È il grido di battaglia di Atreju
2010, Festa nazionale della Giovane Italia.
Nata nell’alveo della destra giovanile nel 1997,
Atreju non è più solo il protagonista de “La
Storia Infinita” di Michael Ende, scelto dagli
organizzatori per incarnare l’esempio di un
giovane impegnato nel confronto quotidiano
contro le forze del "Nulla", contro un nemico
che logora la fantasia della gioventù, ne
consuma le energie, lo spoglia di valori ed
ideali, sino ad appiattirne l’esistenza. Atreju
è ormai anche il consueto appuntamento di fine
estate che segna l’inizio della stagione
politica italiana.
Dall’8 al 12 settembre, per cinque giorni si
succederanno dibattiti, mostre, spettacoli,
provocazioni, giochi e suggestioni, concerti,
piscina, campeggio, all’interno di un villaggio
eco-compatibile di 5mila metri quadri, costruito
all’ombra del Colosseo, monumento simbolo
dell’identità italiana. “Mille sogni, una sola
Italia” è infatti il secondo messaggio che
giunge dai manifesti che annunciano Atreju 2010,
con un evidente richiamo al 150esimo
anniversario dell’Unità d’Italia che si
celebrerà nei mesi successivi. Come sempre, il
programma integrale sarà svelato gli ultimi
giorni di agosto. Ma alcuni eventi possiamo
anticiparli.
Mercoledì 8 settembre ad aprire i battenti della
Festa sarà il Presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi.
Accompagnato sul palco dal Ministro della
Gioventù, GIORGIA
MELONI,
il Cavaliere si confronterà con i ragazzi e le
ragazze della Giovane Italia, per fare un
bilancio dell’anno passato, ma soprattutto per
tracciare le linee guida della nuova stagione
politica.
Nel corso della sessione straordinaria della Summer
School di Gaetano
Quagliariellosi
discuterà della figura
di Bettino Craxi.
Parteciperanno Stefania
Craxi, Renato Brunetta, Fabio Rampelli e Augusto
Minzolini.
Tratteranno di giovani
e lavoro: Maurizio
Sacconi, Piero Ichino, Renata Polverini ed Enrico
Letta.
Lo stesso giornoRoberto
Maroni, Maurizio Gasparri, Andrea Riccardi e
Rosy Bindi si sfideranno invece sui temi legati
a immigrazione e solidarietà.
Spazio anche alla riforma universitaria .
Ne discuteranno: Mariastella Gelmini, Beppe
Fioroni, Pigi Battista e Stefano Zecchi. Inoltre
si parlerà di giovani e lotta alla mafia con
Angelino Alfano e Alfredo Mantovano.
Sabato mattina, alla presenza del Presidente del
Senato, Renato
Schifani e
del Presidente del Comitato ufficiale per le celebrazioni
del 150esimo, Giuliano
Amato,
si racconterà dei ragazzi che fecero l’Italia.
Interverranno: Ignazio
La Russa, Marco Pizzo e Marcello
Veneziani.
Nel pomeriggio, Nichi
Vendola e Stefania
Prestigiacomo si
confronteranno sull’energia
del futuro e la difesa del presente. Gianni
Alemanno, Raffele Fitto, Pasquale Viespoli,
Enrico la Loggia e Filippo
Penati,
si sfideranno invece sulla questione del federalismo
e dell’unità nazionale.
Nel corso della Festa, non mancheranno poi i
confronti diretti della Giovane Italia, come
quelli con Mons.
Rino Fisichella e Giulio
Tremonti, oltre
alla partecipazione di ministri come Franco
Frattini, Mara Carfagna, Michela Brambilla e Andrea
Ronchi.
Ma gli appuntamenti descritti finora, sono solo
alcuni del ricco palinsesto di Atreju 2010. Fedeli
alla linea: nessun simbolo di partito, né tanto
meno discriminazioni o preclusioni di sorta.
Insomma, come recitava uno slogan ben riuscito:
Atreju è una festa di parte, non di partito.
Restano da svelare altri dibattiti, le mostre, i
libri che presenteremo e soprattutto i quattro
destinatari del premio Atreju.
Non resta che ricordare a tutti i numeri da
chiamare per partecipare ad Atreju.
Per info o adesioni da
Firenze e provincia:
392/7700024 o fdgfirenze@inwind.it
o pagina Fb Casaggì Firenze
SITO UFFICIALE:
www.atreju.tv
CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA:
COME OGNI ANNO, IL RICORDO DEI VINTI!
da "La Pelle", di
Curzio Malaparte:
"I ragazzi seduti sui gradini di Santa Maria
Novella, la piccola folla di curiosi raccolta
intorno all'obelisco, l'ufficiale partigiano a
cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata
della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di
ferro preso a qualche caffé della piazza,la squadra
di giovani partigiani della divisione comunista
armati di mitra ed allineati sul sagrato davanti ai
cadaveri distesi alla rinfusa l'uno sull'altro,
parevano dipinti di masaccio nell'intonaco dell'aria
grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso
sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti
tacevano,immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa
parte. Un filo di sangue colava giù dagli scalini di
marmo.
I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano
ragazzi di quindici o sedici anni,dai capelli liberi
sulla fronte alta, gli occhi neri e vivaci nel lungo
volto pallido. Il più giovane,vestito di una maglia
nera e di un paio di calzoncini corti che gli
lasciavano nude le gambe degli stinchi magri, era
quasi un bambino. C'era anche una ragazza tra
loro:giovanissima, nera d'occhi e dai capelli,
sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che
s'incontra spesso in toscana tra le donne del
popolo, sedeva con il viso riverso, mirando le
nuvole d'estate sui tetti di Firenze lustri di
pioggia, quel cielo pesante e generoso di qua e là
screpolato,simile ai cieli di masaccio sugli
affreschi del Carmine...
L'ufficiale partigiano tese il dito verso uno di
quei ragazzi e disse:"tocca a te,come ti chiami?"
"Oggi tocca a me"- disse il ragazzo alzandosi - "ma
un giorno o l'altro toccherà a lei". "Come ti
chiami?" "Mi chiamo come mi pare"- rispose il
ragazzo. "O gli rispondi a fare a quel muso di
bischero?" gli disse il suo compagno seduto accanto
a lui.
"Gli rispondo per insegnarli l'educazione a quel
coso!"- rispose il ragazzo, asciugandosi con il
dorso della mano la fronte madida di sudore. Era
pallido e gli tremavano le labbra. Ma rideva con
aria spavalda guardando fisso l'ufficiale
partigiano.
L'ufficiale abbassò la testa e si mise a
giocherellare con una matita. Ad un tratto tutti i
ragazzi presero a parlare fra di loro ridendo,
parlavano con accento popolano di san Frediano,
santa Croce, di Palazzolo.
"E quei bigherelloni che stanno a guardare? O non
hanno mai visto ammazzare un cristiano?" "E come si
divertono quei mammalucchi!" "Li vorrei vedere
vedere al nostro posto che farebbero quei
finocchiacci!" "Scommetto che si butterebbero in
ginocchio, li sentiresti strillare come maiali,
poverini".
I ragazzi ridevano pallidissimi fissando le mani
dell'ufficiale partigiano.
"Guardalo bellino, con quel fazzoletto rosso al
collo"."O che gli è? "O chi ha da essere: gli è
Garibaldi". "Quel che mi dispiace"- disse il ragazzo
- "gli e' d'essere ammazzato da quei bucaioli!" "Un
la far tanto lunga, moccioso" - gridò uno dalla
folla. "Se l'ha furia venga al mio posto", ribattè
il ragazzo ficcandosi le mani in tasca.
L'ufficiale partigiano alzò la testa e disse: "Fa
presto! Non mi far perdere tempo. Tocca a te". "Se
gli e' per non farle perdere tempo" - disse il
ragazzo con voce di scherno - "mi sbrigo subito", e
scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai
partigiani armati di mitra,accanto al mucchio di
cadaveri,proprio in mezzo alla pozza di sangue che
si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
"Bada di non sporcarti le scarpe!"- gli gridò uno
dei suoi compagni; e tutti si misero a ridere...
Il ragazzo gridò:"Viva Mussolini!" e cadde
crivellato di colpi.
LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA. I MOTIVI DEL
NOSTRO FLASH MOB PER LA VERITA'...
“A trent’anni
esatti dalla bomba che dilaniò la Sala di Attesa di
Seconda Classe della Stazione di Bologna, uccidendo
85 persone, il popolo italiano non conosce ancora né
i nomi, né il mandante, di chi mise in scena il più
grave attentato della storia del nostro paese.
Restano solo tanti ‘colpevoli di comodo’ additati
dal sistema come ‘mostri’ per coprire ed insabbiare
chissà quale verità.
Mentre i Vigili
del Fuoco e la Polizia scavavano ancora tra le
macerie fumanti della stazione, in quel pomeriggio
di trent’anni fa, l’allora Ministro degli Interni
Francesco Cossiga, dichiarava frettolosamente alla
televisione che la strage era stata organizzata dai
‘fascisti’ dando avvio ad una caccia alle streghe
che ha portato all’esilio ed all’arresto di molti
innocenti, solo successivamente scagionati.
Per la giustizia
italiana, ancora oggi, i nomi degli organizzatori di
quella strage sono quelli di Valerio Fioravanti e
Francesca Mambro, mentre l’esecutore materiale
dell’attentato è Luigi Ciavardini. Noi, ancora
oggi, assieme a numerose altre persone, tra le quali
anche importanti cariche dello Stato e della società
civile, di destra come di sinistra, siamo sicuri che
Valerio, Francesca e Luigi sono innocenti.
Quel due agosto
del 1980 molti di noi non erano nati. Oggi siamo
noi, italiani protagonisti del nostro tempo, che
vogliamo verità e giustizia. Non ci accontentiamo
delle commemorazioni. Non crediamo alle lapidi. Non
ci accontentiamo di trincerarsi dietro agli ormai
trent’anni che sono passati.
Questa notte
abbiamo inscenato un’azione di ‘Flash Mob’ di fronte
al Tribunale di Firenze, simbolo della giustizia
nella nostra città, consegnando l’unico vero
colpevole che fino ad oggi è stato trovato da chi ha
indagato su questo infame capitolo della nostra
storia: un fantasma, condannato perchè colpevole di
comodo.
Trent’anni di
silenzio e di falsi colpevoli non cancellano la
volontà di giustizia del popolo italiano. Le 85
vittime di Bologna fino ad oggi sono state
strumentalizzate da una parte politica per la loro
propaganda, noi vogliamo che possano finalmente
riposare in pace di fronte alla condanna dei veri
responsabili di questa strage”.
LA STRAGE DI BOLOGNA NON E' FASCISTA!
Depistaggi,
menzogne, malati immaginari, servizi deviati,
colpevoli di comodo, vittime innocenti massacrate da
infami senza nome. Sono passati trent' anni e la più
grande strage della storia d'Italia resta senza
giustizia. Una questione da riaprire, subito!
Restate collegati.
CASAGGì FIRENZE: BLITZ CONTRO LA REGIONE TOSCANA!
Nelle ultime settimane la Regione
Toscana, per bocca dei suoi vertici, ha espresso
giubilo e stupore per il provvedimento che
introdurrà l’assistenza sanitaria gratuita agli
immigrati clandestini. I militanti di Casaggì
Firenze, in collaborazione con Azione Giovani –
Giovane Italia, hanno tappezzato le sedi fiorentine
della Regione Toscana di via Pico della Mirandola,
Piazza della Libertà, via Vittorio Emanuele II e via
di Novoli e del Servizio sanitario regionale di via
Alderotti con delle finte dichiarazioni di rigetto
della cittadinanza italiana. Nei fac-simili
appositamente creati il signor “Italo Tradito”
esprime la volontà di non essere più italiano
perché, in questa regione, “la cittadinanza è un
pessimo affare”. Il tutto è stato corredato da un
migliaio di volantini di rivendicazione, firmati dai
movimenti e recapitati direttamente nei palazzi di
lorsignori.
Sebbene l’assistenza sanitaria sia un
diritto civile e morale che non può essere negato a
nessun essere umano, non dobbiamo comunque farci
ingannare da una logica ipocrita e buonista che
tende a nascondere una deriva pericolosa: quella di
creare una società multirazzista, fondata su una
disparità di atteggiamenti che vanno a concedere,
con furbesca demagogia, diritti e priorità a tutti,
senza tener conto delle identità, delle esigenze e
delle specificità di nessuno.
Quella in atto è una strategia che
certa sinistra - appoggiata dai peggiori poteri
forti che puntano alla costruzione di manodopera a
basso costo da poter sfruttare per competere nel
libero mercato - porta avanti da tempo: gli alloggi
popolari regalati agli immigrati, i sussidi
giornalieri ai rom, le decine di migliaia di euro
spesi per servizi spacciati come “opere
d’integrazione” e mai utilizzati, la priorità
d’accesso agli asili nido per i non italiani, il
tentennamento sulla costruzione dei CIE. L’ennesimo
provvedimento farsa è andato in scena, senza che
nessuno si preoccupasse dei mille intoppi che
produrrà in un sistema sanitario, quello toscano,
già colpito da una gestione consociativa e da una
pesante carenza di strutture e di funzionalità.
Con questa azione abbiamo voluto
sottolineare che quello in atto è un modello sociale
di ispirazione progressista foriero di fratture
culturali e sociali, un modello di meltin pot
sfrenato, un grande calderone che rischia di
esplodere e di produrre fratture insanabili, ghetti
razziali, disparità e false promesse; una “terra di
nessuno” dove tutto è permesso, in barba alla linea
del governo nazionale. Quello in essere è un modello
sociale nel quale la cittadinanza italiana è un
optional che conviene non avere e nel quale i doveri
sono una cattiva abitudine di qualche nostalgico dei
bei tempi andati. Alla fine ci hanno convinti:
“siamo tutti clandestini!”. O, almeno, così
converrebbe per evitare i mutui bancari, le
emergenze abitative, la tassazione e il precariato.
Questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi una serie
di azioni agiteranno le notti fiorentine in attesa
dell’inaugurazione della nuova Casaggì. Il nostro
“centro sociale di destra”, punto di riferimento per
i tanti giovani fiorentini che si riconoscono nella
politica della destra sociale e identitaria, avrà a
breve una nuova sede, aperta a mille nuova attività.
ARRIVEDERCI, ITALIA!
ARRIVA L'AZIONE FUTURISTA!
LA GIOVANE ITALIA IN PIAZZA A PALERMO PER BORSELLINO
In tremila, fiaccole alla mano, hanno reso omaggio a
Paolo Borsellino in quel di Palermo. Ma fiaccolata,
organizzata annualmente da Azione Giovani - Giovane
Italia, è ormai un appuntamento nazionale al quale
si sottraggono in pochi. Sempre in prima linea,
perchè siamo ben lungi dall'essere la manovalanza
militante di qualche pseudo colluso con la mafia e
di qualche delinquente col diletto della politica,
come amano affermare gli imbecilli in malafede. Sia
chiaro a tutti...
E’ con enorme soddisfazione
che ringrazio tutti i miei colleghi in consiglio
comunale, di maggioranza e opposizione, per il voto
unanime espresso alla Risoluzione da me presentata,
in occasione del 18° Anniversario dell’assassinio
del giudice Borsellino e dei cinque agenti della sua
scorta, per chiedere un impegno del Comune di
Firenze e del Sindaco Renzi a sostenere iniziative
per togliere il diritto di voto ai mafiosi”. Così
Francesco Torselli, consigliere comunale del PDL e
dirigente nazionale della Giovane Italia. “Sono passati 18
anni - spiega Torselli - da quel 19 luglio 1992,
quando, due mesi dopo l’assassinio del giudice
Falcone, anche Paolo Borsellino trovò la morte a
causa di un’autobomba sistemata sotto la casa della
madre in Via d’Amelio a Palermo, ma il messaggio di
Paolo è oggi più che mai di attualità: lottare
contro tutte le mafie, non accettare le logiche
della paura e dell’omertà, non abbassare mai la
guardia e soprattutto non piegarsi al volere di chi
cerca di sostituire le proprie leggi alle leggi
dello stato”. “La Risoluzione che
ho presentato in aula - aggiunge il consigliere del
PDL - invita il Sindaco e promuovere il ricordo dei
giudici Falcone e Borsellino ed a condannare il vile
ed infame gesto di chi, tre giorni fa, ha deturpato
due statue in gesso raffiguranti i due giudici,
sistemate in Via della Libertà a Palermo”. “Ma la parte per me
più importante - spiega ancora Torselli - è quella
che impegna il Sindaco ad adoperarsi in tutte le
sedi possibili affinchè si rivedano le norme
legislative in termine di lotta alla mafia,
prevedendo l’esclusione a vita dal diritto di voto e
la perdita del godimento del diritto di elettorato
attivo e passivo per coloro che sono stati
condannati in via definitiva per reati di stampo
mafioso”. “Inoltre - aggiunge
ancora l’esponente del PDL a Palazzo Vecchio - si
chiede un impegno del Sindaco ad adoperarsi affinchè
vengano inserite nella legislazione antimafia
l’impossibilità per gli imputati accusati di mafia
di accedere a riti alternativi che prevedono
riduzioni di pena e l’impossibilità per i condannati
in via definitiva di accedere all’istituto della
riabilitazione”. “Credo che
l’approvazione unanime di questo atto - conclude
Torselli - sia stato un ottimo modo per ricordare
Paolo Borsellino e rendere omaggio al suo sacrificio
estremo, da autentico uomo di stato, da autentico
Figlio d’Italia”.
RICORDO DI PAOLO BORSELLINO E DEGLI ALTRI EROI
Come ogni anno
dal tragico giorno della sua morte, Azione Giovani
ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della sua
scorta barbaramente massacrati da infami mafiosi
senza scrupoli. E con lui ricorda le centinaia di
persone che hanno trovato la forza ed il coraggio di
denunciare il più corrotto dei sistemi, senza paura
e senza timore. Nel ricordarlo è doveroso far
presente a tutti che quando si tratta di lotta alla
mafia il colore politico va a farsi benedire, in
nome di una trasversalità di coscienze che passa da
Peppino Impastato e arriva ai tanti signori nessuno
che nel loro anonimato hanno la fierezza di non
piegarsi ai soprusi dei malavitosi. Quando si tratta
di lotta alla mafia occorre una certa inflessibilità
che porti ad una sana e necessaria disinfestazione:
nei partiti di ogni colore e di ogni parte, nelle
istituzioni di ogni grado e ordine, nei tribunali e
nei commissariati, nelle strade e nelle stanze dei
bottoni. Abbattiamoli!
FUORI LA MAFIA DALL'ITALIA.
SESTO SUMMER LOVIN' COCKTAIL: FESTA COMUNITARIA
NON FERMATE
IL SOGNO DI PAOLO CHE DIVENTA REALTA'!
di Francesco Torselli
Paolo di Nella è
morto il 9 Febbraio del 1983. Quando alcuni
assassini appartenenti alle formazioni politiche di
estrema sinistra lo colpirono da dietro, alla nuca,
causandogli quella emorragia che ne avrebbe
provocato la morte nel giro di una notte, Paolo
stava affiggendo dei manifesti. Paolo era un
militante del Fronte della Gioventù, ma quella sera
non stava affiggendo manifesti del suo movimento
politico. Paolo stava portando avanti un altro tipo
di battaglia. Nei volantini che Paolo ha affisso
fino a poche ore prima di morire si chiedeva il
recupero del parco di Villa Chigi, uno spazio da
destinare ad un uso sociale per gli abitanti del
quartiere, per i giovani. Perchè Paolo aveva un
sogno, oltre a quello rivoluzionario che lo spingeva
a militare nell’allora organizzazione giovanile del
Movimento Sociale Italiano, il sogno di vedere gli
spazi inutilizzati dei rioni e dei quartieri
riqualificati e trasformati in luoghi di
aggregazione, di utilità sociale, di solidarietà e
di incontro. Paolo sognava di destinare parte di
questi spazi ai giovani, alle loro attività, allo
sviluppo della loro innata creatività. Sognava di
vedere spazi destinati alla socializzazione,
all’incontro di diverse generazioni attorno a
progetti artistici, culturali, sociali e
metapolitici in genere.
Paolo di Nella,
quando è stato assassinato, sognava di veder nascere e
crescere a Roma, come nel resto d’Italia, tante Comunità
Giovanili. Paolo di Nella, quando è stato assassinato,
sperava che qualche municipio romano al massimo potesse
trasformare in realtà questo suo sogno. Perchè quando
Paolo di Nella è stato assassinato il Movimento Sociale
Italiano era ancora rinchiuso nel ghetto dettato dalla
logica dell’arco costituzionale. I “fascisti” erano
ancora lo spettro di quella società collusa e corrotta
che si reggeva sulla falsa dicotomia DC-PCI. Quando
Paolo di Nella è stato assassinato, mai e poi mai, si
sarebbe potuto immaginare che un giorno, il Presidente
Nazionale del movimento figlio del suo Fronte della
Gioventù, potesse sedere di fianco al Presidente del
Consiglio in qualità di Ministro della Repubblica.
Giorgia Meloni nel febbraio del 1983 aveva da poco
compiuto 6 anni. Non andava ancora in prima elementare.
Oggi, da Ministro della Gioventù e da Presidente
Nazionale della Giovane Italia ha redatto un testo di
legge che ha come argomento proprio le Comunità
Giovanili. Quello che per Paolo era un sogno, da
estendere al massimo a qualche piccola zona di Roma,
oggi sta diventando una legge dello stato. E non ce ne
voglia Giorgia, ma questa legge non la possiamo
considerare “la legge di Giorgia Meloni”, questa legge è
“la nostra” legge. La legge di tutti quei ragazzi e
quelle ragazze che hanno raccolto il testimone caduto
accidentalmente di mano a Paolo di Nella quella infame
sera di febbraio del 1983. E‘ la legge di tutti noi,
ragazzi e ragazze, che siamo stati cresciuti da chi, con
Paolo, aveva condiviso sogni e speranze di un’Italia
nuova e migliore. La legge di noi che abbiamo pianto
durante la veglia di fronte a quel muro. La legge di noi
che abbiamo affisso centinaia e centinaia di manifesti
con quella frase “Paolo Vive” che non è mai stato e mai
sarà uno slogan.
“Paolo Vive” significa questo. Significa consegnare al
paese una legge che incarna quello che era il suo sogno.
Significa aver trasformato in realtà una delle
principali battaglie storiche della destra giovanile
italiana. Significa aver portato quello stramaledetto
anello senza indossarlo, sull’orlo della bocca fumante
del Monte Fato. E chiunque abbia vissuto i suoi anni più
belli tra le mura di una sezione del nostro movimento,
tra l’odore di colla e di inchiostro, cara Giorgia, oggi
non può che ringraziarti.
Purtroppo però, come in tutte le favole più belle, gli
ostacoli e gli imprevisti non finiscono mai. E perfino
quello che era il quotidiano di Alleanza Nazionale, quel
“Secolo d’Italia” che ogni anno (almeno fino a
quest’anno, forse dal prossimo preferirà dedicare quelle
pagine al ricordo, che so, di Erich Honecker...) dedica
un ricordo anche a Paolo di Nella, adesso che la legge
sognata da almeno tre generazioni di militanti della
destra giovanili sta per passare al vaglio di Camera e
Senato, ospita un articolo dell’On. Benedetto della
Vedova, ex-parlamentare europeo della Lista Bonino (ed
anche autorevole ex-deputato al Parlamento della Padania,
la folkloristica carnevalata leghista di Mantova),
Presidente dei Radicali Italiani (il partito di Marco
Pannella) dal 2001 al 2003, noto al Parlamento Italiano
per la sua proposta di legge sul riconoscimento dei
figli nati da incesti.
E l’On. della Vedova, scopertosi recentemente finiano e
quindi divenuto colonna portante di quell’importantissima
creatura politica che è Generazione Italia, spara a zero
sul testo della legge sulle Comunità Giovanili,
auspicando che Camera e Senato respingano il testo del
Ministro Meloni, facendo anche intuire che forse non
mancheranno i voti contrari di qualche “franco
tiratore”.
Ma nel 1983, ovvero quando Paolo di Nella sognava le
Comunità Giovanili e, mentre affiggeva un volantino per
chiedere al quartiere la riqualificazione del parco di
Villa Chigi a Roma, veniva sprangato vigliaccamente da
alcuni infami extraparlamentari di sinistra, l’oggi On.
della Vedova, colui che predica la bocciatura della
legge Meloni, dov’era? Nel 1983 Benedetto della Vedova
aveva 21 anni, ma della sua attività politica non v’è
traccia. La sua altalenante carriera inizia nel 1994
quando diventa tesoriere dei nascenti “Club Pannella”. E
quali erano le idee che questi “Club Pannella” portavano
avanti? Per loro stessa ammissione le stesse del Partito
Radicale da cui provengono e, per la precisione:
“rafforzare le lotte liberali, liberiste e libertarie
per avviare la riforma americana delle istituzioni, la
"rivoluzione liberale" e costruire gli Stati Uniti
d'Europa”. E poi l’essere “favorevoli al riconoscimento
dei diritti civili di coppie conviventi, comprese coppie
omosessuali, attraverso l'istituzione di accordi tipo
Pacs. L’essere favorevoli “al matrimonio civile tra
persone dello stesso sesso (matrimonio gay) e al
divorzio breve”. Senza dimenticare la loro favorevolezza
al “al diritto di voto agli immigrati regolari e alla
cittadinanza in breve tempo”. Sui temi etici poi, come
dimenticare il loro supporto alla “assistenza sanitaria
universale (cioè garantita a tutti i residenti) con
libertà di scelta tra il servizio sanitario e
un'assicurazione (privata, pubblica, professionale) che
garantisca il rispetto dei livelli minimi di
assistenza”. Il loro essere favorevoli “all’uso di
cellule staminali per ricerca/terapia, testamento
biologico, diritto all'eutanasia, diritto all'aborto,
accesso ai contraccettivi, leggi permissive nel campo
della fecondazione in vitro”. Senza dimenticare il loro
essere “favorevoli alla legalizzazione delle droghe
leggere” e le loro politiche per “l'arginazione della
diffusione delle droghe pesanti, attraverso le politiche
di riduzione del danno, quali ad esempio la
somministrazione controllata di eroina in apposite
strutture per i tossicodipendenti che rinunciano a
curarsi e la distribuzione gratuita di siringhe monouso.
Tali strutture (narcosale) sarebbero gestite da
personale medico e paramedico”.
La prima domanda che
ci viene in mente è che tipo di lezione dovremmo
accettare da un signore che, fino al 2005, ha
ricoperto ruoli di primaria importanza in un partito
che porta avanti questo genere di battaglie, ma
subito dopo ce ne sorge in testa un’altra, alla
quale è assai più difficile dare una risposta:
perchè la bocciatura che questo signore si permette
di dare alla legge sognata e voluta da decenni da
tutta la destra giovanile italiana arriva proprio
dalle colonne di quello che fu il quotidiano del
Movimento Sociale, prima, e di Alleanza Nazionale
poi? Perchè “Il Secolo d’Italia” spara contro una
battaglia storica della destra giovanile dando voce
all’ex-segretario nazionale dei Radicali Italiani?
Perchè se Benedetto
della Vedova, in quel lontano febbraio del 1983,
mentre Paolo di Nella veniva ammazzato a Roma, se ne
stava tranquillamente a Milano a fare lo studente
della Bocconi, chi oggi rappresenta il politico di
riferimento de “Il Secolo d’Italia”, ovvero il
Presidente della Camera dei Deputati, in quel
maledetto inverno del 1983 ricopriva l’incarico di
Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù,
l’organizzazione dove militava proprio Paolo di
Nella, e, proprio mentre Paolo ci lasciava, egli
stava per essere eletto per la prima volta alla
Camera dei Deputati con le liste del Movimento
Sociale Italiano. Molti oggi direbbero che “tanta
acqua è ormai scorsa sotto i ponti”... Non noi. Per
noi vedere Giorgia presentare in Parlamento quella
legge significa tornare tutti, anche chi come chi
scrive all’epoca era in prima elementare, al 1983...
Con Paolo, a guardare il cielo, contare le stelle e
lanciare a loro la nostra grande sfida! Così come ci
è sempre stato insegnato...
Cara Giorgia, quando
schiaccerai quel tasto, per votare quella legge,
soffermati un attimo a riflettere, e pensa che con te ci
sono migliaia e migliaia di altre mani... A niente
allora serviranno i tentativi di coloro ai quali, ormai
su tutto “bastian-contrario”, non resta che sperare nel
fallimento delle idee altrui, perchè delle proprie non
c’è più traccia da tempo...
VOGLIA DI CAMMINARE, VOGLIA DI LOTTARE!
Ti senti solo su questa
strada e pensi al sogno che avevi un tempo e tanto
peso, tanto dolore tra il bianco e nero di una
stagione.
Ti senti solo su questa strada, ti hanno cacciato,
ti hanno tradito, ti hanno ingiuriato, calpestato e
dato in pasto all'assassino.
Ti senti solo su questa strada, piove ed è buio
tutto intorno
e non c'è notte senza mattino perchè combattere è un
destino.
Ti senti solo su questa strada ma il grande sogno è
ogni momento e con silenzio, con decisione difendi
la tua postazione.
Ti senti solo su questa strada e poi di botto un
gran rumore che strappa al sogno il suo torpore e il
bianco e nero torna colore.
Ci sono tante persone intorno e tutte con lo stesso
sogno, la stessa voglia di camminare, la stessa
voglia di lottare
Adesso.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su
questa strada e questo peso, questo dolore è solo il
tuo Disperato Amore.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su
questa strada e brucia il peso, brucia il dolore di
questo tuo Disperato Amore.
Ti senti solo su questa strada ma non sei solo su
questa strada e non c'è peso, non c'è dolore, Figli
di un Disperato Amore.
ZETAZEROALFA
"OSSERVA DELL'ALBA IL PRIMO BAGLIOR"...
Con le vesti di oggi copri la tua armatura, di questa
notte non avere paura. Accendi dei fuochi nelle foreste
più buie, lungo le valli, tra nebbie e pianure, accendi
dei fuochi in mezzo alla neve, sulle cime più alte, tra
le rocce più scure, (...) accendi dei fuochi sulla
sabbia del mare, le dolcissime sere tra la polvere e il
mare. Accendi dei fuochi ovunque tu sia quando sulla tua
terra è la notte più buia insegui la pace, ma non temere
la guerra e germoglierà il seme sulla tua terra. (...)
accendi dei fuochi nella tua
mente nessuno è a te uguale tutto ti è differente.
Accendi dei fuochi e rimani a vegliare e sarà nuova luce
e potrai respirare...”
Zetapiemme
IL SOLSTIZIO:
Una trattazione a parte merita senza
dubbio il tema del “solstizio”. Questo giorno, o per
meglio dire questi giorni (21 dicembre, Solstizio
d’Inverno; 21 giugno, Solstizio d’Estate), hanno sempre
rappresentato per il Fronte della Gioventù, e
rappresentano per Azione Giovani e Casaggì, due momenti
di particolare importanza.
L’abitudine di festeggiare i solstizi è,
a dir poco, antica quanto l’Europa; fin dai tempi più
remoti infatti, il 21 di dicembre ed il 21 di giugno
hanno rappresentato per gli uomini due momenti di
altissimo coinvolgimento spirituale e di profonda
devozione. Per i nostri avi, il Solstizio d’Inverno era
sinonimo del periodo più duro dell’anno: le giornate
erano fredde e corte, il lavoro nei campi era più che
mai duro e faticoso.
Le divinità solari sembravano avere
abbandonato gli uomini, mentre quelle oscure, che
governano le tenebre, erano quanto mai presenti. La
notte fra il 21 ed il 22 dicembre (la notte del
Solstizio d’Inverno) è la più lunga dell’anno: il sole
sembra non trovare la forza per tornare a splendere e a
riscaldare la Terra e per questo, fin dall’antichità più
remota, gli uomini erano soliti vegliare l’intera notte,
accendendo fuochi e pregando affinchè il sole trovasse
nuovamente la forza per sconfiggere le tenebre.
Il Solstizio d’Estate rappresenta
l’esatto contrario: le giornate sono più lunghe e calde
ed anche per i nostri avi la vita era più facile,
addolcita dai frutti che la terra dava loro come
retribuzione per il sudore e la fatica spesi nel corso
della stagione fredda. La notte del Solstizio d’Estate
(tra il 21 ed il 22 di giugno) era, presso le antiche
comunità, notte di festa, di baldoria e di saluto
festoso al sole al quale si levava il ringraziamento per
aver illuminato e riscaldato la terra fino ad allora.
Per il Fronte della Gioventù, ed oggi per
Azione Giovani e Casaggì, ovviamente il significato del
solstizio non è più quello che questo assumeva presso i
nostri avi, primi abitanti del vecchio continente, ma ha
una valenza profondamente differente.
Il solstizio è vissuto dalla Comunità
come momento di massimo coinvolgimento spirituale, come
attimo di riscoperta di tutto quanto c’è attorno a noi
di non materiale. Nel giorno del solstizio occorre
dimenticare tutto quanto fa parte della nostra esistenza
moderna e materiale: cellulare, televisione, internet,
scuola, università, lavoro, ... e pensare solo a
ricreare il legame (inscindibile, ma
troppo spesso ignorato) fra noi, i nostri avi, le nostre
radici, le nostre tradizioni, la nostra parte non
materiale.
Il solstizio è il momento in cui la
Comunità si ritrova e riscopre quel legame spirituale
che la rende entità unica. Nel giorno del solstizio
ognuno dimentica il proprio ruolo che quotidianamente
riveste nella società, ma dimentica anche la propria
dimensione politica; al solstizio non si ritrovano nè un
gruppo di amici, nè un movimento politico, ma una
fratellanza di uomini intenzionati a non dimenticare di
essere tali.
Tutti i giorni infatti siamo abituati ad
essere qualcosa di diverso dall’essere “uomini”: siamo
studenti o lavoratori durante il giorno, figli o
fratelli a casa, amici in compagnia, telespettatori
davanti alla TV, clienti nei negozi e nei supermercati,
giovani in società, militanti quando ci ritroviamo nella
sede di Azione Giovani; ma colui che ambisce ad essere
un “uomo nuovo differenziato” deve anche trovare il
tempo, di tanto in tanto, di ricordare a sè stesso che
prima di tutto questo egli è un “uomo”. La festività del
solstizio carica di tutto il suo alone al tempo stesso
mistico, spirituale e
fantastico incarna alla perfezione il momento in cui,
con piacere, ci distacchiamo dalla quotidianità per
immergersi in una giornata dedicata unicamente alla
conoscenza di noi stessi.
AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA EMPOLI:
PROGETTO
D'ESTATE PER LA CITTA'!
Empoli è la città più grande della Provincia di Firenze.
Il suo “circondario” è di per sé una sorta di “provincia
nella provincia”, una realtà numerosa, importante, che
vive in una sorta di semi-autonomia rispetto a Firenze.
Il circondario Empolese ha una sua peculiarità, ha
strutture che la rendono quasi nella totalità
autosufficiente (scuole, ospedale, istituzioni) dal suo
centro provinciale; ma ciò nonostante non riesce a
rappresentare, per i giovani, un polo aggregativo
alternativo alle più grandi città che si sviluppano a
pochi chilometri di distanza da essa. Firenze da una
parte e Pisa dall’altra continuano a rappresentare i
veri catalizzatori dell’attenzione giovanile, le uniche
realtà in grado di offrire quell’intrattenimento e quel
divertimento che le fasce più giovani della società
vanno naturalmente ricercando e che, purtroppo, non
riescono a trovare in Empoli e nel suo circondario. Con
l’arrivo dell’estate poi, la città si svuota. La
vicinanza di Pisa e della sua riviera si fa sentire in
maniera preponderante, così come Firenze, nonostante le
poche iniziative organizzate dalla sua amministrazione
comunale per mantenere una certa “movida” nelle notti
più calde dell’anno, continua ad esercitare
un’attrattiva per i giovani che Empoli non riesce
proprio a fronteggiare.
Ma l’amministrazione locale, assieme allo strumento del
circondario, tentano perlomeno di avviare una sorta di
competizione con le realtà fiorentina e pisana? In
controtendenza con ciò che avviene in moltissime altre
città italiane, laddove, soprattutto in estate, i poli
di aggregazione ludici e culturali, si spostano dai
caldi ed inflazionati durante il resto dell’anno centri
metropolitani, verso l’hinterland, nella nostra realtà
Empoli sembra geneticamente incapace di competere con
Firenze e Pisa. Da giovani empolesi, innamorati della
propria terra e della propria identità locale, soffriamo
questo ruolo di eterno subordinamento alle grandi città
che sorgono a pochi chilometri da qui e ci sentiamo di
muovere una critica specifica ad un’amministrazione
locale immobile passivamente supina in quel rapporto di
gerarchica sottomissione con le province sopra citate.
L’amministrazione empolese non si è mai resa
protagonista dell’organizzazione di eventi ludici,
sociali e ricreativi, finalizzati a far vivere anche
d’estate la nostra città. E tutto il circondario resta
immobile, statico, passivo, di fronte all’arrivo della
stagione calda, senza riuscire a mettere in atto alcun
tipo di iniziativa volta al coinvolgimento dei giovani
sul proprio territorio di residenza.
E
nell’intero circondario non si vedono quasi mai eventi
pubblici, iniziative ludico culturali, finalizzate al
coinvolgimento dei giovani ed alla valorizzazione di
quei talenti e di quelle capacità che invece spesso i
giovani hanno, ma che, purtroppo, nella nostra ingessata
società, stentano ad esprimere.
Se si esclude l’esperienza della “Marea” di Fucecchio,
ritrovo purtroppo di una gioventù che si auto ghettizza
in un modo di vivere e di divertirsi che non tutti, per
fortuna condividono, e quella del Centro Sociale “Intifada”,
anch’essa legata ad un preciso ambito politico e
rivolta, quasi in via esclusiva, ad una ben delineata
tipologia di giovani dai quali, noi, ma non solo noi, ci
sentiamo distanti anni luce. Ma nel nostro DNA non
esiste la critica finalizzata a sé stessa. Noi non siamo
abituati a trincerarsi dietro il “tutto va male”, “tutto
non va”. E se siamo ben convinti e motivati nel
criticare una situazione che non ci piace e che ci
delude, in quanto figli di questa terra e di questo
territorio, al tempo stesso vogliamo essere propositivi,
presentando una serie di iniziative che, ormai
impossibili temporalmente da proporre quest’anno, ci
auguriamo possano servire da piattaforma sulla quale
sviluppare una futura proposta di governo della città.
Abbiamo deciso di intitolare il progetto “Empoli Viva
l’Estate, Empoli Viva d’Estate” per ribadire il concetto
che per la nostra città non vorremo che l’arrivo
dell’estate rappresenti lo svuotamento ed il
trasferimento dei giovani in altri lidi, ma sia invece
occasione di rilancio e di valorizzazione. Dunque Empoli
viva d’Estate, Empoli protagonista dell’Estate. Il tutto
da realizzare attraverso semplici progetti che possano
al tempo stesso rappresentare un momento di svago e di
creatività per i giovani, ma anche un’interessante
opportunità lavorativa stagionale per chi decide di
rimanere in città e di servire, col proprio lavoro, lo
sviluppo e la valorizzazione del proprio territorio.
1) EVENTO “NO DOPE” NEL PARCO DI SERRAVALLE
Nel più importante parco cittadino
potrebbe essere realizzata una tre giorni di musica
elettronica, musica dance e musica rock realizzata
coinvolgendo i più importanti musicisti della zona che
lavorano, durante la stagione invernale, nei locali più
in voga della Toscana e che richiamano, solo con il
proprio nome, centinaia e centinaia di giovani. Spesso e
volentieri le serate nei locali notturni, i concerti dal
vivo e le notti in discoteca sono però sinonimo di
incidenti, “stragi del sabato sera”, utilizzo di
sostanze stupefacenti ed abuso di alcool. La tre giorni
che abbiamo in mente invece dovrebbe svilupparsi
all’insegna del “No Dope”, ovvero della lotta alla
cultura dello sballo. Gli stessi “grandi nomi” di
richiamo per le serate nei locali e nelle discoteche più
alla moda e più in voga tra i giovani che, per
un’iniziativa dal forte impatto sociale, si mettono a
disposizione come testimonial della lotta allo sballo,
all’utilizzo delle droghe, all’utilizzo consapevole
dell’alcool. Il tutto da realizzare con la sovvenzione
di enti e istituzioni locali e offerto con ingresso
libero ai giovani.
2) IL CENTRO DELL’ARTE
Altra iniziativa di notevole carattere culturale
potrebbe essere quella di concedere per tutto il periodo
estivo, in uso gratuito, il Convento degli Agostiniani,
di proprietà comunale, a giovani artisti del circondario
affinché lavorino alla realizzazione e alla
valorizzazione di alcune opere artistiche, ciascuno
attraverso l’utilizzo della tecnica preferita, da
esporre poi per le vie del centro cittadino, vero
simbolo della città che si svuota e “muore” nei mesi più
caldi dell’anno.Queste
opere potrebbero avere anche un tema comune, da
scegliere tra la valorizzazione del territorio, la
riscoperta della storia e della cultura locale, grandi
temi di attualità collegati alla gioventù o, perché no,
da dedicare a qualche particolare ed importante tema a
carattere sociale (prevenzione dalla droga,
disoccupazione, mortalità giovanile sul lavoro,
immigrazione…).
3) VIVERE LA PIAZZA
Le piazze più importanti della città, e pensiamo a
Piazza della Vittoria e Piazza dei Leoni, potrebbero
essere trasformate, d’estate in luoghi di
socializzazione ed incontro tra i giovani del
circondario. Spazi adibiti a pub, bar, piccolo ristoro,
oltre a spazi di esibizione artistica, potrebbero
contribuire a riportare la gioventù a vivere la piazza,
simbolo da sempre della vita pubblica sul territorio. Il
tutto ovviamente offrendo prezzi accessibili e popolari
per i giovani ed al tempo stesso quelle opportunità di
lavoro stagionale di cui parlavamo in precedenza. Da
queste semplici proposte di massima ci auguriamo possa,
nell’immediato futuro, nascere un dibattito in sede
istituzionale, finalizzato alla riscoperta del
territorio in chiave giovanile.
Troppo spesso infatti, quando si parla di giovani e di
iniziative rivolte ad essi, si pensa alle problematiche
legate alla gioventù e mai alla valorizzazione o
all’offerta di opportunità lavorative, di crescita
culturale o di socializzazione. Noi crediamo fermamente
e convintamente in una città a misura di giovane. In una
città viva, capace di essere polo aggregativo non solo
per chi vi abita, ma anche, a differenza di ciò che
accade oggi, di chi vive nelle realtà vicine. Una città
che sappia offrire un prodotto autenticamente valido per
i nostri giovani, uno stimolo al divertimento sano, allo
sviluppo della creatività ed alla socializzazione reale,
quella che esce da “Facebook” e torna nelle strade e
nelle piazze della nostra città. Una città che
finalmente offra qualcosa di decisamente più stimolante
di una festa di partito lunga un mese, animata da
Veltroni, Francheschini, Bersani e la Bindi… Loro si,
autentiche icone dell’anti-gioventù!".
CALCIO STORICO: UNA TRADIZIONE DA SALVARE!
Proviamo ad immaginare cosa succederebbe a Siena se
venisse cancellato il Palio. Firenze sta subendo
esattamente questo. Forse il nostro Calcio in Costume
non sarà partecipato come il Palio dai Senesi, ma è pur
sempre la nostra tradizione e l'incuranza delle ultime
amministrazioni comunali sta scrivendo la parola "fine"
su questo gioco tutto fiorentino.
E' vero, esistono dei problemi e senza un percorso
comune tra Palazzo Vecchio, Questura e Colori il Calcio
Storico è destinato a chiudere. Ma davvero il Comune
vuole intraprendere questo percorso? Matteo Renzi è
stato eletto sindaco un anno fa, ma il Presidente del
Calcio Storico è stato nominato solo a marzo di
quest'anno, quando forse il tempo per arrivare ad un
accordo sul regolamento non c'era già più.
I calcianti sono accusati di essere intransigenti e di
ricattate l'amministrazione non accettando alcuna
proposta di accordo. Ma tra Comune e Questura, accusare
i calcianti non è forse la via più facile per
giustificare il mancato accordo?
In realtà quello che dicono i calcianti è semplice: noi
andiamo in campo per una rievocazione storica e per far
divertire fiorentini e turisti praticando un gioco che,
da sempre, ottempera anche qualche schiaffone, perchè
dovremmo rischiare di prenderci delle denunce per un
gioco? Denunce che si proiettano poi nella vita di tutti
i giorni? Denunce che portano a spese e processi?
Denunce che impediscono di lavorare?
Occorre un regolamento che tuteli anche questo aspetto.
Nessuno vuole Piazza Santa Croce trasformata in un Far
West, questo è quello che dicono coloro che hanno
interesse a giustificare la cancellazione del Calcio
Storico.
I calcianti non sono nè animali, nè delinquenti. Sono
persone che, al pari di molti di noi, amano questo gioco
e questa tradizione, ma che, proprio perché sono ragazzi
normalissimi, per un gioco non hanno intenzione di
rovinarsi la vita.
Quando capiremo questo, forse riavremo il vero Calcio
Storico. Viva Fiorenza!
CASAGGì FIRENZE E AZIONE GIOVANI - GIOVANE ITALIA:
"CHIUDERE I LUOGHI DI SPACCIO ED ILLEGALITA' E
PROMUOVERE LE COMUNITA' GIOVANILI. ADESSO".
“Rileviamo con enorme dolore il
fallimento dell’ennesimo tentativo dell’amministrazione
di centrosinistra di creare a Firenze spazi giovanili
finalizzati al divertimento ed alla socializzazione.
L’Estate Fiorentina offre da sempre pochissime
opportunità ai ragazzi ed alle ragazze che restano in
città durante i mesi più caldi, ma non è promuovendo
spazi di illegalità, di spaccio e di abuso di alcool,
come l’Anfiteatro delle Cascine, che si risolve il
problema. Purtroppo la sinistra da sempre è sorda alle
proposte di realizzazione di Comunità Giovanili
autenticamente finalizzate alla promozione sociale,
all’aggregazione, al divertimento ed anche alla
valorizzazione artistica dei giovani”. Così Francesco
Torselli, consigliere comunale del PDL e Dirigente
Nazionale della Giovane Italia e Marco Scatarzi,
responsabile provinciale di Azione Giovani e Casaggì, il
centro sociale di destra vicino alle posizioni del PDL.
“I giovani che chiedono spazi ed attenzioni – spiegano i
due dirigenti giovanili del PDL – devono essere
ascoltati, ma non è incentivando luoghi di illegalità
diffusa e di sballo facile che si danno delle risposte”.
“A Firenze non esistono luoghi dove si propone il
divertimento e l’aggregazione giovanile – proseguono
Torselli e Scatarzi – su basi sane e soprattutto legali.
Noi immaginiamo luoghi non controllati da Polizia e
Guardia di Finanza dove si crea socializzazione, dove ci
si può divertire ed al tempo stesso promuovere varie
forme artistiche portate avanti da giovani: mostre di
pittura, istallazioni e musica dal vivo. Luoghi dove
l’alcool è consumato in maniera consapevole e dove le
droghe sono messe al bando. Esiste pure una proposta di
Legge del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni che va
in questa direzione, ma a Firenze, evidentemente, si
preferiscono luoghi come l’anfiteatro delle cascine”.
“Purtroppo – concludono il consigliere comunale del PDL
ed il responsabile di Azione Giovani e Casaggì – questa
nostra visione a Firenze è destinata a rimanere utopia,
mentre sui giornali si continuano a leggere storie
sconcertanti come quelle accadute la notte scorsa al
Parco delle Cascine, laddove un 40enne sotto l’effetto
di alcool e droga, per un errore di guida, ha spezzato
la vita di un ragazzo di soli 17 anni”.
CASAGGì TRASLOCA. IN ARRIVO UNA SEDE PIU' GRANDE
PER MILLE NUOVE ATTIVITA'. AVANTI TUTTA!
Casaggì trasloca e si
trasferisce. Dopo 15 anni di locazione nell’ormai
storica sede di via Maruffi, l’ultimo dei quali portato
avanti tra abusivismo e sfratto, il nostro “centro
sociale di destra” coglie l’occasione per rinnovarsi ed
aprire uno spazio nuovo, più grande e più adeguato ad
ospitare le attività culturali, politiche, ludiche e
meta-politiche che abbiamo in cantiere.
L’obiettivo è quello
di raddoppiare letteralmente gli spazi, passando da una
sede ormai fatiscente ad un luogo che possa diventare
realmente il punto d’incontro di quelle avanguardie
giovanili che abbiamo la voglia di rappresentare. Un
luogo nel quale sia possibile svolgere regolarmente e
senza sotterfugi le attività di bar e di birreria, di
cinema e di organizzazione di feste ed eventi, di
concerti live e conferenze, di riunioni e mobilitazioni,
di libreria e vendita di materiale non conforme, di
laboratorio pittorico e galleria artistica, di palestra
per sport e autodifesa, di biblioteca e punto web, di
officina informatica e sportello sociale di aiuto al
cittadino, di segreteria politica e ufficio di
consulenza gratuito e partecipato, di volontariato e di
vita militante.
Le Comunità sono tali
in virtù del legame che esiste tra le persone che le
compongono. E’ evidente che quel legame va aldilà di
quattro mura e sebbene sia “emotivamente” difficile
lasciare le stanze nelle quali siamo cresciuti, è
assolutamente fantastico provare il brivido di una nuova
avventura fatta di nuovi progetti e di nuove ambizioni.
Serviva quel salto di qualità che da tempo sognavamo e
che in tutti questi anni era sempre rimasto indefinito:
adesso siamo pronti.
Tra pochi giorni, una
volta concluso il trasloco, inizieremo i lavori nella
nuova Casaggì, che pensiamo possa essere pronta alla
grande inaugurazione per il mese di settembre. Ogni
aiuto, ogni consulenza ed ogni sostegno saranno graditi,
per costruire assieme un sogno che da tempo avevamo nel
cassetto. Terremo tutti aggiornati delle quotidiane
evoluzioni tra la calce, i mattoni e la voglia di
lottare…
L’indirizzo della
nuova sede sarà comunicato appena inizieranno i lavori
di ristrutturazione nei nuovi locali. Fino alla
comunicazione della nuova locazione, siamo reperibili in
via Maruffi.
Avanti e più avanti
ancora. CASAGGì PER MILLE ANNI!
DISSOCIARSI PER SCELTA, SOLIDARIZZARE PER COSCIENZA
Il giornalismo deve essere libertà, informazione e
correttezza. Quando il giornalismo diventa
faziosità, pregiudizio e sentenza, perde ogni senso
e si trasforma in provocazione. Non ci sono
appartenenze, idee o simpatie che possano
giustificare simili giudizi. Come militanti della
destra identitaria, sociale e giovanile ci
dissociamo da chi, in questi giorni, ha pronunciato
simili parole. Ce ne freghiamo di chi sia e di come
la pensi, di quale tessera partitica abbia in tasca
e di quale partito voti, di quale parrocchia sia e
quali obiettivi abbia. La via della pace in Terra
Santa ed il sacrosanto diritto del popolo
palestinese ad una patria libera e sovrana ci fanno
pensare, ancora una volta, a quanto sia poco
produttivo il metodo dei "due pesi e due misure".
Non servono "due pesi e due misure", ma "due popoli
e due Stati".
CASAGGì FIRENZE - AZIONE GIOVANI FIRENZE - AZIONE
STUDENTESCA FIRENZE
AZIONE
GIOVANI E CASAGGì IN SOLIDARIETA'
AGLI OPERATORI DI PACE UCCISI IN PALESTINA
Siamo sconcertati di fronte alla lettura
delle agenzie che riportano quanto accaduto in queste
ore in Palestina, laddove l'esercito israeliano ha
aperto il fuoco su alcuni operatori di pace di una ONG
turca intenzionata a forzare il blocco navale attorno
alla striscia di Gaza per consegnare generi di primaria
necessità alla popolazione palestinese.
Riteniamo questo fatto gravissimo,
soprattutto alla luce di quel massacro che raccontano le
cifre che in questi momenti rimbalzano dal medio oriente
e ci sentiamo idealmente vicini e solidali a quei
militanti che, sfidando un provvedimento unilaterale che
nei fatti isola la striscia di Gaza dal resto del mondo,
si sono trovati sotto il fuoco dei militari israeliani.
Nel ribadire la nostra posizione sul terribile conflitto
israelo-palestinese, che è quella di garantire ai due
popoli due stati indipendenti e rispettosi delle
reciproche sovranità, condanniamo fermamente il
comportamento odierno di Israele che, sparando su dei
civili intenzionati a consegnare dei farmaci, ha
compiuto un atto di inaudita ed inaccettabile violenza
che rischia di compromettere tutti i piccoli passi
compiuti nella direzione della pace".
RU486: LICENZA DI UCCIDERE
CAMPAGNA CONTRO LA PILLOLA ABORTIVA
Firenze è una delle città che difende la pillola
abortiva RU486 a spada tratta. Noi non intendiamo farne
una battaglia politica, né una diatriba di ordine
religioso. Questa per noi, è una questione di
principio. In un modello sociale che tende alla
de-responsabilizzazione della persona e alla riduzione
di tutto il vissuto in merce, vorremmo che almeno la
vita restasse fuori da queste logiche. Per noi la vita
inizia col suo concepimento e non possono esserci dei
confini e dei paletti, perché parliamo di un processo di
evoluzione che, passo dopo passo, porta al feto.
L’aborto è di per sé una rinuncia alla vita e al futuro;
è una scelta che non valorizza affatto la donna, ma la
relega alla funzione di un “sacco da riempire a
piacimento”; è una strada che mortifica anche l’uomo,
riducendolo ad un mero prestatore di opera sessuale
senza diritto di paternità. Se già l’aborto nelle sue
forme più complesse è di per sé una non assunzione delle
proprie responsabilità, la pillola è addirittura uno
schiaffo alla dignità umana. Quello che si vuole imporre
è un concetto ben più pericoloso: l’aborto come rimedio
immediato e a portata di mano, accessibile e fai da te,
libero e indolore. L’aborto a domicilio, mal regolato e
ben oltre i paletti fissati dalla legge 194 che regola
la materia. Se oggi è previsto il ricovero, c’è già chi
pensa di poterla dispensare come fosse un’aspirina e,
nei “liberissimi” Stati Uniti la si sta già testando
come contraccettivo, gioendo della sua assenza di
controindicazioni in caso di assunzione regolare. La
RU486 può essere assunta fino a 50 giorni dal
concepimento e agisce attraverso il principio attivo del
mifepristone: un vero e proprio “pesticida umano” che
uccide il feto e costringe la “madre” a tenerne il
cadavere in grembo fino a 15 giorni, prima di
espellerlo. Una pratica abietta che annienta una
creature indifesa, innocente e incapace di scegliere; a
differenza di chi, con mille metodi contraccettivi a
disposizione, si è comunque ritrovato in una maternità
indesiderata. Dal 1978 ad oggi, in Italia, sono stati
praticati oltre 5 MILIONI di aborti: una intera
generazione spazzata via dalla paura. E da adesso sarà
sempre peggio. Difendi la vita, sempre.
SCALDASEGGIOLE E POLITICANTI, NON CI AVRETE MAI!
CRONACA DELLE ULTIME BATTAGLIE ISTITUZIONALI...
E' passato quasi un anno dal giorno in cui la nostra
Comunità ha eletto a suon di PREFERENZE Francesco
Torselli al consiglio comunale di Firenze. Da allora
sono state centinaia le battaglie, le proposte, le
critiche e le iniziative portate a termine dal nostro
consigliere. Quello che abbiamo messo in piedi è un
progetto vincente: che piace ai giovani e raccoglie
consensi, che si radica attraverso la metapolitica e le
attività parallele, che sa uscire nelle istituzioni e
difende gli interessi di tanta gente semplice, fiera di
essere rappresentata da noialtri e felice di avere
qualcuno che fa opposizione per davvero, senza limitarsi
a incendiare le sedi altrui e fare irruzioni negli
organi eletti democraticamente dagli studenti. Negli
ultimi giorni sono state portate all'attenzione di tutta
la cittadinanza molte questioni di grande importanza,
alcune delle quali non hanno mancato di sollevare quel
polverone di indignazione e di rabbia che serve a questa
città per uscire da un torpore soporifero che la tiene
in ostaggio da decenni.
Riportiamo un comunicato di Torselli, purtroppo
realistico e già suffragato da una quantità evidente di
prove che portano a galla - semmai ce ne fosse bisogno -
i malfunzionamenti di un sistema di potere locale basato
sul clientelismo, il magna magna e "lui è l'amico
dell'amico dell'amico e quindi deve lavorare e fare come
vuole". Quella che segue è la triste cronaca di uno
spreco di denaro pubblico dei peggiori mai avvenuti...
“Due
milioni e quattrocentomila euro di apparecchiature
acquistate per promuovere il servizio di Teleassistenza
agli anziani, giacciono ancora imballati, ed in buona
parte non funzionanti, nei magazzini di Montedomini.
Uno spreco vergognoso del quale pretendiamo di avere al
più presto una spiegazione”. Questo è quanto dichiarato
stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal
consigliere comunale del PdL Francesco Torselli.
“Il servizio di Teleassistenza per gli anziani – ha
spiegato Torselli – nasce a Firenze, in via sperimentale
nel 1992, gestito interamente dal Comune di Firenze e
prosegue fino al 2004, quando viene deciso di adibire
come centro di controllo un reparto di Montedomini. Per
trasferire e potenziare questo servizio, a Montedomini
furono trasferiti dal Comune di Firenze 500mila euro, ai
quali si aggiunsero un finanziamento privato della Cassa
di Risparmio di Firenze, per altri 500mila Euro, ed un
fondo stanziato dalla Regione per la sperimentazione
della Società della Salute di 1.750.000 euro:
un totale di 2.750.000 Euro che sarebbero dovuti servire
ad acquistare nuove apparecchiature informatiche
(2.400.000 euro) ed a supportare la fase iniziale del
progetto (350.000 euro) per potenziare il servizio di
Teleassistenza di base, già attivo fino a quel momento,
e per estenderlo ad un numero decisamente superiore di
utenti che, con la prima gestione del Comune, superavano
di poco i 350 anziani”.
“Dopo aver fatto due diversi sopralluoghi a Montedomini
– fa sapere il consigliere di centrodestra – nei quali
ho avuto modo di parlare sia coi responsabili del
servizio, che con alcuni tecnici, mi è stato spiegato
che le nuove apparecchiature per il Telecare sarebbero
giunte presso la struttura in un numero superiore alle
mille unità, in virtù delle previsioni di crescita del
numero degli utenti che, stando a quanto riportato nella
Delibera N° 3712 del 2005, sarebbero dovuti essere circa
810 già alla fine del 2005. Nel 2007 però, stando a
quanto riportato in due articoli apparsi sulla stampa
locale, lo stesso Assessore Cioni avrebbe fatto sapere
che gli utenti erano in realtà circa 500, ma nonostante
il numero decisamente al di sotto delle previsioni, l’ex
assessore giudicava positivamente l’andamento del
servizio”.
“Nello scorso mese di luglio – ha sottolineato Torselli
– i responsabili del servizio di Montedomini mi
spiegarono quali dovevano essere le potenzialità
dell’apparecchio di ultima generazione, quello per
intenderci acquistato grazie allo stanziamento di
2.400.000 Euro, le quali apparivano, in teoria, di
notevole utilità: l’apparecchio infatti avrebbe dovuto
mantenere un contatto diretto con l’anziano attraverso
messaggi sul televisore di casa, ma anche monitorare
continuamente il battito cardiaco dell’utente e persino
rilevare una eventuale caduta accidentale del soggetto
con conseguente apertura a distanza della porta di casa
per permettere i soccorsi. Ad oggi però, stando a quanto
riferitomi dagli stessi responsabili, molte funzioni
dell’apparecchio non erano ancora utilizzabili e il
dispositivo si limitava alla funzione di invio/ricezione
di messaggi attraverso la televisione”.
“Ad oggi infatti – ha proseguito l’esponente del PdL a
Palazzo Vecchio – gli utenti iscritti al servizio
Telecare completo, quello che prevede l’utilizzo del
‘SET TOP BOX’ di ultima generazione, ovvero quello
acquistato con lo stanziamento dei 2.400.000 euro, non
superano le 40 persone”.
“Mi chiedo – si interroga quindi Torselli - come sia
possibile che,
a fronte di oltre mille apparecchi acquistati ed a
fronte di una somma importante di denaro pubblico
investita, soltanto 40 apparecchi siano oggi
effettivamente in funzione
e, per giunta, con una forte limitazione rispetto alle
potenzialità descritte. Ma la cosa più grave è vedere
decine e decine di apparecchiature, molte imballate,
molte fuori uso, abbandonate nei magazzini di
Montedomini. Buttate da parte con sulle scatole
segnalazioni scritte che poco lasciano
all’immaginazione: ‘Fuori Servizio’, ‘Manca il
Bracciale’ o ‘Box riparato’. Se quelle scatole e quegli
apparecchi buttati in uno scantinato come fossero ferri
vecchi fossero gli stessi apparecchi acquistati per una
cifra di denaro vicina ai cinque miliardi di vecchie
lire, saremo di fronte ad uno dei più gravi ed
inspiegabili sprechi degli ultimi anni. Ecco perché
pretendiamo che venga fatta chiarezza e che ci venga
detto cosa sono quegli apparecchi, perché sono lì e
perché questo servizio, sul quale sono stati investiti
ben 2.750.000 Euro, ad oggi conti un numero di utenti al
limite del ridicolo”.
“Il servizio di Teleassistenza – ha poi precisato il
consigliere del PdL – è un servizio importantissimo che
deve essere fatto funzionare al meglio, poiché
l’assistenza a distanza dei nostri anziani e dei nostri
disabili non può essere negata. Io stesso ho presentato
mozioni, ordini del giorno e emendamenti al bilancio,
tutti peraltro regolarmente respinti dalla maggioranza
di centrosinistra, per promuovere questo tipo di
servizi. In questi giorni si sente parlare anche della
possibilità di chiudere il servizio di Teleassistenza, e
questo sarebbe un errore gravissimo; il Telecare è senza
dubbio una risorsa per la sanità di un comune o di una
regione, ma evidentemente, nella gestione fatta finora
dal Comune di Firenze c’è stato qualcosa di poco chiaro;
qualcosa che non va. Ho intenzione di portare la vicenda
già all’attenzione del prossimo consiglio comunale per
sapere se i 2.400.000 Euro stanziati sono serviti a
qualcosa di utile o se sono stati investiti in quella
‘ferraglia’ che oggi giace abbandonata nei ripostigli di
Montedomini e se le cose stanno così, vogliamo sapere i
nomi di chi ha gestito questo scempio vergognoso”.
“E c’è anche un altro problema – ha concluso Torselli –
il prezzo pagato per l’acquisto di ogni singola
apparecchiatura. Vogliamo sapere quanto è costata e se,
perizie tecniche alla mano, il prezzo pagato corrisponde
o no al suo effettivo valore. A questo ultimo punto
stiamo lavorando assieme ai colleghi Marco Stella e
Stefano Alessandri. La vicenda Telecare non finisce qui.
Se il valore effettivo dell’oggetto risultasse infatti
notevolmente inferiore ai corrispettivi pagati, non
escludiamo esposti alla Corte dei Conti ed alla Procura
della Repubblica”.
I BARONATI CONNIVENTI E L'ANTIFASCISMO
DEI TOPI COL FORMAGGIO...
Cronaca fiorentina di infamie accademiche e utili
idioti
Oggi ne è successa una nuova. Grave, ma allo stesso
tempo indicativa dello stato di psicodramma nel
quale sguazza certa gente. E prendiamo atto che ci
sono persone che preventivamente fondano la propria
ragion d’essere sul rompimento organizzato dei
coglioni altrui. Gente che vive di luce riflessa e
di rincorse (rigorosamente virtuali), di rancori e
di codardia, diblog
clonati (i cui autori lautamente
finanzieranno le nostre future attività) e dibravate
notturne.
Come tutti sappiamo si stanno svolgendo le campagne
elettorali universitarie per il rinnovo del CNSU e i
movimenti politici organizzati su scala nazionale –
come Azione Universitaria – corrono per eleggere i
propri candidati e dare un futuro alle proprie
battaglie studentesche. Come ogni campagna
elettorale che si rispetti le liste concorrenti
prenotano gli spazi in ogni facoltà, per poi fare
propaganda e distribuire i propri volantini. Una
pratica normale, di routine. Normale e di routine è
anche la programmazione della campagna elettorale,
che solitamente prevede la prenotazione dei suddetti
spazi con largo anticipo a prescindere da quelli che
saranno gli impegni quotidiani. Per oggi avevamo
prenotato, tempo addietro, uno spazio nella facoltà
fiorentina di Lettere. Una facoltà che la sinistra
antagonista sente come propria in virtù dei bivacchi
che le vengono concessi dal personale che gestisce
questo luogo pubblico. In questa facoltà, peraltro,
la nostra Comunità ha eletto un consigliere lo
scorso anno ma, se anche così non fosse, avrebbe
comunque – e ci mancherebbe altro – tutto il DIRITTO
di fare propaganda liberamente. Avrebbe, perché nei
fatti le cose non stanno così.
La prenotazione dello spazio di propaganda che a suo
tempo avevamo richiesto, così come per tutte le
altre facoltà in tutti i giorni possibili, è
diventata l’oggetto di una squallida manovra. La
segreteria preposta alla registrazione e alla
concessione degli spazi, perlopiù composta da
militanti attivi della CGIL, ha pensato bene di
avvisare della nostra potenziale presenza gli
attivisti dell’estrema sinistra affinché impedissero
il regolare svolgersi della cosa. Noi, che avevamo
prenotato lo spazio ma abbiamo rinunciato
all’organizzazione della cosa perché già impegnati
in altre facoltà, siamo stati avvisati della
presenza di una cinquantina di persone da un nostro
attivista iscritto alla facoltà. Cinquanta subumani,
evidentemente dotati di quel tempo libero che il
“non fare una segaccia di nulla” permette loro,
erano schierati all’ingresso di una facoltà vuota,
per il solo allarme procurato da chi, anziché
svolgere il proprio lavoro di impiegato pubblico,
gioca al mandante ideologico della guerriglia.
Caschi, striscioni e guanti di pelle (il freddo di
maggio) a corredo di un quadretto che ormai
conosciamo bene e che dovrebbe essere – almeno
stando a quanto si millanta – antagonista a quei
signori che prontamente alzano il telefono per
informarli di tutto ciò che facciamo.
In questa città, dove un manipolo di emarginati
sociali con il vizio di compiere eroicheimprese,
capita che i baronati universitari e gli addetti ai
lavori siano conniventi con le peggiori pratiche
dell’antifascismo militante. I loro riferimenti
“culturali”, che cianciano diLAVORO(in
grassetto e con la maiuscola, mi raccomando) anche
quando sputano per terra, hanno così tanto da
faticare che riescono ad aggiornare una decina di
siti e di blog diversi con cadenza quotidiana e con
orari che lasciano presupporre un sacco di tempo
libero nelle ore diurne e una preoccupante mancanza
di fica in quelle notturne. E capita che, in nome di
questa schifezza, qualcuno si possa anche far male.
Se oggi, infatti, due o tre dei nostri militanti si
fossero recati in quelle lande domani ne avremmo
sentito il racconto al telegiornale. Hanno fatto
come i topi col formaggio: è bastato un falso
allarme, un avviso, una mezza telefonata di qualche
spione e tutti sono corsi con la bava alla bocca.
Nel frattempo, dall’altra parte della città,
noialtri svolgevamo regolarmente le nostre attività
di propaganda, constatando una totale assenza di
“presenza nemica”.
Che da oggi possa essere una strategia di
depistaggio? Chissà. Restano comunque vergognosi
l’appoggio e l’agibilità che a questi signori viene
data da chi dovrebbe preoccuparsi della cosa
pubblica. Lo squallore umano e politico di certa
gente è noto a tutti da tempo, così come la loro
malafede. Gente che è sempre pronta ad attaccare
visceralmente tutto e tutti in nome di un’autonomia
che non c’è mai stata e alla quale si è sempre
preferito una più comoda collaborazione con le
Istituzioni, le forze sindacali, i baronati
accademici, il mondo della cultura e una certa
magistratura.
Noi, che pure veniamo accusati di essere
“spalleggiati” dai nostri politici i riferimento (e
ci sembra ovvio, altrimenti tanto “nostri” non
sarebbero), non abbiamo mai negato di votare chi
votiamo. Ci candidiamo e facciamo politica
mettendoci il nome, il cognome e la faccia. Non
scriviamo da blog anonimi, non viviamo di rancori,
non abbiamo paure represse, non ci contrapponiamo
preventivamente a nessuno, non mettiamo le bombe e
non incendiamo le sedi altrui, non ci nascondiamo
dietro a nessuno e facciamo tutto alla luce del
sole. Qualcun altro, evidentemente a corto di stile
e di dignità, agisce in altro modo.
CONTRO L'EGEMONIA ROSSA NELLE NOSTRE FACOLTA' E
NELLE NOSTRE SCUOLE.
PER IL DIRITTO DI TUTTI ALLA LIBERA ESPRESSIONE
DELLE IDEE.
RINNOVO DEL CNSU: LA DESTRA STUDENTESCA VOTA CICCIO!
Casaggì Firenze e tutta la Comunità militante fiorentina
ti invita a fare una scelta di campo per un voto
identitario, libero e ribelle. Il prossimo 12 e 13
maggio, in tutte le università, si voterà per il rinnovo
del CSNU.
Il CSNU non è un nuovo virus letale, ma è il Consiglio
Nazionale degli Studenti Universitari, un organo ai più
sconosciuto malgrado le importanti funzioni nell’ambito
della rappresentanza studentesca e nell’interlocuzione
permanente con il ministro dell’Università.
Dal momento che quest’organo ci rappresenta come
studenti, è giusto che si scelga col voto chi debba
farne parte. Noi abbiamo deciso di provarci, candidando
uno di noi. Non un politicante in erba a caccia di
visibilità, ma un militante identitario che prima di
rappresentarvi ha fatto la “gavetta” nelle sezioni del
nostro movimento ed ha portato avanti le nostre
battaglie studentesche in tutte le sedi possibili, con
impegno e tenacia. Ti chiediamo di votarlo, per dare un
futuro alla nostra identità e per costruire insieme
l’Università del futuro.
LE NOSTRE BATTAGLIE:
- L’aumento degli stipendi per gli studenti
specializzandi di medicina, battaglia durata un anno che
ha visto riconosciuti i diritti dei giovani medici che
finalmente possono non sentirsi più i fratelli minori
dei loro colleghi europei, vedendo quasi raddoppiato il
loro compenso mensile; si sta tuttora battendo per un
riordino chiaro delle scadenze per l’esame di stato e
l’iscrizione alle
Scuole di Specializzazione.
- L’aumento degli alloggi sociali per gli studenti; ha
presentato in Consiglio un dossier che mostra le gravi
carenze di alloggi in Italia, credendo fermamente che il
diritto allo studio si esprima attraverso il diritto
alla casa.
- L’abolizione del praticantato per i giuristi sul
modello Spagnolo; a lungo ne ha dibattuto in Consiglio e
in un Convegno nel dicembre 2009, alla presenza del
Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, presentando il
modello ideale di Ordinamento degliStudi
per la Facoltà di Giurisprudenza.
- Accesso facilitato per gli studenti di Architettura e
Ingegneria Edile-Civile, per finalità didattiche, a siti
archeologici chiusi alpubblico
o che necessitano di una particolare autorizzazione
delle Sovrintendenze, sgravando così gli studenti e gli
uffici di un macchinoso procedimento burocratico.
- Riforma delle classi di Laurea di Ingegneria
elettronica; ha presentato al CNSU ed al CUN una mozione
con la quale si chiedeuna
revisione del DPR 328 del 2001. Ha chiesto la revisione
dell’intero Decreto, illogico e vergognoso.
- Riforma delle modalità di nomina e concorso dei
Professori Universitari; constatando la scarsa
partecipazione ai concorsi accademici, forse perché i
risultati sono già noti, ha contribuito alla stipula di
una riforma che ha inserito criteri più rigidi ditrasparenza
e meritocrazia.
- Migliore interazione tra Università e Mondo del
Lavoro; attività convegnistica ed impegno con CIVICRAZIA
presso il Garante della Privacy.
IL 12 13 MAGGIO BARRA IL SIMBOLO DI "AZIONE
UNIVERSITARIA e STUDENTI PER LE LIBERTA" E SCRIVI "CICCIO".
COSTRUISCI L'UNIVERSITA' DEL FUTURO!
TENTATO INCENDIO A CASAGGì NELLA NOTTE DEL 25 APRILE
TORSELLI: “POTEVA ESSERE UNA STRAGE”;
SCATARZI (CASAGGì): “UNA CERTA SINISTRA UTILIZZA IL 25
APRILE PER DIFFONDERE ODIO”. APPELLO DEI MILITANTI ALLE
ISTITUZIONI ED AI VERTICI DEL PARTITO: “NON LASCIATECI
SOLI”. LA SOLIDARIETA' DEL SINDACO RENZI E DELLA GIUNTA
COMUNALE.
Questa mattina, di fronte
a Casaggì (il Centro Sociale di Destra, in Via Maruffi
3, che ospita anche la sede della Giovane Italia,
movimento giovanile del PdL e gli uffici dei consiglieri
comunali e circoscrizionali che la struttura ha eletto
nelle liste del PdL) sono stati rinvenuti da alcuni
militanti diversi litri di benzina, i quali avevano già
imbevuto parte dell’ingresso, le scalette antistanti
l’edificio e gli stipiti del portone d’accesso. Sul
luogo è intervenuta la Polizia che ha aperto le indagini
per capire anche i motivi per cui l’attentato non sia
stato portato a termine.
“Poteva essere una
strage, – racconta Francesco Torselli, consigliere
comunale del PdL e dirigente nazionale della Giovane
Italia – anche alla luce del fatto che all’interno vi
erano alcuni ragazzi che erano rimasti a dormire”.
“Non è la prima volta che
Casaggì subisce questo tipo di attentati; – continua
l’esponente del centrodestra e riferimento nelle
istituzioni della struttura – già nel giugno del 2007 un
incendio distrusse il portone e rischiò di propagarsi
all’interno dell’intero edificio”.
“In questi ultimi giorni
– spiega ancora Torselli – stiamo assistendo ad una
preoccupante escalation di violenza, iniziata con
l’assalto alla Consulta Provinciale degli studenti e le
seguenti aggressioni patite dai nostri militanti in
alcune scuole fiorentine; occorre al più presto un
intervento congiunto di tutte le istituzioni affinché
non si superi quel punto di non ritorno che, spero,
nessuno voglia raggiungere”.
“A tal proposito –
sottolinea il consigliere comunale del PdL – un sentito
ringraziamento va al Sindaco di Firenze Matteo Renzi ed
all’assessore Massimo Mattei che, a nome dello stesso
sindaco e della giunta si è recato personalmente in Via
Maruffi per esprimere la propria solidarietà ai ragazzi
di Casaggì”.
Per Marco Scatarzi,
responsabile di Casaggì, questo “è il risultato
dell’esasperazione del clima d’odio montato da una certa
sinistra in occasione di ogni 25 Aprile”.
“Apprezziamo la
solidarietà dell’assessore Mattei e del Sindaco Matteo
Renzi – prosegue Scatarzi – attendiamo che tutte le
forze politiche oggi impegnate a parlare di libertà e
democrazia, facciano altrettanto isolando chi compie
questi gesti”.
I militanti della Giovane
Italia e di Casaggì, la maggior parte di età compresa
tra 15 e 20 anni, rivolgono un appello a tutte le
istituzioni, a tutte le forze democratiche e soprattutto
ai vertici locali e nazionali del Popolo della Libertà
affinchè “questo clima di odio che oggi ci vede
nell’occhio del mirino, non si trasformi in futuro in
una vera e propria guerra per bande; il partito che noi
supportiamo, e per il quale ci facciamo anche aggredire
nelle scuole e nelle università, dimostri coi fatti di
esserci vicino e di tutelarci nelle sedi istituzionali e
sul territorio”.
Sul 25 Aprile tornano
Torselli e Scatarzi ai quali si aggiungono Alessandro
Draghi, consigliere circoscrizionale del PdL al
Quartiere 2, Giacomo Giacintucci e Gabriele Bagnoli,
dirigenti giovanili e rispettivamente consiglieri
comunali a Scandicci e Impruneta: “purtroppo, nonostante
i 65 anni dalla fine della guerra civile, esistono
ancora, per volere esplicito di qualcuno, due tipi di 25
Aprile: da una parte chi continua a celebrare la festa
dell’odio e delle divisioni e dall’altra, chi come noi,
riserva un sentimento di umana pietà a tutti i caduti di
quella terribile stagione, non dimenticando chi
combatteva dalla parte sconfitta, nel nome di quella
pacificazione nazionale che il nostro paese ancora non
ha conosciuto”.
FACCIAMO IRRUZIONE! ARRIVA AZIONE STUDENTESCA...
E' ufficialmente partita la nuova campagna regionale di
Azione Studentesca. Tutte le scuole del territorio
toscano saranno battute a dovere dai nostri militanti.
Un'irruzione su vasta scala, che coinvolgerà moltissimi
studenti e andrà avanti nonostante il clima di odio e di
intolleranza messo in piedi dai soliti subumani.
L'irruzione è in corso, anche se, per la verità, si
tratta soltanto di una conferma. Noi, nelle scuole, ci
siamo e vinciamo da diversi annetti. E non abbiamo
alcune intenzione di mollare!
POLITICA UNIVERSITARIA E 25 APRILE...
Questa mattina, nel polo universitario di
Novoli, si è svolta una conferenza organizzata dai
militanti e dai consiglieri di Azione Universitaria,
alla quale ha partecipato anche un nutrito gruppo di
militanti di Casaggì. La conferenza, che portava
all’attenzione del mondo studentesco la
proposta di modifica dell'accesso alla professione
forense, ha riscosso un successo invidiabile.
Nonostante i soli tre giorni di preavviso, una
ottantina di studenti ha letteralmente affollato la
sala, per ascoltare gli interventi di Matteo Conti
(nostro consigliere eletto nel consiglio di facoltà di
Giurisprudenza), Claudio Gemelli (dirigente di Azione
Universitaria), il Prof. Giuseppe Conte (Dipartimento di
Diritto Privato) e l’Avv. Sergio Paparo (Presidente
Ordine Avvocati Firenze).
Mentre la conferenza era in svolgimento e la destra
studentesca portava all’attenzione di tutti tematiche di
attualità, un gruppuscolo di annoiati inscenava – a
debita distanza – un volantinaggio “antifascista” nel
quale si annunciava un corteo per il 25 aprile tutto
dedicato a noi. Non occorre dilungarsi troppo sulla
inconsistenza di figuri che, ormai privi del minimo
seguito anche nelle facoltà storicamente più “rosse”,
stanno ricorrendo con scarsi risultati all’innalzamento
della tensione e dell’odio politico, con minacce al
limite del ridicolo e goffi tentativi di prevaricazione
che ormai tutto il mondo studentesco rispedisce al
mittente a prescindere dal colore politico di
appartenenza.
Ricordiamo inoltre che Domenica 25 Aprile Casaggì
Firenze, come ogni anno, si recherà a rendere omaggio al
sacrario della Repubblica Sociale Italiana al cimitero
di Trespiano. L’appuntamento, che ormai da decenni
accompagna la nostra Comunità umana e politica, è il
giusto tributo che intendiamo dare a chi combatté con
l’Italia negli occhi. Senza rigurgiti di odio, ma nel
solco di quella pacificazione nazionale che deve passare
anche dal riconoscimento della parte sconfitta, senza
che vi siano caduti di “serie b” e processi ideologici.
Il ritrovo è fissato per le ore 9,30 a Casaggì o – in
alternativa – alle 10,30 al cimitero di Trespiano.
APRILE E MAGGIO A CASAGGì: IL CALENDARIO...
LE PROSSIME INIZIATIVE: UNIVERSITA', RICORDO E AZIONE!
Senza nessuna tregua,
dopo il successo della presentazione de "La Rivoluzione
Impossibile" di Marco Tarchi, tenutasi a Casaggì,
torniamo ad organizzare nuovi eventi per il mese di
maggio. Al centro di tutto la politica studentesca e
universitaria...
MARTEDì 20 APRILE ORE 10 - POLO UNIVERSITARIO DI NOVOLI
- D6,014
"SOS: AVVOCATI IN VIA DI
ESTINZIONE" con:
- Matteo Conti
(consigliere di facoltà a Giurisprudenza)
- Prof. Giuseppe
Conte (Dipartimento Diritto Privato),
- Avv. Sergio Paparo
(Pres. Ordine degli avvocati Firenze)
DOMENICA 25 APRILE: VISITA AL SACRARIO DELLA RSI DI
TRESPIANO
RITROVO ORE 9,30 A
CASAGGì, OPPURE ORE 10,30 AL CIMITERO DI TRESPIANO
ELEZIONI UNIVERSITARIE PER IL CNSU:
Il 12 e 13 maggio,
nelle facoltà di tutto l'Ateneo, si voterà per il
rinnovo del CNSU.
La nostra Comunità
cercherà di dare il proprio contributo identitario,
sociale e militante alla lista "Azione Universitaria -
Studenti per la Libertà", votando "CICCIO".
Ve ne accorgerete in
ogni facoltà...
SABATO 22 MAGGIO: FACCIAMO IRRUZIONE: CONCERTO E SERATA
NON CONFORME
SUONERANNO A
CASAGGì: IMPERIUM, NSP E DECIMA BALDER
"LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE" A CASAGGì:
UNA GIORNATA MEMORABILE!
“La rivoluzione
impossibile”, presentato alla presenza di Marco Tarchi e
dei vertici delle edizioni Vallecchi, ha richiamato un
pubblico ampio e variegato: giovani militanti e vecchi
camerati si sono ritrovati, a Casaggì, per ripercorrere
assieme le tappe storiche e culturali di un percorso
politico ed esistenziale che ha trovato nell’esperienza
dei Campi Hobbit uno dei massimi momenti di espressività
e avanguardia. Quasi tre ore di interventi, prima nel
giardino stracolmo e poi nelle sale interne, tra i dubbi
di chi – non senza metter mano all’autocritica – ha
cercato di ripensarsi e chi, di fronte alle parole dei
bei tempi che furono, ha riassaporato il clima delle
battaglie della gioventù. Percorsi, attualità e
prospettive: quella di sabato 17 aprile è stata una
grande giornata, di quelle che non si vedevano da molti
anni nella nostra Firenze. Il percorso di quella che fu
una “destra” irriverente, militante, aperta e innovativa
ha ancora un fascino tremendo, tra chi c’era e tra chi
c’è. Non resta che ringraziare il Professor Marco Tarchi,
persona e studioso dalle ottime qualità, che ha saputo
rendere l’incontro unico e difficilmente dimenticabile.
Un grazie ai tanti presenti e agli organizzatori. E un
augurio per un futuro che non faccia mai perdere la
rotta.
FIRENZE: ALTRA TENTATA AGGRESSIONE ANTIFASCISTA. IN
TRENTA CONTRO DUE E CON IL SILENZIO-ASSENSO DELLE
ISTITUZIONI SCOLASTICHE DEL LICEO.
Questa mattina due studenti di Azione
Giovani vicini al centro sociale di destra “Casaggì
Firenze” si sono recati presso il Liceo Scientifico
“Leonardo Da Vinci” di Firenze, per un colloquio col
Preside dell’Istituto. Il colloquio, chiesto a nome del
movimento giovanile, aveva lo scopo di chiarire il fatto
che, a causa di alcuni episodi di intolleranza già
avvenuti nei giorni scorsi nella scuola, vi era
l’impossibilità di svolgere ogni sorta di attività
politica basata sul confronto e sulla libera
espressione. Di tutta risposta, per non smentire ciò che
i due studenti erano andati a dire, una trentina di
attivisti dell’estrema sinistra appartenenti alla “Rete
dei Collettivi” – radunatisi dopo essere venuti a
conoscenza dell’appuntamento che i due militanti avevano
col Preside e dell’argomento che sarebbe stato trattato
in quella sede – hanno provato ad aggredire i nostri
militanti. Un fatto grave, calcolando che molti di
questi attivisti non erano studenti di quella scuola, ma
erano appositamente lì per dare la caccia ai ragazzi di
Azione Giovani. Ancora più grave, poi, la leggerezza col
quale il Preside dell’Istituto ha sminuito la faccenda,
mandando via i due ragazzi dall’ufficio e facendoli
espellere dall’Istituto (fuori dal quale erano appostati
i trenta “antifascisti”) dicendo loro che se non fossero
venuti a dare volantini non sarebbe accaduto niente.
“E’ vergognoso – dichiara Francesco
TORSELLI, Presidente Provinciale di Azione Giovani –
Giovane Italia e Consigliere comunale del Pdl – che nel
2010 sia ancora presente un clima di intolleranza e di
prevaricazione come quello che l’estrema sinistra sta
mettendo in piedi”. “Negli ultimi giorni – prosegue
TORSELLI – abbiamo dovuto assistere all’irruzione
della “Rete dei Collettivi” nella Consulta Provinciale
degli Studenti e al rinfocolarsi di un odio che non
giova a nessuno, se non a chi, ormai privo di argomenti,
necessita di utilizzare l’antifascismo militante come
collante di aggregazione per tornare alla ribalta”.
“Faremo tutto il possibile – conclude TORSELLI –
affinché certi atti non si verifichino ancora e sia
rispettato il diritto di espressione di tutti”.
“Quello di oggi – dichiara Marco
SCATARZI, Responsabile di Casaggì Firenze – è un
goffo tentativo di far ricorso alla violenza. Goffo,
perché inefficace e attuato con la connivenza di quelle
Istituzioni scolastiche che si intende combattere”. “Non
ci stupisce per niente – conclude SCATARZI – il
fatto che questi rigurgiti degli anni di piombo arrivino
con il beneplacito e il silenzio-assenso di molti.
Infondo la cosa grave non è tanto l’antifascismo
militante in sé, al quale siamo ben abituati e dal quale
sappiamo difenderci, ma l’appoggio che certe pratiche
trovano in chi dovrebbe fare l’esatto contrario e
garantire a tutti di fare politica”.
“Questa mattina – afferma Matteo
CONTI, dirigente di Azione Studentesca e Azione
Giovani – Giovane Italia – ero presente ai fatti. Nei
giorni scorsi, in seguito ad un episodio simile nel
quale avevamo notato un generale clima di indifferenza,
decidemmo di richiedere un colloquio col Preside
dell’Istituto, poi fissato – appunto – per oggi. Non
appena giunto, assieme ad un altro militante che nei
giorni scorsi era stato oggetto di minacce e di una
tentata aggressione, troviamo un capannello di attivisti
dei “centri sociali” pronti a non farci entrare. Una
volta superata la loro barriera, hanno goffamente
tentato di aggredirci fisicamente, senza ottenere esiti
di nessun tipo e senza che rinunciassimo a fare ciò per
il quale eravamo lì. Una volta ricevuti dal Preside –
prosegue CONTI – abbiamo dovuto tristemente
constatare che non era possibile nessun tipo di
colloquio. Dopo pochi istanti, infatti, siamo stati
invitati a lasciare l’ufficio e mandati fuori dalla
scuola, dove i trenta “antifascisti” si erano appostati
per attendere la nostra uscita. Nel frattempo è arrivata
sul posto una volante della Polizia, chiamata dal
personale dell’Istituto durante il parapiglia di pochi
minuti prima. Gli agenti, grazie alla testimonianza di
una bidella, hanno potuto constatare quel che era
accaduto, mettendo fine alla bagarre di offese e minacce
che stava andando in scena”. “E’ evidente – prosegue
CONTI – che quello di oggi è un atto che saremo
costretti a portare all’attenzione dell’Ufficio
Scolastico e di chi potrà intervenire per far sì che in
futuro non si ripetano simili situazioni”. “La destra
giovanile rappresentata da Azione Giovani e Azione
Studentesca è ormai una forza presente in ogni scuola e
capace, come accaduto nello scorso mese di ottobre, di
conquistare la maggioranza nella Consulta degli
Studenti, risultando essere il primo movimento; tutto
questo dà fastidio a chi ha egemonizzato quell’ambiente
per sessant’anni. “Ovviamente – conclude CONTI –
non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia
ma, anzi, intensificheremo le nostre attività culturali,
politiche e metapolitiche nelle scuole e nelle facoltà
fiorentine”.
RIFLESSIONI E CRITICHE SULLE TENSIONI STUDENTESCHE
I FATTI:
Martedì 13 aprile, durante la riunione plenaria della
Consulta Provinciale degli Studenti fiorentina, una
ventina di autonomi appartenenti alla Rete dei
Collettivi ha fatto irruzione cercando di leggere un
volantino e lanciando slogan contro i “fascisti”
presenti in aula. La Consulta, lo ricordiamo per dover
di cronaca è l’organo istituzionale democraticamente
eletto dagli studenti all’interno del quale le
rappresentanze di ogni Istituto della Provincia
esprimono, propongono ed approvano progetti inerenti la
vita studentesca. La Consulta è eletta, appunto, da
tutti gli studenti, che ne votano i membri scuola per
scuola.
KAFKIANAMENTE MUTANDO…
Dallo scorso ottobre, per la prima volta, Azione
Studentesca – movimento della destra giovanile vicino ad
Azione Giovani e Casaggì Firenze – ha ottenuto la
maggioranza dei seggi e preso la Presidenza dell’organo.
Questo è bastato per fare della Consulta un organo
inutile, deleterio e da legittimare. Nei precedenti
decenni, quando era appannaggio bulgaro della sinistra
radicale era ovviamente un luogo di confronto e di
apertura indispensabile e propositivo. Fino allo scorso
anno la sinistra radicale avrebbe ucciso per difendere
la legittimità della Consulta, oggi vorrebbe uccidere
chi ne fa parte. Una metamorfosi che lascerebbe di
stucco perfino il buon Franz Kafka. Nel loro sito,
curioso sfogatoio di rancorosi e brufolosi in preda agli
ormoni che urlano contro padroni e polizia, si va
dicendo che la Consulta è un “allevamento di
politicanti”. Lo stesso, scommettiamo, non direbbero dei
Consigli di Facoltà Universitari dove i loro compari più
cresciutelli vantano maggioranza bulgare e dove –
statuti e carte alle mano – si decide molto meno e con
molta meno facilità di quanto non accada nell’organo
adibito alle superiori. Quello sarà certamente un
allevamento di rivoluzionari. Ma d’altronde, si sa, loro
sono auto-organizzati e vivono le strade. Lo sono così
tanto che godono dei favoritismi di Presidi conniventi,
professori faziosi e burocrati sistemati da quel sistema
di potere locale che permette loro ogni sorta di bivacco
e di scorribanda. Del resto è stata la stessa Preside
dell’Istituto Elsa Morante, quello nel quale si svolgeva
la plenaria interrotta, a cercare con ogni mezzo che i
rivoluzionari del duemila subissero danni legali o
fisici. La solidarietà militante, evidentemente, è viva
e lotta insieme a noi. Anzi, a loro.
QUESTIONE DI
PSICHIATRIA…
Della retorica antifascista abbiamo parlato parecchie
volte ed è ormai noto anche ai muri che questa viene
usata come collante di un mondo – quello della sinistra
radicale – che pare finalmente essere destinato ad una
sana auto-estinzione. Che altro possono dire dal momento
che i pilastri stessi della loro prassi sociali sono
stati sgretolati dalla storia e non hanno più modo di
ripresentarsi? Non si penserà mica che di Marx ne nasce
uno ogni dieci anni? Sono fermi alla fine dell’800 e si
aggrappano con le unghie e con i denti ad un mondo che
li ha letteralmente lasciati a piedi, relegandoli allo
psicodramma di una ghettizzazione che non avrebbero mai
potuto immaginare. L’antifascismo, oggi più di ieri, è
una branca della psicanalisi: se il Fascismo è giusto
lasciarlo agli storici, per l’antifascismo occorrono gli
psichiatri. La continua ricerca dell’alimentazione
dell’odio sociale e politico è una piaga che trova la
propria ragion d’essere in una idiozia che, prima di
essere politica, attinge alla sfera della debolezza
mentale. L’antifascismo, nelle forme di cui sopra, è una
forma di pregiudizio tra le più imbecilli. Fa specie, ed
è in odore di ossimoro, che lo si perpetri nel nome
dell’antirazzismo e della valorizzazione delle
differenze. Fortuna vuole che la strada sia comunque
quella dell’auto-estinzione, poiché fin quando i metodi
e le parole d’ordine continueranno ad essere questi, la
fossa se la scavano da soli. E a noi, sinceramente,
risparmiano una bella faticaccia.
POPOLO? PROLETARIATO? METTI MANO ALLA PISTOLA!
Quando certi atti, puerili e vuoti nella forma e nella
sostanza, sono compiuti in nome del Popolo, ci sarebbe
da ridere o da incazzarsi di brutto. Certa gente, che
dice di starsene a sinistra per moda, avrebbe da
dilettarsi con la lettura del Pasolini, che
sull’argomento ha lanciato invettive proverbiali e ha
cantato una Valle Giulia come pochi altri avrebbero
fatto. Perché da almeno una cinquantina d’anni, in
questo benedetto paese, chi ammazzava nel nome del
Popolo non lo rappresentava nemmeno per sbaglio. Il
Popolo è differenza, unione e sintesi, Comunità e
integrazione di stili, individualità e humus. Il Popolo
è fatto di gente ordinaria e normale, gente che di
irruzioni e di giornate perse a bighellonare tra i cani
e i tamburelli ne ha le palle piene. Il Popolo, che
certo non pretendiamo di incarnare neanche noi, non ha
proprio niente a che fare con certe pratiche e con certi
microcosmi. Sarebbe sociologicamente interessante
l’analisi del perché l’emarginazione e l’auto-esclusione
siano direttamente proporzionali all’utilizzo della
parola “tutti”: più si è esclusi e più si pretende di
essere interpreti delle volontà degli altri. Se non
altro, va detto, è bizzarro che un’accolita di disperati
assurga al rango della volontà popolare e che non solo
lo nomini (il Popolo), ma pretenda anche di esserlo.
L’umiltà, certamente, latita. E quando questi signori,
ben riconoscibili per via dei panni che da trent’anni le
mode del loro ambiente – ovviamente benedette dal libero
mercato – hanno loro imposto, vi cianciano di
proletariato…mettete mano alla pistola! Giacchè
l’accolita di disperati di cui sopra il proletariato lo
ha visto su History Channel e siccome Firenze ha il
viziaccio d’esser piccina, un giro sotto le ville e i
loft dei lorsignori farebbe riflettere alquanto. Come
del resto fa riflettere quanto sia visibile la loro
presenza soltanto in quei licei del centro storico dove
la Firenze che conta manda i propri figli a studiare il
latino, nella speranza che seguano le orme che il buon
nome di famiglia ha generosamente indicato. Di questi
proletari d’assalto, tra le marmitte e i cacciaviti dei
“Centri di Formazione Professionale” delle periferie,
non se ne vede nemmeno l’ombra.
L'ESTREMA SINISTRA INTERROMPE I LAVORI DELLA CONSULTA
STUDENTESCA MINACCIANDO GLI STUDENTI.
LA GIOVANE DESTRA NON RINUNCERA' AI PROPRI DIRITTI!
Questa mattina una ventina di studenti
appartenenti alla Rete dei Collettivi, struttura
studentesca vicina al Centro Popolare
Autogestito Firenze Sud ed alla sinistra
antagonista, ha fatto irruzione all'interno
della Consulta Provinciale degli Studenti di
Firenze, organo istituzionale eletto
democraticamente dagli studenti, con regolari
procedure di voto. Durante questo atto di
intimidazione sono stati lanciati slogan contro
la Presidentessa della CPS e contro Azione
Giovani, Azione Studentesca e Casaggì Firenze,
che hanno ottenuto la maggioranza degli eletti
per la prima volta nella storia della nostra
città, al grido “Uccidere un fascista non è
reato”, triste slogan degli anni di piombo.
Durante l'irruzione si sono verificati dei
tentativi di aggressione ai danni dei nostri
militanti e della Presidentessa della Consulta –
Chiara Muccigrosso – che è stata minacciata e
strattonata violentemente. Dopo l'intervento
delle Forze dell'Ordine e l'interruzione del
pubblico servizio e dei lavori in corso, è
tornata la calma, malgrado il prematuro
scioglimento della riunione plenaria in atto.
"Quello di oggi è un atto dalla gravità assoluta,
degno della peggiore intolleranza degli ambienti
dell'estremismo di sinistra. Dopo la unanime
condanna espressa da tutto il Consiglio Comunale in
merito alla aggressione subita dai militanti di
Casaggì lo scorso autunno nella Facoltà di Lettere,
– dichiara il Consigliere Comunale del PDL e
Presidente Provinciale di Azione Giovani – Giovane
Italia, Francesco TORSELLI - ci troviamo a dover
constatare una prosecuzione della violenza politica
ai danni della destra studentesca”. “ Sarà mio
compito – prosegue TORSELLI – portare all'attenzione
di tutte le istituzioni cittadine questa brutta
vicenda, al fine di evitare che si alzi la tensione
e di garantire a tutti il diritto di espressione”.
“Nel volantino di rivendicazione che gli
occupanti hanno distribuito questa mattina si
richiama più volte il nome del Centro sociale di
destra Casaggì Firenze,- dichiara Marco
SCATARZI, Responsabile della struttura -
accostandolo ad una retorica vuota ed idiota
alla quale siamo purtroppo abituati. “E'
evidente che un polo di aggregazione giovanile
che svolge una quotidiana attività sociale e
culturale sul territorio non vada a genio ai
paladini di quell'antifascismo militante che
trova nell'intolleranza e nell'odio politico la
propria ragion d'essere”.
“Anche questa mattina gli studenti hanno dovuto
tristemente assistere al teatrino messo in scena dai
burattini della Rete dei Collettivi, che hanno
impedito fisicamente lo svolgimento di una riunione
istituzionale, - dichiara il Coordinatore di Azione
Studentesca Toscana, Matteo CONTI – arrivando
addirittura ad alzare le mani su delle ragazze
minorenni”. “ Per colpa di questi falsi
rivoluzionari gli studenti fiorentini sono stati
privati della loro rappresentanza studentesca, da
loro scelta ed eletta regolarmente nel mese di
ottobre”. “Chiediamo a tutte le forze politiche –
prosegue CONTI - di condannare all'unanimità questo
gesto di intollerabile prevaricazione e a tutte le
istituzioni scolastiche di provvedere all'immediata
delegittimazione della Rete dei Collettivi
Studenteschi, affinché sia loro negata ogni sorta di
attività organizzata all'interno degli istituti
fiorentini, dal momento che sono tutte illegali e
fondate sulla discriminazione delle altri parti
politiche”. “Abbiamo anche dovuto constatare che i
“rivoluzionari del XXI secolo”, appena conclusa la
plenaria, sono andati a supplicare le Forze
dell'Ordine di convincere i ragazzi della Consulta a
non sporgere la denuncia per evitare che la notizia
arrivasse ai genitori”. “ La nostra risposta –
conclude CONTI - a queste bieche intimidazioni sarà
immediata: da domani tappezzeremo letteralmente ogni
scuola della provincia e affermeremo con forza che
non saranno questi bambocci a fermare la nostra
marcia”.
SABATO
17 APRILE: "LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE".
MARCO TARCHI A CASAGGì FIRENZE!
Sabato 17 aprile alle ore 17 Casaggì
Firenze, in collaborazione con Azione Giovani-Giovane
Italia e Azione Studentesca, ospiterà la presentazione
de “La Rivoluzione Impossibile”, libro curato da Marco
Tarchi e approfondimento di ottima fattura sulla
esperienza politica, culturale e comunitaria dei Campi
Hobbit. Un’analisi lucida e chiara, ma anche carica di
quel dovuto coinvolgimento che, a tratti, riaffiora
dalle pagine scritte dai militanti dell’epoca. Un lavoro
che, dopo tante pessime pubblicazioni e molti cattivi
critici, ha finalmente messo in chiaro parecchi aspetti
della nostra storia.
Cos'erano i Campi Hobbit e come si è
svolta l'ascesa politica dei ragazzi che tra il 1977 e
il 1980 parteciparono ai tre "festival della giovane
destra"? Quali erano i loro ideali e perché la loro
tanto attesa rivoluzione, iniziata a suon di musica e
spettacoli, tra tendopoli e mercatini, si è rivelata in
quegli anni impossibile? "Hobbit/Hobbit" fu il libro che
di quei Campi raccontò, con la voce dei protagonisti, la
singolare vicenda. Attorno a questo documento, per
ricostruire il profilo di un'esperienza che fu in gran
parte anche la sua, Marco Tarchi costruisce un resoconto
storico basato su analisi scientifica e recupero di
numerose fonti.
"La rivoluzione impossibile" è il
tassello mancante delle tante ricostruzioni proposte del
"fascismo degli anni di piombo", dove a emergere è il
lato confuso e contraddittorio, ma anche intriso di
passioni e ambizioni ingenue, che fece da contraltare al
versante oscuro, così spesso descritto come il carattere
dominante dell'"arcipelago nero" di quell'epoca. Un lato
che talvolta si incrociò con l’altro, vi si confuse o ne
fu sopraffatto, ma riuscì a prevalere in molti militanti
che nella stagione più dura della guerra per bande nere
e rosse non smarrirono né l’anima né il senno né la
dignità.
L’autore: Marco Tarchiè
professore ordinario presso la Facoltà di Scienze
Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze.Èstato
considerato una delle figure eminenti della cosiddetta
Nuova Destra italiana degli anni Settanta e Ottanta.
Oggi, non credendo all’utilità delle categorie di
Sinistra e Destra per comprendere ed interpretare i
problemi dell’epoca attuale, prende parte al dibattito
delle idee al di fuori di ogni schieramento politico.
Tra le sue opere ricordiamo “Cinquant’anni di nostalgia.
La destra italiana dopo il fascismo” (Rizzoli 1995),
“Dal Msi ad An” (Il Mulino 1997), “L’Italia populista”
(Il Mulino 2003), “Il fascismo. Teorie, interpretazioni,
modelli” (Laterza, 2003), “Contro l’americanismo” (Laterza,
2004).
SABATO 3 APRILE: ESPORTARE RIVOLTA!
AZIONE STUDENTESCA RIEMPIE CASAGGì: IL RESOCONTO...
Sabato 3 aprile, come si è notato
in città per le svariate centinaia di manifesti
affissi su ogni superficie verticale, si è
svolta l'assemblea di Azione Studentesca per
lanciare quella che sarà la nuova campagna del
movimento.
Non meno di 150 studenti medi, provenienti da
ogni scuola, hanno battezzato l'ennesima
piattaforma di lavoro del movimento, nonostante
i ponti pasquali, le vacanze e le partenze.
Azione Studentesca, che ricordiamo essere - per
numero di iscritti ed eletti - il primo
movimento nazionale, non ha proprio di che
lamentarsi e, a differenza di molti altri, non
esiste solo sul web. Nella "rossa" Firenze, lo
scorso ottobre, ha conquistato la Consulta
Provinciale degli studenti e sbaragliato ogni
concorrenza, come in almeno altre 15 province
d'Italia.
Nella sola Firenze sono presenti 25 nuclei
attivi, ognuno dei quali impegnato
quotidianamente nella produzione autonoma di
riviste, cineforum, assemblee e iniziative di
vario genere. La militanza studentesca, fatta
metro per metro, è pane per i nostri denti. Dopo
l'assemblea, a Casaggì, si sono intrattenuti in
molti per l'aperitivo e la cena sociale del
sabato sera, con cinquanta coperti serviti e
riveriti.
E' SOLO L'INIZIO DI UNA PRIMAVERA
DA PAURA!
20 MARZO: CORTEO NAZIONALE A ROMA!
LA COMUNITA' FIORENTINA IN PRIMA LINEA...
Si è tenuta a Roma,
sabato 20 marzo, la grande manifestazione del
centro-destra per rimarcare con la presenza di piazza la
forza movimentista di chi non ha alcuna intenzione di
arrendersi di fronte alla burocrazia e alla faziosità.
Mezzo milione di persone hanno preso parte ad una grande
iniziativa di Popolo alla quale la nostra Comunità ha
partecipato riempiendo in pochi giorni un paio di
pullman e sfilando per le vie della capitale assieme al
più grande e partecipato movimento giovanile e
identitario della nostra storia: la Giovane Italia. Un
grande auspicio di lotta e di militanza per i giorni a
venire, che le immagini e il video di seguito mostrano a
tutti senza troppi fraintendimenti. Siam la Giovane
Italia che guarda lontano, vuole il futuro e lo prende
per mano!
LA GIOVANE ITALIA VOTA MONICA FAENZI!
In queste
settimane la Comunità umana e politica di Azione Giovani
- Giovane Italia, mobilitata nel suo insieme dai nuclei
studenteschi ai comitati di quartiere, darà il proprio
contributo alla campagna elettorale per le elezioni
regionali del 28 e 29 marzo. Come sempre, sarà una
campagna elettorale fatta di militanza e di attivismo,
di svariate migliaia di manifesti affissi su ogni
bandone e di svariate migliaia di volantini distribuiti
in ogni angolo della città e delle provincia. Dal
centro-destra ci aspettiamo quel che abbiamo sempre
condiviso: il riscatto di proprietà della casa per gli
italiani, la costruzione del CIE, la lotta al precariato
e alle cooperative rosse, l'abbattimento del sistema di
potere che la sinistra ha messo in piedi in decenni di
egemonia, la volontà di creare una nuova classe
dirigente, l'attenzione ai giovani e alle strutture
giovanili nel sociale, la costruzione di una scuola del
merito e della condivisione contrapposta al modello
sessantottino, la guerra senza quartiere al degrado e
alla droga, la valorizzazione dell'istituto familiare,
la difesa dell'artigianato contro i tentacoli delle
multinazionali e delle grandi lobby, il rafforzamento
del senso di appartenenza al territorio, alla Terra e
alle sue tradizioni locali, l'attenzione ed il giusto
equilibrio tra grandi opere e salvaguardia dell'impatto
ambientale e della vivibilità, il ritrovarsi di quella
sovranità popolare troppo spesso affogata da gestioni
centralistiche ed eterodirette da centri potere ben
lontani dalla strada.
Ritti
sulla cima del mondo lanciamo, ancora una volta, la
nostra sfida alle stelle!
A PENSAR MALE SI FA PECCATO...
CRONACA DI UN'INIZIATIVA ANNULLATA
di Francesco Torselli
A pensar male si fa peccato, ma
spesso si indovina, diceva il vecchio Giulio
Andreotti che in quanto a politica, beh, un po' ne
sapeva...
Come molti di voi ormai già sapevano,
a causa del tam-tam mediatico che si era già
scatenato, il prossimo 20 marzo, a Casaggì, centro
sociale di destra fiorentino, sarebbe dovuto andare
in scena uno degli atti politicamente più rilevanti
degli ultimi anni. E non si pensi a chissà quale
ospite invitato o a chissà quale grande tema
trattato, l'importanza dell'evento stava, questa
volta, nel fatto che, per la prima volta in
assoluto, i Giovani Democratici, eredi di quella
Sinistra Giovanile che un tempo fu la FGCI,
movimento giovanile del Partito Comunista Italiano,
si sarebbero seduti ad un tavolo con noialtri
dirigenti e responsabili della Giovane Italia,
movimento che sta nascendo dal ventre materno di
Azione Giovani, a sua volta discendente di quel
Fronte della Gioventù, ex-movimento giovanile del
MSI.
Una bella occasione. Per almeno tre motivi.
Il primo è che in mezzo ad una politica fatta sempre
meno di idee e di valori e sempre più di schiamazzi
ed insulti, volevamo dimostrare come esistessero
invece due classi dirigenti emergenti capaci di
esprimere visioni del mondo contrastanti,
differenti, ma al tempo stesso capaci di
confrontarsi serenamente attorno ad un tavolo,
avendo messo da parte in maniera definitiva gli
steccati ideologici che, solo qualche decennio fa,
avrebbero reso impossibile un confronto del genere.
Il secondo motivo riguarda Casaggì. Un luogo che (e
non siamo noi a dirlo, ma chiunque, esterno
all'ambiente, lo abbia visitato...) ha rotto non
pochi schemi nello scenario politico fiorentino. Un
centro sociale di destra che si contrappone al
classico stereotipo di centro sociale che siamo
abituati a vedere schierato diametralmente su sponde
opposte. Un luogo dove si svolgono decine di
attività metapolitiche, ricreative ed associative
che, fino ad oggi, parevano essere appannaggio
esclusivo dell'estrema sinistra. Un micro-mondo del
quale in molti hanno provato a parlare, ma che solo
pochi sono stati capaci di descrivere in maniera
adeguata attraverso le parole. Un luogo che,
purtroppo, il qualunquismo ancora dilagante finisce
troppo spesso per rinunciare a capire, etichettando
il tutto con una parola, "fascisti", che nel
linguaggio degli ignoranti significa ormai tutto e
nulla. Ebbene, i "fascisti", quelli che avete
descritto (e scritto purtroppo!) come soliti a
ritrovarsi a Casaggì vestiti in uniforme da SS ad
inneggiare "Giovinezza!" salutando romanamente il
sole nascente in giardino, stavolta avevano sorpreso
un po' tutti, riponendo le loro insegne "Gott Mit
Uns" nell'armadio e dimostrandosi talmente aperti da
voler ascoltare e confrontarsi coi loro pari-età di
sinistra, magari di fronte anche ad un pubblico
misto, visto che all'evento erano stati invitati sia
giovani di destra che giovani di sinistra.
Il terzo motivo era prettamente politico: in piena
campagna elettorale per le Elezioni Regionali,
ritenevamo interessante, e soprattutto producente
per i giovani, dibattere su cosa, i candidati dei
due principali schieramenti in competizione,
avrebbero intenzione di fare, una volta eletti, per
quella categoria "under 35" che pare soffrire
l'attuale crisi economica più di ogni altra fascia
d'età. Un bella occasione... era. Già... era! Perchè
a quanto pare questa cosa "nun sa' da fa'...". A
pochi giorni dall'evento, con migliaia e migliaia di
volantini già diffusi in scuole ed università, i
Giovani Democratici sono stati costretti a declinare
l'invito "a causa di un sopraggiunto evento di
notevole importanza per la campagna elettorale in
corso, proprio in data 20 marzo".
Peccato... Ma come diceva il buon vecchio Giulio,
citato in apertura di questo pezzo, a pensar male si
fa peccato, ma spesso si indovina... E allora, lo
dico, a me viene da pensar male. Conosco gli
invitati al dibattito, sponda PD, e sono pronto a
giurare sulla loro buona fede. Sono ragazzi che,
analogamente a noi, fanno politica per passione,
perchè vittime di quel fuoco ideale che inizia in
giovanissima età a bruciarti dentro e che piano
piano divampa fino a rendere l'impegno politico e
militante la tua vita stessa. Questo fuoco può
essere rosa o azzurro, rosso o nero, ma quando è
fuoco vivo, spontaneo, puro, il fuoco è lo stesso,
sia che bruci nel cuore di un giovane di destra che
nel cuore di un giovane di sinistra.
Allora su chi, su cosa pensar male? Senza scomodare
episodi del passato decisamente più grandi di noi,
ma mi viene di pensare che forse, a qualcuno, questo
confronto generazionale avrebbe forse dato fastidio.
Mi viene da pensare che qualcuno abbia non pochi
interessi a lasciare che la politica sia la becera
arena dove combattono galli che hanno da dimostrare
la propria forza e la potenza del loro chicchirichì.
Forse, in piena campagna elettorale, dei giovani
che, pur partendo da sponde ideali avverse,
avrebbero potuto trovare una sorta di convergenza su
tematiche generazionali da sbattere in faccia ai
rispettivi schieramenti, era un evento da evitare in
ogni maniera... Sia mai! Dividi et Impera!
Di questi giochetti politici, sempre che di
giochetto politico si sia trattato, ne abbiamo
sinceramente le tasche (politicamente corretto)
piene. Di essere trattati come numeri, come riempi
sale, come attacca manifesti, come portavoce di
qualche vecchio bacucco che non riesce più a parlare
con la società del tempo, tanto fuori da essa ormai
si trova, di portare acqua alla corrente di Tizio e
di Caio... Ma questo è un altro discorso, da
affrontare a breve, ma in altra circostanza. Questa
volta ha senso solo dire che se qualcuno ha pensato
di annullare questo dibattito per motivi da manuale
Cencelli della politica, beh, stavolta è caduto
male...
Perchè se il 20 marzo, data fissata per l'evento, ai
Giovani Democratici è sopraggiunto un inderogabile
impegno elettorale... Va bene. Crediamoci.
Aspettiamo per vedere. Ma dal giorno dopo lavoreremo
per organizzare nuovamente un evento analogo a
questo, nella prima data utile scelta, ovviamente,
dai nostri ospiti. Sarà quella la prova del nove per
capire se questo confronto si potrà o non si potrà
fare.
Il tempo ci darà (a breve) una risposta. Intanto noi
aspettiamo in campo, già schierati, con la curva dei
nostri tifosi già colma. I cancelli del resto dello
stadio restano aperti ed il tunnel degli spogliatoi
è li... In attesa della squadra avversaria... Tante,
troppe volte, in passato da quel tunnel non è uscito
nessuno perchè nessuna squadra voleva giocare contro
di noi. Ed il bello è che la vittoria a tavolino
veniva comunque assegnata a loro! Oggi che i tempi
sono cambiati non valgono più le regole scritte nel
'68... Se dal tunnel non esce nessuno, il 3-0 a
tavolino stavolta va a noi. Questo è certo.
IN CENTINAIA AL TALENT ROCK DI CASAGGì.
I MURI CROLLANO E LE AVANGUARDIE SI FANNO STRADA...
Lo scorso 9 novembre la nostra Comunità umana, militante
e politica ha degnamente ricordato la caduta el muro di
Berlino. Ne ha esaltato il valore storico, ma senza
scadere nel buonismo di chi vorrebbe farci credere che
ciò che ne è seguito sia qualcosa di diverso da un
grande supermercato europeo nel quale si paga con la
stessa moneta e si crede di essere liberi per il solo
fatto che si possa scegliere tra qualche marchio diverso
e stare in coda al centro commerciale. Lo sappiamo bene,
e per questo dicemmo che molti muri erano ancora da
abbattere...
Nel nostro piccolo è accaduto lo stesso. Casaggì cresce
e si radica, ese allo scoperto e fa proseliti, elegge
persone e diventa una realtà politica oltre che
militante, ludica e comunitaria. Ai tanti sforzi
corrispondono altrettanti traguardi, ma i passi da fare
sono ancora moltissimi. Non si smette mai di combattere,
perchè tutto è in movimento e la nostra perenne ricerca
di ciò che ci sta a cuore - anche quando parrebbe priva
di senso - trova una ragion d'essere nel solo compiersi
del proprio essere.
Lo scorso sabato, il 6 marzo, è andato in scena il
"Talent Rock". Quattro band sul palco, il nostro "centro
sociale di destra" stracolmo di gente, il bar che non si
ferma un attimo e sforna cinquecento bevute, la griglia
sempre accesa e mille brindisi ad un futuro di
conquiste. Una serata come mille altre ne abbiamo fatte.
Eppure una serata diversa, totalmente diversa. Diversa
in positivo, perchè assolutamente trasversale.
Trasversale e condivisa, popolata e vissuta, allegra e
multicolore. Bene, ci siamo detti, uno dei nostri
piccoli traguardi è stato raggiunto. Un altro mattone è
stato portato al cantiere, come mille altri in futuro.
La trasversalità, che per noi non significa
annacquamento ma partecipazione, è oggi una realtà della
nostra struttura. Gente di ogni tipo ha partecipato al
"Talent Rock". Senza vergogna, senza pregiudizi, senza
quella maledetta mania del ghetto che porta molti a
nascondersi, a trincerarsi dietro un odio costruito ed
eterodiretto, ad adoperarsi nell'angustia di una
superiorità che, fin quando non si confronta col mondo,
è sempre presunta e mai reale. E tutto questo a Firenze,
una città dove una retroguardia di zombie ambulanti
ormai privi di collocamento nel sociale vorrebbe
riportare le lancette del confronto tra le parti
indietro di quarant'anni. Col confronto, con il sale
della differenza, del coinvolgimento e dell'aggregazione
si costruiscono le avanguardie, si creano i giorni a
venire e si ridestano le generazioni nei ranghi
dell'essere, del vivere e del sognare. Questo i più
giovani lo hanno capito bene e non giudicano senza aver
prima visto, toccato e vissuto.
OLTRE MILLE AL CORTEO DI CASAGGì E AZIONE GIOVANI
La Firenze
identitaria rende giustizia ai martiri delle foibe con
un corteo memorabile. Noi non scordiamo!
Come da tradizione il
grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe
organizzato da Casaggì e da Azione Giovani – Giovane
Italia si è confermato come l’evento di piazza più
importante dell’anno per tutto il centro-destra
fiorentino. Mille e più persone vi hanno partecipato
senza pensarci due volte, uniti nel ricordo degli oltre
30.000 italiani infoibati e dei 350.000 esuli
giuliano-dalmati e istriani. Il lungo corteo ha sfilato
compostamente sotto le insegne tricolori, inquadrato e
silenzioso, da Casaggì lungo il Mugnone e fino al Largo
“Martiri delle foibe”, dove si è tenuto il consueto
comizio conclusivo e l’inno nazionale d’ordinanza.
Giovani e meno
giovani, marciando, hanno reso giustizia a sessant’anni
di silenzio e di odio, di livore e di menzogne. I saluti
dei passanti e della gente del quartiere hanno fatto da
cornice ad una splendida giornata, che i soliti cento
annoiati, riunitisi nell’ormai stucchevole forma del
presidio antifascista, hanno cercato con esiti
tragicomici di rovinare. Basterebbe sottolineare il
fatto che questi signori, evidentemente dotati di molto
tempo libero e assai lontani da quel mondo operaio del
quale non sono mai stati gli interpreti, vivono di
antitesi e – quindi – di luce riflessa. Ma la
superiorità impone che dinanzi alla rappresentazione del
subumano si passi oltre con passo fiero e sorriso di
scherno.
Un grande momento
comunitario e identitario, sicuramente il più
partecipato e riuscito degli ultimi anni. Un momento di
piazza che ricorda a tutti che la destra politica è
anche e soprattutto mobilitazione, partecipazione e
militanza; è giovinezza fatta di brivido e di
contrapposizione, di rischio e di adrenalina; di gioie e
di dolori, di sentimenti veri e pulsanti come la vita
che ci scorre nelle vene. Quella destra, a Firenze, è
ben rappresentata e fa paura a chi vorrebbe ridurla ad
un comitato d’affari di bambocci incravattati e di sedi
usate come vetrine, di gente pagata per dire
“sissignore” e di ventenni che sono già vecchi, morti e
sepolti. Non faremo nostro il vuoto che avete eretto a
baluardo di un mondo che vive nella perenne rincorsa di
titoli, premi, guadagni e carriere, perché crediamo che
prima di operare al di fuori sia necessario edificare in
sé stessi. La libertà non si compra e non si delega: si
nobilita. Ed è per questo che non ci avrete mai!
Un ringraziamento va
a chi si è speso per l’organizzazione dell’evento e che,
senza l’aiuto di nessuno, ha messo in piedi tutto
questo. Un grazie a Casaggì, ad Azione Giovani ed Azione
Studentesca, ad Azione Universitaria, a Casa Pound e ai
tanti uomini liberi che non si fanno mai pregare per
mettersi in gioco. Un grazie ai ragazzi del servizio
d’ordine, a chi si è sporcato le mani di colla ed ha
passato notti polari ad affiggere manifesti, a chi si è
svegliato alle cinque del mattino per distribuire
volantini sotto la pioggia, a chi ha imbustato e spedito
migliaia di inviti, a chi si è sbattuto tra telefonate,
assemblee e riunioni, a chi – insomma – ha fatto propri
i metodi dell’attivismo che non si limitano al
ticchettio delle dita sulla tastiera o alla squallida
opera del portaborse, ma che prendono le sembianze delle
AZIONI, della MILITANZA e del LAVORO. Imparino in tanti.
FOIBE: OLTRE L'ODIO, IL RICORDO.
Cronaca di
un'idiozia annunciata che uccide i martiri italiani per
la seconda volta e non smentisce chi nega la Verità
Azione Giovani –
Giovani Italia e Casaggì Firenze si uniscono alle parole
di sdegno e di condanna che in questi giorni Francesco
Torselli, nostro consigliere comunale, ha avuto modo di
esprimere nei confronti di chi – come da peggior
tradizione – ha minacciato di voler impedire il grande
corteo in ricordo dei martiri delle foibe e contro i
crimini del comunismo che si terrà il prossimo 6
febbraio.
La nostra Comunità,
che come ogni anno si è sobbarcata l’onore e l’onere di
organizzare quello che risulta essere il più importante
appuntamento di piazza dell’anno politico fiorentino,
non ha alcuna intenzione di cedere dinanzi alle minacce
di qualche annoiato che, evidentemente a corto di
argomenti, si vede costretto a riesumare lo spettro
dell’antifascismo per mobilitare qualche anima nel
freddo inverno toscano. Sono le stesse persone che poi,
ogni quarto d’ora, hanno l’ardire d’indignarsi per ogni
cosa: il governo italiano che nega la libertà
d’espressione, quello iraniano che uccide gli
oppositori, quell’altro che discrimina le minoranze,
quell’altro ancora che viola i diritti umani. Ma, appena
se ne ha l’occasione, non ci si perita dall’impedire
agli altri di ricordare dei morti. Ormai, purtroppo, è
una prassi cui siamo ben abituati. Ma la superiorità
impone di marciare a testa alta, con consapevole
indifferenza.
NATALE SOLIDALE CON GLI ITALIANI SENZA UN TETTO...
IL
19 DICEMBRE CASAGGì OSPITA LE FAMIGLIE ITALIANE IN
EMERGENZA ABITATIVA.
UN
APERITIVO SOLIDALE CON SPORTELLO SOS PER GLI ITALIANI
SENZA CASA, CON INTERVENTO DI FRANCESCO TORSELLI E DEI
DIRIGENTI DEL CENTRO-DESTRA
E’ stato un anno
incredibile per la nostra Comunità: la conquista del
consiglio comunale con centinaia e centinaia di voti
raccolti nelle periferie e casa per casa, la conquista
della consulta degli studenti dopo sessant’anni di
egemonia “rossa”, la vittoria nei consigli di facoltà
dell’Ateno, l’ingresso nei comuni della Provincia e
nelle circoscrizioni cittadine, le tante attività
militanti, aggregative e metapolitiche, le battaglie al
fianco della gente, le mille serate comunitarie e i
tanti volti nuovi che hanno iniziato un percorso di vita
non conforme. Insomma, un grande 2009.
Per concluderlo non
potevamo non scegliere un momento di ritrovo, di
Comunità e di solidarietà al fianco di chi se la passa
peggio di noi. Ecco perché abbiamo scelto di dare corpo
al “Natale Solidale” assieme a tutte quelle famiglie
italiane, purtroppo sempre di più, che non hanno un
tetto sopra la testa. Famiglie con figli, con anziani e
con persone disoccupate. Famiglie in graduatoria, in
occupazione e in lotta. Famiglie senza un futuro certo,
vittime della burocrazia o della speculazione,
dell’usura bancaria o dell’inefficienza di chi dovrebbe
garantire loro dei diritti. Famiglie che adesso hanno
scelto di mettere in piedi un movimento, “Emergenza
Casa”, col quale abbiamo iniziato una collaborazione
quotidiana.
Con loro
trascorreremo il momento degli auguri, perché sono le
persone che ne hanno più bisogno. Nessuna cena di gala,
nessun evento mediatico per scaldare qualche poltrona e
prendere qualche prima pagina, nessun cameriere in
guanti bianchi e nessuna vetrina. Saremo noi, come
sempre. Noi e loro. Una Comunità in movimento.
CASAGGì RINGRAZIA PER LA SPLENDIDA SERATA...
GRANDE SUCCESSO PER IL TRIBUTO A MISHIMA CON BUSSAGLI E
SKOLL
E’ andata bene ieri
sera. Una gran folla ha riempito Casaggì, costringendo
molti ospiti ad ascoltare il concerto dal giardino senza
riuscire a vedere il palco allestito all’interno. Un
freddo cane, ma tanta voglia di farsi sentire.
La serata in tributo a Yukio Mishima, scrittore e uomo
d’azione di un Giappone ormai scomparso, è stata un
grande momento di cultura e di Comunità, corredato da
facce giovani e meno giovani e da generazioni diverse
unite da quel movimentismo che Casaggì ha saputo
riportare in vita in una città morta. Nessuno ci avrebbe
mai creduto, ma è un dato di fatto. Un filmato
commovente ha accompagnato la magnifica interpretazione
di Paolo Bussagli e la fantastica musica di Skoll, ormai
annoverato tra gli autori di spicco della musica non
conforme italiana. Canzoni e parole di lotta, di vita e
di militanza. di Tradizione e di rievocazione. Canzoni
per chi non si arrende, stretto e affiancato dai propri
fratelli, in momenti che difficilmente dimenticheremo.
Canzoni per noi ed anche per gli altri.
Ma la serata era anche un momento di festa per la
recente conquista della Consulta Provinciale degli
studenti, traguardo raggiunto dopo anni di sforzi e di
sacrifici. Ma tutto è stato ampiamente ripagato dalle
tante facce nuove che si sono avvicinate e si avvicinano
al nostro mondo militante con interesse ed entusiasmo.
E’ stato anche un momento di solidarietà per Jacopo e
Gabriele, i due ragazzi aggrediti in settimana durante
un volantinaggio nella facoltà di Lettere, dai soliti
eroi in soprannumero.
Ringraziamo tutti i ragazzi che, armati di sacco a pelo,
hanno fatto centinaia di chilometri per essere con noi.
Ringraziamo Paolo Bussagli e Skoll per la magnifica
serata, la passione e la qualità dello spettacolo messo
in piedi. Ringraziamo chi c’era e chi ha lavorato
all’organizzazione dell’evento.
Sursum corda!
COMBATTIMENTO, ADDESTRAMENTO E TRADIZIONE
IL
SISTEMA DI ASSALTO DEL LEONE IN ESCLUSIVA PRESSO CASAGGì
FIRENZE
VITTORIA ALLA CONSULTA STUDENTESCA: FACCIAMO FESTA!
I movimenti
vicini alla Giovane Italia hanno conquistato la
Presidenza e la Segreteria della Consulta Provinciale
degli studenti. La destra giovanile festeggia con una
gran serata a Casaggì: teatro e concerto!
Nessuno avrebbe mai
potuto pensare che la Consulta degli studenti, organo
provinciale delle scuole medie superiori fiorentine,
potesse essere conquistata dalla destra giovanile. Dopo
anni di dure battaglie, di militanza e di azione, il
popolo studentesco ha premiato con una maggioranza
schiacciante chi ha anteposto la proposta al piagnisteo,
lanciando battaglie identitarie e reali, concrete e
ribelli.
La nostra Comunità
festeggia il successo con una grande serata, che si
svolgerà a Casaggì, "centro sociale di destra" e punto
di riferimento per il mondo giovanile identitario
fiorentino, SABATO 28 NOVEMBRE dalle 21.
Sarà una serata di
cultura, di Comunità e di arte. Una serata in tributo a
Yukio Mishima, scrittore e uomo d'azione dalla tenacia
esemplare. Una serata che vedrà la partecipazione di
Paolo Bussagli nel recital dedicato alla figura di
Mishima ed il concerto di Skoll, punta di
diamante della "Musica Alternativa".
La serata sarà
corredata da filmati a tema e da una attenta selezione
libraria del nostro gruppo di ricerca, che permetterà a
tutti di approfondire l'universo culturale della
tradizione nipponica.
PER CONSULTARE LE PROPOSTE
STUDENTESCHE CHE HANNO CONSENTITO ALLA DESTRA GIOVANILE
DI CONQUISTARE LA CONSULTA, CLICCA
QUI
PROSSIMO EVENTO
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IN PROVINCIA
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CONOSCERE
TESSERAMENTO
GIOVANE ITALIA
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COSA FATTA
CAPO HA
CASAGGì FIRENZE: AZIONE CONTRO LE BANCHE!
Sigillati gli
istituti di credito fiorentini contro usura bancaria,
speculazione e signoraggio della moneta...
“Questa notte i militanti di Casaggì,
centro sociale di destra fiorentino, hanno compiuto una
simbolica azione futurista con la quale hanno sigillato
gli ingressi di diverse banche ed istituti di credito
fiorentino apponendovi sopra un cartello con scritto
"chiuso per usura".
"Con questo gesto - fanno sapere da Casaggì - abbiamo
voluto simbolicamente attaccare il simbolo
dell'arricchimento alle spalle del popolo che sfrutta il
costo del denaro per comportamenti che poco si
diversificano da quelli degli usurai".
In un momento di crisi planetaria come quello attuale,
sono sempre di più le persone che finiscono nella
miseria e nella disperazione perchè vittime di mutui e
tassi di interesse, mentre i potenti del mondo godono
dei frutti del loro denaro guadagnato col lavoro e la
fatica.
“L’azione – ribadiscono da Casaggì – intende
sensibilizzare media, istituzioni e cittadinanza al tema
del signoraggio della moneta, della speculazione, dei
tassi e dei mutui da usura e dell’egemonia della finanza
e della pratica bancaria sulla dignità della persona e
sulla giustizia sociale”.
"Per una destra identitaria e sociale - affermano da
Casaggì – che si batte ogni giorno per i diritti del
proprio popolo, nell'era dell'occidentalismo e del neo
liberismo sfrenato, le banche, le finanziarie ed i fondi
di investimento multinazionali rappresentano senza
dubbio un ostacolo all’autodeterminazione e alla
sovranità.
“Siamo fiduciosi e guardiamo con attenzione all’operato
del Ministro Tremonti e del governo – concludono da
Casaggì - che più volte ha manifestato di avere
obiettivi e idee in linea con la nostra visione del
mondo e che, senza dubbio, rappresenta l’unica
alternativa politica all’egemonia del mercatismo".
LA
LIBERTA' DEI POPOLI ABBATTE OGNI MURO!
Per il
ventesimo anniversario della caduta del muro di
Berlino...