzare questo genere di pretese. La cosa non ci stupisce, ma resta comunque da sottolineare un’arroganza di fondo che, comunque, pare essere – dati e numeri alla mano – l’ultimo estremo tentativo di prendere visibilità all’interno di una generazione che ha letteralmente accantonato ogni richiamo alla retorica della sinistra più radicale”. 

“Ci auguriamo, concludono i due rappresentanti della Giovane Italia – che il mondo studentesco ne prenda atto e si muova di conseguenza, isolando chi vorrebbe una scuola fatta di automi e di monologhi, di comizi e di lavaggi del cervello e costruendo dal basso una logica che ponga tutte le forze politiche nella condizione di poter parlare e dire la propria, senza prevaricazioni, limiti e bavagli di comodo”.

CASAGGì, CENTRO SOCIALE DI DESTRA: “LE MINACCE DI QUALCHE PERDITEMPO A CORTO DI ARGOMENTI NON CI HANNO MAI SPAVENTATI. CONTINUEREMO LA NOSTRA AZIONE MILITANTE NELLE SCUOLE E NELLE UNIVERSITA’ PROMUOVENDO PROGETTI E PROPOSTE REALMENTE ALTERNATIVE E FUORI DAL CORO”.
 

In occasione di un’assemblea pubblica organizzata dal Liceo Michelangiolo di Firenze sarebbero dovuti intervenire rappresentanti di vari partiti e movimenti, per un dibattito sull’attualità politica e sulle questioni che riguardano il mondo della scuola.
 
Purtroppo l’evento non si svolgerà come previsto, perché, come da tradizione, un manipolo di annoiati ha pensato bene di minacciare mobilitazioni, picchetti e sommosse di popolo, che hanno inevitabilmente scoraggiato gli organizzatori. Il tutto perché, al dibattito, era stato invitato Francesco Torselli, consigliere comunale di Casaggì e della Giovane Italia eletto nelle file del Popolo della Libertà.
 
Malgrado si stia parlando di un membro delle istituzioni, eletto democraticamente e attivo criticamente ogni giorno per i cittadini, l’allarme per il “pericolo fascista” è immediatamente scattato, mettendo in moto tutta una serie di personaggi da circo, riesumati e pronti a rinfocolare un po’ di odio sociale per guadagnare la cronaca e aver qualcosa da dire.
 
Non siamo stupiti, perché ormai ci abbiamo fatto il callo. Sappiamo che la pazienza e il sangue freddo, con certe persone, sono d’obbligo, giacchè cadere nelle provocazioni significa dare adito a chi non ha argomenti di essere, anche solo negativamente, al centro dell’attenzione.
 
Sia chiaro, però, che non tolleriamo oltre questi atteggiamenti. Non fosse altro perché è profondamente idiota lasciare che poche decine di zombie si arroghino il diritto di decidere chi deve e chi non deve parlare, come se fossero i depositari della verità.
 
Non solo continueremo imperterriti a fare quello che abbiamo sempre fatto con la stessa determinazione, ma rappresenteremo tutte quelle voci fuori dal coro che non hanno alcuna intenzione di piegarsi alle minacce di qualche micro-gruppetto col mito del passamontagna. Quelle voci, che poi sono quelle di migliaia di studenti liberi, trovano nella destra giovanile un valido punto di riferimento. E così sarà anche in futuro.
 
Sappiamo già che queste scene si ripeteranno a febbraio, quando scenderemo in piazza per ricordare i martiri delle foibe, come ogni anno. Pertanto rivolgiamo un appello a tutti: non affinchè si reprima nessuno, dal momento che certi atteggiamenti sono talmente autolesionisti che si reprimono da soli, ma affinchè si comprenda da che parte stare e ci si attivi, nel mondo studentesco, per isolare ulteriormente questi figuri.
 
Il direttivo di Casaggì Firenze
In collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia e Movimento Studentesco Nazionale

 

 

CENA PDL TOSCANA 18 DICEMBRE

 

CON I NOSTRI VALORI E LA NOSTRA GENTE. TUTTI A ROMA!

Ultimamente c'è chi va dicendo in giro che la destra italiana è morta... Che il Popolo della Libertà non ha futuro... C'è qualcuno che pensa di essere il proprietario esclusivo del futuro... C'è chi ha tradito valori ed ideali... Ci sono tanti, donne, uomini, ragazzi, che si stanno piano piano disilludendo di una politica fatta di gossip e pettegolezzi...

Ma c'è anche chi crede ancora. Nelle nostre idee e nella nostra gente. Chi non ha mai smesso un attimo di pensare che "Il Domani Appartiene a Noi". Che vuole essere protagonista del futuro, al di là delle sigle, dei partiti e dei politici... Una Comunità che da sempre marcia unita e che oggi vuole crescere e diventare punto di riferimento per tutto il proprio popolo...

Il 5 dicembre, a Roma, noi saremo li... Con una classe dirigente che si è formata nei movimenti giovanili, nelle strade, nelle piazze, nelle scuole e nelle università e che oggi vuole diventare traino e valore aggiunto per il Popolo della Libertà... Con Giorgia Meloni, Fabio Rampelli, Marco Scurria... Con la destra del fare... Con le nostre idee e con... LA NOSTRA GENTE!

 

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CRONACHE DI RETROGUARDIE E PENSIONATI ALLO SBARAGLIO...

 

 

 

Una foto degli scontri. Non ne facciamo una questione di pseudo-fascisti, antifascisti di maniera, polizie, repressioni, immigrazioni e moralismi vari, dei quali ce ne frega poco.
 
Una domanda sola: ma che ci fanno i cinquantenni all'Università?
Retroguardia assoluta.

 

IL FUTURO? E' QUI.

 

I motivi per cui il prossimo 5 dicembre sarò a Roma. Ed i motivi per i quali mi auguro che molti di voi vorranno unirsi a me.

 

Mi sono interessato per la prima volta alla politica, quella vera, nel 1993. Il primo partito politico che mi ha fatto "battere il cuore" si chiamava Movimento Sociale Italiano ed il suo leader stava sfidando, da solo, tutta la vecchia classe politica, quella figlia dell'ormai agonizzante "Prima Repubblica", alle elezioni amministrative di Roma. Al turno di ballottaggio per lo scranno principale del Campidoglio, per arginare l'ascesa di Gianfranco Fini, figlioccio politico di Giorgio Almirante e simbolo della destra post-fascista che metteva, per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il naso fuori dal ghetto, si erano coalizzati tutti: comunisti e democristiani, liberali e repubblicani, socialisti e radicali, ecologisti e progressisti.
 

Tutta la vecchia classe politica, quella della partitocrazia e dei governi fondati su accordi e accordicchi stipulati in parlamento, quella delle tangenti e dei voti di scambio, quella dei segreti di stato e delle stragi impunite, quella della collusione con la criminalità organizzata e quella dei salotti buoni della "Milano da bere", tutta coalizzata contro quel signore con gli occhiali, dal piacevole accento emiliano che raccogliendo l'eredità politica di Almirante e Romualdi aveva predetto, tra lo sconcerto e lo scetticismo generale, che all'alba del terzo millennio l'Italia avrebbe rivalutato "l'alternativa mussoliniana al comunismo ed al capitalismo", coniando quell'espressione (il "Fascismo del Duemila") che lo aveva reso celebre all'interno del panorama della destra politica italiana.
 

Io, ancora vergine politicamente, tifavo per lui. Diciamo che assai più di me, fece notizia un altro personaggio, famoso fino ad allora per avere affermato nel nostro paese il modello di televisione commerciale, che al tempo delle elezioni romane, regalò a L'Espresso un'intervista nella quale dichiarava che, se fosse stato un cittadino della capitale avrebbe senza dubbio votato per Gianfranco Fini, guadagnandosi l'epiteto in copertina di "Cavaliere Nero".
 

Gianfranco Fini non vinse quelle elezioni, ma meno di un anno dopo, il Movimento Sociale Italiano sedeva tra i banchi del governo. Esperienza durata pochi mesi e conclusasi con un ribaltone padano che vide i leghisti di Bossi passare da destra a sinistra e decretare così la fine del primo governo di Silvio Berlusconi.
 

Correva l'anno 1995. Il Movimento Sociale Italiano divenne Alleanza Nazionale ed io decisi di iscrivermi al partito di Gianfranco Fini. Fu la mia prima iscrizione ad un partito politico.
 

Ma perchè questa scelta? Mi sentivo di destra perchè credevo nella sacralità della vita: dal momento del concepimento fino a quello della morte; perchè odiavo e rifiutavo l'aborto, l'eutanasia, la pena di morte. Mi sentivo di destra perchè amavo la mia terra: mi sentivo fiero di essere nato a Firenze ed in Italia, sulla terra dei miei padri e sognavo di vedere un giorno rinascere una comune patria europea. Mi sentivo di destra perchè non credevo nella lotta di classe, ma nel rispetto del lavoro e dei lavoratori, nella tutela dei più deboli, nella cooperazione e nella solidarietà nazionale. Mi sentivo di destra perchè non riuscivo a festeggiare il 25 aprile: benchè mi sforzassi non riuscivo a trovare niente di buono in un paese diviso a metà, dove fratelli si uccidono con fratelli e dove alla fine, la parte del leone, la fecero gli stranieri che si spartirono il nostro futuro. Mi sentivo di destra perchè come Gianfranco Fini ritenevo Benito Mussolini il più grande statista del secolo. Mi sentivo di destra perchè credevo nella famiglia, quella composta da un uomo, una donna e dei figli. Mi sentivo di destra perchè mi piaceva guardare al futuro, consegnando la storia alla storia, non avendo remore nell'ammettere le vergogne che hanno visto protagonista il nostro paese (leggi razziali, deportazioni, pulizie etniche...), ma non facendo finta di non vedere le vergogne altrui (gulag, muro di Berlino, Budapest, Praga, le Foibe...). Mi sentivo di destra perchè credevo nell'onore e nella fedeltà: perchè pensavo che una parola data valesse più di mille contratti e perchè credevo che essere fedeli alla propria idea ed alla propria patria significasse operare sempre e comunque in onestà, nella legalità, nel rispetto per il prossimo.
 

Mi sentivo di destra allora, quando ho compilato il mio primo modulo di iscrizione ad Alleanza Nazionale e mi sento di destra oggi che sono un dirigente ed un eletto de Il Popolo della Libertà.
 

E in nome di quella coerenza, di quel rispetto, di quell'onestà e di quella fedeltà che mi spinsero, quasi quindici anni fa ad iscrivermi ad Alleanza Nazionale, ho costruito una comunità attorno a me, ho guidato per undici anni il movimento giovanile nella mia città, ho cresciuto e formato giovani e giovanissimi, ho chiesto voti e preferenze ai miei concittadini. Oggi, verso queste persone, che noi amiamo chiamare LA NOSTRA GENTE, mi sento di avere un debito. 
 

Molti di loro avranno visto, sentito, letto a proposito della scelta di Gianfranco Fini di uscire da quel percorso che lui stesso aveva dipinto e voluto, per creare un nuovo partito. Un partito che non è di destra. Un partito che si batte per il riconoscimento delle coppie di fatto contro la famiglia tradizionale. Un partito che non vede come un tabù la possibilità di concedere il diritto di adozione alle coppie gay. Un partito che si batte per la diffusione della pillola abortiva RU486. Un partito che si batte per la concessione della cittadinanza italiana ai cittadini extracomunitari che vivono nel nostro paese da soli cinque anni. Un partito che si dice favorevole a fecondazione artificiale ed eutanasia. Un partito che reputa i ragazzi che nel 1943 scelsero di morire per la Repubblica Sociale Italiana, uomini "in malafede" e celebra le gesta dei partigiani andando a braccetto con l'ANPI. Un partito che critica il governo italiano perchè per la prima volta si è svincolato dalla sudditanza energetica imposta da USA e Gran Bretagna per stringere vantaggiosi accordi economici con i paesi dell'est Europa, prima fra tutti la Russia. Un partito che ha svenduto un pezzo del patrimonio immobiliare di Alleanza Nazionale per raccimolare un appartamentino di lusso a Monte Carlo ad un nullafacente giovincello snob. Un partito che è pronto ad allearsi con Rutelli, con Casini, con d'Alema, con Bersani, con Rosy Bindi, con Montezemolo, pur di andare al governo.
 

E chi ha sentito e letto tutto questo, cosa penserà di noi? Penserà forse che questa è quell'Alleanza Nazionale che parlava nei suoi manifesti elettorali di onestà? Di legalità? Di coerenza? Di chiarezza? Di presidenzialismo?
 

Oppure penserà che la destra è morta, sciolta come sale in una pentola d'acqua bollente nel grande calderone berlusconiano del PDL. In molti, sbagliando, confondono ancora il PDL con una Forza Italia allargata ed in molti stanno facendo questo errore oggi che colui che avrebbe dovuto rappresentare la destra nel Popolo della Libertà, si diletta in equilibrismi radical-sinistroidi degni del Pannella dei tempi migliori...
 

Cosa penserà LA NOSTRA GENTE? Cosa penseranno coloro ai quali abbiamo chiesto voti e preferenze? Cosa penseranno coloro che negli anni abbiamo incontrato e che, con una stretta di mano o con una parola di incoraggiamento, ci hanno dato la forza di fare quello che abbiamo fatto? 
 

LA NOSTRA GENTE ha bisogno di una risposta. Chiara. Netta. Univoca. La destra politica italiana non è morta. La destra politica italiana esiste ancora, è viva, ma non solo. Come da sempre nel nostro DNA abbiamo ancora lo sguardo dritto al futuro. Abbiamo idee e progetti per l'Italia del domani. Abbiamo sogni da regalare ai nostri figli.
 

La destra politica italiana sta nel Popolo della Libertà perchè è coerente e fedele alla parola data. Con Berlusconi abbiamo deciso di dare vita ad un grande partito in grado di rappresentare tutto il popolo di centrodestra e non abbiamo cambiato certo idea. Il PDL è ancora in fase di costituzione, ma non è una Forza Italia allargata, nè un club di "fans da stadio" di Silvio Berlusconi. Il PDL è un partito con delle idee, dei valori, ma soprattutto è il partito all'interno del quale la nostra comunità umana e politica vive, cresce, lavora e porta avanti i suoi valori e le sue battaglie.
 

La destra politica italiana, quella di Maurizio Gasparri, di Gianni Alemanno, di Altero Matteoli, di Ignazio La Russa non ha mutato di una virgola il proprio percorso. E' rimasta fedele alla propria storia ed agli impegni che ha sottoscritto con i propri elettori. E di questo vogliamo tranquillizzarvi.
 

Ma vogliamo anche dirvi di più... Nel Popolo della Libertà esiste anche una nuova classe dirigente che sta crescendo e si sta affermando non perchè raccomandata o perchè figlia di qualche show televisivo. Una classe dirigente giovane, dalla faccia pulita, senza scheletri nell'armadio e senza altarini da scoprire. Una classe politica nascente che non vuole bruciare le tappe fingendosi finti "rottamatori" alla Matteo Renzi, ma che non si lascia neppure abbindolare dal "qualunquismo di regime" dei Santoro, dei Fazio e dei Saviano.
 

Una classe dirigente che oggi è forza trainante e propulsiva per il PDL nei consigli comunali di tutta Italia, nei consigli provinciali, nei consigli regionali e che si esprime al meglio nel volto pulito, semplice, rassicurante e nelle doti e nelle capacità di Giorgia Meloni.

 

Io mi sono avvicinato alla destra politica italiana nel 1993. Molti di voi molto prima. I più giovani molto dopo. Tutti però accomunati da quel fuoco ideale che ci divampava nel cuore e che oggi qualcuno vorrebbe raccontarci essere spento.
 

Il 5 dicembre prossimo, io sarò a Roma per giurare di fronte a tutti voi, e prima ancora di fronte a me stesso, che questo fuoco non è spento, ma anzi risplende ancora più forte e più brillante di prima. Spero di incontrare molti di voi quel giorno, di potervi abbracciare e di poter tornare a casa, alla sera, col cuore gonfio di nuova speranza. Per la nostra terra, per la nostra patria, per LA NOSTRA GENTE.
 

Francesco Torselli

Consigliere Comunale PDL Firenze

Dirigente Nazionale Giovane Italia

 

NASCE CASAGGì A GROSSETO!

 


 
NASCE “CASAGGì GROSSETO – DESTRA IDENTITARIA”: “ESSERE IL MOTORE MILITANTE E GIOVANILE PER UNA NUOVA FASE POLITICA”.
 
E’ nata oggi dalla sintesi di esperienze militanti e politiche vicine all’area della destra sociale e identitaria “Casaggì Grosseto” con l’intento di riportare la militanza al centro della scena politica e di riavvicinare quest’ultima alle reali esigenze del popolo.
 
“Seguendo l’esempio di ‘Casaggì Firenze’ che, con la prossima apertura del loro nuovo Centro Sociale di Destra, si porrà come punto di riferimento in tutta la regione per l’area della destra identitaria, intendiamo aderire ad un progetto che riteniamo utile ai fini di un’attività sul territorio, che sappia coniugare l’attivismo di strada con la politica istituzionale e partitica”. Questo quanto dichiarato dal responsabile grossetano del progetto, Pier Francesco Angelini, già membro del coordinamento comunale del Popolo della Libertà.
 
“La nostra comunità intende essere propositiva e costruttiva nei confronti del PDL e del suo Coordinatore Provinciale Luca Agresti – spiega Angelini – con il quale esiste un obiettivo comune: riportare il centrodestra al governo della città già dalle prossime elezioni amministrative”.
 
Alla costituzione di “Casaggì Grosseto” erano presenti anche Marco Scatarzi, Responsabile di “Casaggì Firenze” e Francesco Torselli, Dirigente Nazionale della Giovane Italia i quali hanno incaricato la ventunenne Simona Rabai di costituire il nucleo giovanile e militante del progetto, presto attivo nelle scuole superiori di Grosseto e Provincia e nei distaccamenti universitari della città.
 
“Casaggì è un’associazione culturale libera ed indipendente – spiegano Angelini e Rabai – che collaborerà con il PDL locale, del quale non vuole essere assolutamente una corrente, guardando con interesse alle posizioni nazionali rappresentate dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, nella quale vediamo la vera speranza per la destra politica del futuro”.

 

SUL FRONTE DELL'ESSERE. LA NUOVA CAMPAGNA DI CASAGGì

IN TUTTE LE SCUOLE E LE FACOLTA' FIORENTINE

 


Il testo del volantino. La nuova campagna di Casaggì in ventimila copie:
 
E’ mattina e siamo qui, col volantino in mano. Lo facciamo sempre, senza chiedere niente in cambio, perché ci crediamo. Lo facciamo perché abbiamo fatto una scelta: quella di schierarci, di dare un senso a questo tempo, combattendo per renderlo migliore. E non lo facciamo solo di mattina, ma tutti i giorni, tutto il giorno, tutti i mesi dell’anno. Noi saremo sempre qui, a ricordarti che esiste una dimensione dell’uomo fatta anche di sacrificio e d’azione, di lotta e di amore. Ci potranno maledire, ma torneremo. Proveranno a cacciarci, ma non ce ne andremo. 
 
Non siamo falsi proletari dal doppio cognome che la mattina si vestono hippie e vanno al “Collettivo” e la sera rincasano nella villa a Settignano. Noi siamo gente come te, che parla come mangia, spera e si incazza. Non prendiamo dagli altri senza aver prima donato una somma d’amore più grande. Togliti la spocchia, deponi tutto e resta zitto: con noi non conta ciò che hai, conta chi sei. 
 
Il buonismo ci fa schifo, perché è la maschera della vigliaccheria. Noi sporchiamo i muri e ci sporchiamo le mani, ma ripuliamo le coscienze. Per noi non esiste il politicamente corretto, ma solo ciò che si può affermare. E vogliamo affermare identità, amor di Patria, anticonformismo, socialità, bellezza, giovinezza, irriverenza e Comunità. Noi, infondo, siamo estremisti: amiamo la vita in modo radicale.Abbiamo imparato il valore dell’umiltà ogni santo giorno: nel donarci, nel batterci, nell’esser dieci contro cento, nel non mollare mai. Non vogliamo dare lezioni, ma non ne accettiamo dal primo che passa. 
 
Veniamo da posti poco noti, da palazzi affollati, da strade buie e da bar desolati, ma abbiamo imparato a trattare con tutti e non abbiamo reverenze. Non siamo ricchi, ma non ci compri facilmente. Non siamo poveri, perché abbiamo il cuore. Non ci facciamo il lifting, ma siamo bellissimi lo stesso. Non ci piacciono i reality, ma ci divertiamo ugualmente come pazzi. Non guardiamo all’America, ma siamo lo stesso ragazzi di oggi. Non abbiamo amici, ma una montagna di fratelli. Non siamo soli, perché marciamo insieme. Siamo potenti, perché padroni di noi stessi.  Non siamo niente, ma abbiamo tutto. La nostra è soltanto una scelta d’amore. 
 
Forse non cambieremo mai il mondo, ma siamo bellissimi lo stesso e succhiamo la vita fino al midollo!

 

FINI ALL'ANPI: "COMMEMORARE I PARTIGIANI E' UN DOVERE"

 

Fini all'Anpi della Bolognina "Commemorare i partigiani è un dovere""Commemorare gli eroici combattenti del 14 novembre del 1944 quando, in piazza dell'Unità, 19 partigiani opposero una strenua resistenza ai rastrellamenti e alle violenze delle truppe nazifasciste, rappresenta un dovere delle istituzioni che hanno il compito di trasmettere alle nuove generazioni i principi della nostra democrazia". E' un passo del messaggio che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato al presidente dell'Anpi della Bolognina e segretario del locale comitato unitario e antifascista, Armando Sarti, nel 66/o anniversario della battaglia partigiana avvenuta nel 1944 nel capoluogo emiliano. "Per evitare che l'orrore della dittatura si ripeta è necessario che nella coscienza di tutti sia ben presente la testimonianza di quanti lottarono per la libertà. Sono profondamente convinto infatti - spiega Fini - che la tutela della libertà sia un esercizio quotidiano attraverso il quale rafforzare la coesione nazionale, nella comune consapevolezza che la lotta partigiana per la liberazione è stato uno dei capitoli fondamentali della nostra storia unitaria". (ANSA)

 

 

NON STO CON FINI O BERLUSCONI: IO STO CON LA MIA GENTE!

 

di Fabio Rampelli
 
Non sto con Fini o Berlusconi, sto con la mia gente. Quella che ha combattuto per affermare una visione spirituale della vita e del mondo, che crede in Dio, un Dio qualunque purchè sia, che promuove l'dentità italiana e la difende dall'aggressione culturale che viene da altre tradizioni, altre culture, altre religioni, tutte rispettabili e bellissime tali da arricchire il mondo, ma diverse dalla nostra. Quella che vuole i respingimenti alle frontiere per e gli ingressi programmati degli immigrati legati a un contrattio di lavoro, che è accogliente e rigorosa al tempo stesso. 
 
Quella che si emoziona quando una vita scocca, fin dal concepimento, e vuole difenderla anche quando potrebbe scomparire su un letto d'ospedale, perchè la vita appartiene a se stessa e al Signore che l'ha resa possibile. 
 
Sto con la gente che ama l'indipendenza della nostra nazione e non accetta ordini impartiti dalle multinazionali dell'energia, sponsor di Fli, dopo i sacrosanti accordi dell'Italia con Russia e Libia per ricordare a quelle potenze economiche che non siamo una colonia e non intendiamo pagare l'energia 100 volte quel che vale
 
Sto con la gente che non crede giusto l'insegnamento del Corano nelle scuole e ambisce a una giustizia giusta, che sappia essere un ordine dello Stato e non un contro-potere che destabilizza lo Stato. 
 
Sto con la famiglia tradizionale, papà, mamma e figli, senza stravaganze, senza adozioni tra persone di stesso sesso. Chi è omosessuale ha il diritto di fare della sua vita ciò che vuole ma ha il dovere di lasciare in pace la famiglia e i bambini.
 
Sto con la mia gente, con quella che quando ha saputo che una signora Colleoni qualunque ha lasciato il frutto dei sacrifici di una vita ad An, si è emozionata e si è sentita 'orgogliosamente diversa'. L'etica nella politica non è uno scioglilingua... Il fatto che in quella casa di Montecarlo ci sia il fratello della Tulliani è semplicemente disgustoso. Non è un problema di valore immobiliare: è disgustoso tradire la generosità e la considerazione di una persona che ti ha lasciato tutto prima di morire, considerandoti la sua famiglia.
 
Sto con chi ha combattuto una vita per dire che la sovranità popolare è un valore e che i governi li fanno i cittadini con il voto, non i parlamenti con le imboscate e le congiure. Sto con chi è pronto, ancora una volta, a combattere per sconfiggere i trasformisti e i restauratori della prima Repubblica. 
 
Combattere è un destino... fate rullare i tamburi, la trincea non è il terreno giusto per laicisti ed atei, la trincea e di chi crede. Non sto con Fini o Berlusconi, sto con l'Italia che vuole vincere.

 

MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE ARRIVA A FIRENZE!

 


 

NASCE MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE: "CONTRO L'EGEMONIA ROSSA E IL PENSIERO UNICO". POGGIANTI (DIRIGENTE NAZIONALE MSN): "INIZIAMO UN PERCORSO PER LIBERARE LA SCUOLA". TORSELLI (PDL): "MAI STATI 'ENFANT PRODIGE' DELLA POLITICA, SIAMO GLI ANTI-RENZIANI DI DESTRA".

 

E' stato presentato oggi a Palazzo Vecchio il "Movimento Studentesco Nazionale", una nuova aggregazione di studenti identitari nella quale confluiscono Azione Studentesca (già movimento studentesco di Alleanza Nazionale) ed altre sigle appartenenti al mondo della destra militante. Sono intervenuti alla presentazione Andrea Poggianti (Dirigente Nazionale di MSN), Stefano De Marco (Responsabile di Azione Studentesca Firenze), Marco Scatarzi (Responsabile Casaggì Firenze), Francesco Torselli (Consigliere Comunale PDL e Dirigente Nazionale Giovane Italia) ed altri dirigenti di Azione Giovani - Giovane Italia (organizzazione giovanile de Il Popolo della Libertà).

 

"Gli obiettivi del nuovo Movimento Studentesco Nazionale - spiega Andrea Poggianti - sono quelli di combattere contro le strutture fatiscenti che ospitano i luoghi della nostra istruzione rappresentando un pericolo anche per la nostra vita; di contrastare l'egemonia culturale di sinistra che spinge molti dei nostri professori a presentarci la storia a modo loro e a difendere gli interessi della loro casta col supporto dei sindacati; di battersi contro il caro-libri e, più in generale, contro chi vorrebbe mantenere in vita un modello scolastico superato e figlio del '68".

 

"MSN si prefigge l'obiettivo ambizioso di restituire agli studenti la capacità di sognare - prosegue il Dirigente Nazionale di MSN - di costruire una scuola che formi uomini con un'anima, un cuore ed un cervello e non lavoratori pronti solo per le catene di montaggio; di garantire veramente a tutti l'accesso alla cultura ed abolire per sempre il libro di testo obbligatorio; per svecchiare il sistema d'istruzione, valorizzare il merito ed il talento nella selezione dei docenti".

 

Stefano De Marco, responsabile di Azione Studentesca Firenze, movimento che da oggi confluisce in MSN, spiega il significato della data di oggi scelta per la presentazione: "Abbiamo voluto presentare MSN a ridosso del 4 Novembre e del 9 Novembre, le date che rappresentano simbolicamente la liberazione dell'Italia dall'invasore e dell'Europa dal colonialismo straniero e dal Comunismo. Da oggi parte la terza liberazione: quella della scuola dall'egemonia rossa e dal pensiero unico".

 

"Gli studenti facenti riferimento al Centro Sociale di Destra, Casaggì Firenze - spiega il responsabile di Casaggì Marco Scatarzi - ad oggi attivi quotidianamente in oltre 30 istituti superiori della nostra provincia, aderiscono con entusiasmo a questo nuovo progetto nazionale, mettendo a disposizione la propria forza militante. Cogliamo l'occasione anche per invitare tutti gli studenti fiorentini a venirci a trovare nella nuova sede della struttura che aprirà in città a breve termine".

 

Alla presentazione del Movimento Studentesco Nazionale è intervenuto anche Francesco Torselli, Consigliere Comunale del PDL e Dirigente Nazionale della Giovane Italia che critica il "giovanilismo" del quale sta diventando un'icona nazionale proprio il Sindaco di Firenze Matteo Renzi: "il 'giovanilismo' di Renzi è un qualcosa di costruito a tavolino. Renzi è da anni 'l'enfant prodige' del centrosinistra, noi rappresentiamo un'altra gioventù: quella formatasi con la militanza e gli autofinanziamenti, quelli che non sono mai stati sponsorizzati e sostenuti da nessuno, ma anzi, che sono sempre stati visti come 'scomodi' dalla politica tradizionale".

 

"Siamo noi la gioventù protagonista del domani. - conclude Torselli - Siamo noi l'Anti-Renzismo di destra".

TORNEREMO, EUROPA!

GIORGIA MELONI: DELUSA E AMAREGGIATA DAL DISCORSO DI FINI

di Giorgia Meloni

Il discorso di Perugia rappresenta di certo la sconfitta di chi, come me, ha auspicato e operato fino alla fine perché si giungesse a un nuovo accordo tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi con il fine di portare avanti l’azione di governo e rispettare il mandato ricevuto dagli italiani. Oggi mi sento delusa, amareggiata dai contenuti e dai toni usati dal presidente della Camera. Osservo con tristezza l'ennesimo atto di un progetto distruttivo nato all'indomani della vittoria del Pdl alle regionali, quando pensavamo di poterci finalmente dedicare alle grandi riforme di cui necessita il sistema Italia.  
Solo poche settimane fa il governo ha incassato un voto di fiducia sul programma dei prossimi mesi con l’appoggio e il voto pressoché unanimi dei deputati e senatori iscritti ai gruppi di FLI. La recente apertura di Silvio Berlusconi nei confronti di un patto di legislatura andava proprio nella direzione ripetutamente auspicata dal presidente della Camera e dai suoi. Questa disponibilità sembra, al contrario, aver creato delle difficoltà nel gruppo dirigente di FLI e tra i suoi fan più sfegatati: quella sinistra impotente che vede nella lotta interna al centrodestra l’unica via per sbarazzarsi di Berlusconi.

Con la richiesta di dimissioni del Governo Fini chiede l’impossibile: l’apertura di una crisi extra parlamentare, che ricorda in modo sinistro i peggiori giochi di palazzo della prima repubblica. Ma molta acqua è passata sotto i ponti dagli anni ’80. E a Fli  non resta che risolvere in parlamento le proprie contraddizioni. A partire dalla prossima settimana non mancherà occasione per votare in Aula contro le riforme proposte dal governo secondo le promesse fatte agli italiani.
 
Toccherà alla classe dirigente di Futuro e Libertà decidere se affondare queste riforme e decretare la fine del governo. Per poi risponderne direttamente davanti ai cittadini. Tutto sommato resto convinta che alla lunga il tempo sia galantuomo, proprio come il popolo italiano.

CASAGGì FIRENZE: NOI, ALTERNATIVA MILITANTE AGLI SHOW DI RENZI

CASAGGì, CENTRO SOCIALE DI DESTRA: “SPOPOLIAMO NELLE SCUOLE E SUI SOCIAL NETWORK. NOI, PROFETI DELL’ANTI-RENZISMO, FACCIAMO ANCORA POLITICA DI STRADA CON SACRIFICIO E SPIRITO MILITANTE. DAREMO DEL FILO DA TORCERE ALL’AMMINISTRAZIONE RENZI, NATA E CRESCIUTA SUGLI SHOW MEDIATICI E I GRANDI PROCLAMI, MA LONTANA ANNI LUCE DAL POPOLO”.

 La pagina Facebook dei simpatizzanti di ‘Casaggì Firenze’ ha da poco superato i 5.000 contatti. Numeri che niente hanno a che spartire con le altre organizzazioni giovanili locali e perfino con i partiti organizzati (PD… PDL… LEGA… SEL… GIOVANI DEMOCRATICI… SINISTRA UNIVERSITARIA…) che nella galassia dei ‘social network’ vengono a dir poco decuplicati. Ma ‘Casaggì Firenze’ non spopola solo su Facebook: ormai da diversi anni il ‘Centro Sociale di Destra’ fondato a Firenze nel 2005 da un gruppo di militanti di Azione Giovani, guidati dall’oggi Consigliere Comunale del PDL Francesco Torselli, è diventato un vero ‘cult’ tra i giovanissimi, tanto da riuscire a sovvertire la tendenza sinistrorsa delle scuole fiorentine e a destra curiosità e interesse in moltissimi, anche meno giovani.

“Casaggì non è solo un movimento giovanile, né semplicemente un centro sociale o un’associazione culturale; – spiegano Francesco Torselli, Consigliere Comunale del PDL a Firenze e Marco Scatarzi, attuale responsabile della struttura e, ai tempi, tra l’originale nucleo di fondatori della struttura – Casaggì è diventato uno stile di vita, una visione del mondo, un modo differente di essere giovani nella società attuale”.

“Oggi – proseguono Torselli e Scatarzi – il giovane impegnato in politica è incarnato alla perfezione dal Sindaco di Firenze, sempre più proiettato nella dimensione nazionale del ‘rottamatore’ e dell’innovatore. Noi rappresentiamo l’antitesi di quel modello. Matteo Renzi è sì giovane anagraficamente e propone il ‘giovanilismo’ come alternativa alle vecchie facce della politica, ma per noi rappresenta invece un’icona costruita a tavolino. Renzi è sempre stato un ‘enfant prodige’ della politica, fin dai tempi della Margherita e della Presidenza della Provincia. Noi nelle sedi di partito ci siamo cresciuti, ma abbiamo sempre rifiutato l’etichetta di ‘giovani politici’. Per noi, crescere in un partito ha significato autofinanziamento per pagarci la colla per attaccare i manifesti, ha significato rinunciare alle amicizie ed al tempo libero per creare una comunità umana che si sostituisse agli spazi di aggregazione che mancano nelle nostre città, o meglio, che sono riservati solo ai giovani di sinistra, quelli che si dicono ribelli e contestatori, ma che rappresentano l’omologazione assoluta”.

“Matteo Renzi è un ‘solista’ della politica – continuano da Casaggì – uno di buona famiglia che ha potuto investire nella costruzione di rapporti e di amicizie importanti che, nel tempo, hanno scommesso su di lui. Non è nostra intenzione fare di questo un’accusa, ma noi siamo l’esatto contrario. Su di noi hanno sempre creduto in pochi e nessuno si è mai speso per costruirci una strada per emergere. I ragazzi che si aggregano al nostro progetto provengono per lo più dalle zone più popolari della città, sono ragazzi abituati a costruirsi il proprio futuro giorno dopo giorno e pronti a rischiare fisicamente pur di impegnarsi al nostro fianco, senza ‘agganci’ e senza ‘sponsor’, ma certi di avere tante idee e tanto da dire in un mondo che è sempre più figlio del consumismo e dell’economia”. Nell’ultimo manifesto di idee prodotto da Casaggì si legge: “Veniamo da posti poco noti, da palazzi affollati, da strade buie e da bar desolati, ma abbiamo imparato a trattare con tutti e non abbiamo reverenze. Non siamo ricchi, ma non ci compri facilmente. Non siamo poveri, perché abbiamo il cuore. Non ci facciamo il lifting, ma siamo bellissimi lo stesso. Non ci piacciono i reality, ma ci divertiamo ugualmente come pazzi. Non guardiamo all’America, ma siamo lo stesso ragazzi di oggi. Non abbiamo amici, ma una montagna di fratelli. Non siamo soli, perché marciamo insieme. Siamo potenti, perché padroni di noi stessi. Non siamo niente, ma abbiamo tutto”.

“Da sei mesi siamo senza una sede fisica – concludono Torselli e Scatarzi – perché l’affitto della vecchia sede di Alleanza Nazionale non potevamo più permettercelo. Finalmente abbiamo trovato uno spazio che manterremo con gli autofinanziamenti e questo alla faccia di chi pensa che nel PDL scorrano fiumi di Euro e di chi le sedi le regala ai cognati con la Ferrari o le prende a rimorchio degli imprenditori milionari con la promessa di far da portaborse e galoppino. Potevamo fare come fanno a sinistra, occupare uno spazio o chiederlo alle istituzioni, ma noi vogliamo essere solo ciò che riusciamo a creare con le nostre mani. Politicamente abbiamo sposato il progetto del Popolo della Libertà, ma mantenendo una nostra autonomia di azione e di idee, spesso anche in disaccordo col partito di riferimento. E oggi, ci sentiamo di aver realizzato a Firenze un piccolo miracolo.

Se vogliamo anche noi ‘rottamare’ le vecchie facce della politica? Non ci interessa, siamo abituati a credere che con il lavoro e con l’impegno i risultati si conseguono lo stesso, anche senza passare sulle teste degli altri. Un politico che ci rappresenta? Giorgia Meloni: una come noi, che la carriera se l’è costruita non nei salotti di Matrix e Porta a Porta, ma per la strada, con volantini, colla, scopa e manifesti”.

 L’indirizzo della nostra pagina su Facebook (5066 iscritti)
http://www.facebook.com/pages/CASAGGI-FIRENZE/164008964272

Le pagine degli altri partiti:

PDL FIRENZE (576 ISCRITTI)
http://www.facebook.com/group.php?gid=132345158352

PD FIRENZE (212 ISCRITTI)
http://www.facebook.com/group.php?gid=43678888200

UDC FIRENZE (33 ISCRITTI)
http://www.facebook.com/group.php?gid=99701527544

RIFONDAZIONE COMUNISTA FIRENZE (582 ISCRITTI)
http://www.facebook.com/pages/Rifondazione-Comunista-Firenze/148504751847474

 PROSEGUONO VOLANTINAGGI A TAPPETO IN SCUOLE E FACOLTA' FIORENTINE

Questa mattina sei facoltà universitarie fiorentine sono state raggiunte dalla nostra campagna contro la società multietnica e l'omologazione. Altre dodici scuole superiori sono e saranno coperte nelle prossime mattinate. Gli appelli lanciati dalla sinistra radicale, spalleggiata da professori, sindacati e presidi, è letteralmente caduta nel vuoto. In ogni frangente i nostri militanti hanno ricevuto plausi e adesioni, affermandosi come unica voce fuori dal coro in una città che conosce solo una dimensione. A breve, inoltre, ci saranno grandi novità organizzative, territoriale e militanti. Avanti e più avanti ancora!

 4 NOVEMBRE: TRA TEMPESTE D'ACCIAIO, GLI UOMINI NUOVI

In ricordo dei soldati, delle gesta e della Grande Guerra.
Da quelle trincee, da quelle tempeste d'acciaio, nacquero gli uomini nuovi.

INTERVISTA VIDEO A GIORGIA MELONI

I giornali inglesi individuano in Renzi, Fini e Vendola i politici italiani emergenti. Se fosse vero, ci converrebbe prenotare un biglietto di sola andata per qualche atollo caraibico. Il futuro è altro. Il futuro è anche e sopratutto in questo video.

CENTURIA ALATA

Centuria Alata è l'ultimo capolavoro in video e musica degli Aurora, gruppo di punta della musica alternativa vicina alla Giovane Italia. La nostra tradizione e la nostra identità è questa, alla faccia dei tanti squali affamati di carriera, dei tanti infami che tradiscono per diventare i portaborse di qualche imprenditore milionario, dei tanti nemici che non riescono a fermarci e dei tanti idioti che ci sognano morti e che puntualmente si svegliano sudati e rosicanti, perchè siamo ancora qui. La nostra politica è una barricata di idee, che non si cambiano perchè non hanno tempo e non hanno scadenze, che bramano di futuri di plastica o di presunte sintesi che non sono altro che ipocriti mezzi per non ammettere almeno a sè stessi che la giovinezza o è ribelle o non è. Avanti, per assaltare questi morti viventi.

PROSEGUE LA LOTTA CONTRO LA SOCIETA' MULTIETNICA. NON UN PASSO INDIETRO.

 

IL VOLANTINO DISTRIBUITO IN QUINDICIMILA COPIE IN TUTTE LE SCUOLE E LE FACOLTA' FIORENTINE. DIFENDERE L'IDENTITA', COMBATTERE IL MELTIN POT!

 FIRENZE: LEVATA DI SCUDI DELLA SINISTRA FIORENTINA, AIUTATA DA PROFESSORI E PRESIDI, PER BOICOTTARE LA CAMPAGNA STUDENTESCA DI AZIONE GIOVANI – GIOVANE ITALIA E CASAGGì. LA GIOVANE DESTRA CRITICA LA SOCIETA’ MULTIETNICA E IL MODELLO MULTIRAZZISTA, I BUONISTI RISPONDONO TENTANDO DI IMPEDIRNE LA DIFFUSIONE. 

 “Siamo alle solite. Come da prassi l’ultima campagna culturale e politica dei giovani di destra riuniti sotto la sigla di Azione Giovani – Giovane Italia e vicini al “centro sociale di destra” Casaggì Firenze, ha trovato forti resistenze a tutti i livelli. Oltre ai soliti noti, che come unica attività hanno quella di tentare con scarsissimi risultati di impedire la diffusione di un pensiero identitario, questa volta la caccia alle streghe coinvolge anche professori e presidi”. Così commentano i dirigenti della struttura giovanile vicina al Pdl Marco Scatarzi e Alessandro Draghi.  

“In queste mattine, proseguono Scatarzi e Draghi, una trentina di istituti fiorentini sono stati raggiunti dai volantini firmati dalla nostra struttura. I nostri militanti hanno ideato e realizzato una forte campagna contro la società multietnica e il modello del meltin pot, anche sulla scia dei fatti accaduti la scorsa settimana a Sesto Fiorentino, dove alcuni rom hanno travolto un bambino durante una fuga dalla polizia. Le reazioni, in diverse scuole, sono state a dir poco ridicole: professori inviperiti, presidi fuoriusciti dal proprio ufficio per intimarci di smetterla, attivisti della sinistra radicale su tutte le furie. Ci siamo abituati, ma resta comunque sconcertante la mentalità sessantottina che ancora alberga in questi personaggi: il pretendere una cultura eterodiretta, asservita, politicamente corretta e insipida”. 

“Non è nostro intento fare della demagogia spicciola o innescare spinte xenofobe - prosegue il consigliere comunale del Pdl Francesco Torselli – ma deve essere chiaro a tutti che servono regole precise e che, culturalmente, chi ha cuore l’identità, le tradizioni e le radici della propria Terra non può accettare a cuor leggero un modello sociale, ormai sempre più prossimo e compiuto, che crea ghetti, tensioni, scontri, malcontenti e guerre per bande”. 

“I volantini che stiamo distribuendo in tutte le scuole superiori e le facoltà universitarie della provincia – proseguono i dirigenti della Giovane Italia e di Casaggì – sono un monito per non abboccare ai falsi miti di un’integrazione che non c’è mai stata e che è proposta con ipocrisia evidente da chi ha tutto l’interesse a far entrare nel nostro paese la manodopera a basso costo da poter sfruttare in un secondo momento. Un modello perdente, che ha fallito ovunque sia stato esportato. Un modello che ha come unico scopo quello di produrre copie in serie, automi, ingranaggi uniti soltanto dall’unica dimensione che tutto comprende: il mercato globale. Lì, nei centri commerciali, siamo davvero tutti uguali: consumatori, possibilmente segmentati per differenziare l’offerta dei prodotti e aumentare i fatturati”.  

“Quella che stiamo portando avanti – proseguono Torselli, Scatarzi e Draghi – è una scintilla in mezzo al deserto: la precisa volontà di riscoprirsi parte di un processo che ci vede tutti protagonisti, che ci vede tutti come l’anello di una catena. Un anello che non sarà debole fintanto che saremo consci del nostro bagaglio identitario di italiani e di europei. Un anello che rischia di deteriorarsi con la costruzione delle megalopoli alienanti e dei sobborghi dimenticati, dei quartieri ghetto e dei livori sottaciuti. Questo modello multietnico non è un modello multirazziale, ma multirazzista: divide senza sintesi, ingloba senza differenze, omologa senza criteri”.  

“Nei prossimi giorni proseguiremo con la nostra attività, con buona pace di presidi, professori, chiacchieroni, buonisti, paladini del giusto, omuncoli in malafede. I tanti ragazzi che in queste settimane si sono avvicinati alla nostra struttura sono la più viva testimonianza del fatto che non tutti sono disposti a cedere alle lusinghe del pensiero unico, quello stesso leitmotiv che trova ancora qualche giurassico sessantottino pronto a far le barricate. Ma il sessantotto è finito da un pezzo, e ora è il tempo degli identitari”.

VIA DELLA ROBBIA: LA NOSTRA BATTAGLIA...     

Azione Giovani - Giovane Italia, in collaborazione con Casaggì Firenze e coi nostri eletti nelle istituzioni locali, ha intrapreso una battaglia al fianco dei cittadini di via Della Robbia, dove l'incidente avvenuto qualche giorno fa e che ha visto la morte di un pedone, è solo la punta di un iceberg. Una strada trafficata, che nasconde insidie e problemi crescenti. La nostra presenza sul territorio, ancora una volta, è stata tempestiva. E tutto questo mentre, proprio in questi giorni, le facoltà fiorentine e una quindicina di istituti superiori sono stati letteralmente "assaltati" dalle nostre campagne studentesche, raccogliendo consensi inaspettati e permettendoci di avvicinare moltissimi ragazzi, già impegnati nella nostra struttura e pronti ad aprire nuclei attivi in ogni angolo della città e in ogni scuola.

ROM, INTEGRAZIONE E FALLIMENTI MULTIETNICI:

Il gravissimo incidente accaduto a Sesto Fiorentino, dove un gruppo di rom,scappando dalla polizia,ha colpito una vettura su cui viaggiava una famiglia composta da padre madre e tre figli, non è un fatto isolato e non si può relegare l'episodio ad un singolo comune.Il problema rom è una questione su cui non si può più tacere e su cui ci siamo stancati di ascoltare le solite chiacchiere inutili delle sinistre e delle varie associazioni di ciarlatani buonisti e ipocriti quali opere nomadi ecc.
 
Tratto questo tema in qualità di presidente di Azione Giovani Campi perché a Campi, come più volte ho avuto modo di denunciare sulla stampa, esiste un grave rischio legalità legata a personaggi di etnia rom, che bivaccano e stazionano in diversi luoghi della città, sempre protetti e tutelati da un'ammistrazione comunale che continua a definirli vittime non si sa di chi o cosa.
 
Non è più possibile che per le nostre strade vaghino soggetti di un'etnia che non ha mai manifestato la minima intenzione di integrarsi e non è più possibile che ci siano folle disposte a voltarsi dall'altra parte per non vedere o che neghino l'evidenza fino alla morte. La società multietnica che le sinistre continuano a sponsorizzare è un fallimento totale e questi tragici episodi ne sono una triste conferma: un bambino di 9 anni si trova,gravissimo,al Meyer in coma perché questi 5 rom hanno deciso di partire da Milano e con tutta tranquillità venire nella rossa Toscana a compiere le loro magagne,con tanto di arsenale per lo scasso al seguito.
 
Un altro episodio che mi ha sdegnato è accaduto a Piove di Sacco, in Veneto e lo cito per dare un'idea dell'etnia con cui abbiamo a che fare:un sinto o rom ha ucciso una coppia di giovani mentre ubriaco guidava alla modesta velocità di 190 km/h, chiaramente anch'egli ha perso la vita nell'impatto. La comunità sinti di Piove pretendeva di tributare a questo assassino un funerale da eroe con tanto di cavalli bianchi e fiori lanciati da un elicottero.Da questo si comprende quanto a questa etnia interessi dell'integrazione,e quanto siano pentiti in conseguenza ai disastri che spessissimo creano. Una realtà del genere non può essere accettata tutelata e coperta ancora da una parte anche di istituzioni,come purtroppo accade qua in Toscana.
 
Chiediamo al comune di Campi di avviare a livello di Polizia Municipale un controllo serrato nei confronti dei facenti parte questa etnia, senza considerarlo razzismo bensì un modo per tutelare i cittadini onesti che sono sempre le vittime delle malefatte di questa gente. Chi di loro non risulta avere reddito ma va a giro con macchine lussuose e pieno d'oro, come spesso accade, non può ancora passare inosservato.
 
Azione Giovani Campi esprime la più profonda solidarietà nei confronti delle vittime dell'incidente a Sesto con gli auguri di una pronta guarigione e auspica la sperata e dovuta severità nei confronti dei rom a Campi, per il bene dei cittadini.
 
Raoul Covelli presidente Azione Giovani - Giovane Italia circolo di Campi Bisenzio

NUOVI CIRCOLI SU TUTTO IL TERRITORIO: ADERIRE!

Casaggì, in collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia, si sta radicando su tutto il territorio della provincia fiorentina. Oltre alla recente campagna studentesca, che ha portato alla nascita di sette nuovi nuclei innalzando a 30 le scuole nelle quali esiste una nostra rappresentanza attiva, stiamo lavorando ad una seria operazione di presenza militante su tutto il territorio.

In trenta dei quarantaquattro comuni della nostra provincia esistono circoli già dotati di una propria autonomia e di una propria struttura, operativi nel cercare di diffondere le idee della destra giovanile e identitaria anche nelle aree più impenetrabili. L’obiettivo che ci poniamo è ambizioso: arrivare dappertutto, colmare ogni lacuna, esportare un modello. In ogni comune, in ogni paese, in ogni scuola, in ogni facoltà, in ogni fabbrica, in ogni strada. Non abbiamo solo buone gambe, ma anche una tremenda voglia di camminare.

L’intento è quello di opporsi dal basso, in modo spontaneo, partecipato e militante all’egemonia di quei poteri forti e di quella orribile indifferenza che stanno lentamente uccidendo la nostra identità. Siamo convinti che solo attraverso un’opera di volontariato e di passione possa nascere un’alternativa credibile: le ingessate e litigiose strutture di partito, in special modo quelle che governano questi spazi, sono ormai logorate da interessi di fazione e non possono che riprodurre se stesse, senza offrire alcuno spunto alle coscienze critiche.

Oltre alla nuova Casaggì, che presto riaprirà i battenti in quel di Firenze e si porrà come punto di riferimento e di aggregazione per tutti, lavoriamo all’apertura avamposti anche nelle aree periferiche, come la zona dell’Empolese e della Valdelsa, del Valdarno e del Mugello, della Valdisieve e della Piana. Un progetto vivo, autonomo e rivoluzionario. Un progetto che veda la politica come visione del mondo e come scelta di vita, come dono e come lotta.

I nostri riferimenti sono chiari e visibili. Ciò che siamo e che facciamo è il nostro biglietto da visita. La semplicità, la militanza ed il sacrificio sono l’unica cosa che possiamo offrirvi, perciò si astenga chi ne vuole ricavare un beneficio o una carriera. Si astenga chi non è disposto ad anteporre la Comunità al proprio ego e l’impeto dell’azione all’apatia del banale e dell’uniforme. Si astenga chi già sa di non potersi donare, di non potersi battere, di non poter rischiare. Si astenga, insomma, chi non porta in sé una rabbia ancestrale ed un amore folle.

Una nuova e terribile bellezza sta letteralmente smuovendo le acque di uno stagno morto, fatto di indifferenza e di edonismo. Al deserto del denaro e dell’ipocrisia vogliamo sostituire un mare in tempesta, dove una nave di fratelli si muove libera e sicura. Ma non vaga a vuoto, perché è pronta ad arrembare ovunque ce ne sia bisogno.

Chi fosse uomo libero e avesse voglia di collaborare, ci contatti.
Ne vedremo delle belle!

LA COMMISSIONE SERVIZI E SANITA' APPROVA LA MOZIONE DI TORSELLI PER L'INTRODUZIONE DEL QUOZIENTE FAMILIARE NELLE TARIFFE DI ACCESSO AI SERVIZI COMUNALI. UNA VITTORIA DI AZIONE GIOVANI E DI CASAGGì FIRENZE!

Torselli e Roselli (PdL): “Esprimiamo grande soddisfazione, un passo importante per riportare la famiglia al centro della politica cittadina”

“Il Quoziente Familiare, applicato per la prima volta in Italia dal Comune di Parma, può diventare realtà anche a Firenze, dopo il voto favorevole espresso oggi dalla Commissione Servizi Sociali e Sanità del Comune di Firenze, che ha approvato una nostra mozione che chiedeva l'introduzione di questo nuovo metodo di tariffazione per l'accesso ai servizi comunali”. Questo il commento dei consiglieri del PdL Francesco Torselli ed Emanuele Roselli.

“Il Quoziente Familiare - spiegano i due esponenti del centrodestra - è una grande novità perché riconosce alla famiglia il lavoro che quotidianamente svolge in campo educativo, di cura, di dialogo tra le generazioni e di coesione sociale. E' uno strumento necessario ad una città che ha scelto oggi di crescere a misura di famiglia. L'introduzione di questo nuovo metodo di calcolo delle tariffe di accesso ai servizi del Comune valorizza la famiglia con figli, la condizione lavorativa, la presenza di invalidità, la condizione economica dei genitori. Abbiamo presentato questa proposta proprio perché riconosciamo nella famiglia la risorsa fondamentale della comunità e volevamo fornire uno strumento utile a tutte le famiglie numerose o con al proprio interno figli disabili o anziani invalidi. Siamo quindi estremamente felici del voto favorevole espresso dalla IV Commissione consiliare, alla quale va un doveroso e sentito ringraziamento. 

Il Quoziente Familiare non va a sostituire l'attuale metodo di calcolo delle tariffe per l'accesso ai servizi comunali quali asili nido, scuole per l'infanzia, servizi sociali ed altro ma integra il precedente sistema di calcolo applicando dei correttivi in funzione del numero di figli, della condizione lavorativa dei componenti della famiglia e dello stato di salute degli stessi.

Tanto per fare un esempio, due famiglie, entrambe composte da tre persone, non sono certo uguali se da una parte abbiamo un pensionato, un lavoratore magari ben retribuito ed un giovane lavoratore anch'egli ben retribuito, mentre dall'altra parte abbiamo una famiglia composta da un anziano invalido, un lavoratore precario ed un figlio in cerca di occupazione. Grazie al Quoziente Familiare, ripreso dall'esempio del Comune di Parma, la seconda famiglia avrà forti vantaggi, rispetto alla prima, nell'accesso ai servizi comunali. E sempre per fare un altro esempio, se si prende in esame una famiglia composta da due genitori, entrambi lavoratori dipendenti, con due figli piccoli a carico, nei servizi di accesso agli asili nido il ribasso della tariffa, grazie al nuovo metodo di calcolo, può arrivare anche a superare il 10%”.

“L’approvazione di questa mozione - concludono Torselli e Roselli - è una vittoria di tutti coloro che credono ancora nel valore della famiglia, e soprattutto di chi considera ogni singolo elemento della comunità cittadina un caso a sé stante, rifiutando le logiche omologatrici e globalizzanti che finiscono con il considerare gli esseri umani come numeri da suddividere in blocchi stagni, privi di ogni specificità e di ogni soggettività”.

 

 

NON PECORE, MA STUDENTI RIBELLI!

 

 

 

GIOVANE ITALIA E CASAGGì: “STUDENTI TRATTATI COME CAVIE DA LABORATORIO”.

 


 
“Un atto ignobile, antidemocratico e degno del peggior incubo orwelliano. Non ci sono altri termini per descrivere quanto accaduto in alcune scuole, laddove il sindacato FLC-CGIL ha inviato una circolare ai Dirigenti Scolastici, al personale ATA ed al corpo docente per invitare palesemente a creare disservizi e disfunzioni al normale svolgimento delle lezioni, in maniera tale da invitare gli studenti a manifestare contro il governo Berlusconi e contro il Ministro Gelmini”. Questo è quanto fa sapere il Consigliere Comunale del PDL, Francesco Torselli.

“Creare disagi ad hoc verso soggetti ignari al fine di strumentalizzare il disagio creato in funzione politica è un metodo da dittatura comunista, – commenta l’esponente del PDL – un metodo che avrei potuto immaginare di ritrovare in un romanzo di Orwell, non certo nell’Italia del 2010”.

“Chi ha scritto questa circolare – prosegue ancora il consigliere comunale del PDL e dirigente nazionale della Giovane Italia – non solo dimostra di calpestare col proprio atteggiamento la democrazia ed il rispettoso confronto politico sui contenuti, ma dimostra ancora in maniera maggiore il disprezzo per gli studenti, considerati ‘animali in gabbia’ sui quali svolgere i propri esperimenti di ‘lavaggio del cervello’, degni di un gulag, per poi assistere alle reazioni indotte”.

“Prima ancora che si svolgesse il corteo – aggiunge Marco Scatarzi, responsabile provinciale di Azione Giovani-Giovane Italia e Casaggì – avevamo parlato di studenti strumentalizzati dalla sinistra, oggi, alla luce di questa ignobile circolare, non ci resta che dire uno scontato ‘ve l’avevamo detto’. Senza contare che il corteo ‘democratico e pacifico’ di stamattina è stato animato da soggetti che col volto coperto hanno causato danni a edifici ed aggredito persone”.

“Esigiamo – concludono Torselli e Scatarzi – che la FLC-CGIL spieghi il senso di una circolare nella quale si invitano i docenti a ‘non organizzare gite’ per creare malcontenti anti-governativi, fermo restando che, a nostro modo di vedere, chi tratta gli studenti come ‘carne da corteo’ e come ‘animali da esperimenti’ si dovrebbe solo e soltanto vergognare”.

 

SUL CORTEO E LE TENSIONI DI IERI...

 

 

L'elenco dei link nel sito di Casaggì Firenze

http://casaggi.blogspot.com/2010/10/sul-corteo-di-ieri.html

 

 

SI RIDE PER NON PIANGERE...

 

 

Uno dei video che immortalano il corteo di questa mattina. Uova, fumogeni e oggetti vengono scagliati contro il liceo Scolopi. Perchè? Perchè è una scuola privata e "va buttata giù". D'altronde loro non la vogliono, tanto basta per farne un bersaglio. Da notare, per chi ne avesse la forza, il cinquantenne a dorso nudo col capello lungo, sul quale ogni commento risulta davvero sprecato. Queste sono, a quanto pare, le proposte alternative alla riforma Gelmini. Prendiamo anche atto che gli "studenti" dei Collettivi intendono far perdere il lavoro ai propri genitori, dal momento che hanno scandito cori contro industriali e borghesi...

 

L'INCREDIBILE HULK SI E' ISCRITTO A CASAGGì

Casaggì Firenze, centro sociale di destra, rende noto ai propri simpatizzanti, alla stampa, all'Unione degli Studenti ed ai Collettivi di Sinistra che, da qualche giorno, un nuovo militante si è iscritto alla nostra associazione il cui nome è Hulk, detto "l'incredibile", mentre il suo cognome non è dato saperlo.

 Alla luce di questa doverosa precisazione, prende verità anche quanto diramato a mezzo stampa da UDS e Collettivi di Sinistra, secondo i quali: "'i militanti (di destra, ndr) in questione, in realta' solo uno, si sono presentati alla testa del corteo con l'intento, realizzatosi, di provocazione''.

 In realtà molti di voi, ed anche noi, stenteranno a credere che UN SOLO MILITANTE abbia deciso di sfidare, da solo, un intero corteo presentandosi alla testa di esso con un chiaro intento provocatorio. Eppure, dai racconti dei baldanzosi compagni questo traspare.

Pochi minuti fa, abbiamo invece parlato con l'Incredibile Hulk il quale, nostro malgrado, ha confermato la versione di UDS e Collettivi. Ci scusiamo per il comportamento provocaturio tenuto questa mattina dall'Incredibile Hulk ed avvertiamo i malcapitati compagni che l'Incredibile ha effettuato oggi una serie di telefonate tra i suoi amici, invitandoli ad iscriversi anche loro a Casaggì.

Sono previste per domani le adesioni di tali: Spiderman, Batman, L'uomo Tigre, Superman, Sampei, Holly, Benji e, probabilmente anche quella di Jeeg Robot d'Acciaio. Quest'ultimo scioglierà le sue ultime riserve solo la prossima settimana in quanto ancora scettico sul progetto dopo aver letto un vecchio volantino che chiedeva "più spazi verdi e meno acciaio e cemento".

FIRENZE: TENSIONI AL CORTEO STUDENTESCO. LA MANIFESTAZIONE DELLA SINISTRA RADICALE INCONTRA UN GRUPPETTO DI RAGAZZI VICINI A CASAGGì E PARTE LA “CACCIA AL FASCISTA”. I RAGAZZI DI DESTRA, ATTACCATI, SI SONO DIFESI.

“Questa mattina, durante il corteo anti-Gelmini organizzato dalla sinistra radicale, si sono verificate delle scaramucce, prontamente riportate dalle agenzie di stampa con enfasi e accento. Lungo il tragitto, per la precisione nei pressi di via Cavour, il corteo avvista un gruppetto di ragazzi, che sta camminando in direzione opposta sul marciapiede. Niente di strano, se non fosse che nel gruppetto figurano alcuni ragazzi vicini al nostro centro sociale di destra e attivi nelle fila di Azione Giovani - Giovane Italia”.

“Nel giro di pochi istanti il corteo si ferma e molti attivisti della sinistra radicale, a volto coperto, cercano con ogni mezzo di aggredire i ragazzi. Dai megafoni partono gli ordini di scuderia, che incitano i manifestanti a scagliarsi contro di loro. Ne nasce una colluttazione, nella quale i ragazzi cercano di difendersi come possono, prima che la rissa venga sedata e il corteo riparta”.

“Non è nostra intenzione fare del vittimismo o gridare allo scandalo: siamo militanti di una struttura che appartiene alla destra sociale e identitaria, consapevoli di agire in un territorio difficile, dove certi atteggiamenti sono assolutamente prevedibili”.

“Tuttavia, agli organizzatori del corteo – che ben conosciamo – chiediamo di smetterla di etichettare le manifestazioni di parte come momenti di partecipazione studentesca aperta a tutti. Non è mai stato così e oggi ne abbiamo avuto la controprova: basta che un militante di destra si trovi a camminare nella stessa strada, per essere aggredito. Prima dell'aggressione, poi, una scuola privata era stata assaltata a colpi di uova e fumogeni, vernice e sassi”.

“Non siamo nuovi a episodi simili, sempre conditi di una vigliaccheria senza precedenti: centinaia di persone che si scagliano addosso a pochi ragazzi, volti coperti, inni all’odio, istigazioni senza senso. Il tutto accanto ai tanti professori che partecipavano al corteo, gli stessi che domattina saranno dietro ad una cattedra ad insegnarci come stare al mondo, coperti dai loro sindacati e intrisi della solita ipocrisia”.

“L’episodio di oggi non muta di una virgola il nostro impegno militante nelle scuole, che sarà incentivato nei prossimi giorni, in barba a contestazioni, scioperi e girotondi in piazza. Il mondo studentesco della destra identitaria che fa capo a Casaggì Firenze è una realtà che conta diverse centinaia di aderenti e che non può essere messa a tacere da niente e da nessuno".

AZIONE GIOVANI – GIOVANE ITALIA e CASAGGì FIRENZE: “IL CORTEO DI DOMANI E’ FIGLIO DI UNA STRUMENTALIZZAZIONE FUORI LUOGO, MESSA IN ATTO DALLA SINISTRA RADICALE PER PORTARE IN PIAZZA QUALCHE STUDENTE E GETTARE FANGO SULL’OPERATO DEL GOVERNO NAZIONALE”.


“Come ogni anno, puntuale e senza ritardi, va in scena il corteo anti-Gelmini col quale la sinistra radicale cerca di portare in piazza qualche studente contro l’operato del governo”. Così dichiara Francesco TORSELLI, dirigente nazionale di Azione Giovani – Giovane Italia e consigliere comunale del Pdl, movimento giovanile vicino al Pdl. “Quella di domani, prosegue TORSELLI, sarà l’ennesima passerella politica, manovrata a dovere da chi ha il compito di rinfocolare lo scontento verso l’operato del governo nazionale. Ogni anno si spacciano per partecipate ed aperte a tutto il mondo studentesco delle manifestazioni che in realtà sono nate e organizzate da una parte politica precisa”.

“Le argomentazioni portate avanti dalla sinistra antagonista – prosegue MarcoSCATARZI, responsabile di Casaggì Firenze – sono intrise di retorica a buon mercato: molti dei tagli all’istruzione non rientrano nella riforma Gelmini, ma fanno parte della legge 133/98; in merito ai ricercatori va ribadito quanto questa riforma aiuti questi ultimi, prevedendo le 250 ore e mettendo finalmente in evidenza le inadempienze di quei baronati che per troppo tempo hanno goduto di tripli incarichi delegando ai loro sottoposti la gran parte del lavoro. Va ricordato inoltre l’incentivo agli atenei virtuosi, il Fondo per il Merito che eliminerà le differenze di reddito a faciliterà l’accesso allo studio per i meno abbienti; l’identità portata come obiettivo primario di ogni programma educativo”. “Quella della totale privatizzazione degli istituti scolastici e delle università – prosegue SCATARZI - è infine una informazione errata: non solo si tratta di una falsità, ma si dimentica che nella stragrande maggioranza dei paesi europei buona parte della ricerca è finanziata dai privati, che aiutano lo Stato. La totale privatizzazione della didattica è una cosa completamente diversa. Quello della destinazione dei finanziamenti e della qualità di questi ultimi è, casomai, un problema da sollevare. Resto convito che i tagli non siano mai una scelta facile e che necessariamente possano produrre critiche e dissensi, ma è altrettanto vero che non ci si possono ricamare sopra delle strumentalizzazioni fin troppo palesi”.

“Quelli sollevati dalla sinistra antagonista – concludono TORSELLI e SCATARZI – sono infine problemi che non possono essere imputati al governo di centro-destra. Problemi che sentiamo nostri e che anche la destra identitaria e sociale combatte da sempre: l’omologazione, l’individualismo sfrenato, la mancanza di spazi per i giovani, il culto del successo. Argomentazioni valide, che però stonano in bocca a chi, allo stesso tempo, inneggia al materialismo materialista ed è imbevuto di quella subcultura economicista e progressista che da quel filone di pensiero prende le mosse”. “Non è colpa del Ministro Gelmini se il capitalismo impone ritmi insopportabili, se gli squilibri planetari non permettono una equa distribuzione dei beni o se l’effetto serra minaccia l’ecosistema. Portare in piazza la gente contro un governo ed elaborare una critica globale a questo modello sociale ed economico è piuttosto comodo. Tre anni fa, quando governava Prodi ed il mondo aveva esattamente la medesima impostazione, nelle piazze non si vedevano le bandiere rosse e nessuno si sognava di accusare l’allora ministro dell’istruzione Fioroni per le guerre preventive nel Medio-oriente o le discriminazioni razziali nel Sud Africa. E’ una questione di buon senso. Crediamo giusto e doveroso che si scenda in piazza, anche contestando il governo se necessario, ma a patto che vi siano rivendicazioni e soluzioni alternative e credibili”.

“La destra giovanile – concludono i due dirigenti di Azione Giovani – Giovane Italia – ha già lanciato una campagna di aggregazione in ogni istituto fiorentino. Nella scorsa settimana trentatre scuole sono state raggiunte dai nostri militanti e quasi ovunque si sono creati dei nuclei attivi, che si preoccuperanno di fare controinformazione nel corso di questo anno scolastico. Nelle prossime settimane proseguiremo con assemblee a tappeto, riunioni, volantinaggi ed affissioni, perché il monopolio del mondo studentesco non appartiene a chi lo utilizza demagogicamente per le proprie convenienze politiche”.
 

GIOVANE ITALIA: SI VOTA IL SIMBOLO!

 
Vota il secondo, quello qui sotto

VOTALO QUI:

NANNI VIVE.

CASAGGì: ASSALTO ALLE UNIVERSITA'!

Questa mattina le università fiorentine hanno avuto un ottimo risveglio: migliaia di volantini sono stati distribuiti, facoltà per facoltà, a tutti gli studenti. Casaggì lancia la propria campagna di aggregazione e di militanza, contro l'omologazione e il mondo degli uguali.

DILANIAMO QUESTO GRIGIO!

PARTITA LA CAMPAGNA STUDENTESCA A FIRENZE:

Nell'arco di due giorni tutti gli istituti superiori fiorentini sono stati raggiunti dalla nostra campagna studentesca di adesione e organizzazione. Come sempre, impeccabili. Cinque nuovi nuclei studenteschi, in cinque istituti prima estranei al nostro movimento, sono stati aperti proprio quest'oggi, con un discreto battesimo del fuoco. Brutte copie e squallidi rosiconi sono avvertiti. Nessuna tregua.

ARRIVIAMO IN OGNI SCUOLA: SI INIZIA DA EMPOLI...

Parte la campagna militante di adesione e organizzazione sul territorio della destra studentesca. Ci prepariamo alla nascita del grande MOVIMENTO STUDENTESCO NAZIONALE, sigla che raccoglierà le identità e le lotte della destra italiana per edificare un nuovo protagonismo giovanile. Si parte da Empoli, venerdì 1 ottobre, per poi girare tutta la Provincia. Nel frattempo, circa ventimila volantini stanno inondando tutte le scuole fiorentine, in attesa dell'apertura della nuova Casaggì, dopo i lavori nei nuovi locali. Copie sbiadite e tristi, idioti e imbelli da tastiera, antifascisti di maniera e annoiati col vizio dell'infamia si preparino.

Una bellezza terribile è nata.

NUOVO LOOK PER IL BLOG DI CASAGGì FIRENZE!


 

Casaggì Firenze ha rifatto il look al proprio sito web.


Oltre alla quotidiana opera di aggiornamento ed approfondimento che, ormai da un paio d’anni, risulta essere seguita da diverse centinaia di persone al giorno, sono state create apposite sezioni contenenti informazioni, materiale grafico e progetti di vario tipo, banner animati, cronologia dei video e galleria di immagini..
 
Oltre alla pagina che descrive l’identità della nostra Comunità militante, è nata la raccolta di tutto il materiale comunicativo prodotto in questi anni: dalle immagini di lotta ai volantini più noti, dai manifesti delle maggiori iniziative alle creazioni del laboratorio multimediale.
 
Accanto a ciò sono state aggiunte la pagina del negozio, corredata di immagini inerenti i prodotti più venduti; la pagina della libreria, quella del cineforum, quella della birreria, che sarà una struttura autonoma con proprie iniziative; quella che raccoglierà i principali eventi; quella dei concerti e quella dell’impegno sociale al fianco dei cittadini, che elenca tutti servizi offerti sul territorio.
 
Tutte le attività, ovviamente, riprenderanno appieno con l’apertura della nuova sede, che avverrà quando i lavori di ristrutturazione dei nuovi locali saranno terminati. La data di inaugurazione, che sarà comunque preceduta da altre iniziative, sarà comunicata con un certo anticipo. Prima dell’inaugurazione, comunque, sarà possibile prendere parte alle attività militanti quotidiane: riunioni, scuola di formazione, volantinaggi, affissioni e propaganda. L’indirizzo sarà comunicato non appena l’agibilità dei locali lo permetterà.

 

IL PRIMO GIORNO DI ATREJU: DRITTO AL CUORE DI CHI CREDE!

Migliaia di giovani, campeggi e hotel esauriti fin dal primo giorno. Un parco all'ombra del Colosseo che diventa un villaggio di menti libere e cuori pulsanti, un'arena di confronto e una palestra di vita. Bella gente, determinata e incazzata. E non servono a niente i boicottaggi, gli articoli e le chiacchiere. Imparino bambocci, infami e nemici d'ogni risma.

SIAMO TERRIBILI.


 

ARRIVA ATREJU 2010. CI PREPARIAMO...


Dritto al cuore di chi crede! 
È il grido di battaglia di Atreju 2010, Festa nazionale della Giovane Italia.

Nata nell’alveo della destra giovanile nel 1997, Atreju non è più solo il protagonista de “La Storia Infinita” di Michael Ende, scelto dagli organizzatori per incarnare l’esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del "Nulla", contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, lo spoglia di valori ed ideali, sino ad appiattirne l’esistenza. Atreju è ormai anche il consueto appuntamento di fine estate che segna l’inizio della stagione politica italiana.

Dall’8 al 12 settembre, per cinque giorni si succederanno dibattiti, mostre, spettacoli, provocazioni, giochi e suggestioni, concerti, piscina, campeggio, all’interno di un villaggio eco-compatibile di 5mila metri quadri, costruito all’ombra del Colosseo, monumento simbolo dell’identità italiana. “Mille sogni, una sola Italia” è infatti il secondo messaggio che giunge dai manifesti che annunciano Atreju 2010, con un evidente richiamo al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia che si celebrerà nei mesi successivi. Come sempre, il programma integrale sarà svelato gli ultimi giorni di agosto. Ma alcuni eventi possiamo anticiparli.

Mercoledì 8 settembre ad aprire i battenti della Festa sarà il Presidente del Consiglio, 
Silvio Berlusconi. Accompagnato sul palco dal Ministro della Gioventù, GIORGIA MELONI, il Cavaliere si confronterà con i ragazzi e le ragazze della Giovane Italia, per fare un bilancio dell’anno passato, ma soprattutto per tracciare le linee guida della nuova stagione politica.

Nel corso della sessione straordinaria della 
Summer School di Gaetano Quagliariellosi discuterà della figura di Bettino Craxi. Parteciperanno Stefania Craxi, Renato Brunetta, Fabio Rampelli e Augusto Minzolini. Tratteranno di giovani e lavoro: Maurizio Sacconi, Piero Ichino, Renata Polverini ed Enrico Letta. Lo stesso giorno
Roberto Maroni, Maurizio Gasparri, Andrea Riccardi e Rosy Bindi si sfideranno invece sui temi legati a immigrazione e solidarietà.
Spazio anche alla riforma universitaria
 . Ne discuteranno: Mariastella Gelmini, Beppe Fioroni, Pigi Battista e Stefano Zecchi. Inoltre si parlerà di giovani e lotta alla mafia con Angelino Alfano e Alfredo Mantovano.
Sabato mattina, alla presenza del Presidente del Senato, Renato Schifani e del Presidente del Comitato ufficiale per le 
celebrazioni del 150esimo, Giuliano Amato, si racconterà dei ragazzi che fecero l’Italia. Interverranno: Ignazio La Russa, Marco Pizzo e Marcello Veneziani.
Nel pomeriggio, Nichi Vendola e Stefania Prestigiacomo si confronteranno sull’e
nergia del futuro e la difesa del presente. Gianni Alemanno, Raffele Fitto, Pasquale Viespoli, Enrico la Loggia e Filippo Penati, si sfideranno invece sulla questione del federalismo e dell’unità nazionale.
Nel corso della Festa, non mancheranno poi i confronti diretti della Giovane Italia, come quelli con Mons. Rino Fisichella e Giulio Tremonti, oltre alla partecipazione di ministri come Franco Frattini, Mara Carfagna, Michela Brambilla e Andrea Ronchi.
Ma gli appuntamenti descritti finora, sono solo alcuni del ricco palinsesto di Atreju 2010. Fedeli alla linea: nessun simbolo di partito, né tanto meno discriminazioni o preclusioni di sorta. Insomma, come recitava uno slogan ben riuscito: Atreju è una festa di parte, non di partito.

Restano da svelare altri dibattiti, le mostre, i libri che presenteremo e soprattutto i quattro destinatari del premio Atreju.

Non resta che ricordare a tutti i numeri da chiamare per partecipare ad Atreju.
 
Per info o adesioni da Firenze e provincia:  
392/7700024 o fdgfirenze@inwind.it o pagina Fb Casaggì Firenze

SITO UFFICIALE: 
www.atreju.tv

 

CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA:

COME OGNI ANNO, IL RICORDO DEI VINTI!

 

 

da "La Pelle", di Curzio Malaparte:

 

"I ragazzi seduti sui gradini di Santa Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all'obelisco, l'ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffé della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista armati di mitra ed allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l'uno sull'altro, parevano dipinti di masaccio nell'intonaco dell'aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano,immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù dagli scalini di marmo.

I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni,dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivaci nel lungo volto pallido. Il più giovane,vestito di una maglia nera e di un paio di calzoncini corti che gli lasciavano nude le gambe degli stinchi magri, era quasi un bambino. C'era anche una ragazza tra loro:giovanissima, nera d'occhi e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s'incontra spesso in toscana tra le donne del popolo, sedeva con il viso riverso, mirando le nuvole d'estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e generoso di qua e là screpolato,simile ai cieli di masaccio sugli affreschi del Carmine...


L'ufficiale partigiano tese il dito verso uno di quei ragazzi e disse:"tocca a te,come ti chiami?" "Oggi tocca a me"- disse il ragazzo alzandosi - "ma un giorno o l'altro toccherà a lei". "Come ti chiami?" "Mi chiamo come mi pare"- rispose il ragazzo.  "O gli rispondi a fare a quel muso di bischero?" gli disse il suo compagno seduto accanto a lui.
"Gli rispondo per insegnarli l'educazione a quel coso!"- rispose il ragazzo, asciugandosi con il dorso della mano la fronte madida di sudore. Era pallido e gli tremavano le labbra. Ma rideva con aria spavalda guardando fisso l'ufficiale partigiano.


L'ufficiale abbassò la testa e si mise a giocherellare con una matita. Ad un tratto tutti i ragazzi presero a parlare fra di loro ridendo, parlavano con accento popolano di san Frediano, santa Croce, di Palazzolo.
"E quei bigherelloni che stanno a guardare? O non hanno mai visto ammazzare un cristiano?" "E come si divertono quei mammalucchi!" "Li vorrei vedere vedere al nostro posto che farebbero quei finocchiacci!" "Scommetto che si butterebbero in ginocchio, li sentiresti strillare come maiali, poverini".


I ragazzi ridevano pallidissimi fissando le mani dell'ufficiale partigiano.
"Guardalo bellino, con quel fazzoletto rosso al collo"."O che gli è? "O chi ha da essere: gli è Garibaldi". "Quel che mi dispiace"- disse il ragazzo - "gli e' d'essere ammazzato da quei bucaioli!" "Un la far tanto lunga, moccioso" - gridò uno dalla folla. "Se l'ha furia venga al mio posto", ribattè il ragazzo ficcandosi le mani in tasca.


L'ufficiale partigiano alzò la testa e disse: "Fa presto! Non mi far perdere tempo. Tocca a te". "Se gli e' per non farle perdere tempo" - disse il ragazzo con voce di scherno - "mi sbrigo subito", e scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra,accanto al mucchio di cadaveri,proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
"Bada di non sporcarti le scarpe!"- gli gridò uno dei suoi compagni; e tutti si misero a ridere...

Il ragazzo gridò:"Viva Mussolini!" e cadde crivellato di colpi.

 

 

AZIONE GIOVANI, GIOVANE ITALIA E CASAGGì:

LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA. I MOTIVI DEL NOSTRO FLASH MOB PER LA VERITA'...

“A trent’anni esatti dalla bomba che dilaniò la Sala di Attesa di Seconda Classe della Stazione di Bologna, uccidendo 85 persone, il popolo italiano non conosce ancora né i nomi, né il mandante, di chi mise in scena il più grave attentato della storia del nostro paese. Restano solo tanti ‘colpevoli di comodo’ additati dal sistema come ‘mostri’ per coprire ed insabbiare chissà quale verità.

Mentre i Vigili del Fuoco e la Polizia scavavano ancora tra le macerie fumanti della stazione, in quel pomeriggio di trent’anni fa, l’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga, dichiarava frettolosamente alla televisione che la strage era stata organizzata dai ‘fascisti’ dando avvio ad una caccia alle streghe che ha portato all’esilio ed all’arresto di molti innocenti, solo successivamente scagionati.

Per la giustizia italiana, ancora oggi, i nomi degli organizzatori di quella strage sono quelli di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, mentre l’esecutore materiale dell’attentato è  Luigi Ciavardini. Noi, ancora oggi, assieme a numerose altre persone, tra le quali anche importanti cariche dello Stato e della società civile, di destra come di sinistra, siamo sicuri che Valerio, Francesca e Luigi sono innocenti.

Quel due agosto del 1980 molti di noi non erano nati. Oggi siamo noi, italiani protagonisti del nostro tempo, che vogliamo verità e giustizia. Non ci accontentiamo delle commemorazioni. Non crediamo alle lapidi. Non ci accontentiamo di trincerarsi dietro agli ormai trent’anni che sono passati.

 Questa notte abbiamo inscenato un’azione di ‘Flash Mob’ di fronte al Tribunale di Firenze, simbolo della giustizia nella nostra città, consegnando l’unico vero colpevole che fino ad oggi è stato trovato da chi ha indagato su questo infame capitolo della nostra storia: un fantasma, condannato perchè colpevole di comodo.

 Trent’anni di silenzio e di falsi colpevoli non cancellano la volontà di giustizia del popolo italiano. Le 85 vittime di Bologna fino ad oggi sono state strumentalizzate da una parte politica per la loro propaganda, noi vogliamo che possano finalmente riposare in pace di fronte alla condanna dei veri responsabili di questa strage”.

LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA!

Depistaggi, menzogne, malati immaginari, servizi deviati, colpevoli di comodo, vittime innocenti massacrate da infami senza nome. Sono passati trent' anni e la più grande strage della storia d'Italia resta senza giustizia. Una questione da riaprire, subito!

Restate collegati.

CASAGGì FIRENZE: BLITZ CONTRO LA REGIONE TOSCANA!

Nelle ultime settimane la Regione Toscana, per bocca dei suoi vertici, ha espresso giubilo e stupore per il provvedimento che introdurrà l’assistenza sanitaria gratuita agli immigrati clandestini. I militanti di Casaggì Firenze, in collaborazione con Azione Giovani – Giovane Italia, hanno tappezzato le sedi fiorentine della Regione Toscana di via Pico della Mirandola, Piazza della Libertà, via Vittorio Emanuele II e via di Novoli e del Servizio sanitario regionale di via Alderotti con delle finte dichiarazioni di rigetto della cittadinanza italiana. Nei fac-simili appositamente creati il signor “Italo Tradito” esprime la volontà di non essere più italiano perché, in questa regione, “la cittadinanza è un pessimo affare”. Il tutto è stato corredato da un migliaio di volantini di rivendicazione, firmati dai movimenti e recapitati direttamente nei palazzi di lorsignori.

Sebbene l’assistenza sanitaria sia un diritto civile e morale che non può essere negato a nessun essere umano, non dobbiamo comunque farci ingannare da una logica ipocrita e buonista che tende a nascondere una deriva pericolosa: quella di creare una società multirazzista, fondata su una disparità di atteggiamenti che vanno a concedere, con furbesca demagogia, diritti e priorità a tutti, senza tener conto delle identità, delle esigenze e delle specificità di nessuno. 

Quella in atto è una strategia che certa sinistra - appoggiata dai peggiori poteri forti che puntano alla costruzione di manodopera a basso costo da poter sfruttare per competere nel libero mercato - porta avanti da tempo: gli alloggi popolari regalati agli immigrati, i sussidi giornalieri ai rom, le decine di migliaia di euro spesi per servizi spacciati come “opere d’integrazione” e mai utilizzati, la priorità d’accesso agli asili nido per i non italiani, il tentennamento sulla costruzione dei CIE. L’ennesimo provvedimento farsa è andato in scena, senza che nessuno si preoccupasse dei mille intoppi che produrrà in un sistema sanitario, quello toscano, già colpito da una gestione consociativa e da una pesante carenza di strutture e di funzionalità.

Con questa azione abbiamo voluto sottolineare che quello in atto è un modello sociale di ispirazione progressista foriero di fratture culturali e sociali, un modello di meltin pot sfrenato, un grande calderone che rischia di esplodere e di produrre fratture insanabili, ghetti razziali, disparità e false promesse; una “terra di nessuno” dove tutto è permesso, in barba alla linea del governo nazionale. Quello in essere è un modello sociale nel quale la cittadinanza italiana è un optional che conviene non avere e nel quale i doveri sono una cattiva abitudine di qualche nostalgico dei bei tempi andati. Alla fine ci hanno convinti: “siamo tutti clandestini!”. O, almeno, così converrebbe per evitare i mutui bancari, le emergenze abitative, la tassazione e il precariato. Questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi una serie di azioni agiteranno le notti fiorentine in attesa dell’inaugurazione della nuova Casaggì. Il nostro “centro sociale di destra”, punto di riferimento per i tanti giovani fiorentini che si riconoscono nella politica della destra sociale e identitaria, avrà a breve una nuova sede, aperta a mille nuova attività.

ARRIVEDERCI, ITALIA!

ARRIVA L'AZIONE FUTURISTA!

LA GIOVANE ITALIA IN PIAZZA A PALERMO PER BORSELLINO

 

 

 

In tremila, fiaccole alla mano, hanno reso omaggio a Paolo Borsellino in quel di Palermo. Ma fiaccolata, organizzata annualmente da Azione Giovani - Giovane Italia, è ormai un appuntamento nazionale al quale si sottraggono in pochi. Sempre in prima linea, perchè siamo ben lungi dall'essere la manovalanza militante di qualche pseudo colluso con la mafia e di qualche delinquente col diletto della politica, come amano affermare gli imbecilli in malafede. Sia chiaro a tutti...

 

TORSELLI (PDL): “FELICE DEL VOTO UNANIME A RISOLUZIONE PER TOGLIERE IL DIRITTO DI VOTO AI MAFIOSI. DEGNO RICORDO DI BORSELLINO".

E’ con enorme soddisfazione che ringrazio tutti i miei colleghi in consiglio comunale, di maggioranza e opposizione, per il voto unanime espresso alla Risoluzione da me presentata, in occasione del 18° Anniversario dell’assassinio del giudice Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta, per chiedere un impegno del Comune di Firenze e del Sindaco Renzi a sostenere iniziative per togliere il diritto di voto ai mafiosi”. Così Francesco Torselli, consigliere comunale del PDL e dirigente nazionale della Giovane Italia.
 “Sono passati 18 anni - spiega Torselli - da quel 19 luglio 1992, quando, due mesi dopo l’assassinio del giudice Falcone, anche Paolo Borsellino trovò la morte a causa di un’autobomba sistemata sotto la casa della madre in Via d’Amelio a Palermo, ma il messaggio di Paolo è oggi più che mai di attualità: lottare contro tutte le mafie, non accettare le logiche della paura e dell’omertà, non abbassare mai la guardia e soprattutto non piegarsi al volere di chi cerca di sostituire le proprie leggi alle leggi dello stato”.
 “La Risoluzione che ho presentato in aula - aggiunge il consigliere del PDL - invita il Sindaco e promuovere il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino ed a condannare il vile ed infame gesto di chi, tre giorni fa, ha deturpato due statue in gesso raffiguranti i due giudici, sistemate in Via della Libertà a Palermo”.
 “Ma la parte per me più importante - spiega ancora Torselli - è quella che impegna il Sindaco ad adoperarsi in tutte le sedi possibili affinchè si rivedano le norme legislative in termine di lotta alla mafia, prevedendo l’esclusione a vita dal diritto di voto e la perdita del godimento del diritto di elettorato attivo e passivo per coloro che sono stati condannati in via definitiva per reati di stampo mafioso”.
 “Inoltre - aggiunge ancora l’esponente del PDL a Palazzo Vecchio - si chiede un impegno del Sindaco ad adoperarsi affinchè vengano inserite nella legislazione antimafia l’impossibilità per gli imputati accusati di mafia di accedere a riti alternativi che prevedono riduzioni di pena e l’impossibilità per i condannati in via definitiva di accedere all’istituto della riabilitazione”.
 “Credo che l’approvazione unanime di questo atto - conclude Torselli - sia stato un ottimo modo per ricordare Paolo Borsellino e rendere omaggio al suo sacrificio estremo, da autentico uomo di stato, da autentico Figlio d’Italia”.

RICORDO DI PAOLO BORSELLINO E DEGLI ALTRI EROI

Come ogni anno dal tragico giorno della sua morte, Azione Giovani ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta barbaramente massacrati da infami mafiosi senza scrupoli. E con lui ricorda le centinaia di persone che hanno trovato la forza ed il coraggio di denunciare il più corrotto dei sistemi, senza paura e senza timore. Nel ricordarlo è doveroso far presente a tutti che quando si tratta di lotta alla mafia il colore politico va a farsi benedire, in nome di una trasversalità di coscienze che passa da Peppino Impastato e arriva ai tanti signori nessuno che nel loro anonimato hanno la fierezza di non piegarsi ai soprusi dei malavitosi. Quando si tratta di lotta alla mafia occorre una certa inflessibilità che porti ad una sana e necessaria disinfestazione: nei partiti di ogni colore e di ogni parte, nelle istituzioni di ogni grado e ordine, nei tribunali e nei commissariati, nelle strade e nelle stanze dei bottoni. Abbattiamoli!

FUORI LA MAFIA DALL'ITALIA.

SESTO SUMMER LOVIN' COCKTAIL: FESTA COMUNITARIA

 

NON FERMATE IL SOGNO DI PAOLO CHE DIVENTA REALTA'!

di Francesco Torselli

Paolo di Nella è morto il 9 Febbraio del 1983. Quando alcuni assassini appartenenti alle formazioni politiche di estrema sinistra lo colpirono da dietro, alla nuca, causandogli quella emorragia che ne avrebbe provocato la morte nel giro di una notte, Paolo stava affiggendo dei manifesti. Paolo era un militante del Fronte della Gioventù, ma quella sera non stava affiggendo manifesti del suo movimento politico. Paolo stava portando avanti un altro tipo di battaglia. Nei volantini che Paolo ha affisso fino a poche ore prima di morire si chiedeva il recupero del parco di Villa Chigi, uno spazio da destinare ad un uso sociale per gli abitanti del quartiere, per i giovani. Perchè Paolo aveva un sogno, oltre a quello rivoluzionario che lo spingeva a militare nell’allora organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, il sogno di vedere gli spazi inutilizzati dei rioni e dei quartieri riqualificati e trasformati in luoghi di aggregazione, di utilità sociale, di solidarietà e di incontro. Paolo sognava di destinare parte di questi spazi ai giovani, alle loro attività, allo sviluppo della loro innata creatività. Sognava di vedere spazi destinati alla socializzazione, all’incontro di diverse generazioni attorno a progetti artistici, culturali, sociali e metapolitici in genere.

Paolo di Nella, quando è stato assassinato, sognava di veder nascere e crescere a Roma, come nel resto d’Italia, tante Comunità Giovanili. Paolo di Nella, quando è stato assassinato, sperava che qualche municipio romano al massimo potesse trasformare in realtà questo suo sogno. Perchè quando Paolo di Nella è stato assassinato il Movimento Sociale Italiano era ancora rinchiuso nel ghetto dettato dalla logica dell’arco costituzionale. I “fascisti” erano ancora lo spettro di quella società collusa e corrotta che si reggeva sulla falsa dicotomia DC-PCI. Quando Paolo di Nella è stato assassinato, mai e poi mai, si sarebbe potuto immaginare che un giorno, il Presidente Nazionale del movimento figlio del suo Fronte della Gioventù, potesse sedere di fianco al Presidente del Consiglio in qualità di Ministro della Repubblica.

Giorgia Meloni nel febbraio del 1983 aveva da poco compiuto 6 anni. Non andava ancora in prima elementare. Oggi, da Ministro della Gioventù e da Presidente Nazionale della Giovane Italia ha redatto un testo di legge che ha come argomento proprio le Comunità Giovanili. Quello che per Paolo era un sogno, da estendere al massimo a qualche piccola zona di Roma, oggi sta diventando una legge dello stato. E non ce ne voglia Giorgia, ma questa legge non la possiamo considerare “la legge di Giorgia Meloni”, questa legge è “la nostra” legge. La legge di tutti quei ragazzi e quelle ragazze che hanno raccolto il testimone caduto accidentalmente di mano a Paolo di Nella quella infame sera di febbraio del 1983. E‘ la legge di tutti noi, ragazzi e ragazze, che siamo stati cresciuti da chi, con Paolo, aveva condiviso sogni e speranze di un’Italia nuova e migliore. La legge di noi che abbiamo pianto durante la veglia di fronte a quel muro. La legge di noi che abbiamo affisso centinaia e centinaia di manifesti con quella frase “Paolo Vive” che non è mai stato e mai sarà uno slogan. 

“Paolo Vive” significa questo. Significa consegnare al paese una legge che incarna quello che era il suo sogno. Significa aver trasformato in realtà una delle principali battaglie storiche della destra giovanile italiana. Significa aver portato quello stramaledetto anello senza indossarlo, sull’orlo della bocca fumante del Monte Fato. E chiunque abbia vissuto i suoi anni più belli tra le mura di una sezione del nostro movimento, tra l’odore di colla e di inchiostro, cara Giorgia, oggi non può che ringraziarti.

Purtroppo però, come in tutte le favole più belle, gli ostacoli e gli imprevisti non finiscono mai. E perfino quello che era il quotidiano di Alleanza Nazionale, quel “Secolo d’Italia” che ogni anno (almeno fino a quest’anno, forse dal prossimo preferirà dedicare quelle pagine al ricordo, che so, di Erich Honecker...) dedica un ricordo anche a Paolo di Nella, adesso che la legge sognata da almeno tre generazioni di militanti della destra giovanili sta per passare al vaglio di Camera e Senato, ospita un articolo dell’On. Benedetto della Vedova, ex-parlamentare europeo della Lista Bonino (ed anche autorevole ex-deputato al Parlamento della Padania, la folkloristica carnevalata leghista di Mantova), Presidente dei Radicali Italiani (il partito di Marco Pannella) dal 2001 al 2003, noto al Parlamento Italiano per la sua proposta di legge sul riconoscimento dei figli nati da incesti.

E l’On. della Vedova, scopertosi recentemente finiano e quindi divenuto colonna portante di quell’importantissima creatura politica che è Generazione Italia, spara a zero sul testo della legge sulle Comunità Giovanili, auspicando che Camera e Senato respingano il testo del Ministro Meloni, facendo anche intuire che forse non mancheranno i voti contrari di qualche “franco tiratore”.

Ma nel 1983, ovvero quando Paolo di Nella sognava le Comunità Giovanili e, mentre affiggeva un volantino per chiedere al quartiere la riqualificazione del parco di Villa Chigi a Roma, veniva sprangato vigliaccamente da alcuni infami extraparlamentari di sinistra, l’oggi On. della Vedova, colui che predica la bocciatura della legge Meloni, dov’era? Nel 1983 Benedetto della Vedova aveva 21 anni, ma della sua attività politica non v’è traccia. La sua altalenante carriera inizia nel 1994 quando diventa tesoriere dei nascenti “Club Pannella”. E quali erano le idee che questi “Club Pannella” portavano avanti? Per loro stessa ammissione le stesse del Partito Radicale da cui provengono e, per la precisione: “rafforzare le lotte liberali, liberiste e libertarie per avviare la riforma americana delle istituzioni, la "rivoluzione liberale" e costruire gli Stati Uniti d'Europa”. E poi l’essere “favorevoli al riconoscimento dei diritti civili di coppie conviventi, comprese coppie omosessuali, attraverso l'istituzione di accordi tipo Pacs. L’essere favorevoli “al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso (matrimonio gay) e al divorzio breve”. Senza dimenticare la loro favorevolezza al “al diritto di voto agli immigrati regolari e alla cittadinanza in breve tempo”. Sui temi etici poi, come dimenticare il loro supporto alla “assistenza sanitaria universale (cioè garantita a tutti i residenti) con libertà di scelta tra il servizio sanitario e un'assicurazione (privata, pubblica, professionale) che garantisca il rispetto dei livelli minimi di assistenza”. Il loro essere favorevoli “all’uso di cellule staminali per ricerca/terapia, testamento biologico, diritto all'eutanasia, diritto all'aborto, accesso ai contraccettivi, leggi permissive nel campo della fecondazione in vitro”. Senza dimenticare il loro essere “favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere” e le loro politiche per “l'arginazione della diffusione delle droghe pesanti, attraverso le politiche di riduzione del danno, quali ad esempio la somministrazione controllata di eroina in apposite strutture per i tossicodipendenti che rinunciano a curarsi e la distribuzione gratuita di siringhe monouso. Tali strutture (narcosale) sarebbero gestite da personale medico e paramedico”.

La prima domanda che ci viene in mente è che tipo di lezione dovremmo accettare da un signore che, fino al 2005, ha ricoperto ruoli di primaria importanza in un partito che porta avanti questo genere di battaglie, ma subito dopo ce ne sorge in testa un’altra, alla quale è assai più difficile dare una risposta: perchè la bocciatura che questo signore si permette di dare alla legge sognata e voluta da decenni da tutta la destra giovanile italiana arriva proprio dalle colonne di quello che fu il quotidiano del Movimento Sociale, prima, e di Alleanza Nazionale poi? Perchè “Il Secolo d’Italia” spara contro una battaglia storica della destra giovanile dando voce all’ex-segretario nazionale dei Radicali Italiani?

Perchè se Benedetto della Vedova, in quel lontano febbraio del 1983, mentre Paolo di Nella veniva ammazzato a Roma, se ne stava tranquillamente a Milano a fare lo studente della Bocconi, chi oggi rappresenta il politico di riferimento de “Il Secolo d’Italia”, ovvero il Presidente della Camera dei Deputati, in quel maledetto inverno del 1983 ricopriva l’incarico di Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù, l’organizzazione dove militava proprio Paolo di Nella, e, proprio mentre Paolo ci lasciava, egli stava per essere eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati con le liste del Movimento Sociale Italiano. Molti oggi direbbero che “tanta acqua è ormai scorsa sotto i ponti”... Non noi. Per noi vedere Giorgia presentare in Parlamento quella legge significa tornare tutti, anche chi come chi scrive all’epoca era in prima elementare, al 1983... Con Paolo, a guardare il cielo, contare le stelle e lanciare a loro la nostra grande sfida! Così come ci è sempre stato insegnato...

Cara Giorgia, quando schiaccerai quel tasto, per votare quella legge, soffermati un attimo a riflettere, e pensa che con te ci sono migliaia e migliaia di altre mani... A niente allora serviranno i tentativi di coloro ai quali, ormai su tutto “bastian-contrario”, non resta che sperare nel fallimento delle idee altrui, perchè delle proprie non c’è più traccia da tempo...

 

VOGLIA DI CAMMINARE, VOGLIA DI LOTTARE!

 

 

Ti senti solo su questa strada e pensi al sogno che avevi un tempo e tanto peso, tanto dolore tra il bianco e nero di una stagione.
Ti senti solo su questa strada, ti hanno cacciato, ti hanno tradito, ti hanno ingiuriato, calpestato e dato in pasto all'assassino.
Ti senti solo su questa strada, piove ed è buio tutto intorno e non c'è notte senza mattino perchè combattere è un destino.

Ti senti solo su questa strada ma il grande sogno è ogni momento e con silenzio, con decisione difendi la tua postazione.
Ti senti solo su questa strada e poi di botto un gran rumore che strappa al sogno il suo torpore e il bianco e nero torna colore. 
Ci sono tante persone intorno e tutte con lo stesso sogno, la stessa voglia di camminare, la stessa voglia di lottare
Adesso.

Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su questa strada e questo peso, questo dolore è solo il tuo Disperato Amore.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su questa strada e brucia il peso, brucia il dolore di questo tuo Disperato Amore.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su questa strada e non c'è peso, non c'è dolore, Figli di un Disperato Amore.
  ZETAZEROALFA

 

"OSSERVA DELL'ALBA IL PRIMO BAGLIOR"...

 

Con le vesti di oggi copri la tua armatura, di questa notte non avere paura. Accendi dei fuochi nelle foreste più buie, lungo le valli, tra nebbie e pianure, accendi dei fuochi in mezzo alla neve, sulle cime più alte, tra le rocce più scure, (...) accendi dei fuochi sulla sabbia del mare, le dolcissime sere tra la polvere e il mare. Accendi dei fuochi ovunque tu sia quando sulla tua terra è la notte più buia insegui la pace, ma non temere la guerra e germoglierà il seme sulla tua terra. (...) accendi dei fuochi nella tua mente nessuno è a te uguale tutto ti è differente. Accendi dei fuochi e rimani a vegliare e sarà nuova luce e potrai respirare...”       Zetapiemme

 IL SOLSTIZIO:

Una trattazione a parte merita senza dubbio il tema del “solstizio”. Questo giorno, o per meglio dire questi giorni (21 dicembre, Solstizio d’Inverno; 21 giugno, Solstizio d’Estate), hanno sempre rappresentato per il Fronte della Gioventù, e rappresentano per Azione Giovani e Casaggì, due momenti di particolare importanza.

L’abitudine di festeggiare i solstizi è, a dir poco, antica quanto l’Europa; fin dai tempi più remoti infatti, il 21 di dicembre ed il 21 di giugno hanno rappresentato per gli uomini due momenti di altissimo coinvolgimento spirituale e di profonda devozione. Per i nostri avi, il Solstizio d’Inverno era sinonimo del periodo più duro dell’anno: le giornate erano fredde e corte, il lavoro nei campi era più che mai duro e faticoso.

Le divinità solari sembravano avere abbandonato gli uomini, mentre quelle oscure, che governano le tenebre, erano quanto mai presenti. La notte fra il 21 ed il 22 dicembre (la notte del Solstizio d’Inverno) è la più lunga dell’anno: il sole sembra non trovare la forza per tornare a splendere e a riscaldare la Terra e per questo, fin dall’antichità più remota, gli uomini erano soliti vegliare l’intera notte, accendendo fuochi e pregando affinchè il sole trovasse nuovamente la forza per sconfiggere le tenebre.

Il Solstizio d’Estate rappresenta l’esatto contrario: le giornate sono più lunghe e calde ed anche per i nostri avi la vita era più facile, addolcita dai frutti che la terra dava loro come retribuzione per il sudore e la fatica spesi nel corso della stagione fredda. La notte del Solstizio d’Estate (tra il 21 ed il 22 di giugno) era, presso le antiche comunità, notte di festa, di baldoria e di saluto festoso al sole al quale si levava il ringraziamento per aver illuminato e riscaldato la terra fino ad allora.

Per il Fronte della Gioventù, ed oggi per Azione Giovani e Casaggì, ovviamente il significato del solstizio non è più quello che questo assumeva presso i nostri avi, primi abitanti del vecchio continente, ma ha una valenza profondamente differente.

Il solstizio è vissuto dalla Comunità come momento di massimo coinvolgimento spirituale, come attimo di riscoperta di tutto quanto c’è attorno a noi di non materiale. Nel giorno del solstizio occorre dimenticare tutto quanto fa parte della nostra esistenza moderna e materiale: cellulare, televisione, internet, scuola, università, lavoro, ... e pensare solo a ricreare il legame (inscindibile, ma troppo spesso ignorato) fra noi, i nostri avi, le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra parte non materiale.

Il solstizio è il momento in cui la Comunità si ritrova e riscopre quel legame spirituale che la rende entità unica. Nel giorno del solstizio ognuno dimentica il proprio ruolo che quotidianamente riveste nella società, ma dimentica anche la propria dimensione politica; al solstizio non si ritrovano nè un gruppo di amici, nè un movimento politico, ma una fratellanza di uomini intenzionati a non dimenticare di essere tali.

Tutti i giorni infatti siamo abituati ad essere qualcosa di diverso dall’essere “uomini”: siamo studenti o lavoratori durante il giorno, figli o fratelli a casa, amici in compagnia, telespettatori davanti alla TV, clienti nei negozi e nei supermercati, giovani in società, militanti quando ci ritroviamo nella sede di Azione Giovani; ma colui che ambisce ad essere un “uomo nuovo differenziato” deve anche trovare il tempo, di tanto in tanto, di ricordare a sè stesso che prima di tutto questo egli è un “uomo”. La festività del solstizio carica di tutto il suo alone al tempo stesso mistico, spirituale e fantastico incarna alla perfezione il momento in cui, con piacere, ci distacchiamo dalla quotidianità per immergersi in una giornata dedicata unicamente alla conoscenza di noi stessi.

AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA EMPOLI:

 PROGETTO D'ESTATE PER LA CITTA'!

 

Empoli è la città più grande della Provincia di Firenze. Il suo “circondario” è di per sé una sorta di “provincia nella provincia”, una realtà numerosa, importante, che vive in una sorta di semi-autonomia rispetto a Firenze. Il circondario Empolese ha una sua peculiarità, ha strutture che la rendono quasi nella totalità autosufficiente (scuole, ospedale, istituzioni) dal suo centro provinciale; ma ciò nonostante non riesce a rappresentare, per i giovani, un polo aggregativo alternativo alle più grandi città che si sviluppano a pochi chilometri di distanza da essa. Firenze da una parte e Pisa dall’altra continuano a rappresentare i veri catalizzatori dell’attenzione giovanile, le uniche realtà in grado di offrire quell’intrattenimento e quel divertimento che le fasce più giovani della società vanno naturalmente ricercando e che, purtroppo, non riescono a trovare in Empoli e nel suo circondario. Con l’arrivo dell’estate poi, la città si svuota. La vicinanza di Pisa e della sua riviera si fa sentire in maniera preponderante, così come Firenze, nonostante le poche iniziative organizzate dalla sua amministrazione comunale per mantenere una certa “movida” nelle notti più calde dell’anno, continua ad esercitare un’attrattiva per i giovani che Empoli non riesce proprio a fronteggiare.

 

Ma l’amministrazione locale, assieme allo strumento del circondario, tentano perlomeno di avviare una sorta di competizione con le realtà fiorentina e pisana? In controtendenza con ciò che avviene in moltissime altre città italiane, laddove, soprattutto in estate, i poli di aggregazione ludici e culturali, si spostano dai caldi ed inflazionati durante il resto dell’anno centri metropolitani, verso l’hinterland, nella nostra realtà Empoli sembra geneticamente incapace di competere con Firenze e Pisa. Da giovani empolesi, innamorati della propria terra e della propria identità locale, soffriamo questo ruolo di eterno subordinamento alle grandi città che sorgono a pochi chilometri da qui e ci sentiamo di muovere una critica specifica ad un’amministrazione locale immobile passivamente supina in quel rapporto di gerarchica sottomissione con le province sopra citate. L’amministrazione empolese non si è mai resa protagonista dell’organizzazione di eventi ludici, sociali e ricreativi, finalizzati a far vivere anche d’estate la nostra città. E tutto il circondario resta immobile, statico, passivo, di fronte all’arrivo della stagione calda, senza riuscire a mettere in atto alcun tipo di iniziativa volta al coinvolgimento dei giovani sul proprio territorio di residenza.E nell’intero circondario non si vedono quasi mai eventi pubblici, iniziative ludico culturali, finalizzate al coinvolgimento dei giovani ed alla valorizzazione di quei talenti e di quelle capacità che invece spesso i giovani hanno, ma che, purtroppo, nella nostra ingessata società, stentano ad esprimere.

 

Se si esclude l’esperienza della “Marea” di Fucecchio, ritrovo purtroppo di una gioventù che si auto ghettizza in un modo di vivere e di divertirsi che non tutti, per fortuna condividono, e quella del Centro Sociale “Intifada”, anch’essa legata ad un preciso ambito politico e rivolta, quasi in via esclusiva, ad una ben delineata tipologia di giovani dai quali, noi, ma non solo noi, ci sentiamo distanti anni luce. Ma nel nostro DNA non esiste la critica finalizzata a sé stessa. Noi non siamo abituati a trincerarsi dietro il “tutto va male”, “tutto non va”. E se siamo ben convinti e motivati nel criticare una situazione che non ci piace e che ci delude, in quanto figli di questa terra e di questo territorio, al tempo stesso vogliamo essere propositivi, presentando una serie di iniziative che, ormai impossibili temporalmente da proporre quest’anno, ci auguriamo possano servire da piattaforma sulla quale sviluppare una futura proposta di governo della città. Abbiamo deciso di intitolare il progetto “Empoli Viva l’Estate, Empoli Viva d’Estate” per ribadire il concetto che per la nostra città non vorremo che l’arrivo dell’estate rappresenti lo svuotamento ed il trasferimento dei giovani in altri lidi, ma sia invece occasione di rilancio e di valorizzazione. Dunque Empoli viva d’Estate, Empoli protagonista dell’Estate. Il tutto da realizzare attraverso semplici progetti che possano al tempo stesso rappresentare un momento di svago e di creatività per i giovani, ma anche un’interessante opportunità lavorativa stagionale per chi decide di rimanere in città e di servire, col proprio lavoro, lo sviluppo e la valorizzazione del proprio territorio.


1) EVENTO “NO DOPE” NEL PARCO DI SERRAVALLE


Nel più importante parco cittadino potrebbe essere realizzata una tre giorni di musica elettronica, musica dance e musica rock realizzata coinvolgendo i più importanti musicisti della zona che lavorano, durante la stagione invernale, nei locali più in voga della Toscana e che richiamano, solo con il proprio nome, centinaia e centinaia di giovani. Spesso e volentieri le serate nei locali notturni, i concerti dal vivo e le notti in discoteca sono però sinonimo di incidenti, “stragi del sabato sera”, utilizzo di sostanze stupefacenti ed abuso di alcool. La tre giorni che abbiamo in mente invece dovrebbe svilupparsi all’insegna del “No Dope”, ovvero della lotta alla cultura dello sballo. Gli stessi “grandi nomi” di richiamo per le serate nei locali e nelle discoteche più alla moda e più in voga tra i giovani che, per un’iniziativa dal forte impatto sociale, si mettono a disposizione come testimonial della lotta allo sballo, all’utilizzo delle droghe, all’utilizzo consapevole dell’alcool. Il tutto da realizzare con la sovvenzione di enti e istituzioni locali e offerto con ingresso libero ai giovani.


2) IL CENTRO DELL’ARTE

 

Altra iniziativa di notevole carattere culturale potrebbe essere quella di concedere per tutto il periodo estivo, in uso gratuito, il Convento degli Agostiniani, di proprietà comunale, a giovani artisti del circondario affinché lavorino alla realizzazione e alla valorizzazione di alcune opere artistiche, ciascuno attraverso l’utilizzo della tecnica preferita, da esporre poi per le vie del centro cittadino, vero simbolo della città che si svuota e “muore” nei mesi più caldi dell’anno.Queste opere potrebbero avere anche un tema comune, da scegliere tra la valorizzazione del territorio, la riscoperta della storia e della cultura locale, grandi temi di attualità collegati alla gioventù o, perché no, da dedicare a qualche particolare ed importante tema a carattere sociale (prevenzione dalla droga, disoccupazione, mortalità giovanile sul lavoro, immigrazione…).


3) VIVERE LA PIAZZA


Le piazze più importanti della città, e pensiamo a Piazza della Vittoria e Piazza dei Leoni, potrebbero essere trasformate, d’estate in luoghi di socializzazione ed incontro tra i giovani del circondario. Spazi adibiti a pub, bar, piccolo ristoro, oltre a spazi di esibizione artistica, potrebbero contribuire a riportare la gioventù a vivere la piazza, simbolo da sempre della vita pubblica sul territorio. Il tutto ovviamente offrendo prezzi accessibili e popolari per i giovani ed al tempo stesso quelle opportunità di lavoro stagionale di cui parlavamo in precedenza. Da queste semplici proposte di massima ci auguriamo possa, nell’immediato futuro, nascere un dibattito in sede istituzionale, finalizzato alla riscoperta del territorio in chiave giovanile. 
Troppo spesso infatti, quando si parla di giovani e di iniziative rivolte ad essi, si pensa alle problematiche legate alla gioventù e mai alla valorizzazione o all’offerta di opportunità lavorative, di crescita culturale o di socializzazione. Noi crediamo fermamente e convintamente in una città a misura di giovane. In una città viva, capace di essere polo aggregativo non solo per chi vi abita, ma anche, a differenza di ciò che accade oggi, di chi vive nelle realtà vicine. Una città che sappia offrire un prodotto autenticamente valido per i nostri giovani, uno stimolo al divertimento sano, allo sviluppo della creatività ed alla socializzazione reale, quella che esce da “Facebook” e torna nelle strade e nelle piazze della nostra città. Una città che finalmente offra qualcosa di decisamente più stimolante di una festa di partito lunga un mese, animata da Veltroni, Francheschini, Bersani e la Bindi… Loro si, autentiche icone dell’anti-gioventù!".

 

 

CALCIO STORICO: UNA TRADIZIONE DA SALVARE!

 

 

Proviamo ad immaginare cosa succederebbe a Siena se venisse cancellato il Palio. Firenze sta subendo esattamente questo. Forse il nostro Calcio in Costume non sarà partecipato come il Palio dai Senesi, ma è pur sempre la nostra tradizione e l'incuranza delle ultime amministrazioni comunali sta scrivendo la parola "fine" su questo gioco tutto fiorentino.

E' vero, esistono dei problemi e senza un percorso comune tra Palazzo Vecchio, Questura e Colori il Calcio Storico è destinato a chiudere. Ma davvero il Comune vuole intraprendere questo percorso? Matteo Renzi è stato eletto sindaco un anno fa, ma il Presidente del Calcio Storico è stato nominato solo a marzo di quest'anno, quando forse il tempo per arrivare ad un accordo sul regolamento non c'era già più.

I calcianti sono accusati di essere intransigenti e di ricattate l'amministrazione non accettando alcuna proposta di accordo. Ma tra Comune e Questura, accusare i calcianti non è forse la via più facile per giustificare il mancato accordo? 

In realtà quello che dicono i calcianti è semplice: noi andiamo in campo per una rievocazione storica e per far divertire fiorentini e turisti praticando un gioco che, da sempre, ottempera anche qualche schiaffone, perchè dovremmo rischiare di prenderci delle denunce per un gioco? Denunce che si proiettano poi nella vita di tutti i giorni? Denunce che portano a spese e processi? Denunce che impediscono di lavorare? 

Occorre un regolamento che tuteli anche questo aspetto. Nessuno vuole Piazza Santa Croce trasformata in un Far West, questo è quello che dicono coloro che hanno interesse a giustificare la cancellazione del Calcio Storico.

I calcianti non sono nè animali, nè delinquenti. Sono persone che, al pari di molti di noi, amano questo gioco e questa tradizione, ma che, proprio perché sono ragazzi normalissimi, per un gioco non hanno intenzione di rovinarsi la vita.

Quando capiremo questo, forse riavremo il vero Calcio Storico. Viva Fiorenza!

 

CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA:

"CHIUDERE I LUOGHI DI SPACCIO ED ILLEGALITA' E PROMUOVERE LE COMUNITA' GIOVANILI. ADESSO".

 

“Rileviamo con enorme dolore il fallimento dell’ennesimo tentativo dell’amministrazione di centrosinistra di creare a Firenze spazi giovanili finalizzati al divertimento ed alla socializzazione. L’Estate Fiorentina offre da sempre pochissime opportunità ai ragazzi ed alle ragazze che restano in città durante i mesi più caldi, ma non è promuovendo spazi di illegalità, di spaccio e di abuso di alcool, come l’Anfiteatro delle Cascine, che si risolve il problema. Purtroppo la sinistra da sempre è sorda alle proposte di realizzazione di Comunità Giovanili autenticamente finalizzate alla promozione sociale, all’aggregazione, al divertimento ed anche alla valorizzazione artistica dei giovani”. Così Francesco Torselli, consigliere comunale del PDL e Dirigente Nazionale della Giovane Italia e Marco Scatarzi, responsabile provinciale di Azione Giovani e Casaggì, il centro sociale di destra vicino alle posizioni del PDL. 

“I giovani che chiedono spazi ed attenzioni – spiegano i due dirigenti giovanili del PDL – devono essere ascoltati, ma non è incentivando luoghi di illegalità diffusa e di sballo facile che si danno delle risposte”. 

“A Firenze non esistono luoghi dove si propone il divertimento e l’aggregazione giovanile – proseguono Torselli e Scatarzi – su basi sane e soprattutto legali. Noi immaginiamo luoghi non controllati da Polizia e Guardia di Finanza dove si crea socializzazione, dove ci si può divertire ed al tempo stesso promuovere varie forme artistiche portate avanti da giovani: mostre di pittura, istallazioni e musica dal vivo. Luoghi dove l’alcool è consumato in maniera consapevole e dove le droghe sono messe al bando. Esiste pure una proposta di Legge del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni che va in questa direzione, ma a Firenze, evidentemente, si preferiscono luoghi come l’anfiteatro delle cascine”. 

“Purtroppo – concludono il consigliere comunale del PDL ed il responsabile di Azione Giovani e Casaggì – questa nostra visione a Firenze è destinata a rimanere utopia, mentre sui giornali si continuano a leggere storie sconcertanti come quelle accadute la notte scorsa al Parco delle Cascine, laddove un 40enne sotto l’effetto di alcool e droga, per un errore di guida, ha spezzato la vita di un ragazzo di soli 17 anni”.

 

 

CASAGGì TRASLOCA. IN ARRIVO UNA SEDE PIU' GRANDE

PER MILLE NUOVE ATTIVITA'. AVANTI TUTTA!

Casaggì trasloca e si trasferisce. Dopo 15 anni di locazione nell’ormai storica sede di via Maruffi, l’ultimo dei quali portato avanti tra abusivismo e sfratto, il nostro “centro sociale di destra” coglie l’occasione per rinnovarsi ed aprire uno spazio nuovo, più grande e più adeguato ad ospitare le attività culturali, politiche, ludiche e meta-politiche che abbiamo in cantiere.

L’obiettivo è quello di raddoppiare letteralmente gli spazi, passando da una sede ormai fatiscente ad un luogo che possa diventare realmente il punto d’incontro di quelle avanguardie giovanili che abbiamo la voglia di rappresentare. Un luogo nel quale sia possibile svolgere regolarmente e senza sotterfugi le attività di bar e di birreria, di cinema e di organizzazione di feste ed eventi, di concerti live e conferenze, di riunioni e mobilitazioni, di libreria e vendita di materiale non conforme, di laboratorio pittorico e galleria artistica, di palestra per sport e autodifesa, di biblioteca e punto web, di officina informatica e sportello sociale di aiuto al cittadino, di segreteria politica e ufficio di consulenza gratuito e partecipato, di volontariato e di vita militante.

Le Comunità sono tali in virtù del legame che esiste tra le persone che le compongono. E’ evidente che quel legame va aldilà di quattro mura e sebbene sia “emotivamente” difficile lasciare le stanze nelle quali siamo cresciuti, è assolutamente fantastico provare il brivido di una nuova avventura fatta di nuovi progetti e di nuove ambizioni. Serviva quel salto di qualità che da tempo sognavamo e che in tutti questi anni era sempre rimasto indefinito: adesso siamo pronti.

Tra pochi giorni, una volta concluso il trasloco, inizieremo i lavori nella nuova Casaggì, che pensiamo possa essere pronta alla grande inaugurazione per il mese di settembre. Ogni aiuto, ogni consulenza ed ogni sostegno saranno graditi, per costruire assieme un sogno che da tempo avevamo nel cassetto. Terremo tutti aggiornati delle quotidiane evoluzioni tra la calce, i mattoni e la voglia di lottare…

L’indirizzo della nuova sede sarà comunicato appena inizieranno i lavori di ristrutturazione nei nuovi locali. Fino alla comunicazione della nuova locazione, siamo reperibili in via Maruffi.

 Avanti e più avanti ancora. CASAGGì PER MILLE ANNI!

DISSOCIARSI PER SCELTA, SOLIDARIZZARE PER COSCIENZA

 


 
Il giornalismo deve essere libertà, informazione e correttezza. Quando il giornalismo diventa faziosità, pregiudizio e sentenza, perde ogni senso e si trasforma in provocazione. Non ci sono appartenenze, idee o simpatie che possano giustificare simili giudizi. Come militanti della destra identitaria, sociale e giovanile ci dissociamo da chi, in questi giorni, ha pronunciato simili parole. Ce ne freghiamo di chi sia e di come la pensi, di quale tessera partitica abbia in tasca e di quale partito voti, di quale parrocchia sia e quali obiettivi abbia. La via della pace in Terra Santa ed il sacrosanto diritto del popolo palestinese ad una patria libera e sovrana ci fanno pensare, ancora una volta, a quanto sia poco produttivo il metodo dei "due pesi e due misure". Non servono "due pesi e due misure", ma "due popoli e due Stati".

CASAGGì FIRENZE - AZIONE GIOVANI FIRENZE - AZIONE STUDENTESCA FIRENZE

 

 

AZIONE GIOVANI E CASAGGì IN SOLIDARIETA'

AGLI OPERATORI DI PACE UCCISI IN PALESTINA

 

Siamo sconcertati di fronte alla lettura delle agenzie che riportano quanto accaduto in queste ore in Palestina, laddove l'esercito israeliano ha aperto il fuoco su alcuni operatori di pace di una ONG turca intenzionata a forzare il blocco navale attorno alla striscia di Gaza per consegnare generi di primaria necessità alla popolazione palestinese. 
 

Riteniamo questo fatto gravissimo, soprattutto alla luce di quel massacro che raccontano le cifre che in questi momenti rimbalzano dal medio oriente e ci sentiamo idealmente vicini e solidali a quei militanti che, sfidando un provvedimento unilaterale che nei fatti isola la striscia di Gaza dal resto del mondo, si sono trovati sotto il fuoco dei militari israeliani.

Nel ribadire la nostra posizione sul terribile conflitto israelo-palestinese, che è quella di garantire ai due popoli due stati indipendenti e rispettosi delle reciproche sovranità, condanniamo fermamente il comportamento odierno di Israele che, sparando su dei civili intenzionati a consegnare dei farmaci, ha compiuto un atto di inaudita ed inaccettabile violenza che rischia di compromettere tutti i piccoli passi compiuti nella direzione della pace".

 

RU486: LICENZA DI UCCIDERE

CAMPAGNA CONTRO LA PILLOLA ABORTIVA

Firenze è una delle città che difende la pillola abortiva RU486 a spada tratta. Noi non intendiamo farne una battaglia politica, né una diatriba di ordine religioso. Questa per noi, è una questione di principio.  In un modello sociale che tende alla de-responsabilizzazione della persona e alla riduzione di tutto il vissuto in merce, vorremmo che almeno la vita restasse fuori da queste logiche. Per noi la vita inizia col suo concepimento e non possono esserci dei confini e dei paletti, perché parliamo di un processo di evoluzione che, passo dopo passo, porta al feto. L’aborto è di per sé una rinuncia alla vita e al futuro; è una scelta che non valorizza affatto la donna, ma la relega alla funzione di un “sacco da riempire a piacimento”; è una strada che mortifica anche l’uomo, riducendolo ad un mero prestatore di opera sessuale senza diritto di paternità. Se già l’aborto nelle sue forme più complesse è di per sé una non assunzione delle proprie responsabilità, la pillola è addirittura uno schiaffo alla dignità umana. Quello che si vuole imporre è un concetto ben più pericoloso: l’aborto come rimedio immediato e a portata di mano, accessibile e fai da te, libero e indolore. L’aborto a domicilio, mal regolato e ben oltre i paletti fissati dalla legge 194 che regola la materia. Se oggi è previsto il ricovero, c’è già chi pensa di poterla dispensare come fosse un’aspirina e, nei “liberissimi” Stati Uniti la si sta già testando come contraccettivo, gioendo della sua assenza di controindicazioni in caso di assunzione regolare. La RU486 può essere assunta fino a 50 giorni dal concepimento e agisce attraverso il principio attivo del mifepristone: un vero e proprio “pesticida umano” che uccide il feto e costringe la “madre” a tenerne il cadavere in grembo fino a 15 giorni, prima di espellerlo. Una pratica abietta che annienta una creature indifesa, innocente e incapace di scegliere; a differenza di chi, con mille metodi contraccettivi a disposizione, si è comunque ritrovato in una maternità indesiderata. Dal 1978 ad oggi, in Italia, sono stati praticati oltre 5 MILIONI di aborti: una intera generazione spazzata via dalla paura. E da adesso sarà sempre peggio. Difendi la vita, sempre.

SCALDASEGGIOLE E POLITICANTI, NON CI AVRETE MAI!

CRONACA DELLE ULTIME BATTAGLIE ISTITUZIONALI...

 

E' passato quasi un anno dal giorno in cui la nostra Comunità ha eletto a suon di PREFERENZE Francesco Torselli al consiglio comunale di Firenze. Da allora sono state centinaia le battaglie, le proposte, le critiche e le iniziative portate a termine dal nostro consigliere. Quello che abbiamo messo in piedi è un progetto vincente: che piace ai giovani e raccoglie consensi, che si radica attraverso la metapolitica e le attività parallele, che sa uscire nelle istituzioni e difende gli interessi di tanta gente semplice, fiera di essere rappresentata da noialtri e felice di avere qualcuno che fa opposizione per davvero, senza limitarsi a incendiare le sedi altrui e fare irruzioni negli organi eletti democraticamente dagli studenti. Negli ultimi giorni sono state portate all'attenzione di tutta la cittadinanza molte questioni di grande importanza, alcune delle quali non hanno mancato di sollevare quel polverone di indignazione e di rabbia che serve a questa città per uscire da un torpore soporifero che la tiene in ostaggio da decenni. Riportiamo un comunicato di Torselli, purtroppo realistico e già suffragato da una quantità evidente di prove che portano a galla - semmai ce ne fosse bisogno - i malfunzionamenti di un sistema di potere locale basato sul clientelismo, il magna magna e "lui è l'amico dell'amico dell'amico e quindi deve lavorare e fare come vuole". Quella che segue è la triste cronaca di uno spreco di denaro pubblico dei peggiori mai avvenuti...

 

Due milioni e quattrocentomila euro di apparecchiature acquistate per promuovere il servizio di Teleassistenza agli anziani, giacciono ancora imballati, ed in buona parte non funzionanti, nei magazzini di Montedomini. Uno spreco vergognoso del quale pretendiamo di avere al più presto una spiegazione”. Questo è quanto dichiarato stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal consigliere comunale del PdL Francesco Torselli. 
“Il servizio di Teleassistenza per gli anziani – ha spiegato Torselli – nasce a Firenze, in via sperimentale nel 1992, gestito interamente dal Comune di Firenze e prosegue fino al 2004, quando viene deciso di adibire come centro di controllo un reparto di Montedomini. Per trasferire e potenziare questo servizio, a Montedomini furono trasferiti dal Comune di Firenze 500mila euro, ai quali si aggiunsero un finanziamento privato della Cassa di Risparmio di Firenze, per altri 500mila Euro, ed un fondo stanziato dalla Regione per la sperimentazione della Società della Salute di 1.750.000 euro:
un totale di 2.750.000 Euro che sarebbero dovuti servire ad acquistare nuove apparecchiature informatiche (2.400.000 euro) ed a supportare la fase iniziale del progetto (350.000 euro) per potenziare il servizio di Teleassistenza di base, già attivo fino a quel momento, e per estenderlo ad un numero decisamente superiore di utenti che, con la prima gestione del Comune, superavano di poco i 350 anziani”. 
“Dopo aver fatto due diversi sopralluoghi a Montedomini – fa sapere il consigliere di centrodestra – nei quali ho avuto modo di parlare sia coi responsabili del servizio, che con alcuni tecnici, mi è stato spiegato che le nuove apparecchiature per il Telecare sarebbero giunte presso la struttura in un numero superiore alle mille unità, in virtù delle previsioni di crescita del numero degli utenti che, stando a quanto riportato nella Delibera N° 3712 del 2005, sarebbero dovuti essere circa 810 già alla fine del 2005. Nel 2007 però, stando a quanto riportato in due articoli apparsi sulla stampa locale, lo stesso Assessore Cioni avrebbe fatto sapere che gli utenti erano in realtà circa 500, ma nonostante il numero decisamente al di sotto delle previsioni, l’ex assessore giudicava positivamente l’andamento del servizio”. 
“Nello scorso mese di luglio – ha sottolineato Torselli – i responsabili del servizio di Montedomini mi spiegarono quali dovevano essere le potenzialità dell’apparecchio di ultima generazione, quello per intenderci acquistato grazie allo stanziamento di 2.400.000 Euro, le quali apparivano, in teoria, di notevole utilità: l’apparecchio infatti avrebbe dovuto mantenere un contatto diretto con l’anziano attraverso messaggi sul televisore di casa, ma anche monitorare continuamente il battito cardiaco dell’utente e persino rilevare una eventuale caduta accidentale del soggetto con conseguente apertura a distanza della porta di casa per permettere i soccorsi. Ad oggi però, stando a quanto riferitomi dagli stessi responsabili, molte funzioni dell’apparecchio non erano ancora utilizzabili e il dispositivo si limitava alla funzione di invio/ricezione di messaggi attraverso la televisione”. 
“Ad oggi infatti – ha proseguito l’esponente del PdL a Palazzo Vecchio – gli utenti iscritti al servizio Telecare completo, quello che prevede l’utilizzo del ‘SET TOP BOX’ di ultima generazione, ovvero quello acquistato con lo stanziamento dei 2.400.000 euro, non superano le 40 persone”. 
“Mi chiedo – si interroga quindi Torselli - come sia possibile che,
a fronte di oltre mille apparecchi acquistati ed a fronte di una somma importante di denaro pubblico investita, soltanto 40 apparecchi siano oggi effettivamente in funzione e, per giunta, con una forte limitazione rispetto alle potenzialità descritte. Ma la cosa più grave è vedere decine e decine di apparecchiature, molte imballate, molte fuori uso, abbandonate nei magazzini di Montedomini. Buttate da parte con sulle scatole segnalazioni scritte che poco lasciano all’immaginazione: ‘Fuori Servizio’, ‘Manca il Bracciale’ o ‘Box riparato’. Se quelle scatole e quegli apparecchi buttati in uno scantinato come fossero ferri vecchi fossero gli stessi apparecchi acquistati per una cifra di denaro vicina ai cinque miliardi di vecchie lire, saremo di fronte ad uno dei più gravi ed inspiegabili sprechi degli ultimi anni. Ecco perché pretendiamo che venga fatta chiarezza e che ci venga detto cosa sono quegli apparecchi, perché sono lì e perché questo servizio, sul quale sono stati investiti ben 2.750.000 Euro, ad oggi conti un numero di utenti al limite del ridicolo”. 
“Il servizio di Teleassistenza – ha poi precisato il consigliere del PdL – è un servizio importantissimo che deve essere fatto funzionare al meglio, poiché l’assistenza a distanza dei nostri anziani e dei nostri disabili non può essere negata. Io stesso ho presentato mozioni, ordini del giorno e emendamenti al bilancio, tutti peraltro regolarmente respinti dalla maggioranza di centrosinistra, per promuovere questo tipo di servizi. In questi giorni si sente parlare anche della possibilità di chiudere il servizio di Teleassistenza, e questo sarebbe un errore gravissimo; il Telecare è senza dubbio una risorsa per la sanità di un comune o di una regione, ma evidentemente, nella gestione fatta finora dal Comune di Firenze c’è stato qualcosa di poco chiaro; qualcosa che non va. Ho intenzione di portare la vicenda già all’attenzione del prossimo consiglio comunale per sapere se i 2.400.000 Euro stanziati sono serviti a qualcosa di utile o se sono stati investiti in quella ‘ferraglia’ che oggi giace abbandonata nei ripostigli di Montedomini e se le cose stanno così, vogliamo sapere i nomi di chi ha gestito questo scempio vergognoso”. 
“E c’è anche un altro problema – ha concluso Torselli – il prezzo pagato per l’acquisto di ogni singola apparecchiatura. Vogliamo sapere quanto è costata e se, perizie tecniche alla mano, il prezzo pagato corrisponde o no al suo effettivo valore. A questo ultimo punto stiamo lavorando assieme ai colleghi Marco Stella e Stefano Alessandri. La vicenda Telecare non finisce qui. Se il valore effettivo dell’oggetto risultasse infatti notevolmente inferiore ai corrispettivi pagati, non escludiamo esposti alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica”.

 

I BARONATI CONNIVENTI E L'ANTIFASCISMO

DEI TOPI COL FORMAGGIO...

Cronaca fiorentina di infamie accademiche e utili idioti


Oggi ne è successa una nuova. Grave, ma allo stesso tempo indicativa dello stato di psicodramma nel quale sguazza certa gente. E prendiamo atto che ci sono persone che preventivamente fondano la propria ragion d’essere sul rompimento organizzato dei coglioni altrui. Gente che vive di luce riflessa e di rincorse (rigorosamente virtuali), di rancori e di codardia, diblog clonati (i cui autori lautamente finanzieranno le nostre future attività) e di bravate notturne.

Come tutti sappiamo si stanno svolgendo le campagne elettorali universitarie per il rinnovo del CNSU e i movimenti politici organizzati su scala nazionale – come Azione Universitaria – corrono per eleggere i propri candidati e dare un futuro alle proprie battaglie studentesche. Come ogni campagna elettorale che si rispetti le liste concorrenti prenotano gli spazi in ogni facoltà, per poi fare propaganda e distribuire i propri volantini. Una pratica normale, di routine. Normale e di routine è anche la programmazione della campagna elettorale, che solitamente prevede la prenotazione dei suddetti spazi con largo anticipo a prescindere da quelli che saranno gli impegni quotidiani. Per oggi avevamo prenotato, tempo addietro, uno spazio nella facoltà fiorentina di Lettere. Una facoltà che la sinistra antagonista sente come propria in virtù dei bivacchi che le vengono concessi dal personale che gestisce questo luogo pubblico. In questa facoltà, peraltro, la nostra Comunità ha eletto un consigliere lo scorso anno ma, se anche così non fosse, avrebbe comunque – e ci mancherebbe altro – tutto il DIRITTO di fare propaganda liberamente. Avrebbe, perché nei fatti le cose non stanno così.

La prenotazione dello spazio di propaganda che a suo tempo avevamo richiesto, così come per tutte le altre facoltà in tutti i giorni possibili, è diventata l’oggetto di una squallida manovra. La segreteria preposta alla registrazione e alla concessione degli spazi, perlopiù composta da militanti attivi della CGIL, ha pensato bene di avvisare della nostra potenziale presenza gli attivisti dell’estrema sinistra affinché impedissero il regolare svolgersi della cosa. Noi, che avevamo prenotato lo spazio ma abbiamo rinunciato all’organizzazione della cosa perché già impegnati in altre facoltà, siamo stati avvisati della presenza di una cinquantina di persone da un nostro attivista iscritto alla facoltà. Cinquanta subumani, evidentemente dotati di quel tempo libero che il “non fare una segaccia di nulla” permette loro, erano schierati all’ingresso di una facoltà vuota, per il solo allarme procurato da chi, anziché svolgere il proprio lavoro di impiegato pubblico, gioca al mandante ideologico della guerriglia. Caschi, striscioni e guanti di pelle (il freddo di maggio) a corredo di un quadretto che ormai conosciamo bene e che dovrebbe essere – almeno stando a quanto si millanta – antagonista a quei signori che prontamente alzano il telefono per informarli di tutto ciò che facciamo.

In questa città, dove un manipolo di emarginati sociali con il vizio di compiere eroiche imprese, capita che i baronati universitari e gli addetti ai lavori siano conniventi con le peggiori pratiche dell’antifascismo militante. I loro riferimenti “culturali”, che cianciano di LAVORO (in grassetto e con la maiuscola, mi raccomando) anche quando sputano per terra, hanno così tanto da faticare che riescono ad aggiornare una decina di siti e di blog diversi con cadenza quotidiana e con orari che lasciano presupporre un sacco di tempo libero nelle ore diurne e una preoccupante mancanza di fica in quelle notturne. E capita che, in nome di questa schifezza, qualcuno si possa anche far male. Se oggi, infatti, due o tre dei nostri militanti si fossero recati in quelle lande domani ne avremmo sentito il racconto al telegiornale. Hanno fatto come i topi col formaggio: è bastato un falso allarme, un avviso, una mezza telefonata di qualche spione e tutti sono corsi con la bava alla bocca. Nel frattempo, dall’altra parte della città, noialtri svolgevamo regolarmente le nostre attività di propaganda, constatando una totale assenza di “presenza nemica”.

Che da oggi possa essere una strategia di depistaggio? Chissà. Restano comunque vergognosi l’appoggio e l’agibilità che a questi signori viene data da chi dovrebbe preoccuparsi della cosa pubblica. Lo squallore umano e politico di certa gente è noto a tutti da tempo, così come la loro malafede. Gente che è sempre pronta ad attaccare visceralmente tutto e tutti in nome di un’autonomia che non c’è mai stata e alla quale si è sempre preferito una più comoda collaborazione con le Istituzioni, le forze sindacali, i baronati accademici, il mondo della cultura e una certa magistratura.

Noi, che pure veniamo accusati di essere “spalleggiati” dai nostri politici i riferimento (e ci sembra ovvio, altrimenti tanto “nostri” non sarebbero), non abbiamo mai negato di votare chi votiamo. Ci candidiamo e facciamo politica mettendoci il nome, il cognome e la faccia. Non scriviamo da blog anonimi, non viviamo di rancori, non abbiamo paure represse, non ci contrapponiamo preventivamente a nessuno, non mettiamo le bombe e non incendiamo le sedi altrui, non ci nascondiamo dietro a nessuno e facciamo tutto alla luce del sole. Qualcun altro, evidentemente a corto di stile e di dignità, agisce in altro modo. 

CONTRO L'EGEMONIA ROSSA NELLE NOSTRE FACOLTA' E NELLE NOSTRE SCUOLE. PER IL DIRITTO DI TUTTI ALLA LIBERA ESPRESSIONE DELLE IDEE.

 

RINNOVO DEL CNSU: LA DESTRA STUDENTESCA VOTA CICCIO!

 

 

Casaggì Firenze e tutta la Comunità militante fiorentina ti invita a fare una scelta di campo per un voto identitario, libero e ribelle. Il prossimo 12 e 13 maggio, in tutte le università, si voterà per il rinnovo del CSNU.

Il CSNU non è un nuovo virus letale, ma è il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, un organo ai più sconosciuto malgrado le importanti funzioni nell’ambito della rappresentanza studentesca e nell’interlocuzione permanente con il ministro dell’Università. 

Dal momento che quest’organo ci rappresenta come studenti, è giusto che si scelga col voto chi debba farne parte. Noi abbiamo deciso di provarci, candidando uno di noi. Non un politicante in erba a caccia di visibilità, ma un militante identitario che prima di rappresentarvi ha fatto la “gavetta” nelle sezioni del nostro movimento ed ha portato avanti le nostre battaglie studentesche in tutte le sedi possibili, con impegno e tenacia. Ti chiediamo di votarlo, per dare un futuro alla nostra identità e per costruire insieme l’Università del futuro. 

LE NOSTRE BATTAGLIE:

- L’aumento degli stipendi per gli studenti specializzandi di medicina, battaglia durata un anno che ha visto riconosciuti i diritti dei giovani medici che finalmente possono non sentirsi più i fratelli minori dei loro colleghi europei, vedendo quasi raddoppiato il loro compenso mensile; si sta tuttora battendo per un riordino chiaro delle scadenze per l’esame di stato e l’iscrizione alle
Scuole di Specializzazione.

- L’aumento degli alloggi sociali per gli studenti; ha presentato in Consiglio un dossier che mostra le gravi carenze di alloggi in Italia, credendo fermamente che il diritto allo studio si esprima attraverso il diritto alla casa.

- L’abolizione del praticantato per i giuristi sul modello Spagnolo; a lungo ne ha dibattuto in Consiglio e in un Convegno nel dicembre 2009, alla presenza del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, presentando il modello ideale di Ordinamento degli Studi per la Facoltà di Giurisprudenza.

- Accesso facilitato per gli studenti di Architettura e Ingegneria Edile-Civile, per finalità didattiche, a siti archeologici chiusi al pubblico o che necessitano di una particolare autorizzazione delle Sovrintendenze, sgravando così gli studenti e gli uffici di un macchinoso procedimento burocratico.

- Riforma delle classi di Laurea di Ingegneria elettronica; ha presentato al CNSU ed al CUN una mozione con la quale si chiede una revisione del DPR 328 del 2001. Ha chiesto la revisione dell’intero Decreto, illogico e vergognoso.

- Riforma delle modalità di nomina e concorso dei Professori Universitari; constatando la scarsa partecipazione ai concorsi accademici, forse perché i risultati sono già noti, ha contribuito alla stipula di una riforma che ha inserito criteri più rigidi di trasparenza e meritocrazia.

- Migliore interazione tra Università e Mondo del Lavoro; attività convegnistica ed impegno con CIVICRAZIA presso il Garante della Privacy.

IL 12 13 MAGGIO BARRA IL SIMBOLO DI "AZIONE UNIVERSITARIA e STUDENTI PER LE LIBERTA" E SCRIVI "CICCIO". COSTRUISCI L'UNIVERSITA' DEL FUTURO!

 

TENTATO INCENDIO A CASAGGì NELLA NOTTE DEL 25 APRILE

TORSELLI: “POTEVA ESSERE UNA STRAGE”; SCATARZI (CASAGGì): “UNA CERTA SINISTRA UTILIZZA IL 25 APRILE PER DIFFONDERE ODIO”. APPELLO DEI MILITANTI ALLE ISTITUZIONI ED AI VERTICI DEL PARTITO: “NON LASCIATECI SOLI”. LA SOLIDARIETA' DEL SINDACO RENZI E DELLA GIUNTA COMUNALE. 

Questa mattina, di fronte a Casaggì (il Centro Sociale di Destra, in Via Maruffi 3, che ospita anche la sede della Giovane Italia, movimento giovanile del PdL e gli uffici dei consiglieri comunali e circoscrizionali che la struttura ha eletto nelle liste del PdL) sono stati rinvenuti da alcuni militanti diversi litri di benzina, i quali avevano già imbevuto parte dell’ingresso, le scalette antistanti l’edificio e gli stipiti del portone d’accesso. Sul luogo è intervenuta la Polizia che ha aperto le indagini per capire anche i motivi per cui l’attentato non sia stato portato a termine. 

“Poteva essere una strage, – racconta Francesco Torselli, consigliere comunale del PdL e dirigente nazionale della Giovane Italia – anche alla luce del fatto che all’interno vi erano alcuni ragazzi che erano rimasti a dormire”. 

“Non è la prima volta che Casaggì subisce questo tipo di attentati; – continua l’esponente del centrodestra e riferimento nelle istituzioni della struttura – già nel giugno del 2007 un incendio distrusse il portone e rischiò di propagarsi all’interno dell’intero edificio”. 

“In questi ultimi giorni – spiega ancora Torselli – stiamo assistendo ad una preoccupante escalation di violenza, iniziata con l’assalto alla Consulta Provinciale degli studenti e le seguenti aggressioni patite dai nostri militanti in alcune scuole fiorentine; occorre al più presto un intervento congiunto di tutte le istituzioni affinché non si superi quel punto di non ritorno che, spero, nessuno voglia raggiungere”. 

“A tal proposito – sottolinea il consigliere comunale del PdL – un sentito ringraziamento va al Sindaco di Firenze Matteo Renzi ed all’assessore Massimo Mattei che, a nome dello stesso sindaco e della giunta si è recato personalmente in Via Maruffi per esprimere la propria solidarietà ai ragazzi di Casaggì”. 

Per Marco Scatarzi, responsabile di Casaggì, questo “è il risultato dell’esasperazione del clima d’odio montato da una certa sinistra in occasione di ogni 25 Aprile”. 

“Apprezziamo la solidarietà dell’assessore Mattei e del Sindaco Matteo Renzi – prosegue Scatarzi – attendiamo che tutte le forze politiche oggi impegnate a parlare di libertà e democrazia, facciano altrettanto isolando chi compie questi gesti”. 

I militanti della Giovane Italia e di Casaggì, la maggior parte di età compresa tra 15 e 20 anni, rivolgono un appello a tutte le istituzioni, a tutte le forze democratiche e soprattutto ai vertici locali e nazionali del Popolo della Libertà affinchè “questo clima di odio che oggi ci vede nell’occhio del mirino, non si trasformi in futuro in una vera e propria guerra per bande; il partito che noi supportiamo, e per il quale ci facciamo anche aggredire nelle scuole e nelle università, dimostri coi fatti di esserci vicino e di tutelarci nelle sedi istituzionali e sul territorio”. 

Sul 25 Aprile tornano Torselli e Scatarzi ai quali si aggiungono Alessandro Draghi, consigliere circoscrizionale del PdL al Quartiere 2, Giacomo Giacintucci e Gabriele Bagnoli, dirigenti giovanili e rispettivamente consiglieri comunali a Scandicci e Impruneta: “purtroppo, nonostante i 65 anni dalla fine della guerra civile, esistono ancora, per volere esplicito di qualcuno, due tipi di 25 Aprile: da una parte chi continua a celebrare la festa dell’odio e delle divisioni e dall’altra, chi come noi, riserva un sentimento di umana pietà a tutti i caduti di quella terribile stagione, non dimenticando chi combatteva dalla parte sconfitta, nel nome di quella pacificazione nazionale che il nostro paese ancora non ha conosciuto”.
 

FACCIAMO IRRUZIONE! ARRIVA AZIONE STUDENTESCA...

 

E' ufficialmente partita la nuova campagna regionale di Azione Studentesca. Tutte le scuole del territorio toscano saranno battute a dovere dai nostri militanti. Un'irruzione su vasta scala, che coinvolgerà moltissimi studenti e andrà avanti nonostante il clima di odio e di intolleranza messo in piedi dai soliti subumani. L'irruzione è in corso, anche se, per la verità, si tratta soltanto di una conferma. Noi, nelle scuole, ci siamo e vinciamo da diversi annetti. E non abbiamo alcune intenzione di mollare!

 

 

 

POLITICA UNIVERSITARIA E 25 APRILE...

Questa mattina, nel polo universitario di Novoli, si è svolta una conferenza organizzata dai militanti e dai consiglieri di Azione Universitaria, alla quale ha partecipato anche un nutrito gruppo di militanti di Casaggì. La conferenza, che portava all’attenzione del mondo studentesco la proposta di modifica dell'accesso alla professione forense, ha riscosso un successo invidiabile.

 Nonostante i soli tre giorni di preavviso, una ottantina di studenti ha letteralmente affollato la sala, per ascoltare gli interventi di Matteo Conti (nostro consigliere eletto nel consiglio di facoltà di Giurisprudenza), Claudio Gemelli (dirigente di Azione Universitaria), il Prof. Giuseppe Conte (Dipartimento di Diritto Privato) e l’Avv. Sergio Paparo (Presidente Ordine Avvocati Firenze).

 Mentre la conferenza era in svolgimento e la destra studentesca portava all’attenzione di tutti tematiche di attualità, un gruppuscolo di annoiati inscenava – a debita distanza – un volantinaggio “antifascista” nel quale si annunciava un corteo per il 25 aprile tutto dedicato a noi. Non occorre dilungarsi troppo sulla inconsistenza di figuri che, ormai privi del minimo seguito anche nelle facoltà storicamente più “rosse”, stanno ricorrendo con scarsi risultati all’innalzamento della tensione e dell’odio politico, con minacce al limite del ridicolo e goffi tentativi di prevaricazione che ormai tutto il mondo studentesco rispedisce al mittente a prescindere dal colore politico di appartenenza.

 Ricordiamo inoltre che Domenica 25 Aprile Casaggì Firenze, come ogni anno, si recherà a rendere omaggio al sacrario della Repubblica Sociale Italiana al cimitero di Trespiano. L’appuntamento, che ormai da decenni accompagna la nostra Comunità umana e politica, è il giusto tributo che intendiamo dare a chi combatté con l’Italia negli occhi. Senza rigurgiti di odio, ma nel solco di quella pacificazione nazionale che deve passare anche dal riconoscimento della parte sconfitta, senza che vi siano caduti di “serie b” e processi ideologici. Il ritrovo è fissato per le ore 9,30 a Casaggì o – in alternativa – alle 10,30 al cimitero di Trespiano.

APRILE E MAGGIO A CASAGGì: IL CALENDARIO...

 

 

LE PROSSIME INIZIATIVE: UNIVERSITA', RICORDO E AZIONE!

 

Senza nessuna tregua, dopo il successo della presentazione de "La Rivoluzione Impossibile" di Marco Tarchi, tenutasi a Casaggì, torniamo ad organizzare nuovi eventi per il mese di maggio. Al centro di tutto la politica studentesca e universitaria...

 

MARTEDì 20 APRILE ORE 10 - POLO UNIVERSITARIO DI NOVOLI - D6,014

"SOS: AVVOCATI IN VIA DI ESTINZIONE" con:

- Matteo Conti (consigliere di facoltà a Giurisprudenza)

- Claudio Gemelli (dirigente Azione Universitaria)

- Prof. Giuseppe Conte (Dipartimento Diritto Privato),

- Avv. Sergio Paparo (Pres. Ordine degli avvocati Firenze)

 

DOMENICA 25 APRILE: VISITA AL SACRARIO DELLA RSI DI TRESPIANO

RITROVO ORE 9,30 A CASAGGì, OPPURE ORE 10,30 AL CIMITERO DI TRESPIANO

 

ELEZIONI UNIVERSITARIE PER IL CNSU:

Il 12 e 13 maggio, nelle facoltà di tutto l'Ateneo, si voterà per il rinnovo del CNSU.

La nostra Comunità cercherà di dare il proprio contributo identitario, sociale e militante alla lista "Azione Universitaria - Studenti per la Libertà", votando "CICCIO".

Ve ne accorgerete in ogni facoltà...

 

SABATO 22 MAGGIO: FACCIAMO IRRUZIONE: CONCERTO E SERATA NON CONFORME

SUONERANNO A CASAGGì: IMPERIUM, NSP E DECIMA BALDER

 

 

"LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE" A CASAGGì:

UNA GIORNATA MEMORABILE!

“La rivoluzione impossibile”, presentato alla presenza di Marco Tarchi e dei vertici delle edizioni Vallecchi, ha richiamato un pubblico ampio e variegato: giovani militanti e vecchi camerati si sono ritrovati, a Casaggì, per ripercorrere assieme le tappe storiche e culturali di un percorso politico ed esistenziale che ha trovato nell’esperienza dei Campi Hobbit uno dei massimi momenti di espressività e avanguardia. Quasi tre ore di interventi, prima nel giardino stracolmo e poi nelle sale interne, tra i dubbi di chi – non senza metter mano all’autocritica – ha cercato di ripensarsi e chi, di fronte alle parole dei bei tempi che furono, ha riassaporato il clima delle battaglie della gioventù. Percorsi, attualità e prospettive: quella di sabato 17 aprile è stata una grande giornata, di quelle che non si vedevano da molti anni nella nostra Firenze. Il percorso di quella che fu una “destra” irriverente, militante, aperta e innovativa ha ancora un fascino tremendo, tra chi c’era e tra chi c’è. Non resta che ringraziare il Professor Marco Tarchi, persona e studioso dalle ottime qualità, che ha saputo rendere l’incontro unico e difficilmente dimenticabile. Un grazie ai tanti presenti e agli organizzatori. E un augurio per un futuro che non faccia mai perdere la rotta.

 

FIRENZE: ALTRA TENTATA AGGRESSIONE ANTIFASCISTA. IN TRENTA CONTRO DUE E CON IL SILENZIO-ASSENSO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL LICEO.

Questa mattina due studenti di Azione Giovani vicini al centro sociale di destra “Casaggì Firenze” si sono recati presso il Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Firenze, per un colloquio col Preside dell’Istituto. Il colloquio, chiesto a nome del movimento giovanile, aveva lo scopo di chiarire il fatto che, a causa di alcuni episodi di intolleranza già avvenuti nei giorni scorsi nella scuola, vi era l’impossibilità di svolgere ogni sorta di attività politica basata sul confronto e sulla libera espressione. Di tutta risposta, per non smentire ciò che i due studenti erano andati a dire, una trentina di attivisti dell’estrema sinistra appartenenti alla “Rete dei Collettivi” – radunatisi dopo essere venuti a conoscenza dell’appuntamento che i due militanti avevano col Preside e dell’argomento che sarebbe stato trattato in quella sede – hanno provato ad aggredire i nostri militanti. Un fatto grave, calcolando che molti di questi attivisti non erano studenti di quella scuola, ma erano appositamente lì per dare la caccia ai ragazzi di Azione Giovani. Ancora più grave, poi, la leggerezza col quale il Preside dell’Istituto ha sminuito la faccenda, mandando via i due ragazzi dall’ufficio e facendoli espellere dall’Istituto (fuori dal quale erano appostati i trenta “antifascisti”) dicendo loro che se non fossero venuti a dare volantini non sarebbe accaduto niente.

 “E’ vergognoso – dichiara Francesco TORSELLI, Presidente Provinciale di Azione Giovani – Giovane Italia e Consigliere comunale del Pdl – che nel 2010 sia ancora presente un clima di intolleranza e di prevaricazione come quello che l’estrema sinistra sta mettendo in piedi”. “Negli ultimi giorni – prosegue TORSELLI – abbiamo dovuto assistere all’irruzione della “Rete dei Collettivi” nella Consulta Provinciale degli Studenti e al rinfocolarsi di un odio che non giova a nessuno, se non a chi, ormai privo di argomenti, necessita di utilizzare l’antifascismo militante come collante di aggregazione per tornare alla ribalta”. “Faremo tutto il possibile – conclude TORSELLI – affinché certi atti non si verifichino ancora e sia rispettato il diritto di espressione di tutti”.

 “Quello di oggi – dichiara Marco SCATARZI, Responsabile di Casaggì Firenze – è un goffo tentativo di far ricorso alla violenza. Goffo, perché inefficace e attuato con la connivenza di quelle Istituzioni scolastiche che si intende combattere”. “Non ci stupisce per niente – conclude SCATARZI – il fatto che questi rigurgiti degli anni di piombo arrivino con il beneplacito e il silenzio-assenso di molti. Infondo la cosa grave non è tanto l’antifascismo militante in sé, al quale siamo ben abituati e dal quale sappiamo difenderci, ma l’appoggio che certe pratiche trovano in chi dovrebbe fare l’esatto contrario e garantire a tutti di fare politica”.

 “Questa mattina – afferma Matteo CONTI, dirigente di Azione Studentesca e Azione Giovani – Giovane Italia – ero presente ai fatti. Nei giorni scorsi, in seguito ad un episodio simile nel quale avevamo notato un generale clima di indifferenza, decidemmo di richiedere un colloquio col Preside dell’Istituto, poi fissato – appunto – per oggi. Non appena giunto, assieme ad un altro militante che nei giorni scorsi era stato oggetto di minacce e di una tentata aggressione, troviamo un capannello di attivisti dei “centri sociali” pronti a non farci entrare. Una volta superata la loro barriera, hanno goffamente tentato di aggredirci fisicamente, senza ottenere esiti di nessun tipo e senza che rinunciassimo a fare ciò per il quale eravamo lì. Una volta ricevuti dal Preside – prosegue CONTI – abbiamo dovuto tristemente constatare che non era possibile nessun tipo di colloquio. Dopo pochi istanti, infatti, siamo stati invitati a lasciare l’ufficio e mandati fuori dalla scuola, dove i trenta “antifascisti” si erano appostati per attendere la nostra uscita. Nel frattempo è arrivata sul posto una volante della Polizia, chiamata dal personale dell’Istituto durante il parapiglia di pochi minuti prima. Gli agenti, grazie alla testimonianza di una bidella, hanno potuto constatare quel che era accaduto, mettendo fine alla bagarre di offese e minacce che stava andando in scena”. “E’ evidente – prosegue CONTI – che quello di oggi è un atto che saremo costretti a portare all’attenzione dell’Ufficio Scolastico e di chi potrà intervenire per far sì che in futuro non si ripetano simili situazioni”. “La destra giovanile rappresentata da Azione Giovani e Azione Studentesca è ormai una forza presente in ogni scuola e capace, come accaduto nello scorso mese di ottobre, di conquistare la maggioranza nella Consulta degli Studenti, risultando essere il primo movimento; tutto questo dà fastidio a chi ha egemonizzato quell’ambiente per sessant’anni. “Ovviamente – conclude CONTI – non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia ma, anzi, intensificheremo le nostre attività culturali, politiche e metapolitiche nelle scuole e nelle facoltà fiorentine”.

RIFLESSIONI E CRITICHE SULLE TENSIONI STUDENTESCHE

I FATTI:

Martedì 13 aprile, durante la riunione plenaria della Consulta Provinciale degli Studenti fiorentina, una ventina di autonomi appartenenti alla Rete dei Collettivi ha fatto irruzione cercando di leggere un volantino e lanciando slogan contro i “fascisti” presenti in aula. La Consulta, lo ricordiamo per dover di cronaca è l’organo istituzionale democraticamente eletto dagli studenti all’interno del quale le rappresentanze di ogni Istituto della Provincia esprimono, propongono ed approvano progetti inerenti la vita studentesca. La Consulta è eletta, appunto, da tutti gli studenti, che ne votano i membri scuola per scuola.


 

KAFKIANAMENTE MUTANDO…

Dallo scorso ottobre, per la prima volta, Azione Studentesca – movimento della destra giovanile vicino ad Azione Giovani e Casaggì Firenze – ha ottenuto la maggioranza dei seggi e preso la Presidenza dell’organo. Questo è bastato per fare della Consulta un organo inutile, deleterio e da legittimare. Nei precedenti decenni, quando era appannaggio bulgaro della sinistra radicale era ovviamente un luogo di confronto e di apertura indispensabile e propositivo. Fino allo scorso anno la sinistra radicale avrebbe ucciso per difendere la legittimità della Consulta, oggi vorrebbe uccidere chi ne fa parte. Una metamorfosi che lascerebbe di stucco perfino il buon Franz Kafka. Nel loro sito, curioso sfogatoio di rancorosi e brufolosi in preda agli ormoni che urlano contro padroni e polizia, si va dicendo che la Consulta è un “allevamento di politicanti”. Lo stesso, scommettiamo, non direbbero dei Consigli di Facoltà Universitari dove i loro compari più cresciutelli vantano maggioranza bulgare e dove – statuti e carte alle mano – si decide molto meno e con molta meno facilità di quanto non accada nell’organo adibito alle superiori. Quello sarà certamente un allevamento di rivoluzionari. Ma d’altronde, si sa, loro sono auto-organizzati e vivono le strade. Lo sono così tanto che godono dei favoritismi di Presidi conniventi, professori faziosi e burocrati sistemati da quel sistema di potere locale che permette loro ogni sorta di bivacco e di scorribanda. Del resto è stata la stessa Preside dell’Istituto Elsa Morante, quello nel quale si svolgeva la plenaria interrotta, a cercare con ogni mezzo che i rivoluzionari del duemila subissero danni legali o fisici. La solidarietà militante, evidentemente, è viva e lotta insieme a noi. Anzi, a loro.

 

QUESTIONE DI PSICHIATRIA…

Della retorica antifascista abbiamo parlato parecchie volte ed è ormai noto anche ai muri che questa viene usata come collante di un mondo – quello della sinistra radicale – che pare finalmente essere destinato ad una sana auto-estinzione. Che altro possono dire dal momento che i pilastri stessi della loro prassi sociali sono stati sgretolati dalla storia e non hanno più modo di ripresentarsi? Non si penserà mica che di Marx ne nasce uno ogni dieci anni? Sono fermi alla fine dell’800 e si aggrappano con le unghie e con i denti ad un mondo che li ha letteralmente lasciati a piedi, relegandoli allo psicodramma di una ghettizzazione che non avrebbero mai potuto immaginare. L’antifascismo, oggi più di ieri, è una branca della psicanalisi: se il Fascismo è giusto lasciarlo agli storici, per l’antifascismo occorrono gli psichiatri. La continua ricerca dell’alimentazione dell’odio sociale e politico è una piaga che trova la propria ragion d’essere in una idiozia che, prima di essere politica, attinge alla sfera della debolezza mentale. L’antifascismo, nelle forme di cui sopra, è una forma di pregiudizio tra le più imbecilli. Fa specie, ed è in odore di ossimoro, che lo si perpetri nel nome dell’antirazzismo e della valorizzazione delle differenze. Fortuna vuole che la strada sia comunque quella dell’auto-estinzione, poiché fin quando i metodi e le parole d’ordine continueranno ad essere questi, la fossa se la scavano da soli. E a noi, sinceramente, risparmiano una bella faticaccia.


 

POPOLO? PROLETARIATO? METTI MANO ALLA PISTOLA!

Quando certi atti, puerili e vuoti nella forma e nella sostanza, sono compiuti in nome del Popolo, ci sarebbe da ridere o da incazzarsi di brutto. Certa gente, che dice di starsene a sinistra per moda, avrebbe da dilettarsi con la lettura del Pasolini, che sull’argomento ha lanciato invettive proverbiali e ha cantato una Valle Giulia come pochi altri avrebbero fatto. Perché da almeno una cinquantina d’anni, in questo benedetto paese, chi ammazzava nel nome del Popolo non lo rappresentava nemmeno per sbaglio. Il Popolo è differenza, unione e sintesi, Comunità e integrazione di stili, individualità e humus. Il Popolo è fatto di gente ordinaria e normale, gente che di irruzioni e di giornate perse a bighellonare tra i cani e i tamburelli ne ha le palle piene. Il Popolo, che certo non pretendiamo di incarnare neanche noi, non ha proprio niente a che fare con certe pratiche e con certi microcosmi. Sarebbe sociologicamente interessante l’analisi del perché l’emarginazione e l’auto-esclusione siano direttamente proporzionali all’utilizzo della parola “tutti”: più si è esclusi e più si pretende di essere interpreti delle volontà degli altri. Se non altro, va detto, è bizzarro che un’accolita di disperati assurga al rango della volontà popolare e che non solo lo nomini (il Popolo), ma pretenda anche di esserlo. L’umiltà, certamente, latita. E quando questi signori, ben riconoscibili per via dei panni che da trent’anni le mode del loro ambiente – ovviamente benedette dal libero mercato – hanno loro imposto, vi cianciano di proletariato…mettete mano alla pistola! Giacchè l’accolita di disperati di cui sopra il proletariato lo ha visto su History Channel e siccome Firenze ha il viziaccio d’esser piccina, un giro sotto le ville e i loft dei lorsignori farebbe riflettere alquanto. Come del resto fa riflettere quanto sia visibile la loro presenza soltanto in quei licei del centro storico dove la Firenze che conta manda i propri figli a studiare il latino, nella speranza che seguano le orme che il buon nome di famiglia ha generosamente indicato. Di questi proletari d’assalto, tra le marmitte e i cacciaviti dei “Centri di Formazione Professionale” delle periferie, non se ne vede nemmeno l’ombra.

 

L'ESTREMA SINISTRA INTERROMPE I LAVORI DELLA CONSULTA STUDENTESCA MINACCIANDO GLI STUDENTI.

LA GIOVANE DESTRA NON RINUNCERA' AI PROPRI DIRITTI!

 

Questa mattina una ventina di studenti appartenenti alla Rete dei Collettivi, struttura studentesca vicina al Centro Popolare Autogestito Firenze Sud ed alla sinistra antagonista, ha fatto irruzione all'interno della Consulta Provinciale degli Studenti di Firenze, organo istituzionale eletto democraticamente dagli studenti, con regolari procedure di voto. Durante questo atto di intimidazione sono stati lanciati slogan contro la Presidentessa della CPS e contro Azione Giovani, Azione Studentesca e Casaggì Firenze, che hanno ottenuto la maggioranza degli eletti per la prima volta nella storia della nostra città, al grido “Uccidere un fascista non è reato”, triste slogan degli anni di piombo. Durante l'irruzione si sono verificati dei tentativi di aggressione ai danni dei nostri militanti e della Presidentessa della Consulta – Chiara Muccigrosso – che è stata minacciata e strattonata violentemente. Dopo l'intervento delle Forze dell'Ordine e l'interruzione del pubblico servizio e dei lavori in corso, è tornata la calma, malgrado il prematuro scioglimento della riunione plenaria in atto.
 
"Quello di oggi è un atto dalla gravità assoluta, degno della peggiore intolleranza degli ambienti dell'estremismo di sinistra. Dopo la unanime condanna espressa da tutto il Consiglio Comunale in merito alla aggressione subita dai militanti di Casaggì lo scorso autunno nella Facoltà di Lettere, – dichiara il Consigliere Comunale del PDL e Presidente Provinciale di Azione Giovani – Giovane Italia, Francesco TORSELLI - ci troviamo a dover constatare una prosecuzione della violenza politica ai danni della destra studentesca”. “ Sarà mio compito – prosegue TORSELLI – portare all'attenzione di tutte le istituzioni cittadine questa brutta vicenda, al fine di evitare che si alzi la tensione e di garantire a tutti il diritto di espressione”.
 
“Nel volantino di rivendicazione che gli occupanti hanno distribuito questa mattina si richiama più volte il nome del Centro sociale di destra Casaggì Firenze,- dichiara Marco SCATARZI, Responsabile della struttura - accostandolo ad una retorica vuota ed idiota alla quale siamo purtroppo abituati. “E' evidente che un polo di aggregazione giovanile che svolge una quotidiana attività sociale e culturale sul territorio non vada a genio ai paladini di quell'antifascismo militante che trova nell'intolleranza e nell'odio politico la propria ragion d'essere”.
 
“Anche questa mattina gli studenti hanno dovuto tristemente assistere al teatrino messo in scena dai burattini della Rete dei Collettivi, che hanno impedito fisicamente lo svolgimento di una riunione istituzionale, - dichiara il Coordinatore di Azione Studentesca Toscana, Matteo CONTI – arrivando addirittura ad alzare le mani su delle ragazze minorenni”. “ Per colpa di questi falsi rivoluzionari gli studenti fiorentini sono stati privati della loro rappresentanza studentesca, da loro scelta ed eletta regolarmente nel mese di ottobre”. “Chiediamo a tutte le forze politiche – prosegue CONTI - di condannare all'unanimità questo gesto di intollerabile prevaricazione e a tutte le istituzioni scolastiche di provvedere all'immediata delegittimazione della Rete dei Collettivi Studenteschi, affinché sia loro negata ogni sorta di attività organizzata all'interno degli istituti fiorentini, dal momento che sono tutte illegali e fondate sulla discriminazione delle altri parti politiche”. “Abbiamo anche dovuto constatare che i “rivoluzionari del XXI secolo”, appena conclusa la plenaria, sono andati a supplicare le Forze dell'Ordine di convincere i ragazzi della Consulta a non sporgere la denuncia per evitare che la notizia arrivasse ai genitori”. “ La nostra risposta – conclude CONTI - a queste bieche intimidazioni sarà immediata: da domani tappezzeremo letteralmente ogni scuola della provincia e affermeremo con forza che non saranno questi bambocci a fermare la nostra marcia”.

 

SABATO 17 APRILE: "LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE".

MARCO TARCHI A CASAGGì FIRENZE!

 

Sabato 17 aprile alle ore 17 Casaggì Firenze, in collaborazione con Azione Giovani-Giovane Italia e Azione Studentesca, ospiterà la presentazione de “La Rivoluzione Impossibile”, libro curato da Marco Tarchi e approfondimento di ottima fattura sulla esperienza politica, culturale e comunitaria dei Campi Hobbit. Un’analisi lucida e chiara, ma anche carica di quel dovuto coinvolgimento che, a tratti, riaffiora dalle pagine scritte dai militanti dell’epoca. Un lavoro che, dopo tante pessime pubblicazioni e molti cattivi critici, ha finalmente messo in chiaro parecchi aspetti della nostra storia.

Cos'erano i Campi Hobbit e come si è svolta l'ascesa politica dei ragazzi che tra il 1977 e il 1980 parteciparono ai tre "festival della giovane destra"? Quali erano i loro ideali e perché la loro tanto attesa rivoluzione, iniziata a suon di musica e spettacoli, tra tendopoli e mercatini, si è rivelata in quegli anni impossibile? "Hobbit/Hobbit" fu il libro che di quei Campi raccontò, con la voce dei protagonisti, la singolare vicenda. Attorno a questo documento, per ricostruire il profilo di un'esperienza che fu in gran parte anche la sua, Marco Tarchi costruisce un resoconto storico basato su analisi scientifica e recupero di numerose fonti.

 "La rivoluzione impossibile" è il tassello mancante delle tante ricostruzioni proposte del "fascismo degli anni di piombo", dove a emergere è il lato confuso e contraddittorio, ma anche intriso di passioni e ambizioni ingenue, che fece da contraltare al versante oscuro, così spesso descritto come il carattere dominante dell'"arcipelago nero" di quell'epoca. Un lato che talvolta si incrociò con l’altro, vi si confuse o ne fu sopraffatto, ma riuscì a prevalere in molti militanti che nella stagione più dura della guerra per bande nere e rosse non smarrirono né l’anima né il senno né la dignità.

L’autore:
Marco Tarchi è professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È stato considerato una delle figure eminenti della cosiddetta Nuova Destra italiana degli anni Settanta e Ottanta. Oggi, non credendo all’utilità delle categorie di Sinistra e Destra per comprendere ed interpretare i problemi dell’epoca attuale, prende parte al dibattito delle idee al di fuori di ogni schieramento politico. Tra le sue opere ricordiamo “Cinquant’anni di nostalgia. La destra italiana dopo il fascismo” (Rizzoli 1995), “Dal Msi ad An” (Il Mulino 1997), “L’Italia populista” (Il Mulino 2003), “Il fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli” (Laterza, 2003), “Contro l’americanismo” (Laterza, 2004).

 

SABATO 3 APRILE: ESPORTARE RIVOLTA!

AZIONE STUDENTESCA RIEMPIE CASAGGì: IL RESOCONTO...

 

Sabato 3 aprile, come si è notato in città per le svariate centinaia di manifesti affissi su ogni superficie verticale, si è svolta l'assemblea di Azione Studentesca per lanciare quella che sarà la nuova campagna del movimento.

Non meno di 150 studenti medi, provenienti da ogni scuola, hanno battezzato l'ennesima piattaforma di lavoro del movimento, nonostante i ponti pasquali, le vacanze e le partenze. Azione Studentesca, che ricordiamo essere - per numero di iscritti ed eletti - il primo movimento nazionale, non ha proprio di che lamentarsi e, a differenza di molti altri, non esiste solo sul web. Nella "rossa" Firenze, lo scorso ottobre, ha conquistato la Consulta Provinciale degli studenti e sbaragliato ogni concorrenza, come in almeno altre 15 province d'Italia.

Nella sola Firenze sono presenti 25 nuclei attivi, ognuno dei quali impegnato quotidianamente nella produzione autonoma di riviste, cineforum, assemblee e iniziative di vario genere. La militanza studentesca, fatta metro per metro, è pane per i nostri denti. Dopo l'assemblea, a Casaggì, si sono intrattenuti in molti per l'aperitivo e la cena sociale del sabato sera, con cinquanta coperti serviti e riveriti.

E' SOLO L'INIZIO DI UNA PRIMAVERA DA PAURA!

 

20 MARZO: CORTEO NAZIONALE A ROMA!

LA COMUNITA' FIORENTINA IN PRIMA LINEA...

 

Si è tenuta a Roma, sabato 20 marzo, la grande manifestazione del centro-destra per rimarcare con la presenza di piazza la forza movimentista di chi non ha alcuna intenzione di arrendersi di fronte alla burocrazia e alla faziosità. Mezzo milione di persone hanno preso parte ad una grande iniziativa di Popolo alla quale la nostra Comunità ha partecipato riempiendo in pochi giorni un paio di pullman e sfilando per le vie della capitale assieme al più grande e partecipato movimento giovanile e identitario della nostra storia: la Giovane Italia. Un grande auspicio di lotta e di militanza per i giorni a venire, che le immagini e il video di seguito mostrano a tutti senza troppi fraintendimenti. Siam la Giovane Italia che guarda lontano, vuole il futuro e lo prende per mano!

 

 

 

LA GIOVANE ITALIA VOTA MONICA FAENZI!

In queste settimane la Comunità umana e politica di Azione Giovani - Giovane Italia, mobilitata nel suo insieme dai nuclei studenteschi ai comitati di quartiere, darà il proprio contributo alla campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Come sempre, sarà una campagna elettorale fatta di militanza e di attivismo, di svariate migliaia di manifesti affissi su ogni bandone e di svariate migliaia di volantini distribuiti in ogni angolo della città e delle provincia. Dal centro-destra ci aspettiamo quel che abbiamo sempre condiviso: il riscatto di proprietà della casa per gli italiani, la costruzione del CIE, la lotta al precariato e alle cooperative rosse, l'abbattimento del sistema di potere che la sinistra ha messo in piedi in decenni di egemonia, la volontà di creare una nuova classe dirigente, l'attenzione ai giovani e alle strutture giovanili nel sociale, la costruzione di una scuola del merito e della condivisione contrapposta al modello sessantottino, la guerra senza quartiere al degrado e alla droga, la valorizzazione dell'istituto familiare, la difesa dell'artigianato contro i tentacoli delle multinazionali e delle grandi lobby, il rafforzamento del senso di appartenenza al territorio, alla Terra e alle sue tradizioni locali, l'attenzione ed il giusto equilibrio tra grandi opere e salvaguardia dell'impatto ambientale e della vivibilità, il ritrovarsi di quella sovranità popolare troppo spesso affogata da gestioni centralistiche ed eterodirette da centri potere ben lontani dalla strada.

 

Ritti sulla cima del mondo lanciamo, ancora una volta, la nostra sfida alle stelle!

 

 

A PENSAR MALE SI FA PECCATO...

CRONACA DI UN'INIZIATIVA ANNULLATA

 

di Francesco Torselli

 
A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina, diceva il vecchio Giulio Andreotti che in quanto a politica, beh, un po' ne sapeva... 
Come molti di voi ormai già sapevano, a causa del tam-tam mediatico che si era già scatenato, il prossimo 20 marzo, a Casaggì, centro sociale di destra fiorentino, sarebbe dovuto andare in scena uno degli atti politicamente più rilevanti degli ultimi anni. E non si pensi a chissà quale ospite invitato o a chissà quale grande tema trattato, l'importanza dell'evento stava, questa volta, nel fatto che, per la prima volta in assoluto, i Giovani Democratici, eredi di quella Sinistra Giovanile che un tempo fu la FGCI, movimento giovanile del Partito Comunista Italiano, si sarebbero seduti ad un tavolo con noialtri dirigenti e responsabili della Giovane Italia, movimento che sta nascendo dal ventre materno di Azione Giovani, a sua volta discendente di quel Fronte della Gioventù, ex-movimento giovanile del MSI. 

Una bella occasione. Per almeno tre motivi. 

Il primo è che in mezzo ad una politica fatta sempre meno di idee e di valori e sempre più di schiamazzi ed insulti, volevamo dimostrare come esistessero invece due classi dirigenti emergenti capaci di esprimere visioni del mondo contrastanti, differenti, ma al tempo stesso capaci di confrontarsi serenamente attorno ad un tavolo, avendo messo da parte in maniera definitiva gli steccati ideologici che, solo qualche decennio fa, avrebbero reso impossibile un confronto del genere. 

Il secondo motivo riguarda Casaggì. Un luogo che (e non siamo noi a dirlo, ma chiunque, esterno all'ambiente, lo abbia visitato...) ha rotto non pochi schemi nello scenario politico fiorentino. Un centro sociale di destra che si contrappone al classico stereotipo di centro sociale che siamo abituati a vedere schierato diametralmente su sponde opposte. Un luogo dove si svolgono decine di attività metapolitiche, ricreative ed associative che, fino ad oggi, parevano essere appannaggio esclusivo dell'estrema sinistra. Un micro-mondo del quale in molti hanno provato a parlare, ma che solo pochi sono stati capaci di descrivere in maniera adeguata attraverso le parole. Un luogo che, purtroppo, il qualunquismo ancora dilagante finisce troppo spesso per rinunciare a capire, etichettando il tutto con una parola, "fascisti", che nel linguaggio degli ignoranti significa ormai tutto e nulla. Ebbene, i "fascisti", quelli che avete descritto (e scritto purtroppo!) come soliti a ritrovarsi a Casaggì vestiti in uniforme da SS ad inneggiare "Giovinezza!" salutando romanamente il sole nascente in giardino, stavolta avevano sorpreso un po' tutti, riponendo le loro insegne "Gott Mit Uns" nell'armadio e dimostrandosi talmente aperti da voler ascoltare e confrontarsi coi loro pari-età di sinistra, magari di fronte anche ad un pubblico misto, visto che all'evento erano stati invitati sia giovani di destra che giovani di sinistra. 

Il terzo motivo era prettamente politico: in piena campagna elettorale per le Elezioni Regionali, ritenevamo interessante, e soprattutto producente per i giovani, dibattere su cosa, i candidati dei due principali schieramenti in competizione, avrebbero intenzione di fare, una volta eletti, per quella categoria "under 35" che pare soffrire l'attuale crisi economica più di ogni altra fascia d'età. Un bella occasione... era. Già... era! Perchè a quanto pare questa cosa "nun sa' da fa'...". A pochi giorni dall'evento, con migliaia e migliaia di volantini già diffusi in scuole ed università, i Giovani Democratici sono stati costretti a declinare l'invito "a causa di un sopraggiunto evento di notevole importanza per la campagna elettorale in corso, proprio in data 20 marzo". 

Peccato... Ma come diceva il buon vecchio Giulio, citato in apertura di questo pezzo, a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina... E allora, lo dico, a me viene da pensar male. Conosco gli invitati al dibattito, sponda PD, e sono pronto a giurare sulla loro buona fede. Sono ragazzi che, analogamente a noi, fanno politica per passione, perchè vittime di quel fuoco ideale che inizia in giovanissima età a bruciarti dentro e che piano piano divampa fino a rendere l'impegno politico e militante la tua vita stessa. Questo fuoco può essere rosa o azzurro, rosso o nero, ma quando è fuoco vivo, spontaneo, puro, il fuoco è lo stesso, sia che bruci nel cuore di un giovane di destra che nel cuore di un giovane di sinistra. 
Allora su chi, su cosa pensar male? Senza scomodare episodi del passato decisamente più grandi di noi, ma mi viene di pensare che forse, a qualcuno, questo confronto generazionale avrebbe forse dato fastidio. Mi viene da pensare che qualcuno abbia non pochi interessi a lasciare che la politica sia la becera arena dove combattono galli che hanno da dimostrare la propria forza e la potenza del loro chicchirichì. Forse, in piena campagna elettorale, dei giovani che, pur partendo da sponde ideali avverse, avrebbero potuto trovare una sorta di convergenza su tematiche generazionali da sbattere in faccia ai rispettivi schieramenti, era un evento da evitare in ogni maniera... Sia mai! Dividi et Impera! 

Di questi giochetti politici, sempre che di giochetto politico si sia trattato, ne abbiamo sinceramente le tasche (politicamente corretto) piene. Di essere trattati come numeri, come riempi sale, come attacca manifesti, come portavoce di qualche vecchio bacucco che non riesce più a parlare con la società del tempo, tanto fuori da essa ormai si trova, di portare acqua alla corrente di Tizio e di Caio... Ma questo è un altro discorso, da affrontare a breve, ma in altra circostanza. Questa volta ha senso solo dire che se qualcuno ha pensato di annullare questo dibattito per motivi da manuale Cencelli della politica, beh, stavolta è caduto male... 

Perchè se il 20 marzo, data fissata per l'evento, ai Giovani Democratici è sopraggiunto un inderogabile impegno elettorale... Va bene. Crediamoci. Aspettiamo per vedere. Ma dal giorno dopo lavoreremo per organizzare nuovamente un evento analogo a questo, nella prima data utile scelta, ovviamente, dai nostri ospiti. Sarà quella la prova del nove per capire se questo confronto si potrà o non si potrà fare. 
Il tempo ci darà (a breve) una risposta. Intanto noi aspettiamo in campo, già schierati, con la curva dei nostri tifosi già colma. I cancelli del resto dello stadio restano aperti ed il tunnel degli spogliatoi è li... In attesa della squadra avversaria... Tante, troppe volte, in passato da quel tunnel non è uscito nessuno perchè nessuna squadra voleva giocare contro di noi. Ed il bello è che la vittoria a tavolino veniva comunque assegnata a loro! Oggi che i tempi sono cambiati non valgono più le regole scritte nel '68... Se dal tunnel non esce nessuno, il 3-0 a tavolino stavolta va a noi. Questo è certo.

 

IN CENTINAIA AL TALENT ROCK DI CASAGGì.

I MURI CROLLANO E LE AVANGUARDIE SI FANNO STRADA...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scorso 9 novembre la nostra Comunità umana, militante e politica ha degnamente ricordato la caduta el muro di Berlino. Ne ha esaltato il valore storico, ma senza scadere nel buonismo di chi vorrebbe farci credere che ciò che ne è seguito sia qualcosa di diverso da un grande supermercato europeo nel quale si paga con la stessa moneta e si crede di essere liberi per il solo fatto che si possa scegliere tra qualche marchio diverso e stare in coda al centro commerciale. Lo sappiamo bene, e per questo dicemmo che molti muri erano ancora da abbattere...

Nel nostro piccolo è accaduto lo stesso. Casaggì cresce e si radica, ese allo scoperto e fa proseliti, elegge persone e diventa una realtà politica oltre che militante, ludica e comunitaria. Ai tanti sforzi corrispondono altrettanti traguardi, ma i passi da fare sono ancora moltissimi. Non si smette mai di combattere, perchè tutto è in movimento e la nostra perenne ricerca di ciò che ci sta a cuore - anche quando parrebbe priva di senso - trova una ragion d'essere nel solo compiersi del proprio essere. 

Lo scorso sabato, il 6 marzo, è andato in scena il "Talent Rock". Quattro band sul palco, il nostro "centro sociale di destra" stracolmo di gente, il bar che non si ferma un attimo e sforna cinquecento bevute, la griglia sempre accesa e mille brindisi ad un futuro di conquiste. Una serata come mille altre ne abbiamo fatte. Eppure una serata diversa, totalmente diversa. Diversa in positivo, perchè assolutamente trasversale. Trasversale e condivisa, popolata e vissuta, allegra e multicolore. Bene, ci siamo detti, uno dei nostri piccoli traguardi è stato raggiunto. Un altro mattone è stato portato al cantiere, come mille altri in futuro. 

La trasversalità, che per noi non significa annacquamento ma partecipazione, è oggi una realtà della nostra struttura. Gente di ogni tipo ha partecipato al "Talent Rock". Senza vergogna, senza pregiudizi, senza quella maledetta mania del ghetto che porta molti a nascondersi, a trincerarsi dietro un odio costruito ed eterodiretto, ad adoperarsi nell'angustia di una superiorità che, fin quando non si confronta col mondo, è sempre presunta e mai reale. E tutto questo a Firenze, una città dove una retroguardia di zombie ambulanti ormai privi di collocamento nel sociale vorrebbe riportare le lancette del confronto tra le parti indietro di quarant'anni. Col confronto, con il sale della differenza, del coinvolgimento e dell'aggregazione si costruiscono le avanguardie, si creano i giorni a venire e si ridestano le generazioni nei ranghi dell'essere, del vivere e del sognare. Questo i più giovani lo hanno capito bene e non giudicano senza aver prima visto, toccato e vissuto.

 


 

OLTRE MILLE AL CORTEO DI CASAGGì E AZIONE GIOVANI

La Firenze identitaria rende giustizia ai martiri delle foibe con un corteo memorabile. Noi non scordiamo!

 

Come da tradizione il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato da Casaggì e da Azione Giovani – Giovane Italia si è confermato come l’evento di piazza più importante dell’anno per tutto il centro-destra fiorentino. Mille e più persone vi hanno partecipato senza pensarci due volte, uniti nel ricordo degli oltre 30.000 italiani infoibati e dei 350.000 esuli giuliano-dalmati e istriani. Il lungo corteo ha sfilato compostamente sotto le insegne tricolori, inquadrato e silenzioso, da Casaggì lungo il Mugnone e fino al Largo “Martiri delle foibe”, dove si è tenuto il consueto comizio conclusivo e l’inno nazionale d’ordinanza.

Giovani e meno giovani, marciando, hanno reso giustizia a sessant’anni di silenzio e di odio, di livore e di menzogne. I saluti dei passanti e della gente del quartiere hanno fatto da cornice ad una splendida giornata, che i soliti cento annoiati, riunitisi nell’ormai stucchevole forma del presidio antifascista, hanno cercato con esiti tragicomici di rovinare. Basterebbe sottolineare il fatto che questi signori, evidentemente dotati di molto tempo libero e assai lontani da quel mondo operaio del quale non sono mai stati gli interpreti, vivono di antitesi e – quindi – di luce riflessa. Ma la superiorità impone che dinanzi alla rappresentazione del subumano si passi oltre con passo fiero e sorriso di scherno.

Un grande momento comunitario e identitario, sicuramente il più partecipato e riuscito degli ultimi anni. Un momento di piazza che ricorda a tutti che la destra politica è anche e soprattutto mobilitazione, partecipazione e militanza; è giovinezza fatta di brivido e di contrapposizione, di rischio e di adrenalina; di gioie e di dolori, di sentimenti veri e pulsanti come la vita che ci scorre nelle vene. Quella destra, a Firenze, è ben rappresentata e fa paura a chi vorrebbe ridurla ad un comitato d’affari di bambocci incravattati e di sedi usate come vetrine, di gente pagata per dire “sissignore” e di ventenni che sono già vecchi, morti e sepolti. Non faremo nostro il vuoto che avete eretto a baluardo di un mondo che vive nella perenne rincorsa di titoli, premi, guadagni e carriere, perché crediamo che prima di operare al di fuori sia necessario edificare in sé stessi. La libertà non si compra e non si delega: si nobilita. Ed è per questo che non ci avrete mai!

Un ringraziamento va a chi si è speso per l’organizzazione dell’evento e che, senza l’aiuto di nessuno, ha messo in piedi tutto questo. Un grazie a Casaggì, ad Azione Giovani ed Azione Studentesca, ad Azione Universitaria, a Casa Pound e ai tanti uomini liberi che non si fanno mai pregare per mettersi in gioco. Un grazie ai ragazzi del servizio d’ordine, a chi si è sporcato le mani di colla ed ha passato notti polari ad affiggere manifesti, a chi si è svegliato alle cinque del mattino per distribuire volantini sotto la pioggia, a chi ha imbustato e spedito migliaia di inviti, a chi si è sbattuto tra telefonate, assemblee e riunioni, a chi – insomma – ha fatto propri i metodi dell’attivismo che non si limitano al ticchettio delle dita sulla tastiera o alla squallida opera del portaborse, ma che prendono le sembianze delle AZIONI, della MILITANZA e del LAVORO. Imparino in tanti.

FOIBE: OLTRE L'ODIO, IL RICORDO.

Cronaca di un'idiozia annunciata che uccide i martiri italiani per la seconda volta e non smentisce chi nega la Verità

Azione Giovani – Giovani Italia e Casaggì Firenze si uniscono alle parole di sdegno e di condanna che in questi giorni Francesco Torselli, nostro consigliere comunale, ha avuto modo di esprimere nei confronti di chi – come da peggior tradizione – ha minacciato di voler impedire il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe e contro i crimini del comunismo che si terrà il prossimo 6 febbraio.

La nostra Comunità, che come ogni anno si è sobbarcata l’onore e l’onere di organizzare quello che risulta essere il più importante appuntamento di piazza dell’anno politico fiorentino, non ha alcuna intenzione di cedere dinanzi alle minacce di qualche annoiato che, evidentemente a corto di argomenti, si vede costretto a riesumare lo spettro dell’antifascismo per mobilitare qualche anima nel freddo inverno toscano. Sono le stesse persone che poi, ogni quarto d’ora, hanno l’ardire d’indignarsi per ogni cosa: il governo italiano che nega la libertà d’espressione, quello iraniano che uccide gli oppositori, quell’altro che discrimina le minoranze, quell’altro ancora che viola i diritti umani. Ma, appena se ne ha l’occasione, non ci si perita dall’impedire agli altri di ricordare dei morti.  Ormai, purtroppo, è una prassi cui siamo ben abituati. Ma la superiorità impone di marciare a testa alta, con consapevole indifferenza.

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NATALE SOLIDALE CON GLI ITALIANI SENZA UN TETTO...

IL 19 DICEMBRE CASAGGì OSPITA LE FAMIGLIE ITALIANE IN EMERGENZA ABITATIVA.

UN APERITIVO SOLIDALE CON SPORTELLO SOS PER GLI ITALIANI SENZA CASA, CON INTERVENTO DI FRANCESCO TORSELLI E DEI DIRIGENTI DEL CENTRO-DESTRA

 

E’ stato un anno incredibile per la nostra Comunità: la conquista del consiglio comunale con centinaia e centinaia di voti raccolti nelle periferie e casa per casa, la conquista della consulta degli studenti dopo sessant’anni di egemonia “rossa”, la vittoria nei consigli di facoltà dell’Ateno, l’ingresso nei comuni della Provincia e nelle circoscrizioni cittadine, le tante attività militanti, aggregative e metapolitiche, le battaglie al fianco della gente, le mille serate comunitarie e i tanti volti nuovi che hanno iniziato un percorso di vita non conforme. Insomma, un grande 2009.

Per concluderlo non potevamo non scegliere un momento di ritrovo, di Comunità e di solidarietà al fianco di chi se la passa peggio di noi. Ecco perché abbiamo scelto di dare corpo al “Natale Solidale” assieme a tutte quelle famiglie italiane, purtroppo sempre di più, che non hanno un tetto sopra la testa. Famiglie con figli, con anziani e con persone disoccupate. Famiglie in graduatoria, in occupazione e in lotta. Famiglie senza un futuro certo, vittime della burocrazia o della speculazione, dell’usura bancaria o dell’inefficienza di chi dovrebbe garantire loro dei diritti. Famiglie che adesso hanno scelto di mettere in piedi un movimento, “Emergenza Casa”, col quale abbiamo iniziato una collaborazione quotidiana.

Con loro trascorreremo il momento degli auguri, perché sono le persone che ne hanno più bisogno. Nessuna cena di gala, nessun evento mediatico per scaldare qualche poltrona e prendere qualche prima pagina, nessun cameriere in guanti bianchi e nessuna vetrina. Saremo noi, come sempre. Noi e loro. Una Comunità in movimento.

CASAGGì RINGRAZIA PER LA SPLENDIDA SERATA...

GRANDE SUCCESSO PER IL TRIBUTO A MISHIMA CON BUSSAGLI E SKOLL

 

E’ andata bene ieri sera. Una gran folla ha riempito Casaggì, costringendo molti ospiti ad ascoltare il concerto dal giardino senza riuscire a vedere il palco allestito all’interno. Un freddo cane, ma tanta voglia di farsi sentire.
La serata in tributo a Yukio Mishima, scrittore e uomo d’azione di un Giappone ormai scomparso, è stata un grande momento di cultura e di Comunità, corredato da facce giovani e meno giovani e da generazioni diverse unite da quel movimentismo che Casaggì ha saputo riportare in vita in una città morta. Nessuno ci avrebbe mai creduto, ma è un dato di fatto. Un filmato commovente ha accompagnato la magnifica interpretazione di Paolo Bussagli e la fantastica musica di Skoll, ormai annoverato tra gli autori di spicco della musica non conforme italiana. Canzoni e parole di lotta, di vita e di militanza. di Tradizione e di rievocazione. Canzoni per chi non si arrende, stretto e affiancato dai propri fratelli, in momenti che difficilmente dimenticheremo. Canzoni per noi ed anche per gli altri.
Ma la serata era anche un momento di festa per la recente conquista della Consulta Provinciale degli studenti, traguardo raggiunto dopo anni di sforzi e di sacrifici. Ma tutto è stato ampiamente ripagato dalle tante facce nuove che si sono avvicinate e si avvicinano al nostro mondo militante con interesse ed entusiasmo. E’ stato anche un momento di solidarietà per Jacopo e Gabriele, i due ragazzi aggrediti in settimana durante un volantinaggio nella facoltà di Lettere, dai soliti eroi in soprannumero.
Ringraziamo tutti i ragazzi che, armati di sacco a pelo, hanno fatto centinaia di chilometri per essere con noi. Ringraziamo Paolo Bussagli e Skoll per la magnifica serata, la passione e la qualità dello spettacolo messo in piedi. Ringraziamo chi c’era e chi ha lavorato all’organizzazione dell’evento.

Sursum corda!

 

COMBATTIMENTO, ADDESTRAMENTO E TRADIZIONE

IL SISTEMA DI ASSALTO DEL LEONE IN ESCLUSIVA PRESSO CASAGGì FIRENZE

                                                                        INFORMAZIONI QUI

 

 

VITTORIA ALLA CONSULTA STUDENTESCA: FACCIAMO FESTA!

I movimenti vicini alla Giovane Italia hanno conquistato la Presidenza e la Segreteria della Consulta Provinciale degli studenti. La destra giovanile festeggia con una gran serata a Casaggì: teatro e concerto!

 

Nessuno avrebbe mai potuto pensare che la Consulta degli studenti, organo provinciale delle scuole medie superiori fiorentine, potesse essere conquistata dalla destra giovanile. Dopo anni di dure battaglie, di militanza e di azione, il popolo studentesco ha premiato con una maggioranza schiacciante chi ha anteposto la proposta al piagnisteo, lanciando battaglie identitarie e reali, concrete e ribelli.

 

La nostra Comunità festeggia il successo con una grande serata, che si svolgerà a Casaggì, "centro sociale di destra" e punto di riferimento per il mondo giovanile identitario fiorentino, SABATO 28 NOVEMBRE dalle 21.

 

Sarà una serata di cultura, di Comunità e di arte. Una serata in tributo a Yukio Mishima, scrittore e uomo d'azione dalla tenacia esemplare. Una serata che vedrà la partecipazione di Paolo Bussagli nel recital dedicato alla figura di Mishima ed il concerto di Skoll, punta di diamante della "Musica Alternativa".

 

La serata sarà corredata da filmati a tema e da una attenta selezione libraria del nostro gruppo di ricerca, che permetterà a tutti di approfondire l'universo culturale della tradizione nipponica.

 

PER CONSULTARE LE PROPOSTE STUDENTESCHE CHE HANNO CONSENTITO ALLA DESTRA GIOVANILE DI CONQUISTARE LA CONSULTA, CLICCA QUI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CASAGGì FIRENZE: AZIONE CONTRO LE BANCHE!

Sigillati gli istituti di credito fiorentini contro usura bancaria, speculazione e signoraggio della moneta...


 

“Questa notte i militanti di Casaggì, centro sociale di destra fiorentino, hanno compiuto una simbolica azione futurista con la quale hanno sigillato gli ingressi di diverse banche ed istituti di credito fiorentino apponendovi sopra un cartello con scritto "chiuso per usura".

"Con questo gesto - fanno sapere da Casaggì - abbiamo voluto simbolicamente attaccare il simbolo dell'arricchimento alle spalle del popolo che sfrutta il costo del denaro per comportamenti che poco si diversificano da quelli degli usurai".

In un momento di crisi planetaria come quello attuale, sono sempre di più le persone che finiscono nella miseria e nella disperazione perchè vittime di mutui e tassi di interesse, mentre i potenti del mondo godono dei frutti del loro denaro guadagnato col lavoro e la fatica.

“L’azione – ribadiscono da Casaggì – intende sensibilizzare media, istituzioni e cittadinanza al tema del signoraggio della moneta, della speculazione, dei tassi e dei mutui da usura e dell’egemonia della finanza e della pratica bancaria sulla dignità della persona e sulla giustizia sociale”.

"Per una destra identitaria e sociale - affermano da Casaggì – che si batte ogni giorno per i diritti del proprio popolo, nell'era dell'occidentalismo e del neo liberismo sfrenato, le banche, le finanziarie ed i fondi di investimento multinazionali rappresentano senza dubbio un ostacolo all’autodeterminazione e alla sovranità.

“Siamo fiduciosi e guardiamo con attenzione all’operato del Ministro Tremonti e del governo – concludono da Casaggì - che più volte ha manifestato di avere obiettivi e idee in linea con la nostra visione del mondo e che, senza dubbio, rappresenta l’unica alternativa politica all’egemonia del mercatismo".

 

LA LIBERTA' DEI POPOLI ABBATTE OGNI MURO!

Per il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino...

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